[RIVISTE] Anime Cult 30, ecco com'è!



Trenta numeri per Anime Cult, che apre il 2026 con un volume attesissimo e dall'argomento principale più volte richiesto negli anni.
Come già successo in estate e a settembre, anche questo numero si propone in due modi: quello classico, a 7.90€, e quello con l'allegato in promozione (stavolta la casa editrice ha scelto il dossier su Candy Candy, aggiungendo solo 2€ in più).
Ma vediamo com'è questo Anime Cult, dove ho potuto parlare io stesso di tante cose interessanti!


Come di consueto, vi lascio il sommario della rivista, sempre curata dal nostro supermitico editor Vincenzo Perrone:



Apro le danze con un articolo che avevo sempre sperato di poter scrivere... e finalmente il sogno si è avverato: un'analisi perlopiù storico-sociale della "seconda invasione" anime/manga in Italia, che io colloco tra il 1990 e il pre-pandemia; un lunghissimo periodo di cui esamino le varie fasi, con le loro novità e la loro importanza.
Tra edicola, televisione, contaminazioni, un viaggio in quell'epoca che io stesso ho vissuto e che permetterà di aprire nuove finestra (anche qui sul blog, nei prossimi giorni).
So che questo articolo è stato già apprezzato da chi lo ha letto, e ne sono contento.



Ma Anime Cult è nota per le sue interviste ai personaggi del mondo dello spettacolo legati all'animazione giapponese. Emmanuel Grossi ha contattato per noi Silvano D'Auria, curatore delle sigle RCA delle Mele Verdi, mentre Giorgia Vecchini raggiunge il doppiatore Pietro Ubaldi per tante domande a tema... "gattoso".



La rubrica "spaghetti manga", che dal primo numero ha fatto giustamente luce su un fenomeno fino ad allora poco esplorato, ora ci racconta proprio come quei fumetti venivano realizzati.
Maurizio Ercole ha incontrato Cristiano Zentilini per un excursus tecnico e interessante.



Il nucleo di questo trentesimo volume è però dedicato tutto alla Nippon Animation, nota per i suoi tanti titoli amatissimi dal pubblico.
Maurizio Ercole introduce questa casa di produzione, in un articolo che ne ripercorre storia e vicissitudini.






E poi tocca a me aprire una parentesi su un argomento amatissimo, il World Masterpiece Theater: ne traccio la storia, dai "prototipi" alle ultime serie, affrontando gli anni '70, '80, '90 e 2000.
Ho cercato di individuare temi ed elementi ricorrenti, le particolarità, il "mood", mettendo spesso a confronto i vari titoli del lotto.




L'approccio che ho utilizzato è stato, più che nell'analisi delle singole opere (che pure trovano spazio, tutte, in queste pagine), una retrospettiva su quello che è diventato un vero e proprio sottogenere codificato, tra derivazioni, crisi ed eredità, con - spero - anche qualche spunto di riflessione sul passato e sul presente della nostra fruizione.




Ad analizzare come mai prima due capolavori (Anna e Marco) è Mario Rumor, che fornisce dettagli e curiosità sulla produzione di queste due opere a cui hanno lavorato nomi importantissimi.
Pagine da non lasciarsi sfuggire.



Chiusa la parentesi Meisaku, si torna a raccontare tutti gli altri titoli della Nippon Animation, tra quotidiano, sport, robot.
Queste pagine sono firmate da Fabrizio Ponciroli e Giorgio Messina.




Maurizio "Kirio1984" Iorio apre invece una finestra interessante sulla "narrazione pop occidentale" della Nippon Animation (su tutti: Bentornato Topo Gigio), mentre Alessandro Bottero ci parla dell'Ape Maia.



Terminato lo speciale interno, sempre Bottero ci racconta la storia anime/manga di altri paesi, e stavolta tocca alla Germania, all'epoca ancora divisa in due dal muro. Una rubrica che pare aver riscosso un certo interesse tra i lettori.




Giorgio Messina ci parla di Gotriniton, nella rubrica dedicata all'analisi specifica di ogni serie robotica giunta in Italia.




Sempre lui compie una panoramica sulle bambole di Candy Candy che erano arrivate nei nostri negozi sulla scia del successo dell'anime.



Viola Zorzi, collaboratrice e co-editor della testata, affronta il caso del topicida a cui Mazinga Z ha fatto da testimonial: in un'analisi anche etica, ci viene raccontata la particolare scelta ma anche il fastidio di una parte del fandom.




Giorgia Vecchini ci porta a Nara, tra cervi e templi, in una nuova tappa in giro per il Giappone.
Nicola Carrassi inizia invece a rivelare i motivi della strana trasmissione notturna di Wedding Peach...
Poi, a chiusura, recensioni (a cura di Bottero) e analisi "fuori tempo massimo" sempre a firma Luca Raffaelli (stavolta tocca a La città incantata).





Nel prossimo numero (a marzo), altro sulle verità di Wedding Peach e altri misteri televisivi, I-Zenborg e un dossier centrale tutto dedicato agli shojo anni '90, tra romanticismo e magia.
Ma di questo ne parleremo a tempo debito!
Buona lettura, ditemi la vostra in caso di acquisto di questo Anime Cult 30!

185 commenti:

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    1. Sì, molti classici della letteratura occidentale erano noti anche in Giappone; per loro rappresentano finestre esotiche su tempi e luoghi remoti. Non per nulla anche molti shojo anni '70 sono ambientati in collegi europei.
      Wedding Peach? Non piace molto nemmeno a me, ma sono interessato alle sue vicende italiane 😉💪
      Thanks!

      Moz-

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    2. Non so le nuove generazioni ma le vecchie generazioni di giapponesi (tipo fino agli universitari degli anni '90) erano appassionatissimi della cultura letterararia, cinematografica, teatrale, musicale, poetica occidentale con un occhio di riguardo per l'Italia.
      Leggendo i manga usciti fino agli '90 ce ne se accorge 😊 Mikage di Miracle Girls legge i libri di Umberto Eco e Arthur Schopenhauer 🤩

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    3. Assolutamente, concordo.
      Dopotutto il meisaku nasce anche per questo aspetto.

      Moz-

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    5. Io lo vidi nell'estate del 2000 di notte, ricordo nottate con orzata fresca e Wedding Peach, che però non aveva nemmeno un'unghia di Sailor Moon anzi sembrava più Marmalade Boy (e di certo la presentazione italiana accentuava questo fatto).
      Però comunque a modo suo è un anime che val la pena di essere discusso.

      Moz-

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    6. Nel primo numero Mikage Matsunaga legge "Il nome della rosa".

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    7. Io Miracle Girls lo ricordo per la più pop citazione a Mamma, ho perso l'aereo XD

      Moz-

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    9. Non ricordo. Comunque vanno al cinema a vedere il film.

      Moz-

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  2. Ma poi è uscito lo speciale di Dragon Ball? Tra i molti regali che ho ricevuto a Natale me ne sono completamente dimenticato.

    Sulla carta questo numero per i miei gusti sembra il più bello ma sono un po' scettico sullo speciale della seconda invasione 😬 sono molto curioso ma anche un po' timoroso.
    Mi dispiace che non ci sarà l'intervista a Fabrizio Margaria era l'occasione giusta.

    Finalmente la Nippon Animation e i Meisaku.

    Spaghetti manga stendiamo un velo pietoso 😱.

    Premessa quello che dico sono mie opinioni quindi per favore se mai leggerai questo mio commento caro Sig. Carrassi non mi denunciare per diffamazione.

    N. B. Carrassi ottimo doppiatore ma come uomo del settore era meglio che faceva un altro mestiere 😅 un appassionato non fa quello che ha fatto lui 😱 io avrei rinunciato ai quattrini! Quello che ha fatto lui assieme alla Signora Manera per volontà d'immagine della famiglia Berlusconi è stato allucinante.
    Oggi non può apparire sorridente e baldanzoso su una rivista di settore ☹️.
    Una beffa per tutti gli appassionati ☹️
    Immaginate censurare Aladdin perché la Caverna uccide Gazeem cosa sarebbe successo?

    Ma poi dire che loro importavano anime fuori target 😅 non credo c'entri qualcosa l'acqua vite 😅 ma semplicemente voler confondere le acque 😅 perché tanto il 99% del pubblico crede in questa fantasia.

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    1. Per ora lo speciale su Dragon Ball non è ancora uscito: rinviato per motivi tecnici, pare, lo vedremo più in là 💪
      Cosa ti intimorisce del mio articolo? Alla fine racconto cose oggettive, accadute e (in questo caso specifico) vissute direttamente.
      Margaria arriverà a tempo debito, sempre che lui voglia (tutti ci auguriamo di sì, ovviamente. Considera che ci sono diverse persone che non sono raggiungibili o non vogliono farai intervistare).

      Sulla questione Carrassi/Manera.
      Una premessa, altrimenti te ne esci col fatto che difendo, giustifico, vengo pagato (magariii) ecc ecc: sono contro i tagli e le censure.
      Ma ti invito a riflettere su questi punti, proprio come analisi del fenomeno e non da fanboy:
      1) Manera e Carrassi hanno solo reso sistematica (e sì, a volte addirittura estrema) una pratica che era già in atto da sempre.
      Tu conosci loro due perché sono diventati dei personaggi noti, ma ti ricordo che anche Goldrake aveva tutti i nomi cambiati (ossia eliminati quelli giapponesi) ed episodi saltati; così come Bia ha episodi mai trasmessi perché giudicati inappropriati per il pubblico italiano. La RAI ha accorciato volutamente Harlock per motivi di spazio in palinsesto, sforbiciando scene.
      E questi sono solo alcuni esempi pre-Manera. Cosa ti fa venire in mente?
      2) proprio il mondo avvolgente che ami(amo) è dato dall'operato in tal senso. Che è una pratica commerciale e basta, ovviamente, ma gli anime sono fatti per essere visti e per generare soldi.
      Pensi che nel 1995, se avessero lasciato Usagi e Minako, coppie di nemici gay e altro, Sailor Moon avrebbe avuto successo?
      Certo che no. Quando hanno lasciato tre trans, è successo il putiferio e hanno dovuto censurare in seconda battuta...! 😅
      3) non devo difendere Carrassi, figurati, ma ancora una volta ti invito a ragionare: lui ha contemporaneamente lavorato anche per Yamato, e lì le serie erano integralissime.

      Quindi, la questione è semplicemente di società e percezione del prodotto. Percezione del Giappone e della sua cultura (Marzio si imprime più di Mamoru, nel 1995 italiano, e aiuta a vendere di più).
      Che piaccia o no, Manera o meno questo è.
      Ma posso rimandarti tranquillamente in America, dove il tipo di adattamento è sempre questo anche senza la Manera: no, senza andare negli estremi 4Kids, basta citare Speed Racer, nomi cambiati e tutto il resto. Cultissimo con tanto di live action dei/delle Wachoski.
      Spoiler: il Giappone stesso approva perché ha tutto l'interesse a vendere. Quindi io mi preoccuperei più di chi a monte non tutela le proprie opere semmai (anzi a volte le rifila già adattate: vedi Rayearth) piuttosto di chi (al passo successivo) le ha acquistate e per tutta una serie di motivi deve adattarle per monetizzare 😃💪🏻
      Spero possa essere uno spunto di riflessione, quel che ho scritto.

      Moz-

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  3. Mi dispiace per lo speciale su Dragon Ball ☹️.

    Io per anni ho parlato con altri esperti del settore gente che ha vissuto la TV degli anni Settanta e Ottanta.

    Vedi gli anime che andavano in onda su Rete 4 e Italia 1 prima dell'arrivo della malefica famiglia Berlusconi 1982 tra Rete 4 e Italia 1 Rocky Joe, Bem il mostro umano, Cyborg 009 poi venne l'uomo che sorrideva sempre 😱

    Falso dire che la Manera ha inventato il mondo avvolgente! Ma quanto mai? Assurdo 😱

    Pre-Manera su tutti i canali andava in onda di tutto... Uomo Tigre, Sanpei, Bem, Rocky Joe, Lamu, Hokuto no Ken ecc poi venne il monopolio della malefica famiglia Berlusconi che impose solo anime "tranquilli" sotto la direzione della Manera il periodo peggiore.

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    1. ...in concomitanza col fatto che, altrove (RAI) gli anime sparirono per evitare polemiche.
      È storia. Il fatto che venivano scelte opere tranquille (peraltro fatto che cito apertamente proprio su Anime Cult 30 in vari miei articoli!) ha un motivo preciso.
      Mai detto che la Manera ha creato il mondo avvolgente ma che il suo sistema lo è.
      Vuoi anime che devono fare un boom clamoroso? La soluzione era questa, unica. Sailor Moon non lo avresti visto, altrimenti, che ti piaccia o no.
      Non consideri vai fattori, come ad esempio le aziende di gadget e giocattoli: Saint Seiya ti dice niente? Eppure inizialmente mica c'era la Fininvest... 😋

      Moz-

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    2. Perché in Giappone non uscivano i giocattoli?

      Come sono percepiti Dragon Ball, Saint Seiya, Sailor Moon in Giappone? Come in Italia.

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    3. Appunto!
      E allora come te lo spieghi che proprio i giapponesi hanno eliminato tre scene cruente per venderci Saint Seiya? 😋
      Ecco il punto.
      Il target è lo stesso in tutto il mondo, lo scopo idem (vendere i giocattoli) e allora perché questi cambi?
      E perché, per vendere meglio, Giochi Preziosi (non Fininvest!) impose un adattamento semplificato, cambiando nomi (ed eliminando spesso gli alias) e togliendo i riferimenti al Giappone?
      Che risposta ti dai? 😉

      Moz-

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    4. Che quelli di Giochi Preziosi erano tra il deficiente e l'ignorante.

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    5. No. Erano una azienda che doveva guadagnare il più possibile dal prodotto.
      P.s. quindi sono deficienti e ignoranti anche i giapponesi di Toei, che hanno venduto la serie priva di tre scene (orecchio mozzato, cuore trafitto e Pegasus bambino massacrato)?

      Moz-

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  4. l'Italia era all'avanguardia prima del monopolio berlusconiano e il suo diktat aziendale di non trasmettere cose ritenute forti per non danneggiare la sua immagine è un fatto storico accertato.

    Le pratiche scorrette della famiglia Berlusconi sono ben note e N. B. Carrassi oggi può anche piangere ma si intascava i quattrini della famiglia Berlusconi 😬.

    Sulle colpe dei giapponesi sorvolo e sugli USA Meglio stendere un velo pietoso.

    Siccome la pensiamo in maniera profondamente diversa non aggiungo altro sarebbe inutile ☹️.

    Ognuno rimane nella sua dimensione.

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    1. Non si tratta di pensarla in un modo o in un altro, la questione è un dato di fatto incontrovertibile e vissuto, accaduto.
      Tu citi solo una parte della questione, che è ovviamente successa, ma non vuoi capire il perché sia successa.
      Io sono sempre stato antiberlusconiano (figurati!), e ovviamente contro il principio stesso di censura, ma a posteriori posso leggere la storia passata con occhi diversi, cercando di capire.
      Ovvio che la gente abbia preso soldi per adattare, era un lavoro. Come li prese la gente che adattata in RAI e faceva le medesime cose.
      L'avanguardia che citi era finita e non avrebbe garantito (a causa della società) la visione di alcuni prodotti. Chi avrebbe trasmesso Sailor Moon?
      Anche solo la vicenda italiana di Dragon Ball dovrebbe farti riflettere, no?
      Io, dopo anni, contrario alle censure tanto da volere le cose ridoppiate, penso di essere stato comunque fortunato ad aver visto quelle opere, che altrimenti non avrei mai visto.
      Tu probabilmente avresti preferito non vederle affatto, e ci sta.

      Moz-

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Non solo noi italiani: europei e americani, occidentali. Questo è il motivo generale.
      Infatti tutti i cambiamenti (che, ripeto, sono permessi dai giapponesi quando non addrittura concordati con loro, quando addirrittura non fatti da loro!) riguardano i paesi occidentali e un motivo ci sarà.
      Ed è quello che dici: differenze culturali ma anche soprattutto la percezione che si aveva dei giapponesi. Ne parlo proprio in questo articolo su Anime Cult, raccontando come il Giappone venne via via sdoganato, diventando una moda. Prima? Era come guardiamo oggi ai cinesi, ossia gente che lavora h24 in condizioni misere, copioni e produttori di cose contraffatte, ecc ecc.
      Sulle "sorelle gemelle" il caso è proprio particolare: innanzitutto consideriamo come nel 1997 non ci fu più motivo di cambiare nomi, che restarono Seiya, Taiki e Yaten.
      In prima battuta, non c'erano sorelle gemelle ma i tre diventavano donne. Solo dopo si applicò la censura, ridoppiando anche le scene precedenti per le repliche.
      Ma poi, voglio farvi riflettere su un'altra cosa ancora.
      Pensate che questa problematica riguardi solo gli anime?
      A parte telefilm censurati (Buffy ecc), voglio ricordarvi che il cambio di nomi per "vendere/ricordare meglio" era applicato a tutte le telenovelas.
      I personaggi prendevano nomi semplificati, magari traduzioni italiane di quelli di matrice spagnola, o altre volte totalmente diversi.
      Perché? Stesso motivo del perché Madoka si chiama Sabrina.
      Oggi? Le telenovelas mantengono i nomi originali, anche quelli impronunciabili turchi.
      I tempi sono cambiati, e anche l'italiano medio non è più così ignorante.

      Moz-

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    4. Come scritto e documentato ampiamente da S. H. sul "Forum Go Nagai" prima dell'arrivo della Famiglia Berlusconi arrivava tutto e con meno censure.

      Senza la famiglia Berlusconi sarebbe arrivato tutto e in più canali.

      Berlusconi non voleva danni d'immagine e fino alla fine degli anni Novanta non vennero più gli anime considerati violenti.
      Negli anni Novanta spadroneggiavano associazioni di genitori deficienti e personaggi come Vera Slepoj, Maria Rita Parsi.

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    5. Purtroppo NON è così.
      E lo dimostra proprio quanto accaduto.
      La RAI aveva già smesso di importare anime (e comunque, ripeto, anche sulle sue frequenze c'erano tagli, cambiamenti ecc); inoltre, anime popolarissimi e costosi, e che DOVEVANO generare guadagni, potevano essere trasmessi solo su reti forti, pubbliche o commerciali ma forti.
      Perché dietro ci sono pianificazioni multilivello riguardo gadget, giocattoli e altro.
      Chi avrebbe trasmesso Sailor Moon o Dragon Ball?
      Ti invito a riflettere su questo.
      E cito ancora il caso Saint Seiya, con Odeon che sottostava ai diktat d'adattamento di Giochi Preziosi.
      Con tre scene già vendute censurate dal Giappone.

      Fidati, non sarebbe arrivato niente senza, Berlusconi, a meno che non ci pensava la RAI ma sempre nelle medesime modalità. Ovvero le uniche per garantire successo commerciale 😉

      Moz-

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    6. Rete 4 PRIMA di Berlusconi trasmetteva Bem e Rocky Joe

      Vedi tu la differenza...

      Per forza Berlusconi ad un certo punto comandava il 75% della TV italiana.

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    7. Canale 5 berlusconiana trasmetteva Golion e Gatchaman, per dire.
      Ovvio che sia successo quel che dici, ma ci sono dei motivi che tu non prendi in considerazione.

      Moz-

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    9. Se è per questo, per moda, Mediaset nel 1999 stava per fare Bim Bum Manga, sostituendo Bim Bum Bam^^

      Moz-

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    11. Sì, ma al contrario di Hiro, Italia Teen Television aveva peraltro produzioni proprie. Insomma, ci si impegnarono e non poco, al di là del contenitore dove buttare dentro di tutto.

      Moz-

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    13. Scadeva il contratto SKY-Mediaset.

      Moz-

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    15. No, perché Mediaset non voleva avere più nulla a che fare con SKY, anzi ne nacque anche un contenzioso sulla trasmissione degli spot, che Mediaset rifiutava di fare.
      Erano concorrenti, di fatto.

      Moz-

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    16. "Ed è quello che dici: differenze culturali ma anche soprattutto la percezione che si aveva dei giapponesi." Questo e' un fattore che andrebbe maggiormente considerato: Il razzismo. Faccio l'esempio dei miei gentiori (ho piu' di 40 anni): Ancora oggi non riescono a prendere sul serio persone con fattezze asiatiche. Per citare Bonvi: Sono piccoli gialli brutti ed hanno le gambe e i denti storti. Secondo me questo razzismo ha influito parecchio siccome nell'immaginario dell'epoca questi cartoni erano fatti da dei goblin gialli che sicuramente avranno qualcosa che non va e quindi censura ed adattamento.

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    18. Cattivo: è proprio così, e infatti negli anni '60 il Giappone veniva occultato per questo, sostituito con nomi diversi magari simi-disneyani.
      Poi, all'arrivo di Goldrake e la pletora di orfani e robot, si è tornati a guardare a questi orientali con sospetto.
      Man mano, la cosa è decaduta (ovviamente). E così anche gli anime in Italia sono tornati ad avere il Giappone dentro.

      Moz-

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    1. C'è un motivo, riguardo tale questione.
      Innanzitutto, gli anime davvero per bambini sono proprio storielle senza appeal.
      Inoltre, al di là di alcune forzature (tipo Orange Road, storia di adolescenti per adolescenti), diciamo che il target commerciale era rispettato: Dragon Ball, Saint Seiya, Sailor Moon... dovevano vendere i giocattoli alla stessa fascia di pubblico (i bambini) che siano stati italiani, francesi, giapponesi o thailandesi.
      A cambiare è proprio la cultura dei diversi paesi, e quindi inutile pensare a un Dragon Ball senza censure da mandare alle 21, se bisogna venderne i gadget ai bambini dai 5 ai 12 anni.
      Sì, è una questione economica (il punto che cita sempre giustamente Gravo), ma credete che i giapponesi non volessero guadagnarci loro per primi? Altrimenti che li fanno a fare gli anime XD

      Moz-

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    2. Marco sono cose ampiamente smentite immagino che tu non hai mai visto seguito un canale TV giapponese.

      Anche Kimagure Orange Road non c'era nulla da censurare non è neanche lontanamente un 18+

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    3. Beh, in KOR ci sono riferimenti ai preservativi, molti ammiccamenti sessuali, ecc ecc... di certo non erano cose che potevano andare su Bim Bum Bam.

      Moz-

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    4. In linea teorica alle 19:30 poteva andare in onda integrale.

      Certo con la mentalità del 1989 era difficile.

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    5. Purtroppo no, cioè in linea teorica ci sta ma abbiamo prove che già ci dicono di no. Per tutta una serie di motivi. Il primo?
      L'equazione cartoni=bambini, che era ancora dura a morire.

      Moz-

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    7. In realtà non solo i cartoon: anche i telefilm sono stati censurati.
      Ad esempio, pure un episodio di Twin Peaks ha subìto dei tagli dopo la prima messa in onda, per dire. Buffy? Idem.
      E riporto il caso delle telenovelas, tutte coi nomi cambiati.
      È una cosa bella? NO.
      Cioè, tecnicamente uno dice: come ti permetti di censurare Lynch?
      Come ti permetti di censurare Dezaki in Lady Oscar?
      Ma i motivi ci sono, che piacciano o meno. Sono commerciali, ma partono dal Giappone prima che dall'Occidente.

      Io vorrei non avessero censurato nulla (e oggi vorrei le edizioni integrali di quelle opere) ma mi rendo conto che era o così o niente. Fine.
      Meglio non vederli affatto?
      Non so, io su questo posso dare una risposta mia personale.
      Non posso rispondere per altri.
      Ma fidatevi che, se non era Mediaset, sarebbe stata Rai, e comunque avrebbe censurato come già fece con Goldrake.
      Di certo Sailor Moon non poteva permetterselo TeleCesenatico 54, per dire.

      Moz-

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    8. Caro Marco non si tratta di otakunisno.

      @MikiMoz

      Senza Berlusconi non ci sarebbe stato il monopolio televisivo e ci sarebbe stata più varietà e quantità.

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    10. @Gravo: probabile, ma grandi titoli costosi potevano essere acquistati solo da grandi reti. La RAI aveva smesso, puntando su altro. Chi altri avrebbe potuto prendere Dragon Ball o Sailor Moon, che il Giappone vende solo se c'è dietro tutta una serie di situazioni trasversali concordate (per gadget, sorpresine concorsi ecc)?
      TMC forse? Chi altri? Guarda il caso Saint Seiya, ripreso al volo da Fininvest.
      Ma comunque, cosa credi sarebbe cambiato? Anche loro avrebbero censurato, per forza di cose, e adattato per guadagnare il più possibile. È una cosa logica e normale, nonché già avvenuta.
      Non parlo per ipotesi, era una cosa che era già successa anche in RAI.
      Anzi, io a posteriori dico: meno male che c'è stata la tv berlusconiana, altrimenti avresti visto molta meno roba, assolutamente.
      Però sono curioso di sapere il tuo pensiero: secondo te chi avrebbe potuto portare grandissimi titoli, se non queste grandi reti?
      Ken dovrebbe farti riflettere: titolo cult che ha anche generato (pur tardivamente) qualche cosa parallela, ma serie adattata coi piedi, piena di errori, e con 4 doppiatori in croce...

      Moz-

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    11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    12. Peccato che Zio Sam del forum di Go Nagai non interviene più sul Moz O'Clock lui è un grandissimo conoscitore di queste tematiche.

      "Però sono curioso di sapere il tuo pensiero: secondo te chi avrebbe potuto portare grandissimi titoli, se non queste grandi reti?"

      L'appiattimento avvenuto da metà anni '80 quando l'uomo che sorrideva sempre iniziò il suo monopolio televisivo è stata tristissima.

      Ma pensa un po' nel 1994-1995 potevano trasmettere Yu Yu Hakusho invece andava in onda... La fabbrica dei mostri ridere o piangere?

      "E uno che si vede rovinate le sue passioni dalla Manera e simili cosa dovrebbe dire ?
      Della mancanza di rispetto servo il duro lavoro di decine di registi, sceneggiatori e animatori ne vogliamo parlare ?
      Meno male che i kapa Boys andavano a dire ai mangaka come le loro opere venissero rovinate in tv, così che poi si svegliassero e facessero richieste precise negli adattamenti ( come la Takeuchi con Sailor Moon )
      La vita è fatta di scelte e azioni e sono quelle che facciamo nella vita a dimostrare chi e cosa siamo.
      Io giudico la Manera non in base alle sue false parole, ma alle sue azioni, che dicono tutto."

      Zio Sam.

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    13. Senza Berlusconi ci sarebbero stati altri editori per Rete 4-Canale 5-Italia 1.

      Per me avrebbero fatto meglio come fece bene Rete 4 prima dell'acquisizione di Berlusconi.

      Certo non si può sapere perché sarebbe stata tutta un'altra storia.

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    14. MikiMoz qui vieni citato

      https://gonagai.forumfree.it/?t=76217118&st=1980

      Zio Sam non pensa cose belle di te 👀

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    15. Purtroppo non riesco ad accedere, mi dice che devo fare un login a forumfree... OO
      Zio Sam (Simone Marotta) lo conosco e lo apprezzo molto, ci scambiamo dei commenti su Fb ogni tanto. Come ANTICIPAZIONE! conosco il forum gonagai (anche se ora non posso più accedere! :O) e pensa che li ho citati in un articolo che uscirà!
      Sul resto rispondo tra poco!^^

      Moz-

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    16. Eccomi, in ogni caso non si può piacere a tutti. Non so cosa abbia detto di me, né quando. Ma CiSta, fa parte del gioco.
      Rispondo al resto: senza Berlusconi non possiamo saperlo, ma comunque sarebbe stato uguale. Non un monopolio, magari un duopolio di altre cose extra-RAI, ma gli anime ci sarebbero comunque arrivati in quel modo, per mille motivi.
      Altrimenti come spieghi le censure preventive a Saint Seiya da parte dei giapponesi?
      O come spieghi i nomi cambiati in Rayearth, sempre dai giapponesi?
      Un motivo deve pure esserci, no?

      Noi siamo abituati a citare la Manera, perché simbolo delle censure ecc ecc, ma prima di lei, già dagli anni SESSANTA, gli anime (film, principalmente) arrivati in Italia presentavano il medesimo adattamento attuato poi da lei.
      Nomi cambiati, storie stravolte, giapponesità eliminati sin dai nomi dei registi, tagli...
      Quindi, voglio dire, capiamo finalmente o no che ci sono dei motivi se queste cose venivano fatte? E capiamo che erano fatte COL BENESTARE dei giapponesi stessi?
      La censura è brutta, arbitraria ecc, ma ci sono logiche commerciali e sociali, dietro.

      Comunque, siccome rischio di perdermi tra i commenti, chiedo gentilmente una cosa schematica, se ti va: potresti farmi delle domande, numerate, riguardo l'argomento?
      Così provo a rispondere a tutti i tuoi dubbi a riguardo :)

      Moz-

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    17. Non ho più nulla da dire mi fermi qui su questa questione.

      La pensiamo in maniera diversa.

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    18. Ci tengo davvero che tu mi faccia delle domande varie e mirate, così posso rispondere punto per punto a ogni dubbio, anche con prove.

      Moz-

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    20. MikiMoz ti rispondo perché altrimenti sarei del tutto maleducato vista la mia frequentazione in questo blog che proprio ieri ha compiuto sei anni.

      Se non si è capito (causa mia) io critico principalmente la società che imponeva le censure ☹️ genitori, insegnanti, psicologi ecc tutti questi soggetti che in realtà erano una minoranza ma molto influente e rumorosa tenuta in grandissima considerazione dalle emittenti televisive.

      Valeri Manera e ancora di più N. B. Carrassi sono stati non SOLO ma anche due grandissime sciagure.

      Su Italia 1 andavano in onda telefilm che parlavano di primi rapporti sessuali, droga, tradimenti, matrimoni dopo fecondazione non voluta 😅

      Tutti temi che negli anime shonen sono sempre stati annacquati perche considerati in Giappone non adatti.

      Questi temi andavano in onda tranquillamente dopo i cartoni animati censurati 😅

      Stiamo parlando di un gruppo televisivo che ha inventato veline, letterine, meteorite, tronisti 😅

      Che l'Italia sia un Paese bigotto e moralista è solo una leggenda metropolitana! Sai qual
      è il vero sport nazionale degli italiani? Fare le corna.

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    21. Sui canali Mediaset si sono viste le peggio cose perché il Cavaliere era un tipo molto particolare 😅

      Andati via la Manera e Carrassi molte cose sono migliorate ma molti problemi rimanevano.

      Io non c'ero negli anni '80 ma su Italia 1* alle 20:30 trasmettevano addirittura L'esorcista in versione integrale.

      *Affermsto da Zio Sam poi non so se sia vero.

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    22. MikiMoz se vuoi puoi rispondermi leggerò senz'altro ma non scriverò più su questa questione perché non reggo ulteriormente ☹️.

      Ormai sono cose datate e comunque qualcosa di buono ha fatto la Valeri Manera non dico ogni giorno ma spesso ascolto le sue sigle.

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    24. Gravo, innanzitutto grazie dei tuoi sei anni di presenza qui (presenza anche molto attiva su più fronti, al di là dei commenti).
      Dunque, ti chiedevo di farmi delle domande tipo elenco puntato proprio per rispondere punto per punto, inequivocabilmente, visto che è un argomento davvero complesso.
      Io non sono mai stato pro-censure o pro-Manera, a posteriori guardo al modello Manera con occhi diversi riconoscendo un sistema commerciale particolare.
      Le sigle che tu dici, ad esempio, sono criticatissime da una parte del fandom, e addirittura c'è chi sostiene che il monopolio daveniano abbia escluso tutti gli altri (Rocking Horse, I Cavalieri del Re ecc ecc).
      Insomma, ogni cosa ha sempre i suoi pro e i suoi contro. Ma a me non piace giudicare, piace comprendere.

      La cosa che dici (L'Esorcista integrale negli anni '80 ma CENSURATO nel 2003 su Italia 1, presente io a vederlo - p.s. Mediaset ora censura anche Pulp Fiction in seconda serata - per rispondere a Marco) è proprio la questione della società che cambia.

      Il fatto che ci fossero poi telefilm con argomenti più adulti sembra una contraddizione, ma non lo è: la fascia ragazzi doveva restare (per legge e per commercio) quanto più tranquilla possibile.
      I telefilm sono un'altra cosa, altro genere e considerato già non più per bambini. Sai in quale ottica? Quella commerciale. Il target commerciale.
      Significa che pubblicità di figurine, cereali, gelati, giocattoli, cancelleria ecc ecc andavano nella fascia ragazzi, mentre se guardavi i telefilm gli spot erano diversi.
      Lo ricorderete, no?

      Quindi, la colpa è della società, ma non è una colpa voluta: si tratta di evoluzioni.
      Quel che tento di spiegare è proprio questo.
      La società dell'epoca considerata tutti i cartoni come cose per bambini.
      La società dell'epoca era MOLTO distante dal Giappone.
      E i giapponesi questo lo sapevano, e avallavano loro stessi i cambi di nomi, l'omissione degli elementi giapponesi e via dicendo. La prova? Rayearth. Luce, Marine e Anemone se lo sono inventati alla TMS con le CLAMP, per vendere meglio il loro prodotto.
      Sapevano bene che Hikaru, Umi e Fu non avrebbe reso, in quel 1997, come coi nomi occidentalizzati: e lo hanno fatto loro stessi.

      Mi ricollego quindi al commento di Marco: questi cambiamenti sulle opere giapponesi sono in atto da sempre. Sin dagli anni '60, quindi molto molto prima della Manera e di Carrassi.
      Si è sempre fatto così: censure televisive, omissione di episodi, cambiamenti di trame e situazioni, de-giapponesizzazione (anche molto "razzista": per evitare di mostrare nomi di registi nipponici, inventavano degli alias americani o scrivevano i nomi degli importatori).
      Per tutto questo c'è un motivo, ovviamente, ed è sociologico.
      Io di questo mi occupo, premesso a monte che sono contro la censura (e mi spiace doverlo ribadire ulteriormente^^).

      Comunque, resto a disposizione per ogni chiarimento e analisi ulteriore.
      Davvero, se vuoi, se volete, potete farmi delle domande dirette e vi spiego tutto su censure e quant'altro.

      Moz-

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    26. Esattamente. Ci sono co-produzioni Fininvest-Giappone o MondoTv-Giappone (e Mondo lavorava in quel caso per Fininvest).
      Che problema c'è.
      Inoltre, praticamente negli anni Ottanta, DOPO le prime polemiche sulla violenza dei robottoni e delle storie delle orfanelle, i giapponesi si adeguarono e iniziarono a proporre alla Francia e all'Italia serie più soft.
      Qua, OVVIAMENTE, l'importante è portare a casa la pagnotta.

      Moz-

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    28. La Francia è stata per anni il paese test degli anime in Europa, e in seconda battuta l'Italia - che poi ne ha importati di più.
      Comunque in questo caso non intendevo co-produzioni, ma proprio serie totalmente giapponesi che le case di produzione mettevano in cantiere, lontanissime da ogni briciolo di violenza (vedi Maple Town).

      Moz-

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    30. Eheh a me invece, da amante dei Fabuland Lego, piacevano^^

      Moz-

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  6. Sempre per Marco leggi da rispettare sulla TV italiana esiste solo la fascia protetta tra le 16:00 e le 19:00 ma considerando che gli anime JAP per ragazzi non sono pensati per 18+ lascia il tempo che trova.

    Gli anime Jap veramente violenti e per adulti sono le trasmissioni notturne e l'ampio mercato degli OAV nessuno in Giappone trasmetterebbe mai Madoka Magica, Sword Art Online, Goblin Slayer ecc alle 19:00.

    Come in ogni Paese chi detiene il potere decide cosa trasmettere da decenni va in onda un programma abominevole come Uomini e Donne! In confronto ai reality e spazzatura della De Filippi gli anime erano qualcosa di sacrificabile.

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    1. Questo è un altro discorso, sebbene connesso, e sembra una apparente contraddizione.
      Ma bisogna ragionare sempre a livello commerciale, ossia sul motivo per il quale gli anime venivano acquistati e mandati i onda: fare soldi, direttamente o meno. E i soldi si fanno coi bambini.
      Programmi tipo quelli della De Filippi, a volte innocui, a volte per un pubblico popolano e basso (vedi Uomini e donne), non hanno quel target.

      Moz-

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    2. Caro MikiMoz chi detiene il potere decide cosa va bene e cosa no.

      Se in Italia vigeva una dittatura musulmana non avremmo visto neanche Topo Gigio.

      Berlusooni & company detenevano il potere e decidevano loro per noi cosa andava bene o meno.

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    3. Il discorso è più complesso. Secondo te si divertivano a pagare gente che dovesse modificare, tagliare, inventarsi nuove soluzioni? Lavoro extra.
      La questione è solo nella cultura.
      Poi, ripeto, Berlusconi non stava pure in America, dove succedevano le stesse cose anzi peggio. Già questa è una risposta 💪🏻

      Moz-

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    5. Il target di Italia 1 era dalle elementari fino tarda università.

      Marco se non te ne fotte lascia stare.

      @MikiMoz

      Come ho scritto più volte cultura e potere se in Italia c'era la dittatura musulmana avremmo visto 0 per decenni abbiamo avuto la dittatura berlusconiana e abbiamo visto quello che decideva le due direttive.

      Sui giapponesi dipende di sicuro la stragrande maggioranza dei mangaka sono gelossissimi delle loro opere negli studi d'animazione le cose sono diverse.

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    6. Senza Berlusconi la Rai aveva già smesso con gli anime. Perché?
      La cultura italiana o comunque occidentale guardava al Giappone in un certo modo; inoltre per cultura i cartoni erano cose per bambini e basta, salvo fino all'arrivo di opere americane come I Simpsons.
      Ma ciò continuava a non riguardare gli anime, perché tutti i prodotti iper-commerciali erano comunque creati e venduti per monetizzare su un pubblico infantile.
      E questo è il punto focale, che parte dal Giappone prima di arrivare in Italia.
      Se non avessimo avuto la dittatura televisiva berlusconiana, pensi che avremmo visto tutti quegli anime che abbiamo visto?
      E chi poteva permettersi l'acquisto di Dragon Ball, Sailor Moon o appunto proseguire Saint Seiya?
      La Rai, ripeto, aveva smesso. Ma facciamo finta che voleva continuare: secondo te Sailor Moon l'avremmo visto con Usagi e Mamoru nel 1995, o coi nomi cambiati comunque (come fatto già con Goldrake) e con le censure sulle coppie gay e altre scene?
      ovvio che anche la Rai avrebbe censurato, e chissà magari pure peggio!

      Moz-

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    7. Marco: tutto giusto quel che dici, è proprio il punto della situazione.
      Ma rilancio aggiungendo ancora: sono i giapponesi stessi che permettono i cambi, e quando NON vogliono i cambi non ci sono.
      Caso Rayearth: gli stessi giapponesi hanno cambiato i nomi alle protagoniste, per vedere meglio l'anime al mercato europeo. Cosa vi fa capire?
      Ovvio che i giapponesi comprendono le necessità varie e capiscono le differenze culturali, pertanto permettono le censure o sono loro stessi ad applicarle secondo le loro divisioni (es. Nintendo con Pokémon).
      Può essere un discorso eticamente ingiusto ma si tratta di soldi, gli anime commerciali nascono per questo, per monetizzare e vendere prodotti.

      Moz-

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    9. Sakura la cito nell'articolo. Perché è un simbolo vero e proprio della seconda invasione, proprio nel frangente che riporti.
      Ma perché su Sakura i nomi non vennero cambiati? Due anni prima magari lei sarebbe stata Sara, no?
      C'è un motivo e a me questo interessa. Ormai le censure le hanno fatte, quindi possiamo almeno provare a capire il perché, anche per comprendere come è evoluta la nostra società.

      Moz-

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    11. Il motivo è sia quello sia comunque lo sdoganamento del Giappone.
      Diventato una moda, la moda si cavalca.
      È una questione sociale, oltre che economica. Ovviamente società e interessi, in questo caso, si intersecano costantemente.

      Moz-

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    13. Esatto, dovrebbe essere per la La regina del celebrità dal video "anime" ;)
      Ma di questo ne parlerò questa primavera in un articolo apposito. Su AC tale argomento l'ho sfiorato comunque^^

      Moz-

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    15. Le loro copertine citavano sempre i fumetti^^

      Moz-

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  7. MikiMoz purtroppo non condivido la tua mentalità e quindi lascio stare Anime Cult N. 30 ☹️.

    Non ho più nulla dire se vuoi ti accontento e ti dico hai ragione su tutto..

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    1. La mia non è una mentalità, è una analisi oggettiva su quanto accaduto.
      Io sono contrario al berlusconismo e alle censure, ma al di là di questo, ripeto, sono anche una persona che ama analizzare gli eventi, provare a capirli. E questo è quello che è successo.
      Non ragiono da fanboy, lascio da parte l'etica personale per provare a capire perché certe cose siano successe. E se sono successe (così come è avvenuto l'attenuarsi delle censure) c'è un motivo, che mi piace indagare, studiare, capire. Perché riguarda mille cose, a partire dalla società.
      Non è una mentalità, ripeto: sono cose successe.
      P.s. cosa c'entra Anime Cult 30 con la mia presunta mentalità? ^^;

      Moz-

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    1. Ma infatti, e poi proprio Goldrake era monco di tre puntate e aveva i nomi cambiati. Perché? Per lo stesso motivo del cambio nomi nei prodotti Fininvest.
      Che poi, per esempio, non sempre era successo anche in Fininvest: dipendeva dai casi, prima di seguire una strada conforme e unica.
      Non capisco di cosa ci stupiamo, soprattutto ora che abbiamo modo di guardare al passato nella sua totalità, anche con la fine del periodo censure.

      Moz-

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    3. Ci sono stati degli adattamenti troppo estremi, secondo me, che esulano dal normale cambiamento/censura che all'epoca era ahimé doveroso per mille motivi.
      Infatti, a me tante serie di fine anni '90 non piacciono proprio perché si percepisce un intervento troppo forte, che oggi appare veramente cringe.
      Ma è stato un periodo, coi suoi motivi, passato anche questo.
      Io capisco la posizione di Gravo, che è etica, ma c'è tutta un'altra cosa intorno, che secondo me è bene analizzare... perché parla di noi, di anime, di Giappone in Italia e della nostra cultura.

      Moz-

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    5. Sicuramente sin dai primissimi anni 90 non avremmo mai affrontato questi argomenti.
      Significa aver vissuto gli anime per come erano in Giappone, invece così ne è nato un costante dibattito.
      Ma ripeto, è sbagliato pensare solo agli anime: in Twin Peaks i muffin li abbiamo chiamati meringhe, e in Pulp Fiction abbiamo rinominato frittelle i pancakes.
      Cosa significa questo?
      Che non riguarda solo il Giappone, quindi cambiare sushi con qualcos'altro, ma riguarda sempre e solo CULTURE DIVERSE.

      Moz-

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    7. Sicuramente gli adattamenti hanno contribuito a creare un mercato parallelo di nicchia, di appassionatissimi, e qui la domanda: ma senza È quasi magia Johnny censurato, la Dynamic avrebbe portato le vhs senza censure di Orange Road?
      Secondo me la sinergia ha invece funzionato bene, anche se doveva funzionare di più (esempio - ma mi fu già data risposta sull'impossibilità di farlo - Mediaset avrebbe dovuto, almeno per le serie brevi, già fare due edizioni a monte).
      Io avrei evitato tagli netti su certe opere, proprio rimaneggiate alla fonte, e messo i tagli solo a posteriori. Capisco che non sempre ciò sia stato possibile.

      Moz-

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    9. Sì. Anche io ho sempre amato quel mondo, quei pomeriggi. Anche quando sapevo delle censure, mi godevo il prodotto e studiavo sulle riviste. E mi godevo le conquiste nel tempo, lo sdoganamento graduale, il Giappone di moda. Io c'ero, l'ho vissuto e davvero ne sono contento. È stato un periodo veramente florido.
      Spero infatti che tutto questo traspare dal mio articolo.

      Moz-

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    11. Ci sarebbe da aprire mille parentesi su quello che hai scritto (dalla percezione personale alla nostalgia ecc ecc) ma in sostanza voglio isolare un punto che mi trova d'accordo: oggi non c'è più il piacere della scoperta, della ricerca, della scoperta serendipica.

      Moz-

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    13. Lo so, una grande conquista da un lato, che però ha tolto tanto altro.

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    15. Io sui social ci sto bene, penso di farne un uso giusto.

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    17. Eheh ci sta! 🤣💪🏻

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    18. Quei ragazzini che pensano di sapere tutto sul Giappone vanno considerati? Non ti fanno tenerezza? Poveri cuccioli 😅 magari qualcuno può trovare una vera passione per il Paese del Sol Levante 🤩.

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    20. Va bene ma dipende da noi... Una passione può essere al livello 1 come al livello 1000.

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    22. Io concordo con Gravo sulla questione del volere i prodotti integrali, penso sia giusto.
      Per quanto io sia sempre stato un appassionato "mite" nei comportamenti, ossia mai fanatico, vorrei tutto come giusto che sia.

      Moz-

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    24. Certamente, ma io su questo concordo pienamente.
      Tanto ragazzi la questione è una, incontrovertibile: o così o niente.
      Impossibile trasmettere alcune cose senza censura, per mille motivi commerciali o meno, quindi pace. Ovvio che tutto il corollario ha fatto da sinergia costante.

      Moz-

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    26. Esatto. Sarebbe stato bello se questa cosa fosse successa per TUTTI i titoli.

      Moz-

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    27. "Tanto ragazzi la questione è una, incontrovertibile: o così o niente."

      Come nel tuo caso ognuno difende i propri interessi.

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    28. E io che interessi avrei? Oo

      Moz-

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    30. Io spero in un ridoppiaggio di:
      Sailor Moon
      Rossana
      Card Captor Sakura
      Touch

      Moz-

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    32. Eh ma la censura ha colpito duro: alzata l'età dei protagonisti, omesse varie vicende sentimentali...

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    34. Ma non la serie storica...

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    36. Sì, appunto, ma non ridoppiata. È la versione mediasettiana.
      Netflix non l'ha voluta nemmeno, visto che le censure sui testi erano troppe.

      Moz-

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  9. Sorvolo su tutto tranne che sul commento di Marco delle 14:28:00

    Quando una cosa piace e poi scopri quello che hanno fatto inevitabilmente ci resti male.

    Se per te non è un problema va benissimo! Harry Potter e la pietra filosofale è composto da 304 pagine io non leggerei mai una versione da 99 pagine perché qualcuno ritiene le altre pagine diseducative.

    Per fortuna in Italia abbia tanti che amano veramente gli anime...

    Sarò snob ma io mi reputo di un'altra categoria.

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    2. Gravo, mi dispiace che sorvoli sul resto, visto che siamo in conversazione e confronto.
      Io amo veramente gli anime, li ho sempre amati. Ma ciò non deve impedirmi di capire cosa sia successo e perché.
      Sono il primo a rivolere Sailor Moon e Rossana ridoppiati, ma mi chiedo anche perché Sailor Moon e Rossana siano stati adattati così (peraltro in modo diverso lungo i vari blocchi: a maggior ragione, perché?).
      Ok l'anime in sé in quanto opera, ma a me è sempre interessato anche l'aspetto italiano, che ho vissuto. Capire come veniva percepito il Giappone (e ripeto, anche il perché) credo sia fondamentale tanto quanto l'opera stessa, altrimenti la decontestualizzeremmo rispetto alla società che la trasmise.

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    4. In un mondo ideale, la cultura giapponese sarebbe stata insegnata parallelamente in programmi ad hoc, trasmessi a ridosso delle serie tv. Ma sappiamo che questo è impossibile.
      Sarebbe stato bello, ma non poteva essere, all'epoca.
      Io comprendo le rimostranze e anche io, ripeto, vorrei aver visto tutto senza alcuna censura (e alcune opere le vorrei oggi nella loro integrità), ma appunto anche io me le godevo pur con i tagli, perché già probabilmente comprendevo che era o così o niente.
      Street Fighter II V su JTV? Non avevo disponibilità economica per le vhs integrali, quindi mi stava bene tagliato in televisione, l'importante era vederlo e poi... anche poter parlare del perché di quei tagli!!^^

      Moz-

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    6. Ho ancora i brividi per la sigla techno di Sailor Moon 😅
      Comunque sì. Ovviamente non siamo stati solo noi e altri hanno fatto pure peggio, ma anche per loro c'è un motivo.

      Moz-

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    8. Sì, per un periodo molte cose erano sempre Fininvest, ma non è il caso di Dragon Ball o Sailor Moon, nemmeno Saint Seiya.
      Queste opere se le sono gestite i diversi paesi per conto proprio.

      Moz-

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    10. Probabile, anche Panini ad esempio è un colosso pure all'estero.

      Moz-

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  10. Rispondo pur avendo poche energie.

    Non capisco cosa abbia Marco contro i giovinetti di oggi visto che li metti sempre in mezzo.
    I firmati e laccati c'erano anche negli anni 2000... Ricordo la brutta moda della mutanda fuori dai pantaloni XD io ero uno dei pochi ragazzi che non curava look e vestiario.

    Lasciamo stare gli otaku.

    Io da APPASSIONATO pretendo nomi e traduzioni fedeli non accetto più censure e adattamenti alla Valeri Manera! Per me sono le sette piaghe d'Egitto... Sto rivedendo il secondo blocco degli episodi di Detective Conan con grande piacere perché godeva di un adattamento monumentale... Droga, suicidio, impiccato, depressione, assassinato, overdose non hanno edulcorato nulla.

    Se vi piace il lavoro della Valeri Manera sono felice per voi io me ne tengo al più possibile lontano.

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    1. Grazie per la risposta e per la volontà di dibattere.
      Ha preso come esempio un titolo che mi permette proprio di spiegarti quel che intendo.
      Quando arrivò il secondo blocco di Conan, fu una CONQUISTA vera e propria, ero io per primo gasatissimo per la mancanza di censure.
      Ma come si era arrivati a quel punto? E perché?
      Ecco cosa mi è sempre interessato sapere di più.
      Cosa era cambiato rispetto al primo blocco, dove la droga era diventata microfilm?
      E poi, perché le censure sono tornate?
      Perché sono tornate peggio di prima, per il canale DeAgostini, anni dopo (quindi senza affatto l'ombra della Manera...)?
      Ecco cosa mi interessa capire, perché in queste risposte c'è la società italiana che evolve, assieme al medium televisivo, assieme alla storia, assieme alla percezione dei prodotti giapponesi stessi^^

      Moz-

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    3. Ma ancora di più, visto che la citate: su Mtv mica le serie erano senza censure! Golden Boy era tagliato, con gli episodi integrali ritrasmessi di notte, mentre Aquarion è andato in onda censurato e basta. GTO pure tagliato.
      Ci sono dei motivi per queste cose, e fidatevi che se fosse stato il 1995 e non il 1999/2000, col cavolo che vedevamo Evangelion su Mtv in quel modo.
      Cosa era Successo quindi nel frattempo? Ecco cos è interessante indagare, perché ci riguarda.
      Io ho provato a farlo proprio in questo numero.

      Moz-

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    5. Sì, ho citato giusto qualche nome.
      Potrei rilanciare dicendo che City Hunter è stato invece trasmesso da Mtv nella medesima edizione Fininvest, o che Slam Dunk (by Carrassi) aveva invece il "problema" contrario, ossia eccesso di paralocce e situazioni al limite, create di proposito per la nostra versione.

      Moz-

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    7. Quello fu sempre Mtv e altri canali, su Europa 7 solo la versione Fininvest... 😉

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    9. Però ad esempio Italia 2 ha trasmesso i film e le prime due serie. Dipende dalle licenze, perché le serie 3 e '91 sono state della Dynamic...

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    11. Più che altro ho una certa stanchezza ☹️ questi temi risucchiano energia ☹️

      Ringrazio mio padre, madre, nonni non si sono mai lamentati dei cartoni animati che vedevo in TV se non in rarissimi casi.

      Neanche le maestre hanno fatto tante storie una volta ci hanno permesso di vedere il film Dragon Ball Z: Il Ritorno di Cooler.
      Nessun divieto di portare figurine e videogiochi in ovviamente era permesso esclusivamente durante la ricreazione.
      Si portava di tutto a scuola Street Sharks, Calimero, Pog, figurine varie, Game Boy ecc ecc

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    12. Proprio oggi su Italia 2 di pomeriggio c'è stata la puntata di Detective Conan in cui c'era di mezzo la droga ma nonostante l'immagine disegnata chiaramente che faceva capire cos'era non è stata chiamata per com'è, né è stato detto che c'era lo spaccio ma un traffico losco. La puntata del bibliotecario spacciatore stagione 2.

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    14. A me rompevano per le figurine Panini...

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  11. @MikiMoz

    Anche negli anni '80 e '90 non tutti gli anime erano solo per i bambini c'erano anche anime tratti da manga seinen da vedere in orario di cena Maison Ikkoku, Yawara! - Jenny la ragazza del judo, Jarinko Chie, Oishinbo ecc ecc

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    1. Ma anche negli anni '70, prendi Lupin su tutti.
      Purtroppo la questione è che in occidente, fino all'arrivo di prodotti americani mirati, i cartoni sono sempre stati considerati per bambini, a prescindere, salvo rarissimissimi casi perlopiù "inconsapevoli".

      Moz-

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    3. Beh, in realtà è giusto che Lupin (vista anche la sua genesi di prodotto underground, di rottura, un proto-seinen) sia ancora per adulti. Certo la versione Fininvest ha contribuito a farne un mito assoluto, specie negli anni '90 e 2000 (tanto che abbiamo avuto una prima tv mondiale con la quarta serie), però ecco, oggi è giusto averlo senza censure.

      Moz-

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    4. Tranne robe pornografiche e ultra dark sia in Giappone che in Italia possono trasmettere di tutto.

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    5. Noi siamo sempre stati liberissimi, paradossalmente.
      Ci sono reti minori, regionali, dove vige l'anarchia più sfrenata.

      Moz-

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    2. Non solo Occidente in tutta l'Asia censuravano di brutto.
      Il Giappone e i giapponesi per gli altri asiatici compresi cinesi e coreani sono esseri umani non comprensibili.

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    3. Perciò: è sempre questione di diverse culture. Ricordo un'intervista a un autore di fumetti coreano, a fine anni '90, lui diceva che nel suo paese per un fumetto come Dylan Dog saresti stato incarcerato.
      Ecco quindi che nascono tutte le questioni del caso, le valerimanere del caso.

      Moz-

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    5. I giappo e seguono i loro fratelli coreani sono gli unici civili tra gli asiatici gli altri soprattutto i cinesi sono mostri.

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    7. Da nessuna parte è idilliaco.
      Il Giappone sicuramente è proiettato alla perfezione anche nelle piccole cose, ma è anche un mondo di plastica (letteralmente: ogni cosa è confezionata) e appunto ci sono pressioni costanti.

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    9. Anche io non riuscirei a vivere in Giappone, dove sembra non esistere alcuna flessibilità.
      L'Italia mi sta più che bene, ma ecco... dovrebbe tendere più al modello giapponese che a quello dei paesi caotici XD

      Moz-

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    10. È un confronto tra i paesi asiatici non con questo.

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    12. Io anche sto bene dove sto ma tante cose in Italia dovrebbero migliorare.

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  13. Onore a Pietro Ubaldi, da sempre il mio doppiatore preferito. Lo comprerò solo per lui.

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    1. Un grande, che ho avuto il piacere di conoscere di persona :)
      Poi fammi sapere se ti è piaciuto, grazie!!

      Moz-

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