[SOCIETÀ] le passioni possono davvero svanire?

 

Questo post nasce da un lung(hissim)o dibattito avvenuto qui sul blog nelle scorse settimane.
In sostanza si parla delle passioni che tutti abbiamo (e che immagino, se siete atterrati sul Moz O'Clock, abbiamo anche in comune).
La domanda è: quando una di queste passioni è forte, può davvero svanire? Possiamo rinnegarla? Dimenticarcene? Possiamo davvero accantonarla?


L'esperienza personale fa sicuramente tanto, e tanto è determinato dal vissuto.
Parto però sempre da un presupposto fondamentale: io sono anche le mie passioni.
Nel senso che Miki, in quanto tale, è ovviamente determinato da ciò che ama: chi mi conosce come persona mi associa immediatamente ai fumetti, al cinema, alla scrittura, a un certo tipo di musica (oltre che a tutta un'altra serie di cose).



Non ricordo, infatti, di mie passioni che sono mai andate a morire.
Nel senso, ecco: magari un manga non mi piace più come prima, magari ho amato tantissimo una serie animata in un periodo specifico della vita (es. infanzia) e crescendo questo amore si è affievolito, ma mai - e ripeto, mai - ho accantonato la passione generale per il fumetto o per l'animazione.
Né, nel caso di un titolo che poi col tempo mi è passato in secondo piano, c'è mai stata necessità di rinnegarlo.




Non provo vergogna, infatti, né per quel che ho amato né per quello che amo ora; e ripeto: le mie passioni determinano comunque la mia persona.
Ovviamente si cresce, ed è logico che non si può giocare coi Masters come quando avevamo 5 anni, oggi magari li si colleziona o ci si scrivono volumi a riguardo; ma trovo shockante dover abbandonare le cose che ci sono piaciute, ci piacciono ancora, ci hanno fatto e ci fanno star bene.
Abbandonarle per cosa, poi? Perché? Per fingere di entrare in una nuova fase "seria", dove la serietà è dettata da qualche povero sfigato/disagiato/coglione di quelli che ritengono il dover lasciare, a un certo punto (ma quale?) le t-shirt nell'armadio e mettersi in giacca?






Eh sì, perché forse per alcuni l'abito fa ancora il monaco: le abitudini devono cambiare, altrimenti... cosa? Assurdo pensarlo, ma c'è chi lo pensa davvero.
E c'è di contro chi si sente costretto a buttar via i fumetti, senza immaginare che un Berserk può stare di diritto accanto alla letteratura più alta, per dire.
Però ecco, al di là di problemi personali, io non credo che le passioni si possano abbandonare. Altrimenti, penso, queste non erano davvero tali.
Oppure erano illusorie, legate - come fuga - a un momento brutto della vita.

Come farei io senza fumetti, cinema, animazione?
Cose che sono diventate anche un mio lavoro, su più fronti, dall'editoria all'educazione. Robe "serie" che tanto piacciono a certe persone tristi, insomma.
Non sarei più io, no?
E voi? Avete mai abbandonato (o rinnegato) delle vostre passioni?

48 commenti:

  1. Ciao Miki, rieccomi. Credo che le tue passioni siano davvero forti e oramai abbiano fatto radici nel tuo cuore; del resto lo affermi tu stesso all'interno del tuo post. Io credo che esistano anche passioni momentanee. Propongo come esempio gli stessi anime, che per anni hanno caratterizzato, sia nel bene che nel male, la mia vita. Oramai però annaspo in tale "hobbie" (la passione è regredita, che piaccia o no) e sembra qualcosa di piatto, decadente, quasi figlio di un passato remoto destinato a non tornare. Oramai seguo giusto qualcosina su Italia 2 perché da qualche hanno ho ripreso la buona abitudine di guardare cartoni in TV, abbandonando un po' questo assordante streaming che ci sta rendendo indipendenti. One Piece resta senz'altro la mia prima visione, una storia che adoro: è un anime giapponese, ma potrebbe essere anche un cartone francese o americano (anime-style) non importa, in quanto per me è una storia valida. Ecco, in passato mi piaceva molto il wresting ma anche alcune serie e fiction italiane come Elisa di Rivombrosa, Un medico in famiglia e Il bello delle donne. Se Un medico in famiglia ho finito per odiarlo per la bassezza che ha dimostrato dalla sesta stagione in poi, la stessa Rivombrosa, Il bello delle donne, ma anche un Sei forte maestro con Emilio Solfrizzi sembrano qualcosa di così arcaico, ancestrale, morto, di cui tuttavia sento degli echi da lontano, una nostalgia. Eppure so bene che non appartengono più al mio presente, perché oramai sono dei format morti, come del resto alcuni anime che in passato adoravo, come The Slayers e Saiyuki. Stessa cosa dicasi per il wrestling WWE, che nelle ultime settimane è tornato a far parlare di sé giusto per il passaggio su Netflix. Non ho avuto una vita facile, a un certo mi sono ritrovato in una "selva oscura" che ha resettato molte mie passioni. Al giorno d'oggi non parlo né di passioni, né di mondo avvolgente, posso parlare al massimo di passatempo, intrattenimento: dalla visione serale di Un posto al sole a quella di One Piece il pomeriggio su Italia 2. In questi ultimi due anni provo interesse per Dragonero come fumetto, così come ho due passatempi che non abbandono e non abbandonerò mai: il mistero e la storia della televisione italiana. Fino a qualche anno fa avevo interesse anche per il mondo Marvel e DC, ma credo che anche in quel caso sia un caso chiuso. Le ultime visioni sono state lo scorso anno con Dardevil - Rinascita e l'anime Gli Avengers del futuro (una ciofeca). Una cosa la devo dire: come te Miki avevo cercato per qualche tempo di rendere un lavoro i cartoni animati e i fumetti (dal punto di vista giornalistico ovviamente) ma al giorno d'oggi mi limito a fare bene il mio lavoro di docente. Comunque un altro franchise che per qualche anno adorai alla follia, ma che comunque al giorno d'oggi vedo come appartenente a un passato remoto, è stato l'Arrowverse più altre serie DC come Gotham e Titans. Sarà forse il periodo del Covid che in qualche modo avrà creato uno spartiacque?

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    1. Interessante riflessione finale.
      Allora, anche io ovviamente (per mille motivi, dal tempo ad altro) non guardo la stessa quantità di anime (ma anche di serie, programmi, tv in generale), però non significa che non mi piacciano più, che non mi piaccia più l'animazione giapponese o le cose che ho amato (e che amo ancora).

      L'altra questione che sollevi è di pura critica. Un medico in famiglia è "scaduto", ma perché rinnegarlo? Pure Stranger Things 4 (e in parte 5) a me non sono piaciuti, ma mica rinnego l'opera! Specie nelle prime tre stagioni, che spaccano. Anzi, sto aspettando proprio la serie animata in arrivo.
      È vero che queste cose per me sono un lavoro, ma prima di esso sono ancora passioni e prima di diventare lavoro le divulgavo a prescindere tramite il blog. Boh, penso che io non sarei io senza di queste cose...^^
      Prova a descrivermi senza i miei interessi: cosa resterebbe di me?

      Moz-

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    2. Concordo con MikiMoz anche perché io penso che le opere d'intrattenimento non sono soggettte all'ossidazione.
      Leggo libri dell'ottocento se non sapessi la data non saprei neanche che appartengono al XIX secolo.

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    3. I libri dell'800 sono materiale di studio non proprio intrattenimento, poi forse io parlo così perché sono un prof vecchio, puntiglioso e arcigno ahahaah. Puoi amare quanto vuoi I promessi sposi, I 3 moschettieri (storia che adoro) oppure Il conte di Montecristo (tanto per nominare qualche best seller) eppure io credo che non potranno mai dare la stessa emozione che potevano dare al me stesso di 22 anni fa (eh lo so, parlo molto soggettivamente) Slayers, Saiyuki, Saint Seiya, Rayearth o Clamp Detective. Stessa cosa posso dire per Final Fantasy, Hack o Kingdom Hearts dal punto di vista videoludico. Eppure, come spiegare che la maggior parte di queste opere (a parte Slayers, Saint Seiya e Saiyuki) per me non significano più nulla? Molte di queste opere animate e videoludiche mi hanno fatto provare emozioni molto positive quando avevo 14-16 anni, ma poi con la crescita la magia è svanita. Ci sarà un motivo no? Direte: "Eh ma non erano vere passioni". Eppure mi facevano battere il cuore. Ora sono delle "odi barbare", un qualcosa che risuona nel mio animo proveniente però da un passato remoto, da una dimensione che non è più la mia. Per quanto riguarda Un medico in famiglia conserverò sempre un bel ricordo delle prime 5 stagioni, che mi hanno accompagnato dalla quinta elementare alla maturità liceale. Ma non posso neanche ignorare la monnezza che divenne a partire dal 2009 in poi. Lino Banfi vorrebbe creare una stagione 11, da anni lo chiede, ma anche no!

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    4. Il minor coinvolgimento in età adulta è del tutto normale come ampiamente spiegato dai psicologi in numerosi studi.
      Come anche il fatto che più avanza l'età più ogni anno che passa il tempo si assottiglia ☹️ a 10 anni un anno equivale al 10% della vita per un anziano di 86 anni solo 1,16%.

      Se per te tutto ha perso significato non è una cosa bella ☹️

      Noto in te una certa repulsione per il mondo dell'intrattenimento perché non riesci a dividere come faccio io "tempi d'oro" e "tempi bui"

      Io sono un cultore del passato e nostalgico al 100% ma al tempo stesso esploro anche le opere che ai tempi per limiti anagrafici o perché disponibili solo in forma cartacea non ho vissuto.

      Scusami se ho fatto lo psicologo de noantri.

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    5. Non devi scusarti, non c'è niente di più bello che scambiarsi opinioni, anche contrastanti. Però Gravo ti faccio riflettere su una cosa: ora che viviamo in un'epoca buia, con tanti problemi, ansia e incertezza, non si crea ancora più attrito con i tempi cosiddetti d'oro? Non sembrano ancor di più qualcosa di morto, illusorio effimero? Io credo che non ci sia niente di più triste che rimpiangere il passato, soprattutto se è un passato che non ha avuto ricambi, evoluzioni, ma è morto del tutto a un certo punto. Forse sono un po' filosofo? Non so se mi spiego.

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    6. Per me non è del tutto finita perché il passato non è stato obliato.
      Forse non vengono adeguatamente pubblicizzati ma ci sono una marea di libri e fumetti del passato che vengono continuamente ristampati.

      Piuttosto l'aumento esponenziale dei prezzi può frenare la fascia giovane.

      Possiamo anche vivere nella peggiore epoca della storia ma L'isola del tesoro, Harry Potter, Astro Boy, Zatchbell possono sempre essere letti e appassionare le nuove generazioni.

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    7. Penso anche io che andando avanti con gli anni non troviamo lo stesso coinvolgimento di prima. Sono stato fortunato, perché fino ai miei 22-23 anni ho trovato passioni fortissime che si sono formate e mi hanno formato.
      Non è impossibile che non succeda anche dopo, ovviamente.

      Moz-

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    8. Abbiamo avuto strade ed esperienze diverse. A un certo punto, a causa di alcune cantonate, è come se fossi caduto in una palude che mi ha fatto perdere l'entusiasmo di un tempo per le passioni precitate, facendomi anche dimenticare alcne esperienze. Sapete che alcuni hobbie, alcuni vissuti li recuperai in seguito mnemonicamente? Che ci crediate o no. Al giorno d'oggi qualcuno, tralasciando gli anime, parla di Elisa di Rivombrosa? Ogni tanto esce la leggenda metropolitana che sia in lavorazione un reboot Netflix/Rai (cazzata colossale) ma niente di più. Sentite più parlare di Orgoglio, che all'epoca era la fiction risposta della Rai a Rivombrosa? Una grande fiction che ebbe una fine infame dato che fu interrotta alla terza stagione e di cui nessuno ricorda quasi più nulla. E vi assicuro che era una serie corale, immensa, forse anche superiore a Rivombrosa per storia e personaggi. Qualcuno ricorda Sei forte maestro? Un medico in famiglia tira ancora, ma giusto perché c'era Lino Banfi che tutt'ora lo "pubblicizza". Il bello delle donne, fiction all'epoca seguitissima, ebbe una questa stagione spin-off con un cast del tutto rinnovato. Stendiamo un velo pietoso. Che dire poi del wrestling WWE? Personaggi colorati (Undertaker, John Cena dei primi tempi, Eddie Guerrero, Big Show, Rey Mysterio), ci fu un tempo su Italia 1 in cui Smackdown era per roster superiore a Raw, intendete? A Raw che era, ed è tutt'ora, lo show numero uno. Ora guardate tra Raw e Smackdown gli sfigati anonimi pagliacci che magari saranno anche più tecnici dal punto di vista professionistico, ma del tutto anonimi. Roman Reigns è divenuto famoso (si fa per dire) perché a Vince McMahon girava così: doveva diventare il nuovo John Cena, la nuova icona, il nuovo volto ufficiale (proprio...). Ragazzi, è tutto decadente, tutto amorfo, tutto inerte. In questo terreno il mondo avvolgente non può attecchiere e se attecchisce rimane qualcosa di forte massimo 6 mesi, poi basta. Eccezioni sono Mare Fuori o Stranger Things.... ma poi?

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    9. Rivombrosa e Sei forte maestro girano ancora tanto sui social, per dire.
      Ci sono spesso dei video che li ricordano.
      Per il resto, vero che oggi c'è piattume ma questa cosa come può cancellare il resto, il passato?
      Esempio: oggi anime/manga non sono sicuramente più come prima, ma se uno ama anime e manga, come può cancellare questa passione? Semplicemente non segue le attuali produzioni, ma la passione non può svanire.

      Moz-

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  2. Rinnegate no, non vedo perché farlo: hanno fatto parte della vita, sono state esperienze e hanno contribuito a creare quello che si è. Quindi non vedo motivo di negarle, né di vergognarsene, perché le cose di cui vergognarsi sono altre, molto più gravi e ogni riferimento a governanti che seminano morte e distruzione non è puramente casuale.
    Possono però modificarsi: l'intensità con cui si vivono può non essere la stessa. E questo lo ritengo naturale perché le prime volte sono uniche e danno emozioni nuove, forti, che non possono essere le stesse se ripetute una volta che sono conosciute. L'età influisce, perché da giovani si vivono le cose più intensamente, con più trasporto, mentre magari da adulti le si affronta diversamente e questo perché il bagaglio di esperienze fatto con gli anni ha dato punti di vista differenti, ha formato il carattere, ha dato mentalità più strutturate. La vita segna e fa cambiare, certo, ma fa anche capire perché si hanno certe passioni e come queste sono state di aiuto ad andare avanti.

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    1. Certamente, alcune passioni si affievoliscono, altre possono essere messe "in pausa momentanea" per svariati motivi, ma non significa che la passione per queste cose finisce.
      Magari ecco, per due mesi non vedo un film o non vado in sala, ma non significa che non ami più il cinema: semplicemente ho dovuto fare altro.

      Moz-

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  3. Concordo... Io ho imparato a leggere dai fumetti e, sebbene li abbia accantonati/trascurati per un periodo più o meno lungo, complice la perdita di quasi tutta la collezione che avevo da bambino, poi li ho ripresi ad acquistare sfruttando tanto le edicole quanto i marketplace e, se le trovo, botteghe di fumetti usati e bancarelle. Ho smesso di seguire dei fumetti specifici e mi sono aperto alla scoperta di altri, quello sì, ma è pur vero che spesso si è trattato di fumetti passati in gestione ad altri autori che li hanno stravolti, o di serie concluse che non potevo rileggere all'infinito mancando nuove storie...

    Da bambino ascoltavo anche musica, soprattutto le cassette che registrava mio padre dalla radio, perché mi dava un senso di "sicurezza" rispetto alle canzoni impreviste passate in radio... Per anni ho proseguito l'arte di registrare dalla radio, poi sono arrivati gli mp3, la radio nella mia auto, attualmente ho preso ad ascoltare la radio mentre cucino e mangio...

    Altre passioni sono svanite perché... sono cambiate loro! Seguivo in maniera quasi maniacale i tornei di tennis, perché quelli più importanti erano disponibili in chiaro tra Rai, TMC e soprattutto Koper Capodistria... Nel corso degli anni il tennis è scemato dalla tv, approdando su canali a pagamento, e sono anche cambiate alcune regole atte a evitare partite interminabili, il modo di giocare è diventato "noioso" e omologato rispetto ai tempi di McEnroe, Lendl, Sampras... Una passione che quindi mi è stato prima impedito di continuare ad alimentare, e poi è cambiata molto radicalmente.

    Di esempi di passioni ne potrei fare tanti altri, ma la sostanza non cambierebbe: la passione è rimasta in ogni caso in cui l'oggetto della passione si è conservato negli anni, viceversa ha finito per svanire perché non era più come prima.

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    1. Ecco, ma anche se li avevi accantonati, non credo tu li abbia disamati o rinnegati. Il medium fumetto ti piaceva sempre, a prescindere, no?
      Il tennis del passato continua a piacerti, giusto? Anche io preferisco il wrestling di un tempo, non è che siccome ora non mi piace quello attuale allora non amo più il wrestling.

      Moz-

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    2. Sì certo, non ho rinnegato nulla.
      Relativamente al wrestling, lo trovavo uno spettacolo simpatico ma non l'ho mai vissuto come passione; ora che ho letto qualche classico Marvel mi sembrano delle caricature di supereroi che se le suonano su un ring dopo essersi minacciati in attesa dell'evento stagionale, e non credo seguirei un match oggi sapendo che sono botte finte mentre in un fumetto sono paradossalmente vere per i personaggi.

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    3. Certo, ma è proprio quello :)

      Moz-

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    4. Concordo con il tennis per il dispiacere dei cambiamenti per "favorire" il pubblico che altrimenti si annoia come accaduto nel baseball 😱 detesto profondamente questo modo di agire delle federazioni sportive.

      Non concordo sul wrestling "dell'evento stagionale, e non credo seguirei un match oggi sapendo che sono botte finte"

      I wrestler sono sono atleti professionisti molti di loro soprattutto negli anni '80 e '90 hanno studiato varie discipline delle arti marziali.

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    5. Appunto, Gravo: li vedrei affrontarsi in veri combattimenti di arti marziali. Se loro da atleti decidono di fare gli "attori", trovo inutile seguire le loro rivalità costruite a tavolino e non dettate da reali motivazioni. C'è troppa scena, e tante volte gli incontri finiscono pure fuori dal ring per doppia squalifica o perché interviene qualcuno scorrettamente: si sfidassero secondo regole rigorose di karate, judo, lotta, senza trucchetti e manager disonesti, e vediamo la loro professionalità.

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    6. Si tratta di sport entertainment.

      Si tratta di un misto tra teatro e sport.

      Alcuni wrestler sono tecnicamente completi Brock Lesnar, Shinsuke Nakamura, Ken Shamrock, Kurt Angle per fare degli esempi.

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    7. Il wrestling è da considerarsi proprio come un cartone animato o una serie, dove tutta la sceneggiatura è scritta e loro interpretano dei ruoli, che però mettono in scena come atleti veri. Ossia, i colpi, le cadute, le prese non sono finte, è un po' come fare lo stuntman.

      Moz-

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    8. Ma questo te lo puoi godere da bambino/adolescente. A 30-40 anni comprendi che è uno spettacolo ridicolo.

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    9. Ma perché? ^^;
      Da adulto, se ti piace il catch, ne apprezzi altro (magari la costruzione delle trame, le sceneggiature, o l'impegno degli atleti). Lo apprezzi in altro modo, se è una passione. Una evoluzione della visione, come giusto che sia. Io posso ancora godermi, per dire, vecchi match di Hogan contro Ultimate Warrior. Ne apprezzi estetica dell'epoca, costruzione, show... se ami il wrestling, lo ami e basta per mille sfumature.

      Moz-

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    10. Come ogni forma di intrattenimento, te la godi se ti piace come tale. Per me il wrestling è uno spettacolo "ibrido", una sorta di commedia sportiva avente un ring per palco... Lo seguivo perché mi piacevano alcuni atleti (anche scorretti purché coerenti nel ruolo e con doti acrobatiche), ho sempre detestato i vari manager e gli atleti buffoni capaci di vincere solo barando o affrontando sprovveduti sparring partner flaccidi o mingherlini senza speranza; quando poi ho visto figure iconiche come Hulk Hogan passare dalla parte dei cattivi, assurdi "tradimenti" sul ring, quel briciolo di curiosità nel recuperare qualche incontro interessante su Youtube è del tutto terminato (anche perché tutti i wrestler che conoscevo nella migliore delle ipotesi si sono ormai ritirati), e preferisco vedermi un film a base di scazzottate o leggermi un fumetto di "veri" supereroi che se le suonano e, nel loro universo narrativo, non fingono.

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  4. Per me conta tutto l'insieme famiglia-amici-conoscenti.

    Quando il mio momento d'oro è finito sono venute fuori un'infinità di problematiche che si sono trasformate in apatia.

    Per me le passioni possono svanire o nei casi più fortunosi anche solo rallentare dipende da una moltitudine di fattori ☹️

    Ma questo non conta perché le passioni possono sempre tornare...

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    1. Svaniscono secondo me solo quando o non sono veramente tali, o quando -come nel tuo caso- subentrano cose peggiori nella vita che rendono una persona apatica verso tutto.

      Moz-

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    2. Qualcosa del genere... Per me le passioni sono un ponte con il passato... Una volta finita un'epoca e con essa la caduta dei valori e la perdità della speranza perse tutto significato ☹️.

      L'importante per me oggi è continuare la mia passione senza mai più dimenticare i valori che mi hanno insegnato.

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    3. Ecco, ma il tuo è appunto un caso limite. Nel senso che da una brutta situazione personale è nata a caduta una cosa di apatia verso tutto.

      Moz-

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  5. Finiscono gli amori e non possono svanire le passioni? certo che si, può capitare eccome. Non che svaniscano dalla sera alla mattina, ma lentamente, pian piano, possono venire soppiantate da altro. Altre cose che via via ne prendono il posto, e all'improvviso ci rendiamo conto che ciò che tanto ci appassionava un tempo adesso non è che un flebile ricordo, una parte di noi che abbiamo curato e che si è estinta in favore di altro. Semplice evoluzione.

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    1. Però ecco, come farebbe a me a passarmi la passione per il cinema? Per il fumetto?
      Proprio non me lo immagino...

      Moz-

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    2. Concordo con Katrina, il nostro essere è in perenne trasformazione ed evoluzione e quindi anche il nostro punto di vista sul mondo, la realtà, le persone e le stesse passioni può cambiare. Mi piace molto questo passaggio molto profondo e che sento mio: "Altre cose che via via ne prendono il posto, e all'improvviso ci rendiamo conto che ciò che tanto ci appassionava un tempo adesso non è che un flebile ricordo, una parte di noi che abbiamo curato e che si è estinta in favore di altro". E io aggiungo: "Panta Rei" e "Sic transit gloria mundi". Però voglio concludere queste riflessioni con un adagio più ottimista: "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". E questo vale anche per le nostre passioni :)

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    3. Ma ad esempio, la mia passione per il fumetto o per il cinema come può mai trasformarsi? In cos'altro?
      Cioè, per me si è già trasformata man mano, ma restando quella. Non è cambiata/svanita o diventata ALTRO, tutt'altro. È rimasta passione per il fumetto che prima magari leggevo, poi scrivevo per divulgare, oggi è il mio lavoro.

      Moz-

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    4. Forse perché sei giunto alla fine di questo stadio trasformativo, ma forse tra qualche anno potresti cambiare punto di vista. Nessuno può dirlo, chissà....

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    5. Io sinceramente, ma molto sinceramente, non credo proprio che possa esistere un Miki che non legge fumetti, vede film, ascolta un certo tipo di musica... sono cose che fanno proprio parte del mio essere. A meno di cose gravi, o apatie mentali, sono cose che continuerò a fare sempre.
      Al massimo, se ne potranno aggiungere altre come ultimamente si è aggiunto il karate.

      Moz-

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  6. Credo si tratti di selezione naturale. Crescendo e invecchiando diminuisce il tempo da dedicare alle passioni e alcune di essere si rivelano meno importanti di altre finendo semplicemente per evaporare. Non ha senso rinunciare scientemente ad alcune di esse per pressioni esterne, ma nemmeno mantenere in vita quelle che non hanno più motivo di restare con noi. Si tratta di uno dei tanti processi che ci formano. A volte però mi capita di chiedermi come facesse a piacermi una tal cosa, segno che in alcuni casi subentra addirittura una forma di rifiuto che però è più rivolto alla stupidità della gioventù che agli oggetti stessi della passione.

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    1. Questo è vero, ma tipo... se una persona ha sempre avuto la passione per la lettura, come può questa scemare? Cioè, proprio non mi immagino che di colpo - o anche gradualmente - una persona possa disinnamorarsi di qualcosa.A meno che non succeda un evento che stravolge la persona.

      Moz-

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    2. Secondo me succede e nemmeno te ne accorgi. Cambiano i ritmi i tempi e le necessità e quella che era una passione irrinunciabile diventa sempre meno preponderante, le si sacrifica spazio e tempo, magari anche con dispiacere, e finisce nella marginalità, sostituita da altro. Poi un giorno ti volti indietro e ti dici: "una volta leggere mi piaceva un sacco, ma adesso non avrei più lo stimolo per prendere un libro in mano".

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    3. Allora però forse non è stata una vera passione, ma un hobby momentaneo. Pur piacevole, ma una finestra da aprire e chiudere. Niente che ci identifichi davvero come persone.

      Moz-

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    4. Concordo con l'ultimo commento di Iuri Vit sono cose che succedono senza accorgersene anche dopo molti anni per via dei profondi mutamenti.

      Il fatto che MikiMoz su questo tema sia intransigentissimo non cambia di una virgola che il suo caso è rarissimo...
      Tutte le persone che conosco nel corso dei decenni hanno cambiato le proprie passioni o comunque si sono modificate.
      Non conosco nessun coetaneo che segue ancora anime e manga mai visti nella fumetteria del mio paesino in quasi vent'anni che ci vado.

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    5. Più che essere intransigente, non comprendo.
      Davvero, lo dico, è un mio limite.
      Nel senso, se tu pensi a me, non pensi a fumetti, cinema, cartoni? E nello specifico, non pensi a He-Man, Tarantino, Twin Peaks, Litfiba, Diabolik, Berserk ecc ecc?
      Come potrebbero finire queste cose, che sono determinanti proprio per la mia stessa persona?
      La gente che seguiva le cose in passato, era per passione momentanea o moda. Non passione vera.
      Una persona che ama la musica, o l'animazione, l'amerà sempre. Che abbia 10 o 100 anni.

      Moz-

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    6. Non consideri alcune cose importanti.
      Non parlo di smettere di leggere a 360° gradi ma qualcosa di più circoscritto ovvero gli shonen manga arrivati ad una certa età vuoi o non vuoi l'interesse crolla e al massimo può continuare con i seinen manga.
      Se i seinen manga non interessano o non si conosce in maniera adeguata i fumetti giapponesi per adulti si smette.
      Succede nel 90% dei casi.

      Per i fumetti e gli anime per ragazzi esiste un arco temporale della vita ben preciso difficile da superare soprattutto se non si è persone ben strutturate.

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  7. Concordo con te! Sono una di quelle persone che non ha mai smesso di vedere cartoni animati durante l'adolescenza, per esempio ^_-. Certo, magari snobbavo i cartoni per i più piccoli, ma comunque ero all'università quando vedevo Sailor Moon (e già laureata quando vedevo Hamtaro e Pokémon ^^).Ovviamente ci sono periodi in cui le passioni vanno a rilento, forse anche in stand-by (personalmente ne ho tante, e predominano a turno :-P): mi è capitato per esempio quando sono diventata mamma e ho smesso di comprare Telefilm Magazine per abbonarmi invece a Io & il mio bambino ^^. Solo il disegno, a malincuore, è finito ai margini della mia vita hobbystica (ma non perché non mi interessi più!)... Recentemente, mi sono imbattuta in una vecchia agenda (che usavo da piccola per disegnare e e scribacchiare) su cui ho trovato una promessa datata e firmata dalla me stessa ragazzina: "non smetterò mai di ascoltare le canzoni di Cristina D'Avena". Ebbene, superato il mezzo secolo posso dire che il proposito è stato mantenuto ^_^. Certo, ascolto anche tanta altra musica (una delle mie passioni), altri artisti si sono affiancati a Cristina nel novero dei miei preferiti, ma non l'hanno sostituita ^_-. E lo stesso vale per gli anime, i fumetti, i libri...

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    1. Ciao!
      Ecco, anche se non seguivi più i telefilm (e il magazine a loro dedicato...) non credo che tu ti sia disinnamorata delle serie tv, giusto?
      Appunto, anche io sono cresciuto e le passioni sono cresciute con me. Tu Cristina, io per esempio He-Man...^^

      Moz-

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    2. No, infatti: non ho mai smesso del tutto! Magari allentato, per ovvi motivi, ma appena possibile ho ripreso il ritmo alla grande (guardando anime e telefilm anche con mia figlia ^_-). E per restare nell'ambito Mattel dei tuoi Masters, conservo gelosamente le mie Barbie, grande passione di quand'ero piccola ^_^

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    3. Ecco, se hai avuto questa passione per le Barbie, si è trasformata in una dolce presenza che te le fa conservare ancora oggi. E ci sta!**

      Moz-

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  8. Rinnegato in senso stretto no, però c'è stato qualche raffreddamento, questo si. In particolare lo sport, che prima seguivo con grande interesse: guardavo i gran premi di formula uno, gli incontri di tennis, le partite di calcio, le corse ciclistiche. Ora l'idea di guardare uno di questi eventi non mi sfiora neanche, soprattutto ciclismo e formula uno mi sembrano noiosi... Il calcio e il tennis lì seguo più come notizie che come match da guardare, mi limito a qualche highlights.
    Purtroppo anche per la scrittura sto passando una fase simile, non provo più la stessa passione di prima, anche se provo a scrivere qualcosa poi finisce che la lascio a metà.

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    1. Forse quelle erano passioni momentanee? Ne abbiamo tante, tutti.
      Per quanto riguarda la scrittura, siccome è una cosa che ci riguarda attivamente, forse qui il discorso cambia anche... perché dipende da noi.

      Moz-

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  9. Ciao Miki, mi piace questo argomento. Penso che anche le passioni possano finire, mutare, cambiare, come gran parte delle cose nella vita. Però riconosco che, come ci sono amori che sopravvivono alla morte, possano esserci passioni che durano per sempre. Saluti belli.
    sinforosa

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    1. Sì, lo penso anche io. Perché davvero io non saprei nemmeno definirmi totalmente, senza pensare al cinema, ai fumetti e a tante cose che amo.
      Dopotutto so per certo che se una persona che mi conosce pensa a He-Man o Berserk, o ai Litfiba, o Twin Peaks, pensa a me.

      Moz-

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