[DOCUMENTARIO] Wanna, la serie Netflix: la recensione

 

Ingannare sempre, pentirsi mai. D'accordo?
Il claim del nuovo e chiacchierato prodotto Netflix sembra indicare già la strada che lo spettatore è chiamato a compiere, in queste quattro puntate.
Wanna, documentario sulla vita -televisiva e non- di Wanna Marchi (e figlia, e non solo) è una serie veramente bella, ben realizzata e intrigante.

Non solo la regina delle televendite, ma la televendite in sé: Wanna deve pur partire da un punto, che farà felici gli appassionati di televisione.
È -anche- storia delle TV private, dei centralini impazziti e di un sottobosco di personaggi ambigui.
E ovviamente è la storia di questa donna, della sua giovinezza, dei suoi sogni e di come tutto è andato a rotoli, più volte.






Pensare a Wanna Marchi e Stefania Nobile, oggi, significa tornare con la mente solo a quel 2001 col servizio di Striscia che inchiodò le tue teleimbonitrici.
Un processo lungo e mediatico: appelli, sentenze, carcere.
Ma, in Wanna, quello è praticamente solo l'ultimo capitolo della storia: una storia ben più articolata e che solleva alcuni veli molto particolari, lasciando lo spettatore con tante domande.






Non facciamo qui il processo a madre e figlia: hanno truffato? Per la legge sì, e così è.
Il punto di vista etico e giuridico forse combacia, forse no: "i coglioni meritano di essere inculati", ma è giusto così?
In sostanza, anche la legge italiana ormai non tutela più i creduloni, e vorrei vedere.
Discutibile e ai limiti della legalità è invece il fondo dove si sono spinte le due imputate, con ricatti morali e un sistema mirato a irretire alcune "vittime".
Fa parte del marketing, specificano loro.






Vendere un prodotto è solo il primo passo per aprirsi un varco verso il proporre altri probabili acquisti: si tratta del mantenersi un cliente.
Tutti creiamo una catena: lo faccio io quando inserico altri link ai miei articoli (per permettere l'approfondimento e tenere il lettore ad appassionarsi di più al mio blog), lo fa il negozio di scarpe che in cassa ti vuol vendere calzini, deodorante, lacci.
Lo facevano Wanna Marchi e Stefania Nobile, e però loro ci ricavavano miliardi a palate.
Un tesoro di cui si favoleggia ancora.






Il problema per le due donne non fu tanto il finire nel mirino della criminalità organizzata; non fu la bancarotta degli anni '90 che portò la signora Marchi già una prima volta in carcere.
Il vero casino è stato maneggiare con poca cura e molta faciloneria (e un tocco di arroganza) una materia tanto pericolosa quanto aleatoria come la fortuna.
Malocchio, oroscopi, amuleti, lettura delle carte e un cuoco/cameriere con qualche conoscenza candomblé: il maestro di vita Mario Do Nascimento.






È lì che Wanna e Stefania si spingono oltre: non più creme dimagranti e prodotti comunque studiati da un chimico di fiducia, ma qualcosa di impalpabile su cui basare l'ennesima catena.
Il sale ovviamente non si scioglie, e parte così un rito magico.
Si vende il nulla e si fa leva sulla paura della gente.
Apro una parentesi: è ciò che la Chiesa fa da secoli, sventolando la dannazione eterna come implicita minaccia, portando così un sacco di soldi nelle sue casse.
Funziona, perché la gente ci crede ed è costantemente peccatrice: impossibile non peccare, come è impossibile che una certa quantità di sale si sciolga in acqua.






Da condannare -e infatti madre e figlia e spirito santo (Da Nascimento) sono stati condannati- è il modo fin troppo aggressivo e senza pietà con cui mandavano avanti la catena.
Le gente, per loro, si è rovinata. C'è chi ha rubato soldi a marito e figli, chi si è prostituito.
Forse non succede con chi dona soldi alla religione (se non a qualche assurda setta) in cambio della pietà di Dio, ma queste cose avvengono anche a chi si affossa ai legalissimi videopoker. Così, per dire.
Ma le vittime sono vittime, e non è mai giusto affondare sulle fragilità della gente: è inelegante, è brutto, truffaldino.
Porta tanti soldi, ma anche la galera.
Specie se hai un nemico potente (e su questo sospetto si basa parte della serie).






Wanna e Stefania non sono pentite: il documentario scava a fondo, forse più di ogni altra volta, nella loro personalità.
Non concepiscono un pentimento perché nella loro testa non avrebbero fatto nulla di male; non provano emozioni se non l'una per l'altra, sembrano non ammettere il perdono e questo è l'aspetto più particolare che esce fuori da Wanna.
Sono loro due, sole, contro tutto e tutti. Incaute e aggressive, donne e bambine. Le uniche che restano mentre tutti fuggono, le uniche che pagano per i peccati.
In una eterna infinita guerra col resto del mondo, dove il guadagno è un riscatto più che una soddisfazione.






Figure che arrivano a punte di odio verso tante persone, figure che vengono a loro volta odiate e disprezzate ma non lasciano indifferenti.
Hanno fatto, trent'anni prima degli influencers, quel che fanno i divi del web: televendite che erano racconti di vita, dirette vere e proprie, uno storytelling preciso che intratteneva lo spettatore.
Wanna ripercorre tutto questo e molto, molto di più: intervengono volti del giornalismo, della TV (da Ghione di Striscia a Roberto Da Crema, protagonista di un simpatico trailer), vittime, ex collaboratori della ditta, avvocati e addirittura gente condannata per affiliazione mafiosa.






Wanna
solleva tanti veli, dietro a una storia di televisioni e frequenze, di imprenditori e di misteriosi individui oggi scomparsi dalla circolazione.
Uno spaccato italiano dove probabilmente c'è molto di più oltre le televendite, ma su cui forse nessuno indagherà mai.
Prendetevi quattro ore e guardate i quattro episodi di questo documentario, che non giudica e racconta senza problemi luci e ombre di un fenomeno.
E una raccomandazione: negli eventuali commenti vi invito a non alzare toni e parole, d'accordo?

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102 commenti:

  1. Hanno fatto partecipare le due al progetto o hanno preso le interviste più recenti fatte da altri per imbastarlo?
    Se sono state consenzienti e protagoniste dirette dico che squallore le hanno pagate e fatte diventare nuovamente piccole celebrità dovrebbero stare in carcere a vita non libere di nuovo davanti al riflettore.
    I loro clienti erano veri coglioni soggetti molto minorati come si può credere alle loro cacate e alle solite più vecchie dei tarocchi e le altre truffe più classiche e strambe se lo sono meritati di venire truffati pesantemente.
    Non mi piace questa americanizzazione di fare film e documentari sui delinquenti passati a celebrità del momento quasi come se volessero anche cancellare il loro marcio.

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    1. Il documentario non cancella niente, racconta luci e ombre (e lascia intravedere misteri) dietro il fenomeno (televisivo e non).
      Loro la galera l'han fatta e hanno pagato i conti secondo la legge. Il prodotto, molto molto ben realizzato, si basa su una nuova intervista a loro due e tanti altri ma da lì si usa materiale dell'epoca 👍🔥

      Moz-

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  2. Non devo alzare i toni?
    Nessuna giustificazione per questa banda di criminali telematici! 😠

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    1. Non si giustifica nulla, in alcun modo. Il documentario è lucidissimo e racconta davvero tutto 👍
      Tutto e di più.
      Io comunque i criminali veri li cercherei anche altrove...

      Moz-

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    2. Non ho detto che sono colpevoli soltanto loro... Mi attengo ai personaggi del post.

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    3. Loro sono colpevoli per me più eticamente che altro. Certo sono colpevoli anche per la legge e hanno pagato.
      Ma se io ti dicessi: Gas, ho sognato che la tua famiglia morirà, dammi diecimila euro e faccio il talismano per evitare la tragedia... Io mi approfitto di te, se tu sei credulone, ma il credulone sei anche tu.
      La Chiesa ci marcia da duemila anni però è tutto legale... 🤔

      Moz-

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    4. Beh è la classica situazione de:

      Se rubi 1.000 sei un ladro
      Se rubi 1.000.000 sei un furbo
      Se rubi 1.000.000.000 sei un genio
      Se rubi 1.000.000.000.000 sei intoccabile

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    5. Stai facendo paragoni poco felici. La Chiesa semmai gioca su timori, suggestioni, fede... Wanna Marchi e soci invece vendevano oggetti con vizio di dolo (termine giuridico), poiché del tutto inefficaci allo scopo.
      E il loro mancato pentimento, alla luce di tragedie familiari che hanno provocato, me le rende dei parassiti sociali che consumano soltanto ossigeno.

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    6. La chiesa non vende oggetti ma si fa pagare per gli stessi scopi. E tra folklore e scaramanzia è un attimo: santini, statuine, collanine, immagini... Non siamo molto lontani dalla cosa.
      Pezzetti di saio di Padre Pio, o reliquie similari in vendita sempre perché si vuole avere qualcosa in cambio...

      Moz-

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  3. Non alzo i toni, ma semplicemente mi rifiuto di guardare la serie (tipo come leggere l'autobiografia di Schettino), anche perché - dimmi se sbaglio - la visibilità di queste iniziative porta loro ulteriori soldi. Davvero inconcepibile. Poi che la gente a volte meriti di essere truffata ci sta (son caduto anch'io in qualche trappola), ma gli autori possono sparire serenamente nell'oblio.

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    1. In realtà mi sa che non sono state pagate. Non vorrei dire una castroneria, però.
      In ogni caso, non capisco perché scagliarsi contro documentari e interviste anche a personaggi moralmente ambigui, se occorrono per descrivere storia e storie italiane, un pezzo della nostra televisione e via dicendo.
      È come non voler sentire le dichiarazioni dei membri sopravvissuti della banda della Magliana, perché criminali. Però raccontano cose interessanti per tutti... 👍
      Guarda la serie, non te ne pentirai.

      Moz-

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    2. Alla fine mi sa la guardo perché anche altre persone insospettabili me ne stanno parlando bene.. ;)

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    3. E vedrai che prodotto fantastico (televisivamente parlando) è.
      E non solo televisivamente^^

      Moz-

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    4. Bisogna vedere se hanno saldato tutti i risarcimenti per cui furono condannate (oltre alla galera), se non è avvenuto almeno parte dell'eventuale pagamento è andata lì e non a loro.

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    5. Penso abbiano saldato tutto già all'epoca...

      Moz-

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  4. Ciao! Hai ragione sul fatto di raccontare storie per conoscere la storia e questi eventi fanno parte del nostro passato ma credo che ci siano avvenimenti molto più interessanti da raccontare e a cui dare risalto! Grazie del consiglio comunque!

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    1. Giuro che questo è interessantissimo. Non solo per me che amo la TV (e l'ho anche studiata accademicamente), ma per tutti, perché è uno spaccato italiano che fa luce su varie cose strane... 👍

      Moz-

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    2. Do ragione all'anonimo/a il mio commento dopo che tu gli/le hai risposto è scivolato sotto.
      Ste due non devono essere riportate in auge.

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    3. Quindi, seguendo il tuo ragionamento, dobbiamo togliere le pagine di Hitler e Stalin e Mussolini dai libri di Storia, senza invece spiegare come andarono le cose dando voce a tutti... Mah.

      Moz-

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    4. Rigiri sempre il discorso LORO DUE non sono così importanti da riparlarne per quanto è grave quello che hanno combinato che tanto le conoscono tutte i soggetti storici sì ma che dici dai.

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    5. Guarda il documentario, poi magari parli.
      Anzi, guarda il documentario, poi iscriviti e poi parli, perché ti cancellerò ogni commento anonimo.

      Moz-

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    6. Miki, approfitto del tuo confronto/scontro con Anonimo per farti una domanda: mi spieghi che significa "iscriversi"? Scusami ma questa è una delle cose qui dentro che mi risultano un pochettino oscure...

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    7. Avere un account con cui loggarsi.
      Tu, sostanzialmente, commenti in modo anonimo aggiungendo un nome, ma non hai un account fisso solo tuo, un profilo ufficiale Capricornus :)

      Moz-

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    8. Quindi tu hai un account. I tuoi follower hanno un account. E in generale, tutti coloro che intervengono qui e hanno una faccina, un disegnino, un simbolino ecc. accanto al nickname hanno un account. È così?

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    9. Io devo averlo altrimenti come farei a gestire il blog?
      Non tutti i commentatori lo hanno, tu non lo hai e chi commenta da anonimo non lo ha.
      Purtroppo anche i disturbatori (poco disturbanti, per fortuna) non lo hanno, visto che sono vigliacchi.
      Io dico sempre che è utile avere un profilo google (lo si fa via mail), sei UNICO, hai un nickname che nessuno può prendere, nessuno può spacciarsi per te e soprattutto puoi commentare sempre (sono io che permetto ancora agli anonimi di commentare, ma il resto della blogosfera evita questa opzione che porta solo probabili casini).

      Moz-

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    10. Insomma, mi piazzo nella zona grigia :-) Grazie della spiegazione, Miki!

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    11. Yes, ma prima o poi potrebbe essere necessario un account se avrai ancora piacere di intervenire qui: praticamente sono l'unico blogger che ancora apre ai commenti di utenti anonimi, e non è detto che sarà così per sempre... ;)

      Moz-

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  5. Infatti dobbiamo dare importanza a chi e a cosa nel bene e nel male lo merita davvero.

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    1. Giusto dare importanza a chi merita per diversi motivi, nel bene e nel male 👍

      Moz-

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  6. Il figlio più grande lo ha visto e me l’ha consigliato, più che altro per vedere uno spaccato, assurdo ma reale, della ns. Italia di quel momento.
    sinforosa

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    1. Esatto. Uno spaccato televisivo e di costume, di pensieri. E misteri che penso nessuno svelerà mai...

      Moz-

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  7. Non ho Netflix, in ogni caso non l'avrei guardata. Grazie a Striscia abbiamo conosciuto abbastanza di questa storia e chi non ne sa niente credo non aggiunga niente d'importante alle sue visioni, è una storia che ha fatto male a tante persone e sono certa che molte persone penseranno anche che qualcuno se la sia cercata. Mi chiedo come abbiano potuto per anni mandare in onda le loro televendite con toni oltraggiosi nei confronti di persone colpevoli solo di attraversare un periodo di fragilità, e bisogna trovarsi dentro per giudicare. Non sono state pagate ma si sa che le cose anche negative portano pubblicità e nel peggiore dei casi oltre a riaprire ferite non si sa cosa altro possano scatenare. Non sarei minimamente curiosa di vedere una serie così, anzi, la realtà è bastata. Tutto è storia del nostro paese, tutto è lecito raccontare, salvo dire no perché ci sono storie che è solo meglio dimenticare. Ma questo è solo il mio parere.

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    1. Ti assicuro che quanto raccontato da Striscia è una minima parte del fenomeno.
      Il documentario, giuro, aggiunge molto (moltissimo) di importante. E dà voce anche alle vittime, varie volte. Non credo che le due "protagoniste" ne escano bene, non si assolve nessuno ma è un racconto lucido che finalmente fa luce anche sulla loro natura umana.
      L'opera evita i giudizi, non sta a noi giudicare dopotutto, ma è un documentario utile sotto tantissimi aspetti...

      Moz-

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  8. Che le due protagoniste non ne escano bene è indubbio, ma già lo sappiamo a prescindere.
    Dare voce alle vittime..... giusto, non vorrei apparire supponente, ma posso prevedere e non faccio parte della schiera che appunto pensano che se le sono andate a cercare, anzi, in un momento di fragilità nessuno di noi è in grado di dire o solo pensare a dove potrebbe spingersi. Le varie prese di posizione nel passato di Wanna Marchi erano chiare, "se sei c..... è giusto imbrogliarti". Ancora oggi dare voce a tutto questo con altri retroscena sinceramente non ne capisco la ragione. Sono altresì in disaccordo sul raccontare qualsiasi cosa tramite film tipo storie su ragazze assassinate o similari: dal Circeo ad altre storie vere, il mio parere è no, ma appunto è solo una mia posizione.
    Intanto voglio salutarti che non l'ho fatto per bene, belli gli ultimi post, non rispondo sempre ma ti leggo.

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    1. Grazie mille, Lory!
      Guarda, comprendo bene il tuo punto di vista (che è quello di molti). Ricordo le polemiche su Romanzo Criminale (ci ho scritto una tesi di laurea, sopra...) e il campo è sempre quello. Informare / spettacolarizzare.
      Il problema è che si tratta comunque di intrattenimento, e tutto lo è. C'è chi fa servizio e intrattiene, e chi intrattiene romanzando.
      Io mi pongo a metà: raccontare tutto, eticamente in modo corretto, senza celebrazioni eccessive.
      Restare distaccati.
      La serie Wanna prova a farlo, anche se comunque le due protagoniste rubano la scena nel bene e nel male. Però ti assicuro: è una storia così complessa che i retroscena li merita, anzi meriterebbero questi di essere sviscerati. Ma andremmo a finire fino alla P2.

      Moz-

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  9. È uno spaccato di storia più o meno recente, un dietro le quinte, ci sta, ma non mi verrebbe voglia di vederlo; scrivere un libro, un documento che rivela fatti forse sarebbe diverso. Che Netflix mandi in onda questa storia, perdonami, ma mi fa pensare solo a "spettacolo", ma non voglio insistere.
    Nei commenti in alto accennavi a Stalin, alla storia, e non trovo attinenti i due paragoni perché appunto certi fatti hanno cambiato davvero la storia e certi film possono darti una chiave immediata. Fatti di cronaca nera quando ci sono torture di mezzo e ragazze vengono uccise e ti parlo anche di storie recenti fanno nascere l'idea di farne un film. Eticamente non lo reputo giusto soprattutto se si indugia sull'aspetto più cruento, è innegabile che quando il testimone non c'è più, in parte viene romanzato e già questo oltre a non essere veritiero nel peggiore dei casi rende morbosa la visione, lo trovo un ulteriore oltraggio. Ci sono linee veramente sottili, in ogni caso tornando al post il tempo ci dirà.

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    1. Quello sicuramente. Ma tutto fa spettacolo (purtroppo, e per fortuna).
      Non mi stupirebbe se più in là qualcuno facesse un film o una serie (fiction, quindi) su Wanna Marchi e le sue imprese.
      Qui siamo ancora nel campo documentaristico, peraltro con più ombre che luci.

      Moz-

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  10. Vedo tante persone che si irritano per questo documentario di Wanna Marchi... Ma vi rendete conto che oggigiorno i polli che vengono spennati sono addirittura molti di più?! personalmente quando vedo il guru di turno che vende a migliaia di euro il metodo per diventare milionari, sinceramente non ne vedo differenza se lo confronto a chi vendeva i numeri al Lotto...
    conosci i numeri che usciranno? perché non te li giochi tu?
    Conosci il metodo per diventare milionario? Perché non lo usi tu?!!!

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    1. Oggi le truffe sono ancora di più Multilevel marketing, monete virtuali, sistemi vari... il fatto è che gira tutto intorno a una cosa: i soldi facili. O meglio: migliorare di colpo la propria condizione. Perché nessuno è contento e si aggrappa a tutto.
      Ci fu un periodo boom del blogging dove tanti aprirono un blog sulla scia degli influencers, credendo subito di fare soldi facili scrivendo qualcosa (e chi cazzo sei, Alda Merini?) E invece non si fa una lira, e se vuoi bloggare devi comunque starci appresso...

      Moz-

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    2. Infatti ti raccontano che sono diventati milionari con i loro metodi, e che ora che sono ricchi di fatto fanno quasi volontariato insegnando agli altri come fare altrettanto.
      Certo si fanno pagare ma ti direbbero che lo fanno per insegnarti il valore del denaro. :D

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    3. Ahahaha XD
      Madonna quanti polli girano sul web, e i primi sono costoro che inventano queste cose millantando guadagni.

      Moz-

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  11. Non sono d'accordo. Uno può essere un credulone, ma chi se ne approfitta per carpirgli soldi è un bastardo della peggior specie. Vedere una sorta di "giustificazione" in questa dinamica perché "lo fanno in tanti" è la via per eliminare la distinzione fra onestà e disonestà. Personalmente provo disgusto per quelle due donne per il male che hanno fatto approfittando di persone talvolta credulone, talvolta solo in un momento difficile e quindi più inclini a voler sperare in una soluzione ai loro problemi. Se poi dicono di non sentirsi colpevoli, beh, chiamarle merde è gravemente offensivo verso la merda

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    1. Per capire la questione della colpevolezza, invito a guardare il documentario.
      È una cosa molto più articolata, psicologicamente, di quanto ho scritto.
      Certo, il "pentirsi mai" fa anche parte del personaggio, sia chiaro.
      Pure io non giustifico assolutamente quel che hanno fatto (penso che la mia recensione parli chiaro: non ho speso UNA parola di giustificazione, anzi), eticamente è sbagliato approfittarsi dei creduloni, ma allora dobbiamo chiudere anche la religione cattolica (o qualsiasi altra religione)?

      Moz-

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  12. No, ma ognuno farà un suo percorso e capirà cosa è giusto. Tu stai dando il 'tuo' giudizio sulla religione che altri possono non condividere anche se tu lo reputi giusto, ma è una strada personale che uno deve percorrere per eventualmente dissuadersi.
    Ugualmente chi di noi sta dicendo 'no', sta dando un proprio giudizio proprio in virtù di un pensiero, un'esperienza evolutiva chiamalo come vuoi al quale arrivi esattamente nello stesso modo, con un percorso personale. Spero di essere riuscita a spiegarmi, ma è chiaro che siamo tante teste con pensieri diversi dovuti a una serie di considerazioni diverse. La religione è un argomento che metti sullo stesso piano ma dal tuo punto di vista che un altro può non condividere, così come non condividerà il nostro punto di vista.

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    1. Certamente, ma è giustissimo così.
      La religione la cito solo come esempio, è chiaro che -come ho scritto nell'articolo- nessuno si indebita e rovina la vita per la religione (ufficiale). Però ad esempio per i videopoker e gratta&vinci legalissimi... sì.

      Moz-

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    2. Ma il tuo post è giusto ed esprime un tuo pensiero, si sente che stai nel mezzo e serve giusto per avere riscontri in merito, se no non avrebbe senso, io stesso che non ho Netflix non avrei neanche dovuto rispondere. Ma credo che questi post più che la visione di una serie servano, in ogni senso.

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    3. Io condanno prima di tutto eticamente quel che loro hanno fatto da fine anni '90 al 2001, con la storia dei numeri, talismani, amuleti. Le vicende processuali parlano chiaro e sono d'accordo anche con la legge italiana, a scanso di equivoci.
      Hanno avuto una condanna, hanno pagato.
      Per dire, ci ritroviamo Berlusconi al governo, eh. Anche lui condannato, ha pagato.

      Moz-

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    4. ma guarda, Lory. Ciao, spero tutto bene.

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  13. Quando scrivi che loro due mangiano la scena nel bene e nel male, o quando scrivi che tutto fa spettacolo e pensi che è anche possibile farne una serie, dai una risposta ai miei dubbi.
    Poi ricordo che loro erano anche in lista per fare 'L'isola dei famosi anni fa e venne fuori un putiferio. Ok, hanno pagato tu dici, ma tutto ciò lo reputi normale? È normale guardare qualsiasi cosa in virtù del fatto che tutto fa spettacolo? Il produttore o regista di questo documentario quanto guadagnerà su un prodotto che sa già che per curiosità la gente guarderà? Non lo so, credo ci sia davvero un margine enorme per dire 'no, grazie!'

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    1. Tutto fa spettacolo era inteso nell'ambito dell'intrattenimento televisivo.
      Loro due mangiano la scena perché è la loro natura, lo farebbero anche con accanto dei mostri sacri: non so come ci riescano, ma sanno farlo, sono famose per questo.
      Una cosa innata, naturale. Non è che la serie spinga su questo aspetto o lo esalti, o loro due vogliano apparire debordanti (anzi).
      Qualsiasi regista e scrittore guadagna raccontando una storia; pure quando hanno trasmesso ann fa Un giorno in pretura con tutto il processo, qualcuno ci ha guadagnato. È lavoro, e comunque non vedo perché non dover raccontare certe pagine italiane...

      Moz-

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    2. Credimi, quello che scrivi è molto chiaro, non è un giudizio a te , discuto sul fatto che chi ha vissuto tutto questo e parlo di noi spettatori ha ben chiaro il suo pensiero ne sono sicura.
      Su questo caso e non voglio pronunciarmi oltre perché non l'ho visto, l'intenzione dell'autore dovrebbe essere chiara e noi possiamo solo fare congetture.
      Voglio fare un piccolo esempio, il primo che mi viene in mente: il vaccino. Quanti di noi si sono avventurati a leggere tutto e intendo tutto quanto veniva scritto nel bene e nel male? Qualcuno aveva un'idea sua qualcun altro avrà letto un po' in giro le varie campane, ma non poi tanto, perché credo ma sbaglierò, che dentro di noi tutti avevamo già un'idea nostra, un nostro sentire. Non avevamo bisogno di sapere oltre, lo stesso in questo caso. Tutti ci siamo fatti un'idea, e probabilmente il documentario allarga il discorso, ma molti non sentono il desiderio di sapere altro.
      Non so se l'esempio può calzare, ma abbiamo un nostro 'sentire', forse da qui questo rifiuto.

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    3. Capisco benissimo e perfettamente.
      E ci sta alla grande. Io di mio posso dirti che da questo documentario escono fuori almeno due cose strane, al di là della Marchi.
      Specie una di queste, penso sia giusto approfondirla, prima o poi. Anche la Marchi, parlandone, ha detto che vuole evitare di dire la sua perché prenderebbe una denuncia.
      Si tratta di Storia d'Italia, sicuramente recentissima, l'argomento certamente mi attrae.

      Moz-

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  14. Non l'ho ancora vista e non so se la vedrò ma trovo spesso ribrezzo per chi fa questo tipo di ragionamenti:
    "i coglioni meritano di essere inculati" (che la considero un sunto di tante termini che si possono leggere)
    E' un ragionamento cinico che leggo spesso in rete , dove si mettono allo stesso piano gente che crede veramente a tutto, a chi, anche per motivi di forza maggiore, le tenta veramente tutte, sbagliando sicuramente, ma son persone che vanno capite.
    Non è sicuramente un qualcosa che mi tocca nel personale (anche se ho avuto parenti stretti in famiglia che non se la sono passata bene fino alla fine) perché per fortuna ci si è sempre rivolti ai medici sempre e comunque.

    Ma il mondo è pieno di gente disperata, gente che per avere un miracolo si affida a tutto, sbagliando sì, ma anche ingenuamente (e parliamo comunque di decenni fa, dove non c'era internet ma la TV), e che va veramente aiutata, come forse è stata una delle ultime parentesi di Striscia La Notizia, che ha permesso di aprire gli occhi a tanti disperati.

    Si potrebbe dire ancora altro, ma penso che il tutto passi sempre per il rispetto per il prossimo, cosa che Wanna e figlia (e tantissime altre persone, casi recenti pure, di personaggi che agiscono indisturbati vendendo le loro fregnacce) non hanno, perché se sfrutti le paure delle persone il carcere non ti basta.

    Caio

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    1. Esatto: io, se dovessi trovare un solo elemento su cui condannare la condotta delle due, è questo. L'essersi approfittate, con sfrontatezza (e mettendo su una catena marketing a carrarmato) di persone disperate.
      A volte, almeno da quello che può evincersi, la disperazione la alimentavano loro, lasciando intendere che ci fossero negatività e malocchi.
      Questo lo condanno, perché la gente fragile e ignorante ci casca subitissimo.
      È un reato? Questo lo stabilisce la legge. Per me è prima di tutto sbagliato a livello etico, morale.
      Ma non è un giudizio alla loro persona o al loro caso, su cui è stato detto tutto.
      Tutti ci approfittiamo delle situazioni, anche in piccol(ssim)a parte, forse pure inconsciamente...
      La religione dopotutto è la prima che per secoli ha sfruttato le paure delle persone.

      Moz-

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    2. Infatti è il discorso etico e morale che mi fa più ribrezzo di gente come loro, prender soldi a gente che può anche letteralmente morirci è da carcere a vita come minimo.

      Un conto è se , per esempio, vendono prodotti "miracolosi" per la casa, per la macchina, o che vuoi tu, ti pubblicizzano un prodotto che ti dicono che fa cose assurde , e tu ci puoi anche cascare una volta, in modo bonariamente pirla, ma poi se ci ricaschi altre volte un bel pò pollo ci sei (poi ci son io che pensa che uno che fa molteplici truffe gli vanno sommati anni e anni di galera, perché i soldi persi anche da cosidetti "polli" erano e sono spesso soldi guadagnati e sudati).
      Altro e se dici che quel qualcosa ti allunga la vita, ti cura le malattie, e stronzate del genere, sfruttare le persone in difficoltà è una delle cose più abiette e schifose che una persona può fare. Ed io non mi stupisco più di sta gente marcia dentro, che trovano sempre un modo nuovo per rendere ancora più deboli altre persone.

      Caio

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    3. Ma infatti il problema è essere andati a parare nell'esoterico.
      Mi spiego: non c'è niente di male e cartomanti, fattucchiere, maghi ci sono e ci saranno sempre.
      Loro hanno superato un certo limite, con sfrontata ingenuità peraltro...

      Moz-

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    4. Ci son casi di gente che si son fatti spillare (tanti) soldi da quel tipo di persone, l'unica cosa che li salva , diciamo, è il numero, diciamo spesso esiguo, di vittime, e puntano a chi ha veramente tanti soldi (spietati sì ma mirati), anche se pure lì ci son casi e casi.

      Sì, lo hanno superato e di parecchio.

      Caio

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    5. Sì, ovviamente studiano bene le possibilità economiche delle vittime...

      Moz-

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  15. Post bellissimo su un pezzo di storia della nostra TV, nel bene e nel male. Sarò breve e cercherò di non spoilerare: dalla docuserie emerge, oltre al corso degli eventi che portarono le teleimbonitrici alla loro ultima televendita, una trama verticale imperscrutabile da non sottovalutare. Piani alti, altissimi, che manovravano i fili di qualcosa di più di una semplice emittente o società, a discapito di "mammeffiglia" che poi ci hanno messo anche del loro per finire in carcere. Resta l'amaro in bocca perchè lasciano intendere che per il quieto vivere, è opportuno tenere latente tutta la verità.

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    1. Esatto, e da quando ho visto questi quattro episodi mi scervello su quale possa essere la soluzione.
      Un membro della P2, loro due abbastanza sprovvedute... Insomma, cocktail micidiale che va ben oltre la televendita delle alghe o dei talismani...

      Moz-

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    2. Erano manovrate dai membri della politica come marionette per i loro soliti politicanti oscuri bisogni?

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    3. La serie lascia intendere la presenza occulta di qualcosa, a un certo punto, ma non che le manovrasse... 😃👍

      Moz-

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    4. "Presenza occulta, ma non che le manovrasse?..." Sembrano due cose che si contraddicono.
      Avevano paura di qualcosa? Se ritieni in qualche modo di non avere potuto fare diversamente, innanzitutto chiedi scusa prima di dire che potrebbero farti una denuncia se parli. Non per fare l'eroina a tutti i costi, ma non esisteva una situazione per mollare? Dire no? Le telefonate minatorie ai clienti le abbiamo sentite tutti, qualcuno ti obbligava a farle? Suvvia, non posso pensare che due personalità forti come loro abbiano agito perché costrette in qualche modo, e se te ne rendi conto, un giorno chiedi scusa, cosa che non sembra, loro ritengono di avere ragione.
      Ricordo una volta, anzi, due volte sentii raccontare dalla Parietti di essere stata contattata da una cartomante o qualcosa di simile, in merito a una persona cara che avrebbe subito qualcosa di grave. Lei confessò che pur sapendo che stava buttando i suoi soldi, preferiva pagare, aveva paura di una qualche ritorsione. (Di magia?)
      E che dire della Hunziker, lei stessa ha raccontato di essere finita in una setta e quello che raccontava razionalmente può davvero essere assurdo, ma tant'è, lei è stata influenzata mica male.
      Quello è un mondo che fa paura, l'aspetto esoterico in qualche modo circuisce e credo che le persone che hanno pagato lo hanno fatto veramente perché in condizioni disperate a livello mentale, vieni soggiogata. Solo per questo è lecito informarsi sperando che il tutto venga raccontato in buona fede e non strumentalizzato.

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    5. No no, la situazione è ben diversa.
      Volevo evitare spoiler, sinceramente, sperando che ognuno guardasse e potesse farsi la sua idea.
      Però mi vedo costretto a dirlo: in sostanza, dopo una prima bancarotta anni '90, la Marchi conobbe una persona molto ambigua (risulta nella lista della P2). Non sto a dire tanto e quanto, diciamo che lui rimise in mezzo del danaro per rilanciare un po' tutto. Ci fu un litigio e lui ha giurato di vendicarsi di madre e figlia.
      Questo è un punto.
      Poi, loro hanno continuato, facendo delle malefatte che hanno prestato il fianco all'accusa, praticamente offrendosi su un piatto d'argento.
      Ma resta da capire se il tutto fosse una segnalazione per vendetta, visto che di questo signore nessuno ha mai detto nulla (e oggi risulta forse morto o comunque sparito, con l'identità non del tutto chiara).

      Moz-

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  16. Che fine ha fatto Do Nascimento? Era sparito in Brasile da dove proveniva e poi?

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    1. Nel documentario appare più volte.
      Vive e lavora in Brasile, viene intervistato anche lui.

      Moz-

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  17. Bravo bell'articolo.
    Comunque la signora ha proprio "il personaggio" dentro, se lo porterà fino alla tomba immagino.
    Forse ci crede pure lei in quello che dice e nella sbruffonaggine che manifesta.

    Alla fine è diventato un fatto di costume e di cronaca, di un'Italia di quegli anni, e si, la tristezza è che per assurdo, oggi tutto si è "moltiplicato" a dismisura con gli influencer, anche se in modo più sottile, meno urlato e immagino più "intelligente" (il ladro perfetto non è chi ruba 1000 miliardi con la rapina eclatante ma chi ruba cifre ben più basse senza mai farsi beccare).

    Comunque ho visto solo ora il trailer... madò il tizio di "wow pimpanti" l'avevo del tutto rimosso dalla memoria e si che all'epoca compariva anche lui non poco e mi sembrava pure un tizio simpatico (più di tutti gli altri).
    O quel "pazzo" della vecchia filanda che spaccava tutto.... mamma mia che trash.

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    1. Esatto, ci tengo a dire che il documentario è interessante anche perché racconta un po' dell'Italia anni '80 e '90, il benessere e le televendite.
      Sono veri e propri documenti su uno spaccato dell'Italia.

      Moz-

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  18. Denis: purtroppo sarà sempre un fenomeno permanente di gente che si fa fregare conosco gente che ho speso tutto nei night (sesso) , oppure al poker (soldi) e un'altra truffa e quella di gente che si spaccia per altri su internet sfilando soldi al gonzo di turno come al pallavolista di recente oppure rimedi assurdi ( salute), quello che accumuna le vittime e la falsa speranza o la solitudine.
    Purtroppo rimedi e soldi facili non esistono anzi la maggior parte delle volte di ritrovi peggio di prima.

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    1. Esatto. ono cose che purtroppo continueranno a essere fatte, perché in giro ci sono tanti fragili, soli o desiderosi di fare soldi facilmente (o raggiungere qualunque obiettivo facilmente).
      Ormai nemmeno la legge italiana tutela più questi soggetti e la loro creduloneria.

      Moz-

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  19. Ottimo post Miki. Ho visto il documentario e l'ho trovato estremamente realistico, quasi disturbante nelle interviste a Wanna e figlia, che non si sono mai dichiarate pentite di tutto il male provocato, anzi. Le quattro puntate mi hanno chiarito alcuni punti, visto che la vicenda l'avevo seguita piuttosto ai margini, sono un bel tuffo nella televisione di allora e credo abbiano un indiscutibile valore dal punto di vista di indagine giornalistica.

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    1. Concordo.
      Uno spaccato su TV e Italia, un fenomeno comunicativo e anche un paio di punti oscuri su cui ora vorrei sapere di più. Ma temo che nessuno approfondirà mai...

      Moz-

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  20. In un certo senso la tua raccomandazione sul moderare i toni dopo aver letto il post è già di per sé una risposta di consapevolezza del tuo "sentire",tema di cui scriveva Lory e che condivido pienamente.Mi rimane un po' perplessa quella tua sottile forma di insistenza nel vedere il documentario, che per molti non aggiunge e non toglie ciò di quanto già si sappia,e che inevitabilmente va a cozzare anche con un sentire che non vuole darsi ad una sorta di propaganda che spettacolarizza il male,senza ovviamente giustificarne le azioni che lo hanno alimentato . È come solleticare il senso di morbosità nelle persone verso queste vicende ,avviando una nuova forma di spettacolarizzazione che fa audience attraverso la visione di tali documentari.

    "Wanna e Stefania non sono pentite: il documentario scava a fondo, forse più di ogni altra volta, nella loro personalità.
    Non concepiscono un pentimento perché nella loro testa non avrebbero fatto nulla di male; non provano emozioni se non l'una per l'altra, sembrano non ammettere il perdono e questo è l'aspetto più particolare che esce fuori da Wanna"

    L'unica cosa che mi ha dato questo documentario che non vedrò , è sapere che esiste una consapevolezza del pentimento e che esistono tante persone che quelle emozioni le provano,e siano di esempio e di appoggio verso chi è più fragile o attraversa momenti inaspettati di dolore che nessun versamento di denaro può eliminare.

    Un ultima cosa non approvo la tua **generalizzazione sulla religione e sulla chiesa ,ponendole sullo stesso piano ,a noi però ciò che interessa è il valore etico e morale ,la consapevolezza del pentimento di cui abbiamo la certezza(?) che le due donne non hanno ma che noi sappiamo di avere tanto da saperlo conoscere da riconoscere, il senso di difesa verso tutte le persone che cascano dentro truffe che è giusto vadano smascherate ma senza tanto esaltarle come forma di celebrità!

    Basterebbe questo sai per riconoscersi in una religione e frequentare una chiesa senza tanti accessori... È sempre interessante seguirti senza necessariamente commentare:)Ciao Miki...

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    1. Ciao, immagino tu sia Linda!
      Dunque, chiarisco subito due punti.
      Il post è la recensione del documentario, e se insisto nel dire "vedetelo" è perché parlo di quello e lo consiglio in quanto prodotto veramente ben realizzato.
      Inoltre, ci tengo a dire, che aggiunge e MOLTO, moltissimo, alla vicenda già nota (per tanti si tratta solo di Striscia, ma assicuro che non è così: vengono alla luce molte cose di cui si sapeva poco (negozio incendiato dai calabresi per intimidazione...) o addirittura niente (una donna condannata per affiliazione camorristica; l'ombra del misterioso nobile Capra De Carrè...).
      Insomma, anche solo per uno spaccato tutto italiano (il benessere anni 80-90) e per una delle pieghe della storia d'Italia, il documentario va visto e aggiunge molto.
      Non lo avrei consigliato, altrimenti.

      Il parallelismo che faccio con la religione è ovviamente un po' per assurdo.
      Premesso che le due sono colpevoli (e appunto condannate), e eticamente hanno fatto qualcosa di brutto, dicevo che anche la Chiesa tiene in scacco morale i suoi fedeli (oggi molto meno) con paure e dannazioni, inassando soldi "altrimenti vai all'inferno". Insomma, il Paradiso ha sempre avuto un prezzo in lire/euro, anche solo il centesimo buttato nel cestino della messa (se non metti soldi, cosa diranno gli altri?), così come gli amuleti di Do Nascimento.
      Il paragone ti sembra azzardato? Ti/vi racconto questa: nello stabile dove lavoro, prima c'era un asilo gestito dalle suore (anni 60-70). Sai cosa facevano fare ai bambini?
      A quanto mi hanno riferito, facevano grattare una sorta di tufo o mattonella, la cui polverina veniva imbustata e venduta poi nei pressi del Santuario come fosse miracolosa...
      Siamo lì.

      Moz-

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    2. Se il paragone mi sembra azzardato?Diciamo che mi motiva a fornirtene un altro: "Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza".

      Ma la sola parola " Dio " spesso porta già un pregiudizio verso un'altra forma di "processo" ,diciamo che provoca una sorta di "accensione" di animi,in qualunque modo se ne parli ,e questo dovrebbe già dirci qualcosa .

      È talmente semplice da capire,non puoi però generalizzare tutto Miki,prendendo con questa recensione due piccioni con una fava.Quello che dovevo dire l'ho detto già nel mio precedente commento,rischierei di ripetermi.

      Grazie a te

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    3. Eppure, sembra che io l'abbia fatto, no? :D
      Senza volerlo, peraltro.
      Non essendo religioso, e men che meno cattolico, non mi pongo il problema dei padroni. Mi piace essere libero^^
      Un caro abbraccio!

      Moz-

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    4. Certo ,da non confondere però le tue parole come forma di autocelebrazione,ma solo per prendersi nel bene e nel male le proprie responsabilità ,che in fondo partono da un sentirsi "padrone" prima di se stesso... libero di amarsi,per poi dispensare liberamente tale amore verso il prossimo,mettendolo in guardia dai maleintenzionati come (recensione a parte)il post riporta.

      "...senza volerlo,peraltro...non essendo religioso e men che meno cattolico"siamo entrati appieno in uno dei comandamenti :)

      Qualcuno disse :le vie del Signore sono infinite..

      Un caro abbraccio a te🤗

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    5. Per me sono infinite le vie delle signore :)

      Moz-

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    6. Non quelli dei signori?

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    7. Quelli li lascio a te.

      Moz-

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  21. Ho visto il documentario e tecnicamente lo trovo ben fatto.
    Ma la domanda che mi sorge spontanea è: perché Wanna Marchi ha dovuto "subìre" tutto questo (giustamente) mentre in giro per i canali di Canale Italia e gruppo Sciscione è pieno di lottologi e cartomanti che la fanno franca??? Perché continuano a truffare impuniti?

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    1. Perché è idiota la gente che si affida a loro, non è una truffa. Se io ti vendessi un colore a spirito per 300€ dicendoti che porta fortuna, sei fesso tu che lo acquisti e la legge ormai non ti tutela (giustamente) nemmeno più. 😅
      Il problema di Wanna & figlia fur quello di oltrepassare una linea, tra minacce e ricatti morali, approfittandosi della gente con una catena messa su in modo particolare...👍

      Moz-

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  22. Secondo me hanno fatto male a darle tutta questa importanza. Ha rovinato la vita di tantissime persone (che probabilmente hanno le loro colpe, ma la maggior parte delle volte hanno agito per disperazione) e quindi merita di marcire nel dimenticatoio, abbandonata da tutti.

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    1. Non è possibile, perché ha scritto una pagina di televisione e costume italiano.
      Che piaccia o meno, non può essere dimenticata o cancellata.

      Moz-

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  23. Non voglio farle le lodi alla vecchiaccia ma se è davvero come nell'ultima foto recente quella con la giacca bianca e la maglia nera che è molto in chiaro non con i filtri è così ancora vigorosa e giovanile ai suoi 80 anni gli fa un baffo gliene si dà molti di meno per quanto ha la pelle cadentissima i suoi coetanei sono mummie trascinate.
    Magari vive altri quindici o ventanni la tizia pensa che roba pure tantissimo.

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    1. Non ho inteso fino in fondo ma sì, non è messa male ed è ancora piena di grinta.

      Moz-

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  24. Wanna Marchi è uno dei tanti motivi per cui mi vergogno di essere italiano.

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    1. pienamente d'accordo.. peccato che questo post ne sia quasi un apologia.Silvia

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    2. Moz esalta ciò che va nel bene e nel male e diciamolo gli piacciono parecchio le cose spazzatura.

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    3. Che vuol dire "tellun"? Non frequento certi ambienti... Ad ogni modo: nel 2002 Vauro pubblica una vignetta intitolata "Imbonitori televisivi". C'è l'omino a sinistra che dice all'omino di destra "Wanna Marchi è finita in galera." E l'omino di destra risponde "Mica possiamo mandarli tutti a Palazzo Chigi."

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    4. Silvia, rileggi bene il post allora, mi sa che non l'hai capito.
      Anonimo, la spazzatura mi piace tutta, tranne te. Quindi fattene una ragione.

      Moz-

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  25. Ciao Miky, siccome mi pareva che volevi approfondire, volevo segnalarti che ieri sera stavo guardando il programma di Giletti su LA7 "Non è l'Arena", a fine puntata erano ospiti Wanna Marchi e la figlia. Non so se riuscirai a rivedere il replay o se trovi qualcosa su YouTube. 👋

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    1. Recuperato dietro tuo consiglio.
      L'intervento delle due è costantemente frustrato da Telese, che non le fa parlare mai (di cose interessanti)... de Carrè solo citato perché le fanno sviare dall'argomento, e la Magnano figura da capire.
      Questi sono gli elementi essenziali.
      L'intervista rimette in scena tutto, si capisce che comunque sono pentite ma non vogliono dirlo troppo forte perché per loro paga il risultare scomode.
      La questione berlusconiana può essere vera: guardacaso, poi è nato Mediashopping.

      Moz-

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  26. Ciao.
    Son riuscito a vedere solo la prima puntata..e me basta -:))
    Io son molto più pragmatico , leggendo quanto hanno già scritto diversi commentatori qua sopra prima di me e cioè mi vien da dire che se Wanna Marchi esiste deve ringraziare la marea di polli che ha infioccato.
    Polli e punto.
    Per il resto a me ha sempre fatto ridere sia l'originale che le varie parodie che negli anni le hanno dedicato.
    Non mi mancano le televendite in generale ne quella televisione che ha rappresentato e che a voi nostalgici fa così sbrodolare.
    il suo non è un passato che valga la pena venga ricordato.
    Almeno da chi ha vissuto la televisione di quegli anni con capacità di intendere e volere.
    E' chiaro che ragazzini che erano troppo piccoli allora per capire veramente chi fosse Wanna Marchi se ne hanno voglia possono seguire la serie..io gliela lascio volentieri.
    Non mi aggiunge niente a quello che già so.
    Ciao

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    1. In realtà però così ti sei perso le parti davvero importanti della storia; il documentario su Wanna getta luce su questioni ben poco note e inquietanti: camorra, P2, personaggi davvero ambigui e intrallazzi televisivi... Direi che val la pena continuare la visione, sono cose che davvero non si conoscevano per nulla.

      Moz-

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  27. Non mi aggiunge nulla saperlo.
    Te non vuoi spoilerare più di tanto e fai bene..ma quello che hai (già) scritto è più che sufficiente per tirare le somme.
    Ne esce un ritratto di una donna che non si è mai pentita di quello che ha fatto ( e per me hanno le stesse colpe anche quelli che si sono fatti raggirare -sto cazzo fragili , plagiabili ecc..non li giustifico , son tutte persone che avevano problemi e si son fatti curare dalla persona sbagliata .
    I soldi ce li avevano da spendere per per creme e amuleti vari e neppure pochi guardando la prima puntata.

    Se cambio idea e guarderò altre puntate te lo farò sapere ... ma questa ( la prima ) è stata veramente noiosa.
    Ciao

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    1. In realtà, approfondendo, si vede che pentite lo sono, riconoscono l'errore, ma non vogliono dirlo troppo forte perché fa parte del personaggio... Insomma, loro sono personaggi televisivi.
      Non voglio spoilerare troppo ma il mistero resta, ed è la cosa più intrigante: personalità molto precise che vanno oltre (e dietro) la banale questione delle televendite.
      Insomma, una storia italiana...

      Moz-

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  28. Vedi che vieni a me.
    Se riconoscono l'errore ma non lo vogliono ammettere in televisione , che cazzo di documentario è?
    Devono spogliarsi del ruolo televisivo per essere credibili altrimenti che senso ha?
    Infatti più che documentario mi pare una docu - fiction..e stanno continuando a recitare la stessa parte da trent'anni ormai..vabbè..!

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    1. Appunto ti dico di continuare a guardarlo. Non è che non ammettono, anzi...

      Moz-

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  29. Anche su Internet ognuno ha il suo compito.
    E il compito di MikiMoz è: pescare nel torbido!
    È uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo.
    :-) :-)

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    1. Oddio, in realtà è una serie ai primi posti di Netflix, stravista... Non ho tirato fuori nulla.
      Ma ammetto che una figura in particolare mi piacerebbe approfondirla... peccato che anche il documentario non possa scendere troppo nei dettagli di una certa faccenda... 😎

      Moz-

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