> 1983: neve un po' amara sulle Dolomiti


> Vacanze di Natale
> di Carlo Vanzina
> Ita, 1983, 90’
> con Gerry Calà, Christian De Sica, Claudio Amendola, Stefania Sandrelli, Karina Huff, Guido Nicheli, Mario Brega, Riccardo Garrone, Marilù Tolo, Antonella Interlenghi, Marco Urbinati

L’apripista (da sci). Il film da cui nasce ufficialmente il fenomeno dei famigerati “cinepanettoni”.
Il film che deriva dagli spiaggiarelli al sapore di mare, con ragazzi, limonate e limonate nell’altro senso.
Il film che, dopo quasi trent’anni, è diventato un piccolo cult della commedia italiana leggera.
Questo è Vacanze di Natale.

E’ questo ed altro. Innanzitutto un film che non annoia mai. Poi, è un film che nonostante sia il capostipite del viziaccio natalizio arrivato a chissà quale episodio dopo trasferte improbabili in giro per il mondo, risulta gradevole e mai troppo sboccato. Né scollacciato.
Erano gli anni ottanta. Ci si sapeva divertire anche con poco, nonostante la trasgressione fluo.

Erano gli anni ottanta, precisamente il 1983, ancora più precisamente i giorni delle Feste tra dicembre e gennaio.
Siamo sulle Dolomiti, ovviamente a Cortina, la città dove una bottiglia d’acqua può costare 12 euro, come si vede ora nel trailer dell’ennesimo epigono.
Cosa racconta Vacanze di Natale?
Cerca di fotografare, restando ovviamente in superficie, vizi e personaggi dell’Italia di allora. Che è sicuramente anche quella di oggi. Però senza crisi.
Abbiamo così la famiglia Covelli, (ar)ricchi(ti) signori di Roma.
E la famiglia Marchetti, poveracci signori de Roma.
Ne nasce una contrapposizione, come nella più classica commedia. Ma qui la leggerezza regna sovrana e la lotta di classe è (giustamente) sommersa da una valanga di neve qualunquista che non scontenti troppo gli yuppies delle famiglie per bene (Roberto Covelli alias De Sica) né i torpignattari altrettanto per bene (Mario Marchetti alias Amendola).
Quest’ultimo si innamora di Samantha (la Huff), bellissima e moderna americana fidanzata col viziato e moderno Covelli, e ovviamente la questione sembra irraggiungibile. A complicare le cose ci si mette l’acida Serenella (la Interlenghi), ragazza del figlio minore dei Covelli, Luca (Urbinati). Che è il migliore amico di Mario e il triangolo che non avevamo considerato diventa quadrilatero secondo la più semplice (e scontata?) delle tradizioni.
Stesso film, altra contrapposizione di classe di poche pretese: lo squattrinato pianista Billo (Calà) ritrova la sua vecchia fiamma Ivana, ormai coniugata col simpatico e cinico cummenda milanese Donatone.


Queste le due storie principali, che si sfiorano in qualche punto senza mai intersecarsi davvero.
L’avventura è corale, e tra saune, shopping, sciate e chalet si aggiungono i divertenti inserti dei capifamiglia Giovanni Covelli e Arturo Marchetti (Garrone e Brega), il primo eternamente scazzato con una moglie frivola, il secondo verace macellaro con consorte e suocera di borgata a seguito.
E quelli di Billo e le sue tante donne, Grazia Tassoni (la Tolo) e i sotterfugi, gli intrallazzi, i tradimenti riusciti e quelli non riusciti.
E’ la solita minestra, solo più originale in quanto matrice. E non volgare come i beceri successori.
Le battute di cui si ride sono in realtà molto poche, e si ride forse perché si tratta ormai di scene cult. O si ride perché non sono momenti così esilaranti come vorrebbero essere (palata di neve in testa, caduta sugli sci, incidente in motoslitta). E ancor più di queste, altre scene comiche sono molto legate, probabilmente, all’epoca. Della serie:  si poteva ridere, un poco, solo allora.
Cosa resta di questo classico?
Una costruzione impeccabile e un intreccio prevedibilissimo ma fluido, un ritmo narrativo azzeccato e personaggi che ritraggono certi cliché senza scadere troppo nel macchiettismo sfrenato, con un cast omogeneo e ricco di caratteristi d'eccezione.
E poi la musica.
Sì, perché il film è costellato di brani ultrafamosi, come Maracaibo e Dance All Nite di Lu Colombo; Amore Disperato di Nada, I Like Chopin dei Gazebo; Paris Latino di Bandolero; Teorema di Ferrandini e tante altre.
Senza contare Moonlight Shadow di Mike Oldfield, che si ritrova un suo pezzo come parte della colonna sonora di un film dopo l’Esorcista.

Quindi, in sostanza, cosa racconta Vacanze di Natale?
Niente che non si sapesse già: i ricchi sono stronzi ma anche problematici (e non tutti poi così antipatici), i proletari sono un po’ cafoni e fuoriposto ma col cuore arrivano dove vogliono (ma non per sempre).
E gli avventurieri non cambieranno mai, mentre la filosofia (!) che sarà del berlusconismo prende goffamente piede ma fa ancora tenerezza.
E’ una pellicola divertente, e divertente da rivedere. Ma che può addirittura lasciare un certo retrogusto amaro (mai troppo profondo) nel finale che conclude tutte le trame, dopo la risolutiva notte di Capodanno.
Tutto resta così com’è, e se qualcosa è cambiato, poco cambia davvero.
E la vita di tutti è sempre un po’ come passare le Vacanze di Natale a Cortina d’Ampezzo nel 1983.

Voto: 7 +

10 commenti:

  1. Dovrei davvero smetterla di leggere il tuo blog alle 3:57 di mattina, perché poi non ho energie sufficienti per commentare :D tant'è che questa volta ho dovuto leggere anche le scorse uscite per rimettermi in pari.
    Come al solito condivido e non condivido ciò che scrivi :D

    PS: non credo che le persone cambino, forse si "assestano" :D
    Nocte ;)
    Sese

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  2. D'accordo con Sese, le persone al massimo si assestano.
    Bel post Miki, rispolvera il film che tra l'altro non vedo da un pezzo, devo rivederlo, sul finale, la similitudine del film con la vita è quasi vera, dico quasi perché i lieto fine non ci sono sempre.

    Ispy

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  3. è vero Miki, è un bel post, con un titolo perfetto!
    mi piace sempre rivedere questo film per le cose che hai giustamente segnalato... so riconoscere la tua impalpabile ironia, ma il "berlusconismo" nascente, che da ragazzina mi faceva sorridere, oggi NON mi fa nessuna "tenerezza"...

    gli attori sono bravi, la musica è bella (Moonlight Shadow di Mike Oldfield mi piace tantissimo!)ed in effetti dopo questo film mi sono azzardata a vederne 2. poi ho smesso. come col grande fratello, visto il primo gli altri sono solo fotocopie in negativo.

    ps bah forse le persone non cambiano del tutto....ma di sicuro qualche cosa in loro cambia! e menomale! :-)

    ciauzzz

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  4. @Sese: ma che diavolo ci fai, sveglia alle 4 di mattina? LOL
    Si vede che non ti sei ancora... assestata! ;)

    @Ispy: il lieto fine generale nel film c'è, dopotutto è una commedia leggera. Ma mi è sempre sembrato un poco amaro, certo non ai livelli delle commedie (senza andare lontanissimi) di Verdone, ad esempio (come Un Sacco Bello, per dirti).
    Magari rivedilo se ne hai occasione, poi mi dirai ;)

    @Scarlett: grazie Scarlett!^^
    Beh, io amo gli anni 80 e gli yuppies mi fanno sorridere (così come i paninari), certo non possiamo scordarci che tutto questo, complice il craxismo, è la base del futuro berlusconismo, ossia tutto quello che stiamo subendo oggi.
    Ma, te lo giuro, non riesco ad odiare il disimpegno anni 80, anzi lo vedo sempre con occhio benevolo, forse anche perché all'epoca era una cosa comunque più genuina e leggera.

    Della serie Vacanze di Natale ho visto anche io ancora solo i primi due degli anni 90, e poi (purtroppo) qualche scena di quelli del 2000, tipo sul Nilo, pietoso.
    Quello che sarà al cinema da domani (o in questi giorni) forse potrebbe assomigliare più ai primi che alla solita solfa, chissà ;)

    Moz-

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  5. Credo di non aver mai visto questo film ed anche i cinepanettoni..li ho sempre evitati LOL xD ..cambiamenti?!?Le persone non cambiano, imparano da bambini ciò che vivono e restano così in eterno..forse con la vecchiaia si diventa più dolci ed un pò egoisti, ma è normale...:P ..non ho mai creduto alla frase "sono cambiato".si può crescere e migliorare e/o peggiorare, ma la base di fondo quella è...è difficile stravolgere e cambiare la propria vita dopo le vacanze...alla fine si torna più crudeli di prima..e amen.
    buona serata Miki :D
    Anas*

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  6. @Anas: guarda, questo qui (e probabilmente solo questo) è un film gradevole. Niente di che, sia chiaro, è piattissimo e assolutamente non costruttivo, ma perlomeno manco distruttivo o becero.
    Si lascia guardare, e l'ambientazione e la musica fanno la loro parte.

    In ogni caso, anche io penso proprio che non si possa mai cambiare del tutto... siamo così, e basta ;)

    Moz-

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  7. no io ho chiuso con i cinepanettoni "moderni", anche se come te ho amato - ed amo tuttora - gli Yuppies e Yuppies 2 di Calà-Boldi-De Sica, che conosco a memoria! - quest'anno vedrò di sicuro Midnight in Paris di Woody Allen perchè la storia è bellissimi (si tratta della dimensione del ricordo!) e poi Sherlock Holmes 2! ^_^

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  8. @Scarlett: sai una cosa?
    Sto leggendo da tutte le parti recensioni POSITIVE di Vacanze di Natale a Cortina.
    Certo, positive nel senso di positive per un prodotto del genere, una commedia senza pretese.
    Dicono che il linguaggio si è ripulito, l'intreccio funziona, e le volgarità sono quasi del tutto sparite: un ritorno alle origini.
    Chissà.

    Moz-

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  9. Io non amo i cinepanettoni...quando ero ragazzina andavo a vederli al cinema coi miei..i cinepanettoni e i film di Pieraccioni...ma oggi proprio no. Oggi per quanto possa "cambiare" vedere un Natale alle Bahamas invece che nel tradizionale paesaggio innevato, è più forte di me, non riesco a vederli...nemmeno quelli vecchi.
    C'è solo un film natalizio che mi fa fare sempre una risata..ed è Mamma ho perso l'aereo.
    La scena del petardo "tieni il resto, lurido bastardo!!" mi fa sor-ridere ogni volta che ci penso :D

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  10. @Around:
    Fuller, vacci piano con la Pepsi, tesoro!! ;)

    Io dei cinepanettoni amo il primo (rivisto proprio qualche ora fa: è perfetto nella costruzione ed è divertente senza essere mai volgare), poi il secondo e il terzo. I Vacanze di Natale, insomma.
    Poi arrivano i Natale a... e sono sempre più uguali, sempre più volgari, comicità di grana grossa e scenette demenziali.
    Di quelli ho visto solo Nilo e India (e non perché volessi vederli...)

    Io spero che l'anno prossimo possano fare Vacanze di Natale - 30 anni dopo, sempre a Cortina (sì, odio i film natalizi senza la neve... che senso ha???) e con lo stesso cast (purtroppo senza i due defunti...) del 1983.
    Sarebbe bello anche per chiudere il genere, che non è più (per fortuna o chissà) sulla cresta dell'onda.

    Moz-

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