> nei capichiazza si uccide! - ultima parte


L'OSCURO FASCINO DEL PECCATO
Il commissario Chiumento cercava di divincolarsi dalla stretta morsa delle corde di canapa.
- E’ inutile, figliolo… non puoi slegare quelle corde…
- F-figlio di… puttana…
- Suvvia, queste parole! Siamo pur sempre nella Casa del Signore.
- T-ti ammazzo…
- Sì, perché, devi sapere, ci troviamo nel laboratorio sotterraneo del convento. Qui noi frati mettiamo a fondere l’oro che ci arriva dai fedeli e lo trasformiamo in mattonelle con cui vorremmo riempire anche l’esterno della tomba di Padre Pio…, ma soprattutto usiamo questo posto per produrre altre statue di cera in caso qualche pezzo del Santo dovesse staccarsi dal resto del cadavere esposto.


- C-che cazzo vuoi…
- Bravo bravo bravo, commissario Chiumento. Sei riuscito ad arrivare fino a me…
- Perché… perché hai fatto uccidere De Bonis…?
- Perché? Semplice… perché voleva fermare il mio progetto. Il mio e di AntonioPio Thompson.
- Thompson… i cessi?
- Sì, sì… il presidente dei Sanitari Thompson. Abbiamo organizzato una truffa e… mmh, ad occhio e croce tra circa una mezz’oretta questa verrà attuata. Diventeremo ricchi, e dei proventi faremo fifty-fifty.
- Ve lo impedirò…
- Oh ma non puoi, figliolo… Perché quelle corde ti legano stretto stretto e tu presto verrai trasformato in una statua, grazie a questo siero speciale. I liquidi del tuo corpo si fluidificheranno, e tu morirai. La tua pelle poi sarà come cera, lucida e splendente, e ti metterò in magazzino assieme alle altre, da usarti come pezzo di ricambio di Padre Pio.
- Tu sei pazzo… figlio di…
- Oh, no… non pazzo, ma ricco! Vedi, se non vi foste intromessi, tu e De Bonis, ora non sarebbe finita così. Io e Thompson abbiamo dovuto assoldare quel killer, Aucello, per eliminare il vecchio commissario. Tu ti sei trovato in mezzo, e hai rischiato la vita già una volta… si vede che l’assaggio dell’inferno ti è piaciuto così tanto che volevi tornarci in pianta stabile!
- Ti uccido, te lo giuro… bastardo…!
- Bhe, per ora sembra l’esatto contrario. Non che io ami dar la morte alle altre persone, ma quell’imbecille di Aucello avrebbe parlato, così ho dovuto eliminarlo, lì sulle scale della chiesa. Mentre il tuo caro commissario ho voluto che tacesse perché con quel che voleva raccontare a tutti avrebbe fatto cadere il mio progetto.
- Quale progetto? Cos’avete in mente, figli di puttana?
- Beh, il caro AntonioPio Thompson sta per lanciare, direttamente dal suo stand alla festa patronale, il nuovo W.C. Padre Pio Freshness, dal design anni ’60. Thompson ha per le mani un documento firmato da Padre Pio, non so se vero o falso…  Ma gli serviva il mio aiuto per avvalorare la sua storiella… e così io gli reggo il gioco, mi invento di aver accompagnato Padre Pio nel bosco, e di aver trovato lì la cascina dei Thompson aperta… e dico anche che il santo ha usato il bagno e in seguito ha scritto una benedizione alla famiglia, lasciando il foglio sul tavolo… Funziona, no?
 - E cosa c’entra De Bonis in tutta questa follia?
- Beh, il tuo commissario aveva le prove che io e Padre Pio non eravamo mai stati nel bosco, il giorno indicato sul foglio con la benedizione…, perché ricordava benissimo che quella volta passò l’intera giornata qui al santuario per un incontro spirituale col frate.
- E così, sapendo che poteva smontare la vostra storiella… l’avete fatto uccidere.
- Esatto, ha minacciato di denunciarci, ma l’ho fatto eliminare. E ora morirai anche tu… ecco, adesso ti inietto questo composto… e sarai una bella statua di cera!
- Fermo! Mani in alto! – gridò AllisonPia sfondando la porta del laboratorio.
Per lo spavento, Fra’ Maglino lasciò cadere la siringa col siero.
Chiumento, con un estremo sforzo, riuscì a dare una testata al frate che, sbilanciatosi, cadde a terra, rimanendo infilzato nella grossa siringa. Col peso, fece sì che il liquido entrasse dritto nel suo corpo. Gridò come un animale scannato, poi gemette, mentre poco a poco i suoi muscoli si contraevano e gli occhi sembravano scoppiargli. La sua voce si fece sempre più flebile, fino a che il vitale, seppur anziano, fisico umano cedette completamente posto ad una splendente statua di cera.
BrucePio ed AllisonPia aiutarono il commissario a liberarsi delle funi.
- Andiamo, c’è un ultimo lavoro da fare! – disse ai suoi uomini mentre si lasciava alle spalle Fra’ Maglino nella sua nuova natura. Morta.

Festa patronale.
Una marea di gente, e suoni, musiche, bancarelle.
Una consistente folla si era adunata allo stand Thompson, dove AntonioPio stava animatamente illustrando il nuovo sanitario.
- Signore e signori carissimi! Vi racconto una cosa sorprendente… anni e anni fa, durante una passeggiata nel bosco, l’amatissimo Padre Pio, accompagnato da un bravo frate, sentendo umane necessità, si fermò presso la nostra piccola cascina. La tenevamo sempre aperta, e così il Santo poté recarsi nel nostro piccolo bagno. Come segno del suo passaggio lasciò sul tavolino un pezzo di carta con poche righe, in cui benediceva la mia famiglia. Lo trovammo in primavera, quando tornammo alla cascina, e ricordo ancora l’emozione nel leggere quelle sante parole! Era firmato da Padre Pio in persona, ed era stato scritto il 3 febbraio del 1966. Questo che vedete qui, signore e signori – disse indicando il prodotto di punta della sua esposizione, - è il nuovo W.C. Padre Pio Freshness, studiato sul modello che il Santo utilizzò quel giorno nella cascina! E’ un sanitario benedetto, approvato da Padre Pio in persona!
- Non ha approvato manco un cazzo, sai? – interruppe Warren Chiumento.
Le persone in ascolto trasalirono, tra la sorpresa e la popolare curiosità.
- Padre Pio non è mai stato nella cascina! Il foglio con la benedizione di Padre Pio è una tua invenzione!
- Ma come si permette? Chi è lei? Padre Pio è stato lì, ho la sua benedizione. E ho anche un testimone… Fra’ Maglino, padre cappuccino, era con il Santo, quel giorno!
- Fra’ Maglino ha cantato, caro Thompson. Vi siete inventati tutto, e questa è una truffa bella e buona. Il commissario De Bonis aveva scoperto il vostro imbroglio e voi l’avete fatto uccidere! Ragazzi, portate via AntonioPio Thompson!
- Commissario ti sbagli! Gente, Padre Pio c’era! C’era!! Comprate il Padre Pio Freshness!! C’eraaaa! Commissario, gliela farò pagare! Lo giuro, me la pagherà!
Le minacce dell’imprenditore si persero tra la folla, quando AllisonPia e BrucePio partirono con la volante dopo aver prelevato l’uomo.
- Gente, su! E’ festa! Continuate a divertirvi! – disse Warren Chiumento, inforcando i suoi RayBan nonostante fosse già calata la sera. Il caso era risolto.

Stazione di Polizia.
- Dottore, Serie A! Complimenti. Comunque, volevo dirle che io stacco… così riesco a mangiare qualcosa alla festa.
- Va’ pure, AllisonPia, e grazie. Tra poco esco anche io, ho proprio voglia di girare tra le bancarelle.
- Commissario, allora me ne vado anche io. A domani. – disse BrucePio.
- Certo. E grazie anche a te.
- Ah, quasi dimenticavo… oggi è arrivato questo plico: dentro c’è il risultato di una perizia che aveva ordinato il commissario De Bonis poco prima di morire…
- Ma come, dopo tutti questi mesi?
- Pare che si fosse smarrito nel centro smistamento…
- E di che perizia si tratta?
- Ho dato un’occhiata… non so bene, una data, un foglio… veda lei.
Chiumento osservò attentamente i risultati dell’analisi.
- Ma… come cazzo è possibile? Questa è… la lettera di benedizione che Padre Pio lasciò alla cascina dei Thompson!
- Che diavolo…?
- E l’analisi del laboratorio dice che non è un falso, e che la data non è stata contraffatta! E’ un originale!
- Ma… significa che il commissario De Bonis ricordava male?
- No, no… niente di tutto questo… Thompson e Fra’ Maglino si sono comunque macchiati di molti crimini, ma temo di aver capito. Padre Pio, in quel giorno di febbraio del 1966, era sia con il giovane De Bonis, sia nel bosco, ovviamente però non con Maglino.
- Dio mio! E’ vero! Il dono dell’ubiquità! Ma allora… che beffa! La truffa organizzata dai due…
- …è una truffa involontaria… Thompson non diceva il falso, riguardo la lettera di benedizione… ma non avendo prove certe, e volendo avvalorare la sua tesi per un guadagno senza scrupoli, ha cercato l’aiuto di Fra’ Maglino che invece mentiva davvero, perché non era con Padre Pio…
- Tante morti inutili. E solo per l’avidità di due persone…
- Andiamo, Cafaro… questa giornata può ancora finire in modo meno amaro…
Warren Chiumento prese il suo cellulare, e dopo aver letto un numero telefonico su uno dei fogli impilati sulla sua scrivania, attivò la chiamata.
- Pronto? Veriana? Sono il commissario Chiumento. Warren, sì. Senti… stasera c’è la festa patronale, sei in giro? Se vuoi, dopo posso ospitarti a casa mia…

FINE
--------------------
POSTFAZIONE a cura di MikiMoz Pio Capuano
Con questo quinto episodio si chiude il racconto sul commissario Warren Chiumento.
Un racconto nato da un'idea che ebbi un paio di anni fa, e che ho sviluppato solo ora.
Un racconto che vuole dimostrare il bene che voglio alla mia città di residenza, che non s'arrabbierà se l'ho, di tanto in tanto, bonariamente presa in giro.
Un racconto che ha avuto anche un discreto successo tra chi ha aperto il MoC, essendo, almeno nei primi episodi e stando alle statistiche di Blogspot, uno degli articoli più clicckati della settimana.
Un racconto che, per questo, grazie a voi, potrebbe essere anche il primo di una serie.
Warren Chiumento, ciao!

10 commenti:

  1. Dopo tanta corte da parte tua, ecco che arriva il mio giudizio che hai tanto bramato.

    Come hai detto mi vuoi critico, e lo sarò: i racconti scorrono, il vernacolo è un pò incomprensibile, gradito il glossario finale. Bella l'idea di San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, posti che conosco e fa un certo effetto leggerli in un racconto.

    Visto i posti autentici, sarebbe stato bello che anche i nomi fossero del posto, spesso infatti sono forzati e "americanizzati", sarebbe stato bello leggere un "Antonio, Giovanni, Nicola" invece di leggere Bruce, Thomas, Forrester, Warren, poi Don Maicolgecson non si poteva leggere!!

    Poi, tutti questi morti per un cesso? Sicuramente è carina l'idea, (anche se in modo grottesco) di far evincere come si speculi su p.pio.

    Secondo me avresti dovuto omettere il fatto della bilocazione, troppo ma troppo surreale (conosco i presunti e discutibili poteri del santo visto che lessi parecchi libri a riguardo) però stona molto.

    Che dire? Mi aspettavo di più, ma son sicuro che se l'avessi scritto io l'avrei scritto cento volte peggio, quindi...comunque scritto bene.

    P.s. Chiumento non è altro che TU, si è capito benissimo!! XD

    Ispy

    RispondiElimina
  2. @Ispy: finalmente hai trovato il coraggio di leggere anche tu^^
    Ti ringrazio per la critica e ti rispondo punto per punto:
    - le location: pensa che un caro amico non ha amato proprio questo aspetto. :)
    - i nomi: ho voluto evitare nomi italiani sia per evitare omonimie sia per dare un tocco surreale alla cosa, in stile soap. Ma i cognomi sono tutti originali di SGR, e il vizio di mettere "Pio" come secondo nome anche ;)
    - sì, tutti sti morti per un cesso ahaha^^ Perchè comuqnue non è un racconto serio: è supercazzaro ;)
    - la bilocazione era il "colpo di scena finale", ossia la beffa finale che poteva evitare tutto. Alla fine, la "colpa" è anche un po' di padre Pio :p
    - non sono d'accordo sulla cosa che lo avresti scritto peggio: lo avresti scritto diverso, tutto qui ;)

    P.s. : chiumento è solo una piccolissima parte di me, non sono del tutto io. Innanzitutto non mi sarei mai scopato la rumena :p

    Moz-

    RispondiElimina
  3. Eh eh eh!! Allora se il fatto di renderla surreale e cazzara la storia era "premeditato" (per restare su terminologie poliziesche) ci sei riuscito benissimo!!

    Non avresti copulato con la rumena? Mh...poco ci credo!! XDD

    Trapela un commissario ateissimo, sfacciato, sarcastico, un pò volgare, non sei altro che tu, un Miki però non solo così, tu sei tanto di più, ma il commissario, un pò ti somiglia.

    Ispy

    RispondiElimina
  4. @Ispy: sì, l'intenzione è sempre quella di essere ultracazzari, infatti come ho detto più volte a chi mi seguiva e mi chiedeva, il racconto sarebbe sfociato nel camp.
    P.s. io solo con gente italiana, in questo io e il commissario differiamo molto ;)

    Moz-

    RispondiElimina
  5. Ecco, finalmente ce la faccio a commentare!^^

    Bhè...finalmente ho capito cosa si intende con il termine Camp! :P

    Degna conclusione di questo tuo lavoro...anche se più che la storia dei Bagni Pii, mi ha fatto divertire l' idea dell' ubiquità del santo, come deus ex machina di tutta la storia! HAHAHAHAH

    Attendo un capitolo abruzzese, con il cugino del Commissario Chiumento! :P

    RispondiElimina
  6. @Eliell: beh, allora adesso sai se il termine Camp l'ho applicato a ragione, o meno, al racconto... specie alla sua ultima parte XD
    Comunque, ho voluto inserire la storia dell'ubiquità come beffa finale del destino (o di PP?)... eheh XD
    Il capitolo abruzzese non è previsto a stretto giro, perchè prima arrivano le nuove avventure di Warren Chiumento con...
    NEI CAPICHIAZZA SI ODIA!

    Moz-

    RispondiElimina
  7. L' hai già creato nella tua testa eh? o ancora meglio, l' hai già scritto su cartaceo, però ci farai tribolare nell' attesa della pubblicazione!
    :P

    RispondiElimina
  8. @Eliell: ho scritto il plot generale ma non il racconto in sè, e comunque non lo pubblico per ora... Tra poco si torna ai post ordinari, con un "giro completo" di etichette ;)

    Moz-

    RispondiElimina
  9. Avendo letto questa storia, devo dire che la parte meglio gestita è senza dubbio quella degli intrecci narrativi tra i pensieri e le intuizioni del commissario.

    I personaggi non sono stati volutamente indagati più di tanto, la storia si impernia prevalentemente su determinati eventi che porteranno al classico colpo di scena (ben gestito con l'ubiquità di Padre Pio).

    Le uscite veraci dei personaggi caratteristici le avevo comprese quasi tutte. :)

    La nota che stona secondo me (come ha detto anche Ispy) è l'onomastica della storia; I tuoi nomi sono molto cazzari e si piazzano bene, è il contesto poco esotico di SGR che non li amalgama, a dispetto di un Palm Beach o di un Bel Air.

    Resta comunque un racconto eclettico e cazzaro, ma secondo me, puoi fare di meglio. :)

    Ad ogni modo per un tuo nuovo eventuale racconto:

    -Advise n1: Dai lieve spazio ai personaggi e alla loro sfera sociale (non necessariamente psicologica o introspettiva), per contestualizzarli meglio e amalgamarli con il tessuto della storia;

    -Advise n2: Contestualizza meglio i nomi in relazione al luogo.

    Attendo nuovo materiale.

    RispondiElimina
  10. @Marik:
    la storia è volutamente in "light version" perchè dovevo adattarla per il blog, quindi episodi brevi che non prevedono una certa profondità sui personaggi (ho lasciato solo il minimo indispensabile per capire subito un who-is-who).
    Di certo potrei sempre tirar fuori la "uncut version" :)

    Sui nomi: come ho già detto, ho voluto nomi del genere per diversi motivi.
    Uno, il meno sentito, è quello di evitare spiacevoli omonimie.
    Due, è il motivo voluto, ossia dare questi nomi altisonanti proprio per creare una cosa maggiormente fuori dal mondo, che cozzasse con l'atmosfera "paesana" di Sgr.

    Moz-

    RispondiElimina