[SPECIALE] Giappomania: le 3 invasioni anime/manga in Italia

 


La storia italiana di anime e manga è un argomento che suscita in me un interesse molto particolare, da sempre. Perché è la storia di tutti noi appassionati, ma anche quella di un pubblico più vasto; è la storia sociale di un Paese che evolve e cambia gradualmente idee e posizioni: ciò è vero per qualunque argomento, peraltro.
Ma l'intrattenimento giapponese è una nicchia che ha un proprio enorme fascino, e che ingloba tante altre realtà, piccole e grandi.
Da tempo, qui sul blog, racconto di ciò; ma da quando lavoro nell'editoria, son passato a farlo ancora più nello specifico su carta, trovando nuovi spazi per la mia ricerca.
Una ricerca che mi ha spinto a formulare, inoltre, una personale visione delle tre invasioni anime/manga in Italia...

Se andate su Wikipedia, infatti, le "invasioni" sono riportate in un modo che non sposo appieno (vedi QUI); da tempo propongo un'altra "suddivisione dei tempi", che spesso ho analizzato nello specifico.
Nel numero 32 di Anime Cult (maggio 2026) trovate ad esempio un mio articolo che si lega alla "seconda invasione", probabilmente quella più lunga e importante.
Qui ho raccontato di come, dagli anni '90 ad oggi, abbiamo "sdoganato" la cultura pop giapponese non attraverso anime e manga, ma grazie a prodotti corollari (libri, giochi, videogiochi, musica, cinema...).
Tutti gli step del mondo otaku che hanno portato il Giappone a essere prima una moda e poi la normalità, nel nostro Paese e non solo.




Perché il Giappone non è certo mai stata una terra "facile", di comprensione immediata.
Molto era dovuto alla propaganda bellica, tanto altro alle dicerie.
Tutta una serie di voci che hanno finito per ripercuotersi sull'intrattenimento proveniente dal Sol Levante, per lungo tempo stigmatizzato da intellettuali e opinionisti.
E infatti, occorre andare per gradi: come vi dicevo, la mia suddivisione delle "invasioni" non corrisponde sempre a quella che trovate in giro. Ho una mia personale tesi che ormai da qualche anno espongo ai miei lettori, qui e su carta.
Il primo approccio italico con anime e manga io lo definisco "pre-invasione": ne ho parlato nel dettaglio su Anime Cult 23 (novembre 2024).






LE PRIME VOLTE
È del 1960 il primo "contatto" del pubblico italiano con un prodotto animato giapponese; due anni dopo, vediamo i primi manga.
La pre-invasione, così la definisco io, è però qualcosa di molto particolare: culturale da un lato (si tratta di lungometraggi proiettati nell'ambito di mostre internazionali del Cinema, o di fumetti pubblicati per scopo saggistico, vedi QUI), molto "ignorante" dall'altro: ossia non vi è per la platea italiana il concetto preciso di animazione o fumetto giapponesi, tanto più che molti film arrivano riadattati oppure epurati dei nomi orientali, e spacciati per qualcosa di americano... pur di essere venduti meglio (non deve stupire: il Giappone era ancora una terra molto lontana e complessa, dalle usanze e dalle nomenclature troppo diverse e ostiche; lo stesso tipo di localizzazioni saranno portate avanti fino ai primi anni 2000, dopotutto, per gli stessi motivi).





LA PRIMA INVASIONE
A rendersi conto di una "giapponesitudine" reale e concreta è invece il pubblico di quella che io chiamo la prima invasione, ossia l'impatto dell'arrivo di Heidi e Goldrake sulle nostre televisioni; siamo nel 1978, ed è da questo momento che in Italia si parla senza mezzi termini di prodotti nipponici. Non se ne nasconde la provenienza, anzi questa viene esaltata (anche per fini giornalistici), per essere spesso osteggiata, respinta, criticata.
Tutti sanno, ora, che Heidi e Goldrake (ma anche Remì, Harlock, Lupin e gli altri dal 1979 in poi) sono... cartoni animati giapponesi.


Ovviamente, non bisogna mai ragionare a "compartimenti stagni", anche nel 1976 e 1977, per dire, vi erano stati degli anime sulle nostre tv. Ma è chiaro che possiamo circoscrivere dei "blocchi" precisi, tracciare dei solchi che possano fare da "prima" e "dopo", e quindi definire le varie invasioni.
E la prima è quella di Heidi e Goldrake, appunto, capace di definire una generazione intera.
Ma come tutti i fenomeni, anche questa è destinata ad affievolirsi...





LA PARABOLA DELLA PRIMA INVASIONE
A partire dal 1980 si moltiplicano gli anime sulle nostre televisioni: è un'ondata clamorosa, dovuta anche e soprattutto al fatto che le produzioni giapponesi costano infinitamente meno rispetto ai più blasonati titoli americani. Ma piacciono e intrattengono, e così ogni rete (anche quelle private) ne fa incetta, prendendole letteralmente a blocchi.


Ma da Goldrake in poi arrivano anche le polemiche: violenti e fatti al computer. Ecco com'erano percepiti gli anime.
E ciò porta dapprima a una sostanziale riduzione di questi prodotti sui canali Rai (che si riserverà solo i classici, tipo Anna dai capelli rossi), poi anche alla nascita del "modello Alessandra Valeri Manera" di Fininvest, che abbandona del tutto storie potenzialmente a rischio (di segnalazione) e si propone sempre più con titoli neutri, quotidiani, magici, sportivi... se non addirittura "rosa", canonizzando una pratica censoria che affonda le sue radici nelle scelte viste già dagli anni Sessanta, e che diventa sempre più stringente: man mano, ogni riferimento al Giappone è eliminato, i nomi cambiati, e tutte le scene ritenute poco adatte sono tagliate via.


In questa fase i manga... non sanno di essere tali: ricolorati, ribaltati, modificati e censurati anch'essi, appaiono sulle riviste per ragazze e ragazzi ma non vi è un approccio critico a riguardo, se non in determinate nicchie e ambienti culturali che si dedicano alla divulgazione tramite fanzine o su sparuti numeri di magazine specializzati in fumetto.
Una cosa però lontana e sconosciuta al grande pubblico delle edicole e della televisione.
Arriviamo così all'alba degli anni Novanta.





LA SECONDA INVASIONE
L'ho trattata con dovizia di particolari su Anime Cult 30 (gennaio 2026), perché è quella più lunga; sicuramente importante sotto diversi profili.
Ha in sé diverse fasi, la cui ultima poi va a fondersi con la recente "terza invasione", ma nasce - almeno secondo la mia tesi - nel 1990, quando in edicola arrivano i primi manga... che sanno di essere manga, ossia pubblicati in quanto fumetti giapponesi.


Si inizia da Akira e si passa al magazine Zero coi suoi titoli noti (Ken il guerriero) e non (Baoh, Xenon).
La seconda invasione è fondamentale perché è il momento in cui, nel tempo, anime e manga (in quanto tali) si presentano al pubblico generalista, vengono ancora osteggiati, poi diventano moda; i cartoni sono censurati, ma poi le censure spariscono; il Giappone si "avvicina" sempre più all'Italia (e non solo), la cultura otaku viene sdoganata, naturalizzata.
Un processo lunghissimo, che vede appunto diversi momenti.





LA PARABOLA DELLA SECONDA INVASIONE
Con Dragon Ball in edicola e Sailor Moon in tv si apre quella che è la fase della "moda": siamo nel 1995 ma bisogna attendere ancora un paio di anni per vedere ormai il Giappone iniziare a essere sulla bocca di tutti (anche in modi inappropriati, o imbarazzanti...). Tra il 1998 e il 2002 l'intrattenimento giapponese è al suo picco massimo (im)pensabile; nei programmi televisivi si parla di fumetti e cartoni giapponesi, Miyazaki è la nuova star, si moltiplicano i manga in edicola e libreria.
Questo fino a circa il 2007, quando poi inizia una lenta ma fisiologica flessione, che dal 2010 vede gradualmente sparire gli anime dagli slot televisivi principali per entrare poco a poco in una nuova fase.
Quella dell'attuale società "liquida".







LA TERZA INVASIONE (IN CORSO)
Dopo la coda della seconda invasione, che porta gli storici fumetti giapponesi rimasti inediti per anni, e tutti quelli ultramoderni ma spesso lontani anni luce dalla tradizione del passato, si apre in Italia il terzo impatto.
Complice forse la pandemia, esplode il fenomeno manga. Le librerie di varia si riempiono di storie a fumetti, che per qualche anno risultano peraltro tra i libri più venduti; le piattaforme streaming acquisiscono i diritti di trasmissione dei titoli vecchi e nuovi, aprendo anche sub-canali appositi; tornano le riviste di settore, la nostalgia si fonde con l'attualità (creando anche particolari cortocircuiti) e la cultura otaku entra nel nerdismo ormai senza barriere.






La bolla non può ovviamente tenere a lungo e infatti oggi si registrano già le prime, naturali, flessioni.
Ma è un mondo sempre più veloce, che fagocita tutto in un lampo; l'assenza di anime dalle tv generaliste e la chiusura delle edicole fa purtroppo perdere i pilastri di un mondo avvolgente capace di sorreggere un intero sistema.
Anche dal Giappone, e lo dicono spesso gli stessi giapponesi, non c'è più inventiva; mancano veri e propri nuovi titoli di rottura, forti, capaci di farsi portavoce di una nuova (o anche vecchia) generazione.
Mancano nuovi registi visionari, forse la voglia e la possibilità di sperimentare sul serio.
Ma intanto, la strada è tracciata.
Tra ritorni, remake e novità, si va avanti.

E voi, quale delle tre invasioni (+ pre-invasione) preferite?
Quale avete vissuto? In quale vi siete ritrovati?

208 commenti:

  1. Verissimo tutto. Le ho vissute tutte e tre, va detto che io amo i manga e gli anime anche quando non sono di moda. In ogni caso, ho iniziato a vederli come un punto fermo dagli anni Novanta, quando ormai ero grande e capivo che non era certo una cosa passeggera.

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    1. Sì, anche io - che li ho amati per la loro estetica sin dagli anni Ottanta - li ho considerati davvero in quanto precise opere (anche geograficamente) dagli anni Novanta, direi dalla metà del decennio.

      Moz-

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  2. Ottima analisi! Anche se l'invasione dei manga negli anni '90 ha inizialmente interessato solo una piccola parte della popolazione (mentre la prima arrivava davvero a tutti, tramite la tv: anche chi non era interessato conosceva Goldrake e Candy Candy, così come adesso chiunque abbia una piattaforma streaming si rende conto della popolarità degli anime e contemporaneamente i manga fanno bella mostra di sé in libreria e persino nei supermercati). D'altronde effettivamente dopo la metà degli anni '9' Dragon Ball come manga e Sailor Moon come serie in tv in pochi anni hanno trainato il settore, formando una nuova generazione e confermando quella precedente

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    1. Esatto: come manga iniziali erano comunque per pochi, nel senso che il mercato si apriva timidamente, e certamente un numero di Zero by Granata Press faceva dieci volte meno del giornalino di Candy by Fabbri... 😃
      Però da qualche parte si doveva iniziare, aprire alla questione (che subito divenne moda, con altri editori a cercare nei manga!) però sì, la seconda fase della seconda invasione (dal 1995) è stata il top del top!🥰💥
      Grazie mille!

      Moz-

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  3. Ho letto l'intero articolo con molto interesse.

    Io valuto le invasioni in questo modo:

    Prima invasione - quella più grande come successo e impatto mediatico anche perché a fine Settanta c'erano pochi canali televisivi e gli anime erano una novità assoluta esclusa ovviamente la parentesi pre-invasione ma che non fa testo.

    Seconda invasione - l'invasione più completa... Anime, manga, videogiochi, merchandising sembrava di stare in Giappone in alcuni anni addirittura trovavi di tutto merendine a tema anime, cancelleria scolastica, TCG e figurine varie a profusione, videogiochi tratti dagli anime.

    Terza invasione - dal punto di vista puramente tecnico gli anime con gli adattamenti fedeli, opening & ending, completezza di ogni serie e i manga in pregiate edizioni costose ma bellissime hanno reso la terza invasione quasi perfetta.
    Senza dimenticare l'arrivo di tantissimi doppiaggi di serie inedite anche di centinaia di episodi e manga inediti o nuove edizioni di classici che erano attesissime.

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    1. Concordo, anche se le sfumature sono molteplici. L'ultima è proprio come la descrivi, ma è anche quella più sterile: il mondo avvolgente è morto, lo zapping e la scoperta non esistono più, i nuovi appassionati spesso vivono solo "al di là del solco" ignorando il passato...
      Per me la migliore invasione resta la seconda, ricca anche di edizioni economiche e anime su ogni canale: ci si poteva fare una cultura praticamente gratis. Oggi impensabile.

      Moz-

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    2. Fermo restando che la seconda invasione sia stata per me il momento più bello della vita, ora sento di dover aggiungere qualcosa sull'attuale 'terza invasione'.

      Anche se può sembrare minore, per me è stata (e in parte è ancora) monumentale. Può sembrare un'affermazione fuori dal mondo, ma ho solidi motivi per ritenerla tale.

      Il motivo più semplice, e forse il più importante, è che oggigiorno anime e manga sono fruibili da chiunque, senza più problemi di reperibilità o vincoli d'orario. Chiunque può leggere tutto, con la sicurezza matematica di trovare tutti i volumi di un manga o vedere ogni episodio di una serie.
      Io, all'epoca delle medie, non avevo questo problema, ma solo grazie a un allineamento dei pianeti difficilmente replicabile. Vivevo in una cittadina dove la scuola, il centro sportivo e la chiesa si trovavano a circa 300 metri da casa; finendo le lezioni alle 13:15, perdere un episodio era matematicamente impossibile.

      Per quanto riguarda i manga, la mia cittadina aveva numerose edicole — ben due nel mio quartiere — e, cosa incredibile per soli 16.000 abitanti, una fumetteria molto rifornita e stabile, aperta sin dal 1992. Era impossibile mancare un numero. Se, ad esempio, la Panini interrompeva la distribuzione di Hikaru no Go nelle edicole dopo 5 volumi, spostandolo solo nelle fumetterie, il lettore di un centro come Sansepolcro era spacciato ☹️; io, invece, avevo la 'cassaforte' della mia fumetteria. Praticamente, nel mio Comune sono passati tutti i manga pubblicati in Italia dal 1992 a oggi.

      Più tardi aggiungo altro.

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    3. Aggiungo altro tornando al metodo tradizionale come ti ho detto via e-mail.

      Dicevo della monumentalità della terza invasione.

      Lato manga è stata ottima con la pubblicazione di tanti nuovi titoli, tante ristampe, nuovi editori, il ritorno delle riviste.
      Lato anime senza esagerazioni è stata strepitosa! Le piattaforme streaming per la prima volta hanno fatto qualcosa che fino al 2019 era ritenuto impossibile e solo per colosdi della TV... Doppiare anime di centinaia di episodi! Lo hanno fatto sul serio recuperando e completando anche anime che erano precedentemente stati abbandonati dai canali TV e altri sistemi streaming.

      Tra i tanti titoli abbiamo avuto Bleach, Hunter x Hunter remake, Hakyuu e il recupero di Gintama, Tutor Hitman Reborn, Fairy Tail, Beelzebub tra poco anche Black Clover

      Dal 2020 al 2026 su Google risulta che tra anime nuovi, ridoppiaggi, recuperi, film sono stati doppiati oltre 120 titoli! Un numero mastodontico! Praticamente il settore del doppiaggio di anime in italiano dopo anni di povertà assoluta ha vissuto una nuova epoca d'oro... Tra vecchi e nuovi doppiatori il settore è rinato!

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    4. Rendiamoci conto del momento in cui viviamo

      https://www.meganerd.it/black-cover-da-oggi-i-primi-51-episodi-doppiati/

      Pochi giorni fa Crunchyroll ha pubblicato i primi 51 episodi di Black Clover anime di 170 episodi.

      Anime vecchio stile del 2017 con tanti episodi e allungamenti narrativi.

      Fino al 2019 per un canale streaming sarebbe stato impossibile... Mancava pubblico numeroso e quindi fondi per un progetto simile perché doppiare costa tantissimo.

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    5. Io penso che la terza sia come dici, vero, ma di fatto è anche più sterile per mille altri motivi.
      Prima, la tv tradizionale ti costringeva a un orario, ma ti permetteva anche zapping e scoperte casuali.
      I manga erano davvero per tutti, a poco prezzo, in edicola (che è un presidio - anzi era - onnipresente).
      Insomma, nella terza paradossalmente ci sono molti vantaggi (io su tutti ne ho avuto uno enorme, professionalizzandomi) ma manca il mondo avvolgente, perché è tutto meccanico e "liquido".
      Prima, visitare una fumetteria o avere un anime la sera erano conquiste. Oggi non si può più provare tutto questo.

      Moz-

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    6. Ho espresso la mia opinione nella maniera più neutra possibile.
      Sono ormai passato 20 anni dal mondo di prima un tempo per la società enorme.

      Poteva anche andare peggio visto che i grandi network puntavano sul sistema "abbonati e guarda su canale DTT 8 episodi al giorno dello stesso anime" invece ha vinto il sistema streaming "guarda dove e quanto vuoi"

      Il sistema di oggi permette la pubblicazione finalmente completa di Zatchbell.

      Se devo mettere su una bilancia meglio prima o adesso? (Senza che metto in mezzo la mia rosea situazione del passato) in maniera neutra preferisco adesso.

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    7. Ecco, io considerato tutto (e persino il fatto che adesso tutto questo mi sta anche dando uno stipendio) dico che la seconda invasione, almeno per me, resta la migliore in assoluto.
      Conquiste, battaglie, manga a pochissimo prezzo e tv piena di anime gratuitamente; fervore vero tra appassionati ecc ecc... Oggi comunque raccogliamo molto di quelle cose, per dirti: i concerti della D'Avena all'epoca erano impensabili.

      Moz-

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    8. Capisco il sentimento infatti per me la seconda invasione è stata il centro della felicità della vita... Considerando la mia età all'epoca non pensavo al fenomeno anime e manga in Italia in maniera storica.
      Apprezzo per tanti motivi questa terza invasione nonostante i problemi dei prezzi dei manga e la visione degli anime tramite sistemi non aggreganti.

      Non posso non apprezzare chi oggi pubblica tutto Zatchbell, chi ha recuperato molte serie lasciate monche negli anni di crisi post 2007 grazie alla quantità enorme di soldi sborsati in pochi anni...

      Tra poco verrà ripubblicato Cobra! Proprio da voi della Sprea! Si spera in maniera completa ma ecco negli anni bui non ci sarebbero state speranze...

      Io vedo quasi tutto sub-ita ma pensare che l'intero settore dei doppiaggi in questi ultimi 6 anni è rinato quando sembrava ormai relegato al passato mi emoziona...

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    9. Sì, ma infatti oggi ci sono enormi vantaggi e più sicurezze, forse... Tu pensa che io attendo anche altri titoli oltre Cobra... da Sprea :D

      Moz-

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    10. Anche se con il mio PC grazie allo streaming riesco a ricreare la TV dei tempi d'oro quanto mi piacerebbe anche solo su un canale rivivere la magia degli anime nel lunch time e metà pomeriggio... 🥹, anche se ora potrei seguire seguire poco o nulla in TV con gli orari fissi mi piacerebbe che le nuove gerazioni vivissero le nostre emozioni di un tempo 🥹.

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    11. Mancano proprio l'avere la tv in sottofondo, tv che passava da video/programmi musicali a cartoni, telefilm ecc... si seguiva anche passivamente. Questo manca del tutto.

      Moz-

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    12. Io ricordo che il rito di Italia Uno alle 13:40 era imperdibile 🤩 tutti i giorni e in qualsiasi stagione... Non esisteva che guardassi altro in quell'orario e nessuno usciva di casa... Al mare andavo rigorosamente dopo I Simpson/Futurama.
      Anche se capitava di andare a pranzo dai nonni dopo mangiato si metteva subito Italia 1 anche a casa di mio cugino Yuri 🤩.

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    13. Per me dalle medie in poi la fascia delle 16:00 divenne un appuntamento più frammentario perdendo quella centralità assoluta dei tempi delle scuole elementari.
      Seguivo sempre alle 16:00 ma rispetto al lunch time gli impegni lo rendevano più ostico.
      Dalle 13:40 alle 15:00 rarissimamente avevo impegni e quindi non mi perdevo mai gli anime di quella fascia oraria.
      Come ti avevo raccontato succedeva anche di vedere solo un determinato anime tra una partita di basket e l'altra 🤩 il campetto di basket era dietro casa quindi potevo interrompere la partita per vedere Beyblade o Pokemon e poi tornare al campetto di basket....

      Mentre io non ricordo nessuno che si strafogava di patatine, merendine, gelati stando tutto il giorno davanti alla TV 😅 chi odia prima e seconda invasione dice che oggi sono tempi più salubri per i giovani appassionati 😂

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    14. Sicuramente oggi c'è meno spazio per merendine ecc ecc, vero.
      Ma il cervello viene fritto dai cellulari.
      Comunque, la questione è che prima i cartoon erano fruibili spesso anche passivamente, ossia senza dover per forza seguire di ogni serie tutte le puntate... anche questo faceva la differenza, io avevo la tv accesa anche senza guardare davvero tutto.

      Moz-

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    15. Però non mi piace questa tua mentalità della passività ☹️ per carità anche io avrò seguito qualcosa in maniera passiva ma non mi entusiasma come ricordo ☹️ preferisco i ricordi di pura passione Holly e Benji, Dragon Ball, Pokemon, One Piece, Detective Conan, Slam Dunk che mi prendevano tantissimo e ad esempio Slam Dunk era talmente appassionante che venni trascinato dal desiderio di giocare a basket...
      Detective Conan mi interessava la figura del detective privato e mi faceva fare domande su alcune questioni "perché in Giappone ci sono così tante scritte in inglese*?", "perché se il Giappone si trova vicino alla Russia vanno al mare**?" curiosità che mi interessavano molto tanto da chiederle al mio prof di lettere e geografia della scuola media

      *All'epoca non sapevo del romaji e non sapevo dell'influenza occidentale cose che mi spiegò in maniera semplice.
      **Mi aveva spiegato l'equatore e latitudine.

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    16. "erano fruibili spesso anche passivamente, ossia senza dover per forza seguire di ogni serie tutte le puntate..."

      Anche qui non concordo del tutto.
      Negli anni delle medie mi capitava rarissimamente di non vedere gli anime delle 13:40 quando succedeva era perché c'erano problemi con l'antenna per il maltempo o guasto tecnico tipo che saltava la corrente.
      Altrimenti era praticamente impossibile dopo la scuola non avevo impegni e non avevo l'abitudine di uscire prima delle 15:00.
      Dopo una lunga mattinata a scuola il pranzo era il momento del relax.

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    17. La passività l'hai intesa in modo negativo.
      Invece non lo è: una tv sempre accesa faceva fruire tutto, anche senza la massima attenzione; fare da sottofondo significa comunque vedere e capire, interessarsene.
      Io mi sento fortunato perché con questo modello ho comunque visto e conosciuto centinaia di serie, abbastanza da poterle padroneggiare.

      Moz-

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    18. In maniera molto negativa ☹️ almeno nella versione come la racconti tu 😬.

      Io preferisco la passione totalizzante alla Slam Dunk altrimenti nella caldissima estate 2003 non sarei andato ogni mattina al canestro per allenarmi...

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    19. Ma ovvio che le cose che ami le segui tutte e bene, però per dire, se io seguivo BENE City Hunter, magari Sanpei mi interessava meno (o l'avevo già ampiamente visto) e quindi lo tenevo in sottofondo, guardicchiandolo. Comunque era una visione che ti permetteva di comprendere.
      Anche durante Bim Bum Bam, mica amavo TUTTI i cartoni proposti, eppure posso dire di averli visti tutti, proprio in questa maniera.

      Moz-

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    20. Volendo riassumere i ricordi preziosi e condivisibili di Gravo (vedi che a volte ci intendiamo?), il succo è questo: facevi il tuo dovere di studente o lavoratore perché alla fine avevi la ricompensa, ovvero, l'appuntamento con i tuoi beniamini animati. Io lo facevo su Italia Teen Television guardando One Piece, Ken il guerriero e Dragon Ball Z dalle 21:30 e, in seguito, registrando i cartoni su Italia 1 mentre facevo i compiti per poi godermeli dopo cena. Questo incentivava a dare il meglio di sé ogni giorno facendo bene i compiti e studiando al meglio, e ve lo dice uno che, senza vantarsi o riempiendosi di inutile superbia, ha frequentato il liceo classico vecchio stampo, non quello all'acqua di rose odierno. Era proprio la cultura degli anni 2000, un fenomeno che non riguardava solo me, ma un'intera generazione.

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    21. Sicuramente il tempo libero coi suoi piaceri (tv, merenda, uscite) era una ricompensa se ti "comportavi bene" a scuola come anche a casa.

      Moz-

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    22. Appunto Miki, come ti dicevo qualche mese fa, questa usanza continuò anche durante il periodo universitario, però con lo streaming, e lì la magia finì.

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    23. Forse io mi sono salvato perché non ho mai ceduto allo streaming.

      Moz-

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    24. Eh sì, sei più pulito da questo punto di vista, comunque fu pure il signor Tirabioschi a spingere sempre di più verso la chiusura del progetto animato su Italia 1. Non a caso fu anche colui che tolse il wrestling dopo la tragedia di Chris Benoit.

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    25. Spinto da Costanzo, più che altro. Fu lui a scrivere malissimo del wrestling...

      Moz-

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    26. Alla faccia, ricordo come Costanzo sputtanò il wrestling nel corso di un programma mattutino di Canale 5. Erano presenti Ciccio Valenti e Tiraboschi, e disse che era tutta finzione e non comprendeva il perché della messa in onda all'epoca. Inoltre a Buona Domenica, sempre lo stesso anno, invitarono due wrestler italiani, uno di questi mi pare si chiamasse Bulldog o qualcosa di simile, e Costanzo lo rimproverò dicendo che con sport simili si fanno male.

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    27. Esatto, fu un'opera di decostruzione.

      Moz-

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  4. Purtroppo (in senso anagrafico ovviamente ;-) le ho vissute tutte e tre. Ho amato particolarmente la seconda, che mi ha fatto compagnia in anni difficili della mia vita, mentre la prima la associo ad altri ricordi dell'infanzia.
    La terza, oltre a essere un po' fiacca a livello di idee, sta comunque ammazzando gli autori locali: quando ero piccolo io c'erano tante pubblicazioni italiane di fumetti, ora sono in netto regresso (e sembra più di nicchia) perché i ragazzi italiani ormai leggono quasi esclusivamente manga.

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    1. "sempre più", non "sembra più".

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    2. Bella riflessione.
      La terza è attuale, moderna: mentre le prime due abbracciavano l'esistenza di più generazioni, ed erano transgenerazionali anche come idee, oggi questo (che continua a esistere ma in altri modi, non da fumetto popolare) è via via sparito.
      Belli i tempi (primi anni 2000) dei Classici di Repubblica a Fumetti, collana curata da Raffaelli, che abbracciava davvero tutto.

      Moz-

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  5. E lo chiedi, la seconda perché quella più viva, entusiasmante e coinvolgente a differenza della prima che era tiepida e limitata e la terza che è spenta e grigia.

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    1. *nera, morta.

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    2. Non utilizzerei proprio quei termini, anche perché non veritieri (la prima non fu assolutamente tiepida, scherziamo? Vi fu un clamore mediatico impressionante, oltre al fatto che ha dato origine a quella che viene chiamata la Generazione Goldrake...). Però concordo che la seconda è la migliore e più viva delle tre.

      Moz-

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  6. Ohibò, credevo che Barbapapà fosse un cartone occidentale! Oltre a vaghi ricordi in tal senso, c'era anche il formato editoriale dei fumetti, tipo rivista spillata e non volume tascabile brossurato...
    L'invasione che ho vissuto è stata soprattutto quella che hai definito la prima, se non altro perché avevo l'età adatta per vedere cartoni animati, anche se continuo tutt'ora quando capita, ma resto tendenzialmente confinato in quell'epoca lì, essenzialmente per tipologia dei disegni e tecnica di realizzazione.
    Di opere fuori dalla prima invasione, a memoria, ricordo di aver visto "Street Figher Victory" (anni '90), "Il segreto della sabbia" (2002), qualche episodio della serie di "Lupin III" ambientata in Italia, alcuni film di Scooby-Doo e ovviamente i lungometraggi di Miyazaki.

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    1. Non dovrebbe essere francese Barba ?

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    2. Barbapapà è un anime coprodotto coi Paesi Bassi, tratto da un'opera occidentale.
      Gas: anagraficamente sei rientrato totalmente nella prima, avevi tre anni con Goldrake quindi ci sei - di fatto - cresciuto!!

      Moz-

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    3. I primi cartoni animati li vidi al televisore in bianco e nero: sicuramente Goldrake, Heidi e Astro Robot; non ricordo gli altri se li vidi direttamente a colori sul televisore successivo (che ho tutt'ora ma che perde la sintonia dei canali memorizzati e non ha modo di accedere al digitale terrestre).

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    4. Oddio, davvero hai un televisore vecchio stile?? **
      Fighissimo!

      Moz-

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  7. Per età le ho vissute tutte e tre; quella cui sono più legato è la prima, dato che è connessa all'infanzia, ma anche la seconda l'ho apprezzata (mi ricordo l'anime night di MTV, ma anche gli anime trasmessi su RAI4). La terza è quella che ho seguito e seguo di meno: sono a conoscenza di quello che avviene ma marginalmente (mi tengo informato perché seguo per sapere le uscite di Berserk, che vorrei vedere arrivare a conclusione), però mi sembra che i copioni si ripetano sull'onda di opere di successo; soprattutto vedo che ci sono tante opere isekai e non so quanto questo possa essere un bene per il settore, dato che lo stanno inflazionando.

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    1. Berserk torna il mese prossimo!!
      Gli isekai, pensa, li ho fortemente criticati sul nuovo numero di Anime Cult XD
      Comunque, viva la seconda invasione!!

      Moz-

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    2. Speriamo che non ci siano altri ritardi (l'uscita di un nuovo numero di Berserk è un parto, di quelli lunghi).
      Sì, viva la seconda invasione!

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    3. Ci saranno tre nuovi capitoli... di fila^^

      Moz-

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  8. Ho vissuto in pieno la seconda ondata, quando una parte di essi veniva ancora trasmessa nelle reti private (quelle un po' più adulte, senza censure tipo Ken Il Guerriero, Dragon Ball su Junior Tv, Ranma 1/2, I Cavalieri Dello Zodiaco, Gigi La Trottola) e una parte su Mediaset (e qualcosa anche sulla Rai). I manga, poi, da bambino/ragazzino li percepivo come qualcosa per adulti, quasi proibito (ricordo i manga di Ken Il Guerriero da mio cugino) o clandestino, importato di nascosto, con riviste specializzate tipo Kappa Magazine.
    In più, il tutto era rafforzato dai vari videogiochi, soprattutto sulla prima Playstation, il quale creavano un circuito per cui anime, manga e videogiochi si alimentavano a vicenda ed abbracciare tutti e tre questi settori voleva dire essere un vero otaku!

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    1. Esattamente: dal 1999 la PlayStation ha fatto tantissimo, perché ha unito il mondo videoludico a quello nipponico di manga e anime, molto più di quanto non fecero Nintendo e Sega negli anni precedenti!

      Moz-

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  9. Ho vissuto la seconda ed è quella che preferisco, perché a parte i cartoni ho scoperto lo Studio Ghibli, e mi si è aperto un mondo. Negli ultimi anni l'ho riscoperto e sto vivendo la terza in pieno ;)

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    1. Esatto, la seconda è stata proprio quella dove "si è aperto un mondo", direi più o meno per tutti!

      Moz-

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  10. Ormai sono finiti i tempi in cui una frangia di internettiani pre-2005 e successivamente la generazione cresciuta con YouTube e altre piattaforme di video sharing odiava il passato.
    Certo l danni causati da quelle persone restano tutt'ora visibili perché furono drammatici e senza precedenti ☹️ ma per fortuna le nuove generazioni sono sbocciate meglio...🌟
    Quindi il problema della qualità delle nuove opere non li tange tanto perché passano da Jujutsu Kaisen a Hikaru no Go da My Hero Academia a Dragon ball da Demon Slayer a Rurouni Kenshin.

    Vedo anime in streaming dal 2013 con regolarità ma senza binge watching e ancora mi mancano decine e decine di anime interessanti da vedere.

    Chi oggi vede anime all'età di 10 anni arrivato a 18-20 anni ancora non percepirà il problema della qualità della produzione odierna.

    Il problema che vedi TU che io in parte concordo può essere per percepito concretamente da chi vede anime da 20-30 anni.

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    1. Il problema è però che tanti, della generazione 1997-2005, NON hanno mai voluto - volutamente - vedere anime del passato.
      Per fortuna i ragazzi odierni sembrano essere più propensi alla riscoperta.
      Per me, per esempio, è assurdo vedere le appassionate di BL (un tempo chiamati shonen ai), tutte kawaiiii ecc, ignorando capolavori anni '70 che danno origine al genere.
      Manca, di fatto, una filologia che prima c'era, anche inconsciamente.
      Io Eva l'ho visto proprio dopo aver visto i robottoni classici, così come i real robot li comprendi se prima hai visto quelli nagaiani.

      Moz-

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    2. Perché la generazione 1997-2005 hanno avuto su internet tanti cattivi maestri gente ignorante per non dire peggio che su internet hanno avuto incredibilmente successo condizionando le menti di tante persone ☹️.
      Per fortuna oggi le cose sono un po' migliorate e vedo molti ragazzi sotto i 18 anni interessanti al passato.
      È finita l'epoca oscena di quando YouTube e poi Facebook esplosero creando una marea di trash che anni prima aveva invaso la TV con i reality show e Maria De Filippi.

      Post 2005 ci fu una regressione culturale pazzesca 😱 oggi certi comportamenti e certe cose dette in quegli anni sono state superate e ormai quasi tutti si rendono conto del putridume di quei tempi per molti motivi i peggiori di sempre.

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    3. Concordo sulla regressione culturale vista in quegli anni; ricordo anche che però c'era un certo fermento parallelo, cosa non più vista, ad esempio in tv. Tipo recupero di film cult e scult di notte...

      Moz-

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    4. La degenerazione si è avuta da Twilight in cui un personaggio negativo come il vampiro (e lo dico non come cattolico, ma come storico delle religioni e del folklore) ha trasformato un personaggio negativo in eroe positivo, Immaginate Satana che diventa l'eroe della situazione contro magari un Dio che diviene villain (ops! E' già accaduto in Mao Dante ahahahah) comunque, scherzi a parte, vampiri ed emo (lo sdoganare il tagliuzzarsi, la depressione, il suicidio) hanno contribuito a questa degenerazione. E sto parlando del 2008, quando l'emo quanche anno prima era ancor una sottocultura che nessuno si cagava. Ricordo ancora in edicola le riviste e le gazzette idiote su come diventare vampiri o emo, quando qualche anno prima c'era la bellissima Gazzetta dei maghi e delle streghe ispirata a Harry Potter (sigh!). Scrissi sul Sipontino proprio un articolo su Twilight e di come il male viene fatto passare per bene andando a rincoglionire un'intera geneerazione, tanto che Edward e compagnia vennero citati in varie altre produzioni come Vacanze di Natale a Cortina del 2011. Vi invito a recuperarlo. La degenerazione è avvenuta 18 anni fa, se non prima. Sono passati quasi venti anni e da allora mi accorgo che la società stia divenendo sempre più deficiente :)

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    5. Ci sono anche esempi anni '70 di vampiri affascinanti, tipo il manga Il clan dei Poe.
      Semplicemente il processo è iniziato col goth di Nightmare before Christmas.

      Moz-

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    6. Jacl Skeleton alla fine era uno scheletro parlante, nulla di particolarmente satanico XD. Devi menzionare anche La Famiglia Addams a questo punto, ma loro non hanno mai nascosto di essere reietti e "cattivi".

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    7. Ecco, però è l'immaginario horror/esoterico/maligno che diventa "eroico" o comunque cool.

      Moz-

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    8. Ma se noti i personaggi di Twilight, buoni o cattivi che siano, sono personaggi problematici e anche abbastanza prepotenti con i più deboli, lupi mannari inclusi.

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    9. Un modo "moderno" per un pubblico moderno, diciamo.

      Moz-

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    10. Pubblico di m.... lasciamo perdere XD

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    11. Eh. Questo abbiamo oggi. Ma ripeto: sta cambiando.

      Moz-

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    12. Speriamo, anche perché queste nuove generazioni devono creare la cosiddetta economia circolare.

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  11. Non riesco ad accedere con Google... vabbè
    Per motivi, ahimè, anagrafici ho vissuto tutte e tre le "invasioni". La prima fu un fenomeno di costume senza precedenti, suscitando inizialmente entusiasmi e poi sempre più critiche. Non nascondo che, a un certo punto, io stesso iniziai a snobbare i prodotti giapponesi.
    Così, la seconda dovette scontrarsi con una certa diffidenza iniziale. La svolta, per me, fu la pubblicazione di "Video Girl Ai", che veniva pubblicizzata come una storia bellissima ("Se non avete mai letto un manga dovete leggere almeno questo"... ricordo cose così), così provai e mi si aprì un mondo (poi io, all'epoca ancora adolescente, per la prima volta leggevo un fumetto adolescenziale! Una rivoluzione). Da allora le serie manga si sono moltiplicate, io ne ho lette solo alcune chiaramente, e qualcuna ne leggo ancora oggi, ma di certo i manga sono diventati una cosa familiare anche da noi.

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    1. Grazie per la tua testimonianza!
      Bellissimo l'approccio con Video Girl Ai, interessante scoprire come - sempre, o spesso - le cose che ci restano dentro lo fanno per un motivo che è un mix che include non tanto la bellezza dell'opera in sé, quanto il vissuto e le sensazioni del momento... 🎯👍

      Moz-

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  12. Potenza della terza invasione!

    Arriva doppiato Boruto!

    https://www.animeclick.it/news/111011-boruto-doppiaggio-in-arrivo-su-amazon-prime-video-dal-15-luglio

    Nonostante il picco di popolarità della III Invasione attorno
    al 2022 ê ormai lontano la situazione rimane ancora rosea 🤩

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    1. Yes, ho saputo un paio di giorni fa. Inoltre Yamato ha annunciato l'arrivo di due serie top, ma non storiche pare, su un canale nazionale.

      Moz-

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    2. Boruto sono la bellezza di 293 episodi...

      Sono curioso di vedere quali sono le due serie che arriveranno in televisione.

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    3. Anche io curiosissimo. Forse ci sarà un ritorno graduale alla tv tradizionale... chissà.
      Dopotutto la Gen Z sta tornando a cd, vinili, carta (dicono gli articoli). Ma tutto sostenibile

      Moz-

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    4. Tecnicamente impossibile che ritorni qualcosa di simile alla tv tradizionale come era nel 2004.
      Mancano anime, telefilm, programmi generali come una volta.
      Non essendoci più un sistema unico ma spezzettato in mille parti diverse non sarebbe più possibile.

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    5. Ovvio, quello purtroppo no.
      Io vorrei rivivere una settimana come nel mio 1989.

      Moz-

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    6. Purtroppo conosco poco il palinsesto del 1989 mi vengono giusto in mente Prendi il mondo e vai, È quasi magia Johnny, Classe di ferro (telefilm).

      Tornando al 2004 e in generale in quegli anni se oggi la TV trasmetterebbe una settimana di palinsesto come quel periodo su soli 7-8 canali sarebbe un'esperienza stordente... Una caterva di novità di tutti i tipi e repliche storiche... Anime, serie TV e sit-com, programmi culturali, quiz, sport, film non avremmo letteralmente il tempo di vedere tutto 🤩.

      Di sicuro diremmo "come faccio? Non ho tempo 😱"

      Tornati da scuola One Piece e Detective Conan, al pomeriggio Beyblade e Tokyo Mew Mew alternato con Corrector Yui, per i telefilm Buffy, Smallville, le repliche de Il principe di Beverly Hills, a cena Slam Dunk, nei fine settimana SmackDown, se volevi vedere qualcosa di più adulto ecco in seconda serata il controverso Nip/Tuck...

      Alla sera Distretto di polizia, Elisa di Rivombrosa, Carabinieri, Ris delitti imperfetti ma anche la primissima Prima TV su Canale 5 con battage pubblicitario mastodontico
      de Il Gladiatore...

      Attenzione sto ricordando solo 1% - 5% di quello che c'era in televisione!

      Chi non c'era non potrà mai capire chi invece c'era e vede la TV oggi annientata dal DTT puoi immaginare cosa prova.

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    7. Perché noi pensiamo alla TV come oggi, mentre prima "vedevamo tutto" anche come sottofondo. Si lasciava accesa, onnipresente. Questa cosa oggi manca del tutto, e secondo me da qui bisogna ripartire.

      Moz-

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    8. io immagino sempre qualcosa di diverso di quell'epoca ovvero la "grande bellezza" della TV di quei tempi...
      Il palinsesto ricchissimo in pochi canali che offrivano tantissimo in questo caso con la nascita del DTT si è avuto l'effetto opposto tantissimi canali con un calo della qualità immenso tra novità che venivano oscurate, repliche in continuazione, maratone indigeribili.

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    9. MI fanno un po' tenerezza Notizie Anime (ovvero IvanAipom93 che conosco da decenni) e Luke & Cosmo.
      Perché dedicare interi post per qualcosa che non funziona più da 20 anni e ormai seguito solo da poche migliaia di persone?
      Quel sistema poteva funzionare solo quando la TV era la regina incontrastata dell'intrattenimento dai 0-100 anni.

      Non di meno Cristina D'Avena e GIorgio Vanni si sono trasformati in una sorta di Buffalo Bill's Wild West.
      Sono come le partite dei vecchi calciatori organizzati dalla pagina FB di Operazione Nostalgia.

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    10. Ma lo sai che Ivan Aipom era su Animefun? Ci parlavo tra il 2010 e il 2011. Ah ma è suo quindi quel blog? Non lo sapevo!

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    11. Eh che vuoi farci? Sono nostalgici. Diciamo che guardare anime in TV è sempr epiù romantico rispetto allo streaming, un po' come poteva essere il wrestling su Italia 1 ogni sabato nel tardo pomeriggio, ora, volente o nolente, bisogna avere l'abbonamento Netflix.

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    12. Vado con ordine:
      Vanni e la D'Avena funzionano oggi, all'epoca delle loro sigle "in diretta" non facevano concerti. Non c'era quel business, per mille motivi: chi voleva acquistava i dischi, loro al massimo li vedevi in tv e le sigle erano considerate solo per bambini, non avrebbero funzionato come concerti veri e propri.
      Oggi tutti sono cresciuti, la cultura pop e retronostalgica è un dato di fatto e quindi ecco serviti i cocnerti che funzionano (premesso che loro continuerebbero anche ad avere delle sigle nuove, se in tv facessero nuovi anime... e qui mi riallaccio al resto)

      La tv non è più quella di un tempo e la frammentazione da generalista a specifica ha rovinato molte cose. è un dato di fatto. C'è però chi ancora percepisce un po' di quel mondo, e lo porta avanti... pur sapendo che manca alla base una volontà specifica.

      Moz-

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    13. Non sono d'accordo, ma poi è questione di gusti, che la D'Avena si metta a cantare con una band come i Gem Boy che non ho mai apprezzato per i contenuti dei loro brani e di come abbiano trattato i cartoni giapponesi in un paio di loro canzoni che definirle squallide è un eufemismo. Comunque la D'Avena a me dice poco o nulla oggi, che poi canta sempre le solite due-tre canzoni trite e ritrite quando va in TV. E basta.... un po' di varietà, hai cantato oltre mille sigle!

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    14. @Trimalchione

      Esatto! Ivan di Animefun e altri mille siti... Il suo blog mi piace molto ma purtroppo non sa gestirlo e non sa introdurre i commenti ☹️ ci vorrebe un esperto che lo aiuta! Adesso principalmente cura la sua pagina Facebook "Notizie Anime".
      Luke & Cosmo sono di uno zucchero per me insopportabile 😅

      Io sono fan sia della D'Avena che di Giorgio Vanni ma come dicevo loro per campare sono costretti ai tour della nostalgia.
      Le ultime sigle della D'Avena mi sono piaciute!

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    15. Gravo, abbiamo idee un po' diverse ma rispetto quello che affermi, il punto è un altro: la nostalgia, per quanto bella da ricordare e da contemplare, è morta, il fatto è che io non sono più un ragazzo, ma neanche un decrepito e quindi non mi piace vivere di soli ricordi. Preferisco scoprire nuove cose, darmi ad altro, vivere la vita per quanto la mia sia povera e limitata. Non sto dicendo che tu o Miki non lo facciate, parlo in maniera soggettiva. Purtroppo la mia vita non è stata una scala di cristallo, ho gioito molto da bambino/ragazzino, ma poi ho conosciuto anche il torbido di questo mondo. Ho bisogno di una rinascita e questa rinascita la posso avere, sempre ammesso avverrà, solo guardando al futuro o, quantomeno, vivendo bene il presente, non il passato. Cristina D'Avena e Giorgio Vanni sono state delle icone, chi lo nega? Hanno segnato un solco importante nella cultura pop italiana, e questo è innegabile. Ma fanno parte di un mondo oramai scomparso, che non tornerà più. Ricordo un film con protagonisti Siegmund Freud e Salvador Dalì in cui quest'ultimo chiedeva allo psicoanalista di farlo tornare pazzo, lui affermava di non poter trasformare i prosciutti in maiali e questo vale anche per la nostra vita. Sicuramente le serie, gli amori, le mode dei decenni passati sono (e continueranno a essere) miei oggetti di studio, in quanto sono dinamiche che ho vissuto anche io in prima persona. Tuttavia, bisogna avere la consapevolezza che quel mondo è morto, a meno che non vogliamo fare come gli umanisti che cercavano di rivivere il mondo classico, ma quello, abbiate pazienz aamici, era un mero "gioco di ruolo" ante litteram XD.

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    16. Sono due relitti del passato ma per me ascoltarli rimane un piacere...

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    17. Se ti piacciono perché no?

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    18. Secondo me vedete le cose da un punto di vista sbagliato.
      Perché sarebbero parte di un mondo scomparso? Loro come cantanti di NUOVE sigle e ospiti nel mondo della Manera sono parte di un mondo scomparso, ma non loro come cantanti.
      E lo testimoniano appunto i concerti: ci sono più fan oggi che ieri, ai loro show.
      Quindi, hanno semplicemente cambiato dimensione, evolvendosi. Dimostrando che oggi funzionano come ieri seppur in altro modo, in modo nuovo.

      Moz-

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    19. Il fatto è che loro sono cantanti di sigle, ma le sigle televisive sono scomparse oramai, manca proprio il loro habitat naturale.

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    20. Lo hanno trasferito dalla tv ai live, tutto qui. Ora è questo il nuovo habitat.

      Moz-

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    21. C'è anche da dire che loro creano anche brani del tutto slegati ai cartoni, brani che tuttavia sono poco conosciuti.

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    22. Potrebbero sempre fare quel salto che li porterà bella canzone pop normale... chissà ;)

      Moz-

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    23. Io però non comprendo perché altri talenti come Sol Bontempi (Mermaid Melody), Le Linee parallele (Sugar Sugar), il cantante della sigla della prima serie di B-Daman o Nuvola (Keroro) siano scomparsi. E' un vero peccato perché erano molto bravi e Sol mi sa che appartiene proprio alla nota famiglia Bontempi, quella degli strumenti musicali. Si tratta di una mia supposizione ovviamente.

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    24. Semplice: oggi che concerti potevano mai fare? Cantavano una o due sigle a testa?

      Moz-

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    25. Eh quello è il problema, sono arrivati troppo tardi mi sa, poco prima della fine di tutto, vabbé potevano fare qualche altra sigla per Hiro, Deakids o qualche altro canale che trasmetteva anime....

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    26. Arrivarono quando a Mediaset tentarono di sostituire il duopolio d'aveniano/vanniano, ma non funzionò. E ci sta, anche alla luce dell'attuale presente: immagina un concerto di tale Sol Bontempi: cantata Principesse Sirene e magari anche altre quindici sigle, ma tutti i grandi classici? La gente vuole sentire quelli, anche per via del tipo di pubblico.
      Non poteva funzionare.

      Moz-

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    27. Io la Bontempi la intervistai quando collaboravo per un sito oramai smantellato sai? Alla fine fu una chiacchierata sui cartoni in generale e la sua sigla.

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    28. Aveva dodici anni all'epoca della sigla, pensa tu... si xervano alternative alla D'Avena. Forse era giusto ma si sarebbe rivelato sbagliato a lungo termine.

      Moz-

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  13. Io credo che il 2000 sancisca in tutto e per tutto un anno topico per la conoscenza degli anime in Italia. Fu l'anno di Dragon Ball Z su Italia 1 che generò un successo stratosferico, per non parlare di Pokémon qualche mese prima e di altre serie di successo come Rossana (anche un po' di Girl Power non guasta) e Digimon su Rai2. Dragon Ball e Pokémon in primis hanno creato un vero e proprio humus per una nuova cultura pop che avrebbe avvolto l'intera società italiana. Non dimentichiamoci il ruolo importante (seppur più discreto e meno "invadente") dell'Anime Night su MTV. All'epoca erano già andati in onda anime come Trigun, Golden Boy, Alexander e Master Mosquiton (ricordiamo che l'Anime Night aprì i battenti solo l'anno prima) e già c'erano i presupposti per un nuova grande esplosione che poi avrebbe caratterizzato gran parte degli anni 2000, e mi riferisco all'ultima grande esplosione ancora televisiva, prima che tutto (o quasi) si trasferisse sullo streaming.

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    1. Sì, è la terza fase della seconda invasione: per me sono ripartibili anche così:
      1990-1994 (i primi manga in edicola)
      1995-1999 (sailor moon, il boom, la moda)
      2000 fino a fine (il clamore assoluto)

      Moz-

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    2. Sì, tu sei più precisino Miki, il che è tutto fuorché un difetto, e cataloghi in maniera più specifica. Diciamo che questa nuova invasione era già stata anticipata l'anno prima con prime tv quali Card Captor Sakura e la messa in onda di Dragon Ball prima serie nel giugno del 1999 su Italia 1 e l'arrivo di Sei in arresto su Solletico (anche se sappiamo la fine che ha fatto). Si sentiva proprio nell'aria, tra una giocata a Tekken 3 e una visione di Ranma su Telemontecarlo, che qualcosa stava cambiando ;)

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    3. Come dice MikiMoz nel 1995 grazie a Sailor Moon ci fu un nuovo boom dopo anni di carestia tra fine anni '80 e i primi anni '90.
      Per fortuna tra 1990 e 1991 vennero trasmessi Nadia e il fenomeno Saint Seiya ma di novità sulle reti Mediaset di grande successo non c'era niente tra 1992 e 1994.
      Ricordi bene il 1999 con le repliche di Lupin, Captain Tsubasa J e per la prima volta la prima serie di Dragon Ball su Italia 1.
      Poi con Pokémon e DBZ nel 2000 un boom pazzesco e negli anni successivi grandissime stelle...

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    4. Beh sì, perché nella prima metà degli anni '90 Bim Bum Bam diede spazio ai cartoni americani, una consuetudine in realtà mai sopita in quanto fino al 1999 Italia 1 trasmetteva serie come Le magiche balerine volanti (mamma mia che trashata XD) e Starla e le 7 gemme del mistero. Non a caso pensa anche al contenitore Tiratardi su Canale 5, sempre del 1999, contenitore dedicato esclusivamente alle serie occidentali, come Batman cavaliere della notte, Toonsilvania e I figli del Flintsontes. Io sinceramente ho una mezza idea, dopo Hunter X Hunter, di darmi a quelche cartone americano, tipo I Simpson, vedremo ;)

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    5. Alcuni di quei cartoon erano anche belli ma la maggior parte erano produzioni senza regia incisiva, colonna sonora scialba, disegni che seppur con più frame di quelli giapponesi poco espressivi.

      Fai conto che tantissimi anime inediti non sono arrivati in Italia... Rurouni Kenshin, Kindaichi shōnen no jikenbo, Hajime no Ippo, Hikaru no Go D. Gray-man.

      Un buon 50/70% non è arrivata in Italia.

      Un'altra fetta molto sostanziosa è stata trasmessa poco o male tipo Yawara o il già citato Sei in arresto.

      Era impossibile importare tutto durante la seconda invasione ma abbiamo avuto in DUB ITA anime stupendi con colonne sonore da premio Oscar...

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    6. Beh, non si può importare tutto, anche all'epoca, quando i soldini c'erano, le varie emittenti dovevano farsi i conti in cassa e scegliere la probabile serie che avrebbe sfondato.

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    7. Lavorando anche per l'edizione francese di Anime Cult, posso dirvi senza alcun dubbio che noi in Italia abbiamo visto una marea di serie che gli altri paesi si sognano.
      Fidatevi.

      Moz-

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    8. Noi per esempio non abbiamo visto High school kimengumi, Mister Ajikko (ma alla fine all'epoca un anime sulla cucina a chi cacchio interessava???), Mashin Eiyuden Wataru, Ricky Starr (un anime sci-fi sul baseball) o Gu Gu Ganmo, mentre i nostri cugini d'oltralpe sì.

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    9. @MikiMoz

      Hai ragione ma la mia stima sugli inediti non arrivati in Italia rimane attendibile.

      La quantità di anime (ancora di più manga) inediti è enorme... Se fossero stati trasmessi tutti gli anime inediti c'era materiale fino al 2020!

      Le vituperate piattaforme streaming ne hanno portati molti inediti per esempio Monster tratto dall'omonimo manga di Naoki Urusawa ma per fare un altro esempio manca Uchu kyodai - Fratelli nello spazio ma anche 2 serie su 3 di Astro Boy, mancano classici immensi come Kinnikuman, Kochikame, un pilastro della società giapponese come GeGeGe no Kitarō.

      Questo giusto per fare qualche esempio.

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    10. @Tri: vero, alcune cose loro si noi no. Ma fidatevi che hanno visto pochissimo rispetto a noi.

      @gravo: vero, tanto non è arrivato. Ma tanto altro si.

      Moz-

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    11. Più che altro da loro sono giunti parecchi sentai, a noi, tokusatsu a parte, solo Google Five, e poi c'è il dilemma su Sun Vulcan su Supersix, giusto?

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    12. Confermo. Mistero ancora insoluto.
      Sì, loro hanno avuto una cultura sentai superiore alla nostra.

      Moz-

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    13. Ma quell'immagine di Sun Vulcan con il logo di Supersix da dove proviene? Si è capito?

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    14. Una vecchia registrazione, dicono, riversata anni fa su youtube. Ma potrebbe essere falsa anche questa cosa e trattasi di materiale appositamente creato per youtube senza che sia esistita alcuna vhs, logo o meno.

      Moz-

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  14. @Gravo, però io mi chiedo una cosa: ammettiamo che quel passato fosse anche il presente attuale, non abbiamo più 16 anni come all'epoca, ma siamo quasi 40enni (almeno io lo sono ma se non sbaglio siamo coetanei più o meno) e di conseguenza, proveremmo ancora le stesse emozioni? Peraltro gli anime al giorno d'oggi sono cambiati moltissimo. Tu parli di Yui, Beyblade, Mew Mew. Ma se escludiamo One Piece e Conan (due titoli di quelli che hai menzionato ancora attivi, anche se Conan oramai non lo sopporto proprio) le storie, i personaggi, le sceneggiature, sono cambiate drasticamente. Dubito che possano andare bene nel palinsesto di Italia 1. Qualcosa di buono c'è, tipo My Hero Academia, tu poi mi dirai Jujutsu Kaisen. Mah.... Ho provato a guardarlo, ma davvero, è deprimente....

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    1. Ma infatti è una cosa concatenata: gli anime attuali raramente possono andar bene per il sistema televisivo dell'epoca, che era fatto di storie quotidiane, anche lunghe, classiche (spesso proprio tratte da romanzi, come il world masterpiece theater...).

      Moz-

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    2. Esatto, ma poi ricordate le parole di Falcone sulla mafia come un prodotto umano destinato a finire (e speriamo il prima possibile) ? Non rendendo meno valide le parole di questo grande eroe nostrano, se le trasferiamo ad altri prodotti umani come la messa in onda degli anime sulle tv nazionali come poteva essere Italia 1, il successo del wrestling sempre su tale canale, oppure ancora (per dire una scemenza) il supporto fisico dei videogames. Tutto è finito o sta per finire. Panta rei, tutto cambia, e la cosa migliore è adeguarsi al mondo di oggi senza però perdere la bussola. Se io a 17 anni fremevo per Wrestlemania 21 oggi sorrido al "moccioso" che ero un tempo e guardo la vita conm occhi diversi. E' triste? Può darsi, rinnego il mio io di un tempo? Forse, ma non del tutto. Diciamo che ho capito che ci sono priorità più importanti e comunque mi piace parlare del passato, altrimenti non verrei a rompervi le scatole qui di tanto in tanto XD

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    3. Io come Quinto Aurelio Simmaco voglio difendere le vecchie tradizioni... Ma so anche che non possono essere ripristinate ☹️ ma finché saremo noi in vita non scompariranno del tutto...

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    4. Sì, sono d'accordo, appartengono alla nostra cultura dopotutto

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    5. In questo siamo diversi: io non guardo mai al me del passato come "moccioso", perché quelle cose le faccio ancora e non le rinnego mai, visto che le ho fatte e comunque sono parte di me.
      Sarà che io non sono mai stato un fanatico di niente, a livelli "cringe", quindi non devo vergognarmi di nulla.

      Moz-

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    6. Nessuna frecciatina, assolutamente.

      Moz-

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    7. Diciamo che ho cambiato priorità ma apprezzo quello che dite tu e gli altri utenti su questo blog: è storia, filologia e io ci "campo" di questo.

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  15. Per come sono andate le cose la situazione attuale non poteva essere diversamente ma se immaginiamo una storia controfattuale sarebbe stato tutto diverso... Se tanti fattori non avessero stravolto tutto probabilmente oggi nel 2026 ci sarebbe ancora un fermento televisivo tra alti e bassi simile al decennio 1995-2005... Ci sarebbero ancora bambini e ragazzi che vivrebbero all'aria aperta e con grandissima passione gli anime, giocattoli, videogiochi...

    Per noi invece in ogni caso vivremmo un fisiologico declino perché per vivere al 100% la passione per anime, videogiochi, sport serve lo stato di benessere totale che solo durante l'infanzia e prima adolescenza si può vivere.

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    1. Qualcosa in questo senso sta succedendo: le nuovissime generazioni sembra stiano ritornando un po' indietro in generale, usando sì la tecnologia ma preferendo anche una cosa meno immediata.

      Moz-

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    2. Esempi? Io nel mio paese vedo una situazione non positiva l'anno scorso hanno costruito letteralmente dietro la mia vecchia casa un nuovissimo playground! Risultato ? Ci passo spesso al pomeriggio ma purtroppo è frequentato da pochi ragazzi ☹️.

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    3. Questo è tutto predeterminato: dividerci sempre di più tra social e smartphone per controllarci meglio. Poi se lo dico a qualcuno sono un complottista ignorante. No cari, io parlo seguendo i fatti. Ma non vi preoccupate: anche i social sono un prodotto umano e, prima o poi, anche questo fenomeno si attenuerà.

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    4. Esempi: ritorno alle macchine digitali (che devi scaricarle ecc), il cinema, la voglia di vivere come hanno visto in Stranger Things, il binge watching abbandonato, la voglia di socializzare...
      In questo periodo sta andando forte BeyBlade come gioco, quindi niente cellulari (vedrete nel prossimo Mikipedia)

      Moz-

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    5. Guarda, qualche giorno fa al centro commerciale ho visto i beyblade di nuovo in vendita: è cosa buona e giusta :)

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    6. yes, io ci ho giocato tutto ieri sera (vedi storia su instagram)

      Moz-

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    7. Non ho più Instagram Miki, però dopo tanta monnezza post Bladebreakers questa ultima serie X non mi sembra malaccio, chi magari la conosce meglio può confermare o smentire le mie parole.

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    8. Anche Fb, ma sta scadendo come stato.
      Purtroppo non seguo la serie animata...

      Moz-

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    9. Neanche io, ma dopo Hunter X Hunter mi sa che smetto per un po' di seguire anime. Piuttosto vorrei recuperare I Simpson che è una serie che ho trovato sempre piacevole :)

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    10. Ma che differenza c'è? Sempre animazione è. Io non ho mai badato alla provenienza, se non per motivi tecnici.

      Moz-

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    11. Per me I Simpson sono più una sitcom che un cartone vero e proprio XD

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    12. Di certo l'assetto è quello ma comunque è animazione, ripeto: non vedo tutte queste differenze nella fruizione di cose del genere. L'importante è divertirsi, a prescindere dalla provenienza, almeno per me (sui miei scaffali i film Disney convivono con quelli giapponesi e quelli d'animazione americana per adulti e così via, mai pensato di dividerli)^^

      Moz-

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    13. Beh significa che non sei un otaku selettivo e questo ti fa onore ;)

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    14. Io sono un appassionato (di animazione in questo caso), la nazionalità la guardo solo per motivi tecnici, per me Heavy Metal vale tanto quanto Ghost in the Shell e Il Re Leone.

      Moz-

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    15. Sicuro, ma poi devi pensare che negli anni '90 l'animazione americana è stata molto influenzata da quella giapponese e viceversa.

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  16. Sì sono assolutamente d'accordo sulla seconda parte del tuo post. Il periodo dell'amore per gli anime era una sorta di età dell'oro che purtroppo ora non esiste più, non a caso la mia passione è finita. Seguo giusto Hunter X Hunter in italiano. Dopo i due film che voglio vedere come 'dessert' credo che farò una pausa a tempo indeterminato.

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    1. Perché cambiano i prodotti e cambiano noi. Io non ho mai smesso di essere appassionato di animazione in sé, per esempio, ma le cose evolvono con me.

      Moz-

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    2. Per esempio la mia passione per la TV in generale è evoluta facendomi diventare un filologo di tale argomento, non a caso ho aperto una rivista su questo tema e lo faccio senza pensare ai soldi (io uno stipendio ce l'ho già) ma mi piace condividere le mie ricerche con i lettori e, perché no, dare anche un po' di allegria e sana nostalgia a tutti coloro che leggono i miei articoli.

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    3. Si chiama Spia TV, cercala su Google come SpiaTV e la trovi sicuramente.

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    4. Mi metti un link? Su Google non trovo niente! Ma è una rivista cartacea o digitale?

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    5. Ecco a te :) https://www.spiatv.net/

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    6. Esatto, che è sempre stato il filo conduttore del mio blog: condivisione e dibattito.

      Moz-

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    7. Ma comunque è una rivista istituzionalizzata, più Dentro la scuola (che come sai ho riaperto) fanno curriculum al di là del guadagno o meno.

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  17. Se immaginiamo uno scenario ucronico anche nel 2026 sarebbe stato possibile un "mondo avvolgente" molto simile ai decenni precedenti.
    Il cambiamento principalmente è avvenuto per via dei mutamenti tecnologici e sociali.
    Mutamenti colossali che hanno cambiato la società in maniera irreversibile.
    Nel 2025 sono nati circa 355.000 bambini un numero bassissimo ☹️ nel 1988 569.000.
    Siamo nel pieno di un disastroso inverno nucleare ☹️.

    L'intera industria del fumetto, cartoni animati, giocattoli che aveve come mercato principale la fascia dei giovanissimi si trova al collasso totale.

    Non conviene più fare nuovi Sailor Moon, nuovo Dragon Ball, nuovi Captain Tsubasa non avrebbero pubblico che non solo numericamente esiguo ma anche frammentato.

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    1. Esiste però il pubblico degli adulti, puoi - strategicamente - rivolgerti a loro, adesso, abbracciando entrambe le cose.

      Moz-

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    2. Lo fanno già con i mille remake.

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    3. Le cose andranno sempre più a peggiorare ragazzi, oramai anche farsi una famiglia è un lusso. Vi faccio un esempio: puta caso io trovi la ragazza giusta, mi sposassi e facessi una famiglia. I miei figli, giustamente, vorranno cose come la nuova Play, videogames, e altri piccoli "lussi" che magari vedono al figlio del primario o notaio. Io che non posso permettermelo, a meno che non sposi una ricca, ma cosa dovrei rispondere ai miei pargoli? Che li ho fatti perché in quel momento volevo accoppiarmi e togliermi lo sfizio? Io non sono egoista e comprendo il problema che potrei dare ai miei bambini col mio misero stipendio da docente. Preferisco essere "agiato" ma single, che dover mantenere dei figli e facendoli diventare dei frustrati perché sono figli di un genitore fallito. Certo, eventualmente anche la mia moglie ideale dovrebbe lavorare. E' ridicolo affrontare una vita insieme con un solo stipendio al giorno d'oggi. Purtroppo la nostra società sta impldendo e il fatto bello è che la massa è così deficiente che manco se ne accorge che stiamo cadendo sempre più nel baratro...

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    4. Ho vissuto entrambe le esperienze e anche senza soldi durante il tempo della scuola media/scuola superiore pur avendo pochissimo non è mai stato un peso per me.

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    5. Gravo erano altri tempi, oramai siamo in una societa iper consumistica. E anche il ragazzetto più ciuccio e ignorante sogna la vita del vip.

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    6. Purtroppo oggi senza soldi per un bambino sono guai. Siamo nell'epoca del consumismo più estremo, si rischia veramente l'emarginazione sociale totale.
      Un mondo di merda.

      Moz-

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    7. Per questo in un certo senso preferisco non fare figli. Tutti devono essere speciali e lo squallido rituale del prediciottesimo di qualche anno fa è un esempio. Oggi invece è consuetudine la corona di alloro con lo champagne dopo l'orale di un esame di maturità dove sai che sarai promosso con voti pompati che non meriti. Tutti devono essere super, iper coccolati dai genitori perché "speciali" appunto, per cosa non si è capito. Quando invece è la semplicità che salverà il mondo. Un po' di umiltà non guasterebbe affatto in questa società merdosa.....

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    8. Purtroppo o la nuova generazione attua una inversione, o ciao.

      Moz-

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    9. @MikiMoz

      Io sono rimasto ai miei tempi quindi veramente non so... Io sono e cresciuto in un quartiere periferico ai mi tempi anche se non avevi soldi non era un problema perché dopo la scuola per svagarsi c'era solo il campetto di calcio e basket e il mare in estate con ampie spiaggia libere...

      So però di compagnie diverse dalla mia dove si girava tutti firmati e laccati.

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    10. Diciamo che oggi un po'tutti vestono firmati. Questo è.

      Moz-

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    11. Oppure tutti vogliono andare a fare gli studenti fuorisede per divertirsi alle spalle dei genitori, anche se magari la tua famiglia è monoreddito, tu non lavori e la facoltà che vuoi frequentare è a pochi chilometri da casa tua... che tristezza! E lo dice uno che ha fatto il pendolare in quel bidone di facoltà che frequentava per ben 7 anni!

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    12. Sicuramente sui genitori pesa tanto, oggi.

      Moz-

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    13. Ma poi con le università telematiche non hai proprio alcuna scusa ad andartene, puoi tranquillamente laurearti e studiare a casa tua. Una cosa è che tu vuoi partire a patto che oltre a studiare ti metti a lavorare per non gravare tanto sul reddito dei tuoi, un'altra è che vai a fare proprio il parassita.

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    14. Beh, io in realtà ho praticamente anche studiato a casa... nel senso che non ho mai cercato la fuga. Per tanti è proprio quello, infatti: farsi l'esperienza fuori, lontano. Per me pure questa forzatura è sbagliata, tanto poi tutti - dopo qualche anno - vogliono tornare da mammà.

      Moz-

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    15. Io pensa che ho fatto un anno e mezzo come lavoratore fuorisede e manco mi sono potuto divertire dato che ero in un paesino sperduto, almeno questi sfaccendati vanno a farsi le birrette in qualche pub di quarta categoria e poi, se c'è tempo, si studia...

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    16. Ma è normale, fa parte del gioco: chiunque all'uni pensa a divertirsi, anche. Certo poi arriva che devi studiare, ma andare all'università è anche proprio farsi delle birre tra amici in posti assurdi... 😅💪🏻

      Moz-

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    17. Si divertono bivaccando perché non lavorano e i soldi che mandano mamma e papà servono per bollette, affitto e tasse universitarie, figuriamoci se possono permettersi di fare la bella vita in una spa (a meno che papino non sia milionario). Io sinceramente ho fatto il pendolare e, nonostante la mia vita universitaria sia stata grigia e torbida sono contento di non aver fatto spendere ai miei soldi inutili per andare a studiare Lettere a Bologna quando invece la stessa facoltà è a un'ora di autobus da casa mia.

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  18. Mi dispiace molto leggere il tuo commento ☹️ però sappi una cosa è del tutto normale che ad una certa età le passioni si affievoliscono fa parte della crescita e dei cambiamenti psicologici del tutto inevitabili.

    Però anche da adulti una passione come anime e manga può essere vissuta con molta felicità.

    Visto che ami Shaman King ti ricordi cosa dice Mikihisa Asakura nel capitolo 148 quando Ren gli chiede perché puntano sui giovani?

    Usa una metafora perfetta "perché noi... ... Ormai vediamo il soffitto che abbiamo sulla testa.

    Quando si diventa adulti... ... All'improvviso ci si accorge dell'esistenza di un soffitto sulle nostre teste, cioè dei limiti che incombono su ciascuno di noi.

    E più si va avanti con l'età, più questo soffitto si avvicina... ... E lo si vede sempre meglio al punto di riuscire a scorgervi le macchie e lo sporco.

    Riferendosi a Ren , Chocolove, Horo Horo che stanno ascoltando

    Voi non potete ancora vederlo nè capire di cosa si tratti, ma questo è un bene.

    Potete diventare sempre più forti, perché sopra le vostre teste avete ancora un cielo che si estende all'infinito!"

    Bellissima metafora qualsiasi psicologo dello svillupo condividerebbe e apprezzerebbe al 100%

    Chocolove e Horo Horo sì guardano tra loro perplessi non capendo le parole di Mikihisa Asakura perché sono ragazzi under 16 che vivono come tutti i ragazzi di quell'età nel presente puro e il futuro è percepito come lontanissimo.

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    1. Ci sono mille modi per cui una passione possa evolvere, crescere con noi.
      Io lo vedo costantemente nella mia vita, anche avendo a che fare coi ragazzi.

      Moz-

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    2. Ognuno ha il suo modo di vedere la vita, ma può darsi che la tua sia una passione più insita e innata rispetto a me ad esempio. Ne abbiamo già parlato in passato se ricordi.

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    3. Le parole di Mikihisa Asakura mi hanno commosso...

      Io sono una via di mezzo tra Trimalchione e MikiMoz.

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    4. Chissà, forse se la nostra vita fosse andata come avremmo voluto a quest'ora non staremmo a farci simili pippe mentali XD

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    5. Molto probabile... ma comunque vivremmo sempre con un misto di nostalgia e declino anche nella migliore delle ipotesi ma sicuramente in percentuale molto minore.

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    6. Oddio, se avessi in banca 2 milioni di euro e fossi sposato con una milionaria facendo la bella vita mica tanto. Cioè, non rinnegherei il mio io passato, ma sicuramente vivrei meglio anche il presente godendomi ancora di più la nostalgia di quando ero piccolo.

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    7. Dipende da come siamo noi. Io sono rimasto ancorato al passato perché felice, e ho sempre pensato di non dover mai togliere dalla mia vita le cose che mi hanno fatto star bene. Ovviamente, crescono con me ed evolvono.
      Ma davvero io ancora avverto certe sensazioni, come ricordi, come frecciate improvvise. Un mondo lontano, ma che vive nel mio cuore e che porto ovunque come me: sul blog, su rivista, coi ragazzi al campo estivo, nelle altre attività...

      Moz-

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    8. Che dirti? Significa che non ti senti "dimidiato" ma completo in e con quello che hai. Forse per questo il tuo fanciullino pascoliano è ancora vivo e vegeto. A me è in putrefazione tipo dal 2009 XD

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  19. Vero, se ricordi, sempre in Shaman King, anche Sati disse che i bambini sono eccezionali perché non riescono a distinguere il bene dal male con precisione, ma al contempo non hanno preconcetti. Purtroppo abbiamo perso l'innocenza, la nostra pietra filosofale metaforica data dalla nostra innocenza, ottimismo e speranza in un futuro brillante. Quello che per me fino a qualche anno fa rappresentava un appuntamento immancabile (guardare almeno due episodi di anime la sera), oramai non significa più niente. Però mi consolo: significa che sono un homo novus e quindi mi prendo tutti i pro e i contro dell'essere diventato adulto.

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    1. Sicuramente fino tipo a 14 anni (forse anche qualcosa in più, oggi) c'è ancora quella bellissima "immaturità" che rende tutto magico.

      Moz-

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    2. Esatto, ricordo ad esempio un piccolo mio "cammeo" personale dell'estate del 2000: mi alzavo, facevo una partita alla Playstation con Dragon Ball Final Bout, uscivo da solo e andavo al tabacchino del mio paese dove c'era un bellissimo flipper elettronico e varie coin-up tra cui Dead or Alive, e ci facevo una partitina. Era tutto magico, ritualistico, vivo! Oggi non mi direbbe nulla. Anzi, giocare oggi a un gioco obsoleto, limitato e bruttino come Final Bout mi darebbe un senso claustrofobico di tristezza, pensando peraltro che Toriyama è morto, brrr....

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    3. Ricordo Dragon Ball Final Bout per me era un videogioco piacevole.

      "Oggi non mi direbbe nulla. Anzi, giocare oggi a un gioco obsoleto, limitato e bruttino come Final Bout mi darebbe un senso claustrofobico di tristezza, pensando peraltro che Toriyama è morto, brrr...."

      Su questo non condivido qualsiasi film, anime, videogame per me non diventa mai obsoleto.

      Tanti autori che amo sono scomparsi ma vivono nelle loro opere.

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    4. Diciamo che io li vivo come se fossero un qualcosa di passato, limitato e finito. Tu non puoi capire, è un qualcosa che ho da qualche anno: giocare a un titolo videoludico oramai dimenticato, che non ha avuto seguiti, ma questo vale anche per una serie anime, oramai morta e sepolta, non so, mi fa ricordare il tempo che passa e "sic transit gloria mundi". Ripeto, preferisco vivere nel presente, imperfetto, squallido, ma comunque vivo, che in un passato magari glorioso ma non più in vita.

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    5. Hai ragione non posso capire perché sono un nostalgico, collezionista, catalogatore.

      Negli ultimi tempi mi è venuto un forte interesse nel capire i meccanismi di come percepivo il tempo quando ero un bambino e successivamente un ragazzo.

      La psicologia della percezione mi sta interessando molto.

      Finalmente ho trovato molte risposte alle mie domande.

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    6. Ok, ma questo di certo non aiuta a cambiare la propria vita presente, è filosofia più che altro. Te lo dico perché ho fatto anche io questo tipo di lavoro mentale.

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    7. Forse non ti rispondo più :( non perché tu la pensi diversamente da me ma perché i tuoi post mi trasmettono sensazioni non positive :(

      Non so come risponderti visto che proviamo emozioni molto diverse.

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    8. Non so cosa dirti, mi spiace se ti dò queste impressioni, ma ti dico la mia esperienza.

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    9. A Final Bout quest'anno ci ho giocato tanto perché lo ho al centro di aggregazione, pensate.
      Non mi viene mai in mente nulla di brutto, perché mai? Ok, Tori è morto, ma noi siamo vivi e lo ricordiamo.
      Tutti muoiono, dopotutto.
      La ritualistica può esistere ancora: qui ha riaperto l'edicola, per me è un altro tassello del rituale che continua.

      Moz-

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    10. Final Bout te lo potevi godere nel contesto dell'epoca, quando Dragon Ball Z era ancora in vendita in VHS dalla Deagostini, in TV passava ancora la prima serie e intanto di lì a poco sarebbe giunto in VHS anche Dragon Ball GT con le GT Cards. Non avevi ancora Internet (parlo del mio caso se non lo si fosse capito) e quindi ovvio che un gioco su Dragon Ball, pur essendo bruttino (perché lo è raga, dai!) anche se non ci capivi una cippa della trama, ti entusiasmava dopo tanta astinenza, soprattutto se eri un grandissimo amante della serie come il sottoscritto.

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    11. Beh io vedo bambini e ragazzini giocarci ora, che magari vivono adesso il loro Dragon Ball, e va bene uguale. Non sarà certo come per noi, ma vederlo oggi non mi provoca tristezza.

      Moz-

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    12. E sai forse perchè? A condividere queste esperienze con altre persone, con un gruppetto, con amici, rivitalizza il tutto.

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    13. Quella è la base di tutto

      Moz-

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    14. Esatto, è tristissimo divertirsi da soli

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    15. Le cose vanno dosate: io spesso ero da solo, e inventavo cose. Ma prima tutto era da condividere, a partire dai videogames, che vivevi nei bar e in sala giochi. Anche le prime console comunque spesso prevedevano la presenza di amici, come anche i primi computer. Man mano questo è diventato sempre più solitario, e i luoghi di aggregazione videoludica sono morti.

      Moz-

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    16. Riconosco che il tuo centro di aggregazione è una ventata di aria positiva e di crescita, ma purtroppo realtà come le tue sono mosche bianche, e parlo anche dal punto di vista videoludico. Che tristezza giocare online....

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    17. Ce ne sono tanti in Italia. I ragazzi sono uguali ovunque, dai^^
      Online? è solo una delle opzioni, basta far capire che c'è anche tanto altro da alternare^^

      Moz-

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    18. Infatti io preferisco una partita a scopa con gli amici che stare dinanzi a un PC da solo.

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    19. Io dipende da cosa ho voglia, diciamo.

      Moz-

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  20. @MikiMoz

    Ma DB Final Fantasy lo avete in qualche versione "virtual" ufficiale? Oppure originale su PS1?

    Concordo

    "Beh io vedo bambini e ragazzini giocarci ora, che magari vivono adesso il loro Dragon Ball, e va bene uguale. Non sarà certo come per noi, ma vederlo oggi non mi provoca tristezza."

    Con i grandi classici succede proprio questo ** per questo motivo si parla di "classici" vengono continuamente scoperti dalle nuove generazioni...

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    1. È su un cabinato che fa da emulatore.
      Esatto, i classici sono proprio questo e attraggono comunque sempre 💪🏻😎
      Come giocare a Super Mario.

      Moz-

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  21. Non so perché ma ieri il correttore automatico ha scritto "DB Final Fantasy" 😅

    @Mikimoz

    Lo spazio stringe quindi scrivo tutto in un unico post.

    1- pensa DB Final Bout è stato il primo videogioco 3D di DB!

    2- il mercato italiano era troppo piccolo per valorizzare molti cantanti di sigle dei cartoni animati ☹️
    diciamo che solo il Giappone poteva permettersi centinaia di cantanti...

    3- la quantità di anime arrivati in Italia andava benissimo... Io ai tempi per questione di orari e impegni fuori Italia Uno mi sono perso tante serie... Gintama, FMA, Inuyasha, Ranma.
    Più che altro mi dispiace che moltissimi siano inediti per fortuna alcuni sono stati recuperati e finalmente si possono vedere! Chi avrebbe mai immaginato Monster, Hajime no Ippo, Bleach, Fairy Tail completato, Boruto? Che spettacolo!

    Infine sui giovani di oggi purtroppo non so le mie uniche notizie derivano dai media.

    Io sono cresciuto in un post dove c'erano galline, chiesa, piazzetta... Dopo scuola cartoni animati fino alle 14:30/15:00 poi un telefilm e al pomeriggio principalmente in piazzetta sotto casa e in alternativa al campetto di calcio e basket della chiesa inframezzato dai cartoni animati delle 16:00 si andava a dormire molto presto...

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    1. A proposito di DB: Daima arriva su Italia 2
      Vero, il mercato italiano secondo me basta per tutti quelli che abbiamo, ossia i partecipanti a Lucca 2024 che si sono riuniti. Altri non avrebbero avuto senso né repertorio.
      Secondo me c'è ancora modo di portare manga e anime storici inediti; non tutti ma qualcuno sì.

      Moz-

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  22. Sempre per MikiMoz

    Cristina D'Avena e Giorgio Vanni non stanno vivendo il miglior periodo della loro vita ma un riflesso nostalgico di chi vuole tornare bambino per una serata andando ai lori concerti.

    Se poi vogliamo allargare il discorso alla storia delle sigle in Italia Mediaset già nella seconda parte del 2003 accorciò le sigle da 2 minuti a 1 minuto.

    Sono due cantanti storici soprattutto la D'Avena ma ormai possono campare solo nel ricordo dei tempi passati e ormai tramontati.

    Mediaset con le sigle si comportò in maniera ignominiosa anche quando non c'era neanche all'orizzonte la concorrenza della novità di internet.

    Il declino di Mediaset è stato traumatico e appunto oltre la vergogna quello giapponese invece fino all'ultimo dignitoso... Un altro modo di fare TV molto migliore.

    Per questo io non spero che quelli di Mediaset resuscitano è un'azienda fondata da un tipo losco che al di là dell'autocelebrazione continua si trova alla deriva totale.

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    1. Effettivamente a valorizzare bene le sigle fu la Manera, che appunto creò il suo sistema.
      Quello che viviamo oggi, nostalgia o meno (in realtà partecipano anche tanti bambini, tra Doraemon e altro) è frutto di quel sistema lì, traslato nell'epoca attuale e con la possibilità attuale.
      Considera pure che magari ormai dal Giappone pretendono sigle originali: quindi a prescindere non ci sarebbe potuto più essere spazio per novità.

      Comunque, non lo vedo come ricordo di tempi passati e tramontati, visto che sono cose che succedono qui e ora (e prima nemmeno c'erano: negli anni 80, 90 e 2000 non ci sono stati concerti): è una cosa di oggi, una nuova frontiera di quell'intrattenimento^^

      Moz-

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