[LIBRI] un viaggio nel mondo delle light novel (e nel futuro degli autori italiani)



Pensavamo fossero cartoni, invece erano... libri!
Solitamente molti anime sono tratti da manga, quando non sono un prodotto originale animato.
Ma può capitare invece che l'originale sia un romanzo, o meglio un romanzo illustrato, o meglio ancora una light novel: non un fumetto, quindi, ma un vero e proprio racconto (anche lungo) corredato di immagini.
Lascio la parola a Umberto, per un guest-post alla scoperta di questo particolare mezzo narrativo e per presentarvi il progetto LudoShiro!


Ciao a tutti i Moz-lettori! Sono Umberto, un appassionato di cultura pop proprio come voi, cresciuto tra le frequenze delle TV locali e le Anime Night di MTV.
Oggi Miki mi ospita in questo spazio sacro della nostalgia (grazie!) per svelarvi un “segreto” che riguarda molti dei nostri miti d'infanzia e raccontarvi un progetto un po' folle che sto costruendo da zero...
Se vi dico Lina Inverse (Slayers) o le mitiche Kei e Yuri (le Dirty Pair, o come le chiamavamo noi: Kate and Julie), cosa vi viene in mente? Probabilmente sigle, pomeriggi davanti alla TV e joystick consumati.


Slayer - immagine web


Eppure, nessuna di queste opere è nata come cartone animato. E nemmeno come fumetto. Erano tutte romanzi. O meglio: light novel.
Cosa sono (davvero) le light novel?
Immaginate un romanzo scritto con il ritmo frenetico di un videogioco e la potenza visiva di un anime. In Giappone questo formato è il “motore nascosto” dell'industria, da decenni.
Mentre noi in Italia guardavamo l'anime di Slayers (spesso interrotto o censurato), i fan giapponesi leggevano decine di volumi che espandevano quel mondo con dettagli che in TV non abbiamo mai visto.
Oggi la storia si ripete con le nuove hit: Solo Leveling, Sword Art Online, Il monologo della Speziale. Tutti nascono su carta (o sul web) prima di diventare anime.


testo come un romanzo e immagini come un manga - immagine web



Nasce LudoShiro: L'enciclopedia italiana delle light novel
Da videogiocatore e lettore, mi sono chiesto: “perché in Italia è così difficile orientarsi in questo mondo?”.
Spesso terminiamo di guardare un anime e ci ritroviamo un finale aperto, senza sapere come va a finire davvero la storia. Mancava una mappa. Così ho deciso di disegnarla io. È nato LudoShiro (QUI), con un obiettivo molto ambizioso: diventare l'Enciclopedia italiana delle light novel.
Voglio essere trasparente con voi: il progetto è nato da poco ed è ancora un “cantiere aperto”.


Al momento ci sto lavorando da solo, mattone dopo mattone, per catalogare sia le opere tradotte che arrivano dal Giappone, sia le web novel originali. È un lavoro immenso, ma necessario per dare dignità anche da noi a questo medium particolare.


le Dirty Pair: una loro light novel è arrivata anche in Italia, sulle pagine di Kappa Magazine - immagine web


Non solo un sito: un sistema per gli autori
Ma LudoShiro è solo la punta dell'iceberg. Il mio obiettivo non è solo catalogare, ma creare.
In Italia abbiamo tanti ragazzi che sognano di scrivere storie con questo stile, ma spesso mancano di metodo. Studiando il mercato orientale, ho capito che il successo delle loro storie non è casuale: è frutto di una struttura quasi ingegneristica.

Dietro le quinte dell'Enciclopedia, sto costruendo un ecosistema per gli autori molto più strutturato, basato su quello che ho chiamato Web Novel First.
Non è un semplice corso di scrittura, ma un vero e proprio Protocollo di validazione delle light novel.
L'idea è applicare il rigore del game design alla narrativa:

1. Si progetta la storia con criteri tecnici;
2. La si “valida” sul mercato come web novel (testando se piace al pubblico);
3. Solo le opere che superano questo “crash test” diventano light novel ufficiali.

È un sistema in fase sperimentale che sto ancora testando con un piccolissimo gruppo di autori pilota, ma la visione è quella di creare una filiera italiana professionale, seria e rigorosa, che non lasci nulla al caso.




Un invito ai lettori
Se siete curiosi di vedere questo “cantiere” in evoluzione, fate un salto su LudoShiro.
E se avete ricordi legati a vecchie serie che sospettate essere light novel, scrivetelo nei commenti qui sotto: magari scopriamo insieme che la vostra infanzia era molto più “letteraria” di quanto pensaste!
Grazie ancora a Miki per lo spazio e... Dragon Slave a tutti!

25 commenti:

  1. Grazie Miki per questa opportunità. Essere citati nel tuo spazio è un onore per me e il progetto LudoShiro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per questa finestra sul mondo delle light novel, in bocca al lupo per il tuo progetto! 👍🔥

      Moz-

      Elimina
  2. Complimenti Umberto per l'ambizioso progetto.

    Io sulle light novel ho molte riserve ma comprendo la passione per questa forma d'intrattenimento.

    Tratto dalle novel ho visto tutte le serie di Sword Art Online e ricordo con piacere anche Toradora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao e grazie per i complimenti!

      Capisco perfettamente le tue riserve: in Italia siamo ancora in una fase di mercato "latente", molto diversa dalla consapevolezza matura che abbiamo raggiunto con Manga e Anime.

      Spesso manca ancora il filtro qualità, ed è facile essere scettici.

      Proprio per questo LudoShiro non vuole essere solo un database, ma un ecosistema per alzare l'asticella: Scuola + Piattaforma + Casa editrice.

      La parte formativa (Schola Gunshi) è già partita con i primi test d'ingresso per formare autori consapevoli, e io stesso sto scrivendo un'opera originale applicando questo metodo di "validazione passo dopo passo".

      Come dici tu, è ambizioso, ma credo che l'unico modo per togliere quelle riserve sia dimostrare sul campo che si può fare qualità. Un'azione alla volta.

      Ps. Toradora è un capolavoro assoluto del genere, ottima citazione.

      Elimina
    2. Effettivamente in Italia è un genere che manca.
      Sapete che una volta stavo per scriverla io una light novel, di mio?
      Impossibilitato a fare un fumetto (che invece adesso sta per arrivare) pensavo di trasformare quella storia in un "romanzo illustrato" come avevo visto appunto per Dirty Pair.

      Moz-

      Elimina
    3. È esattamente il concetto che sto cercando di portare in Italia con il mio manuale Web Novel First: usare la scrittura per validare una storia quando il fumetto (o l'anime) è ancora troppo costoso o complesso da realizzare. Dirty Pair è l'esempio perfetto di questa multimedialità.

      A questo punto sono curiosissimo: come si chiama il fumetto in arrivo? Di cosa parla?

      Elimina
    4. Quello che avrei voluto tramutare in romanzo è un'idea che nel tempo è andata mutando. Nata nel 2002, poi divenne un cortometraggio coi ragazzi di un centro di aggregazione (nella sua parte "onirica") mentre quella action-manga/anime ecc si è trasformata man mano nel fumetto che arriverà... e di cui saprete tutto tra qualche giorno!
      Comunque, posso dire per ora che è un'opera ironica in alcune cosa, ma serissima quando tratta le trame dei ragazzini protagonisti; è un po' parodia (di un genere, dei generi, ma anche dell'industria produttiva), omaggi e ironia (specialmente auto-ironia), scorretta verso me e chiunque esiste nel mondo XD

      Moz-

      Elimina
    5. "Parodia dell'industria produttiva", interessante. Sono curioso per il reveal e dello stile di disegno.

      Elimina
    6. "Stile manga" perché lo sta realizzando un mangaka italiano :p
      (E comunque è una parodia di anime/manga e live action)
      👍🔥💥

      Moz-

      Elimina
  3. Complimenti e in bocca al lupo per il progetto :)
    Delle serie che citi ho visto Slayers (quando è stato passato su Mediaset, ero giovane allora :P ), Sword art online e Toradora (Rai4) sapevo che erano tratte da ligh novel. Di Kate and Julie ho visto invece pochissimo, penso un paio di puntate.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho sempre amato le Dirty Pair, effettivamente il loro mondo è ormai espanso^^

      Moz-

      Elimina
    2. Grazie mille. Slayers su Mediaset è un ricordo indelebile (Lina Inverse è stata la prima vera eroina LN per molti di noi, anche se all'epoca non sapevamo nemmeno cosa fosse una "Light Novel").

      Dirty Pair è una chicca per veri intenditori: aver visto anche solo un paio di puntate ti mette già nel club dei veterani.

      Elimina
    3. Io ho anche il fumetto di Smith ;)

      Moz-

      Elimina
    4. Anche se ho visto poco, di Diry Pair mi ricordo bene la punta riguardante la rivolta dei topi, soprattutto il finale: non so perché mi è rimasto impresso.

      Elimina
    5. Oddio questo non lo ricordo!!
      🐁🐁🐁

      Moz-

      Elimina
  4. La light novel "Dirty pair" l'ho letta in illo tempore poiché venne pubblicata a puntate sulla rivista Kappa.
    Auguri a Umberto per il suo progetto. In passato ho scritto parecchio, forse avrei partecipato a un progetto del genere, ma ammetto che ormai ho sparato tutte le cartucce e non ho più granché da creare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La creatività arriva sempre!!
      Comunque, viva le Dirty Pair, che hanno girovagato su più fronti... anche italici^^

      Moz-

      Elimina
    2. Grazie mille per gli auguri. E per la scrittura... mai dire mai. A volte si pensa di aver finito le cartucce, invece serve solo cambiare "arma" (o formato).

      Elimina
    3. Concordo!
      Magari prima o poi mi cimento davvero anche io 😉

      Moz-

      Elimina
  5. quando sento la parola "light novel" non posso non pensare alle uniche che ho letto, cioè i 3 "seguiti ufficiali" di Orange Road, romanzi scritti da un epigono ma impreziositi dalle illustrazioni del maestro Matsumoto... dalla prima LN hanno tratto anche il secondo film, l'ultimo prodotto ufficiale di Orange Road che abbiamo avuto :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, non so in quel caso come possono essere catalogati, perché appunto sono romanzi derivativi di manga/anime, non opera originale nata come LN (un po' anche come quello di Ken, o se ricordo, Bastard!!)... 🤔🤔🤔

      Moz-

      Elimina
    2. In questo caso l'opera (originale) di partenza è il manga. La light novel è un sequel. L'anime è un adattamento del manga.

      Elimina
    3. Esatto, quindi non so se sia argomento di tuo interesse...

      Moz-

      Elimina
  6. Caspita che progetto, tra l'altro avrei sempre voluto leggerne alcuni, ed ora potrei "selezionare" alcuni di mio gradimento e/o interesse.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, anche io resto affascinato da questo mondo e chissà... prima o poi mi butto!**

      Moz-

      Elimina

La possibilità di commentare da anonimo va e viene a seconda della mia presenza :)