[SUNDAY FORUM] adattamenti e censure negli anime (e non solo): parliamone
È un argomento sempre molto sentito, e che a me ha sempre interessato particolarmente.
Perché al di là della questione etica (censurare è sbagliato, in quanto presume la scelta di pochi verso tutti, una decisione che qualcuno prende su ciò che gli altri possono o non possono vedere/leggere/ascoltare...), nasconde mille motivi diversi, che cambiano col mutare della nostra società.
Quello degli adattamenti e delle censure degli anime (ma non solo) è un fenomeno che non appartiene certo solo all'Italia, e per questo secondo me è interessante (ne ho parlato approfonditamente QUI); sembra costellato di contraddizioni e situazioni assurde, col tempo si è acuito e poi ridimensionato.
Sì, ma perché?
I motivi esistono, e spesso vanno affrontati caso per caso. Lascio quindi questo spazio aperto, se vogliamo discuterne.
Nel caso di dubbi, sarò lieto di rispondere a domande specifiche a riguardo!
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domenica, gennaio 18, 2026
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In Italia ci sono state diverse censure sugli anime (mi vengono in mente quelle di Mediaset su Georgie, Dragon Ball, Orange Road, Sailor Moon) per un'errata concezione del pubblico cui le serie erano rivolti: si riteneva che i cartoni animati fossero solo per bambini e non potessero rivolgersi a un pubblico più grande. Una concezione nata da una mancanza di conoscenza del prodotto. A questo vanno aggiunti anche retaggi culturali che influivano non poco (viene da pensare a quella cristiana).
RispondiEliminaMa come dici tu la censura non è solo italiana: in America tanti anni fa ci fu una campagna serrata contro D&D, accusato di spingere al suicidio e inneggiare al satanismo (fa sorridere che ora sia stato rivaluto e visto come mezzo per socializzare e sviluppare la fantasia). Ma qui sto andando fuori tema e lo farei ancora se si parlasse della censura sui libri (fa ridere che libri come quelli di Harry Potter in certi paesi lo siano); in molti casi mi vien da pensare che sia un problema d'ottusità e ipocrisia.
Il discorso così è un pò semplificato, mi vien da pensare appunto alla campagna fanatista anti-D&D (ma in generale contro ogni gioco di ruolo a tem fantastico) che nasceva dal famoso caso di quel ragazzo scomparso nel tunnel, James Dallas Egbert III, ed andava direttamente a fondersi con l'allora nascente isteria del panico satanico negli Stati Uniti (si sa che li non si conoscono mezze misure e i media ci marciano); il tutto supportato anche da "opere" come "romanzi" [Era solo un gioco (Mazes and Monsters), Hobgoblin, The Dungeon Master: The Disappearance of James Dallas Egbert III e una storia con un ragazzo che vede i suoi draghi burattini prendere vita e agire malignamente] e "film" [Labirinti e mostri (Maze & Monsters) e Skullduggery]. Ma tornando alle censure negli anime (e non solo, purtroppo) il problema è davvero TUTTO nostrano, mi duole dirlo; mentre in altre nazioni occidentali (inclusi paradossalmente gli Stati Uniti) i cartoni erano concepiti per abbracciare un ampio pubblico, qui da noi invece sembre non si voglia mai andare oltre la roba prescolare. Ne è un esempio il sopravvalutatissimo enzo dalo e la sua lanterna (ben poco) magica, o rivisto recentemente i suoi cartoni... DUE PALLE!!! Infantili ad un livello da lobotomia; personaggi che san fare solo faccette, pernacchiette o ridere e sorridere come ebeti; dialoghi manco a parlarne; non esiste un evoluzione della storia, ne climax, ne temi interessanti o vagamente importanti; il ritmo è bandito... Insomma, iomi chiedo come facca ad avere ancora estimatore 'sto canatutore e cartonista fallito?! Qui è il problema, finchè da noi c'è la concezione che i cartoni li possano visionare solo i bimbi fino ai5/6 anni, e non di più, non cambierà nulla; eppure il mondo ha sempre detto il contrario.
EliminaM.T. tocchi il punto focale: la censura viene proprio dalla percezione sociale di un prodotto, o dai contenuti di origine che - per mille motivi: culturali, religiosi ecc - NON possono essere accettati altrove (se non in frangenti particolari).
EliminaPoi, al di là di questo, c'è la questione commerciale. Ovvio che una cosa così remunerativa come Harry Potter (o Dragon Ball...) DEVE essere resa disponibile ovunque possibile, e quindi la si adatta in base alle singole esigenze.
Mr. Popo in America è blu e non nero, per ovvi motivi. Fa ridere, se ci pensiamo, ma tanto è.
Da noi è rimasto nero. Ma magari abbiamo censurato cose diverse.
Inoltre, i giapponesi stessi sembra che abbiano fatto marcia indietro riguardo alcuni contenuti, forse perché oggi si deve tenere conto di sensibilità diverse: Happosai nel remake di Ranma, il sangue e il dito medio nel re-edit di Dragon Ball, le mutandine in Dragon Quest... tutto cambia, a seconda del periodo storico...
@Anonimo: sai che il personaggio di Eddie, in Stranger Things 4 e 5, nasce proprio per ricordare tale questione che citi?^^
Comunque, di certo in Italia c'è questo problema ed è stato duro da sradicare. Non so se ce l'abbiamo fatta davvero, forse questo pensiero è ancora presente su una larga fetta di pubblico.
Non me la prenderei col regista che citi, dopotutto lui lavora per un determinato pubblico.
Abbiamo avuto anche altro, tipo Bozzetto.
Forse proprio dopo gli anni '60 e '70 si è avuto questo binomio cartone=cosa infantile.
Moz-
Per la verità storica i giapponesi hanno sempre censurato anche per il loro mercato interno potrei fare mille esempi ne faccio uno emblematico.
EliminaManga Rurouni Kenshin per autopunirsi Hoji Sadojima si flagella gravemente con abbondanti ferite e sangue invece nell'anime si spezza solo un dito con una gocciolina di sangue.
Non tutti i genitori giapponesi erano favorevoli che i figli leggevano i manga per esempio Yusuke Murata (Eyeshield 21, One Punch Man) i genitori glielo vietavano.
Non tutti manga erano fatti unicamente per monetizzare... Ci sono esempi di manga famosi e commerciali ma con tematiche forti che hanno rinunciato alla versione animata.
Non tutto era business.
Stai però parlando di cose diverse.
EliminaUn conto è il passaggio dal manga all'anime, e quindi l'alleggerimento che è stato sempre presente per via del cambio di medium, io parlavo proprio anime-anime, non manga-anime.
Ovvio che non tutti i manga nascono per monetizzare, alcuni rimangono pura questione artistica.
Ma qui parliamo proprio di opere commerciali, che quindi devono generare profitto.
Moz-
Molte cose rimangono indigeste.
RispondiEliminaAlessandra Valeri Menera e Nicola Bartolini Carrassi non hanno mai chiesto scusa.
Non si può mettere sullo stesso piano la Valeri Menera e Carrassi con gli altri censori... Una narrazione poco convincente che sa tanto di difesa settaria ☹️.
Come trovo insopportabile lo scaricabarile verso i giapponesi ☹️.
I giapponesi approvavano le censure? Ma non tutti non si può generalizzare da quello che si sa non veniva interpellato l'intero staff.
In alcuni casi sarebbe doveroso ammettere le proprie colpe e cospargersi il capo di cenere.
Come ti rispondevo ieri: scusa perché? Era il loro lavoro e seguivano delle linee.
EliminaColpe di cosa? Se non erano loro, sarebbero stati altri... se volevi vedere quei prodotti in un modo che funzionassero.
Tu citi loro due perché sono coloro che più di tutti si sono esposti, sono i più noti.
Non è uno scaricabarile sui giapponesi: loro devono vendere, e quindi approvavano i cambiamenti, basta che si venda il loro prodotto. Decidevano i piani alti, ovviamente, mica tutto lo staff.
Il mercato funziona così. E loro lo sapevano, altrimenti non avrebbero eliminato loro stessi le scene di Saint Seiya, cambiato nomi in Rayearth e creato versioni con più o meno sangue (Naruto).
Moz-
Non concordo ma non aggiungo altro per non spezzare un legame storico con il Moz O'Clock.
EliminaMa stiamo parlando, mica litigando! ^^;
Eliminaecco perché vorrei che tu mi facessi una lista di domande dirette, dove ti sembra che ci siano incongruenze, e ti rispondo.
Non c'è da concordare, purtroppo (che piaccia o meno) quella che ho riportato è la verità dei fatti, che sono successi ed è una cosa conclamata... se ne può discutere, ovviamente, ma queste sono le cose successe.
Altrimenti, per pura curiosità, sono io a porti delle domande:
- perché i giapponesi ci hanno venduto Saint Seiya con tre scene tagliate?
- perché i giapponesi ci hanno venduto Rayearth con i nomi delle protagoniste italianizzati?
- se non c'era la Manera pensi che non avremmo avuto censure?
Moz-
Sarebbero state di meno come erano di meno prima del suo arrivo.
EliminaChi ha vissuto la TV italiana degli anni Settanta e Ottanta può testimoniarlo.
Io non c'ero e non posso saperlo ma mi fido di chi dice certe cose.
Ecco, però ragiona su questo:
Eliminasecondo te i giapponesi non volevano vendere le loro cose? Non volevano farci soldi coi prodotti derivati (giochi, cartoleria, figurine ecc)?
Loro partecipano apposta a fiere tipo Cannes, per vendere le loro cose.
È chiaro che c'è tutto l'interesse di venderle, e per le tv italiane di trasmetterle.
Non possiamo sapere se le censure sarebbero state di meno o anche di più, magari avremmo avuto tutte le serie importate dall'america con censure ancora peggiori e invasive. pensaci.
Moz-
Da sempre sopravvaluti gli USA.
EliminaNon compravano tutto e soprattutto non subito.
Un altro mercato rispetto al nostro.
Assolutamente vero.
EliminaMa se non avessimo acquistato noi, poi avremmo dovuto prendere le cose loro... questo intendevo.
Passate prima da loro.
Moz-
Non avremmo preso praticamente nulla visto che gli usa negli 70/80 avranno importato si e no 3 o 4 anime
EliminaA maggior ragione, specie a posteriori, preferisco aver visto tantissimo (pur tagliato, modificato, alterato - a volte anche pesantemente) che non aver visto affatto. Almeno, ho conosciuto delle opere, approfondendole poi.
EliminaMoz-
Particolarmente dolorosa la censura degli ideogrammi che hanno fatto un po' tutti ma soprattutto lei la Valeri Manera.
RispondiEliminaVolevo riportare un commento che ho scritto recentemente in un altro post ma MikiMoz mi ha già risposto.
Chiedere scusa a chi? A tutti noi appassionati e autori giapponesi fosse anche l'ultimissimo degli intercalari.
Molte delle censure della Valeri Manera erano su cose minime! Cioè lei e Carrassi censuravano persino cose innocue.
Vero, c'è stato un momento dove sono state apportate censure assurde, a cose innocue.
EliminaMa io ti spingo sempre a ragionare: prendiamo Sailor Moon.
Perché per le prime 4 serie gli ideogrammi NON sono spariti e nella quinta sì?
Cos'era cambiato a distanza di pochi mesi? Ragiona su questo, non sul fatto che sia ingiusto de-giapponesizzare. Lo sappiamo che è ingiusto, ed è una pratica che critichiamo a prescindere.
Ma al di là di questo discorso etico, proviamo a capire i motivi, no?^^
Secondo te si divertivano a dover pagare un lavoro extra di censura sulle scritte?
Moz-
Chi era l'adattatore di Sailor Moon Sailor Stars?
EliminaNon giudico la persona ma il suo lavoro che disprezzo totalmente.
Ta-daaan, ecco.
EliminaVedi? Ci stai arrivando.
Vedi che c'è un motivo? Cambia l'adattatore perché cambiava anche il diktat sugli adattamenti.
Che divennero proprio in quegli anni più estremi, ma poi si attenuarono di colpo.
Certo qui possiamo aprire parentesi (F - Motori in pista, anni prima ebbe lo stesso trattamento anti-ideogrammi) perché ogni opera è a sé, ma va anche iscritta in un momento storico preciso.
Per esempio, Sailor Moon ha un adattamento "crudo" fino a qualche episodio della terza stagione. Proprio nella terza, durante la terza, c'è un addolcimento (e pure i termini religiosi, sentiti nelle prime dieci puntate, vengono di colpo cambiati).
Ecco: perché?
Perché secondo te toglievano i riferimenti al Giappone e in alcuni casi anche proprio tutti gli ideogrammi?
Moz-
SM Sailor Stars l'adattatore era Nicola Bartolini Carrassi.
EliminaE lo so, appunto ti ho scritto il messaggio qui sopra ;)
EliminaP.s. c'era lui anche nella quarta: tutta la canzone di Chibiusa e Pegasus è roba sua.
Moz-
Il problema in origine era: o censurati o niente... Io sarei stato d'accordo, a patto di indicare in qualche modo (a inizio episodio o con delle scritte durante) se si trattava di prodotto integrale o meno. Mi sono pertanto sentito un po' raggirato per degli anime trasmessi con dei tagli (non sempre insignificanti, e non sempre necessari) tenuti nascosti... Cioè assenza di trasparenza da parte di chi aveva comprato i diritti.
RispondiEliminaVero, ecco. Questa sarebbe stata la cosa da dire, anche magari a fine serie con le scritte che scorrono "Opera riadattata per il mercato italiano". Fine.
EliminaQuesto è giusto, esattamente come è giusto quel che hai detto (e che è dura da accettare): o così o niente. E davvero, su questo sfido chiunque a dire il contrario... :)
Moz-
Non ricordo se MTV o un'altra emittente, trasmetteva degli anime in versione censurata e integrale a orari diversi... Ignoro il budget dell'emittente in questione, ma se l'hanno proposto loro, avrebbe potuto farlo anche qualche network notoriamente più facoltoso, con agganci nell'editoria, nello sport, nella GDO, nella politica...
EliminaPoi è iniziata la vendita delle serie in DVD, vantando spesso contenuti inediti (cioè le parti tagliate in tv): viene da pensare che fosse tutto organizzato a tavolino, intrattenimento per riempire i palinsesti, poi soddisfacimento dei collezionisti...
D'accordo, ma allora non mi si spiegano le piattaforme di streaming come Netflix, Tim Vision, che offrono serie e saghe come se quel commercio di DVD non fosse avvenuto.
Sì, era MTV, ma lì era semplice: censurava su una base di opera già disponibile in italiano. Non la creavano loro da zero come facevano invece la Rai storica o Mediaset.
EliminaMTV prendeva cose della Yamato o della Dynamic e apportava lì dei tagli dove necessario, ma quelle opere appunto erano già in origine edite in italiano in forma integrale.
A Mediaset non conveniva, ci provarono con Hunter X Hunter (così come la Rai con SuperGals!), in collaborazione con case editrici home video, a fare una doppia edizione di partenza, ma durò poco...
Secondo me doveva essere così dall'inizio, ma a volte gli adattamenti erano talmente invasivi (nomi cambiati ecc) che era impossibile mantenere qualcosa se non ridoppiando da zero.
Moz-
A giudicare dagli anime prodotti oggigiorno (vedi il remake di Ranma) sembra che questa gente fosse avanti... e no, non mi fa piacere constatarlo.
RispondiEliminaVero, le sensibilità odierne hanno hanno riportato in auge la questione, in un cortocircuito assurdo: prima c'era Happosai porco, mutandine e dita medie... oggi tutto sparisce nei remake degli stessi giapponesi.
EliminaDirei appunto che proprio questa è la risposta definitiva alla questione: società, sensibilità e momento storico. Il tutto, OVVIAMENTE, legato sempre alle fredde logiche commerciali.
Tanto in Giappone quanto in Italia.
Moz-
Sono d'accordo con chi dice che tutto è partito dall'errata concezione che gli anime fossero solo per bambini, per il voler ricorrere alla censura è stata un'esclusiva mediaset. Sui canali privati "minori" trasmettevano "Lamù" all'interno di palinsesti per bambini (con tanto di pupazzo-marionetta stile Uan ad annunciare il cartoon successivo agli spettatori, quindi palesemente ritenuti tutti bambini) ma non censuravano nulla, ogni nudo e ogni allusione sessuale era presente (immagino che ritenessero che non fossero così sconvolgenti per i bambini). Stranamente anche "Pollon" (pur su mediaset) non ha praticamente avuto nessuna censura, forse perché ritenuto totalmente demenziale e sopra le righe, non saprei. Quindi la vera questione è capire perché le censure sono state applicate in modo asimmetrico, senza una logica apparente.
RispondiEliminaIn realtà la censura nasce molto prima, con la Rai. C'è un film storico della Toei che venne mandato in onda con scene tagliate (negli anni '70) e queste scene poi le fecero intravedere in un programma di approfondimento.
EliminaSempre la Rai, ben prima di Fininvest, aveva tagliato Bia (episodi mai trasmessi) o scene di Harlock.
Anche i canali minori hanno avuto delle censure di diverse serie (Peline story, ad esempio), il fatto che sia stata una prerogativa di Mediaset è un po' una leggenda.
La censura negli anime è sempre esistita, e nel modo esatto in cui poi Mediaset l'ha portata a pratica comune, quasi facendone un metodo specifico, un sistema.
Ma non deve stupirci: le stesse, a volte anche peggio, si vedono pure negli altri paesi.
Comunque, esiste una risposta alla tua domanda: sembra a noi asimmetrico e illogico, ma in realtà, per duplice ragione, le censure sono applicate solo ai canali principali, ossia quelli monitorati e quindi a rischio multe.
Ecco perché negli anni '80 saltavano su Italia 1 episodi che prima erano passati (come quello del suicidio, in Evelyn), cambiavano le norme, le direttive e anche la sensibilità.
È un intreccio di questione sociale e ovviamente anche commerciale^^
Moz-
Assurdamente anche Ken Shiro e Lupin erano per i bambini e non censurati da piccola mi facevano malessere per le tante scene violente il primo e volgari il secondo, gli altri meno pesanti ma sempre non per i bambini sono Dragon Ball con i corpi dilaniati ed esplosi e Lady Oscar dove c'è la morte, la peste nera, lo stupro di Lady Oscar da parte di Andreé.
EliminaAndré non stupra Oscar, non arriva a questo.
EliminaKen è per ragazzi, non per bambini.
Lupin è pensato per un pubblico adulto.
Moz-
Peccato che succede c'è la puntata in cui le strappa la camicia a forza e lei è sconvolta e piange, mi pare che lui le si corica sopra e c'è la scena che sono nudi che si abbracciano, lui rinsavisce e piangendo le chiede scusa.
EliminaKen l'hanno fatto passare anche per i bambini.
Come Lupin non ti ricordi che Italia 1 lo strasmetteva durante il pranzo e alla domenica alla mattina?
Un innamorato respinto - ep.28 Lady Oscar
EliminaTi stai confondendo.
EliminaLa scena che tu dici avviene quando Oscar, capita l'impossibilità di essere ricambiata da Fersen, decide di mettere da parte i sentimenti femminili e vivere solo come uomo, militare.
André le dice "una rosa sarà sempre una rosa, non può essere un lillà" e le strappa la camicia per mostrarle il seno.
Lei gli dice "e ora cosa vuoi farmi?" e lui ovviamente niente, si scusa e la copre. Andando via.
Certo che Ken e Lupin sono andati anche in orari pomeridiani, ma non sono opere per bambini.
Moz-
Io mi ricordo bene la scena lui voleva stuprarla perché innamorato di lei lo leggi nei forum cercando tra i risultati di questa puntata.
EliminaPerò come detto dagli altri li trasmettevano per loro e lo sai.
Ho rivisto questa puntata una settimana fa. Lavoro con queste cose, non mi serve andare a leggerle altrove. La scena di loro nudi abbracciati è di diverse puntate dopo. Qui succede quello che ti ho descritto, nessuno (cito testualmente) "stupro di Lady Oscar da parte di André " come hai scritto tu. Non succede niente - per fortuna.
EliminaMoz-
Parlo da mero fruitore di cartoni ed anime, non certo da esperto e studioso. Cresciuto a guardare cartoni USA (Disney, HB e Warner Bros nonché Braccio di Ferro), e ungheresi (chi si ricorda di Gustavo?) e franco/belgi (Asterix e Tin Tin), non mi sono mai corrucciato per gli adattamenti, che rendevano più "vicini" i vari personaggi, a volte ribattezzati in modo azzeccato, pur - inevitabilmente - "perdendo" giochi di parole e intenzioni dell'originale. Penso a Napo Orso Capo, più divertente di Hair, accompagnato da un doppiaggio con forte accento partenopeo, e a Svicolone, puma rosa che parla in bolognese coi suoi intercalari "Mo' svicolo a tutta mancina" (da cui il nome italiano) e "Perfino". E già qui introduco il vezzo della caratterizzazione dialettale spesso sfociante in malvezzo e in adattamenti per me opinabili: se per Napo e Svicolone mi stanno bene, già in "Asterix e Cleopatra", tolti i legionari che parlano in romanesco (come nei fumetti), ma che senso hanno Numerobis e Stocafis, due egiziani, col primo diventato siciliano e il secondo teutonico e cambio di nome in Van Klappe! E taccio dei pirati... veneti!
RispondiEliminaInvece non ho mai sopportato la censura, soprattutto quando "invocata" per motivazioni non dico pretestuose ma quantomeno incoerenti: gli anime, specie dei robottoni, erano accusati di essere troppo violenti eppure... Tom e Jerry, che si mazzolati in ogni modo e con ogni mezzo, sono sempre stati immuni da questa critica. Forse perché, come spiegavano Bud Spencer e Terence Hill, nei loro film comici, si pestano in continuazione ma non si vede mai una goccia di sangue? E in effetti, il liquido rosso pare essere il vero tabù: ho sentito dire che in qualche circostanza è ricolorato in verde ma, per esperienza visiva diretta, ricordo gli assurdi passaggi dal colore al bianco e nero in (Super) Detective Conan, che andava in onda all'ora di pranzo (e con "uccidere, ammazzare" sostituiti dal blando "eliminare"), che fanno il paio coi fermi immagine di Fujiko a cancellare scene immediatamente successive ritenute troppo "conturbanti".
Ma ancora più odiosa è la censura "a posteriori": Attivissimo parla della Disney che ha cancellato in "Fantasia" il passaggio dove un centauro nero era raffigurato come il classico "Sì padrone" (ma almeno nei dvd dei film con Paperino e Gambadilegno la sciati a fumare il sigaro facendo precedere un pistolotto che spiega come "quelli erano i tempi"), ma anche nei fumetti di produzione nostrana le ristampe si prestano a "edulcorazioni" spesso ridicole: in una storia ambientata nel West, gli indiani avevano fatto strage di orsi per venderne le pellicce, tranne uno che attacca QQQ, col capo indiano che spiega essere l'unico esemplare miracolosamente sopravvissuto: ebbene, nella riedizione al capo viene fatto dire che l'orso fosse infuriato perché... invidioso (!!) della produzione di pellicce sintetiche (!!!) della tribù, e ovviamente la catasta di pellicce trasportate col treno viene cancellata. Ma anche le armi da fuoco in altre storie sono malamente "trasformate" in clave, forse perché meno "minacciose".
Chiudo con una nota personale di presunta censura: quand'ero piccolo i cartoni di BdF degli studi Fleischer erano trasmessi... in lingua originale e nemmeno sottotitolati, unico caso. Quando chiesi spiegazioni a mia madre, sostenne che il motivo fosse... che i dialoghi erano così zeppi di parolacce da preferire lasciarli in inglese, certi che quasi nessuno l'avrebbe compreso! :-)
Esattamente, Rado.
EliminaLa questione è che esiste anche una "localizzazione", a volte geniale e altre volte invasiva.
Quando si azzecca il tenore dell'opera, puoi permetterti di italianizzare; altre volte no, e risulta cringe.
Sulla violenza: quella slapstick non fa testo, è molto assurda. Il sangue di certo fa la differenza, e non dimentichiamoci che sì, gli anime sono sicuramente violenti: non per forza di botte, quanto di una "violenza" della messa in scena, anche nei sentimenti, sempre molto molto pronunciati.
Le censure a posteriori, o quelle che ci sembrano strane, è perché vanno di pari passo con la società che cambia.
A volte può avvenire anche il contrario: nei Diabolik originali anni '60 dovettero alterare delle vignette prima della stampa, un po' troppo audaci per l'epoca (oggi farebbe ridere, nemmeno si noterebbe la cosa), mentre nella ristampa anni '70 appaiono i disegni per come sarebbero dovuti essere. Insomma, ogni storia è un caso a sé.
Moz-
Perché Paperino negli anni 90 e forse fino ai primissimi 2000 nei fumetti nostrani ha spesso la casacca nera che gli sta bene e poco la blu e poi è sparita del tutto?
RispondiEliminaBoh, cosa c'entra con la censura negli anime? ^^;
EliminaMoz-
Mi collego al commento di Rado sulla Disney che non è anime. Me lo sai dire?
EliminaNo, penso questione di stile. Anche Topolino non ha più i pantaloni rossi coi bottoni.
EliminaMoz-
Per quel che ne so, era un problema di costi , tant'è che alcuni pubblicazioni a fumetti nostrane si vantavano di essere "a 4 colori" cercando di combinarli per farli diventare di più. Per questo, credo, fra cartoni e fumetti non vi è "uguaglianza cromatica": pippo nei cartoni ha il berretto verde, il maglione arancio e il gilè rosso, mentre nei fumetti questi sono, rispettivamente, celeste, rosso e nero, che, col verde, erano le combinazioni classiche (Topolino ha infatti capello verde, maglia celeste e pantaloni rossi nei fumetti). E poi anche Paperone ha la palandrana a volte rossa con risvolti neri e altre celeste con risvolti celesti (e non credo che se la sia cambiata, considerata la taccagneria).
EliminaDimenticavo il giallo per le scarpe
EliminaProbabile sia proprio per questo, sì.
EliminaComunque Paperone alterna il vestito rosso con quello blu alla DuckTales, per dire...
Moz-
Perché Italia 2 se trasmette anime classici molto belli non duri sotto ogni aspetto che sono guardabili a partire dalle scuole medie e dopo poche puntate li toglie senza nessuna spiegazione come Yu degli spettri quattro anni fa nel 2022 adesso da due settimane trasmette Jujutsu Kaisen che gli assomiglia parecchio perché molto probabilmente ispirato da quello e dove giusto ieri si è visto il protagonista principale con le braccia strappate sanguinanti da un demone? Che criteri ha la direzione di questo canale?
RispondiEliminaYu degli spettri è andato in onda fino a dove c'era l'accordo con Yamato.
EliminaJujutsu è pensato per un pubblico di ragazzi grandi, Italia 2 ormai raramente censura: le serie che vedi censurate è perché c'è un accordo diverso per homevideo o streaming.
Moz-
Solo cinque puntate circa? Non avevano ultimato neanche la prima serie. Che accordo strambo era??
EliminaNo, ma quali cinque puntate. Erano di più, poi il resto era disponibile su Prime.
EliminaMoz-
Forse dieci o quindici ma mi paiono già troppe di sicuro pochissime come ho detto non erano arrivati manco all'ultima puntata della prima serie. Perché quelle che mancavano su Amazon?
RispondiEliminaStrategia commerciale.
EliminaMoz-
Una caratteristica di una volta dei manga e anime shonen anche quelli più dark come Yu degli spettri.
EliminaErano fruibili da tutti perché gli autori bilanciavano benissimo la violenza con la comicità e i personaggi molto spesso erano raccontati benissimo con pregi e difetti...
Mentre oggi noto una violenza non più attutita dalla comicità ☹️ e mancanza di tridimensionalità da parte dei personaggi ☹️.
Condivido. Questo è uno dei motivi per cui non mi ritrovo quasi per nulla nelle produzioni mainstream attuali: non mi rispecchiano, non mi raccontano, non parlano più del mio mondo 🥹💪🏻
EliminaMoz-
Era una violenza non sadica e brutale, crudele e malata da gore ma bilanciata con tutti gli altri aspetti della storia che si focalizzava sulla magia avventurosa Dylan Dog e simili non si riesce a leggerlo perché è centrato negativamente sull'aspetto malvagio e marcio troppo realistico delle uccisioni con smembramenti e il sesso viscido, è patologico. A chi interessano le storie magiche mistiche con violenze basiche queste tipologie spinte non vanno.
EliminaLo stile manga semi morbido aiuta a percepire di meno la crudezza, quello reale accentua.
Ma Dyd è un fumetto per un pubblico adulto. La violenza di Berserk, per esempio, è estremamente più brutale eppure si tratta di un manga.
EliminaMoz-
Dylan Dog parte dalla tarda adolescenza 17-18 anni.
EliminaDopo i primi anni Novanta la violenza si ridusse molto non a caso i primi anni sono conosciuti come l'epoca splatter.
Nei primi anni Novanta ci furono normi polemiche e addirittura interrogazioni parlamentari contro i fumetti horror
https://fumettologica.it/2013/10/il-ritorno-dei-fumetti-di-splatter/
Dylan Dog non venne mai toccato direttamente ma vari altri fumetti horror nati sulla scia del successo di DyD.
Vergognoso questo articolo dell'Unità del 1990! Tra le altre notizie mamma mia tra violenze e abusi e persino l'inquinamento se la prendevano con storie di fantasia 😅
Simpatico come Dylan Dog prima di diventare un fenomeno di costume non aveva mai subìto critiche... I soliti avvoltoi tra giornalisti e psicologi 😅 alcuni non demordono neanche nel 2026 😅
EliminaMikiMoz io ignoro l'utente anonimo mi dispiace che dopo sei anni dobbiamo ancora sorbircelo.
RispondiEliminaPiù o meno intendevo una cosa del genere.
Anche se molte opere erano infarcite di scene splatter e storie drammatiche rimanevano del tutto adatte per un pubblico giovanissimo.
Vero, c'era splatter e splatter: vedi quello di Ken, violento ma la cui violenza era mitigata dall'assurdità eccessiva delle situazioni.
EliminaForse oggi nella disillusione generale, anche il dramma è più freddo.
Moz-