> dopo la festa

Ti porterò nei posti dove c'è del buon vino,
e festa festa fino a mattina...
sirena con due occhi grandi come la fame,
guarda, guarda, io sono quaggiù!

(Lacio Drom, Litfiba 1994)
                                                       POST CONTENENTE QUATTRO PAROLACCE
Sono un festaiolo.
Un casinaro.

Amo fare party, festicciole, festini. Amo stare in compagnia, anche se fosse solo un amico con cui condividere una piadina inventata al momento con quello che il frigo ti offre.
Amo fare casino, amo divertirmi. Amo, insomma, le feste.
Le ho sempre amate, di tutti i tipi: sguaiate, chic, posate, rilassanti, confusionarie.
E ho anche capito che le feste, se le vuoi come desideri, te le devi organizzare.

E infatti diciamo che spesso mi sono sempre messo avanti nel pianificarle... che fosse un ferragosto o una pasquetta; un capodanno o un halloween.
Poi, ultimamente, si può dire che, assieme a diverse altre persone, organizzo degli eventi veri e propri. E tra questi eventi ci sono, ovviamente, le feste... per tutti i gusti.

La festa è un concetto figurato. Non è solo la baldoria, la pappatoia, la musica. La festa è anche un momento diverso rispetto alla routine. Non è festa tutti i giorni; non è sempre Pasqua, come si suol dire.
Ecco, ora potrò sembrare pessimista.
Schopenhauer (mi tocco le palle) diceva che la vita è come un pendolo che oscilla continuamente tra dolore e noia, con attimi effimeri e persino illusori di piacere.
Olè. Diciamo che la festa, come concetto, potrebbe essere questo attimo effimero (e illusorio?) di piacere.
Effimero e probabilmente illusorio. Vi è senz'altro capitato di festeggiare un vostro compleanno. Diciamo... attorno agli 11-12 anni. Bene. Amichetti da chiamare, regalini da ricevere, pensi a questo pensi a quello e quell'altro ancora, vuoi che sia tutto pronto. Un po' come nei film americani coi bambini viziati che chiamano i clown ad intrattenere il pubblico.
Non vedi l'ora che arrivi la festa. L'attimo di fugace gioia tra dolore e noia. Se la organizzi, ti sbatti con piacere per prepararla al meglio. Dovrà essere la migliore. Perché Tommaso ha chiamato i pagliacci, allora tu devi chiamare le cubiste; e se Sara ha avuto anche la caccia al tesoro per la torta, le tue cubiste dovranno elargire servizietti.
Non puoi abbassare mai il tiro, specie rispetto a quanto fatto. Se l'anno passato hai proposto la pesca, il grande revival e la collezione dei tagliandi..., quest'anno devi aggiungerci il cruciverbone. E l'anno prossimo dovrai inventarti qualche altra cosa.

Se invece sei invitato, ti sbatti ugualmente: per il vestito da indossare, per il regalo da donare, per le cose da poter fare.
Uno sbattimento altrattanto piacevole, in vista del momento.
Che aspetti per settimane, giorni, ore.
Poi arriva. Ed è tutto lì, sempre.
Passa veloce, e subito dopo è già un'altra giornata. E' la routine.
In due ore, effimere e illusorie, passa via tutto. Giorni e giorni di preparativi ed è tutto qui.
In un bicchiere di birra e una scazzottata, in un ballo o una cena.
Sembra deludente.
In effetti, se si è pessimisti come Arthur, beh... è davvero deludente.
E' come la domenica: scorre veloce e troppo in fretta, l'attendi per una settimana di strazio scolastico o lavorativo, e finisce in meno di niente... lasciando spazio ad una ennesima altra settimana dove aspetterai che arrivi un'altra domenica.
Come il week-end degli 883 (mi ri-tocco le palle).


E se non sei pessimista?
Beh allora ti godi la festa, e i postumi della festa, nonché il pre, della festa.
Sapendo che dopo la festa hai una cosa da fare: pensare ad una nuova, magnifica, festa.

TARTINA FESTAIOLA
-qualche fetta di pancarré;
-maionese;
-salmone affumicato.
Spalmare un poco di maionese sulle fette di pancarré e poi tostarle al forno o in padella. Aggiungere piccole fette di salmone e via: con un drink siete dritti nella festa!


special thanks to Sbudie

20 commenti:

  1. E ti godi anche il post festa con le pulizie (un po' meno piacevoli), la pizza e con un fantastico profitterol :)
    Carla ^^

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  2. :D che bel post. Momento prima visto dalla parte dell'organizzatore (che è decisamente uno sbattimento, alzare il tiro e divertire gli invitati) e quello dell'invitato. Aaah ma il momento più bello è quello della festa :D

    L8D

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  3. Questa la sapevo!! Il salmone con la maionese....mmmmh!!!

    Quanto mi mancano le feste...non vado ad una da 4 vite e mezzo...che tristezza...

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  4. @Carla:
    beh anche pulire è stato divertente... con me che assillavo Noemi con la canzone di Bieber... e poi il terminal tutto nostro!! #padronidiisola

    @lady8dark: è sicuramente uno sbattimento, però è piacevole... perché mette in moto la testa... poi specie se i tempi stringono... sei ancora più portato a ingegnarti :)

    @around:
    non è mai troppo tardi, eh!! Ma ripeto: se vuoi una festa come dici tu... te la devi organizzare :P

    Moz-

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  5. ah che nostalgia che mi hai fatto venire... penso ancora alle feste estive, al caldo, ai cocktail freddi, agli amici in piscina, alla musica a tutto volume ed alle risate matte!

    hai ragione, le feste sono piacevoli da preparare e non,

    Schopen. aveva anche ragione, tuttavia le feste sono un piacere effimero, ma assolutamente ben riuscito! :-)

    baci baci

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  6. Schopenhauer c'aveva capito tutto, e sfiorarsi le gonadi non accorre ad alcunché.

    La festa dura sì e no un'ora nel suo apice, metre il resto è costellato da preparativi e riordino del luogo in cui la medesima si è svolta.
    Io odio le feste, sia organizzarle che parteciparvi, e comunque Schopenhauer aveva ragione... la felicità è un pendolo che oscilla continuamente tra dolore e noia, con attimi effimeri e persino illusori di piacere

    Ispy

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  7. Miki basta leggere il mio commento e dopo quello di Ispy per rendersi conto - se ce ne fosse bisogno!! - che non è ciò che fai a rendere bella o brutta la vita (e vale per tutto, da una piccola festa alle grandi cose della vita) ma l'animo con cui lo fai...c'è da rifletterci!

    Buon domenica amici :-***

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  8. @scarlett:
    la penso come te... un piacere di certo effimero (ma effimero COME TUTTE LE ALTRE COSE, anche le 5 ore di scuola!) però... bello. Forse proprio per questo ci sembra che duri poco!
    E' vero: l'animo con cui fai le cose rende la tua vita una merda o una festa. Io vorrei che fosse una festa eterna, ma non routinaria :)

    @Ispy: Schopenhauer è il mio filosofo preferito. Sembra strano, perché io comunque non sono pessimista, però di lui mi piace la supercazzarità di aver parlato di cose di culture lontane (i veda, i purana, il velo di Maya) senza quasi mai uscire dal prefisso di Danzica :p
    Aveva ragione?
    Di certo la vita è fatta di dolori e noie, ma anche di gioie. Non penso che queste ultime siano effimere, anzi. E' che l'uomo, stronzo per natura, tende sempre a fare il melodrammatico, considerando sempre più le cose brutte che quelle belle.
    Per suscitare pietà verso se stesso, verso gli altri, verso dio.

    Moz-

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  9. ... oppure l'uomo per sua natura tende sempre a fare il giulivo considerando sempre più le cose belle che quelle brutte.
    Per prendersi per culo, per illudersi e per far finta che vada tutto bene...

    Ispy

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  10. a me hai fatto venire voglia di salmone

    Nuvola Rossa.

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  11. Chi ti scatta quelle foto?LOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL!xD Miki, l'animatore full time :P prrrrrrrrrr

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  12. @Ispy:
    purtroppo sappiamo che non è così: per nostra natura tendiamo quasi sempre a drammatizzare e straziarci, spesso come attori scafati, perché siamo egoisti e vogliamo un gesto di pietà anche da noi stessi.
    Poi ovvio, c'è anche chi fa come dici, e maschera con una vita al massimo (spesso accompagnata da droghe o altro che altera percezioni e stati) il dolore che tutti abbiamo e che forse non si riesce a sopportare.
    Ma in fondo tutti vogliamo la pietà.
    Io cerco di godermi i momenti piacevoli, sapendo già che finiranno e sapendo che ci saranno anche momenti tristi.

    @NuvolaRossa:
    beh, una delle prossime ricette col salmone te la dedico! :)

    @Anas:
    le han scattate durante la festa (ovviamente mi ero messo in posa e qui è prima che la festa iniziasse). Animatore fulltime? No, non mi piacerebbe più festeggiare, se la festa diventasse routine: voglio che ci siano anche dolore (poco però :p) e noia, altrimenti... che noia!! :)

    Moz-

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  13. Avete ragione entrambi: Miki ed anche Ispy... probabilmente è più facile essere "pessimisti" e vedere tutto nero;
    ok, "a pensar male ci si prende sempre", ed è meglio vedere il lato negativo delle cose - anche di quelle belle - per "autodifesa" da un mondo che ci ferisce senza chiederci il permesso... ma si tratta pur sempre di carattere, prima che di strategia o di imposizioni da parte degli altri... ed il carattere difficilmente lo si può mutare: sono sicura che la maggior parte delle persone "pessimiste/melodrammatiche", che vedono nero per scelta e per "cautelarsi", a volte preferirebbero essere più ottimiste, positive, fiduciose e sufficientemente allegre da godere di ogni attimo con serenità e leggerezza, confidando in se stesse!

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  14. @Scarlett:
    io penso che le cose brutte facciano ovviamente più "rumore" di quelle belle.
    E' chiaro che un lutto è più emotivamente coinvolgente (in male) rispetto a una laurea (seppur agognata); che una malattia è maggiore di un matrimonio... e via dicendo.
    Ma tutte le cose sono effimere, anche il dolore passa, così come la gioia. Per lasciare spazio ad altri dolori ed altre gioie. La vita è questa.
    Io non vedo solo il lato bello, anzi sono fottutamente melodrammatico e teatrale (per fortuna però me ne accorgo e cerco di smettere subito), però il lato bello delle cose non me lo faccio certo rovinare dai pensieri sulle cose negative: dov'è il guadagno nel far ciò?
    Metto in conto tutto, qualunque cosa, anche che domani potrei morire. La vita è così, tutti vogliamo la pietà degli altri perché in fondo il pianto fa più rumore di una risata.

    Moz-

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  15. Questa è una condizione immutabile della nostra esistenza. Che la si goda o meno, spensieratamente o meno, consci che al termine attende la routine, è destinata a finire. E' anche vero che non si possono godere attimi che non sono piacevoli. Molti pensatori hanno offerto una visione di vita veritiera, ma non significa che coinvolga tutti, ne che tantomeno possa esser compresa dai più. Quindi non si potrebbe neppure pensare di avere un confronto con molti su tematiche sarebbero a dir poco soggettive nella loro tagliente oggettività.

    Proprio perchè, alla fine, la negatività e la positività sono più o meno acute in base al nostro stato d'animo o al nostro carattere.

    Come sempre io sono un sostenitore della formulazione delle "Domande che Contano". La vera domanda è: perchè non si riesce a godere degli attimi di gioia e li si guarda quasi con diffidenza?

    Puro inaccettare sè stessi e il Mondo.

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  16. @Marik: è esattamente quello che penso.
    Le gioie e i dolori sono distribuiti bene o male 50 e 50, ovviamente non sempre, ma la media di base è questa.
    Solo che i dolori fanno più rumore delle gioie, e li "sentiamo" di più.
    Le gioie non riusciamo a godercele, perché siamo pessimisti e ci aspettiamo il dolore, che fa sempre più rumore.

    E' vero che il tutto è soggettivo, ma è altresì vero che chi guarda con diffidenza i momenti di gioia non accetta né se stesso, né il mondo.
    Chi invece guarda ai soli attimi di gioia, è perdutamente frivolo o nasconde grandi dolori. Forse è vero che in medio stat virtus.

    Moz-

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  17. Mi è piaciuto molto questo post (mi sono segnata la ricetta^^ e complimenti per la foto che è fichissima^^), Miki e mentre lo stavo leggendo ed annuendo compiaciuta dalla tua sottintesa gioia nel preparare la festa, ho riflettuto sul fatto che essendo pigra di natura probabilmente mi sarebbe piaciuto avere e mostrare maggiormente il tuo entusiasmo in tali occasioni. Personalmente apprezzo le feste (proprio perchè sono evasioni dalla routine, se lo diventassero non sarebbero più poi tanto da me apprezzate)ma spesso preferisco beneficiarne senza entrare nel merito, proprio per il mio essere pigra ahimè. Nota bene che mi è capitato di essere parte integrante dell'organizzazione ed è stato anche divertente ma generalmente ne godo a cose fatte. E mi lascio trasportare dal contesto e mi diverto ed in quel preciso istante non penso a cosa sarà dopo, quello lo lascio al dopo effettivo, quando l'adrenalina è a riposo e rimangono i resti della festa. Hai ragione anche sulla questione della domenica, mamma mia se trascorre in fretta, in un lampo è già lunedì e la routine ti crolla addosso. Ma è simile a come spesso si apprezza ed anela ad una persona fino a che non la si ha conquistata. Anzi molti uomini (ma ora anche donne^^) godono maggiormente la stagione della caccia come si suol dire che la effettiva cattura perchè dopo subentra la routine. Quindi tante metafore e similitudini possono accostarsi al significato di festa. Il segreto a parer mio è come ho letto da alcuni di voi, godersi il momento e non pensare al dopo, non pensare al dolore successivo od alla gioia (come fosse regolato tutto dalla legge del contrappasso), perchè si che arriverà il dolore ma così come arriverà la gioia e così via. Verissimo che in generale i dolori lasciano un'impronta più profonda delle gioie, proprio perchè l'Uomo è di natura pessimista e drammatico spesso melo-drammatico. Ma anche questo non può essere inteso in senso assoluto, perchè dipende dall'entità del dolore e della gioia, non tutti i dolori pesano uguali e non tutte le gioie ti incantano allo stesso modo. Dipende...c'è sempre un dipende (recitava una canzone "...da che punto guardi il mondo questo dipende" Arabe de palo docet). Perchè anche la prospettiva, più o meno soggettiva è importante e può pregiudicare il risultato dell'analisi in corso. Se si è troppo pessimisti ci aspetteremo il peggio non riuscendo a vivere pienamente il meglio e se siamo troppo ottimisti, beh c'è la concreta possibilità che il peggio ci crolli addosso inatteso e ci stenda a tappeto, quindi concordo, l'equilibrio delle forze è sempre la via migliore, per vivere assaporando il meglio e per cautelarci dal peggio che potrebbe irromperci addosso:)
    A proposito di assaporare, mhmh sarà anche l'ora ma la tua ricetta di tartina al salmone mhmhm è stuzzicante:)
    Mary

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  18. Ciao Mary!
    Che dire? Sono perfettamente d'accordo con te...!
    La vedo anche io così, e sono sempre più certo che l'uomo tende a (melo)drammatizzare sempre tutto.
    Forse è la parte più bassa dell'uomo, ma forse anche -alcune volte- quella più affascinante.

    Sulla festa: a furia di organizzarne (cosa che comunque mi piace, perché è una valvola di sfogo per il mio cervello sempre in moto :p) quest'anno volevo un cenone di capodanno per pochi, una cosa rilassante, da preparare in pochi amici e stare insieme.
    E' finita che questo non si è riuscito a farlo e allora ho sganciato i soldi a terzi e mi sono goduto la loro festa, arrivando mangiando bevendo e andando via. Lasciando il "dopo" agli altri, per una volta :)

    Moz-

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  19. Vedi? Anche a tu a forza di procedere con entusiasmo ed organizzare feste cosicchè tu possa godere della tua festa perfetta, pian piano stai subendo la routine (inevitabile a mio avviso), difatti a Capodanno avresti voluto qualcosa di diverso, più intimo. Poco male che alla fine abbia goduto del prodotto di altri, la cosa più importante è divertirsi e trovare sempre il modo e la compagnia per farlo:) baciotti
    Mary

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  20. @Mary:
    è vero, il rischio c'è stato... diciamo che sto imparando a ritagliare spazi solo miei.
    Ci sono per me due feste imprescindibili dove mi ci spenderò fino all'ultimo perché amo farle (il 31 ottobre, a tema; il solstizio d'estate)... le restanti, pur dando una mano, non avranno tutto me stesso^^

    Moz-

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