Vedessi mio zio...!!

I bambini hanno due modi per sfidarsi: o
aspettare la fine della giornata scolastica
e azzuffarsi allegramente, o
lanciarsi in un ring verbale condito
di sane bugie.
In quest'ultimo caso viene tirato sempre in ballo
lo zio.
Sempre super, ricco e fantastico.
Mio zio è così, mio zio è colà.
Mio zio ha dei diamanti, due elicotteri, uno yatch, dei libri di magia nera, mi regala due milioni ogni Natale, ha la collezione di francobolli più grande al mondo, ha cenato con Pippo Baudo, ha una casa al mare e una in montagna...
Seee, vedessi mio zio, allora: ha la riserva aurea mondiale, un aeroporto, una nave da crociera, è laureato a Hogwarts, ogni giorno mi regala 10 milioni, ha cinque Gronchi Rosa, ha cenato col Presidente, ha tre ville con piscina e tre baite sulle Dolomiti...
Ma, la cosa bella, è che anche i nostri cugini
avranno detto ciò,
e il loro zio è, alla fine, nostro padre.
Quindi, anche noi, figli di nostro padre,
ovvero lo zio,
siamo un pò super, ricchi e fantastici.
Ottimo.

...io e te...3MST

Ancora sulla nuova generazione:
invidia? noi? ma dove?
hanno bisogno di portare jeans
a vita bassa per mettere in risalto la marca
delle mutandine.
Ma andiamo.
Se si ha bisogno di firmare il contenitore,
vuol dire che è il contenuto ad essere
carente...
E le ragazze?
Ormai sono vergini soltanto se
nascono
dal 24 agosto al 22 settembre.
Invidia? Ma dai...
Loro,
così distanti da noi,
3 metri sotto un treno.

[FILM] Marie Antoinette, la recensione


Le rose (appassite) di Versailles
Marie Antoinette, di Sofia Coppola
con Kirsten Dunst
2006

Gli ultimi splendori di Versailles sono il prologo alla Rivoluzione. Su questo teatro scintillante si muove la principessa -poi regina- di Francia, la bella Maria Antonietta.
Ha lasciato l'Austria a 14 anni per andare in sposa a Luigi XVI, e avrebbe condiviso col marito il destino tragico scritto dalla Storia.
Partiamo appunto dalla Storia: il film di Sofia Coppola, alla sua terza prova, non bada molto, in apparenza, alla Storia. Gli eventi non sono che sfondi lontani, l'eco non riesce ad arrivare al cancello della reggia, ma bussa sempre più forte, fino alle drammatiche conseguenze. Ma per adesso la reggia è un mondo a parte, la fame non esiste e la povertà nemmeno. Qui esistono balli, gioco d'azzardo, tresche e pettegolezzi: una vita d'inferno color pasticca. Maria Antonietta -una bravissima Kirsten Dunst- è trascurata dal marito, inondata dalle pressioni politiche e perciò spesso e volentieri si lascia andare, su quello sfondo patinato che è Versailles. E' sola, sebbene ci siano decine di dame di compagnia, è sola, sebbene possa ottenere diamanti e vestiti in continuazione.
E' sola, in una reggia immensa.
E gli altri personaggi non sono che manichini fugaci, attori di un dramma già in atto, ma tutti con l'unico tragico ruolo di funzione a Maria Antonietta stessa.
Gli episodi raccontati sono veloci, stacchi di ripresa continui, ma che spesso indugiano sul soggetto quell'attimo in più per farcelo capire, seppur senza parole nè approfondimento.
La pellicola poi è pop. Un pop pregiato, di classe. Già dallo stile della scritta del titolo, che, col suo contorno rosa-shocking, sembra richiamare un famoso album punk-rock.
E la colonna sonora è pop: pezzi ricercatissimi, dark, rock, come durante la scena del ballo.
E il contorno è pop: colori, vestiti, cibi. Tutto coperto di verde pastello, celeste, rosa.
In sostanza, una gioia per gli occhi, un film di intrattenimento visivo che però non ha la stessa forza di un Barry Lindon di Kubrick.
Resta un ottimo film, ma se appunto volete capirne meglio il contesto storico, iniziate prima a vedere Lady Oscar.

Voto: 8

Ascoltare e ascoltarsi

Quanto siete disposti ad ascoltare gli altri?
Quando sarete disposti ad ascoltare voi stessi,
così
in tranquillità,
nel dormiveglia,
interpretare ogni visione nottura,
e non spaventarsene affatto.
Così potrete parlarvi,
sentire cosa volete
anche se,
alla fine,
non volete proprio nulla.
Capirete i vostri desideri,
sceglierete la vostra strada.
Molti non sanno asoltarvi,
è vero
ma non gridate
non alzate la voce.
Anzi,
allontanatevi dal caos delle città,
andate in una tranquilla campagna
della vostra mente e
parlate piano,
come un racconto attorno al fuoco...
il segreto è questo,
anche con voi stessi.
Ecco, la sentite?
E' la vostra voce...
flebile
eppure già così potente.