Yes, no, maybe, I don't know...
Nel panorama delle serie comedy o delle sitcom, Malcolm in the middle ha rappresentato qualcosa che è anche difficile da definire, figuriamoci da descrivere.
Lontana dalla satira (sempre più fiacca) de I Simpson, portava in scena le disavventure quotidiane di una famiglia americana media (tendente al ribasso), ma attenzione: era anche lontanissima da quelle risatine preregistrate (spesso al gusto afro) che per tanti anni hanno colorato le nostre televisioni.
Malcolm è stata una serie trasversale e transgenerazionale, anche transrazziale anzi transetnica, dovremmo dire oggi: ma ecco, il politicamente corretto non viaggiava da queste parti.
E non era quello sforzato de I Griffin, men che meno quello di South Park.
Semplicemente la scorrettezza non era tale, non era inseguita, perché si trattava della normalità di ogni giorno.
Di quei giorni di inizio anni 2000: gli ultimi veramente normali.