[SOCIETÀ] le passioni possono davvero svanire?

 

Questo post nasce da un lung(hissim)o dibattito avvenuto qui sul blog nelle scorse settimane.
In sostanza si parla delle passioni che tutti abbiamo (e che immagino, se siete atterrati sul Moz O'Clock, abbiamo anche in comune).
La domanda è: quando una di queste passioni è forte, può davvero svanire? Possiamo rinnegarla? Dimenticarcene? Possiamo davvero accantonarla?


L'esperienza personale fa sicuramente tanto, e tanto è determinato dal vissuto.
Parto però sempre da un presupposto fondamentale: io sono anche le mie passioni.
Nel senso che Miki, in quanto tale, è ovviamente determinato da ciò che ama: chi mi conosce come persona mi associa immediatamente ai fumetti, al cinema, alla scrittura, a un certo tipo di musica (oltre che a tutta un'altra serie di cose).



Non ricordo, infatti, di mie passioni che sono mai andate a morire.
Nel senso, ecco: magari un manga non mi piace più come prima, magari ho amato tantissimo una serie animata in un periodo specifico della vita (es. infanzia) e crescendo questo amore si è affievolito, ma mai - e ripeto, mai - ho accantonato la passione generale per il fumetto o per l'animazione.
Né, nel caso di un titolo che poi col tempo mi è passato in secondo piano, c'è mai stata necessità di rinnegarlo.




Non provo vergogna, infatti, né per quel che ho amato né per quello che amo ora; e ripeto: le mie passioni determinano comunque la mia persona.
Ovviamente si cresce, ed è logico che non si può giocare coi Masters come quando avevamo 5 anni, oggi magari li si colleziona o ci si scrivono volumi a riguardo; ma trovo shockante dover abbandonare le cose che ci sono piaciute, ci piacciono ancora, ci hanno fatto e ci fanno star bene.
Abbandonarle per cosa, poi? Perché? Per fingere di entrare in una nuova fase "seria", dove la serietà è dettata da qualche povero sfigato/disagiato/coglione di quelli che ritengono il dover lasciare, a un certo punto (ma quale?) le t-shirt nell'armadio e mettersi in giacca?






Eh sì, perché forse per alcuni l'abito fa ancora il monaco: le abitudini devono cambiare, altrimenti... cosa? Assurdo pensarlo, ma c'è chi lo pensa davvero.
E c'è di contro chi si sente costretto a buttar via i fumetti, senza immaginare che un Berserk può stare di diritto accanto alla letteratura più alta, per dire.
Però ecco, al di là di problemi personali, io non credo che le passioni si possano abbandonare. Altrimenti, penso, queste non erano davvero tali.
Oppure erano illusorie, legate - come fuga - a un momento brutto della vita.

Come farei io senza fumetti, cinema, animazione?
Cose che sono diventate anche un mio lavoro, su più fronti, dall'editoria all'educazione. Robe "serie" che tanto piacciono a certe persone tristi, insomma.
Non sarei più io, no?
E voi? Avete mai abbandonato (o rinnegato) delle vostre passioni?

20 commenti:

  1. Ciao Miki, rieccomi. Credo che le tue passioni siano davvero forti e oramai abbiano fatto radici nel tuo cuore; del resto lo affermi tu stesso all'interno del tuo post. Io credo che esistano anche passioni momentanee. Propongo come esempio gli stessi anime, che per anni hanno caratterizzato, sia nel bene che nel male, la mia vita. Oramai però annaspo in tale "hobbie" (la passione è regredita, che piaccia o no) e sembra qualcosa di piatto, decadente, quasi figlio di un passato remoto destinato a non tornare. Oramai seguo giusto qualcosina su Italia 2 perché da qualche hanno ho ripreso la buona abitudine di guardare cartoni in TV, abbandonando un po' questo assordante streaming che ci sta rendendo indipendenti. One Piece resta senz'altro la mia prima visione, una storia che adoro: è un anime giapponese, ma potrebbe essere anche un cartone francese o americano (anime-style) non importa, in quanto per me è una storia valida. Ecco, in passato mi piaceva molto il wresting ma anche alcune serie e fiction italiane come Elisa di Rivombrosa, Un medico in famiglia e Il bello delle donne. Se Un medico in famiglia ho finito per odiarlo per la bassezza che ha dimostrato dalla sesta stagione in poi, la stessa Rivombrosa, Il bello delle donne, ma anche un Sei forte maestro con Emilio Solfrizzi sembrano qualcosa di così arcaico, ancestrale, morto, di cui tuttavia sento degli echi da lontano, una nostalgia. Eppure so bene che non appartengono più al mio presente, perché oramai sono dei format morti, come del resto alcuni anime che in passato adoravo, come The Slayers e Saiyuki. Stessa cosa dicasi per il wrestling WWE, che nelle ultime settimane è tornato a far parlare di sé giusto per il passaggio su Netflix. Non ho avuto una vita facile, a un certo mi sono ritrovato in una "selva oscura" che ha resettato molte mie passioni. Al giorno d'oggi non parlo né di passioni, né di mondo avvolgente, posso parlare al massimo di passatempo, intrattenimento: dalla visione serale di Un posto al sole a quella di One Piece il pomeriggio su Italia 2. In questi ultimi due anni provo interesse per Dragonero come fumetto, così come ho due passatempi che non abbandono e non abbandonerò mai: il mistero e la storia della televisione italiana. Fino a qualche anno fa avevo interesse anche per il mondo Marvel e DC, ma credo che anche in quel caso sia un caso chiuso. Le ultime visioni sono state lo scorso anno con Dardevil - Rinascita e l'anime Gli Avengers del futuro (una ciofeca). Una cosa la devo dire: come te Miki avevo cercato per qualche tempo di rendere un lavoro i cartoni animati e i fumetti (dal punto di vista giornalistico ovviamente) ma al giorno d'oggi mi limito a fare bene il mio lavoro di docente. Comunque un altro franchise che per qualche anno adorai alla follia, ma che comunque al giorno d'oggi vedo come appartenente a un passato remoto, è stato l'Arrowverse più altre serie DC come Gotham e Titans. Sarà forse il periodo del Covid che in qualche modo avrà creato uno spartiacque?

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    1. Interessante riflessione finale.
      Allora, anche io ovviamente (per mille motivi, dal tempo ad altro) non guardo la stessa quantità di anime (ma anche di serie, programmi, tv in generale), però non significa che non mi piacciano più, che non mi piaccia più l'animazione giapponese o le cose che ho amato (e che amo ancora).

      L'altra questione che sollevi è di pura critica. Un medico in famiglia è "scaduto", ma perché rinnegarlo? Pure Stranger Things 4 (e in parte 5) a me non sono piaciuti, ma mica rinnego l'opera! Specie nelle prime tre stagioni, che spaccano. Anzi, sto aspettando proprio la serie animata in arrivo.
      È vero che queste cose per me sono un lavoro, ma prima di esso sono ancora passioni e prima di diventare lavoro le divulgavo a prescindere tramite il blog. Boh, penso che io non sarei io senza di queste cose...^^
      Prova a descrivermi senza i miei interessi: cosa resterebbe di me?

      Moz-

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  2. Rinnegate no, non vedo perché farlo: hanno fatto parte della vita, sono state esperienze e hanno contribuito a creare quello che si è. Quindi non vedo motivo di negarle, né di vergognarsene, perché le cose di cui vergognarsi sono altre, molto più gravi e ogni riferimento a governanti che seminano morte e distruzione non è puramente casuale.
    Possono però modificarsi: l'intensità con cui si vivono può non essere la stessa. E questo lo ritengo naturale perché le prime volte sono uniche e danno emozioni nuove, forti, che non possono essere le stesse se ripetute una volta che sono conosciute. L'età influisce, perché da giovani si vivono le cose più intensamente, con più trasporto, mentre magari da adulti le si affronta diversamente e questo perché il bagaglio di esperienze fatto con gli anni ha dato punti di vista differenti, ha formato il carattere, ha dato mentalità più strutturate. La vita segna e fa cambiare, certo, ma fa anche capire perché si hanno certe passioni e come queste sono state di aiuto ad andare avanti.

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    1. Certamente, alcune passioni si affievoliscono, altre possono essere messe "in pausa momentanea" per svariati motivi, ma non significa che la passione per queste cose finisce.
      Magari ecco, per due mesi non vedo un film o non vado in sala, ma non significa che non ami più il cinema: semplicemente ho dovuto fare altro.

      Moz-

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  3. Concordo... Io ho imparato a leggere dai fumetti e, sebbene li abbia accantonati/trascurati per un periodo più o meno lungo, complice la perdita di quasi tutta la collezione che avevo da bambino, poi li ho ripresi ad acquistare sfruttando tanto le edicole quanto i marketplace e, se le trovo, botteghe di fumetti usati e bancarelle. Ho smesso di seguire dei fumetti specifici e mi sono aperto alla scoperta di altri, quello sì, ma è pur vero che spesso si è trattato di fumetti passati in gestione ad altri autori che li hanno stravolti, o di serie concluse che non potevo rileggere all'infinito mancando nuove storie...

    Da bambino ascoltavo anche musica, soprattutto le cassette che registrava mio padre dalla radio, perché mi dava un senso di "sicurezza" rispetto alle canzoni impreviste passate in radio... Per anni ho proseguito l'arte di registrare dalla radio, poi sono arrivati gli mp3, la radio nella mia auto, attualmente ho preso ad ascoltare la radio mentre cucino e mangio...

    Altre passioni sono svanite perché... sono cambiate loro! Seguivo in maniera quasi maniacale i tornei di tennis, perché quelli più importanti erano disponibili in chiaro tra Rai, TMC e soprattutto Koper Capodistria... Nel corso degli anni il tennis è scemato dalla tv, approdando su canali a pagamento, e sono anche cambiate alcune regole atte a evitare partite interminabili, il modo di giocare è diventato "noioso" e omologato rispetto ai tempi di McEnroe, Lendl, Sampras... Una passione che quindi mi è stato prima impedito di continuare ad alimentare, e poi è cambiata molto radicalmente.

    Di esempi di passioni ne potrei fare tanti altri, ma la sostanza non cambierebbe: la passione è rimasta in ogni caso in cui l'oggetto della passione si è conservato negli anni, viceversa ha finito per svanire perché non era più come prima.

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    1. Ecco, ma anche se li avevi accantonati, non credo tu li abbia disamati o rinnegati. Il medium fumetto ti piaceva sempre, a prescindere, no?
      Il tennis del passato continua a piacerti, giusto? Anche io preferisco il wrestling di un tempo, non è che siccome ora non mi piace quello attuale allora non amo più il wrestling.

      Moz-

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    2. Sì certo, non ho rinnegato nulla.
      Relativamente al wrestling, lo trovavo uno spettacolo simpatico ma non l'ho mai vissuto come passione; ora che ho letto qualche classico Marvel mi sembrano delle caricature di supereroi che se le suonano su un ring dopo essersi minacciati in attesa dell'evento stagionale, e non credo seguirei un match oggi sapendo che sono botte finte mentre in un fumetto sono paradossalmente vere per i personaggi.

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    3. Certo, ma è proprio quello :)

      Moz-

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  4. Per me conta tutto l'insieme famiglia-amici-conoscenti.

    Quando il mio momento d'oro è finito sono venute fuori un'infinità di problematiche che si sono trasformate in apatia.

    Per me le passioni possono svanire o nei casi più fortunosi anche solo rallentare dipende da una moltitudine di fattori ☹️

    Ma questo non conta perché le passioni possono sempre tornare...

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    1. Svaniscono secondo me solo quando o non sono veramente tali, o quando -come nel tuo caso- subentrano cose peggiori nella vita che rendono una persona apatica verso tutto.

      Moz-

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  5. Finiscono gli amori e non possono svanire le passioni? certo che si, può capitare eccome. Non che svaniscano dalla sera alla mattina, ma lentamente, pian piano, possono venire soppiantate da altro. Altre cose che via via ne prendono il posto, e all'improvviso ci rendiamo conto che ciò che tanto ci appassionava un tempo adesso non è che un flebile ricordo, una parte di noi che abbiamo curato e che si è estinta in favore di altro. Semplice evoluzione.

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    1. Però ecco, come farebbe a me a passarmi la passione per il cinema? Per il fumetto?
      Proprio non me lo immagino...

      Moz-

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  6. Credo si tratti di selezione naturale. Crescendo e invecchiando diminuisce il tempo da dedicare alle passioni e alcune di essere si rivelano meno importanti di altre finendo semplicemente per evaporare. Non ha senso rinunciare scientemente ad alcune di esse per pressioni esterne, ma nemmeno mantenere in vita quelle che non hanno più motivo di restare con noi. Si tratta di uno dei tanti processi che ci formano. A volte però mi capita di chiedermi come facesse a piacermi una tal cosa, segno che in alcuni casi subentra addirittura una forma di rifiuto che però è più rivolto alla stupidità della gioventù che agli oggetti stessi della passione.

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    1. Questo è vero, ma tipo... se una persona ha sempre avuto la passione per la lettura, come può questa scemare? Cioè, proprio non mi immagino che di colpo - o anche gradualmente - una persona possa disinnamorarsi di qualcosa.A meno che non succeda un evento che stravolge la persona.

      Moz-

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  7. Concordo con te! Sono una di quelle persone che non ha mai smesso di vedere cartoni animati durante l'adolescenza, per esempio ^_-. Certo, magari snobbavo i cartoni per i più piccoli, ma comunque ero all'università quando vedevo Sailor Moon (e già laureata quando vedevo Hamtaro e Pokémon ^^).Ovviamente ci sono periodi in cui le passioni vanno a rilento, forse anche in stand-by (personalmente ne ho tante, e predominano a turno :-P): mi è capitato per esempio quando sono diventata mamma e ho smesso di comprare Telefilm Magazine per abbonarmi invece a Io & il mio bambino ^^. Solo il disegno, a malincuore, è finito ai margini della mia vita hobbystica (ma non perché non mi interessi più!)... Recentemente, mi sono imbattuta in una vecchia agenda (che usavo da piccola per disegnare e e scribacchiare) su cui ho trovato una promessa datata e firmata dalla me stessa ragazzina: "non smetterò mai di ascoltare le canzoni di Cristina D'Avena". Ebbene, superato il mezzo secolo posso dire che il proposito è stato mantenuto ^_^. Certo, ascolto anche tanta altra musica (una delle mie passioni), altri artisti si sono affiancati a Cristina nel novero dei miei preferiti, ma non l'hanno sostituita ^_-. E lo stesso vale per gli anime, i fumetti, i libri...

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    1. Ciao!
      Ecco, anche se non seguivi più i telefilm (e il magazine a loro dedicato...) non credo che tu ti sia disinnamorata delle serie tv, giusto?
      Appunto, anche io sono cresciuto e le passioni sono cresciute con me. Tu Cristina, io per esempio He-Man...^^

      Moz-

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  8. Rinnegato in senso stretto no, però c'è stato qualche raffreddamento, questo si. In particolare lo sport, che prima seguivo con grande interesse: guardavo i gran premi di formula uno, gli incontri di tennis, le partite di calcio, le corse ciclistiche. Ora l'idea di guardare uno di questi eventi non mi sfiora neanche, soprattutto ciclismo e formula uno mi sembrano noiosi... Il calcio e il tennis lì seguo più come notizie che come match da guardare, mi limito a qualche highlights.
    Purtroppo anche per la scrittura sto passando una fase simile, non provo più la stessa passione di prima, anche se provo a scrivere qualcosa poi finisce che la lascio a metà.

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    1. Forse quelle erano passioni momentanee? Ne abbiamo tante, tutti.
      Per quanto riguarda la scrittura, siccome è una cosa che ci riguarda attivamente, forse qui il discorso cambia anche... perché dipende da noi.

      Moz-

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  9. Ciao Miki, mi piace questo argomento. Penso che anche le passioni possano finire, mutare, cambiare, come gran parte delle cose nella vita. Però riconosco che, come ci sono amori che sopravvivono alla morte, possano esserci passioni che durano per sempre. Saluti belli.
    sinforosa

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    1. Sì, lo penso anche io. Perché davvero io non saprei nemmeno definirmi totalmente, senza pensare al cinema, ai fumetti e a tante cose che amo.
      Dopotutto so per certo che se una persona che mi conosce pensa a He-Man o Berserk, o ai Litfiba, o Twin Peaks, pensa a me.

      Moz-

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