[SOCIETÀ] essere nerd: ieri vs oggi


 

Lavorando e avendo quindi spesso a che fare con ragazzi molto giovani, mi sono soffermato a pensare quanto i tempi siano cambiati, sul fronte nel nerdismo, rispetto a come si vivevano le passioni in passato.
Un cambiamento in corso da molto tempo ormai, ma che oggi mi ha fatto riflettere sul punto dove siamo arrivati.
E dove, forse, arriveremo.



Come scrivo nel mio articolo su Anime Cult 30 (in edicola proprio in questi giorni) parlando della "seconda invasione" giapponese in Italia (dal 1990):

Abbandonata, nell'immaginario collettivo, la dimensione del "sono cose per bambini", anime e manga interessano ora sottotribù di adolescenti e adulti intenditori, in un sottobosco dove inizia a decadere anche la vergogna (solitamente provata, fino ad allora, dalle scuole medie in poi) di leggere fumetti o guardare cartoni.







Con queste parole mi riferisco a ciò che successe tendenzialmente dalla fine degli anni '90 in poi, quando il Giappone venne via via sdoganato presso la cultura italiana, e anime/manga/videogiochi iniziarono a non essere considerati più soltanto cose infantili.
La consacrazione definitiva dell'animazione giapponese si ebbe con Mononoke Hime a fare da testa di ponte, e poi con la parte anime vista in Kill Bill di Tarantino. Uno dei registi più cool di sempre, fico, di moda, che utilizzava scene animate in Giappone per il suo nuovo film dall'estetica ultraviolenta e postmoderna.





E da lì, la cultura nerd in generale è diventata via via di moda.
Passando da qualcosa per sfigati a qualcosa di nicchia, e poi da nicchia cool a fenomeno pop.
Le fiere del fumetto diventano imperdibili appuntamenti sociali e culturali, multimateria, importanti e lontane sia purtroppo dagli approfondimenti delle origini, sia per fortuna dal fanatismo ghettizzato al gusto sudore.
Ricordo di quando, ai tempi del liceo, non solo Lupin III e Dragon Ball divennero imperdibili per tutti, ma anche quando iniziavano a circolare le vhs di film come Ninja Scroll e simili, appannaggio degli studenti più alternativi, all'avanguardia, ma non emarginati.
E io che leggevo manga e guardavo anime da secoli assistevo a questa trasformazione sociale.





Torniamo a me, appunto.
Notavo appunto come oggi i ragazzi dai 12 ai 18 anni - per considerare una fascia che prima era stata molto fragile sotto questo punto di vista - non hanno più alcuna vergogna nell'acquistare Topolino, nel guardare qualunque anime, nel fare cose che la società aveva sempre considerato infantili anche quando non lo erano. Ma anche quando lo sono per davvero!
Giochi e giocattoli, costruzioni, oggettini, sorpresine.
Sembra che l'estremismo dell'essere adulti (tendenzialmente: dover improvvisamente pensare solo alle "cose serie") sia appannaggio oggi solo di una fetta di popolazione scarsamente scolarizzata, che per sua natura o per - purtroppo - necessità superiori, debba abbandonare presto la dimensione ludica per dedicarsi solo alle responsabilità più tristi (dal lavoro in poi).






Prima, questo cambiamento avveniva su ogni strato sociale. Si cresceva, e con la crescita (dalle scuole medie, appunto) tutte le questioni dell'infanzia dovevano essere abbandonate.
Via i giornaletti, via i cartoni animati, via i giochi. Gli interessi dovevano essere per forza altri, e anche gli svaghi diventavano per forza "più maturi".
Di per sé, se ci pensate, è assurdo già solo immaginare che ciò sia successo davvero: perché smettere di fare qualcosa di piacevole (esempio: giocare) solo perché si cresce?
È chiaro che crescendo il gioco sarà diverso, le collezioni saranno viste con altri occhi, così come l'argomento delle letture potrà evolvere. Ma perché smettere?
Perché cancellare ciò che ci ha fatto stare bene, invece di portarlo con noi, lasciando che cresca con noi?






In effetti io, personalmente, non ho mai smesso.
Ma ricordo che, ai tempi delle medie, appassionato di Batman: The Animated Series, ricevevo dai compagni di classe commenti sarcastici (per fortuna bonari, ma per molti non è stato così).
Batman. The. Animated. Series.
Un gioiello dell'animazione, salutato da sempre come opera imperdibile non solo per gli amanti dell'Uomo Pipistrello.
Ecco: oggi alcuni di quei compagni, a distanza di trent'anni, mi chiedono informazioni su Batman e ammettono che all'epoca io facevo bene a continuare a guardare cartoni e leggere fumetti.
Ma infatti: perché non avrei dovuto? Perché avrebbe dovuto essere meglio l'aver smesso?
Non c'è risposta, perché non esiste una risposta intelligente a questa domanda.
Non esiste una motivazione, se non quella di essere schiavi dell'assurda pressione sociale.
Della massa, del sentire comune.
E io, francamente, me ne sono sempre fregato di ciò.
Anche perché spesso chi fa battutine su cosa leggiamo/vediamo/facciamo, è qualche microcefalo che vive solo di calcio e bar, o magari guarda solo cose come Grande Fratello Vip e Uomini e Donne.





Mi è stato fatto notare come giustamente non sia stato così per tutti: tanti, anche miei coetanei, hanno continuato a subire pressioni e discriminazioni per le loro passioni "da nerd" o peggio per gli hobby considerati bambineschi.
Qui dovremmo parlare ancora della società e i suoi dettami assurdi, e di come - per starci dentro - tutti si adeguano, magari continuando a fruire di nascosto (come fosse un crimine) di fumetti e cartoni.
È chiaro che vi sono comunque situazioni tossiche e pericolose, nel cosiddetto nerdismo.
Il classico lato oscuro. Ma di questo ne riparleremo.





Oggi la lettura di fumetti o la visione di opere animate è stata fortunatamente normalizzata.
Stranger Things è un'opera emblematica perché racconta l'emarginazione dei nerd anni '80 ma ce la mostra in quest'epoca, a due tipi diversi di pubblico (e di nerd).
Creando essa stessa, così come anche The Big Bang Theory, una nuova visione "modaiola" del nerdismo: sdoganandolo, rendendolo pop.
Praticamente gli sfigati, adesso, quasi sono coloro che non fanno alcuna "cosa da nerd".
Si arriverà a questo, visto che la cultura pop è ormai di interesse comune?


le domande di cultura generale prevedono ormai spesso anche "cose nerd"


Alla fine, oggi è decaduta la nicchia stessa del nerdismo, come pure la moda sta passando e resta quel che è giusto resti; decadono le barriere e quei confini che ingabbiano, e le cose nerdistiche diventano - giustamente - solo passioni come altre; da affiancare allo sport, al canto, alla musica, alla cucina...
Ed è meglio così: la naturalezza senza ghetti.
Provocazione: in quanti, tra i nerd più attempati, preferiscono il mondo precedente? E magari solo perché hanno sofferto per affermarsi, dovendosi nascondere e mentire?

103 commenti:

  1. "oggi i ragazzi dai 12 ai 18 anni - per considerare una fascia che prima era stata molto fragile sotto questo punto di vista - non hanno più alcuna vergogna nell'acquistare Topolino, nel guardare qualunque anime, nel fare cose che la società aveva sempre considerato infantili anche quando non lo erano. Ma anche quando lo sono per davvero!"

    È ancora così e peggio Topolino lo legge solo il pubblico affezionato adulto di almeno trent'anni ma già questi sono rari è composto dai quarantenni e cinquantenni nemmeno i ragazzini delle medie, che triste, perché è visto come Peppa Pig per i bimbi piccoli delle materne e delle elementari.
    Al massimo leggono i manga specie se sono fighi famosi ma soprattutto guardano gli anime.
    Non è vero che è stato sdoganato è che tramite i media americani con i social, i film e telefilm l'hanno fatto diventare in parte figo e chi è nerd spesso è per finta non perché lo è davvero. È una moda come le altre, la maggioranza dei ragazzi non si interessa dei fumetti, cartoni e giocattoli e sono più "adulti" e snob delle generazioni precedenti.

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    1. No, lo tocco con mano ogni giorno: Topolino e i fumetti Disney non sono un problema per i ragazzini.
      Sono acquistati e letti regolarmente.
      Poi, che la fascia principale di Topolino magazine sia ora quella dai 30 in su per una questione di cultura pop, passato, filologia interna... è un altro conto.
      Ma nessuno si vergogna più di leggere cose Disney alle medie.

      Che il nerdismo sia una moda l'ho detto, ma questa cosa - come ho scritto - sta decadendo anche, e naturalizzandosi.
      Non parliamo di maggioranze o altro, parliamo di "discriminazioni": ovvio che ci sia chi non legge, ma leggere fumetti non è più visto con gli occhi di prima.

      Moz-

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  2. Io trovo che la passione per manga ed anime sia abbastanza trasversale, piacciono all'operaio come al professionista, alla casalinga come alla professoressa. Ma allo stesso modo anche la mancanza di interesse e il considerare la cultura nerd come infantile è trasversale, certo è più diffusa negli over 65, ma ci sono anche giovani che ti guardano strano se dici che ti occupi di queste cose, soprattutto se poi racconti che lo fai come lavoro. Di occhiate costernate ne colleziono ancora oggi, da gente più vecchia di me, che mi dice che sono passioni troppo settoriali (non certo più di calcio, musica e simili) ma anche da coetanei e persone più giovani che guardano strano questo nostro mondo.

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    1. Sicuramente Elena, parlando di lavoro, la cosa cambia.
      Anche io penso di non riuscire a far capire immediatamente cosa faccio, secondo me molte persone lo ignorano persino o pensano che non sia una cosa seria, ma una passione e basta... Questo però diciamo che prende un po' tutti quei lavori che non risultano essere, per la società, "concreti": esempio non sei un medico, un avvocato, un muratore, un operatore ecologico, un poliziotto, un cuoco o un giornalista ecc. Cose "concrete" nell'immaginario collettivo.

      Moz-

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  3. Ciao. Io non ti ho nascosto che l'80% degli argomenti che tratti nel blog per me sono sconosciuti quindi non mi permetto di addentrarmi nella materia, anche per evitarmi brutte figure.
    Una frase però mi ha colpita: "Non esiste una motivazione, se non quella di essere schiavi dell'assurda pressione sociale.
    Della massa, del sentire comune."
    E ti devo fare i miei complimenti, perché dal nerdismo, (che brutta parola, non era meglio chiamarla passione, e il nerd chiamarlo esperto? 😳) quindi di nicchia, sei riuscito con una frase a descrivere il mondo attuale in toto, nella sua globalità di mediocrità dovuta da un sistema mediatico omologante che rende schiavi, massa.
    Grazie e buona serata.

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    1. Sul nerdismo: sai, non so se la parola l'ho quasi inventata io, o la uso io e pochi altri (se cerchi online, esce il mio blog XD) ma rende l'idea precisa.
      Anche esperto, va bene se circostanziato: pure un esperto di lirica è esperto, ma non... nerd.
      Ma comunque oggi il termine non ha più il senso dispregiativo di un tempo (mantenuto solo in determinati frangenti)^^

      In ogni caso, sì: siamo tutti schiavi della società, o meglio del sentire comune. La società ha sempre imposto qualcosa. Ha imposto le domeniche a messa, ha imposto il matrimonio... valori che piacciono e rassicurano, e che oggi sono tipici di una certa frangia politica (della serie: puoi anche andare di nascosto a trans, basta che di facciata - per la società - tu hai moglie e figli e tutti pensano bene)^^

      Moz-

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  4. Le generazioni di giapponesi (almeno in passato perché non so adesso) facevano la stessa cosa di noi italiani finita la scuola si metteva via tutto.
    Alla fine quasi tutti (me compreso) arrivati ad una certa età hanno smesso per svariati motivi.
    Il motivo principale credo che sia la fine della magia e di conseguenza personali cambiamenti di bisogni e desideri e soprattutto la vita che che diventata orientata alla concretezza.

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    1. Oddio, mi viene allora il dubbio: solo io non ho mai smesso, anzi ho incrementato? XD
      A parte tutto, è una cosa a cui si era portati dalla società.
      I ragazzini attuali non smettono.

      Moz-

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    2. Delle mie conoscenze hanno smesso tutti.

      Nel mio caso di base non c'era solidità ma non potevo saperlo.

      Sono mutamenti non immaginabili siccome da giovani il tempo è vissuto in maniera completamente diversa e anche pensare ai successivi cinque anni sembra un tempo lunghissimo.

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    3. Però se la passione è reale, sentita, non passa.
      Tipo... come potrebbe mai passarmi la passione per il cinema?

      Moz-

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    4. Mi sento tirato in causa 😬
      Nel mio caso penso che sia dipeso da un'enorme mutamento ☹️ un cambiamento radicale e una perdita totale di emotività.

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    5. Certo, quello è un discorso fortissimo esterno, che renderebbe impermeabili a tutto.

      Moz-

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    6. Il cinema è diverso perché è più globalizzato e soprattutto più universale.

      Semplicemente i sogni dei manga/anime shonen vennero sostituiti da tutte le brutture della vita da adulti ☹️
      Ad un certo punto mio cugino preferì passare il sabato sera al pub piuttosto che la serata pizza, wrestling, videogiochi, film come negli anni d'oro.

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    7. Guarda, per esempio io, che sono sempre stato (fin da bambino!) amante dei pub, avrei detto la stessa cosa di tuo cugino XD
      Però ecco, non ho mai disdegnato quell'altra tipologia di serata, anzi!

      Moz-

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    8. Era finita la magia ☹️ una fine naturale seppur triste ☹️ le esigenze cambiano e i gusti mutano.

      Questo voglio dire.

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    9. Sì, diciamo che la magia dell'infanzia termina prima o poi, subentrano nuovi interessi... anche fisiologici.
      Però secondo me se a una persona è piaciuto fare serate pizza & film, se le ritroverà poi, da grande.

      Moz-

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    10. Per questo l'intrattenimento viene diviso in fasce d'età.

      Diciamolo chi non si stacca o ritorna su cose giovanili che siano i Masters, Saint Seiya, Dragon Ball, Topolino, Harry Potter ecc. vuole portarsi con sé un pezzetto di giovinezza che fa stare bene.

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    11. O più che altro, come dico nel post, semplicemente non vede il perché doversene staccare.
      Se una cosa piace, perché doverla togliere dalla propria vita?
      Anche se l'hai scoperta da adulto.

      Moz-

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    12. Giusto ma ci vuole anche consapevolezza e forza d'animo.
      Una volta chiunque mi inculcava nella mente che fumetti, anime, videogiochi erano roba esclusivamente per bambini nel mio caso non avendo gli strumenti necessari per contrastare questa mentalità era difficilissimo contrastarla.
      Ormai avevo 18-20 anni non avevo più nessuno con cui parlare del mondo nerd.

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    13. Adesso mi faccio scivolare tutto adesso ma ancora ricevo frecciatine.

      Non mollo perché per me anime/manga/videogiochi sono un ritorno all'età 7-15 anni il buio assoluto degli anni successivi voglio starne il più possibile lontano.

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  5. Noto che tra gli appassionati di letteratura della blogosfera diversi cinquantenni e sessantenni non hanno problemi a parlare di libri per ragazzi.

    Anche io negli ultimi anni mi faccio molti complessi ☹️ prendendo esempio da loro e dall'importanza storica dei libri/fumetti/cartoni animati rivolti ai ragazzi perche privarsene?

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    1. Ma infatti, è solo una questione di gusti: ovvio che crescendo alcune cose non ci interessano più, mi pare sacrosanto, naturale.
      Ma perché privarsi in generale di qualcosa?
      Se a un bambino sono sempre piaciuti i fumetti, e ne ha letti prima di infantilissimi (nel senso: da bambini), poi è passato ad altro, perché dovrebbe smettere se è una cosa che gli piace ancora?

      Moz-

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  6. Interessantissimo...

    https://www.bompiani.it/salotto/consigli-di-lettura-di-libri-per-ragazzi-per-adulti

    Mi sento un minimo sollevato...

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    1. Qui alla mia associazione facciamo delle letture anche per bambini piccolissimi, e quindi ho sottomano vari libri: confermo, alcuni sono veramente... "per adulti". Ce n'è uno che addirittura abbiamo letto al Nerd Summer Camp, dove l'età media è 14 anni.

      Moz-

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  7. Riflessioni molto interessanti che in parte sento vicine. Non sono un nerd, ma leggo anche io Topolino e come me molti cinquantenni. Ricordo, quando da adolescente, abbandonai la lettura di Topolino per passare a Linus, rivista di fumetti più colta, ma pur sempre fumetti. Umberto Eco, Oreste del Buono, che su Linus scrivevano, sono stati fondamentali nel rompere questa barriera. Passati alcuni anni sono tornato a leggere Topolino.

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    1. Pure io ho abbandonato la lettura di Topolino, ai tempi, preso da altro (non per forza più "adulto": passai a Bunny Band, come rivista). È una cosa normale, un'evoluzione della passione. Poi ci si torna, poi si scopre altro e così via.
      Ma appunto, comunque non abbiamo MAI smesso di leggere fumetti.

      Moz-

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  8. Io mi astengo ad utilizzare terminologie e catalogazioni come "nerd" che oramai ha assunto praticamente il significato di poser, anzi potremmo arrivare a dire che sono sinonimi! Preferisco definirmi un'appassionato, un fan, un fruitore e simili... Ma MAI nerd con tutto il genere di stupidaggini stereotipate e modaiole/ipocrite che si tira dietro.

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    1. Certo, nerd lo si usa per comunicare velocemente e in modo immediato una categoria di interessi.
      Ovvio che si tratta di passioni, ma quali? Quelle nerdistiche (quindi fumetti, animazione, videogiochi ecc). È solo per praticità di comunicazione.

      Moz-

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  9. "spesso chi fa battutine su cosa leggiamo/vediamo/facciamo, è qualche microcefalo che vive solo di calcio e bar, o magari guarda solo cose come Grande Fratello Vip e Uomini e Donne" e Un posto al sole aggiungerei.. qui la risposta su come viene deviata la presunta "adultità" per farla sentire adeguata al sistema convenzionale. Voi siete forse ancora un'anomalia, ma crescete senza limitazioni e non vi fate imbrigliare nè condizionare. Un omaggio alla libertà e alla bellezza del proprio crescere. Daje..

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    1. Ahaha Franco sei andato a beccare l'unica soap degna di nota, apprezzatissima da un pubblico medio-alto (secondo regolari statistiche) e che ha avuto pure gli elogi di Margherita Hack!
      Potevi dire qualsiasi telenovelas ma Un posto al sole proprio non è legato a quella categoria! XD
      A parte questo, io davvero mai sentita la necessità di crescere adeguandomi alla società: io cresco da me e faccio le cose che amo, che mi fanno stare bene.
      Questo dovrebbe essere ovviamente il diktat mentale per tutti.

      Moz-

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    2. La Hack forse ci ha scorto l'origine dei buchi neri..🤣🤣.. ma poi de gustibus, sai cosa penso di Diabolik ad esempio..mi tengo Paperinik..😉👏

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    3. Sì, i gusti son gusti, ma c'è anche oggettività. Nel senso, pure a me non piace qualcosa, ma non per questo è una cosa indegna o "bassa". Esempio, a me Il signore degli anelli non piace, ma mica posso considerarlo alla stregua di Uomini e donne XD
      Le cose basse sono oggettivamente tali, non a seconda del fatto che ci piacciano o meno.

      Moz-

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Sintesi: Quando essere nerd era negativo non trombavi. Adesso che e' in voga, non sei piu' nerd e non trombi lo stesso.

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    2. Marco: ovviamente se la passione diventa tossica, allora succede che si apre quel lato oscuro di cui faccio cenno nel post e che prima o poi tratteremo.
      È chiaro che io parlo di passioni naturali, anche molto sentite e partecipate, pure un po' fuori misura (ma mai che scadano nel cringe o nella fissazione assoluta). Le passioni sono sempre da affiancare ad altro, ed è quello che insegno ai ragazzi per i quali ho creato il Nerd Summer Camp.
      Sulle troppe fiere: è vero, ma è anche lo specchio dei tempi. Se servono a diffondere il verbo, ben vengano. Succederà che si ridimensioneranno da sé.

      Cattivo: secondo me, al di là della battuta che hai fatto, il trombare o meno va al di là della passione o del nerdismo tout-court. Sono convinto che - ok l'handicap di appartenere tuo malgrado a una categoria abbastanza ostracizzata e considerata sfigata - molto sia sempre personale, questione di attitudine.

      Moz-

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    3. Non mi riferisco al commento cancellato da Marco parlo in generale.

      Comunque credo che quella situazione rientri nelle ossessioni, disturbo ossessivo compulsivo.

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    4. Non ho capito perché il commento sia stato cancellato, non c'era niente di strano! :O
      Comunque Gravo sai che inizio a pensare anche io che molte di queste cose che abbiamo siano in realtà tutti quei micro-disturbi (non invalidanti) che stanno uscendo fuori adesso??

      Moz-

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    5. Marco si è addirittura cancellato ☹️ non credo che sia colpa mia ☹️ non ho mai scritto nulla contro di lui.
      Mi dispiace ma comunque su Blogger si può tornare quando si vuole perché non ci sono limiti alle iscrizioni.
      Blogger rimane uno dei pochi spazi 100% liberi di internet.

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    6. "Comunque Gravo sai che inizio a pensare anche io che molte di queste cose che abbiamo siano in realtà tutti quei micro-disturbi (non invalidanti) che stanno uscendo fuori adesso??"

      Su questo non concordo 😬 faccio/facciamo di tutto per normalizzare il mondo nerd.

      A tutti i giovani consiglio caldamente di seguire il mondo nerd con moderazione.

      Non va bene leggere 10 ore come non va bene videogiocare 14 ore al giorno.

      Un minimo di passione viscerale ma anche esagerazioni tipo spendere 100€ al mese in fumetti non credo che sia dannoso.

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    7. Mandami mail, non riesco a contattarti sulla precedente.

      Moz-

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    8. E-mail inviata sono Francesco Buono.

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    9. Secondo me si è cancellato per il mio commento. Come hai scritto Moz: E' questione di attitudine, e forse avrò colto la questione tra le rige del commento cancellato.

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    10. Oddio no, non credo sia stato per quel commento, che poi era una battuta.
      Però apre a uno spunto di riflessione proprio sulla questione moda: tanti hanno smesso, mentre ciò veniva sdoganato... come se non si trovassero coi tempi giusti.

      Moz-

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    11. Meno male, comunque se era per quella battuta chiedo scusa all'interessato. Io da parte mia non ho mai smesso, ma preciso che fino ai 25 anni (ne ho piu' di 40) non parlavo mai con nessuno di manga, cose nerd etc..semplicemente perche' era solamente uno dei miei vari interessi e non mi importava nemmeno che altre persone si interessassero. Da alcuni anni invece vedo molte persone interessate e quindi si parla di autori, tropos, stereotipi, messe in onda...etc..

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    12. Sì, diciamo che una nicchia ristrettissima venne fuori già dalla fine degli anni '80, via fanzine e circoli.
      Nella seconda metà degli anni '90 iniziò proprio una coscienza anime/manga seria, che poi ha portato gradualmente dove siamo oggi.
      Per la battuta, credo non ci siano problemi, sarei intervenuto io stesso se avessi percepito un attacco personale o una cattiveria vera ;)

      Moz-

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    13. Rimane il fatto che il signore in questione poteva usare un linguaggio più consono ai suoi 40 anni e più. Al di là della battuta.

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    14. E che avrebbe detto di tanto "non consono"? "Trombare"? 😅

      Moz-

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  11. Ormai certe cose da "otaku" (tipo il cosplay o andare alle fiere dei fumetti) sono di moda in effetti, e infatti molti fra cosplayers e presenti ai vari comicon non sono "otaku" ma solo giovani che vogliono partecipare a un evento e scattare un po' di selfie da pubblicare sui social. Gli otaku veri ci sono ancora, ora possono esserlo alla luce del sole, ma non credo che per loro cambi molto: l'interesse per manga è anime per loro è una passione, non una moda o un po' di post sul proprio canale social, pertanto non credo che diano troppo peso ai "finti otaku modaioli".

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    1. Esattamente, oggi il nerdismo è persino una moda (anche se secondo me sta normalizzandosi) ma proprio questa moda ha permesso alla nicchia di uscire con naturalezza, senza più essere guardata male. In sostanza... CiSta, meno male. Tanto chi lo fa per moda si vede: al di là di due selfie, poi si nota che non è un vero appassionato 😋

      Moz-

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  12. si può anche dire che il discorso "Nerd" come era inteso prima , era legato strettamente all'ideale americano visto in TV, tra film e soprattutto serie?

    Per quel che mi riguarda, io ho sempre seguito anime/cartoni fin da ragazzino, ma è anche vero che conoscevo molti altri (tra amici e non) che li leggevano (oltre videogiocavano etc..), nel mio caso i tempi erano già cambiati (cosa che non potevo dire se andavo da altre parti, tipo dove abitano tutt'ora alcuni parenti lontanissimi da me).

    E' vero che in parte adesso molti ragazzini non si fanno problemi ad acquistare questo o quello, ma è anche vero che è cresciuto una parte di generazione che , seguendo i "grandi" sbeffeggiano chi li segue, quindi come si dice, chi ci vede "il bicchiere mezzo pieno" o chi "mezzo vuoto".

    Solo una piccola osservazione però, non so se è un caso isolato, dalle mie parti, ma dal mio "edicolante" la presenza dei manga è quasi del tutto scomparsa, per la mancanza di richiesta dai ragazzi (e sta di fronte ad una scuola) per curiosità poi son andato a vedere in altre edicole e anche lì il numero è diminuito.

    Non so se è una cosa appunto singola, isolata, o se è anche da altre parti così ( e vero che dipendon dalle città e dalle zone, ma appunto l'edicola dove vado io ha sempre avuto tanti manga, anche se li compravo quasi tutti in fumetteria o online ultimamente).

    Caio

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    1. È dovunque perché i ragazzini e i ragazzi preferiscono i socials e i giochi streaming e online non leggono più nulla.

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    2. @Caio: la questione che citi, del passato, dipende anche appunto con chi si è avuto a che fare.
      Ricordo un fratello maggiore di un mio amico che, assieme ai suoi compagni, giocava di ruolo e leggeva Bastard!! ed. Granata Press. Non erano "sfigati" anzi erano pure cool.
      Ecco, significava avere una passione nerd ma "naturale", ossia che non diventa fissazione, non ti preclude altro. Sei semplicemente alternativo, al massimo.
      I manga in edicola: è ormai da qualche anno che non ci sono più, tranne le collane abbinate ai quotidiani (e che riguardano i titoli notissimi: One Piece, Dragon Ball ecc).
      Ora sono tutti in libreria, e i ragazzi ne acquistano a bizzeffe lì (per rispondere all'anonimo: leggono, leggono eccome - ovviamente quelli interessati a farlo -)

      Moz-

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    3. Beh, allora potrei dire che è al contrario i Manga in edicola dove vado io son durati di più allora, ad ogni modo è un peccato.

      Sull'anonimo hai ragione Miki, molti leggono eccome, è un po' più difficile, nei tempi moderni, saper con certezza che tipo di ragazzino hai di fronte.

      Sul discorso "nerd americano" intendevo proprio quello, non c'era il discorso di "sfigato" per chi leggeva fumetti, almeno per quel che mi ricordo, anzi. Io poi , come avrò scritto anche qua altre volte, da ragazzino leggevo praticamente di tutto, dai lanciostory/skorpio, ai Tex, da Diabolik, a DD, arrivando appunto ai Manga ed in misura minore i Comics. Poi appunto, frequentavo salagiochi, ed avevo un amico allora che aveva un fratello fissato con console e videogame, insomma, sotto questo aspetto il termine "nerd" (anche se non si usava ai tempi, se non appunto, vedendolo in tv) era assente.

      Il problema è anche altro, in alcune città non ci son vere e proprie librerie, ed è anche qua la difficoltà per reperire qualcosa varia.
      Allo stesso tempo grazie all'online la disponibilità è aumentata, ma la differenza tra aver fumetti a portata di mano, letteralmente, che acquistarli online, rimane notevole.

      Caio

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    4. Sono spariti nel medesimo momento, ovviamente non di colpissimo.
      Però sempre meno (si sono rivisti giusto quelli della casa editrice per cui lavoro, la cui prerogativa - fin dove possibile - è appunto uscire in edicola).
      Perché col covid è partita la terza ondata, la terza invasione, che però si è spostata... sulle librerie. Una cosa impensabile prima. Non fumetterie, ma librerie normali.
      Ecco quindi la seconda parte del tuo commento: oggi è tutto molto più semplice, e l'assoluta reperibilità ha contribuito a rendere questa cosa una passione pop e non più di nicchia.

      Moz-

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    5. Tutti questi lettori di manga sono pochi, è da ammetterlo.

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    6. Ma in che mondo vivi? Le librerie normali hanno cominciato a vendere manga perché sono vendutissimi, spesso il primo prodotto venduto XD

      Moz-

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  13. Quanto scrivi è vero: si sono ribaltate le cose. Negli anni 80 (quando ero piccolo), già alle elementari se leggevi fumetti come Topolino o Dylan Dog cominciavi a essere preso in giro e disprezzato, non parliamo delle medie che se per sbaglio non uscivi il sabato sera di casa eri uno sfigato che stava in casa a guardare Hercules (magari facevi altro, ma questi erano i commenti che si facevano). Non parliamo poi delle superiori (e se non leggevi manga o fumetti americani, ma romanzi, ci si aspettava che fossero di autori come Tolstoj, che non scappasse detto che avevi letto Il Signore degli Anelli, il fantasy era da minorati mentali). Il brutto che simili commenti/etichette non li davano solo gli adulti, ma pure i coetanei.
    Ora invece, se non guardi serie anime, non videogiochi, anche se sei sopra gli anta, sei uno sfigato. A parte che per videogiocare oggi devi vendere un rene e pure qualcos'altro, si può dire che la mia generazione è sempre stata trattata da sfigata sia da piccola sia da adulta (e non solo per quanto riguarda questo argomento), cosa che detesto: perché uno non può essere semplicemente se stesso? Perché, se non si danneggia nessuno, non si può seguire quello che più interessa senza essere etichettati? Sono assurdità che hanno causato solo problemi.

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    1. Esattamente. I coetanei erano spinti a fare così dagli adulti, dal mondo adulto malato e tossico.
      Guarda oggi: conosco un sedicenne che sta leggendo Ken il guerriero e... ne discute sempre col suo professore! Pensa che, in secondo superiore, c'era una mostra su Tex con tavole originali ecc ecc in un edificio adiacente al mio liceo, e chiesi al prof, durante un'ora buca, se poteva portarci: NO.
      Proprio a sdegnare il fumetto. Scusa se non era un manoscritto di Epitteto, eh.
      Per fortuna oggi tutti fanno quello che vogliono, a ogni età. E anche le cose considerate prima come cultura "bassa" sono a pari di tutto il resto.

      Moz-

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  14. Mi sento un po' "irresponsabile" per non avere mai smesso di leggere fumetti e guardare cartoni animati, sottraendo quindi tempo alla costruzione di una figura più "matura".
    E col tempo questo mi ha allontanato da chi, ai miei occhi, si è imposto di "crescere", facendomi al tempo stesso avvicinare a chi coltiva ancora queste passioni.
    Si può maturare continuando ad avere passioni giudicate "infantili", ora senza il bisogno di doverlo fare quasi di nascosto, ora però con un senso critico: per dire, ho interrotto la visione di Goldrake sulla Rai per via degli elementi "da commedia" che oggi ritengo inopportuni, mentre rivedrei di continuo Capitan Harlock per tutte quelle atmosfere che da bambino me lo rendevano lento e cupo.

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    1. Parli del Goldrake "vecchio" o del remake? Il primo fa sentire il peso dei suoi anni, il secondo meglio lasciarlo perdere. Sai cosa sarebbe da far vedere, specie in un periodo come questo, sia a giovani sia a grandi? La prima serie di Macross, che in Italia negli anni 80 era conosciuta come Robotech (Macross era la prima parte di tre, le altre due parti appartenevano a serie differenti).

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    2. Goldrake classico, remake cordialmente ignorato. Robotech conosco di nome ma mai vista.

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    3. Macross stava per arrivare su Disney Plus ma ancora niente... forse proprio per i problemi con Robotech e i diritti ormai da spartire.
      Gas: ,a maturità, come dici, viene costruita con l'esperienza. Ovvio che se una persona resta immatura lo è di cervello, non cresce e non evolve, ma le passioni che abbiamo acquisito durante l'infanzia crescono appunto con noi e noi con loro.
      Quindi, perché smettere? Cioè, se un bambino piccolo ama i fumetti, è ovvio che leggerà storielle su misura (magari massimo 4-5 tavole, come potevano essere i fumetti su Più), passando poi ad altro man mano che cresce...^^
      Ma smettere di leggere fumetti: perché dovrebbe?

      Moz-

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    4. Eppure c'è chi, che abbia letto o meno fumetti da bambino/a, non vede in modo positivo chi legge fumetti (o vede cartoni animati) da adulto/a, specie se Disney o come me recupera vecchi umoristici come Braccio di Ferro.
      Sarà che hanno dei figli piccoli e mi associano a loro piuttosto che a un coetaneo, ma secondo loro, quel tempo, andrebbe impiegato in altro, e lì ognuno fa gli esempi che ritiene: palestra, associazione culturale, impegno politico, volontariato, più tempo per la famiglia, escursioni... A parte che conservare e fare evolvere una passione dall'infanzia, non per forza sottrae tempo ad altro, ma l'atteggiamento altrui è come se io andassi da uno con le sue passioni e gli facessi "pubblicità" di fumetti che dovrebbe leggere o di un cartone animato che dovrebbe recuperare.

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    5. Ma sinceramente non vedo come leggere Braccio di Ferro possa togliere tempo a palestra, escursioni, volontariato, associazioni culturali (tutte cose che io faccio regolarmente; politica no perché non sono interessato e famiglia ci sta, anche senza figli ma tra parenti e amici).
      Cioè, una cosa non esclude l'altra. Queste persone magari guardano continuamente cagate in tv e tu potresti dire di loro esattamente la stessa cosa: perché al posto di guardare programma x o partita y non stai più tempo coi tuoi figli? Perché al posto di fare politica non te ne vai in montagna?

      Moz-

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    6. Le persone che vedono cagate in tv non ne frequento o se ci sono, non criticano me 😅, facenti politica conosco qualcuno e se fatta con passione (per ottenere diritti negati...) è un peccato criticarli.

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    7. Sì, appunto, era per dire che ogni cosa è degna di essere.
      Un appassionato di "movimento" potrebbe dire, a uno che fa politica e si batte per i diritti, "perché non te ne vai a fare trekking?".
      Ogni cosa è soggettiva, e se comunque una passione è sana, culturale, aggregativa e sociale, per me è pari.

      Moz-

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    8. Non a caso, grazie a questa mia passione, ho curato per oltre 10 anni il sito dedicato a Dampyr, diventato addiriturra oggetto di consultazione da parte di alcuni autori, poi sai com'è finita... E ora sta per concludersi (forse entro il 2026) la catalogazione tipo Inducks delle storie di Braccio di Ferro, cosa mai fatta prima e che non avrebbe mai visto la luce perché a quanto pare sono l'unico collezionista di quel fumetto con anche abbastanza competenze informatiche per allestire e gestire un sito... Però agli occhi di chi non è addentrato né interessato al prodotto, faccio qualcosa di "immaturo", perché almeno da queste parti, le passioni devono essere omologate... Infatti nel raggio di 30 km non c'è un negozio di riparazione computer e l'unica edicola è aperta part-time... Se due più due quattro fa...

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    9. Diciamo che la situazione che descrivi la considero indicativa dell'ignoranza generalizzata della massa... 😉

      Moz-

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  15. CIAO!!!
    Sinceramente non ho mai capito chi siano i Nerd e come possano essere isolati ,evidentemente per le loro passioni che non incontrano il consenso della massa.
    Non credo sostanzialmente a questo concetto.
    Anche perché quando uno arriva a dare la colpa dei suoi insuccessi alla massa ha dei problemi di base che in primis deve risolvere lui stesso .
    Insomma uno non può essere emarginato dagli altri perché legge Topolino o i Super eroi o guarda i cartoni animati quando i suoi coetanei , invece per capirsi vanno a fighe -:)
    Non sei escluso dagli altri ...sei te che decidi di autoescluderti perché probabilmente non ti riconosci ancora in quel modo di essere.
    Non puoi dare la colpa a nessuno anche perché nessuno ha colpe.
    Puoi frequentare persone che hanno i tuoi stessi interessi e se non li trovi puoi fare in modo di farti accettare da quelli che te pensi ti vogliano escludere.
    Non è che uno vive solo di Fumetti , videogiochi e figa , l'amicizia si fonda anche su qualcos'altro.
    Penso che ad un certo punto chi tende ad escludersi dagli altri è perché sostanzialmente non cerca di adattarsi agli altri.
    E questo non vuol dire guardare il GF o la De Filippi.
    Max

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    1. Ciao Max, l'amicizia è anche condivisione di passioni: piuttosto che isolarmi preventivamente, se inizio un nuovo fumetto, un nuovo libro o una nuova serie (nuovi magari per me che li recupero a posteriori), ne faccio almeno cenno ad amici cui potrebbero interessare, per scambiarci opinioni...
      Per anni rientravo in paese e mi vedevo con due amici che stavano dietro al "Trono di Spade" che io non seguivo: loro parlavano e commentavano, io non ci capivo niente... Ecco, in tale contesto, il nerd che tende a escludersi chi era, io o loro due? 😅

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    2. Max ma infatti il punto è proprio quello.
      Per sentire comune di una volta, chi aveva queste passioni era sfigato (s-FIGAto, appunto) ossia aveva passioni che non solo non attiravano l'altro sesso, preso dai ganzi, addirittura lo respingeva.
      Era una cosa della società, data un po' anche dai film e via dicendo.
      Non per nulla, cosa seria, c'è una frangia del nerdismo che è particolarmente tossica sotto questo frangente (sai, gli allupati...).
      Non è semplice farsi accettare: devi essere tu un tipo figo e interessate INNATO, e allora vedrai che la gente avrebbe accettato se leggevi fumetti, perché considerati una cosa alternativa.
      Altrimenti, quasi come un cliché che si autoalimenta e avvera, eri uno sfigato.

      Moz-

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    3. @Gas
      Ciao Gaspare .
      Condivido che l'amicizia sia ANCHE condivisione di passioni , ma se queste non ci sono nel modo in cui vorrei io o proprio non ci sono , per il sottoscritto non sono motivi per minare un rapporto d'amicizia.
      Che evidentemente si baserà anche su altro e non solo sulle passioni in comune.
      Spero che con questi tuoi due amici nonostante Il trono di spade te continui a vederti e che i vostri discorsi non siano solo centrati sulla serie televisiva.
      Poi sul discorso Nerd tralascio anche perché dovresti spiegarmi te in che senso lo intendi.
      Sei un Nerd di nicchia o uno sfigato?
      Già il termine stesso a mio avviso non ha senso di essere .
      Poi parlare di Nerd in senso negativo vuol dire creare delle etichette e non penso ne abbiamo bisogno .

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    4. Oddio ma un'amicizia su cosa può basarsi se non sull'avere delle cose in comune?
      Cioè, come farei io a frequentare una persona che ha interessi diametralmente opposti ai miei? Di cosa ci parlo, come condivido il mio tempo con questa?

      P.s. il nerd in senso negativo era già un'etichetta in essere, che ultimamente è decaduta.

      Moz-

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    5. @Max: si parlava del Trono di Spade quando vivevo a Bari e tornavo dai miei genitori ogni 2 o 3 settimane, di quelle poche che ci vedevamo, l'argomento che imperava era quello, finché non stavo per congedarmi e allora: "Aspetta, a te tutto bene?"... 🙄 Ora continuo a vedermi e sentirmi assiduamente con uno dei due perché abbiamo varie passioni in comune anche da prima... Con l'altro è diventato difficile conciliare gli orari, ma tra loro due è rimasto quel vedersi ogni tanto per scambiarsi pettegolezzi più che commenti su qualcosa che stanno seguendo entrambi.
      Concordo comunque che una mancata passione comune non deve minare un'amicizia, anche perché ci sono sicuramente altri punti di contatto, anche il semplice raccontarsi "i fatti propri" e scambiarsi un consiglio/opinione come faccio con altre persone con le quali ho ben poche affinità ma c'è reciproco rispetto e affetto...
      Infatti con Moz abbiamo svariate passioni condivise, ma restiamo individui distinti. E diamine, nemmeno i gemelli siamesi hanno gli stessi interessi. 😅

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    6. Max, interessantissimo il tuo commento. Prima di tutto il concetto di "nerd" inizio a pensare sia un po' stereotipato e nella società moderna (per fortuna) gli stereotipi vengono abbattuti.
      Alle medie io ero un "nerd", perché preferivo giocare al computer piuttosto che girare su e giù per il corso del mio paese senza meta, aspettando di far innamorare la ragazzina che girava con me e limonarla. Era una mia piena scelta (complice anche un aspetto fisico non proprio eccezionale). Ma volendo avrei potuto fare entrambe le cose (chiaramente sacrificando un po' di tempo per il computer). Tanto più che seguivo anche lezioni di pianoforte. Per dire, il mio migliore amico faceva pianoforte e anche piscina (poi pallanuoto) ai tempi delle medie. È corretto anche il concetto di adattarsi e dei piccoli compromessi all'interno di un rapporto. Il compromesso c'è sempre: perché altrimenti uno dei due amici, nel rapporto amicale, sarebbe una sorta di schiavo dell'altro. Dico una sciocchezza ma per far capire: giochiamo con le tartarughe ninja, ci piace a entrambi Leonardo. Uno dei due, giocoforza, deve prendere un'altra tartaruga :D

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    7. Gas: il problema, in quel caso, era la monopolizzazione iper-focalizzata tutta su un unico argomento. Per me non c'è differenza alcuna tra la situazione che descrivi (Il trono di spade) e chi parla sempre e solo di calcio.
      È qualcosa di tossico, troppo esclusivo.

      Riky: vero, adattarsi in quel modo, ma sulla base di qualcosa in comune.
      Io non ho molto a che fare con persone con le quali gli interessi sono diametralmente opposti. Es. solo discotecari, solo "macchinari" e via dicendo.

      Moz-

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    8. Paragone col calcio perfetto, anche se non sono mai stato in comitive troppo calciofile, al massimo se ne parlava in occasione dei mondiali, e anche lì il mio interesse era pressoché zero (dato che se vedo giocare l'Italia a calcio, puntualmente perde); ora intercetto qualche dibattito acceso tra attempati pensionati passando davanti a un bar, ma in linea generale credo che se ne parli più su apposite pagine social che di persona, almeno qui tra coetanei e giovani, e in ogni caso con fare più goliardico che tecnico-critico.
      Molto più piacevole dibattere di pallavolo: appassionati meno fanatici, con una dialettica più affine alla mia.

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    9. Ahaha cavolo, NON guardare le partite della Nazionale allora XD
      Comunque sì, il calcio tende a totalizzare, altri sport sono più "aperti" e danno meno senso di infognamento.

      Moz-

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    10. @Ricky , Moz e Gas
      Ho letto i commenti alle mie risposte e domani cercherò di rispondervi , oggi purtroppo non ci riesco.
      Ciao

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    11. @Moz: ma io non voglio vedere partite di calcio, è uno sport che mi annoia e trovo ridicoli degli uomini in pantaloncini e calze fino al polpaccio! Tra le altre mi ritrovai a vedere la semifinale di Italia 90 e la finale di USA 94, costretto dagli amici per vederle assieme sul maxischermo (nel '94 gli ricordai cosa successe nel '90, "Ma dai, è stata una coincidenza...", dopo la partita smisero di coinvolgermi una volta per tutte); poi le fasi finali della nota partita arbitrata da Byron "Occhi pisciati" Moreno perché ero appena rientrato a casa dall'università e trovai il televisore stranamente acceso su una partita di calcio; infine la partita decisiva di (non) qualificazione agli ultimi mondiali giocati, trasmessa in un locale cui ero andato per vedere degli amici...

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    12. Non ho mai perso una partita del Napoli rinunciando a cinema, ristoranti, viaggi perché per me è una fede.
      Non so quante volte per le mie passioni mi hanno detto "ma cosa te ne importa?", "vendi tutto fai un mucchio di soldi" 😅
      Molte persone non capiranno mai certe cose...
      Io noto che sono pochissime le persone veramente appassionate di qualcosa.

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    13. @Gas
      Okay son contento per te.
      Adesso mi viene in mente quel vecchio detto : son amico di tutti e di nessuno.
      Non mi appartiene perché sono sostanzialmente uno che si fida degli altri e che crede nell'amicizia.
      Poi per carità può succedere che un amicizia consolidata nel tempo per vari motivi anche indipendenti da noi si freddi un po' ma continua lo stesso a vivere in noi.
      E' pure vero che che i veri amici li conti sulle dita di una mano ma questo non vuol dire che devi chiuderti a tutti gli altri.
      Buona giornata

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  16. "Penso che ad un certo punto chi tende ad escludersi dagli altri è perché sostanzialmente non cerca di adattarsi agli altri."
    Adattarsi agli altri??? Devo ridere o piangere?
    Per avere rapporti con gli altri ci si deve adattare???

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    1. Ho capito cosa intende Max: non adattarsi nel senso di snaturarsi, assolutamente, ma vivere in società. Se ti rinchiudi, se parli SOLO delle cose che capisci tu soltanto, in termini tecnici ecc... è ovvio che non sarai popolare.

      Moz-

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    2. @ anonimo
      Già non palesarsi con un nome e cognome , per me è una forma di autoesclusione .
      Poi se ti sei firmato nei commenti precedenti e ti sei scordato di farlo , commentando il mio, sei sempre in tempo per "Includerti "-:)

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    3. @Moz
      "...è ovvio che non sarai popolare "
      Ma che è na gara? -:)
      Comunque condivido il tuo discorso.
      Io resto del mio avviso che se uno desidera crearsi delle amicizie deve anche accettare dei compromessi.
      Al limite del legale naturalmente-:)
      L'esclusione dagli altri è qualcosa che parte prima da noi stessi , la maggior parte delle volte.
      Ciao

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    4. No, non è una gara.
      Ma penso che se si sceglie una certa strada, una condotta, sacrosanta come tutte quelle che non fanno male agli altri, poi comunque non puoi lamentarti.
      Cioè, se io facessi il pesantone, ridacchiando a battute che capisco solo io, citando cose tecniche che capisco solo io (senza nemmeno volerle spiegare o renderle alla portata di tutti), sarebbe solo colpa mia se venissi escluso, no?

      Io in amicizia più che compromessi parlo di naturalezza. Ovvio che non troveremmo MAI una persona uguale a noi, ma affine sì. A questa piaceranno cose diverse ma che consideriamo comunque "degne", quindi va bene.

      Moz-

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    5. Spiegalo bene a Max

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    6. Dovrei spiegare bene anche a te qualcosa, visto che continui vigliaccamente a commentare da anonimo 😉

      Moz-

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    7. Per me il compromesso che intendo è quello ad esempio di accettare di fare una partita a pallone anche se detesto il calcio.
      E ci gioco pure male.
      Tanto so che quegli amici mi accontenteranno quando gli chiederò di giocare a pallavolo o che ne so a nascondino ( quando ero alle elementari ..)

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    8. @Ricky
      Ribadisco quello che ti ho scritto in privato : confermo a pieno con il tuo commento.
      Come scrivi bene te il compromesso nell'amicizia ci sta sempre.
      Come nella vita in generale , altrimenti sai che noia.
      Credo che trovare qualcuno che sia esattamente lo specchio di noi stessi sia impossibile e se veramente fosse possibile sarebbe di una noia mortale.
      Ciao

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  17. Anch'io, come te, non ho mai smesso di essere nerd, ed è vero che il contesto è decisamente cambiato: un tempo (scuole superiori, soprattutto) i miei interessi provocavano risatine fra i coetanei ("cose da bambini") e disapprovazione fra gli adulti ("quando cresci?", "ma cosa lo studi a fare il giapponese?"), adesso il fatto di ricordarmi vecchi cartoni, sigle e possedere conoscenze e competenze ("conosci il giapponese? wow!") sono diventate cose apprezzate! È stato così per gli anime e i cartoni in genere, i manga (e i fumetti in genere), i telefilm (adesso "serie tv"...) e persino per i giochi da tavolo e i videogiochi...
    Un tempo, non uscire il sabato sera e restare in casa a guardare la tv era da sfigati (e dire che c'erano cicli di bei film, proprio il sabato ^_^), adesso basta nominare Netflix e nessuno ha più niente da ridire!
    Ovviamente permangono la differenze fra chi ha nozioni culturali più approfondite e chi resta in superficie seguendo l'onda del mainstream (per dire, una compagna di mia figlia adolescente è andata a una fiera di fumetti vestita in cosplay da un personaggio che conosceva solo visivamente, non avendo mail letto/visto l'opera in cui compare), e ci sono ancora ambienti e constesti 'ostili', ma sicuramente oggi è più facile seguire le proprie passioni senza doverle giustificare!

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    1. Ciao e benvenuta a bordo!^^
      Esattamente, anzi oggi gente "media" ti dice pure "non sono uscito, ho NERDATO tutto il tempo" come fosse una cosa anche un po' cool XD
      Tutto vero, oggi non dobbiamo giustificarci di nulla, e doveva essere così anche ai tempi... ma appunto, non era tempo, e la società era ancora preda di vecchi modi di pensare.
      Comunque, noi il bagaglio vero lo abbiamo, senza mode; chi resta superficiale poi si sgama^^

      Moz-

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  18. @Susanna
    Ciao , scusami ma da quando studiare ( al di là di quello che uno decide di studiare ) porta ad essere esclusi dagli altri?
    E' qualcosa che proprio non capisco.
    Poi il fatto di uscire o meno il sabato sera e considerare il non farlo come qualcosa da sfigati mi pare più un pensiero soggettivo che veramente di oggettivo.
    Come giustificare con se stessi il fatto di preferire stare a casa davanti alla televisione che uscire fuori con una compagnia che forse ti annoia..o pensi ti annoi a prescindere .

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    1. Perché studiare il giapponese non era visto come una cosa da studio regolare e standard, ma come cosa da fissato. Una passione legata ai cartoni, ai giornaletti...

      Moz-

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    2. Ciao MAX!
      Beh, come dice MikiMoz, l'interesse per il mondo giapponese in generale negli anni '80-'90 era una cosa da fanatici e anche studiare il giapponese (che, all'epoca, si poteva fare praticamente solo da autodidatta) era visto come qualcosa di non produttivo e quindi inutile (questa mentalità in realtà sussiste ancora oggi, e per certi versi è pure più marcata: gli hobby puri, di per sé, quasi non hanno diritto di esistere secondo una certa mentalità, perché le conoscenze devono essere finalizzate a qualcosa). Poi, come sempre, tutto dipende dagli ambienti. Io non mi sono mai sentita in obbligo di uscire il sabato sera, né mi sentivo sfigata se non lo facevo, ma indubbiamente agli occhi degli altri (principalmente, le mie compagne di liceo^^, ma anche qualche parente...) lo ero e ne ero consapevole: perché se non uscivi il sabato a 16 anni era perché non avevi amici/occasioni o - forse peggio - perché ti piacevano cose diverse e 'strane' rispetto alla maggior parte dei coetanei: la lettura, il disegno, i cartoni animati ecc., piuttosto che le discoteche e le feste movimentate, per esempio; ricordo che una volta non andai a una festa di carnevale per guardare in diretta la finale del Festival di Sanremo e, quando lo dissi a una compagna, fui criticata e presa per pazza. Crescendo, ho trovato con più facilità persone che condividevano i miei interessi e qui mi ricollego al discorso sul cambiamento della cultura nerd: all'inizio, si trattava di persone che, come me, frequentavano le fumetterie, erano appassionati conoscitori di anime e lettori di manga; adesso, capita che parlo con degli 'insospettabili' genitori di mia figlia e li scopro interessati ad anime e serie tv, magari non espertissimi ma comunque curiosi e desiderosi di saperne di più!

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    3. Infatti secondo me tanti hanno recuperato (o stanno recuperando) in ritardo le cose che amano, proprio per averle perse a causa delle fantomatiche impostazioni sociali.
      Oggi vedo che la tendenza è quella di non importarsi di cosa fanno gli altri, non c'è una vera e propria massa che ciecamente detta una direttiva (es. uscire il sabato sera altrimenti sei out), e tutti se ne fregano. Da un lato la socialità ne risente, ma dall'altro è meglio, perché nessuno bada più a cosa fa l'altro e soprattutto questi assurdi diktat sociali vengono meno.

      Moz-

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    4. @ Moz
      Per me il problema é invece chi crede che la massa di cui parli te esista e che ce ne è un 'altra che come dei pecoroni la segua.

      Poi sul recupero delle passioni in secondi momenti dell'età ce da fare un discorso di base prima.
      Almeno per quanto riguarda il sottoscritto.
      Io i fumetti che leggevo da ragazzino ad un certo punto li ho interrotti per decisione degli adulti ma questo non mi ha pesato.
      Ma è un discorso troppo ampio da fare in questo spazio.
      Non da meno vale anche il fattore economico ( provo anche a mettermi nei panni degli adulti di allora , i miei genitori).
      Già sono un costo i libri scolastici che sono una necessità ...pensa se anche dovevano spendere soldi in fumetti che non servivano ad un cazzo!
      Parlo di fumetti , che sono la mia più grande passione.
      E' chiaro che poi da adulto ho recuperato quello che da ragazzino avevo perso.
      Ma le passioni vissute da adulto sono tutt'altra cosa .



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    5. @Susanna
      Ciao cara , ma sai che da quello che scrivi per certi versi sei il mio corrispettivo al femminile.
      Anch'io sacrificavo la compagnia per guardarmi la finale di Sanremo in TV , chiaramente quando ne valeva la pena ( se c'erano i cantanti che piacevano a me -:).
      Ma quella stessa compagnia che mi dava del pazzo per la mia scelta mi rispettava lo stesso.
      E non l'ho mai persa.

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  19. Sai che con me l'esempio di Topolino è molto calzante! Però devo anche dire una cosa. I miei amici, pur non leggendo Topolino, se ne fregavano che leggessi Topolino. Certo con loro non potevo parlare di quanto fosse bella l'ultima storia di tale autore, ma semplicemente perché non era un loro interesse. Da adolescente e da ragazzo è però difficile toccare l'essenza di un rapporto affettivo. Così il bisogno di essere accettati poi passa anche dallo "schivare" critiche. Ecco perché con il tempo nascondevo la lettura di Topolino, dopo una prima fase in cui portavo orgoglioso la bandiera di lettore di questo fumetto.
    La verità è che passa spesso un concetto sbagliato di maturità. La maturità è responsabilità e saper accettare le separazioni, compreso il "no" in un rapporto. Poi un 40enne, è libero di passare il sabato sera a fare i salti in discoteca, oppure di leggere un fumetto nel tempo libero, e questo non tocca affatto la sua maturità.
    Concetto quasi banale, ma che spesso sfugge...

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    1. Però vedi, io ho sempre ragionato in un altro modo: se a una ragazza (o un ragazzo) dobbiamo interessare fingendo, ossia nascondendo alcune cose, che interesse è?
      Non ci apprezza davvero, se mentiamo su ciò che ci piace.
      Concordo sulla maturità: si tratta di stare al mondo nel modo giusto, con le responsabilità e accettando come vanno le cose.

      Moz-

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    2. Infatti i miei amici sapevano che io leggevo Topolino, non nascondevo nulla. Diciamo che a quell'età si cerca di nascondere, o di dissimulare, lati caratteriali :D

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    3. Forse si cerca di apparire più spigliati, forti... cose che sfociano ad esempio nell'iniziativa a fumare per darsi un tono e sembrare più interessanti 🚬

      Moz-

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La possibilità di commentare da anonimo va e viene a seconda della mia presenza :)