[RICORDI] i miei libri delle elementari


E anche oggi torniamo a scuola, coi miei ricordi anni '80 e '90.
Se la settimana scorsa vi ho mostrato i miei quaderni, oggi tocca ai libri delle elementari!
Ore e ore passate su testi e grammatica, su numeri, regioni e confini, avvenimenti storici, schede da completare.

Cinque anni infiniti ma che, grazie a questi stessi libri, ogni tanto avevano momenti di fantasia ed evasione in formato pop.

Iniziamo da Si parte, un titolo un programma: era il libro dei primi due anni della scuola primaria.
Testi semplici e semplici esercizi.



Matematica, statistica, logica e informatica (mica coi computer, eh!) dei primissimi anni delle elementari.
Notate una scheda compilata da me nel marzo 1990.


Schede varie dal libro Volare. Questa fu compilata nel 1989.


I libri di lingua italiana. Tanti testi, tante foto e disegni, ma anche poesie. E, in appendice, coniugazioni e altre schede di grammatica.


Ma se poi c'erano foto del genere, coi miei amati Lego, col cavolo che ascoltavo la maestra.
Mi perdevo in quell'immagine e cercavo di capire quali confezioni mostrasse, cosa mi mancasse.
Notate il Ricky Fabuland gigante. Amore. (Scopri qui i Lego Fabuland!)


Scoprire Perché, il sussidiario.
Conteneva tante materie in un unico libro, così la cartella era più leggera.
Matematica, scienze, storia, geografia e studi sociali. Ogni materia aveva la sua sezione, rappresentata da un dato colore.
La pagina che vedete aperta rappresenta per me un bel ricordo: guardate quel "bravissimo" scritto dalla maestra. Eravamo in una classe diversa da quella usuale -non so perché- e l'insegnante mi interrogò a sorpresa, restando stupita di quanto mi piacque quell'argomento.


Voi conservate i vostri libri scolastici?

E se volete vedere i miei quaderni anni '80, cliccate sulla foto qui sotto!

https://mikimoz.blogspot.it/2017/09/quaderni-scuola-anni-80.html

93 commenti:

  1. Amarcord scolastico :)

    Matelandia era il libro di testo che mia mamma faceva usare ai suoi alunni e a me dispiaceva che non fosse adottato anche dalla mia maestra.

    Scoprire perché me lo ricordo, ma in questo caso penso che fosse utilizzato nella mia classe :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Toh! Quindi conosci sia Matelandia che Scoprire Perché... addirittura utilizzato da te!! :o

      Moz-

      Elimina
    2. Ho scritto penso perché non ne ho la certezza. Ma stasera ci guardo quando esco dal lavoro :)

      Elimina
    3. controllato: era di mia mamma.

      Io avevo il fantastico "Nuovo! In diretta dal mondo"

      Elimina
    4. Quindi tua mamma potrebbe essere la mia maestra XD

      Moz-

      Elimina
    5. Insegnava matematica si!

      Elimina
    6. La mia materia Spreferita XD

      Moz-

      Elimina
  2. Uhhhhh il sussidiario!
    Quanto amore...
    Il mio si chiamava "dove (o come?),quando e perché"

    Non sono sopravvisuti alla furia di mia madre. Forse ci ha conservato qualche quaderno, forse.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I sussidiari erano stupendi.
      Che poi io lo sentivo pronunciare in un modo che sembrava scomporre la parola sussi da diario, e credevo appunto che c'entrasse il diario, e non il sussidio :)

      Moz-

      Elimina
    2. Ora con quel nome dal dizionario ci hanno ricavato un gioco dentro "Reazione a catena" su Raiuno!
      E' proprio vero: dopo Omero è tutto uno scopiazzare!

      Elimina
    3. Non ho visto il programma... devo vedere di che si tratta :)

      Moz-

      Elimina
    4. Vedi gas, tutto torna.
      È mia mamma la dipendente da reazione a catena...

      Elimina
    5. Mo devo vedere di che si tratta :)

      Moz-

      Elimina
    6. E' il quiz estivo della Rai che sostituisce L'eredità... Due squadre da tre concorrenti si sfidano in vari giochi basati sulla correlazione tra parole (pandora - vaso - fiori - mazzo) o nel risolvere indovinelli da una serie di indizi successivi.
      Alla fine risulta vincente la squadra meglio affiatata, dato che 3/4 del gioco è tutto un accumulare montepremi, poi c'è il gioco "di squadra" dove si decide chi vince la puntata; infine nel gioco finale si disperde il montepremi perché farlo vincere tutto manderebbe in bancarotta la Rai dopo 4 puntate. :D

      Elimina
    7. Ma il programma lo conosco; non conosco il segmento dello stesso a cui facevi riferimento^^

      Moz-

      Elimina
    8. E' un gioco dove viene data una serie di indizi sul come, dove, quando è perché l'oggetto della soluzione si usa... I concorrenti possono interrompere il presentatore quando vogliono per tentare di dare la risposta esatta. E Pupo era odioso in quella circostanza!

      Elimina
    9. Ah ecco :)
      Però come gioco sembra fico :)

      Moz-

      Elimina
    10. Meglio dell'Eredità sicuramente.
      Però io da Raiuno preferivo "Colorado" con Alessandro Greco (non il programma omonimo tipo Zelig), e "Passaparola" su Canale 5.

      Elimina
    11. Colorado, sì, ricordo!
      Passaparola, tra gli "ultimi" (per annate), credo sia il migliore.

      Moz-

      Elimina
  3. Tu giochi facile però, Miki.... anni 80/90!
    Io dovrei giocare con la seconda metà degli anni 60 e poi proseguire. Uff! E chi se ne ricorda più!
    Come per i quaderni i miei libri non esisstono più e sinceramente non ne ho il minimo ricordo.
    Troppo vecchia?????????????

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, erano gli anni in cui ho iniziato la scuola XD
      Non sei vecchia, penso tu abbia più o meno l'età di mia mamma! :)

      Moz-

      Elimina
  4. Che bei ricordi, davvero. I libri segnano un'epoca.
    Ciao Miki.
    sinforosa

    RispondiElimina
  5. Prosegue con mio personale piacere questo tuffo nel passato scolastico!

    Non ne sono sicuro come per i quaderni, ma dovrei avere tutti o quasi tutti i miei libri delle elementari.
    Non ho memoria dei titoli dei libri di prima e seconda, ma ricordo bene i tre volumi di lettura e i tre del sussidiario dalla terza alla quinta:
    - Leggere Parlare Scrivere (trovata la copertina del volume di quarta).
    - Esplorare e conoscere, del quale però non c'è traccia su Internet, tanto da sospettare di non ricordare bene il titolo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, il sussidiario era per le classi 3,4 e 5 :)
      Il libro che hai linkato ha proprio la tipica grafica anni '80 XD

      Moz-

      Elimina
  6. Ti faccio ridere: i libri che ho io non mi ricordo di averli usati XD Sono pessimo! E ci si passava sopra i pomeriggi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahaha, meglio così, fidati... Io ricordo ore interminabili!^^

      Moz-

      Elimina
  7. io li ho ancora tutti, mia figlia li ha venduti :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io mi pare di non aver venduto niente, ma dalle superiori (forse dal terzo anno) li compravo usati perlopiù. Sticazzi, non sono libri di piacere XD

      Moz-

      Elimina
    2. Qualcosa l'ho venduta... Tipo i libri di religione delle medie (a mia volta comprati usati, tanto per decenni sono stati sempre gli stessi) e vari libri di matematica.
      L'usato era comodo ed economico, dato che spesso c'era già sottolineato quello di importante da sapere.

      Elimina
    3. Verissimo! Infatti al liceo i libri usati mi hanno aiutato moltissimi grazie a sottolineature e APPUNTI LATERALI XD

      Moz-

      Elimina
    4. Ero l'unico stronzo, che li ricomprava da coglioni/somari che evidenziavano TUTTO, cambiando solo il colore? Cosa inutile e che affaticava la lettura?

      Elimina
    5. AAHAHAHAHAHAHAHAHAH!
      Madonna, quello è come se li avessi pagati il DOPPIO XD

      Moz-

      Elimina
  8. Sussidiario e libro delle letture.
    Bei tempi quando si andava a scuola con la cartella leggerissima, piena zeppa di astucci strapieni di colori a spirito e matite colorate, gomme da cancellare della Mulina Bianco e merendina d'ordinanza quasi sempre sbriciolata. :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oddio, la Kinder Brioss è nata per sbriciolarsi. Incredibile.
      A contatto con l'aria si disfaceva inesorabilmente.

      Viva le cartelle di una volta, ricche di fantasia.

      Moz-

      Elimina
    2. Oddio, i colori "a spirito"... :D
      Prima di iniziare la scuola, a casa li chiamavamo "pennarelli", sicché ho faticato a ribattezzarli e, quando raccontai del nuovo nome a casa, mia madre, ingenuamente, commentò: "Eh, ma quelli a spirito li usano i grandi!" Associazione spirito-alcool-liquori... :D

      Elimina
    3. Ahaha, io anche adesso li chiamo PENNARELLI :D
      Credo che in negozio anche capiscano che i pennarelli sono i colori a spirito^^

      Moz-

      Elimina
  9. Non ci posso credere... passa un anno, torno qui nel MozWorld e vengo catapultata prepotentemente (e come al solito) nella mia infanzia più lontana, ma che a ben vedere è estremamente vicina.
    Leggendo il tuo post ho ricordato pressoché tutto. Perfino la parola SUSSIDIARIO, che avevo completamente rimosso dal mio vocabolario! XD
    Un bacio, Miki! Bentrovato! :)

    ps. devo aggiungere per onor di cronaca, che mentre si caricava la pagina qui del tuo blog (connessione lenta causa temporalacquazzonenonsoperché) e piano piano l'header - quello di quest'anno che ancora nonconoscevo - veniva fuori, m'è venuto da pensare "che figo il Moz, quest'anno ha scelto GOKU come sfondo!
    Immaginati il mio DOLORE, quando ho scoperto che era una palma e non la capa capellona di Goku! -_-'

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha, sto morendo per la questione di Goku: in effetti se guardi solo l'inizio della head può sembrare XD
      Bentrovata a te, Robi!
      Come vedi qui non è cambiato niente, GokuPalma a parte^^

      Moz-

      Elimina
    2. Chissà, magari il grafico si è ispirato davvero a Goku...
      Dopo Omero, è tutto un copiare... :D

      Elimina
    3. Ahahaha XD
      cit. appena sopra :p

      Moz-

      Elimina
  10. Lo sai già chi sono18 set 2017, 21:28:00

    Che post rilassante ^^
    mi hai fatto pensare a mia nonna, anche lei conserva i libri di quando era maestra negli anni '80
    ;)

    RispondiElimina
  11. I miei libri scolastici non hanno resistito alla furia omicida di mia mamma, si salva solo qualche libro "tecnico" delle scuole superiori che ho conservato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quelli delle superiori fino a poco tempo fa svettavano ancora nella libreria di casa XD

      Moz-

      Elimina
  12. Non li ricordo e non ne ho conservato nessuno. L'unico ricordo che conservo con piacere sono le illustrazioni che accompagnavano le bellissime storie di Gianni Rodari, sicuramente nei libri di italiano. Ogni tanto torno a cercarle su Google.
    Comunque a scuola ce torni te e tu' sorella! L'unica cosa bella dell'età adulta è che non esiste più la scuola, tranne che per il traffico che crea, li mortacci sua!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io vorrei vivere in un'eterna scuola media :)
      Comunque sì, io ho dei libri di Rodari e anche lì le illustrazioni erano parecchio belline^^

      Moz-

      Elimina
    2. Da piccolo io volevo vivere in una sua illuminazione 😁

      Elimina
    3. Mi sono espressuto male. Non sue ma abbinate ai suoi racconti. Nei miei libri di italiano c'erano questi disegni prima della storia.

      Elimina
    4. Sì, anche nei miei: le illustrazioni per i libri delle elementari -devo dire- sono bellissime^^

      Moz-

      Elimina
  13. Io dei libri di scuola ho tenuto solo ciò che non sono riuscito a rivendere e ciò che mi poteva tornare utile!

    RispondiElimina
  14. avevo adorato il post sui quaderni, elogiando la capacità di tua madre di poter partecipare a un programma di "Real Time", ora la storia si ripete.
    con piacere.
    da boy scout quale fosti però, mi aspettavo anche quelli di religione... avrei voluto sapere se erano come i mie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è, se guardi bene la foto iniziale con il titolo: si chiama FESTA XD
      E' che in realtà io sono davvero molto poco religioso :p

      Moz-

      Elimina
  15. Wow! Quanti ricordi! Ovviamente sono tutti nella memoria perché non ho nulla dei libri delle elementari ma alcuni li ricordo. Ricordo "a gonfie vele" che era un libro di italiano (alle medie lo avremmo chiamato libro di antologia) e fu il primo libro che sfogliai. Altri libri se chiudo gli occhi ne ricordo il colore e la copertina, ma i titoli purtroppo no.

    Pur non avendo mai amato la scuola per qualche motivo ero sempre curioso di sfogliare i libri scolastici i primi di settembre, quando mia madre li andava a ritirare. Li dovevo sfogliare e annusare tutti, e dentro di me dicevo: "wow, quest'anno sarà difficilissimo e poi l'anno scorso c'era scritto 3^elementare mentre ora sono in 4^, sarà tutto difficile", questo mi bastava per sentirmi un po' più grande rispetto all'anno precedente, come se vedere i numeri crescere sui libri (che appunto contrassegnavano la classe) mi aggiungesse un grado sulla spallina dello scolaro. :p

    Ero felicissimo quando c'era da ricomprare il diario, le matite, le penne, i colori... pur non amando nulla di quel mondo in cui avrei avuto bisogno di tutto questo! XD Che cosa strana, ma anche oggi se passo nei reparti cancelleria nei supermercati/ipermercati se non compro una penna, qualche matita, un quaderno o altro... è come se mi mancasse qualcosa e infatti sono sommerso di penne, moleskine, blocknotes, quadernini e altro sulla scrivania. Chissà perché questa cosa? ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché la scuola e l'università -pur con carriere turbolente, magari bocciature, cambi, cose non andate...- è sempre dentro di noi.
      Io vivo in un'eterna scuola media.

      Vero, anche io sfogliavo i libri ben prima che si aprisse la scuola: alle medie ero super entusiasta di ciò, specie per inglese (che non avevo mai studiato).

      Moz-

      Elimina
    2. Lo sfogliare i libri prima che iniziasse la scuola l'ho fatto qualche volta, ma mi soffermavo sui libri più illustrati, non certo su antologie, grammatiche o matematiche!
      Ricordo che divorai, in principio di scuole medie, i libri di Tecnica e Artistica: del primo mi affascinava l'approccio artigianale ai vari materiali e le procedure per disegnare figure geometriche precise; del secondo la creatività dei laboratori guidati e la bellezza di vari dipinti raffigurati (e lì m'innamorai di Renoir e Caravaggio).
      Curioso anche il testo di Scienze delle medie, "Scienza attiva": tutto disegnato senza nemmeno una foto, e i tre volumi venduti assieme...

      Elimina
    3. Scienze coi soli disegni è un paradosso fighissimo :)
      Sì, io sfogliavo sempre artistica, tecnica (che però non amavo, era una materia per me ostica specie coi disegni -tavole da squadrare e stronzate simili) e soprattutto inglese: unico volume per tre anni, aveva anche delle tavole a fumetti^^

      Moz-

      Elimina
    4. Alle medie il libro di inglese non aveva fumetti ma quasi... La "Unit" iniziava sempre con disegnini incolonnati tipo fotogrammi, e sulla destra i dialoghi.
      Raccontava, con un certo filo logico (!!!) le vicende di due famiglie con relativi figli, i cui due minori (Pat Porter e Frank Taylor) andavano a scuola assieme...
      Ecco la copertina con Pat e Frank, e una delle Unit, con papà Taylor (di mestiere portalettere) che in un pub incontra David, suo futuro genero, assieme a sua figlia Ann (sorella di Frank), nonché Dick (fratello di Pat) con la fidanzata Lila (la cui famiglia di colore è protagonista di una Unit)!
      Cioè, "Un posto al sole", levati! :D

      Elimina
    5. Io odiavo tutte le materie ovviamente, tranne scienze ed antologia, gli unici due libri che mi soffermavo a sfogliare di più.

      I "dialoghi", li chiamava la nostra prof., erano appunto scenette in inglese da imparare a memoria. Ovviamente in 5 anni di elementari e 3 di medie non son mai riuscito ad imparare un dialogo di inglese a memoria, né di francese... a scuola ero "'na zappa", facevo solo ciò che mi piaceva fare come temi, riassunti(ero un maestro della comprensione del testo), letture e studiare scienze, per me il resto come materia non esisteva. Ricordo la mia prof che mi diceva: "come ogni anno ti rifiuti categoricamente di fare matematica e geometria, due materie che per te non esistono", ed io ringraziavo la prof. per la comprensione, perché sono materie che mai mi è interessato studiare: illogiche, astratte, fine a se stesse. Un carattere anarcoide come il mio in quelle mura ha sempre cozzato male. :p

      Elimina
    6. Ma avevi ragione! Matematica è astratta per come trattata! Dopo avere spiegato le quattro operazioni fondamentali, il resto andrebbe trattato quando si iniziano a studiare materie pratiche dove il calcolo di un'area ha un senso geografico, o il prodotto tra due numeri un senso fisico. I numeri senza unità di misura sono tempo perso.

      Elimina
    7. Sono d'accordo. ;)

      Elimina
    8. Gas: fighissimo che le unit avessero un filo conduttore, così si crea anche una sorta di "storia", un percorso che va al di là del semplice studio.
      Dovrebbero farlo anche con altre materie!

      @Denny (e Gas): vero, anche per me la matematica, al di là dei concetti base del saper contare, andrebbe trattata in altro modo.

      Moz-

      Elimina
    9. Il libro d'inglese delle superiori, "Actual English" (per il biennio soltanto), proponeva sempre una sorta di ruoli fissi tra i personaggi (ovviamente differenti), ma senza vignette, sembrava di leggere libretti di prosa teatrale; molto meno accattivante. :(

      Elimina
    10. Madonna, già dalla copertina mette ANSIA XD

      Moz-

      Elimina
  16. Che bravo! *__*
    Io ho ancora qualche libro di scuola che non ero riuscita a vendere ;-) e il quaderno dei temi di seconda elementare (buffissimi!).
    Il tuo post mi ha messo di ottimo umore, ma ha anche fatto tornare in mente un episodio assurdo, sempre collegato alla scuola e ai materiali scolastici, di cui sono stata vittima in terza superiore, al liceo artistico, e cioè il furto della mia cartelletta, con tutti i disegni di cui andavo fierissima e cui ero affezionata per vari motivi.
    Normalmente le cartellette venivano riposte nell’armadietto di classe, che veniva chiuso a chiave dal bidello a fine lezione, perché erano ingombranti (100x70) e pesanti da trasportare.
    Una mattina, abbiamo trovato l’armadio spalancato, il lucchetto tagliato e gettato a terra. All’appello mancava la mia cartelletta e qualche disegno di un altro compagno.
    A distanza di sette anni, quando ormai quel ricordo era calato nell’oblio già da molto tempo, ho incontrato una compagna di classe del liceo, che non vedevo più dai tempi della maturità. Questa mi ha invitato a casa sua e lì mi ha attaccato un bottone sul suo fantastico percorso di studi presso la facoltà di architettura. Al di là dell’autocompiacimento leggermente stucchevole la visita scorreva come da copione: piuttosto insulsa, come del resto avevo sempre considerato la mia ospite. Ma a un tratto si è verificato un colpo di scena che mi ha letteralmente lasciato senza parole.
    Nel continuo tentativo di voler dimostrare la sua bravura, di cui mi chiedevo quale fosse il motivo che scatenasse in lei tanta foga, mi annuncia di essere appena stata assunta come praticante presso una prestigiosa casa di gioielli, la quale al fine di sondarne le capacità artistiche le aveva chiesto, in fase di colloquio, di mostrare alcuni suoi lavori a mano libera. La cosa mi stupì molto, anche perché serbavo il ricordo di una studente a dir poco mediocre da quel punto di vista, ma tacqui e sorrisi educatamente.
    Con disinvoltura, la simpaticona estrasse quattro tavole: il ritratto a figura intera che avevo fatto a mio fratello, il ritratto di mia madre, lo scorcio del mio terrazzo e un ritaglio di un mio autoritratto del quale restava giusto la zona occhi.
    Mi alzai, senza nemmeno respirare e imboccai la porta per andarmene via prima possibile.
    Non ho più rivisto quella compagna, ma l’anno scorso, quindi a distanza di decenni e decenni, ho ricevuto il suo invito ad accordarle l’amicizia su Facebook.
    Guarda un po’ cos’hai scatenato con il tuo post!
    Un abbraccione, caro Miki e a presto ^__^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Clem, da come hai raccontato la vicenda, direi che questa tizia è una pazza pericolosa.
      Mi pare ovvio che abbia fatto apposta a invitarti e mostrarti I TUOI disegni: cioè, i ritratti dei tuoi parenti e di casa tua.
      Chissà cosa voleva dimostrare, oltre alla colpa del furto.

      Ora siete amiche su fb?

      Moz-

      Elimina
    2. Anch'io, come te, caro Miki, sono convinta che avesse orchestrato tutto fin dal principio per dimostrarmi di essere l'artefice del furto.
      Ti giuro che mi sono chiesta per molto tempo per quale motivo avesse voluto tirarmi un simile scherzo, poi mi sono detta che forse lo ha fatto per umiliarmi. Si vede che la mia bravura dei tempi del liceo l'aveva ferita, ma io non me n'ero mai accorta e di sicuro non c'è mai stata da parte mia l'intenzione di darmi delle arie e calpestare gli altri. Semplicemente sono sempre stata brava a disegnare, fin da piccola, e per questo ho sempre ricevuto il plauso dei miei insegnanti, dall’asilo in su. Per me era normale e non badavo alla reazione altrui.
      A distanza di pochi anni da quell’episodio ho approfondito lo studio della relazione causa-effetto. Da lì in poi mi sono accorta che ogni nostro gesto ha una ricaduta, in questo caso si tratta di un riverbero bello tosto, così che anche quando non siamo consapevoli di ciò che andremo a provocare l’effetto si scatenerà comunque.
      In pratica, se vogliamo metterla come una lezione di apprendimento, dovevo capire l’importanza di porre attenzione a tutto ciò che faccio. Non che sia facilissimo, eh, anzi…. ;-)
      A ogni modo, dopo circa trent’anni, lei si è rifatta viva e io le ho accordato l’accesso alla cerchia dei miei conoscenti su FB. Non l’ho fatto per stringere un’amicizia che non c’è mai stata, né per curiosare i fatti suoi, di cui non mi interessa tanto neppure oggi, ma l’ho inteso come un gesto di accomodamento.
      In questo modo, chiaramente in via del tutto soggettiva perché non ho mai più sollevato la questione con lei, ho voluto riconoscere a me stessa che, sebbene involontariamente, la mia arroganza aveva mosso una persona a soffrire e questo non deve più ripetersi.
      Poi, che lei lo abbia compreso, o meno (e magari si senta ancora più spavalda e furbetta), non mi riguarda più.
      Per me ha significato chiudere definitivamente con quel passato doloroso e superarlo in pace.
      Mi spiace solo per i miei disegni, soprattutto per il ritratto di mia madre, che da anni ormai non è più tra noi.
      Un abbraccio e ancora grazie di cuore dell’occasione che mi hai dato di parlarne e dell’interessamento! *__*

      Elimina
    3. Innanzitutto grazie a te per aver condiviso con me e con noi Clockers questo tuo ricordo.

      Mi stupisco di ciò che hai scritto, davvero una cosa profonda.
      Ti sei quasi addossata una colpa (che comunque non c'è) per la questione causa-effetto.
      Io, ti giuro, le avrei spaccato la faccia e calci in bocca. E sputtanata.
      Sì che l'avrei fatta soffrire.
      Poi però, anche io, le avrei accettato l'amicizia su FB.

      In ogni caso, fidati, quale che siano le cause e gli effetti permettimi di dire che il suo non è stato un comportamento normale.
      Innanzitutto ha infranto la legge due volte (furto e falsificazione a un colloquio), ma proprio tutto il corollario è da persona instabile...

      Moz-

      Elimina
    4. Mi permetto di aggiungere un ultimo passaggio e poi chiudo: caro Miki e cari Clockers è una promessa. Giurin giuretta! ^__^
      Non so se davvero mi sia addossata la colpa. Secondo me, no.
      Per come la vedo io, ho semplicemente riflettuto sul fatto che, sebbene l’ex compagna di classe, ad una analisi superficiale, apparisse la più “normale” dei “normali”, una “signorina perbenino”, presentava inevitabilmente segnali di disturbi probabilmente attribuibili a una psiche labile, che io mi ero rifiutata di vedere.
      Il paradosso sta nel fatto che ai tempi del liceo mi attivavo (socialmente e politicamente) per contrastare i fenomeni di violenza che finivano nella cronaca mediatica e non mi ero accorta di quanta rabbia, risentimento, rancore e quindi violenza, mi avvolgesse nel quotidiano.
      Certo, non ero un’adulta, né una psicologa, né una psichiatra, ero una studentessa di quindici anni. Ma non escludo che se avessi prestato più attenzione e fossi stata meno ingenua (in fondo non mi mancava l’intelligenza per farlo), avrei potuto, non dico prevenire, ma in parte contenere le derive. Forse – e dico forse, perché non è detto che possedessi gli strumenti idonei a riconoscere un simile disagio mentale – avrei potuto dialogare con lei più di quanto non abbia fatto capendo meglio quali sentimenti covasse, per esempio. Pertanto, quando parlo di causa-effetto, ritengo che la mia giovane età di allora non possa essere usata come scusante per aver agito con tale superficialità, per non aver nemmeno voluto provare ad aprire gli occhi. Anch’io, in fondo e solo in questi termini, riconosco una mia parte di responsabilità per ciò che è accaduto.
      Concludo chiarendo solo due punti.
      Il primo è che condivido appieno la tua opinione sull’instabilità emotiva di quella donna. Di lei so solo che ha raggiunto l’obiettivo di diventare una brava professionista (forse cercava l’amicizia su FB per darmi quest’ulteriore aggiornamento?) e me ne rallegro (è meglio che sia felice, visto che quando non lo è si accanisce su chi le sta a fianco!).
      Il secondo è consequenziale, vale a dire cioè che ho accettato il collegamento sulla piattaforma social solo per dimostrarle che non provo rancore in quanto ritengo la questione personalmente risolta e superata, ma con lei non interagisco. Mi auguro che abbia trovato un sostegno psicologico adeguato, però desidero tenerla più possibile alla larga… non si sa mai ;-)
      Ciao! :-)

      Elimina
    5. Clem, guarda che non ci sono problemi e puoi scrivere quanto e come vuoi! :)

      Ora ho compreso meglio; certo, dai... eri giovane. Non si può davvero prestare attenzione a tutto ciò, secondo me. Probabilmente all'epoca nemmeno ti interessava approfondire la conoscenza di questa tizia (secondo me, comunque, ti avrebbe fatto del male lo stesso, magari in altri modi, perché una persona così si sente sempre inferiore agli altri).

      Oggi... sono d'accordo. Se è contenta e ha raggiunto una stabilità... perfetto, meglio per lei^^

      Moz-

      Elimina
    6. Scusate se intervengo nella discussione.
      L'episodio vissuto da Clementina è stato una brutta mazzata a livello emotivo, mi stupisco come abbia saputo reagire con tanta maturità, elaborando una sorta di "perdono" (virgolettato ovviamente): sono gesti che riesce a fare soltanto una persona che sta bene con se stessa, e di conseguenza riesce a tenere in equilibrio la propria sfera sociale. Ti invidio e stimo allo stesso tempo, vorrei essere così, ma puntualmente, specie in situazioni "a caldo", la mia reazione a certi torti, anche se risalgono a decenni prima, tende a essere violenta, almeno a livello verbale; e la cosa non mi fa certamente bene, perché è come aprire un rubinetto che mi prosciuga energie, per darmi cosa poi? Giustizia no, soddisfazioni forse a breve termine ma che non cambiano la storia...

      Per la cronaca io subii il "furto" di alcuni miei disegni tecnici da parte del professore di Disegno (<a href="https://pbs.twimg.com/profile_images/2813608196/80b3a6a2fffb1b65c396c0ee1de70878.jpeg>clicca per vederlo in faccia</a>), che mi chiese di tenere alcuni disegni di ciascuno studente della classe per farne un album da depositare poi in segreteria, e invece non consegnò mai nulla! Si è fregato, tra i vari disegni, una mia scala a chiocciola realizzata in prospettiva, con tanto di retini e ripassata coi pennini!

      Elimina
    7. Vero, Gas...anche a me ha colpito molto la maturità di Clementina: fosse successo a me, avrei davvero sputtanato la tizia. Forse facendole ancora più male, chissà, ma la gente squilibrata non deve poter intaccare gli altri, suvvia.

      Il tuo prof... chissà se si è mai vantato, a casa con gli amici, del tuo disegno. Magari ha solo davvero voluto tenerli per ricordo...^^

      Moz-

      Elimina
    8. Cari Miki e Gas, anzitutto vi ringrazio! *__*
      È vero, Miki, la tipa non è mai stata una simpaticona, anzi… ;-) :D Poi le cose sono andate come sono andate.
      Comunque, per quanto certi episodi lascino il segno e questo è sicuro, possono anche rivelarsi un ottimo espediente per lavorare a fondo sulle proprie emozioni. In questo modo, anziché rispondere con la stessa moneta che ci ha ferito, si può tentare di sovvertire il meccanismo, ribaltandolo.
      Dopo quello smacco e alcuni altri casi “anomali”, diversi ma che condividevano la stessa matrice, ho cercato risposte.
      Devo dire che la filosofia orientale mi è venuta spontaneamente incontro (oltre ad aver sempre avuto una naturale inclinazione per essa – e non ho idea del perché, visto che nessuno di mia conoscenza, tantomeno in casa, la coltivava – ho trovato una serie di indizi diffusi un po’ ovunque lungo la mia strada che mi hanno condotta lì), così, approcciandola e successivamente approfondendola, ne ho beneficiato moltissimo perché ora so come trovare uno spazio molto intimo nel quale sospendere i miei giudizi ed elaborarli prima di fare un autogol! :-D
      Nonostante ci lavori sopra da decenni, però, vi assicuro che anch’io come tutti mi ritrovo talvolta a scivolare nel trappolone della soluzione più semplice e immediata, che poi mi si ritorce contro. Insomma, forse a me serve un allenamento costante per trovare un equilibrio… un po’ come serve ai bambini per imparare ad andare in bicicletta… e questa via mi è congeniale! Ma ciascuno di noi possiede il proprio percorso, il proprio metodo e tutti questi, se finalizzati a farci star bene, con noi stessi in primis e con il nostro ambiente (che poi è il nostro specchio), sono ottimi.
      Vi auguro un magnifico week end e vi mando un abbraccione!
      P.S. Gas, magari il tuo prof ha davvero conservato i vostri disegni come un piacevole ricordo. In fondo, è una gran soddisfazione per un insegnante vedere quanto sia diventato bravo l’allievo. Per contro, la sua leggerezza nel trascurare di depositarli in segreteria, così come di darvene conto, gli ha giocato un brutto scherzo. Certo, potrebbe anche aver agito in malafede, come pensi tu. In quel caso, ahimè per lui, prima o poi, in un modo o nell’altro, ne pagherà le conseguenze: il karma è infallibile!
      Ciò che conta, però, è che i tuoi disegni devono esser stati molto belli per aver attirato tanta attenzione e per quanto dispiaccia non averli più tra le mani, nessuno potrà mai rubare il tuo talento.
      Ciao ^__^

      Elimina
    9. Ciao Clem: sui disegni di Gas la vedo come te, e in fondo è così anche per i tuoi. Nel senso che, ad aver voluto proprio quelli, sia la tua compagna ladra che il prof forse in malafede, è una soddisfazione. Un riconoscimento.

      Quanto però alla certezza del furto, al perdono e al karma: ok, ci sta. Ma nella vita di ora, senza che a quella tizia sia stata data una lezione, può darle adito a comportarsi così male con altri (e,per inciso, il furto e lo spacciare opere altrui per le nostre, quindi mentendo sul lavoro, è anche una cosa penale)^^
      io due sberle preventive gliele darei :)

      Moz-

      Elimina
  17. Purtroppo niente mi è rimasto, tranne il ricordo di un periodo fantastico ;)

    RispondiElimina
  18. Wao! Non ricordo nemmeno un titolo e di certo non se n'è salvato neppure mezzo, ma i ricordi sono assolutamente dolci e preziosi.
    Ricordo che una volta terminato il loro uso scolastico, mi piaceva giocare alla maestra con i miei amici (io ovviamente ero la maestra con tanto di penna rossa), quindi sono stati scritti e riscritti con le penne replay che se pur si cancellavano alla lunga bucano il foglio.

    Però grazie per avermici fatto pensare, era tanto che non ti leggevo, felice di averlo fatto.
    Ciao Moz!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao carissima, bentrovata :)

      Contento di averti fatto tornare in mente qualche bel ricordo^^
      Che dire, anche noi poi riutilizzavamo i libri per gioco (tipo per fingere una libreria all'interno di altrettanto finti laboratori...)

      Moz-

      Elimina
  19. Ai miei tempi c'era il libro di lettura, prima e seconda elementare, mentre nei tre anni seguenti era affiancato dal sussidiario.
    Stranamente i libri non li ho più, mi vieni quindi il sospetto si dovessero restituire alla scuola, come poi accadeva di prassi anche alle medie. I libri non venivano comprati, ma dati in prestito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa cosa non la ricordo... E se non sia mai il libro -in qualche modo- veniva rovinato?
      Comunque anche per me era così: primi due anni c'erano dei libri, mentre 3a, 4a, 5a elementare c'era il sussidiario^^

      Moz-

      Elimina
  20. Ma che bello, facevi logica e studi sociali, due materie che hanno completamente eliminato nella scuola primaria, neanche io le ho mai fatte ^^ che emozione tirare fuori questi libri, vero? :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, sono sincero: è come tornare di colpo a quegli anni.

      Moz-

      Elimina
  21. Ora voglio la "puntata" sui giochi che si facevano tra i banchi durante le ore libere.
    Sempre ammesso che non fossi solo io ad avere avuto l'ora libera settimanale da trascorrere in aula, generalmente dopo un compito in classe.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi ero perso questo commento :o
      Comunque, l'ora libera mai avuta, però ora è come un flash che mi è tornato in mente... :o

      Moz-

      Elimina
  22. Avevo anche io il "Si parte", non sarebbe male una scansione...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, sarebbe un bel lavoro: se mi contatti in privato posso madarti qualche foto di qualche pagina! :)

      Moz-

      Elimina