[FUMETTI] Diabolik, Sangue sulle onde: la recensione (no spoiler) dell'albo n. 950!

 



Nuovo traguardo per Diabolik, che segna il 950° episodio, con l'albo dal titolo Sangue sulle onde.
Un titolo che lascia già intuire cosa succede, e la copertina non lascia adito a dubbi: una piccola nave da crociera, il Vergilius, viene assaltata da una banda senza scrupoli.
E, ovviamente, a bordo ci sono Diabolik ed Eva...


La coppia di criminali vuole impossessarsi di una collana di perle rosa dall'inestimabile valore, che i coniugi Powell hanno imbarcato con loro sul Vergilius.
Ma la crociera superlusso, che parte da Ghenf per raggiungere Rasheed, non vedrà protagonisti solo Diabolik ed Eva: anche un pericoloso gruppo di uomini armati intende salire a bordo...




Non è la prima volta che i nostri si trovano faccia a faccia con un contrattempo simile: era già successo, ad esempio, in Terrore sul Karima, infatti solitamente quando un'avventura si svolte in alto mare va da sé che quel viaggio si trasformerà in un'avventura pericolosa.
La collana che Diabolik sta cercando rischia così di finire nelle mani degli assaltatori, gente preparata e decisa, con un capo carismatico che però è necessario far crollare, per salvare la situazione.




E sì, perché le cose si complicano quando i nostri vengono scoperti e tenuti sotto scacco: inizia così un gioco d'astuzia tra Diabolik e la banda, approdata sul Vergilius in cerca di un obiettivo preciso.
Come potrà Diabolik trarne eventuale vantaggio?






Molte cose potrebbero non essere come sembrano inizialmente; dietro l'azione si nasconde qualcosa di più grande e inaspettato, mentre a bordo inizia a serpeggiare il dubbio...
Sangue sulle onde, coi suoi ribaltamenti continui, ci mostra il sangue freddo di Eva e Diabolik che pur alle strette riescono sempre a farcela, cercando di ribaltare ogni situazione a loro favore.
Nei corridoi del Vergilius cadranno in molti, mentre l'equipaggio - sotto sequestro - dovrà gestire ben due pericoli diversi...




L'albo scorre tra azione e una bella trovata, forse solo in alcuni passaggi rischia di essere un po' macchinoso riprendendosi con le spiegazioni finali che raccontano poi cosa è successo nel dettaglio; la celebrazione del "numero tondo" avviene intersecando la geografia diabolika (Rasheed è la capitale di un emirato, già citata e apparsa in passato) al parco personaggi ricorrenti; il soggetto (di Gomboli, Lotti e Mainardi - questi ultimi due anche sceneggiatori) è solido e mostra psicologia, omicidi e fughe; i disegni di Candita, impreziositi dalle retinature di Chillura, sono espressivi e dettagliati. Bisogna però citare Noemi, presente in quarta di copertina (by Buffagni), leggermente diversa (almeno di profilo... e naso) rispetto a come compare nell'albo.
Il mese prossimo sarà tempo di una nuova ricorrenza: con Diabolik è quasi sempre festa!

4 commenti:

  1. Sono passati 100 mesi dal mio primo Diabolik, "Sulle tracce di Eva", anche lì mare scenario protagonista.
    Noemi mi sembra ispirata a Elena Ossola. 🤔

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    1. Wao, allora per te è un grande festeggiamento!
      Beh, il numero 850 è stato forse più intrigante di questo, ma pure qua bande armate via mare e Dk che con Eva deve risolvere la situazione e scampare a più di un pericolo...

      Moz-

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    2. Ho avuto modo di acquistare l'albo e l'ho letto: complessivamente bello e sorprendente, anche se la strage fatta da Diabolik non lascia tracce di sangue in giro: non pretendo scene splatter o laghi di fluidi ematici, ma almeno qualche macchia sul pavimento e qualche parete...
      Se ho ben capito a lettura in corso, Diabolik avrebbe assunto soltanto dopo il furto l'identità del capitano (cosa che avevo intuito e abbastanza prevedibile): dai primi pensieri di Eva avevo inteso che ne avesse preso il posto sin dall'imbarco.
      Si intuisce qualcosa di anomalo nel capitano dalla necessità di riportare la nave sul punto in cui è avvenuto l'arrembaggio, di solito si procede "in diagonale" puntando comunque alla destinazione: tornare indietro era necessario per l'ultimo colpo di scena che, no, non è l'identità della spia 😅 ma la costruzione della fuga dalla nave.

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    3. Non avevo notato questa cosa del sangue... non so se sia stata una scelta stilistica o di comodo.
      Sì, il capitano è una figura ben riuscita anche perché appunto il lettore intuisce che qualcosa non va in lui... ma cosa?^^

      Moz-

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La possibilità di commentare da anonimo va e viene a seconda della mia presenza :)