> Moz O'Clock Magazine | Novembre 2011 | Issue #1



E a pochi giorni dal quinto compleanno del Moz O'Clock, ecco che arriva il primo numero del MoCMagazine!
Che però, tecnicamente è il secondo.
La matematica non è un'opinione e 2+2 fa sempre 4, anche se qualcuno che studia queste materie dall'università in poi dirà che potrebbe non essere per forza così.
E forse non è così per davvero, visto che questo è il primo numero ma anche la seconda uscita.
Ricorderete il numero 0 del MocMag, venuto alla luce nello scorso aprile.
Ma ora è tempo dell'issue #1, che riprende in parte qualcosa di quel numero di prova aggiungendoci nuovi elementi anche inediti!
Il tutto, ovviamente, realizzato grazie al genio del mio amico SandroArmy, cui si deve la paternità di questa idea.

Se volete sfogliare questo giornale virtuale, clicckate qui:
---> issue #1 <---
e ricordate che per una visione migliore, potete ingrandire le pagine!

Nota finale: siete tutti chiamati a collaborare, non avete più scuse!!
Buona lettura!!

> la tv di notte

Lo squalo mangia tutto
consuma chi consuma
la mia fame è sacra, è un'urgenza,
una priorità!
(Squalo, Litfiba 2011)
MoC POPNOVEMBER
POST CONTENENTE TRE PAROLACCE
Io amo molto la televisione, ne amo i meccanismi. Amo anche vederla, seppure io guardi solo i pochi programmi che mi piacciono.
Però anche quella scatola delle meraviglie, schifose o sublimi, ha un suo lato oscuro. Il lato notturno.
Dopo Matrix, dopo Porta a Porta, e persino dopo l'intervista di Marzullo, si apre un'altra televisione.
Quelli della notte, potrei dire.

Posso citare lo stupendo Fuori Orario - Cose Mai Viste, che propone prodotti molto interessanti, ma anche film polacchi o giapponesi coi sottotitoli che è meglio spararsi sulle palle.
Posso citare la notte di Rete4, coi suoi film d'essai e subito dopo con la riproposizione di film italiani di genere.
Lo stesso fa anche Italia1, quando mette finalmente da parte il poker alla texana, e propone bei b-movies all'italiana.

> cinque anni fa

La strada, dove finisce,
senza piedi userò le mie mani
e tutta l'arte di un equilibrista
per trovare un altro mondo per noi due...

(Lacio Drom, Litfiba 1994)
MoC POPNOVEMBER
POST A PAROLACCIA ZERO

Cinque anni fa:
avevo sempre dodici anni;
era appena morto Mauro in Distretto;

forse ero innamorato;
avevo cambiato ateneo;

ci fu l’ondata dei blog tra i miei amici;
nacque questo spazio.

Che ha mutato nome, che ha cambiato pelle
che ha ampliato i contenuti
che ha visto anche grandi discussioni, grandi litigi, grandi dibattiti.
Il blog più leggero della rete
Il blog per chi non sente la crisi
Il blog dove si celebra il pop(olare) e il quotidiano
Il blog che può chiedersi “che fine ha fatto Alessia Merz?
ma anche “davvero c’è gente che guarda il Grande Fratello?” oppure “davvero c’è gente che guarda il Grande Fratello e crede in Dio?

Il blog che sono contento di avere aperto
…e che, nel suo piccolo, ha rappresentato per me l’evitare di disperdere troppo alcune mie idee.
Il mio inusuale diario di bordo, da cinque anni a questa parte. E per altri cento anni ancora.

Tanti auguri Moz o’Clock
che cerca di essere sempre in punto sulle piccole cazzate
di questo già poco serio mondo.
E se Fini e Berlusconi ora fanno la pace, ho proprio ragione.

> on the road

Partimmo un lunedì
in direzione sud,
cercando l'altra strada
che c'ha portato qui...
(Siamo Umani, Litfiba 1990)
MoC POPNOVEMBER                                                                                                                                              POST A PAROLACCIA ZERO
Non amo guidare. Non lo faccio praticamente mai, sono un imbranato peggio delle femmine. Ma amo viaggiare in auto. Amo viaggiare in auto di notte, amo chiacchierare, sgranocchiare, amo ascoltare la musica. In auto.
Amo le strade. Davvero molto. Sia quelle sterrate, sia quelle desolate, sia quelle dei grandi snodi.
E amo le autostrade. Certo ora costano troppo, 1,70€ per andare a Teramo, ma dai.

E se questo post lo leggerete tra un anno, sappiate che quasi sicuramente saranno 1,80.
Ma comunque, amo le autostrade. I punti nevralgici. Gli svincoli. I caselli. Le luci arancioni nelle gallerie. Le gallerie che ancora fanno il hhhhh----wuuuuuun, ossia il rumore delle ventole giganti quando ci passi sotto.

Amo le autostrade. Ma ancora pià delle autostrade, amo le aree di servizio.
Sì, gli autogrill.

> gli anni (80's, TRULY OUTRAGEUS!)

Il presente non è, non è, non è, per noi...
Per lui, per lei, che si amavano poi nelle notti a Paris…
Stringila prima che il tempo la porti via,
Stringila prima che il buio la spazzi…

(Electrica Danza, Litfiba 1984)

MoC POPNOVEMBER                                                                                                                                              POST A PAROLACCIA ZERO
Qualche mese fa avevo parlato degli Anni Novanta, di quale significato ha avuto quella decade per me.
In quei due post (qui e qui) cercavo di analizzare i fenomeni e i costumi che più mi erano appartenuti.

Oggi, come già annunciato da tempo sotto la head del blog, e anche grazie al revival eighties andato in onda lunedì sera nei miei teleschermi, mi occupo della penultima decade del Novecento.
Non posso dividerla in due parti, perchè in gran parte della prima metà io nemmeno c'ero.
Non c'ero quando è nato il mio gruppo preferito, nel dicembre del 1980;
Non c'ero quando è morto John Lennon, più o meno lo stesso giorno a seconda delle fonti;
Non c'ero quando ci fu il disastro a Ustica;
Non c'ero quando avvenne la strage alla Stazione di Bologna;
Non c'ero quando l'Irpinia venne colpita dal terremoto;
Non c'ero quando Alì Agca sbagliò mira (o la Madonna deviò i proiettili, come il miracolo in Pulp Fiction);
Non c'ero quando si sono formati i Metallica.
Non c'ero quando l'Italia vinse il Mondiale nel 1982.
Non c'ero quando uscì Thriller di Micheal Jackson, che aveva ancora un bel colorito.