[PENSIERI] l'inizio delle passioni: una questione di estetica?

 


Mi sono sempre chiesto: come nasce una passione?
Cosa determina l'inizio di una dedizione verso qualcosa?
Cosa ci fa scattare quella scintilla che innesca il fuoco che poi arderà fortissimo?
Di hobby e interessi ne abbiamo tanti, ma da qualche parte (e in qualche modo) li avremo pur "incontrati". Basket o calcio, un genere cinematografico piuttosto che un altro, un regista e la sua produzione... compiamo inconsciamente delle scelte particolari.
Io credo sia una questione di estetica, unita al nostro personale momento storico.


In questo post parlerò principalmente di me, raccontandovi la mia esperienza più che altro con i prodotti di intrattenimento (fumetti e animazione in primis), per tracciare una linea che va dall'estetica a un mondo tutto connesso. Un insieme di sensazioni, di titoli, di situazioni specifiche che si sono combinate nel giusto periodo... anzi, nel momento più giusto e preciso possibile.
Un po' come un big bang personale e culturale.





Conoscevo già i manga. Li avevo letti ricolorati, o in formato originale, eppure erano - fino ad allora - solo dei fumetti come tanti, che anzi pure si perdevano in mezzo a cose che amavo di più (come le storie dei magazine «Topolino», «Super Action» o «Bunny Band»).
Eppure so dirvi di preciso quando rimasi fulminato da un fumetto giapponese, ossia il preciso istante che questo "mondo" è entrato in me in modo chiaro: fu con il manga di Sailor Moon.







Così diverso dall'anime, quel fumetto mi colpì per il tratto veloce, schizzato ed etereo, e per... il nero dei capelli di alcuni personaggi, così netto e lucido, dalle campiture volutamente imprecise che ne facevano risaltare la luminosità.
Anche la trama, ricca di dettagli "alieni" e paranormali (in un'epoca in cui andavano fortemente di moda millenarismi apocalittici, esoterismi e ufologia) mi travolse.
Però, prima di questa folgorazione, ci fu un altro incontro fortissimo con un altro manga: il Bastard!! edito dalla Granata Press.
E qui allarghiamo il campo.






Per la prima volta mi accorsi che c'erano fumetti "non ancora adatti a me", ma non perché non lo sapessi (avevo già letto qualche numero di «Zero», «Mangazine» e «Kappa Magazine»): trovai alcuni volumi di Bastard!! nella cameretta del fratello maggiore di un mio compagno di scuola, che mi proibì di sfogliarli ulteriormente a causa dei contenuti.
Allarghiamo il campo perché l'avere a che fare con altre persone, magari più grandi, in un momento di passaggio come quello rappresentato delle scuole medie (vedi QUI) può essere un'esperienza piena di stimoli: lo stesso ragazzo, coi suoi amici, giocava di ruolo. 
Fu la prima volta che vidi qualcuno fare, dal vivo, una cosa del genere. Si era aperto un mondo.






L'unica altra volta che avevo toccato con mano un gioco di ruolo fu a casa dei miei zii, perché mio cugino più grande aveva acquistato Cyberpunk 2020. Ma abitava in città, ci stava tutto, erano cose avanzate.
In ogni caso, credo che spesso ci innamoriamo subliminalmente dell'estetica di un prodotto.
È probabilmente solo questo che ci attira. Prendete le confezioni dei giocattoli della linea Masters of the Universe: i colori azzeccati, le tonalità scelte, le immagini evocative. Ecco cosa ci fa scegliere (in base alle nostre inclinazioni, ça va sans dire) un prodotto rispetto a un altro.
Amarlo, rispetto a un altro.
Qualcosa che si compone nella nostra mente, che ci attrae per un casuale mix di elementi amati, uniti (lo stesso per le Ninja Turtles, ad esempio).






Potrei dire, personalmente, la stessa cosa per Diabolik (che ho scelto rispetto, ad esempio, a Dylan Dog - che pure leggo - ), o Twin Peaks, o Berserk, o tutte le altre mie passioni.
C'è un mix di situazioni che determina la nascita di una passione: e oltre all'estetica è anche il trovarsi calati in un contesto. Qualcosa che ci appartiene, che sentiamo vicino, vivo.






Un'altra folgorazione che ho avuto, parlando però di animazione, è stata con la terza serie di Sailor Moon: lo seguivo anche prima, ma furono regia, messa in scena, situazioni e soprattutto fondali/colori a stregarmi. Qualcosa che non mi succedeva dai tempi di certi anime anni '80 in cui mi rispecchiavo molto sia quando erano "quotidiani" (vedi Orange Road, o le ultime maghette in tinte pastel...) sia quando erano "urbani".






E un'altra cosa che infatti mi ha sempre affascinato è proprio il mondo "americano" di città alla New York (pre-9/11), che si riflettevano anche negli anime (cos'è la Tokyo di City Hunter se non una città giapponese opportunamente newyorkizzata?), o che vedevamo nei film e nei telefilm dell'epoca.






Il contesto americano ha sempre fatto parte di noi: una cultura così dominante che ha imposto le sue mode ma che in Italia (dove però l'italianità predomina, in ogni campo) ha dovuto amalgamarsi a quella autoctona.
E così, un po' tutti ci siamo sempre immaginati le scuole e i locali come un misto tra le nostre (in provincia di Cacio&pepe) mischiate con quelle dei film e telefilm made in USA, ad esempio il centro giovanile di Mighty Morphin Power Rangers.






Ma l'estetica che scegliamo - o forse ci sceglie - ce la portiamo addosso da sempre.
Sin da bambini.
Se sul «Corriere dei Piccoli» impazzivo per il fumetto de I Cuccioli, qualche tempo prima avevo collezionato a più non posso i Fabuland Lego.






Siamo tornati ai giocattoli, ma possiamo passare anche alla musica, o ai videogiochi: c'è sicuramente un motivo se ho scelto sempre Street Fighter (e magari non Mortal Kombat), se amo ancora i Litfiba, se resto legato ad Alundra per Playstation rispetto a titoli più blasonati. C'è qualcosa in queste cose che mi ha colpito e catturato.
È una questione di vissuto: vissuto in un momento preciso della nostra esistenza. Qualcosa che poi, nel nostro futuro, creerà addirittura la nostalgia.






Dunque, l'inizio di una passione scaturisce da un brivido che apre le porte verso un nuovo mondo, un mondo che ci attira perché sentiamo di appartenerne già, e semplicemente era lì ad attenderci.
Impossibile sfuggirgli, probabilmente. Forse siamo noi stessi ad attenderlo.
Si viene letteralmente catapultati in una dimensione che poi ci assorbe positivamente, a cui dedicheremo tempo ed energie; succede per affinità estetica, di gusto, ma anche perché ci si trova nel posto giusto al momento giusto, in fasi di vita particolari (infanzia, preadolescenza...).
E voi?
Come e perché sono nate le vostre passioni?
Ricordate l'esatto momento in cui è scattata la scintilla?

200 commenti:

  1. Ho avuto più interessi che passioni perché ai miei tempi questo intrattenimento bomba era agli sgoccioli a fine 90 e metà 2000 anche se trasmettevano gli anime e i cartoni classici famosissimi degli anni e decenni prima ma anche quelli in corso c'era molta meno questa enorme bellezza e magia, come tanti anch'io ho avuto la prima passione e scintilla istantanea con Sailor Moon durante i tempi della scuola materna per i motivi che spieghi, in contemporanea ma di meno il mondo classico Disney soprattutto con i tre personaggi di Paperino, Topolino, Paperina.
    Nella prima adolescenza ho avuto una nuova esplosione di passione con W.I.T.C.H. quando ero alle medie, lo leggevo già dalla quarta elementare ma la fiamma è scoppiata poco dopo.
    Poi con l'intrattenimento e la animazione che si stava sgonfiando tanto di potenza e anche per il cambiamento della mia sfera personale con la scuola, la famiglia e la vita in generale questa terza e ultima passione è morta definitivamente e non ne ho più avute altre perché dopo la metà dei 2000 non c'è stato più nulla di unico e super magico e i classici per via della situazione generale del mondo avevano perso il loro potere di travolge come erano all'origine.

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    1. Ma in effetti poi penso arrivi un momento dove si... smette di crescere, nel senso di formarsi con delle novità. Io fino a tutti i primi anni di università ho coltivato nuove passioni, che ovviamente non nascevano casuali ma venivano comunque dal passato.
      Poi penso sia raro che qualcosa ci colpisca da zero, di nuovo, da grandi.🥹

      Moz-

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  2. Io mi ricordo che le prime suggestioni derivate da fumetti e cartoni animati furono strettamente connesse al COLORE. Sono del 1979, quindi tra le tante cose di passaggio di cui sono stato testimone c'è stata l'era delle tv a colori che entravano nelle case. Da me la prima tv a colori arrivò quando avevo quattro anni e fino ad allora i cartoni li guardavo su quelle in bianco e nero. Comprare un fumetto, anche se in età prescolare non sapevo ancora leggere, significava avere in regalo uno dei pochi "gadget" a poco prezzo degli eroi che vedevo in tv (il giocattolo per le famiglie medioborghesi era il regalo di lusso riservato alle occasioni speciali o regali di parenti e amici esterni) ma soprattutto significava vederlo nella versione COLORATA. E' il motivo per cui adoravo allo stesso modo Mazinga e l'Uomo Ragno (erano entrambi eroi della tv per me, perché li vedevo in contemporanea, in barba alle differenze culturali). Erano eroi colorati. Altro aspetto che arrivava subito per via "estetica" era l'estrema serietà e il dramma di cui trasudavano, fin dalle copertine o dalle sigle. Seguirli significava entrare in un mondo in cui gli eroi potevano essere in pericolo, in cui l'emozione non era una semplice scampagnata o abbuffata, ma in cui si soffriva e tutto mi appariva automaticamente adulto e "da grandi". Le copertine della Metro/Bianconi dei vari Braccio di Ferro e co., in cui spesso gli eroi erano intenti a fare qualcosa o a portare avanti una gag puramente visiva, furono la suggestione che per diverso tempo me li fece preferire agli albi Disneyani. E lo ebbero anche le copertine degli albi Corno, con le loro immagini drammatiche e gli eroi sempre immersi in tribolazioni (soprattutto il ragno, le sue pose dinamiche quasi sempre in primo piano nel bel mezzo della copertina avevano una sospensione quasi sacrificale, cristologica, perché se ci fai caso Peter appariva sempre preso sotto mira dai nemici o intrappolato da qualche attacco, oppure sospeso in aria per mezzo delle tele, libero ma anche "legato". Poi ci fu la Mattel , come hai detto tu, coi Masters. Ricordo la confezione con quell'esplosione di strane rocce scarlatte quasi come se la confezione provenisse da un vulcano... e naturalmente le prime sensuali e violente illustrazioni di Alfredo Alcala che tentavano di dare un primo contesto a Eternia, in cui era descritta come un luogo deserto in cui potevi essere assalito da creature come Beast Man e Merman, o anonimi mostri marini e terrestri, ma in cui trovavi anche veicoli volanti e castelli misteriosi.

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    1. Ciao :)
      Interessante questa esperienza, che lega la tua visione a un avvenimento specifico. Ma in effetti, appunto, credo sia proprio così: al posto giusto nel momento giusto.
      Concordo sui supereroi, e rilancio coi robottoni: ho sempre pensato che l'amore italiano per Goldrake (in realtà uno dei mecha più basic) sia sorto proprio perché IL PRIMO.
      Ecco cosa colpisce: un cervello che è una tavola pronta ad essere segnata.
      Sulle confezioni Masters: lì era tutto perfetto. Non solo il giocattolo, ma anche appunto il packaging, il logo, l'idea dei minicomics... hanno creato un piccolo universo.❤️‍🔥

      Moz-

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  3. Articolo molto interessante.

    Ogni tanto mi chiedo perché sin dall'inizio mi sono cosi appassionato a Detective Conan prima di allora non avevo mai visto un telefilm giallo e nenche letto un libro giallo.
    Al massimo avevo seguito alcuni casi cronaca di grandissimo impatto mediatico come i delitti di Novi Ligure, Arce, Cogne ma non mi era mai passato per la testa di seguire un giallo.

    Invece con DC fu un forte interesse quasi istantaneo.

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    1. Potrebbe essere per i colori (sono particolari, colpiscono anche me: panna, il celestino della divisa di Ran e Shinichi... l'azzeccato blu e rosso di Conan...), per le ambientazioni, o addirittura per lo stile spigoloso.
      Sono cose subliminali, non si sa perché ci colpiscono, ma è esattamente come quando ci fa paura qualcosa di irrazionale (es. un oggetto o una forma). Perché succede? Semplicemente siamo "connessi" a questa cosa, inconsciamente.🤗

      Moz-

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    2. Direi anche per la bellezza delle storie... per me non esiste un'opera d'intrattenimento di genere giallo così più appassionante... ho seguito con molto interesse La signora in giallo, Colombo, Alfred Hitchcock presenta ma per me il manga di Gosho Aoyama e la trasposizione animata di TMS rimane insuperabile.
      I miei casi preferiti sono quelli in montagna 🤩.

      Comunque sono un grande appassionato di Alfred Hitchcock.

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    3. Beh, se ti piace il genere ovvio che anche Conan sia di tuo gradimento per questo.
      Prova anche I casi del giovane Kindaichi, un Conan senza elementi "fantasiosi" diciamo.

      Quanto alla questione "montagna", vedi... è un po' come per Diabolik, che ogni tanto ambienta i suoi gialli/thriller o appunto in montagna (emblematico Il castello della morte, dove tutto si svolge in un vecchio maniero bloccato dalla neve) o al mare (isole tropicali, navi, luoghi turistici...) perché effettivamente sono elementi che in qualche modo sono ricercati inconsciamente da chi legge il prodotto.

      Moz-

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    4. Ho scritto che non ero avvezzo al genere giallo poi grazie a DC mi è piaciuto e grazie agli studi scolastici ho conosciuto la scrittrice Agata Christie e i vari telefilm gialli.

      Credo che hai ragione Detective Conan come Diabolik sono serie dalla durata eterna che hanno bisogno di coinvolgere il lettore con ambientazioni il più possibile varie.

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    5. Infatti, se Diabolik comunque nasce per non avere fine, la cosa non è così per Conan... che ha una trama di base che evolve. Non sarà frustrante non vedere come andrà a finire?
      Io farei tipo così: salto in avanti nel tempo tipo due anni, risoluzione della questione Uomini in Nero, Ran e Shinichi ecc e poi continui facendo vedere all'infinito altri casi di Conan risolti in quel gap temporale.

      Moz-

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  4. Post interessantissimo! In effetti l'estetica ha il suo peso. Penso alla mia passione per il calcio, alimentata dai disegni dei gol a colori di Sabellucci sul Guerin Sportivo. In altri casi una passione nasce su input di altri: penso alla musica, ad esempio, da bambino ero influenzato dai gusti materni e di mia sorella; oppure a Topolino. In generale da bambino mi piaceva il concetto di trasformazione. Così abbiamo i Ghostbusters di Grunt (la vestizione...), lo stesso He-Man, i Transformers, i M.a.s.k., ma anche i Dino Riders ad esempio. Poi ad esempio sulle Tartarughe Ninja ha inciso molto l'estetica che tu citi (quella dei giocattoli!). Per non parlare dei lego, degli splendidi cataloghi che ti facevano innamorare di quei giocattoli. Eh sì. Bello spunto Miki, davvero.

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    1. Eheh ⭐
      Esatto, è sempre un insieme di cose. Tipo anche io amo artisti conosciuti da bambino tramite i miei, mi sono rimasti dentro; e ovviamente comprendo che per te il contorno calcistico (i disegni di Sabellucci) abbiano contribuito: è la costruzione di "un qualcosa in più", che ci avvolge.
      E quindi ecco anche i cataloghi, i loghi, la pubblicità. Siamo attratti da stili, forme, tonalità, sfumature.

      Moz-

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  5. Ciao. Mi fa piacere sapere che leggevi il Corriere dei Piccoli. Abbiamo qualcosa in comune. Io seguivo il signor Bonaventura.
    Riguardo alle mie passioni, esse sono scaturite crescendo e incontrando persone più che oggetti.
    Buona serata

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    1. Sono stato un lettore del CdP per tanti anni! 😍
      Certo, le persone sono parte fondamentale di queste scintille, perché appunto è una questione che scaturisce dall'insieme di diversi fattori... 💪🏻

      Moz-

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  6. Il mio interesse per gli anime con ambientazione tipicamente giapponese (quindi non tanto mecha e majokko, ma piuttosto quelli che si possono definire slice-of-life) è partito semplicemente vedendoli. Ero un preadolescente, quindi ancora riuscivo a illudermi, e quel mondo così colorato e accattivante mi faceva credere che ci fosse qualcosa di vero, ma solo nel lontano paese in cui erano ambientati. Da lì è nato anche il mio interesse per il Giappone in generale, storia, cultura, arte. Ovviamente crescendo ho capito che quello che si vede negli anime è "reale" quanto può esserlo l'America delle sitcom tipo "Happy days", però ormai la passione l'avevo presa e mi è rimasta.
    Riguardo il creare fumetti e scrivere racconti, quella è quasi innata. Sin da piccolissimo mi piaceva inventare storie, potrei dire che è una cosa che ho in me geneticamente e non una passione nata col tempo.

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    1. Esatto, anche io ero attratto in qualche modo da quel Giappone lì, che non solo era reso "ideale" dall'opera in sé, ma veniva anche reso spesso vago dall'adattamento italiano, quindi si creava almeno da noi un nuovo ulteriore mondo trasversale che poteva andare bene a chiunque.
      Sul creare storie penso sia lo stesso anche per me: solitamente queste cose (disegno, canto, musica, pittura ecc ecc) sono cose innate, le abbiamo nel DNA ed è impossibile svilupparle volutamente.

      Moz-

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  7. "È una questione di vissuto: vissuto in un momento preciso della nostra esistenza. Qualcosa che poi, nel nostro futuro, creerà addirittura la nostalgia."
    Non posso che sottoscrivere. Ci sono dei momenti in cui arriva la cosa "giusta" per ciascuno, quella cosa che sembra essere stata in attesa del nostro arrivo. Tante cose di cui parli le conosco e le ho vissute (sarà perché siamo praticamente dello stesso periodo :) ?): anime (allora li chiamavano cartoni animati), fumetti, videogiochi. Con la conoscenza postuma mi sono ritrovato a capire di avere tante cose in comune col percorso mostrato in Slam Dunk (no, non avevo un talento eccelso a basket, ma mi piaceva e molte di quelle situazioni le ho vissute e Inue non ha parlato solo di sport, ma ha parlato di vita, quella vita quotidiana che per il resto del mondo non ha importanza ma è importante per chi l'ha vissuta) ed è per quello che ho tanto apprezzato questo manga (conosciuto dopo aver fatto il percorso alla Hanamichi). Non posso non pensare a Berserk o a Final Fantasy VIII, tutte cose che hanno lasciato il segno, anche se magari ora sono meno forti di un tempo. Ma c'è una cosa che fino a ora c'è: la voglia di scoprire (ma anche raccontare) storie del fantastico e tutto è nato un giorno delle elementari quando con la classe siamo andati nella biblioteca comunale e sono stato colpito da una copertina marrone con un riquadro in basso dove c'erano sullo sfondo un drago rosso e in primo piano un arciere, una donna e un guerriero con uomo e scudo. Fu proprio quest'ultimo a colpirmi e a farmi scegliere di prendere il libro. Quel guerriero era Sturm, Cavaliere di Solamnia, e il romanzo era I draghi del crepuscolo d'autunno (la copertina era del grande Larry Elmore): fu l'inizio del viaggio nel mondo del fantastico, nella passione per i miti. Un viaggio che ancora continua.

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    1. Esatto, io credo che le cose "giuste" per ognuno di noi ci attendono, ma le attendiamo anche noi... perché sono cose che già abbiamo dentro, in qualche modo, come codici che poi l'opera o l'argomento in sé riescono a "decifrare" mettendo tutto formalmente nero su bianco (o materializzando appunto in modo concreto quel che sentiamo).

      Ecco, sei rimasto colpito da quella copertina (un mix di elementi, colori...) perché è proprio questo. Succede sempre meno spesso diventando adulti, credo.

      Moz-

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  8. A livello antropologico le passioni sono determinate da un mix di biologia e influenze ambientali e sociali. Il cervello umano ha un sistema di ricompensa: quando facciamo qualcosa che trova stimolante o utile, rilascia sostanze come la dopamina. Questo meccanismo è studiato nelle neuroscience.
    Alcune persone hanno predisposizioni naturali diverse (sensibilità alla musica, attrazione per schemi e strutture, maggiore interesse per storie e linguaggio ecc.). Se ognuna di queste passioni è "agevolata" da un ambiente sociale che le incentiva, la "passione" diventa "definitiva", diciamo così.
    Se ad esempio un bambino ha una istintiva sensibilità per la musica e nasce in una casa piena di dischi, probabilmente la musica sarà una delle grandi passioni della sua vita; se invece, pur avendo istintivamente sensibilità per la musica, nasce in un contesto familiare privo di musica, probabilmente svilupperà altre passioni. Io, ad esempio, fin da piccolo ero appassionato di lettura. Essendo cresciuto in un ambiente dove di leggeva, ho "acquisito" definitivamente questa passione. Insomma, le nostre passioni sono determinate da un mix di biologia e influenze ambientali.
    Rimane il mistero riguardo a quelle persone (e ne conosco) che non sono appassionate di niente e passano le loro giornate annoiandosi e non sapendo cosa fare. Questo credo sia uno dei pochi misteri che le neuroscienze non hanno ancora spiegato :-)

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    1. Esattamente. Sono cose innate che attendono, e anche queste passioni ci attendono... poi si incontrano in momenti precisi e favorevoli.
      E da qui nasce tutto.
      Ma è davvero solo un caso? Nel senso - faccio esempio su di me - davvero se non avessi visto Sailor Moon nel 1995 non avrei provato quella cosa? Lo avrei comunque visto dopo o "non vale"?
      Ci sono cose che mi attendevano e che magari non ho mai incontrato? Se le incontrassi ora cosa succederebbe?
      Davvero avrei potuto appassionarmi, ad esempio, di filatelia o numismatica, o calcio, o matematica?

      L'argomento mi attrae particolarmente, e giuro, anche la tua battuta finale per me è una cosa da capire: possibile che non si è appassionati di nulla (se non, talvolta, di cose sciocche e frivole)?
      Dipende dal contesto dove si è cresciuti o ci sono davvero persone alla stregua di amebe mentali?

      Moz-

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    2. C'è gente che si accontenta della sua vita. Contenti loro... io preferisco avere tante vite, grazie ai libri, ai film, alle serie TV, agli anime.

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    3. Hai ragione.
      Evidentemente a certe persone "basta così", oppure hanno paura di appassionarsi a qualcosa.

      Moz-

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  9. Bell'articolo, su un tema a me caro!
    Parlando del mio vissuto, le mie passioni sono scaturite attraverso svariati modi: tra le tante, prendo un esempio videoludico. Ricordo che la mia passione per Final Fantasy 8 per PS1 cominciò sfogliando un numero Ufficiale Playstation Magazine, dove ce n'era la recensione. Era la prima volta che venivo a contatto il genere "gioco di ruolo" e non avevo assolutamente idea di cosa si trattasse. Leggendo la recensione, guardando e riguardando gli screeshot presi dal gioco, mi chiedevo come mai potesse essere giocarci, era un mondo completamente diverso dai generi a cui avevo giocato (era anche questo il bello delle riviste senza avere internet e cioè il doversi affidare soltanto e quelle pagine per fantasticare su come poteva essere il gioco vero e proprio. Adesso invece, un video su youtube ti toglie già tutta la curiosità).
    Poi lo vidi in vetrina alla videoteca vicino a casa mia, per poi riceverlo come regalo di compleanno.
    La ciliegina sulla torta è stata quasi un anno dopo, quando mi ritrovai in una nuova scuola, una nuova classe (era il primo anno delle superiori) e conobbi altri appassionati di FF8, che erano molto più esperti di me e ci scambiavamo consigli ed esperienze. Fino ad allora era stata solo una passione condivisa tra me e mio fratello ed ecco un altro ingrediente per tenere viva una passione: il conoscere altre persone con la stessa passione e scambiarsi consigli, discutere, dibattere su di essa.

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    1. Thanks, tema molto caro anche a me!^^ 🔥
      Interessante la questione che hai sottilmente acceso: spesso una passione poteva essere dettata anche e soprattutto dalla scoperta, dall'immaginare cosa fosse (e certe volte ne nasceva ovviamente anche la delusione, sia chiaro).
      FF8 per te è stato così ma credo che in molti possiamo raccontare frangenti simili: cose nuove (ad esempio, mi viene in mente parlando di me La storia ancestrale) che non riuscivi a immaginare fino in fondo cosa fossero. Oggi questa magia si è persa completamente perché abbiamo "tutto e subito", peraltro senza scoperte serendipiche.
      Vero poi che il conoscere persone con cui scambiare passioni fa tanto!^^

      Moz-

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  10. Lo sai quante passioni ho, esteticamente parlando...troppe!!! I miei tessssori! Ciao nipotine😃

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    1. Verissimo!!! 😍
      E secondo me ecco, ti rappresentano totalmente!

      Moz-

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  11. Ah bella domanda. Io credo che tutto nasca, per quello che mi riguarda, dall'interesse esclusivo che ho avuto fin da bambina per gli universi alternativi, lontani nel passato (Egizi, pirati, Sette ed Ottocento...) o in realtà parallele (le fiabe in primis, poi tante altre cose). Un qualcosa che è cresciuto e si è affinato con me, le mie prime passioni furono Sandokan, Piccole donne, le Fiabe sonore, poi man mano arrivarono altre cose, gli anime giapponesi, i telefilm come Spazio: 1999, il fantasy, l'universo legato a Lady Oscar in particolare e potrei continuare.
    Ancora oggi, amo tutto quello che mi porta in mondi alternativi che sento miei, sono meno da fantascienza e più da fantasy, ho scoperto il Medio Evo come universo di immaginazione, adoro sempre le storie di pirati e le corti dei secoli passati, e qui Lady Oscar resta centrale. Mi appassiono ancora a cose nuove ogni tanto, al momento sono alle prese con Outlander, tra Scozia (luogo dove ho lasciato un pezzo del mio cuore...), viaggi nel tempo, la stessa epoca più o meno di Oscar, ha molte cose che mi catturano, poi certo le storie fondanti sono quelle però di infanzia, adolescenza e giovinezza.

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    1. Ecco, immagino quanto possano essere state deflagranti opere come Sandokan.
      Ma anche gli sceneggiati come Spazio: 1999.
      Però ecco, anche se cose nuove sono ascrivibili sempre alle tue passioni già concretizzate. Non si tratta di materie del tutto inedite, credo.
      Perciò mi chiedo se da adulti c'è possibilità di scoprire e appassionarsi "anime&core" a qualcosa di mai visto prima, una materia del tutto nuova.

      Moz-

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  12. Credo che la curiosità smuova tanta roba. Senza curiosità subentra l'appiattimento, la rinuncia, il fregarsene, il sopravvivere; allora iniziamo a cogliere l'estetica, a farci del bene, a volerci bene.
    E la passione è il carburante di questo processo virtuoso.

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    1. Sicuramente. La curiosità è innata e si può aiutare ulteriormente, ma chi non ne ha resta un bifolco mentale. E non c'è stimolo che ottenga risultati.

      Moz-

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  13. Ciao Miki e ciao Gravo, felicissimo di ritrovarvi. Allora, bando alle ciance vediamo un po' come nascono le mia passioni. Per quanto riguarda gli anime anche io ebbi nel lontano 1996 una folgorazione con la terza serie di Sailor Moon su Rete 4, ma a dire il vero la rivoluzione si ebbe due anni dopo quando Junior TV mando' in onda Dragon Ball 2 (ovvero il secondo pacchetto di episodi della prima serie) con la saga del grande mago Piccolo. Ragazzi, epicità pura! Non parliamo poi delle prime pubblicità (sempre nel 1998) delle vhs di Dragon Ball Z della Deagostini. Sicuramente un altro anno molto importante fu il 2004 quando su Italian Teen Television iniziai One Piece dal primo episodio e da allora non l'ho più abbandonato. Al giorno d'oggi ho perso interesse per gli anime (anche se bolle qualcosina in pentola e magari ve lo dico più avanti ehehe) ma One Piece al momento è l'unica serie che seguo regolarmente, perché è bellissima, coinvolgente e, a mio avviso, completa. Uno shonen fantasy destinato a brillare per anni nell'olimpo degli anime/manga e (chissà...) a essere studiato anche in letteratura. Videogames. Anche se ci gioco fin da piccolissimo la rivoluzuone la ebbi con i giochi per PC col mio primo Windows 95 nel lontano 1998. Qualche titolo? Omnia Junior (un bellissimo cartone animato interativo con le voci di Davide Garbolino e Pietro Ubaldi), i giochi della Disney Interactive che Topolino regalava in allegato ogni settimana, le demo di Giochi per il mio computer, Johnny Rock. Insomma, col PC vidi la rivoluzione dei videogame che divenivano qualcosa di più di un normale videogioco: erano cartoni e film interattivi e... soprattutto... doppiati in italiano, almeno la maggior parte. Fu una sorpresa perché fino a quel momento avevo giocato a titoli videoludici esclusivamente in inglese. Per non parlare della mia prima Playstation l'anno dopo, una console che davvero poteva essere all'altezza del computer, non fosse solo per i giochi su CD. Al giorno d'oggi gioco davvero a poco, mi capita di provare qualche retrogame per passare un po' il tempo oppure di giocare a qualcosina sulla mia vecchia Playstation 4. Tuttavia al giorno d'oggi amo scrivere fanfiction interattive con Chatgpt o creare giochi di ruolo con Character Ai. Giornalismo: eh beh, qua le cose si fanno più interessanti e complesse. L'amore per il giornalismo, o meglio, per la cronaca nera, è qualcosa che porto nel sangue da anni, molto probabilmente perché fin da piccolino ho seguito con una certa costanza Chi l'ha visto? dai tempi della compianta Donatella Raffai. Però devo dire che nel 2013 ci fu un passaggio importante: il mio interesse per il caso di Emanuela Orlandi con il debutto di Marco Fassoni Accetti nel mistero che dichiarò di essere stato il rapitore di Emanuela e di Mirella Gregori. Ricordo che quell'anno sviluppai una fissa per Accetti, tando da guardare tutte le sue opere cinematografiche e fotografiche (è infatti un regista e fotografo). Mistero: credo che quello del mistero e del paranormale sia un pallino che mi porto dietro da un sacco di tempo, forse la chiave di volta fu nel 2006 con il libro e il film de Il Codice da Vinci. Da allora ho sempre seguito, tra riviste e video youtube, argomenti di religione, fantasmi, alieni, esorcismi e compagnia bella, anche se al momento mi sono un po' calmato dato che alcuni temi sono davvero difficili da digerire, soprattutto se sei cattolico. Wrestling: 2004, mio fratello minore l'anno prima mi aveva "iniziato" ad alcuni giochi di Smackdown, poi ecco che inizio a seguirlo su Italia 1 col commento di Giacomo Ciccio Valenti e Chris Recalcati. Fu davvero la mia più grande passione dopo gli anime e i manga dal 2004 alla prima metà del 2008. In seguito vidi il declino di questa disciplina. L'insegnamento: eh beh, il mio lavoro! Sicuramente ad appassionarmici fu il mitico Eikichi Onizuka in GTO e qui mi fermo XD

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    1. Io davvero non ricordo per il wrestling come avvenne l'approccio ma anche qui SICURAMENTE è stata una questione di estetica. Perché rimasi folgorato proprio dai colori di certi personaggi come Hogan, Ultimate Warrior, Macho Man... e dal logo WWF con quello stile supr 80s dorato e scintillante 🤩🤩🤩
      Sul mistero/paranormale non saprei dirti, è un mio che riguarda sicuramente un po' anche l'horror ma anche la religione 😅

      Moz-

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    2. Per quanto riguarda i misteri di tipo paranormale, per un po' di tempo ho seguito i video di Arrigo Muscio e Occulto investigation, che trattano di questi argomenti, tavolta con presunti esorcismi reali, anche tramite Skype. Però ho lasciato perdere perché davvero portano tristezza e oscurità interiore. Per quanto riguarda l wrestling l'ho scoperto prima con Smackdown e poi con Raw: il primo pay per view che vidi fu New Year's Revolution del 2005 :D

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    3. Ovviamente per me non può essere lo stesso, ai miei tempi o tv o riviste... era un continuo risparmiare e sperare XD

      Moz-

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    4. Nel senso che la tua generazione è più fortunata perché ha avuto tanto e subito, anche col web.
      Noi il web lo abbiamo costruito, e tipo il paranormale era possibile vederlo se c'erano trasmissioni tv o riviste in edicola... a pagamento!

      Moz-

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    5. @MikiMoz

      Qui mi sento punto sull'orgoglio 😎
      Vedi che anche tu che hai amicizie cross generazionale ci tieni alla tua specifica generazione 😎

      Vengo da una famiglia umile mio padre ancora non utilizza internet io la MLB in gioventù dovevo aspettare il televideo per leggere risultati e classifiche... in alternativa dovevo prendere la bicicletta e percorrere diversi km per andare dai miei nonni materni che avevano Sky.

      Gli anime solo dai 20+ anni streaming & Company... per tutta la gioventù non ho mai letto uno spoiler e neanche immaginavo qualcosa di diverso dalla televisione.

      Ancora oggi mantengo in vita il mercato dei quaderni cartacei 🤩

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    6. Sì, ma mai detto il contrario. Anzi penso anche che la mia generazione nello specifico - oltre ad essere purtroppo stata fregata - è anche quella che ha vissuto l'ultimo mondo "di prima" e ha guardato ai cambiamenti di oggi.

      Moz-

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    7. Io sono lontano dalla tua generazione dei classe '83 ma non mi sento legato al mondo di oggi o almeno mi sono formato nel mondo analogico altrimenti altro che scrivere sui quaderni...

      Ci può stare che mi consideri meno analogico di te ci sta al 100% anche se io non mi sento di appartenere alla generazione social network.

      Come sai io considero i '98 anni luce distante da me ci sta anche anche tu mi consideri della generazione social network anche se io non ho piacere :( io sono della generazione analogica e ancora oggi non ho dimenticato quel mondo per questo scrivo sui quaderni, leggo giornali cartacei, leggo solo libri e fumetti cartacei.

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    8. Tipo leggere le scan no grazie.

      Al massimo mi ritengo fortunato nel saper amalgamare bene le tecnologie di oggi con gli strumenti del passato.

      Tutte le mie passioni sono nate nel mondo analogico.

      Crescere tra due ERE non è semplice.

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    9. No, ma io ti considero per come sei tu, non ti inquadro in una generazione. Non per forza.
      Ognuno poi sviluppa le sue cose a modo suo, secondo le proprie inclinazioni.

      Moz-

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    10. Un modo nobile di vedere le persone.

      Però sulle inclinazioni influisce anche il periodo storico in cui si è vissuto... in sostanza se fossi nato nel 1998 difficilmente avrei come passatempo scrivere sui quaderni adesso non avrei questi pensieri e non avrei questa paura della fine del mondo cartaceo.
      Non avrei questa sensazione e inquietudine di fine delle tradizioni.

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    11. Sì, ovviamente se dobbiamo fare degli insiemi senza andare per il sottile, è così.
      Postiamo tracciare delle cose a grandi linee, generali. Poi ognuno ovviamente è un mondo a sé... 💪🏻😇

      Moz-

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    12. Io penso sempre questo: che il mondo si è rovinato da quando siamo "traslocati" dalla TV al Computer/Tablet/Smartphone. Il mondo digitale avrebbe dovuto rimanere il contorno, i social ci hanno rovinato, che ci piaccia o no

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    13. Sì, oppure semplicemente affiancarlo. Invece lo ha sostituito.

      Moz-

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    14. Io dicevo un'altra cosa.
      Che le passioni sono influenzate anche dal periodo storico in cui siamo vissuti.

      Ho la paura che un giorno si perderanno tutte le tradizioni.

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    15. Le tradizioni sopravviveranno come moda, ossia quando qualcuno vorrà "riscoprirle" e farne delle rievocazioni. Dopotutto è quello che facciamo anche noi con le tradizioni che non abbiamo più.

      Moz-

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    16. Un giorno ti spiegherò cosa voglio dire adesso sarebbe troppo off-topic.

      Vengo al nocciolo della questione le mie passioni dipendono dall'epoca che ho vissuto e anche come le vivo dipende da questo fattore.

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    17. Ovvio, questo penso valga per tutti, con l'aggiunta di ciò che abbiamo "incontrato" e ci ha segnati positivamente^^

      Moz-

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    18. "Vengo al nocciolo della questione le mie passioni dipendono dall'epoca che ho vissuto e anche come le vivo dipende da questo fattore." Gravo a volte ti lamenti che non mi capisci e non concordi con me. Stai tirando fuori delle perle che mi avvicinano a te XD

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    19. Per me non è così, ad esempio. Cioè, io sono Miki proprio perché amo cinema, fumetto, tv, animazione ecc ecc, questo contribuisce a determinarmi, no?
      Non sono cose che possono andare via, fanno parte di me.
      Come potrei pensare di rinnegare, chessò, il fumetto?
      Non sarei più io, anche agli occhi degli altri!

      Moz-

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    20. Miki io ti voglio bene e ti stimo lo sai, ma non diciamo ipocrisie. Ok, ami il fumetto, ami l'animazione, ami il pop, ma questo ti ha fatto diventare anche un professionista in tale settore. immagina me nel 2005/2006, ragazzino otaku che guarda solo anime, legge manga e guarda wrestling, non guadagna, studia al classico e ha 17 anni. Un tuo compagno di scuola ha una boyband (e guadagna) e qualche anno dopo ha l'onore di cantare con un importante chitarrista, un'altra compagna eccelle nello sport, vince premi e guadagna (perché quello sport lo svolge a livello agonistico). Ma secondo te, giocare a Kingdom Hearts in maniera perenne, guardare Card Cator Sakura o Slayers in maniera perenne, leggere Shaman King in maniera perenne, comprare i ppv su Sky con i soldi dei tuoi mentre questi tuoi compagni magari non saranno una cima nello studio, ma così giovani sono già realizzati professionalmente.... ma ovvio che inizi a pensare che Undertaker, Yoh Asakura, John Cena, Rina Inverse o Goku siano qualcosa di un po' infantile; sia chiaro: non perché sono cartoni o wrestler, ma perché tu coltivi un hobbie/passione "inutile" e "immatura" rispetto a quella dei tuoi compagni, che non può portarti a qualcosa di fruttuoso. La tua esperienza è stata del tutto diversa dalla mia. Avrei dovuto fare magari come CavernadiPlatone e recensire manga negli anni d'oro (2008/2009) forse quello sì, peccato non averci pensato.... Lo stesso Caverna che era nella redazione del vecchio Neko TV tra il 2011 e il 2012.... Ecco.... lui della sua passione è riuscito a farne un lavoro!

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    21. Ma non esistono hobby o passioni inutili!!
      Cioè, mica le passioni devono portare guadagni. Devono solo farci stare bene, piacerci. Ci devono appassionare, e quindi noi le studiamo.
      La mia passione è diventata lavoro ma tardivamente. Mica fino al 2022 (anno del mio debutto da professionista) io rinnegavo il passato o non amavo certi argomenti.
      Avrei, altrimenti, dovuto chiudere il blog due anni dopo l'apertura, già nel 2008.

      Moz-

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    22. Rinnegavi il passato e non amavi certi argomenti? Miki sul tuo blog hai sempre parlato di tali argomenti, passato incluso XD

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    23. Appunto, io non rinnego niente.
      Non c'è niente che debba rinnegare o coprire, niente che mi crei imbarazzo perché ho vissuto ogni passione (anche quelle fanciullesche) sempre con naturalezza e vero piacere 🩷🧡💪🏻

      Moz-

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    24. Scusa avevo letto male io, sorry. Però Miki posso chiederti tu quando hai iniziato a lavorare? Io abbastanza tardi, a 26 anni, come informatore del farmaco e redattore online. E guadagnavo una miseria. Purtroppo ho sempre fatto tutto a scoppio ritardato e questo non è un bene. Lo ammetto, non ho mai avuto particolari talenti e, ripeto, il fatto che amassi gli anime, il wrestling, la musica e le fiction, ok... ma è stata in primis colpa mia a non essere riuscito a rendere queste passioni un lavoro. Tu magari non hai avuto cantanti affermati (localmente) o sportivi rinomati find alla giovanissima età come compagni di scuola, ma fidati che se ti capita il confronto tra la loro vita e la tua c'è sempre, e a volte ti senti inutile. Ora non più: sono docente, giornalista, questi due sogni li ho realizzati: volevo diventare un professore, questo mi fu ispirato in parte da fiction come Sei forte maestro o anime come GTO; il giornalismo ce l'ho nel sangue, soprattutto la cronaca nera; ho sempre sognato di lavorare nel mondo dei media, ma credimi: non è stato facile. Ho dovuto ingoiare polvere e m**** prima di arrivare a questo piccolo ma dignitoso equilibrio professionale. Quando incontri bastardi sulla tua strada e anche tuo padre ha la sfortuna di avere datori di lavori tossici che rubano la serenità alla tua famiglia, al tuo privato, ovvio che il tuo stesso spirito cade e sprofonda nell'oscurità. L'importante è rialzarsi con dignità. Come disse Eddie Guerrero parlando del suo passato di droga e alcol (non è mai stato il mio caso, sia chiaro): "In questo tunnel mi vergogno di come ci sono entrato, ma non mi vergogno di come ne sono uscito". E fidati, nella mai vita di bastardi che hanno cercato di infangarmi (tra università e lavoro, tipo nel paesino in cui mi ero trasferito per motivi di lavoro) ne ho incontrati parecchi.

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    25. Vero, non ho avuto quelle situazioni (gente che già alle superiori aveva una carriera), effettivamente.
      Ma comunque sono stato per anni a vedere altri laurearsi e iniziare a lavorare, mentre io no: già, pure io ho iniziato molto tardi.
      Però confronti non ne faccio, io sono io, mi determino in base alla mia persona. Ho sempre lavoricchiato, prima di lavorare; ho fatto volontariato, ho coltivato le mie passioni (scrittura in primis, blog, anche scrittura del fumetto - che iniziai nel 2002, praticamente al primo anno di univeristà -).
      Ho sempre fatto il mio, sicuramente ho preso batoste e qualcuno avrà provato a infangarmi, ma io sono io, Miki, non ho mai cercato il confronto con gli altri (che sono altri, appunto).

      Moz-

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  14. Ovviamente tutti noi siamo inanellati nel periodo della nostra Acme, che non deve identificarsi necessariamente con il periodo in cui eravamo bambini/adolescenti. Il vero problema è che questa società sta divenendo sempr epiù confusa ed entropica e questo è un male. L'intrattenimento sta andando in crisi e poi c'è troppo gap generazionale: persone con 10 anni di differenza adesso sembrano aver vissuto in epoche storiche differenti a causa dei troppi cambiamenti, mode ecc. Un ragazzino vissuto nel 2015 sembra un vecchio rispetto a chi è vissuto nel 2025 con l'intelligenza artificiale oramai evoluta e sviluppata (sto facendo un esempio).

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    1. Sicuramente la velocità di eventi e di progressione tecnologica rende altrettanto velocemente obsolete le generazioni, ma secondo me ci saranno sempre dei punti di incontro.

      Moz-

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    2. Lo so ma pensa che fino a 10, ma anche 5, anni fa, una cosa come l'intelligenza artificiale come la conosciamo adesso (ChatGpt Pro) era praticamente fantascienza. Un ragazzino vissuto nel 1999 non sapeva cosa fossero i social, mente uno vissuto nel 2009 già si apriva a Facebook (ma ricordate Myspace invece?). Non so, è come se stessimo creando delle mini epoche, con contesti ed elementi culturali diversi. Io sono del 1988, eppure mi sembro un vecchio decrepito rispetto a un ragazzo nato nel 1998.

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    3. Sì, è proprio così: mentre prima le cose erano semplicemente aggiornamenti delle precedenti, oggi sono proprio cose nuove con potenza duplicata

      Moz-

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    4. Alcuni della generazione '98-'01 hanno capito che erano dalla parte sbagliata riconoscendo che la lentezza e la non abbondanza migliora molte cose.
      Un bel passo avanti rispetto a quando prima l'abbondanza sfrenata era considerata qualcosa di positivo.

      Le passioni nascono anche dalla mancanza e dal desiderio...

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    5. Sono stati vittime del momento, ma la loro colpa è aver sempre voluto fare tabula rasa del passato.

      Moz-

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    6. Credendo che qualsiasi cosa venuta prima di loro era vecchia.

      Apprezzo che alcuni di loro hanno ammesso alcune criticità mentre altri rimangono ostinatamente convinti di essere dalla parte giusta della storia.

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    7. Sono stati i primi con i compleanni fantoccio? Con i pagliacci superstar?

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    8. Probabilmente sì, sono i primi dei compleanni così.
      Per il resto: beh, ora dovranno recuperare tutto quello che hanno considerato vecchio.

      Moz-

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    9. Il fatto è che noi diamo troppa importanza alla dimensione temporale, quando invece l'unica parte del tempo che possiamo utilizzare è il presente. Credo che vivere la vita giorno per giorno sia la scelta più saggia per un essere umano. Non dico che bisogna rinnegare il passato, brutto o bello che sia, nè tantomeno non pensare completamente al futuro, ma una via di mezzo. Ve lo spiego con un esempio che fa Seneca: lui affermava semplicemente che il passato non si può cambiare, quindi è inutile rimpiangerlo, oppure lamentarsi di qualcosa che si poteva fare ma non è stato fatto. Semplicemente non lo cambi. Il futuro è ancora inesistente e non bisogna dare tanto per scontato che ci sia. L'unica dimensione possibile dove poter vivere serenamente è il presente. Non a caso Seneca odiava non poco gli affaccendati, coloro che per paura del futuro fanno mille cose in maniera ansiolitica senza dare importanza al presente. Io aggiungo di odiare i nostalgici tossici. Attenzione: non c'è nulla di male a parlare dei ricordi vivendo il presente come fa Miki, ma intendo proprio quella categoria di persone fissate nel passato con la convinzione che il presente non dia niente di buono e quindi lo rinnegano e lo vivono passivamente in maniera nichilista.

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    10. Fissarsi solo col passato è pericoloso, perché c'è una dimensione che magari non ti fa vivere il presente; io penso che le uniche cose da rinnegare sono le passioni stupide, che ci fanno vergognare XD

      Moz-

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    11. Ci sono passato io Miki, per questo ti ho detto tali cose...

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    12. Con passioni stupide?
      Cioè, magari da ragazzi abbiamo amato cose per cui oggi proviamo vergogna, e allora in quel caso capisco. Poi bisogna capire: sono cose vergognose oggettivamente (tipo che ne so, aver amato Uomini e donne XD) oppure no, ma le percepiamo così per nostra questione di inadeguatezza momentanea?

      Moz-

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    13. No, ci sono passato anche io nel senso che anche io ho provato a vivere nel passato igorando il presente per un periodo di tempo, ma ho capito di aver sbagliato è che questo modus vivendi è qualcosa di tossico e controproducente (oltre a essere stupido).

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    14. Io non solo vivo il presente, ma immagino il futuro.
      Come il Moz O'Clock: riaccende il passato, vive il presente, immagina il futuro.
      Lo slogan :)

      Moz-

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    15. Io ti ci vedo proprio, con la mentalità che hai, a condurre uno show contenitore animato :)

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  15. Pensate con gli anni Novanta...
    I nostri cervelli si sono sviluppati per vivere la velocità anni Novanta il fatto che le cose sono cambiate quando noi eravamo già fisicamente formati nell'epoca precedente è stato uno shock!
    Come se l'invenzione del treno prima di essere superato fosse durata solo 5/10 anni piuttosto che 130/150 anni.

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    1. Sì, esatto. Ecco perché crescita e velocità dovrebbero andare sempre di pari passo, ma è stato anche sempre che le generazioni precedenti non riescono troppo a stare al passo...

      Moz-

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  16. In tutti questi anni non ho mai capito una cosa fondamentale del tuo pensiero.

    Perché non accetti che nel corso della vita la stragrande maggioranza delle persone per un motivo o un altro perde le proprie passioni?

    Il fatto che a te sia andata bene e sei sempre rimasto fedelissimo ai Masters, Diabolik, Topolino ecc non toglie il fatto che siano casi rari per svariati motivi...

    Mi riesce impossibile immaginare che a 20 anni io avrei seguito Detective Conan come a 12-15 anni perché nel frattempo le fondamenta del mio mondo erano crollate.
    Per rimanere sempre fedelissimo sarei dovuto essere solidissimo per tutti gli anni dell'adolescenza e giovane età adulta ma la mia vita si basava su una fragilissima illusione.

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    1. Domanda veramente interessante.
      Io penso questo: quando una passione è come una scintilla che - lo avverti, lo senti, lo sai - ti scuote nel profondo, in modo diverso dal resto, questa resta. Impossibile che vada via.
      Ad esempio, per me Diabolik, Sailor Moon S, Litfiba, Twin Peaks, Tarantino, Berserk... ecco, sono cose che hanno fatto questo effetto. Ti prendono "multistrato", a livello conscio, inconscio e subliminale, coinvolgono più dei sensi coinvolti.
      Già sapevo che sarebbero state cose importanti nella mia vita, mi hanno formato. Impossibile che andavano via.

      Ecco perché penso che sia lo stesso per tutti. Quando invece abbandoniamo una passione, questa era passeggera (ci sta), legata ai nostri anni del momento (ci sta), oppure rifugio per una vita illusoria (come dici tu) o peggio, brutta.
      Quindi a volte nemmeno era vera passione.

      Anche io ho ovviamente avuto passioni che non ho più coltivato, legate a momenti: non so dirti se la scintilla può scattare di nuovo o meno.
      Penso sia normale.

      Però cinema, fumetto, animazione... sono cose che ci saranno sempre, parte della mia vita.

      Moz-


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    2. Quello che dici ci può stare ma è quasi impossibile coltivare una passione per sempre.
      Forse tranne la fede calcistica/sportiva.

      Ne sono sicuro al 99% tutti i tuoi amici appassionati di Masters che giocavano assieme a te dopo il'nfanzia smisero con i Masters.
      Forse qualcuno si è ravvicinato spinto dalla nostalgia.

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    3. Chi viveva i Masters solo come giocattolo, sì; io per esempio sono sempre stato attratto dalla loro estetica, dalla storia produttiva, dalla storia narrativa, dalle pubblicità, dai cartoni animati... dal loro mondo, insomma.
      Ecco, io fede calcistica milanista, oggi non so nemmeno chi gioca in quella squadra. Ho smesso da anni, quindi la mia non era passione vera ma solo di un momento di vita. Oggi non me ne frega niente, per dire.

      Tutte le persone che conosco, appassionate in età adulta di qualcosa, ma in modo forte e a 360°, lo sono perché si portano questa cosa dall'infanzia.
      Non dico che non ci si possa appassionare a qualcosa anche tardivamente, ovvio, ma ti accorgi che quando è così al 99% è forzato e cringe.
      Hai mai parlato con qualche neofita di anime e manga, che non capisce un cazzo ma vorrebbe fare il saputo? Ecco ;)

      Moz-

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  17. Più che altro mi riferivo alle passioni che ritornano dopo averle accantonate per vari mutamenti.

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  18. Cambiamenti e mutamenti avvenuti anche inconsapevolmente mica possiamo controllare tutti gli umani eventi della vita.

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    1. Ovvio, però voglio dire: cosa deve succedermi perché io smetta di essere appassionato di Berserk o Diabolik?

      Moz-

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    2. In età adulta salvo cataclismi praticamente impossibile.
      In età adolescenziale i mutamenti possono essere devastanti e portare al cambiamento totale.

      Anche per questo io sono molto nostalgico e spesso dico della sofferenza di perdere i valori in cui credevo.

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    3. Però mi chiedo: se una persona ha una passione fortissima, che ti prende multistrato, anche un cataclisma da ragazzino (es. essere stuprato, forse la cosa peggiore che possa succedere) perché dovrebbe comportare la fine di questa passione?
      Succederebbe solo se tale questione "spezza" la persona a livello mentale, riducendolo a un guscio vuoto.
      Altrimenti non vedo connessione. Invece, penso possa succedere il contrario, ossia qualcuno che subisce cataclismi (o cose brutte più leggere) si RIFUGIA in delle passioni che però non sono reali, ma illusorie e/o tossiche. E queste sì che poi vanno, naturalmente, via.

      Moz-

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    4. Non mi riferivo a situazioni così tragiche ma ai cambianti che succedono nella vita ☹️.
      Una passione finisce (oppure viene messa da parte con un eventuale ritorno) per svariate ragioni.
      Succede quasi a tutti è comunissimo in Giappone e Italia probabilmente in tutto il mondo.
      Anche per questo esiste un ricchissimo mercato della nostalgia.

      Se penso alla letteratura per ragazzi e manga shonen è ancora più chiaro ☹️ con l'avanzare dell'età l'interesse spesso sprofonda e non si condividono più quei messaggi di amicizia, coraggio, pace.

      18-20 anni sono gli anni più brutti

      "Conflitto interiore: Sebbene sia il momento in cui si raggiungono le maggiori possibilità di crescita, è anche il momento in cui si vive il distacco dalle certezze dell'infanzia."

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    5. Ma ti faccio un esempio: io ero appassionato di Dragon Ball, ma era una fase di vita "giusta" per quell'opera. Ne ho un bel ricordo ma non ne sono più fan, non mi interessa più se non per fini "accademici".
      Ovvio che in questi casi le passioni finiscono, se sono circoscritte a un periodo di vita, o a un momento. Ma quando invece hai una passione stratificata, che ti prende per motivi multisensoriali (argomento di questo post), quasi praticamente destinata a te, impossibile che i cambiamenti della vita possano accantonarla.
      Io ho conosciuto Twin Peaks a 8 anni, mi ha fulminato letteralmente, me lo sono portato dietro fino a oggi, e negli anni l'ho visto, ne ho letto, ne ho scritto.
      Impensabile per me eliminare TP per un qualsiasi cambiamento, tragico o meno.
      Questo intendo, e questo vale per tutti i miei "miti", le passioni che mi prendono così in modo viscerale.

      Moz-

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    6. Avete detto tutti e due cose molto interessanti, ma ho apprezzato in particolare alcune frasi di Gravo. Il fatto è che la vita è così caotica ed entropica che, nel corso del tempo, arrivi a rinnegare alcune passioni. Un esempio lampante sono io con gli anime. Da bambino/ragazzino ne ero innamorato cotto, ma poi alcune batoste mi hanno fatto cambiare la percezione di questa passione, meditandola non più come qualcosa di stupefacente (uso questa parola in senso positivo) e magico, ma come una gabbia dorata che mi permetteva di rimanere in una tossica comfort zone. Poi diciamoci la verità: due miti mi sono caduti profondamente col tempo. Il primo è stato Dragon Ball, ancor prima della morte di Toriyama, con il Super, che se escludiamo qualche bella saga come Zamasu e il Torneo del Potere non fa che sputtanare l'intera storia di Goku e degli altri personaggi con scene cringe e fanservice per otaku tossici. Ma anche le Clamp mi sono scese con Tsubasa Chronicle e XXX Holic, che all'inizio adoravo, ma quando poi ho notato che fossero (soprattutto la prima) due opere contorte, confusionarie, create per fare le fighe, le esclusive, allora anche loro sono iniziate a starmi un po' sui maroni. E vi parlo da ex fan convinto delle Clamp che in fumetteria a 17 anni andava a comprare Chobits, Card Captor Sakura e i manga e le vhs Yamato di Rayearth. Al giorno d'oggi come amore ho solo One Piece, semplicemente perché è l'unico anime che ha ancora la capacità di farmi viaggiare con la mente. Quindi io accolgo entrambe le vostre tesi ragazzi e riassumo in questo modo: a meno che la tua non sia una passione che ha messo radici nel cuore fin dall'infanzia, che fa parte della tua anima, qualsiasi hobbie o piacere è momentaneo. Questo dipende dalle crescita, dagli eventi della vita e dal cambiamento di punti di vista e percezione del mondo.

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    7. Non è sempre così, non sempre dall'infanzia. La mia passione per Tarantino, o per i b-movies particolari e violenti, non può nascere - per ovvi motivi - nell'infanzia e infatti è nata successivamente. Era all'inizio dell'università quando ho esplorato i sottogeneri cinematografici italiani, anche più assurdi, e ne sono appassionatissimo ancora oggi (una delle mie tesi è stata sul poliziottesco).
      Non c'entra l'infanzia, ma ciò che ti piace. A me il cinema piace e quindi è sempre con me.

      Moz-

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    8. Riguardo al cinema, questo è un hobbie che ho scoperto negli ultimi anni. Amo molto i film comici italiani anni '80 con Lino Banfi, Pippo Franco e Renato Pozzetto, ma anche film horror italiani anni '70/'80 semisconosciuti e grazie a Nocturno ne ho scoperti parecchi. Amo però anche i film indipendenti, quelli creati da registi che non si vendono il culo e che esprimono il loro talento senza freni. Apprezzo anche le docuserie, quelle fatte bene: Vatcan Girl, quella su Fabrizio Corona, Wanna Marchi, Alberto Genovese e Yara Gambirasio mi sono piaciute tanto.

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    9. Appunto, e se questa fosse una passione vera, perché dovresti rinnegarla o abbandonarla?

      Moz-

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    10. Perché quando ti senti irrealizzato anche le tue passioni sembrano divenire banali, sterili, obsolete. Scusa se ti parlo così Miki ma purtroppo sono meteoropatico e oggi davvero il tempo da me fa schifo. Considera che sono anche convalescente dato che non mi sono sentito bene e domani devo pure tornare a scuola, uff....

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    11. Ma infatti ecco, secondo me la risposta la dai tu stesso: meteoropatico, per dire. O qualsiasi tipo di non stabilità (piccola - anche simpatica - o magari grave). è ovvio che così, ondivaghi, anche le passioni ne risentono, ondeggiando sulle maree del nostro capriccio.
      Dipende forse proprio da come siamo. Ma tu prendi me: se io avessi questo carattere (per me sarebbe un problema) come farei a svolgere il lavoro che faccio?
      Forse anche il bloggare da tanti anni, senza alcun riconoscimento (economico o altro), è perché appunto sono passioni stabili così come stabile sono io: magari altri avrebbero abbandonato.

      Moz-

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    12. Miki perché io sono un deluso dalla vita: quando ero piccolo tra la fine degli anni '90 e inizio anni 2000 avevo tanti sogni e speranze che poi però sono andate ad annientarsi

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    13. Ma guarda, SPOILER, questo riguarda davvero tutti XD
      Non sei diverso dagli altri, nessuno davvero è quel che sognava e tutti abbiamo visto arenarsi certi sogni. La vita reale è sempre un'altra, ahinoi.

      Moz-

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  19. MikiMoz su questo tema mi sembra troppo intransigente.
    Io conosco tanti che verso i 20 anni smisero con i manga e poi hanno ricominciato spendendo molto più di prima.
    Non conosco nessun amico/conoscente/parente che ha superato la barriera dei 18 anni continuando con questo mondo.

    Anche io negli anni bui ho rinnegato questa passione perché le influenze della famiglia e società erano fortissime e destabilizzanti.

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    1. Semplicemente più cresci, più i problemi e le responsabilità della vita bussano alla porta della tua anima e hobbie e passioni che magari facevano parte della tua innocenza iniziano a scomparire o, quantomeno, a ridimensionarsi. Tipo per me il wrestling, che peraltro è stata una passione durata fin troppo: dal 2004 al 2013 per poi riaffiorare di tanto in tanto tra il 2016 e il 2018. Poi stop. Nel 2021 provai con l'Aew come federazione ma è stata un'altra federazione caduta nell'oblio e nella banalità. E chest'è....

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    2. Raga ma io la vedo semplice: se a un certo punto rinneghi questa passione, non era tale.
      Io non ho MAI pensato di rinnegare Diabolik o Berserk, sospenderne l'acquisto o la lettura; non ho MAI pensato di rinnegare Twin Peaks o Tarantino... anzi sono tutte cose che crescono con me, mi hanno cresciuto e formato e oggi sono sempre più parte della mia vita (anche nel lavoro).
      Perché una persona dovrebbe smettere?
      Lo fai solo se sei costretto, per come la vedo io. Altrimenti erano passioni momentanee.
      oppure ci sta che qualcosa dell'infanzia, non compresa pienamente prima, e quindi lasciata a decantare, venga ripresa in epoca adulta con maggiore sicurezza.

      Ma altri aspetti non li capisco. Io pure con una pistola puntata alla tempia non smetterei mai di fare ciò che mi piace, che mi fa star bene e che mi identifica.

      Moz-

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    3. Significa che ti senti realizzato così e non ti manca nulla Miki, ma chi sente mancanza di qualcosa in manier aintensa non riesce ad avere questo tipo di serenità mentale. Ovviamente non ti sto giudicando o rimproverando, anzi, ben venga che tu abbia raggiunto un simile equlibrio. Poi sai cosa mi tormenta in particolare? Gli anni che passano....

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    4. Ma forse allora io questo equilibrio l'ho sempre avuto, non so...
      Non è stata una cosa da raggiungere, io sono così sempre e da sempre.
      Magari anche io sento la mancanza di qualcosa ma questa mancanza non significa - per me, ovviamente - che devo rinunciare ad altro, accantonando le passioni che sono parte della mia persona e del mio bagaglio.

      Moz-

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    5. Il problema è che quando ti impunti su qualcosa che non hai ma desideri intensamente (una vita diversa, più movimentata, meno statica ecc.) anche le passioni iniziano a divenire più sterili.

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    6. A quel punto, secondo me "colpevolizzare" le passioni è sbagliato, a meno che inconsciamente non abbiamo usato queste come illusione.
      Ma comunque, ripeto, per me se si desidera qualcosa e ciò non è una cosa impossibile, bisogna farla.

      Moz-

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    7. "A meno che inconsciamente non abbiamo usato queste come illusione." In parte hai ragione.

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  20. Non aggiungo altro perché già pago dazio quotidiano con la mia epoca oscura.

    Se vivi una vita regolare hai ragione ci sono meno possibilità di perdere le proprie passioni ma se ad un certo punto perdi le fondamenta diventa difficile ☹️

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    1. Ma non tutto è stato regolare nella mia vita, eh.
      Semplicemente, le mie passioni non mi hanno mai abbandonato.

      Moz-

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    2. Miki quando hai un animo tormentato come il mio anche le passioni vanno a svanire, per esempio la cronaca nera che era un'altra mia fissa. Ora sembra che anche questo hobbie stia divenendo più tiepido. Forse ancora il mondo della TV resiste dentro di me, o meglio, la filologia televisiva

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    3. Non so, sarà che io sono una persona molto ferma, nonostante abbia anche sempre avuto passioni a momento, ma sempre quelle.
      Non mi immaginerei mai di stopparne una, certo ci sono larghi momenti di pausa (es. Berserk saranno mesi che nemmeno lo penso, ma non significa che abbia smesso di amarlo)

      Moz-

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    4. Se ho ben capito le tue passioni di sempre sono Berserk, Diabolik, He-Man e i film di Tarantino, giusto?

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    5. Le mie passioni assolute sono fumetto, cinema, animazione.
      Poi, nello specifico, le opere che amo - per me imprescindibili - sono Berserk, Twin Peaks, Diabolik, Street Fighter, Lady Oscar, Sailor Moon, He-Man, il cinema di Tarantino, alcune cose della Disney, Lego ecc ecc :D

      Moz-

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    6. Allora, le mie sono la scuola , la storia della TV italiana (ma anche francese e tedesca essendo cresciuto con Ab Sat e Rtl 2 Channel), poi il cinema, i misteri, i cartoni animati (non solo giapponesi) e più nello specifico One Piece. Di fumetti mi piacciono Dylan Dog, Dragonero, ma anche Topolino. Oramai la Marvel e la DC le ho un po' accantonate. A proposito, mi piace anche seguire programmi elevisivi come Chi l'ha visto?, quiz show e soap come Un posto al sole. Dimenticavo le serie TV, ho appena terminato la seconda stagione di One Piece live action e ad aprile inizio l'ultima di The Boys.

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    7. Ho risposto già qui sotto^^

      Moz-

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    8. sisi lo so lo so, ho modificato per motivi personali la mia risposta XD

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Ok, e queste passioni tu le abbandoneresti? Le rinnegheresti?
      Se sì, perché?

      Moz-

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    2. Ma sai che non lo so? Forse ho sbagliato anche termine, non passioni ma intrattenimento. Allora Miki, ok che ho il posto fisso, ok che ho un gruzzoletto in banca, ma sinceramente vivendo alla mia età ancora con i miei, non essendo ricco (sarò agiato benestante, ok ma solo perché non ho spese importanti vivendo ancora in famiglia) mi sento irrealizzato. In poche parole ho altri problemi. Questo stato di limbo mi ha fatto perdere qualsiasi tipo di ambizione. Volevo fare anche il concorso da preside ma poi ci ho ripensato, perché la normativa a me non piace (soprattutto quella è la materia da studiare) ma non mi sentirei neanche all'altezza. Ora, dato che vivo perennemente nell'incertezza cosa mi resta? L'intrattenimento ovviamente. Guardare Un posto al sole alle 20:50 mi fa dimenticare per un po' i problemi, idem seguire tre episodi di One Piece da Infinity oppure leggere Dragonero una volta al mese. Sono dei piccoli divertissement che colorano la vita, ma di certo non la cambiano. Tuttavia, sapere che per quell'oretta e mezza (o di meno) esci dal solito grigiore della vita quotidiana ti consola e un po' di speranza ti torna. Ora capisci perché, come ti ho detto anche nel recente passato, ho perso ogni interesse anche nello studio? Secondo te vale di più stare 3 ore su un libro di letteratura greca o una bella serata al bar con gli amici? Purtroppo non ho saputo organizzare la mia giovinezza e ne pago ancora le conseguenze, ma ripeto: sto cambiando, sto dando importanza ad altre priorità. Sicuramente continuo a fare una vita ancora molto limitata, ma cerco di andare avanti, non fosse solo per amore dei miei cari.

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    3. Premesso che mi dispiace davvero di questa situazione, e ti auguro davvero di sbloccarla e di sentirti realizzato in ogni modo possibile, voglio dirti:
      proprio per quello che dici, sembra che siano appunto intrattenimenti volti a non pensare al resto.
      per me le passioni sono qualcosa di diverso, non sono illusioni o diversivi.
      Anche per me sono momenti piacevoli, come può essere un appuntamento fisso, ma quello lo è anche il caffè dopo pranzo.

      Altra cosa che voglio dirti è: pure io sono nella tua situazione. Non ho una casa, non ho ancora una vita totalmente mia e forse mai l'avrò.
      Non ho una persona che ricambi i miei sentimenti, aggiungiamo.
      Ma quindi? Non posso avere tutto dalla vita, ma si cerca di migliorare se queste cose pesano.
      Ma le mie passioni non ne risentono (come potrebbero? sono addirittura parte del mio lavoro!).
      Ed è qui che non colgo il nesso: se sono passioni vere, viscerali, cose che sentiamo nostre e ci determinano, secondo me anche nel momento peggiore non ci abbandonano e non dobbiamo abbandonarle.

      Moz-

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    4. Grazie Miki, apprezzo le tue parole, ma ora ti dico una cosa e se mi prenderai per infantile o scemo lo posso comprendere. Io purtroppo sono cresciuto con due archetipi: Dragon Ball e Card Captor Sakura. Ti spiego in che senso, perché questi due titoli mi hanno "forgiato" come avrebbe potuto fare Diabolik o Berserk con te: Goku ti insegnava che tutto sarebbe finito bene dopo aver combattuto duramente, mentre le Clamp con Sakura presentava quel mondo apparentemente tenero, puro, dolce e ottimista, una sorta di arcadia in cui tutti i personaggi, o la maggior parte di loro, sono dei rampolli benestanti senza frustrazioni particolari. A me questi due archetipi hanno influenzato, anche inconsciamente e in fondo mi hanno pure rovinato. Ti dico una cosa, di Dragon Ball oramai non mi importa più nulla, soprattutto dopo il declino avuto con il Super e Daima (Che non oso e non oserò mai guardare). Invece per le Clamp ho compres che è un mondo in fondo tossico, troppo classista e anche torbido. Poi quando ci sentiamo ti passo un articolo che hos critto recentemente su come vado a smontare il clampverso utilizzando alcuni rimandi alla lteeratura greca e italiana, giuro XD

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    5. A parte gli scherzi, queste serie mi hanno in qualche modo forgiato spiritualmente, rendendomi da ragazzino troppo ottimista, non dando il giusto peso ai problemi, anzi, cercando di evitarlie non affrontarli apertamente.

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    6. Ecco, io non sono mai stato coinvolto in questo modo, altrimenti nello specifico dovrei essere un ladro assassino o un guerriero nichilista XD
      Ovvio che alcune opere danno insegnamenti, ma gli insegnamenti si applicano alla vita e nella vita si trovano anche sbattendo il muso; non mi sono mai lasciato inondare emotivamente pur apprezzando questi insegnamenti (dopotutto sono modelli positivi, anche quello di Sakura di cui peraltro ho parlato proprio io in un articolo su AC 31).
      Ecco, probabilmente è diverso l'approccio che abbiamo alle passioni, la differenza sta qui. Motivo per cui abbiamo differenza di vedute, anche io e Gravo.

      Per me la passione è qualcosa che esiste, ci accompagna e ci forgia (ma non ci travolge in modo distorto), impossibile da accantonare o peggio rinnegare: a quel punto, per me NON è stata vera passione.

      Moz-

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    7. Dici bene Miki e qua mi fermo, non ho nient'altro da aggiungere, tranne che i miei gusti sono completamente cambiati. Proprio per questo seguo One Piece che mostra diversi lati della vita, positivi e negativi: divertimento, amicizia, coraggio, dolore, sofferenza, sudore, e anche morte. Ogni componente dei Mugiwara ha vissuto un lutto. E del resto anche questa è la vita, purtroppo.

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    8. Eh vedi. Io pur apprezzando questi aspetti nei personaggi e nelle storie non mi lascio coinvolgere, non "entro" così tanto nelle questioni come fossero vita vera. Sicuramente ci sono insegnamenti anche importanti, modelli positivi e cose che possono "smuovere" ma... forse sarà che io sono freddo, boh. Però almeno resto costante e stoico XD

      Moz-

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    9. Il problema è che io da ragazzino sonoc resciuto troppo ovattato dalle coccole e i vizi di mamma e papà e troppo rinchiuso nel mondo della fantasia, ecco perché ora puoi comprender eil mio precedente discorso su Dragon Ball e Card Captor Sakura. Lo ammetto: sono maturato a scoppio ritardato, certo, ma meglio tardi che mai. Sicuramente non vivo una vita bellissima, ma nella quotidianità ho molti interessi come l'insegnamento, il curare il mio sito di scuola, il giornalismo, il paranormale e la musica underground e per underground intendo anche le musicassette anni '80-90 di cantanti napoletani sconosciuti che potevi trovare sul lungomare di Scauri, Formia o Gaeta ahahahh

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    10. Riguardo alla scena underground ringrazio il tuo amico RM (sai di chi parlo) che mi ha fatto avvicinare a tale realtà musicale grazie ai suoi post Facebook sulla sua pagina XD

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    11. Parli di Antonio Vocale suppongo, Recensioni Malsane!
      Mitico, non solo lo stimo tanto, ma ho anche avuto il piacere di averlo con me su RetroMania!**
      Comunque, anche la mia infanzia è stata fortunata, e questa fortuna me la porto dietro come umore.
      Non so se sia sempre un bene, di certo mi aiuta ad avere degli appigli e a non cadere nel baratro...

      Moz-

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    12. Antonio è un grande, ieri mi sono fatto una scorpacciata di cantanti trash semisconosciuti da lui postati sulla sua pagina, lo stimo davvero perché ha in sé lo spirito da filologo che è anche mio e tuo. Miki ripeto, questione di punti di vista: il passato io lo vedo come un fantasma oramai.

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    13. Il passato è sempre un fantasma, ma c'è. Il presente conta, ma il passato ci determina e determina anche il futuro. Non è dando un colpo di spugna che questo scompare.
      Anzi, lo si nasconde sotto al tappeto e quando tornerà farà malissimo.
      Va affrontato, e nel presente dobbiamo migliorare.

      Moz-

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    14. Affrontato in che senso? Spiegamelo sennò rischiamo di fare solo retorica (non ce l'ho con te sia chiaro, ma voglio capire).

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    15. Cioè di farne i conti, venirne a patti al peggio, o avere la maturità di mettere sul piatto della bilancia pro e contro. I pro prenderli, i contro analizzarli e superarli con serenità.

      Moz-

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  22. Probabilmente tra voi io sono quello messo peggio tra vita, lavoro, salute 😱.

    Su molte cose vado tranquillo perché L'isola del tesoro, Harry Potter, Dragon Ball, Sailor Moon ecc sono tutti prodotti nati e pensati per i bambini grandicelli... quindi io non me la prendo per queste cose... finché portano felicità ben venga tutto 🤩 anche DB Super o anche i mille filler di Naruto...

    Quelli che ho vissuto con più trasporto emotivo sono stati i manga di Masakazu Katsura perché trattano argomenti per me di fondamentale importanza che a causa diversi fattori (obesità, problemi famigliari) non ho vissuto e ho perso pezzi di vita importantissimi se non addirittura vitali ☹️ ma quelle storie con quel realismo mi hanno preso enormemente e in parte colmato un vuoto.

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    1. Fidati. Tutti abbiamo dei pezzi mancanti nella vita. Ci sta che li colmiamo in altri modi 💪🏻

      Moz-

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    2. Comunque Gravo prima ha detto una grande verità: molti hobbie/passioni vanno a morrie quando sbattono dinanzi a una realtà più grande come quando ti accorgi che magari i tuoi coetanei lavorano e tu no, oppure non sei sposato a una certa età. Qui mi spiace Miki, ma sono d'accordissimo con Gravo poiché anche io ho vissuto sulal mia pelle simili sensazioni.

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    3. Mi dispiace che MikiMoz non abbia compreso quello che volevo dire ☹️.

      È praticamente impossibile che un hobby rimanga intatto con i cambiamenti della vita.

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    4. Ho fatto l'esempio con Un medico in famiglia: lo adoravo, ma poi dal 2009 in poi mi è stato antipatico. Sicuramente anche perché le storyline erano peggiorate sensibilmente, ma la verità è un'altra ragazzi: all'epoca davvero ero entrato nel mondo oscuro dell'università che mi aveva praticamente messo la vit ain standby. Tantissime le insoddisfazioni ee vi assicuro che un 30 a un esame non tir ende necessariamente un uomo felice. Piuttosto è una cosa che devi esletare, normale amministrazione. E credetemi, un 18 un 30 non fanno alcuna differenza se non hai poi le conoscenze giuste. Per non andare off topic: sicuramente Un medico inf amiglia (ma anche gli anime, i manga, il wrestling) era cambiato all'epoca, 17 anni fa. Ma al contempo riconosco che ero cambiato anche io e queste cose mi sembravano oramai inutili e obsolete. Pensate che all'epoca anche il recenta passato (2004,2005,2006,2007,2008) sembrava qualcosa accaduto molto tempo prima, privo di significato e quasi del tutto dimenticato. Non so come spiegarvelo: ci fu un vero e proprio spartiacque interiore.

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    5. Scusatemi allora: se voi dite che è "praticamente impossibile" che un hobby rimanga tale, allora perché per me le cose, a livello di hobby (cinema, fumetto, animazione...) non sono mai cambiate anzi sono cresciute con me?
      Non è impossibile. Io penso che se una persona ha la passione per il cinema, per i film, questa esisterà sempre: non riesco invece a capire come possa sparire, se sincera.
      Ci sta che per mesi uno non vada al cinema o non veda film (io stesso) ma il cinema piace sempre, magari ne scrivi e ne parli e ne leggi, ma come fa una passione autentica ad andare via?
      Forse sono io che non comprendo il discorso...

      Sui titoli in sé: anche a me Stranger Things piace tantissimo fino alla 3 mentre 4 (soprattutto) e 5 non mi hanno esaltato troppo; ma non è che finisce la passione o cancella il resto.
      Le cose cambiano col tempo, evolvono in bene o male, ma non cancellano il buono di prima.
      Ed è vero che cambiamo anche noi, ma le passioni non sono una cosa di umore del momento: è una cosa che fa parte di noi a prescindere da tutto e ci determina come persone.

      Moz-

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    6. "Forse sono io che non comprendo il discorso..."

      Un po' hai capito o almeno ti sei sforzato di capire ma con scarso successo e senza che te ne faccio una colpa senza empatia ☹️.

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    7. No ma io comprendo e posso anche empatizzare, solo che non riesco a capire fino in fondo come si faccia a chiudere con le passioni... che sono poi le cose che ci definiscono come persone.
      Cioè significherebbe voler diventare vuoti, no?
      Volutamente.

      Moz-

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    8. Magari cambiano i gusti Miki, magari ognuno di noi ha punti di vista e visioni del mondo diversi, magari tu hai vissuto una giovinezza più sana e serena, e non sei mai stato posseduto dal demone delle ambizioni e il salto di qualità, anche professionale, ti è arrivato proprio perchè sei sempre stata una persona semplice coi piedi per terra a differenza mia. E ti sto lodando, sia chiaro.

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    9. Ma anche a volerla vedere come scrivi tu, non capisco proprio come una ambizione o un salto di qualità (che in realtà tutti cerchiamo) possano non coesistere con le passioni.
      Cioè, ti pongo una domanda diretta con un esempio su di me: come può la mia passione per il cinema, o per il fumetto, andare a cozzare con la mia ambizione lavorativa/sentimentale/ecc.
      Perché?
      Cioè penso... Pulp Fiction, Twin Peaks o Diabolik che bloccano il mio desiderare e perseguire costantemente un salto di qualità... ma come è possibile??

      Moz-

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    10. Ti faccio un esempio: a me piaceva Elisa di Rivombrosa, lo seguivo assieme a Rayearth e Clamp Detective su Italia Teen Television, e a Mew Mew su Italia 1. Ora mi sembra qualcosa di morto, alienante, archeologico, di ancestrale. E sai perché? All'epoca ero un ragazzo romantico, che credeva ancora nell'amore, ma non per forza nel doversi unire carnalmente a qualcuno, ma all'amore come ideale, platonico, da Dolce stil novo. Oggi che sono disilluso, ho una visione della vita completamente diversa, e quindi mi sono lasciato alle spalle certi titoli che apprezzavo molto 22 anni fa e che adesso non mi fanno né caldo, né freddo. Stessa cosa dicasi per Orgoglio su Rai1, altra fiction avvincente e sentimentale che apprezzai all'epoca, ma che al giorno d'oggi mi direbbe poco o nulla. Poi tu parli di Twin Peaks, stranamente al giorno d'oggi Twin Peaks è una serie cult, viva, ricordata, ancora presente spiritualmente. Io non la conosco, mai vista, ma forse è ricordata ancora oggi perché magari merita di esserlo e ti parlo da completo ignorante. A oggi 23 marzo 2026 chi ricorda Elisa di Rivombrosa nonostante quel grandissimo boom mediatico che ebbe nel 2004, un qualcosa di secondo solamente a fenomeni di massa come Dragon Ball o Pokémon? Magari l'ho idealizzata effettivamente, magari non era una serie bella come pensavo o pensavano molti altri fan dell'epoca...

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    11. Io ricordo bene Elisa di Rivombrosa e l'ho anche rivisto di recente, qua e là.
      Oh, doveva girarlo Deodato, andò persino in Inghilterra con Elisabetta Pellini (che sarà nel cast della seconda stagione) e pensava di fare Pamela e non Elisa.
      Che male c'è ad aver visto (o nel tuo caso, amato) Elisa? Anche se oggi sei cambiato, all'epoca eri così. Pure io oggi sono disillusissimo ma non rinnego opere romantiche che mi sono piaciute.
      È proprio questo "colpo di spugna" che non arrivo a concepire.
      Perché mi sembra come se ci si vergognasse, invece, di aver amato qualcosa.
      Io non ho niente di cui vergognarmi.

      Moz-

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  23. In miei hobby sono in ordine d'importanza calcio Napoli, anime e manga, lingua e cultura giapponese, sport USA, storia del Nord America.

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    1. Non credo che li rinneghi o li lasci andare, no?

      Moz-

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  24. Dimenticavo di dire che quando sono ripartito nel 2013 l'ho fatto con un principio fondamentale non commettere più gli errori del passato...
    Io non ho mai avuto solidità 😔 tipo il mio periodo magico terza media-prima superiore è stato possibile solo grazie agli astri favorevoli finito il periodo magico senza più figure forti di riferimento sono crollato subito 😔
    Come ti avevo già raccontato feci la scelta sbagliatissima di frequentare una scuola CISL per entrare nel mondo del lavoro il prima possibile 😱

    Non ho retto il mondo brutale e cinico del lavoro e degli adulti.

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    1. E questo ok (e mi dispiace molto, sia chiaro) ma una cosa del genere come ha influito sulle tue passioni?
      Cioè, anche se il mondo attorno ti crollata, perché hai lasciato andare anche le cose belle? 🤔
      È questo che non riesco a capire...

      Moz-

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    2. Perché nella mia mente nacquero nuovi pensieri devastanti, distruttivi prima sconosciuti.
      Perché tutto il mio micro mondo di allora (genitori, cugini) mi dicevano che anime e manga erano solo sciocchezze e dovevo crescere trovare lavoro e pensare alla vita dei 20 anni.

      Non avendo solidità ed essendo psicologicamente fragilissimo mi sono fatto influenzare.

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    3. Ok quindi diciamo la questione è tua, derivante dalle tue fragilità.
      Anche a me possono avermi detto queste cose, sia chiaro: sai quante volte mi sono sentito dire "piuttosto che leggere sempre fumetti, dovresti studiare!"? Ma io faccio quel che voglio e ciò che mi piace, ho sempre fatto così, e oggi i fumetti sono il mio lavoro.

      Moz-

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    4. Forse perché eri più strutturato... ogni persona fa storia a sé ☹️

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    5. Altrimenti non gli avrei definiti anni bui ☹️ un periodo triste di mutamenti e perdità di certezze e destabilizzante 😱

      Google dice

      "Un periodo destabilizzante è una fase caratterizzata da eventi, cambiamenti o situazioni che turbano profondamente l'equilibrio, la stabilità o la serenità preesistente. Si tratta di un lasso di tempo in cui certezze, routine o strutture consolidate vengono messe in crisi, generando spesso ansia, insicurezza o incertezza sul futuro."

      Esattamente questo mi è successo post scuola dell'obbligo e complice anche la mancanza di figure forti di riferimento.

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    6. Sì, capisco.
      E mi dispiace sia che ti sia successo questo, sia che tu abbia dovuto "abbandonare" le tue passioni... 🤐

      Moz-

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    7. Perché nella mia mente nacquero nuovi pensieri devastanti, distruttivi prima sconosciuti.
      Perché tutto il mio micro mondo di allora (genitori, cugini) mi dicevano che anime e manga erano solo sciocchezze e dovevo crescere trovare lavoro e pensare alla vita dei 20 anni.

      Non avendo solidità ed essendo psicologicamente fragilissimo mi sono fatto influenzare. Uguale uguale alla mia esperienza.

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    8. Tra me e te ci sono similitudini ma anche differenze totali.
      Forse siamo come lo stretto di Bering... quasi cii tocchiamo ma siamo Continenti diversi...

      Se posso dico questo i tuoi genitori ti hanno oppresso i miei invece mi hanno dato troppa libertà ☹️

      In entrambi i casi non va bene ☹️ purtroppo i miei genitori nel 2010 erano già in declino.

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    9. In realtà mia madre no, più mio padre, ma devo dire la verità: ora la situazione è diversa e anche mio padre adesso è più con i piedi per terra, avendo capito che era accecato da un'ambizione tossica nei miei confronti. Però guarda, cristianamente l'ho perdonato e lo comprendo: lui purtroppo non ha fatto professionalmente la fortuna che voleva fare e trasmetteva in me i suoi desideri e speranea. Ripeto: tutto finito, si guarda avanti col sorriso sulle labbra nonostante le difficoltà della vita. Comunque diciamo che il mio allontanamento da quel mondo avvolgente e ovattato iniziò quando vidi i miei compagni di scuola che lavoravano e guadagnavano (chi faceva la baby sitter, chi andava ad aiutare il fruttivendolo, chi aveva una boy band ecc.) ecco, io iniziai a sentirmi inferiore perché, oltre allo studio, non facevo praticamente nulla se non abbuffarmi di anime, manga e wrestling e iniziai a sentirmi inutile. Un impatto doloroso e forse tu Gravo, riesci a comprendermi. Io da questo punto di vista differisco un pochino da Miki e credo che il nostro io, i nostri pensieri e i nostri piaceri siano variabili. Non sempre una passione rimane tale in maniera permanente. Tanti sono gli eventi che influenzano la nostra psiche e i nostri interessi.

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    10. Sì, probabilmente in questo siamo diversi: le mie passioni autentiche non sono mai morte, anche quando ostacolate.
      Anche io mi sono sentito dire di non leggere troppi giornaletti e concentrarmi sullo studio, credo sia normale.
      Ma non è che siccome ti senti dire questo, di colpo i fumetti non ti piacciono più, questo intendo...! Non capisco come possa essere possibile ciò.
      Io adoro il cinema, e se (faccio corna) un giorno dovessi essere impossibilitato a guardare anche solo un film in home video, costretto da eventi più grandi, questa mia passione mica morirebbe: il cinema mi piacerà sempre!

      Moz-

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    11. Merlino Junior in parte ti capisco e forse la vicinanza anagrafica ci aiuta mentre MikiMoz essendo classe '83 quindi di un'altra generazione fa più fatica.

      "Comunque diciamo che il mio allontanamento da quel mondo avvolgente e ovattato iniziò quando vidi i miei compagni di scuola che lavoravano e guadagnavano (chi faceva la baby sitter, chi andava ad aiutare il fruttivendolo, chi aveva una boy band ecc.) ecco, io iniziai a sentirmi inferiore perché, oltre allo non facevo praticamente nulla se non abbuffarmi di anime, manga e wrestling e iniziai a sentirmi inutile"

      Ho vissuto qualcosa di simile ☹️ ad un certo punto le distanze con i miei coetanei si sono allungate e il mondo anime e in generale tutti i miei hobby si sono trasformati in qualcos'altro.

      "Io da questo punto di vista differisco un pochino da Miki e credo che il nostro io, i nostri pensieri e i nostri piaceri siano variabili. Non sempre una passione rimane tale in maniera permanente. Tanti sono gli eventi che influenzano la nostra psiche e i nostri interessi."

      Su questo concordo pienamente e grazie per averlo spiegato bene...

      Soprattutto gli anime TV che per il 90% erano fatti per intrattenere bambini e ragazzi.

      Poi esistono anche io fattore crollo psicologico ad un certo punto della vita si può anche controllare perdere certezze e valori ☹️

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    12. *crollare e perdere certezze e valori ☹️ succede e può capitare per vari motivi.

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    13. Però quello che io voglio dire è:
      1) se un anime anni 80-90 ci è piaciuto, non è che siccome quelli anni 2000-2010 ci fanno schifo allora pure i precedenti perdono di interesse.
      2) chi si abbuffa di queste cose ovviamente non si rende conto ma lo fa in modo tossico. Ecco che appunto non parlerei già più di passione naturale, eh. Forse per questo non comprendo.

      Moz-

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    14. 1) Non fanno schifo ma divengono qualcosa di morto, di lontano, di incompatibile col tuo nuovo modus vivendi e la nuova realtà in cui vivi. Non è bello vivere di ricordi, soprattutto se come io, te o Gravo, siamo ancora giovani, pur non essendo più ragazzi. Ecco perché pian piano mi sto allontanando da vecchi amori come the Slayers e Saiyuki, che peraltro non sono alimentati da nuove serie TV o nuove opere cartacee da un pezzo. 2) Io mi abbuffavo ai tempi dell'università perché la mia vita era in standby, purtroppo ho avuto la sfortuna di stare in un contesto tossico, cafonesco e opportunista. Mettici poi che per sette anni la mansarda di casa mia è stata la mia abitazione (per i soliti motivi di studio) da cui uscivo solo per mangiare, andare in bagno e andare all'università, cos'altro potevo fare? Esagero nel dre che ho una sindrome da stress post traumatico per una giovinezza interamente rovinata in cui potevo fare altro (lavorare, uscire, farmi una vita, magari conoscere delle ragazze) lontano da quella tossicità dell'ambiente universitario e non l'ho fatto? A 37 anni è patetico piangersi addosso e si combatte il tutto dimenticando quel brutto periodo, rialzandosi, dandosi a nuovi interessi e vivere la vita dandole del tu senza ambizioni tossiche. Anche la Fede può aiutare e lo dico da uomo che ha trovato un nuovo assetto nella vita, non da frustrato. Il passato è passato, è inutile rimpiangerlo, prendi a pugni dei fantasmi. Il presente è la vita. E vivere ogni giorno, come se fosse un'avventura, godendosi la serenità quotidiana e godendo delle piccole gioie, credo sia molto più sano che aggrapparsi ai fantasmi del passato, buoni o cattivi che siano.

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    15. 1) questo proprio non lo capisco.
      Davvero, mi sforzo ma non lo comprendo.
      Perché io non dovrei più amare un anime che mi è piaciuto? Cioè, se mi è piaciuto mi piace, no?
      So contestualizzarlo, ovviamente: magari mi è piaciuto da bambino e oggi non è più nelle mie corde, ma come faccio a rinnegarlo? Perché dovrei?
      Non vedo come un vecchio anime, o film, o disco... possano essere incompatibili con una nuova realtà. Significa che quella precedente NON ci piaceva e le stesse passioni erano false, totalizzanti e tossiche.
      2) ecco, non vedo però perché dover rinunciare alle cose belle che hai avuto, perché cancellarle? Forse non erano così veramente belle? Il problema è l'università e lo studio: sono queste le cose che devi rinnegare, non le passioni (se sono passioni reali)

      Moz-

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    16. Miki per fartela breve: ho preso così tante sberle nella vita che mi hanno trasformato, anche psicologicamente, è come se avessi fatto un reboot. Tu magari un'esperienza simile non l'hai mai vissuta e sei rimasta sempre la persona che sei ed eri in passato.

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    17. Io anche sono cresciuto e cambiato, ma con me porto sempre le cose che ho amato e che amo, e quelle che oggi non frequento più mica le rinnego!
      Un reboot è una cosa tragica, perché significa non aver mai fatto i conti col passato. Questo, pur passato, determina il nostro presente e futuro: non scapparne.

      Moz-

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  25. DB Daima non l'ho visto perché non mi interessava storia e disegni.
    Pokémon seguo solo il passato perché non condivido il gameplay dei videogiochi moderni facilissimi.

    Anche io so dire no a tante cose che mi piacciono ma non faccio crociate o almeno capisco che alcune scelte non rientrano più nei miei gusti ☹️.

    Se un brand peggiora mi accontento solo dei suoi fasti passati.

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    1. Ma questa è una questione di critica. Anche io ho amato Stranger Things ma non posso chiudere gli occhi di fronte alle tante cose che non vanno delle stagioni 4 e 5.
      Mica siamo scemi.

      Moz-

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    2. A me Stranger Things è piaciuto nelle prime due-tre stagioni, poi i personaggi principali sono divenuti antipaticissimi (Undici mi sta sulle balle) così coe Vecna non è tutto s'to cattivo, dai !

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    3. Appunto, ma comunque è una passione che mi rimane. Tante opere si sono "rovinate" col tempo, ma non cancella il momento in cui le abbiamo amate...

      Moz-

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    4. Ti faccio l'esempio di The Slayers: a me è sempre piaciuto, ne ero innamorato, ora mi sembra un qualcosa di antico, obsoleto, superato. Non che or ami faccia schifo, ma sembra unq ualcosa di così antico e distante dal mio presente, che è oramai sepolto nelle pieghe del tempo. Crescendo poi comprendi tante cose che da ragazzino non capisci. Altro esempio? Andavo matto per Kingdom Hearts e Final Fantasy, ora di FF non me ne può fregar di meno, KH invece lo vedo un gioco idiota, confusionario, tossico, senza capo né coda. Eppure io a 15-16 anni io e mio fratello giocavamo a Kingdom Hearts 1 e Final Fantasy 10 praticamente ogni giorno, tanto che a volte neanche lasciavamo guardare la TV ai miei genitori. Come mai? Poi certo, ci sono serie che tu pensavi di amare alla follia, ma col senno di dopo capisci che non erano veri amori, come True Blood (ragazzi un consiglio, non guardatelo, perdete ore preziose della vostra vita) o C'era una volta che io consideravo all'epoca (2014-2015) un capolavoro ma che poi si è rovinato perdendosi per strada di brutto. Dal 2020 io seguo Mare Fuori, mi piace moltissimo e ancora adesso lo guardo con lo stesso entusiasmo della prima stagione. E se fra 4-5 anni iniziassi a schifarlo? Non lo so, crescendo alcune cose che odiavo ora mi piacciono e viceversa, cosa posso farci?

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    5. Ma pure a me oggi di Dragon Ball non me ne frega niente, per dire.
      Però non è stato tossico.
      Tuttora lo considero fondamentale.
      Ovvio che crescendo cambiano pure le percezioni delle cose, ma a questo punto ravvedo nel tuo comportamento una cosa molto particolare: tu nelle cose ti ci butti acriticamente, probabilmente, all'inizio-
      Poi il lampo di genio (dovuto a mille fattori) e lì capisci che ti eri appassionato in modo troppo infognato a cose che magari non meritavano tutta questa tua attenzione.
      Io sinceramente questo non l'ho mai vissuto, forse perché non sono uno dall'emozione facile. Ogni cosa mi conquista ponderatamente e resta con me anche quando non la frequento.

      Moz-

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    6. Miki mi sa che hai detto tutto tu praticamente... E il bello è che forse hai ragione quando parli di me. Molte di queste serie non le amo, e l'ho capito, ma amavo le emozioni che mi diedero in passato. Dragon Ball era il mio anime/manga preferito. Dopo il Super mi è sceso di brutto e... riguardando lo Z per l'ennesima volta, comprendi come anche questa serie fosse sopravvalutata. Una percezione è quando la segui per la prima volta su Italia 1 il 26 aprile del 2000, un'altra quando la segui a gennaio 2013 a 24 anni. Vedi tutte le brutture e le cretinate di cui prima non ti accorgevi. Eppure sai una cosa? Ze il Super mi hanno fatto rivalutare di brutto la prima serie di Dragon Ball e il tanto odiato GT!

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    7. Ecco, qui bisogna fare una premessa.
      Ovvio che quando sei bambino hai la cosa X che consideri preferita.
      Poi diventa, da ragazzino, Y.
      Poi da ragazzo è Z.
      Da adulto sarà altro ancora. Perché cresciamo.
      Quindi ci sta tutto per Dragon Ball, che sarà stato il cartone preferito di tanti ragazzini, ma quando poi conosci anime/manga più maturi, ovvio che scende in classifica. È normale.
      Ma non capisco invece il rinnegarlo, il volerlo addirittura cancellare.
      Non è una cosa imbarazzante, aver amato Dragon Ball.
      Pure io prima di conoscere Berserk amavo maggiormente Hojo.
      Mica rinnego Hojo, che adoro tutt'ora.

      Moz-

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    8. Recentemente ho riletto il manga di Dragon Ball per me rimane ancora il GOAT dei battle shonen.

      Su questo come pensiero e sentimento deferisco totalmente con Marco.

      Per me qualcosa di bello rimane in eterno.

      DB è nato per un pubblico non di 24 anni età ormai adulta normale che poi da adulti possa non piacere più.

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    9. Anche per me è così: pure io ho avuto, da ragazzino, la fase Dragon Ball. Oggi ovviamente non posso amarlo come prima perché ne riconosco i limiti, ma non significa disconoscerlo, rinnegarlo.
      Resta comunque un'opera grandiosa e importante, da studiare e analizzare, ma soprattutto di cui NON C'è niente di cui vergognarsi.

      Moz-

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    10. *deferisco non so da dove mi sia uscito fuori 😅

      Anche per me non c'è nulla di cui vergognarsi.

      Se da adulto vedi un qualsiasi battle shonen sai cosa stai guardando e accetti tutte le ingenuità, tutti i buoni sentimenti anche cose come il potere dell'amicizia.
      Per questo non capisco gli over 30 che si accaniscono contro questi prodotti che in Giappone Sono principalmente per i piccirilli.

      In questo periodo sto vedendo Fairy Tail...

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    11. Ma infatti, mica parliamo del Grande Fratello o cose davvero trash di cui ci credo ci si possa vergognare! XD
      Insomma, sono campi comunque artistici, uno prende le opere per quel che sono. Sai che Dragon Ball è così, sai che Sailor Moon è cosà, sai che Berserk è colì e sai che Monster è colà.
      Non vedo il problema.

      Moz-

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  26. "Sì, capisco.
    E mi dispiace sia che ti sia successo questo, sia che tu abbia dovuto "abbandonare" le tue passioni... 🤐

    In questo c'entra anche il post della fine della magia ☹️
    Adesso penso di vivere le mie passioni un decimo di una volta...

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    1. La magia finisce per tutti, purtroppo.
      Equivale alla perdita dell'innocenza. Dopo uno, due anni di superiori, è finita.

      Moz-

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    2. Esatto, la magia per me finì in gran parte al penultimo anno delle superiori, ma non del tutto. Lo spartiacque decisivo fu intorno al 2009 durante il mio secondo anno di università. "Adesso penso di vivere le mie passioni un decimo di una volta..." Uguale uguale a me Gravo.

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    3. Volevo aggiungere che la magia non finì del tutto perché intanto mi ero innamorato di Shaman King, il wrestling su italia 1 e Sky era ancora a livelli buoni, godibili, poi l'anno dopo mi innamorai di quella che fu la mia ragazza, una compagna di scuola, e al contempo mi godevo Keroro e Mermaid Melody. Nel frattempo sul web facevo ricerche su The Slayers, Orphen e altri anime che all'epoca non trasmettevano più. Sicuramente all'epoca le mie priorità erano la maturità e altre robe più "da grandi" però sapete ragazzi, quel cantuccio basato sull'amore, gli anime e il wrestling erano qualcosa di piacevolissimo. Il canto del cigno fu con la gita a Parigi con la famiglia per festeggiare la mia maturità andata bene. Come ben sapete fu poi con l'università che entrai in un tunnel oscuro che, purtroppo, ancora mi influenza spiritualmente. Ora capite perché odio così tanto la mia universit? Perché per me simbolicamente è stato l'antro che mi ha fatto perdere i sogni, l'innocenza e la speranza. Sicuramente prima o poi doveva accadere, ma proprio quel luogo squallido lo odio a distanza di anni. Mi sono laureato nel 2014 e ancora mi fa schifo quell'ambiente ed ho le mie buone ragioni, credetemi.

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    4. Capisco bene ma non capisco come una cosa brutta (e ne succedono, di periodi oscuri!) possa influire su quello che ci piace.
      Anzi, a maggior ragione, se vivi una cosa brutta, le passioni spesso di salvano, no? Diventando l'unica cosa piacevole e sincera che hai...

      Moz-

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    5. Miki prima di tutto mi scuso se faccio quache errore di battitura, purtroppo la passionalità e lo spirto guerrier che mi posseggono mentre scrivo queste cose mi giocano brutti scherzi, abbi pazienza. In secondo luogo, devi sapere che oramai gli anime e il wrestling in quel periodo oscuro che passai divennero una comfort zone per non pensare al mio status effimero e precario. Il problema fu il web; avendo perso smarrito la "diritta via" per dirla come il buon Dante, io guardavo, leggevo e giocavo di tutto tra anime, wrestling e videogame pecorecci. Hai presente Gargantua? Il bulimico per eccellenza? Io ero nella stessa situazione: mangiavo cibo e anime a gogo perché ero insoddisfatto (alla fine del mio percorso universitario pesavo ben 100 chili!) e, intanto, neanche avevo capito che la mia passione si era spenta quasi del tutto. Pensa che agli anime creai anche un universo alternativo con la Marvel e non sai quanti soldi spesi all'epoca tra fumetti giapponesi e comics all'epoca. Risultato? Denaro sprecato e fumetti comprati che, col senno di poi, neanche mi piacevano. Erano il mio rifugio tossico, avevo perso la bussola, la mia identità. Miki, non so se tu ti sia mai trovato in una situazione simile, ma ti auguro di no. Chi non si è mai trovato in quell'inferno basato sulla precarieta, il grigiore quotidiano e il non-sennse non può capire. Io ho così rinnegato quella parte del mio passato che neanche ricordo bene cosa facevo...

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    6. Appunto, ecco. Ma allora non erano passioni vere, sane, naturali.
      Erano rifugi tossici.
      La cosa è imparagonabile.
      Ovvio che, se le cose migliorano, rinneghi questa tossicità che fa solo male. Così SÌ che capisco.

      Moz-

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    7. Il fatto è che gli anime.così come il wrestling o i videogiochi, erano una passione di quando ero bambino/adolescente, una passione che si è prolungata in maniera insana, proprio per sopperire a delle mancanze. Ripeto: al giorno d'oggi guardo solo One Piece, perché è l'unica serie che ancora riesce a prendermi, ma tutto il resto niente...

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    8. Ecco, insana.
      Anche io sono stato iper-appassionato di wrestling e sono anni che non lo guardo più.
      Ma mica rinnego quel periodo, non ho fatto NIENTE DI CUI VERGOGNARMI o niente di imbarazzante.
      Perché rinnegarlo?

      Moz-

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    9. Non rinnego gli anni dal 2004 alla prima metà del 2008, poi ho continuato, ma era come qualcosa di istintivo, un appuntamento insensato che si è protratto per troppo tempo. Questo sì, a voler essere obiettivi.

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    10. Non era vera passione, nemmeno vista con gli occhi infantili.
      Era un rifugio tossico.

      Moz-

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    11. Esatto, ma magari anche una speranza, la speranza di riaccendere la fiamma verso qualcosa che fino a quache anno prima avevi amato e ti faceva star bene.

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    12. Premessa io nel mondo digitale sono affezionato a Marco sin dal lontano 2018 quindi prima che conoscevo questo blog.
      Ho scritto che con lu ci sono alcune similitudini e vista la vicinanza anagrafica anche una maggiore empatia-emotività rispetto a MikiMoz.

      Detto questo io non ho vissuto le mie passioni in maniera così drammatica come da lui raccontato :(
      Io nel periodo della terza media ero nel pieno dell'incoscienza e dei sogni immaginari... il periodo della mia massima passione per anime e sport USA e altre cose.

      Poi venne il declino ma non mi sono rifugiato nel mondo degli anime.

      Io sono per far capire alle persone che le passioni come anime e manga vanno vissute in maniera sana.

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    13. Ogni passione va vissuta in manera sana, e cresce con noi. Non possiamo rinnegarla o cancellarla. Al massimo, ripensando a vecchie passioni che non coltiviamo più, è giusto sorridere con piacevole nostalgia. Ma senza vergognarsi e.

      Moz-

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    14. Ma su questo sono d'accordo, ma infatti mica invito gli altri a prendere me come esempio. Oramai per me gli anime sono un divertissement, non una questione di vita e di morte. Io smisi di essere otaku a 17 anni, ricaddi nel tunnel qualche anno dopo a causa di diverse delusioni e insoddisfazioni della vita, per sentirmi meno solo e meno fallito. Ma ovvio che non auguro a NESSUNO simili esperienze o modelli di vita. Io oramai sono un uomo che ha la sua vita e is uoi interessi e gli anime sono un contorno, non il centro.

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    15. Possono essere anche il centro, ma vissuto non in modo tossico. Per me cinema, fumetto, ecc sono il centro della mia vita. Esattamente come amici, karate, associazionismo ecc ecc. Sono cose centrali, tutte, che mi determinano come persona 🤣

      Moz-

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    16. Però Miki, come ti ho detto in passato, tu hai questo modus cogitandi forse perché hai una vita più mondana, frizzante e dinamica, e questo ti rende più solare e ottimista.

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    17. Non ho rinnegato le mie passioni quando stavo bene ma quando stavo male ☹️ se perdi certezze e valori nei quali credevi e che pensavi immutabili diventa tutto difficile ☹️.

      Neanche oggi ho solidità, sicurezza, determinazione immagina com'ero nel periodo più difficile della vita l'adolescenza 16+anni ☹️ appena ho messo i piedi fuori nella vita reale mi sono sciolto come neve al sole ☹️.

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    18. Ragazzi ma voi state descrivendo momenti di depressione o simili.
      Non riguarda le passioni, ma la vita. Ovvio che se si cade in circostanze simili, perdi tutto. Perdi proprio l'orientamento della vita, ovvio che non stai a pensare di vedere un film.
      Ma quelle sono, diciamo, patologie o momenti di enorme sconforto e inadeguatezza.
      Io non parlavo di questioni così estreme, semplicemente mi chiedevo: com'è possibile dover rinnegare o sospendere le passioni che amiamo, che ci determinano come persone, che ci fanno stare bene?
      Io non arriverei mai a rinnegare fumetti, cinema, musica...

      Moz-

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    19. Non si possono mischiare le mele con le pere ☹️

      Il cinema è un mondo anime/manga un altro mondo con il fattore fondamentale che il 90% di quello che potevo leggere e vedere erano indirizzate a bambini e ragazzi nel periodo brutto 18-20 anni ormai per me avevano perso significato.

      Nella vita succede che il cuore si inaridisce ☹️ non c'erano più le condizioni per vivere i pomeriggi su Italia 1, il basket al campetto della Chiesa, l'attesa per Natale o Pasqua ☹️

      La tua totale mancanza di comprensione mi ha colpito molto ☹️

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    20. No, io sto provando a comprendere, ma non riesco a capire come i cambiamenti circostanti possono farci rinnegare addirittura le passioni!
      Provate a farmelo capire, ve lo chiedo io stesso!
      Cioè, anche per me è arrivato un punto dove non c'è stata più quella magica attesa per il natale, o il vivere i pomeriggi merenda&cartoon... ma anche così, perché smettere con le passioni? Perché rinnegarle?
      Questo è ciò che non riesco a capire...

      Il cuore si inaridisce, e ok, ma come possiamo CANCELLARE il passato?
      Se a me piacere il mondo anime/manga, mi piace e basta. Mi piacciono i fumetti da sempre, io ho imparato a leggere, coi fumetti: come potrebbero smettere di far parte della mia vita?
      Se potete, spiegatemi questo, perché davvero non arrivo a comprendere.

      Io penso che se di botto smettessi coi fumetti (o con il cinema, animazione, giochi e altre mie passioni) non sarei più io. E quelle non sarebbero state vere passioni.

      Moz-

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    21. Parlo solo per me.

      Non ho smesso di botto ma gradualmente.
      Il percorso della vita può essere tortuoso e pieno di insidie.
      Anime e manga richiedono impegno e costanza non sono come i libri che leggi e via ma ci devi stare appresso con costanza.

      Nel merito delle tue domande non so risponderti del tutto perché neanche io lo so.

      Ma di sicuro il Gravo dei 14 anni e quello dei 18 anni sono persone profondamente diverse.

      Cambia del tutto la geografia come poteva essere il Mondo nel 1488 prima della scoperta dell'America.

      Anche se non mi consideri un vero fan non mi importa perché io ripudio il me stesso dei 18 anni e tutto quello che mi circondava.

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    22. Sei tu però che così stai dicendo che non eri vero fan di quelle cose, avendole ripudiate. Sei stato appassionato ma in modo tossico, o meglio ne hai riconosciuta la non-naturalezza, e quindi le hai ripudiate assieme al tuo mondo di allora.
      Io penso sia questo, e così lo capisco. Ma non riguarda le passioni: riguarda la persona e i suoi problemi.
      Io non ripudio nulla, perché ogni cosa che ho fatto - anche quelle che poi ho abbandonato - l'ho fatta volendola fare davvero, perché mi piaceva, non me ne vergogno affatto e non devo cancellarla anche se magari l'ho fatta in un periodo brutto della mia vita.
      Comunque, è un argomento che magari espliciteremo meglio il mese prossimo visto che qui abbiamo raggiunto i 200 commenti ed è impossibile proseguire...^^

      Moz-

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  27. Sono certo di una cosa, che ad avermi trasmesso la passione per gli anime è stato Miyazaki quando ho visto un suo film.

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    1. Ecco, lì ti è scoccata la scintilla. Ma ci credo, ti sei imbattuto in uno dei più grandi^^

      Moz-

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  28. Messaggio per Merlino

    Per questione di spazio si può continuare qui:

    https://mikimoz.blogspot.com/2026/02/foto-mikimoz-febbraio-2026.html#comment-form

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