°L'estate della *ostra giovinezza


°Stand By Me - ricordo di un'estate
°tratto dal racconto "Il Corpo" di Stephen King
°di Rob Reiner
°Usa, 1986, 89'
°con Wil Weathon, River Phoenix, Corey Feldman, Jerry O'Connell, Kiefer Sutherland, Jonh Cusack


Stephen King l'ha definito uno dei migliori adattamenti su pellicola di una sua opera scritta. E sapendo che persino il sommo Kubrick ci ha messo le mani, su un romanzo di King, non si potrebbe che giudicare già aprioristicamente questo Stand By Me - ricordo di un'estate come un gran bel film.
Lo farei anche io, se non l'avessi mai visto.
E invece, Stand By Me l'ho visto molte volte, moltissime. E' uno dei film che rivedo sempre, e sempre volentieri. Non perchè ci sono cose che non si capiscono alla prima visione, non perchè è un'opera estremamente complessa. No. Si rivede perchè anzi è un'opera semplicissima, genuina, piacevole.

Siamo nel 1959, è estate.  Quattro dodicenni, abitanti di Castle Rock in Oregon, ingannando i loro genitori, che sono sempre, per un motivo o per un altro, un po' altrove, partono per una improvvisata gita di due giorni  alla volta di un luogo vicino al binario, teatro di una tragedia.
Sono alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo, scomparso da qualche giorno e, pare, investito dal treno in corsa.
I quattro amici si armano di sacchi a pelo, spiccioli, e un pettine, e cominciano la loro avventura, che sarà divertente e riflessiva allo stesso tempo.
Protagonisti sono Gordie Lachance (Weathon), trascurato dai suoi specie dopo la morte di suo fratello Denny (Cusack), fratello a cui era molto legato ma che ora è un ingombrante metro di paragone con cui fare eternamente i conti; Chris Chambers (Phoenix), ragazzo problematico nato in una famiglia disagiata che gode (sia lui, sia la famiglia) di una cattiva reputazione; Teddy Duchamp (Feldman), svitato e arrabbiato col mondo, con l'orecchio ustionato dal padre; infine Vern Tessio (O'Connell), goffo e sbadato, preso spesso bonariamente in giro dagli altri per il suo essere estremamente pauroso.
Un'altra banda di ragazzi, più grandi, è sulle tracce del corpo senza vita del ragazzo scaraventato via dal treno: capitanata da Ace Merrill (Sutherland), raccoglie tutti gli sbandati della zona, spacconi ma caproni, e ovviamente andrà ad incrociare il gruppo di Gordie e compagni, fino al confronto finale.

La storia, che racconta momenti brillanti intersecandoli sempre con attimi più introspettivi, è un percorso di crescita individuale e generale. Un percorso che potrebbe avere la forma dei binari di ferro, usati come iniziale guida per l'orientamento; percorso da cui spesso si devia in favore di boschi o scorciatoie; percorso, infine, che seppur guida adulta e sicura, può divenire pericoloso (così come i protagonisti vengono feriti e delusi dagli adulti), specie se un treno sbuffante ti insegue su un ponte molto alto. E puoi solo correre per salvarti.
King scrive di sè e di esperienze da lui vissute, personalmente o marginalmente. Ed è per questo che l'opera di Reiner, che dirige con poesia e tranquillità, risulta sentita, reale e credibile.
Perchè in fondo non è che la summa di un rito di passaggio (andata, presa di coscienza, ritorno) e di eventi e momenti (piccoli, quotidiani e "banali", e senza che vi si nasconda nessun IT dietro) che tutti bene o male abbiamo passato a quell'età, e che forse non riusciamo più -ahimè- a vivere.

E la forza di Stand By Me, che si mantiene sempre piccolo, quotidiano e "banale", sta in questo. Nel suo lirismo, nel suo momentum, nella fotografia che fa dei due giorni (con un pre e un post solo didascalici) dei quattro amici. E' così semplice che sembra poter respirare le ondate di dolciastro calore estivo, o l'umida ombrosità dei boschi, che i ragazzi respirano. Disteso, popolare ma eterno, impreziosito da una colonna sonora d'antan (Buddy Holly, Chordettes, Del Vikings, the Coasters, tra gli altri), il film ci riporta tutti (senza badare all'anno di nascita) a un tempo sospeso, che c'è stato e non c'è più, e quando c'è stato già non c'era. Perchè non parliamo degli anni '50, o '80: parliamo degli anni in cui avevamo quegli anni, vivevamo quelle avventure, e avevamo quegli amici.
Perchè siamo tutti, in fondo, eterni dodicenni. E siamo anche troppo stupidi per (non) accorgercene.

Voto: 9 +

°La Pasqua fa miracoli (la Salvezza)

"Io, quando tutto trema,
anch'io, sì, cerco il mio sistema...
Vivo dentro un incantesimo
come qualcosa di magico...
Viaggia dentro, viaggia dentro di me..."
(Incantesimo, Litfiba 1999)

Ogni tanto, certo ingenuamente, qualcuno mi dice sempre la solita cosa: "se tu non sei cattolico, non dovresti festeggiare in questi giorni, quindi dovresti andare a lavorare".
Premesso che il lavoro non ce l'ho, e la voglia manco, e premesso che ci sono cose imprescindibili dalla volontà di ciascuno, come le date rosse su un calendario, quale che sia la natura della festa..., premesse queste cose, è chiaro che quell'affermazione di quel qualcuno è banale e ignorante.
Perchè se c'è davvero gente che non avrebbe diritto di festeggiare, riposarsi, e respirare, in questi giorni, beh quelli sono proprio i cattolici. E non parlo solo dei cattolici di facciata, quelli che si presentano in chiesa a Natale o Pasqua, più tre domeniche assortite nel corso dell'anno, ed eventualmente qualche matrimonio o funerale. No.
Parlo dei cattolici in generale. Poveri di date, ma certo non poveri d'eventi (tra Bibbia e tradizioni, ne hanno di cose da raccontare...), però sicuramente con un malcelato senso di inferiorità (chissà perchè...) rispetto alle altre tradizioni, devono arrancare in modo bizzarro ed esilarante, e spesso sciocco e ridicolo, inventandosi degli avvenimenti per sostituirli a quelli dei culti precedenti.

Io sono un pagano. E non significa che prego Zeus: io non prego nessuno. Sarò in difetto, sarò impuro, e sarò condannato all'Inferno, ma oltre a sentirmi meglio di chi si professa cattolico e prende le vacanze dalla Chiesa in concomitanza con le date nere del calendario, ricordandosene solo in quelle rosse..., mi sento molto, molto meglio di chi ancora, nel 2011, bontà sua, crede e spende la sua forza spirituale per una religione che è un dato di fatto storico essere stata creata man mano a tavolino, e probabilmente inventata. Insomma, non c'è nessuna differenza, o quasi, tra la storia di Gesù e la carriera di Lady Gaga, o dei Finley.

Gesù non è niente altro che un archetipo che si ripete dagli albori del mondo. La nascita virginale, la morte, la resurrezione. Sono miti presenti in ogni tempo e cultura, e non potrebbe essere altrimenti perchè sono cose del tutto naturali: parliamo del sole che sorge e tramonta, parliamo delle stagioni che si ripetono, parliamo di solstizi ed equinozi.
Ma se a Pasqua in realtà festeggiamo la natura che Risorge, dopo l'inverno, questo è un dato di fatto imprescindibile: abbiamo la primavera a dimostrarcelo. Dimostratemi invece che Gesù è davvero morto e risorto, avanti!

Il mito della Ressurrezione è vecchio come il cucco. Ogni religione precedente ha qualcosa di simile. Sapete quanti messia hanno detto e fatto le stesse cose prima del Cristo? Più di venti. Direi che hanno maggior diritto loro, di essere ricordati, tra oggi e domenica, e non Gesù, che è il più giovane tra loro.
Sapete che la croce non è altro che un simbolo pagano di culti solari e fallici?
Ma i cattolici han pensato bene, evidentemente infischiandosene dell'accostamento "alla cazzo", di sostituire il palo della crocifissione con la croce che era... "dura" a morire nell'immaginario collettivo. E, per la stessa ragione secondo cui a Natale abbiamo ancora l'Albero, a Pasqua ci ritroviamo col coniglietto e le Uova. Che niente hanno a che fare col cristianesimo, ed è giusto così: perchè in fondo, nel cuore, tutti siamo pagani, tutti ci salveremo: non c'è inganno religioso che tenga, per fortuna. Per quanto vi sforziate di dire all'unisono con altre pecore un Pater Noster o un Mea Culpa (come se i peccati di ognuno avessero tutti lo stesso peso e durata), vi salverete da questo inganno d'ignoranza.

Inoltre, ho sempre trovato scorretto il modo in cui i cattolici cercano di far passare i Romani, tra un Ben Hur e un "morì sotto Ponzio Pilato". , pare che in chiesa i centurioni debbano passare come Hitler o Stalin. Hanno messo a morte un uomo, forse un dio. Embè?
Due conti se li saranno fatti pure loro: il più grande impero della Storia, gente così avanti che all'epoca "c'aveva già li froci quanno l'artri popoli sonavano ancora er tamburello", non poteva certo sbagliare così, nè essere in cattiva fede.
Io tifo per i Romani.

L'affermazione di qualcuno, che ho riportato a inizio post, quindi, non vale per me. Io festeggio la Pasqua perchè festeggio la rinascita, o Resurrezione -come ve pare- della Natura. Natura che rispetto, o perlomeno cerco di rispettare sempre. Che siano numeri neri o rossi, sul calendario, che sia estate, autunno o inverno. O Primavera.
Quel qualcuno potrebbe aver ragione sulla Pasquetta, il Lunedì in Albis, lunedì dell'Angelo. Forse questa sì, è una ricorrenza solo cattolica (pure se gli angeli sono dei messaggeri divini presenti anch'essi in ogni culto).
Ma quest'anno, voilà, anche la mia eventuale scampagnata è salva: guarda un po', Pasquetta coincide con la Festa della Liberazione. E io, oltre ad essere pagano, sono anche antifascista.

Buona Pasqua dal Moz o' Clock.

°Miki e... lo Sport

Il sondaggio ha decretato la vittoria della voce “Miki e… Le Due Muse”.
Perciò parlerò di altro.
E’ stata la musa Leet, la numero 20, quella delle cazzate, a dirmi di fare ciò.
Però lei e Pheeber promettono di tornare a breve qui sul MoC.
Quanto sono cazzaro? :)



Ho un rapporto burrascoso con lo Sport.
Mi piace, non mi piace, lo pratico, non lo pratico.
Non lo so manco io.
Sicuramente faccio del movimento. Ma non so se sia sport.
Il fatto è che mi manca decisamente una cosa: la costanza.
Non ne ho, non riesco mai ad andare in palestra per un anno di fila. O in piscina, che è la cosa che amo di più.
Dall’infanzia a oggi ho praticato diverse discipline. Partiamo dal Kung-Fu. Ora mi piace, ma a quei tempi, siccome me lo avevano proposto i miei genitori, lo facevo controvoglia, forse per sfregio (lo so, ho questo difetto).
Però tra una cosa e un’altra, sono arrivato a prendere quasi la cintura blu. Dico quasi perché ho smesso di andarci proprio il giorno dell’esame per passare di grado, dalla cintura verde alla blu.
Quanto sono cazzaro? :)

Nel frattempo c’era anche la serie di piscine: la prima, in un hotel marittimo che aveva la vasca (congelata) con una istruttrice che oggi considererei bona. Durata del corso: un giorno. Dovevo imparare a nuotare, ma a nuotare nasci imparato. E non ci andai mai più.
Quanto sono cazzaro? :)

Poi due anni, d’estate, in Puglia, corso di nuoto sempre in una piscina d’albergo. Ma secondo voi è normale pagare qualcuno che ti insegni a stare a galla? Mica intendo imparare i vari stili, eh! Intendo stare a galla, per non affogare. Voglio insegnare alla gente ad andare in bici, allora.
Comunque, ricordo che ero il più bravo (stranamente) e fui l’unico del gruppo che il maestro di nuoto portò nella parte alta. Durata della cosa: un minuto. Non ci andai mai più, dall’anno dopo sono tornato in quella piscina con gli amici: nuotavo e mi tuffavo dal trampolino come niente fosse.
Quanto sono cazzaro? :)

Passiamo agli anni d’oro delle scuole medie. La onda negra del basket americano (i vari Jordan, Shaq O’Neal ecc) spinsero moltissimi a voler replicare le mirabolanti gesta dei giganti dell’ N.B.A., così ci fu l’iscrizione in massa al corso gratuito di basket, tenuto da un signore albanese che aveva giocato nella nazionale del suo Paese prima di sbarcare in Italia. Ricordo solo che, per spiegarci il “terzo tempo” (il “tre tempo”, lo chiamava lui), diceva “sinistra, sidestra, sinistra”. Finita la fissazione per Jordan, Space Jam, le cards Panini, e il rap annesso…,  finì anche la moda del basket.
Ma quanto sono cazzaro? :)

Poi viene la serie: palestre. A casa si erano fissati che avevo la schiena curva, il ginocchio non teso, e un mare di altre puttanate che non esistono, così sono passato dalla ginnastica correttiva per la mia cifosi (ce l’avrò ancora?) alle palestre di body building.
La ginnastica correttiva durò molto poco, ovviamente. Di palestre invece, ai tempi delle scuole superiori, ne ho frequentate due. La prima la ricordo perché l’istruttore era un fissato muscoloso sul modello dei builders anni ’80, e mentre facevamo gli esercizi la radio passava sempre le solite due canzoni: Bittersweet Simphony dei Verve e Coccodrilli di Samuele Bersani.
L’istruttore, lo Swartzy de noantri, disse a mio padre che era inutile continuare a pagare, perché non combinavo niente. Però sia Coccodrilli che Bittersweet Simphony, sono canzoni che adoro.
Quanto sono cazzaro? :)

L’altra palestra invece era gestita da un grandissimo personaggio, un motociclista che era emigrato in Germania tempo addietro e poi era tornato in splendida forma in Puglia. Con le sue moto a tre ruote, rombava in strada prima di alzare la serranda. Raccontava le storie vissute in Germania, tra risse, situazioni hot e aneddoti curiosi. Di me disse che assomigliavo a un ragazzo tedesco “un puttaniere di prima scelta” che frequentava una palestra tedesca solo per acchiappare le donzelle e “se le scopò tutte quante”. Non mi assomiglia poi molto, quindi.
Quanto sono cazzaro? :)

Con l’università ho frequentato la palestra in Abruzzo: ovviamente ci sono sempre andato più per leggermi le ricette di panini strani su Muscle&Fitness, che per fare esercizi veri e propri.
Ma diciamo la verità: CHI va in palestra SOLO per fare esercizi? Nessuno. Lì si va per spettegolare, per abbordare qualche ragazza coi fuseaux attillati, e per fare la cena con tutti gli iscritti.
Quanto siamo cazzari? :)
Poi però sono andato in piscina, e lì ho fatto il serio.
P.s. : avrete notato che manca uno sport in particolare: il calcio.
Beh, io ho giocato a pallavolo, a minigolf, ho fatto anche due tiri con l’arco, un po’ di corsa, salto in lungo, e nascondino… ma il calcio mi manca, se escludiamo i tiri in piazza con le mani in tasca e i tiri nel cortile dopo aver visto Holly&Benji.
Proprio non mi piace: ritengo sciocco correre dietro una palla, e calciarla via. Anzi, ho sempre pensato che questo sia appannaggio di gente frustrata che vuol prendere a calci una sfera, perché ricorda il mondo, quel mondo che siccome non lo si può tenere in mano, va preso a pedate.
Ovviamente, è un concetto cazzaro :)

°Moz O'Clock Magazine | Aprile 2011 | Issue #0 - numero pilota



L'avete visto per mesi e mesi sulle due heads alternative del MoC, vi sarete chiesti sicuramente cosa diavolo fosse (la curiosità è donna, ma "quando voi maschiacci vi riunite siete peggio di un circolo di cucito")...
...e alla fine è arrivato, certo con un primo numero, anzi numero 0, il Pilota, che in fondo è una grande prova per vedere se il progetto può funzionare, infatti almeno per stavolta all'interno troverete cose che già conoscete ma anche qualcosa di nuovo ed inedito. La periodicità non sarà fissa, e creare un nuovo numero dipende da tante cose, tra risorse, tempo e disponibilità di terzi (siete avvisati, quindi: prenotatevi per salire a bordo, se volete!).

Il Moz O'Clock Magazine nasce ufficialmente oggi, dopo parecchio tempo di gestazione...
...spero vi piaccia, e ricordate che non è una cosa (troppo) seria, ma è parte sempre dello spirito cazzaro che è parte sempre dello spirito cazzaro che è parte sempre dello spirito cazzaro che è parte sempre dello spirito cazzaro che è parte sempre dello spirito cazzaro che è parte sempre dello spirito cazzaro che è parte sempre dello spirito cazzaro che è parte SEMPRE DEL MOZ O' CLOCK.

Ovviamente non mi sono dimenticato dell'ideatore e realizzatore del "Project MoCMag", ossia Sandrino: a lui, e al Dio che l'ha creato, va il mio più sincero GRAZIE.

Enjoy (sempre se ve piace, a buzziconi!) il numero zero del Moz O'Clock Magazine:
---> issue #0 <---
P.S. : Clicckate sulle varie pagine per ingrandirle e leggerle al meglio ;)

P.S.2 : Dopo il Magazine, per il 2012 è prevista la Radio MoC, mentre nel 2013 sorgeranno le prime due Tv del MoC, e poi dal 2015 entrerò anche io in politica.
Avvisate le future sedicenni marocchine.

P.S.3 : la consolle è in vendita in tutti i negozi.

°Il MoC chiude i battenti

"E c'è rispetto
quando ognuno può godere,
questa notte
siamo i giocolieri in piazza!"
(Lo Spettacolo, Litfiba 1994)

Sembra strano, lo so.
Sembra strano, e lo è, forse.
Ma questo spazio chiude per sempre, per il dispiacere di qualcuno, l'indifferenza di molti e la gioia di qualche stronzo. Ovviamente è un Pesce d'Aprile, col cazzo che chiudo, capito, "qualche stronzo"?
Non so più come gestire queste cose, ho smarrito l'evidenziatore giusto che mi permetteva, fino a ieri, di poter comprendere tutto, tutto ciò che c'era da vedere, da capire, da leggere.
Non so se anche voi avete perso questo evidenziatore, questa bussola. Spero di no, perchè è come smarrirsi nella Valle delle Tenebre, senza alcun pastore a farci da guida.
Però, forse, se vi state limitando a leggere solo ciò che i vostri umani occhi vedono, allora sì, l'avete perso anche voi, l'evidenziatore. L'avete persa anche voi la bussola, l'orientamento.
Eppure posso dire che io, perdendolo, ho ritrovato qualcosa. Proprio oggi.
Proprio oggi che è stata una giornata diversa dalla routine, semmai io abbia una routine. Finalmente il caldo, finalmente la prima-vera passeggiata della prima-vera. E un buon thè con buoni biscotti.
Cosa ho ritrovato? La frequenza.

Non parlo dell'andare a lezione (non ci sono quasi mai andato, non ho voglia di dare ulteriore senso alle tasse universitarie...); non parlo di un concetto che implichi un ritmo (frequente, in questo caso). No.
Parlo della frequenza della mia vibrazione (e per inciso, non parlo nè delle vibrazioni del cellulare, nè di quelle dei falli di plastica). -- che vi sto mettendo figuratamente nel di dietro se state abboccando a quanto scritto^^.
Ho risentito finalmente le Due Muse (Pheeber & Leet), e poi si è palesata a me, dallo squarcio spaziotemporale di un'altra dimensione, una Dea Madre, che qualcuno potrebbe chiamare Madonna (non parlo della cantante, ma è altrettanto famosa).
Sono stato scelto, mi ha detto.
Scelto come veicolo, vascello, tramite. Un tramite tra gli uomini e qualcosa che gli uomini non possono comprendere.
Sono un veggente. La visione che ho avuto, e che è diversa da quelle derivanti da una cenetta a base di molti Big Mac, mi ha reso profeta. Eccovi il suo messaggio:

"Sono qui per dirvi, figli miei, che il Cielo è cupo sul destino dell'umano intelletto. Pregate, pregate, pregate. L'uomo crede che Io parli anche in altre parti del Globo, e che annunci sventure e grandi tribolazioni. E' ora di dire che è tutto uno scherzo: con la chiusura del MoC finisce il fancazzismo mondiale, anche il mio. Siate liberi da quelle catene! Vivete la vostra preziosa vita nel rispetto della Vera Madre! Ritrovate il giusto evidenziatore che vi permetta di capire la verità celata!"

Con queste dolci parole, che non han bisogno di spiegazione alcuna, il Moc si congeda da voi, ringraziandovi tutti per l'attenzione, le critiche, i consigli e i dibattiti dal 2006 ad oggi... e da oggi per 
molto, moltissimo tempo ancora, potete giurarci!

Ci ritroveremo su quest'altro spazio, se ne avrete voglia:
http://laveramadre.blogspot.com/