[tv] i problemi della serialità italiana


Un luogo comune vuole che i telefilm italiani facciano schifo.
Specie rispetto a quelli stranieri, principalmente americani.
Certo ci sono enormi differenze, ma è un luogo comune che -in parte- si può sfatare.

Anche se, andando a fondo, si scorgono tutti i problemi della serialità italiana.

Il recente tiepidissimo successo della fiction Romanzo Siciliano, che pure vanta un cast artistico di alto livello (Bentivoglio, Nigro, la Pandolfi, Bruschetta...) è una delle ultime avvisaglie sul "dove si sta andando" nella televisione italiana.


Romanzo Siciliano

La Taodue Film, che produce lo show, è stata per anni pioniera del genere, riuscendo addirittura a creare formati televisivi nuovi e avvincenti.
Forse non tutti sanno che il suo Distretto di Polizia, oltre a essere la prima serie lunga prodotta per Mediaset (che fino ad allora si affidava al massimo a miniserie tv), fece da apripista a moltissimi telefilm impostati sullo stesso vincente modello.
Modello poi svecchiato e rinnovato con un altro grande successo, Squadra Antimafia.

Entrambi i prodotti sono, guardacaso, la fiction poliziesca più amata (la prima, degli anni 2000; la seconda, degli anni '10).
Ma entrambi i prodotti sono, purtroppo, peggiorati col tempo.

Distretto di Polizia

Se inizialmente si bada molto alla scrittura, alla stesura delle trame, alla regia stessa..., sembra che -una volta messa in moto la macchina, dopo un po' di stagioni- le cose possano proseguire per inerzia.
Il problema è, fondamentalmente, anche questione di soldi.
Si ragiona, dopo un po', per stagioni. Non più come concetto medio-lungo.
Perché è probabile che una data storia non la rivedremo l'anno prossimo, non ci sono soldi.
E allora ogni anno è come ricominciare da zero, perdendo dettagli, dimenticandosi di sfumature.

Certo, non è sempre così: ci sono le pay-tv.
Guardate i prodotti Sky: Romanzo Criminale -la serie; Gomorra; Boris. Per dirne alcuni.
Scritti e sviluppati con criterio.

Romanzo Criminale - La serie
Mentre, sulle reti ammiraglie della tv nazionale (e commerciale) questo non avviene. E praticamente non può avvenire.
Per quanto un Distretto di Polizia rinnovò tutto e alzò l'asticella (restando oggi un prodotto invecchiato benissimo), non dobbiamo dimenticarci che siamo su Canale 5 (o Rai 1 nel caso di Don Matteo, per dire).
Si tratta di prodotti commerciali, che se vanno male si chiudono senza troppi complimenti.
L'arte è una cosa relativa, ci sarà pure ma è soggetta alle logiche del mercato, alle logiche dell'Auditel.

Il pubblico delle reti ammiraglie è un pubblico poi popolare, se non addirittura medio-basso.
Guardando verticalmente il palinsesto (consci del fatto che i programmi devono farsi da traino l'uno con l'altro, seguendo una certa identità di rete e di pubblico) vediamo che la fiction di prima serata è rivolta sostanzialmente anche alle stesse persone che vedono Uomini e Donne, Il Segreto, Ciao Darwin e così via.

Non si può osare di più, non qui. Ed ecco che il massimo raggiungibile è stato già raggiunto (vedi La Piovra, ma anche vecchi sceneggiati come Il Segno del Comando), e trovare nuovi linguaggi appare difficoltoso per via delle limitazioni (non per forza di budget) e per via del fatto che è meglio giocare sul sicuro. Quindi family-drama ora seri ora brillanti, anche ben scritti, o crime-stories.
Un sicuro che non sempre, però, paga.
Sia Raoul Bova che Garko, amatissimi, hanno ricevuto scarso consenso con le loro ultime fiction (il primo addirittura affiancato dalla protagonista de Il Segreto e da mezzo cast di Squadra Antimafia, in una sorta di calderone popolare di Canale 5).

Fuoco amico

Anche quando si è tentato qualcosa di diverso (e costoso, e particolare) gli effetti sono stati abbastanza blandi. Guardate Il tredicesimo apostolo: interessante la trama di base e l'ambientazione romana/italiana (sicuramente abbiamo noi più mystery di fondo rispetto agli americani X-Files) ma col freno a mano sempre tirato, per via della rete.
Abbiamo pure avuto il "Twin Peaks italiano" (Voci Notturne, Rai 1) non compreso dai più e quindi chiuso subitissimo
Voci Notturne

Però abbiamo grandi scrittori che possono inventare molte cose. E' come per il cinema negli anni '60-'70: creammo generi e sottogeneri, sfornando capolavori con budget risicati.
Cosa c'è di diverso da allora?
Gli ultimi flop faranno cambiare idea alle reti, concedendo che si osi di più anche in prima serata sulle ammiraglie?

23 commenti:

  1. Devono iniziare ad osare di più. Meglio dire: devono farlo per ritrovare credibilità... Ora come ora ora, la gente ha più interesse verso le serie Sky

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    1. Con Coliandro, ad esempio, hanno osato e vinto.
      Ma restano casi isolati...

      Moz-

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  2. Per rispondere alla tua domanda finale, io spero proprio di sì. Secondo me quando i vertici delle principali reti capiranno che per colmare un portafoglio dovrebbero prima svuotarlo, si potrebbe arrivare ad investimenti più proficui sia a livello qualitativo che economico.
    Se, infatti, è vero che il pubblico medio-basso continuerà a guardare queste serie mediocri è anche vero che, come in ogni cosa, si giungerà al punto di saturazione. Le varie serie, nuove o riesumate, flop degli ultimi anni sono un'avvisaglia del capolinea, quindi mi auguro che quanto prima le cose possano cambiare e che si possa fruire di serie di qualità nostrane anche in chiaro.

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    1. Sì, lo spero anche io.
      Mica dico che devono sparire Don Matteo e simili (per carità, e poi perché?) ma almeno osare di più, uscire dal seminato, battere altre strade con ARTE, quindi scrivendo e girando senza porsi limiti^^

      Moz-

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  3. Ho abbandonato ogni interesse per la televisione grazie a questa standardizzazione del pubblico. Prima c'era l'ora della tv dei ragazzi, l'ora delle soap, l'ora dei talk show... e la prima serata andava a rotazione sulle varie reti per accontentare le esigenze del vario pubblico. Ora è tutto finito.

    Di bei telefilm italiani ricordo volentieri "Lui & Lei" con Enrico Mutti e Vittoria Belvedere, "Linda e il brigadiere" con Nino Manfredi e Claudia Koll, e il più recente "Tutti pazzi per amore" anche se quest'ultimo forse non rientra nei vostri canoni di telefilm; per me invece è telefilm tanto "Magnum P.I." che "Friends"... tutto ciò che viene prodotto per la televisione facendo recitare degli attori insomma. No, le dirette dal Parlamento non fanno testo, quelli come attori sarebbero pure pessimi e poco telegenici!

    Per ridare valore al telefilm italiano basterebbe chiudere certe serie che oramai hanno snaturato la memoria collettiva di alcuni attori, tipo "Don Matteo" e "Un medico in famiglia" (voglio Terence Hill che mena mazzate e Lino Banfi che guarda il sedere alla Fenech, o piuttosto niente!), e puntare a storie nuove di sapore italiano, per due massimo tre stagioni.

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    1. Tutti pazzi per amore l'ho seguito, era intelligente e diverso dal solito, con un cast di classe (Solfrizzi lo amo sin dai tempi di Toti e Tata).
      Ahaha bello il pensiero su Banfi e Hill, però forse quella è la loro naturale evoluzione...^^

      Moz-

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  4. Ciao Miki, è parecchio che non vengo a trovarti, ma stavolta torno con piacere! Però per fare delle trasmissioni non si dovrebbe abbassare il livello della qualità perché, anche se indirizzate ad un pubblico popolare, non è detto che il livello culturale sia medio-basso.

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    1. Purtroppo a tutto ciò che è popolare, cioè a "misura di popolo", viene associato un livello medio-basso... Però basta attaccare una parabola sul balcone ed ecco che l'ego di quella famiglia cresce e li porta a elevarsi dal popolo, come orbi in una città di ciechi.

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    2. Andrea, ciao! E' sempre un piacere ritrovarti!!^^
      Diciamo che certi programmi sono standardizzati, ad esempio il 90% delle fiction Ares (quelle, per capirci, che hanno Garko nel cast). Drammoni da fotoromanzo, senza pretese, di acchiappo (sfruttano meccanismi similari a quelli delle soap o telenovelas). Non c'è nulla di sbagliato, c'è bisogno anche di questi prodotti, però anche sulle ammiraglie -per me- si dovrebbe cominciare a osare di più.
      Non dimentichiamoci che nel 1991 Canale 5 trasmise Twin Peaks in prima serata!

      Gas: amo il tuo classismo **

      Moz-

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  5. Mi sono stupita anch'io che "Romanzo siciliano" e "Fuoco Amico" abbiano avuto bassi ascolti! Sono belle serie, con attori validi! È vero le serie italiane mancano di originalità, inventiva e poi le serie americane ogni anno sfornano nuove stagioni, invece da noi, in Italia, passano anni prima che si faccia il seguito di una serie perché non abbiamo i soldi! Speriamo che le cose cambino e s'inventino qualcosa di nuovo! A presto!👋

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    1. Sto vedendo solo Romanzo Siciliano e, per quanto fatta bene (regia, fotografia, location e attori) non è che una Piovra mixata con Distretto, senza avere l'originalità né dell'uno né dell'altro.
      Un prodotto che avrebbe funzionato bene nel 2005, forse...
      Ecco, punti il riflettore su un'altra questione: noi spesso facciamo passare del tempo. Se non passa, però, significa che abbiamo standardizzato l'opera, industrializzandola.
      Romanzo Criminale, per quanto fosse già impostato in due stagioni, non è stato girato in due annate contigue...
      Insomma, forse bisognerebbe proprio ricominciare a pensare a lungo raggio, artisticamente.

      Moz-

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  6. il problema sono i telespettatori secondo me....

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    1. Non hanno tutte le colpe; è vero che le ammiraglie si basano su un determinato standard, ma ripeto: Canale 5 osò trasmettere Twin Peaks in prima serata!

      Moz-

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  7. Dear Mozzino, ti sei andato a vedere i nomi degli sceneggiatori delle fiction che hanno avuto ottimi ascolti e/o che ti sono rimaste nel "cuore"??? Per arrogarsi il diritto di essere chiamato "sceneggiatore" si devono avere alle spalle anni di gavetta/formazione accanto a mostri sacri...oggi i mostri sacri sono al 90% nell'aldilà e forse al Centro Sperimentale di Cinematografia, fiore all'occhiello dell'Italia cinematografica nel mondo, non si "insegna" rifacendosi alle migliori produzioni! In ogni tipo di lavoro, anche il tuo attuale, ci deve essere passione-dedizione-sperimentazione e una grande dose di umiltà oltre al fatto di inabissare l'auditel che fa solo danni! Ad maiora

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    1. Ciao Dea :)
      Sai che, anni e anni fa, all'ultimo anno di liceo quando si fanno quelle stronzate sull'orientamento futuro, dissi che volevo fare lo sceneggiatore?
      E' tuttora un lavoro che non mi dispiacerebbe (preferirei forse il soggettista, attualmente) ma so bene che è un ambiente "chiuso".
      Chissà, magari nel fumetto non lo è...

      Moz-

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  8. Quando si parla di TV italiana, prendo sempre a riferimento mia madre. Una donna normale, cultura media, che la sera, dopo una giornata si ritrova davanti alla tv, un po' stanca. Cosa vuol fare? Passare il tempo senza troppi sbattimenti. Il fatto è che la tv italiana offre o delle serie tv molto banali, sceme oppure appunto i drammoni che, sebbene ben scritti, ripropongono gli stessi personaggi, con gli stessi attori (Garko o Bova, per dirne due che nomini) con le stesse situazioni e gli stessi meccanismi. Non c'è aria nuova, nemmeno facce nuove (che siano valide) non ci sono vie di mezzo. Bene, mia madre, dopo qualche puntata, molla tutto. Vuoi che una sera non ha voglia, vuoi che una sera guarda altro, perde il filo e ciao. Solo negli ultimi anni, poi, il palinsesto dei vari canali che sono giunti col digitale ha preso a fare una cosa molto utile: riproporre l'ultima puntata della serie, magari un paio di giorni dopo la trasmissione principale. Secondo me c'è un meccanismo "all'italiana" che intoppa tutto il processo.

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    1. Non ho idea di dove possa essere questo intoppo, ma allora è probabile che sia proprio a monte, ossia quano si costruisce un'opera credendo che possa funzionare (sulla base di dati, quindi, che ormai sono sbagliati).

      Moz-

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  9. Cerco sempre di evitarle le fiction, soprattutto se di Mediaset, comunque Sky è 10 volte meglio ;)

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    1. Beh, sì... Sky osa un po' di più ma secondo me presto succederà anche in casa Rai e Mediaset...

      Moz-

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  10. "Distretto di polizia" mi piaceva molto, ma solo la prima versione, con la Ferrari... prima ancora avevo amato molto "Ultimo" che era un ottimo prodotto davvero.
    attualmente le italiane hanno avuto un riscatto decisivo con sky, come hai giustamente detto tu, e sia "Romanzo Criminale" e, ancora di più, "Gomorra" hanno un livello altissimo

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    1. Distretto a me piace anche dopo, anzi penso che la st. 4 sia la migliore in assoluto (fermo restando che la qualità del primo capitolo, che ha tutta una derivazione particolare tra cui echi di Ultimo che citi, è assoluta).
      Speriamo bene^^

      Moz-

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