[RIVISTE] Anime Cult 32, ecco com'è!

 


Ed ecco il trentaduesimo numero di Anime Cult, il cui nucleo principale è stavolta dedicato al fantasy alla giapponese, un argomento che mi ha coinvolto direttamente e che ho provato a schematizzare (analiticamente) traghettando il lettore di opera in opera.
Ma come sempre, la proposta del magazine è ricchissima, e ve la illustro!


Questo è il sommario:



Ormai ho preso possesso della rubrica iniziale, "Come eravamo", che mi permette di sviluppare argomenti sulla storia di anime e manga in Italia, da me amatissimi (come sa bene chi mi segue da tempo qui sul blog).
Stavolta ho toccato un punto per me fondamentale: come la cultura giapponese è stata sdoganata (da noi, ma non solo) non parlando di animazione e fumetto, ma attraverso tante altre contaminazioni e opere corollarie della cultura pop: cinema, musica, giochi di ruolo, libri, pubblicità, prodotti.
Questo era davvero uno degli articoli che più avevo voglia di scrivere nella vita, ed eccolo qua!



Giorgia Vecchini intervista il mitico Davide Garbolino, doppiatore e presentatore amatissimo; Maurizio Ercole, invece, ci porta nel mondo coloratissimo di Daniela Durisotto, disegnatrice/illustratrice col suo stile ispirato agli anime e manga.
Fabrizio Ponciroli ci ricorda l'esistenza del particolare Tytyl, Mytyl e l'uccellino azzurro, anime tra quelli "dimenticati" ma indimenticabili.




Parte così lo speciale di questo numero, dedicato al japan fantasy. Tocca a me, nello specifico, fare da cicerone tra i vari sottogeneri e le varie categorie. Inizio con una ricostruzione filologica e storica dei prodotti contenenti elementi fantastici, per approdare poi al fantasy vero e proprio.
Maurizio Ercole firma il primo approfondimento, sul celebre film La grande avventura del piccolo Principe Valiant, raccontando la produzione della storia di Hols.

 



Si entra di prepotenza quindi nel fantasy più "classico": Leone Locatelli ci parla di Slayers, a cui è stata dedicata ovviamente anche la copertina di questo numero: un viaggio tra romanzi, giocattoli, influenze e... anche la versione italiana. Io, invece, vi porto sull'isola maledetta per Record of Lodoss War.



Altro argomento da me amatissimo è quello dell'influenza (reciproca) tra anime, manga e videogiochi (fantasy, in questo caso). E così, ecco una mia retrospettiva tra jrpg, platform, fumetti, mediamix e quant'altro, da Toriyama ad Amano e altri grandi artisti, passando per videogames e fumetti che sembrano giochi di ruolo... e giochi di ruolo che sembrano anime.
Scommetto che rimarrete stupiti!




A proposito di questo, Maurizio Iorio ci delizia con Dragon Quest... per due, ossia Dai e L'emblema di Roto! Capitoli immancabili in uno speciale legato al fantasy... anche videoludico.





Io analizzo il sottogenere isekai, cercandone gli inizi e parlando anche (socialmente) delle ultime derive: oggi queste storie vanno per la maggiore, ma come sono cambiate nel tempo?
Fabio Cassella propone, a tal proposito, un articolo sullo splendido film Leda: pensate, la genesi di queste pagine è da cercarsi nel passato, perché questa analisi doveva essere scritta per il secondo volume di RetroMania ma poi le cose sfumarono!
Però, come sempre, tutto fa il giro!



Filippo Petrucci si occupa del lato "divertente" del fantasy alla giapponese, prima con un articolo introduttivo di studio sul genere, poi con le analisi di Guru Guru ed Excel Saga!



La palla torna a me perché mi tocca (con sommo piacere) raccontarvi delle derive più oscure e dissacranti di questi mondi fantastici: prima con un articolo generico, poi analizzando Berserk e Bastard!! tra influenze e innovazioni.




E quindi sì, torno su Berserk e la cosa non può che farmi ipercontento, essendo la mia opera preferita.
Così, in questo numero, posso dire di essermi davvero divertito tanto e spero di aver consegnato, tanto alla rivista (come sempre curata dal prode Vincenzo Perrone con Viola Zorzi) quanto ai lettori, qualcosa di bello, particolare e che possa fornire spunti di discussione e di riflessione.




Alessandro Bottero ci porta nel caliente Messico, per raccontarci l'exploit anime e manga nella terra dei tacos; come sempre, articolo molto interessante ricco di retroscena particolari.
Il robot di questo numero è Mechander, e ce ne parla Giorgio Messina, che firma anche l'articolo sui giocattoli (deluxe) dei robottoni.




Fabrizio Ponciroli illustra il 2001 delle figurine speciali di Dragon Ball GT, e Giorgia Vecchini continua il suo nippotour, stavolta incentrato sui... daruma!




Nicola Carrassi ci riporta nel 1994, quando in Italia arrivarono i Power Rangers... spiegandoci del perché furono trasmessi fuori da Bim Bum Bam (almeno inizialmente: andarono alle 18 su Italia 1) e corredando l'articolo di ricordi e "reliquie".






Tocca quindi al reparto "musicale" per un'intervista doppia, a Silvio Pozzoli e Massimo Spinosa,di Emmanuel Grossi, incentrata - tra le altre cose - sul ricordo della sigla dell'anime Madamoiselle Anne





Seguono come sempre le recensioni di anime, manga e saggi, oltre che l'analisi "fuori tempo massimo" a firma Luca Raffaelli, che stavolta ci parla del decimo episodio di Remì.
Anime Cult 32 inaugura peraltro un nuovo corso della rivista, sempre più approfondita e analitica, che da questo numero diventa trimestrale al fine di garantire ulteriore qualità, e adegua il prezzo a questa scelta.
Prossimo numero dunque ad agosto, dove verrà presentata anche la nuova linea manga.
Se vi imbattete in Anime Cult 32, se leggerete i miei articoli... fatemi sapere cosa ve ne pare!


24 commenti:

  1. Commento sempre sui temi non essendo lettore della rivista.

    "Sdoganamento del Giappone grazie ai media" in attesa dell'articolo sul blog rimango sempre più saldo della mia idea si tratta di qualcosa di superficialissimo ☹️ basta leggere i commenti su qualsiasi video sul Giappone per leggere montagne di sciocchezze allucinanti 😱.

    Anime Cult diventa trimestrale? Anche se non sono lettore di questa rivista l'esperienza mi dice che è una scelta editoriale puramente difensiva probabilmente dopo 4 anni i temi da trattare stanno diminuendo e anche il pubblico sta diminuendo (entrambe le cose del. utto fisiologiche).

    "Prossimo numero dunque ad agosto, dove verrà presentata anche la nuova linea manga."

    Mi interessa molto perchè la nuova edizione di Cobra è veramente un titolo grosso
    ... Facile che Cobra inizierà ad essere pubblicato nel periodo di Lucca 2026.

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    1. No, assolutamente: come sai non tratto le cose in modo superficiale.
      Si tratta di cose che ho vissuto; un processo che, nel mio articolo, parte dal "pubblicità McDonald's su Goldrake, Occhi di Gatto a Sanremo e Uova di pasqua che vanno a ruba: come siamo arrivati a questo se fino a qualche anno fa era impensabile? Se prima i cartoni erano robe per sfigati e il Giappone roba di cose violente e fatte al computer?"😋
      E allora ho cercato le varie "tappe otaku" extra anime/manga, ma ovviamente a braccetto con loro specie a partire dalla seconda invasione, perché il percorso attraversa varie nicchie nerd e poi diventa cultura pop (e pure moda!) ;)
      Insomma, tratto la cosa dal punto di vista sociale, soprattutto.

      Trimestralità: sì, ormai gli argomenti forti si stanno esaurendo. Per forti intendo quelli che vendono, perché purtroppo con questo bisogna fare i conti... e quindi ovviamente è fisiologico, così come un ovvio calo (ma non so se questo è stato drastico, eh: per esempio so che il numero con Goldrake, tra i recenti, aveva venduto bene).

      Per i manga, da come ho capito si parte proprio da agosto con alcuni titoli, e altri arriveranno...🤩

      Moz-

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    2. Come ho scritto nell'altro commento un articolo molto gustoso che io mi gusterò nella versione per il blog come hai annunciato nell'ultima Mikipedia... Ovviamente immagino che sarà un articolo diverso dalla rivista ma da quello che ho capito il senso non cambia.

      Io spero sempre che le riviste Sprea continuino il loro viaggio anche se la crisi delle edicole è ormai tragica ☹️.

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    3. Si tratta ovviamente dell'articolo sulle tre invasioni. Mi sa che ne farò un libro, dai...^^

      Moz-

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    4. L'idea del libro è interessante ma la tua visione degli eventi storici spesso non è elastica.

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    5. Io li racconto per come sono andati, faccio ricerche con fonti (per questi articoli, ogni volta smonto praticamente le mie librerie). Non si tratta di ipotesi o pensieri personali, ma di fatti avvenuti che io mi limito a ricomporre ;)

      Moz-

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  2. Non intendevo dire che tu sei superficiale ma che il 99% degli italiani sul Giappone sono superficiali.

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    1. Considera che io parlo dal punto di vista italiano, ossia come NOI abbiamo sdoganato la cultura giapponese aprendola e facendola diventare pop. Non parlo di cultura giapponese in sé, non mi avventurerei in cose che conosco poco, se le conosco poco.

      Moz-

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    2. Adesso ho capito.
      Un po' quello che è successo con gli USA specialmente dopo il 1945.

      In generale sui Giappone gli italiani dicono e pensano cose assurde 😱 andava bene nel 1996 ma nel 2026 leggere certe cose fa cadere le braccia.

      Aspetto l'articolo sul Moz O'Clock!

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    3. Non so cosa dicano, però considera che devi fare una cernita, sempre, tra discorsi superficiali e basic, e quelli comunque competenti. In qualunque campo.

      Moz-

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    4. Il solito chiacchiericcio da bar ☹️ per me leggere e sentire una marea di sciocchezze sul Giappone da parte di tantissimi non mi piace per niente ☹️ anche perché poi molte di queste sciocchezze fanno proseliti diventando cose che la gente comune ci crede sul serio.

      Ma purtroppo pretendo troppo dall'italiano medio.

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    5. Penso sia così per ogni argomento, in realtà.
      La gente, di suo, è superficiale.
      Però può imparare sempre cose nuove...^^

      Moz-

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    6. Quando faccio scrolling su Facebook utilizzando lo smartphone di qualche parente leggo cose assurde! Fai conto che io ho la passione di scrivere enciclopedie sul Giappone quindi sono molto sensibile su quello che riguarda il Giappone e leggere certi post e commenti imbarazzanti mi lascio sempre allibito.
      Ultimamente per tutelarmi evito proprio di leggere i post e commenti sui Giappone.

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    7. Moltissimi luoghi comuni che imperversano sui social network tipo Facebook ☹️.

      Tipo quando si parla dell'autonomia dei bambini giapponesi non viene mai detto che le elementari finiscono a 12 anni e chi nasce a aprile e maggio quasi alle soglie dei 13 anni.
      Da noi in media le elementari finiscono 18 mesi prima in quella fase della vita sono un'enormità...
      Esempio adesso sto vedendo l'anime di Hikaru no Go con protagonista un ragazzo della SESTA elementare l'equivalente della nostra seconda media fino a marzo inoltrato.

      Ci sono tante cose che l'italiano medio di Facebook non conosce ☹️.

      Se poi si va su questioni più importanti tipo il ruolo della donna nella società giapponese la disinformazione dei social network esprime il massimo del suo peggio.

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    8. Ma questo non avviene solo per il Giappone, è così per ogni argomento, anche per le cose italiana XD
      Non prendertela, è sempre così: prima la gente le cazzate le diceva al bar, ora le dice su Fb...

      Moz-

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    9. Purtroppo anche persone con ruoli importanti nel settore ne hanno dette di cose allucinanti 😱

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    10. Avoglia, ma sicuramente anche io avrò detto delle cazzate, eh!

      Moz-

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    11. Da parte di persone ritenute esperte in materia che lavorano nel settore mi dispiace tanto...

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    12. Ma succede: solo chi non fa niente non sbaglia mai.

      Moz-

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    13. Spesso dubito delle conoscenze di alcuni di questi soggetti non è qualcosa di bello.
      Non è possibile che non sanno alcune cose basilari che ho dovuto dimostrarle poi si sono improvvisamente zittiti.

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    14. Non è tanto il non sapere, perché il non sapere è sacrosanto, quanto magari insistere.

      Moz-

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  3. Mi ha fatto piacere sentirti, e avvisarmi, del tuo lavoro al salone chissà, magari...ciao nipotine!!! Buona fortuna e buon lavoro😃👍

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