trans...izioni


Il popolino informe italiano sembra aver trovato il professore giusto.
Il reality show.
Il reality come vero anticamera del cervello della massa, fa da maestrina insegnando
al volgo tutte le cose a cui il volgo stesso ancora pare non arrivare.
A rompere gli schemi fu il Grande Fratello, non il programma sperimentale della prima edizione, ma quello basato su clichè e personaggi da fumetto che si vede nelle ultime edizioni.
E così, si comincia col banco di prova.
Platinette che affermava con sicurezza che uno dei concorrenti gli/le pareva un trans.
Ovviamente non era vero nulla, la questione si è chiusa così, senza ulteriori notizie (non che ce ne fosse bisogno, d'altronde). Nessuno ha mai tirato nuovamente in ballo questa faccenda con Platinette e lei/lui non ha detto più nulla in proposito.
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Ma il la era stato dato, l'italiano medio ha avuto delle reazioni, probabilmente usate come dati di un'indagine di mercato. E così, un nuovo Grande Fratello, e un vero trans.
Qui il passo è stato cauto: il/la concorrente non ha alzato polveroni nè fatto scandalo (come giusto che sia), forse ha addirittura fatto meno di quello che qualcuno si aspettava.
E poi un ulteriore passo è stato fatto.
Venne l'Isola, venne Luxuria e venne la vittoria di un trans.
Giusto per bilanciare il tutto, contemporaneamente la Talpa era Franco Trentalance con cazzo e coglioni annessi.
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Veniamo al futuro: pare che nell'ennesimo nuovo GF ci saranno un vigile omosessuale già salito alla ribalta per qualcosa, e un bisessuale ignoto al pubblico.
Un altro passo da fare, ora, è il bacio gay maschile.
Ti prego, reality show! Insegna al popolo anche questo!
Così tutti sapranno che due uomini possono baciarsi!
E così, forse, trasmetteranno in tv Brokeback Mountain in edizione integrale.
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"è sempre meglio quando qualcuno decide per noi,
quando qualcuno pensa per noi,
perchè è troppo difficile pensare con la propria testa...
...e allora verrete schiacciati come delle merde!"
(Luna - versione live, Litfiba 1987)

I'll be back! Swartzy contro tutti


Commando, di Mark Lester
Usa 1985
azione-guerra
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"Dovrebbero chiamarlo pupa George!". È una delle prime battute di Swartzenegger, che siede a tavola con sua figlia (la futura Strega Alyssa Milano), e leggiucchia i Cioè americani della ragazzina, dove si parla del fenomeno Boy George.
Una battuta che mette subito in chiaro una cosa: gli unici boy dovrebbero essere come lui, che è muscoloso e tosto, ha faccia monoespressiva, bicipiti protettivi e una gran voglia di spaccare il muso ai cattivoni. Anche se John Matrix si è ritirato in un grazioso chalet, non temete: c'è sempre qualcuno che arriva a turbare la quiete del nostro last action hero, scaraventandolo di nuovo nella mischia, che poi è il desiderio di tutti, sia di chi pagò il biglietto del cinema nel 1985, sia chi rivede questo cult in replica, a scelta tra Italia1 e Rete4.
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Ed è così che entra in scena Bennett (Vernon Wells), baffo alla Freddie Mercury e maglia di ferro, il tutto condito con una sana dose di schizofrenica follia propria dei villains di quegli anni.
Bennett e Matrix erano amici, erano nello stesso Commando, avevano partecipato a chissà quante missioni in giro per il mondo contro terroristi, comunisti, sudamericani.
Ma ora sono nemici. Bennett rapisce la piccola Jenny, e scatena la caccia del Terminator.
La prima parte del film vede Swartzy impegnato a cercare una pista utile per ritrovare Jenny entro poche ore, nonché ad armarsi e prepararsi alla sua guerriglia.
Acchiappa per primo il viscido Sully (David Patrick Kelly, ovvero "guerrieri, giochiamo a fare la guerra" e anche lo zio Jerry di Twin Peaks, anche lì nel ruolo di puttaniere irriducibile), nonostante gli avesse giurato "ti ammazzerò per ultimo!".
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Guadagna la simpatia di Cindy, una hostess esotica senza cognome (Rae Dawn Chong) che guiderà, per tutto il film, tre fuoriserie costosissime e persino un idrovolante.
La bella bambola rinuncia al suo diploma in karate per deliziarci con lo sparo di due razzi: uno colpisce (per sbaglio) una cabina telefonica, l'altro sbalza via una camionetta della polizia.

Dopo aver fatto la spesa in un supermarket delle armi (è vero!), il prode Swartzy/Matrix è pronto a partire verso un'isoletta, luogo ultimo della sua caccia spietata.
A questo punto si scatena la Terza Guerra Mondiale, come temuto, in una battuta tipicamente 80's, dal Generale Kirby (James Olson), ex superiore di Matrix.
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Dopo il massacro di un centinaio di... amigos, armati fino ai denti, dopo l'esplosione delle caserme di questa milizia privata pronta per un golpe, tra un lancio del disco dentato che fa lo scalpo, e un colpo di machete che stacca un braccio, Swartzy è pronto per lo scontro finale con Bennett.
Lo scenario cambia e si scende nel locale caldaie dell'enorme villa sull'isola. Qui troviamo forni in cui divampano violente fiamme, tubi di ferro, gabbie ad alto voltaggio e condutture di vapore. Ognuna di queste cose verrà utilizzata per fini diversi da quello per cui l'uomo le creò durante la Rivoluzione Industriale.
Il finale è quello che tutti già sanno, che sapeva già chi avrebbe pagato il biglietto del cinema del 1985, e che sa chi vuole rivedere il film in dvd o in replica in tv.
Pugni, spari, calci, poi Matrix reagisce.
"...ti sparerò tra le palleeee!" grida Bennett. Peccato però che aveva la pressione troppo alta, per affrontare un vero boy come Swartzy.
Un cult che non stanca mai, probabilmente il miglior film d'azione.

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citazione:
Generale Kirby: Hai lasciato qualcosa anche per noi?
Matrix: Solo cadaveri.