Arriva il trentatreesimo numero di Anime Cult, stavolta dedicato alla storia e gloria (ma anche alle luci ed ombre) del magazine giapponese Shonen Jump, che ha dato i natali a tantissimi titoli ultrafamosi (Dragon Ball, Orange Road, Saint Seiya, Ken il guerriero, Captain Tsubasa...).
Un viaggio analitico per raccontare un mondo molto particolare, giapponese, ma anche poi mondiale.
Dietro i successi, infatti, c'è sempre di più.
Un viaggio analitico per raccontare un mondo molto particolare, giapponese, ma anche poi mondiale.
Dietro i successi, infatti, c'è sempre di più.
Ma, sebbene possa sembrare a prima vista un numero tutto dedicato alle serie "per maschietti", in realtà non è così. Vi allego il sommario:
Infatti, molto spazio di questo numero è dedicato anche agli shojo manga o agli anime "in rosa".
Apro io con una retrospettiva dal punto di vista italiano su anime e manga per ragazze, e come questi prodotti abbiano determinato le varie invasioni nel nostro paese. Tra esperimenti, contrasti e spunti di riflessione anche polemici, espando un argomento che avevo avuto già modo di trattare in passato qui sul blog.
Giorgia Vecchini intervista Marcella Silvestri, indimenticabile voce di Sabrina (Madoka), tra la Cassandra della Gialappa's e una carriera ricca di personaggi.
Maurizio Ercole affronta in due parti il tema di Candy Candy in Italia, dal manga allo "spaghetti manga"; la prima parte si concentra sulle storie inventate ex novo, la seconda propone un'intervista a Francesco Legramandi, disegnatore di quelle storie.
Sembra fatto apposta, visto il recente interessamento per l'Odissea grazie al film di Nolan, e invece questo articolo ha già due anni ma vede la luce per la prima volta su Anime Cult proprio in questo numero: a volte il caso fa incastrare le cose in modo assurdo.
Ponciroli analizza Ulysse 31, ossia l'epica rivista in chiave franco-giapponese e fantascientifica.
Si inizia con la storia - by Alessandro Bottero - di questo magazine.
Un tris di articoli per tornare indietro nel tempo.
A me toccano le "ombre" del sistema Shonen Jump, ossia analizzare quel meccanismo (che certo produce successi commerciale) dove spesso gli autori rischiano di restare incastrati.
Ma c'è spazio anche per parlare dei "punti deboli" di questo sistema, e di come alcuni artisti hanno finito poi per abbandonarlo.
Impossibile non citare alcuni degli anime tratti dai titoli più famosi di Shonen Jump, e lo faccio parlando delle differenze visibili da un medium all'altro, cercando di capire il perché di questi cambiamenti (che hanno cause molteplici).
Maurizio Iorio ci racconta invece il processo che ha portato la rivista a rivoluzionarsi alle porte del nuovo millennio, sfornando nuovi successi commerciali imprescindibili.
Chiudo io raccontato Shonen Jump oggi, ma anche Shonen Jump nel resto del mondo... anche in Italia!
Giorgio Messina cura lo spazio dedicato ai robottoni, ma stavolta ci si sposta in Corea per un cartone animato (Taekwon V, ma non solo) che abbiamo visto anni fa sulle reti private.
Sempre lui firma l'articolo sui giocattoli di Remì, Anna dai capelli rossi e Peline Story.
Sempre lui firma l'articolo sui giocattoli di Remì, Anna dai capelli rossi e Peline Story.
Ancora Candy e ancora Giorgia Vecchini, con una nuova tappa del suo viaggio in Giappone: andiamo alla scoperta dell'Igarashi Museum ma anche del Pokémon Fossil!
Nicola Carrassi ci racconta gli anni in cui Bim Bum Bam cambiò, e la Rai si lanciò in un modello quasi simile. Molto interessante, per chi ama i meccanismi televisivi.
Maurizio Ercole intervista Daniele Novello della tribute band La mente di Tetsuya, che da tempo calca i palchi italiani collaborando anche con i principali autori delle sigle storiche.
Molto avvincente.

















Complimenti per il nuovo numero di Anime Cult che mi sembra bellissimo.
RispondiEliminaSpero di prenderlo entro il 10 agosto.
Shojo negli ultimi anni la situazione è abbastanza migliorata con la pubblicazione di diverse ristampe e novità e anche le piattaforme streaming non sono da meno non a caso è attualmente in onda su Crunchyroll Red River.
Il problema rimane di fondo il mondo shojo e Josei è nettamente meno seguito di shonen e seinen
Basta vedere la classifica:
https://it.wikipedia.org/wiki/Manga_pi%C3%B9_venduti
Nella classifica dei manga più venduti di sempre
shojo e josei sono molto pochi.
Sì, io oso dire che gli isekai hanno preso il posto degli shojo più classici tra il pubblico femminile, che adesso apprezza anche maggiormente i boys love (per me diversissimi dai fasti anni '70-'90).
EliminaMoz-
Qualche tempo fa mi è capitata sottomano una classifica dei manga shoujo/josei più letti di sempre, ed era costellata da titoli appartenenti a due decenni fa (e anche più, alcuni oltrepassavano il trentennio), questo a differenza di shonen / seinen / isekai etc. le cui classifiche top continuano a rinnovarsi periodicamente aggiungendo nuovi titoli oltre ai grandi colossi di sempre). Nessuno ha più avuto l'ardire che ha portato Nana al top del top nei primi anni 2000, in un'epoca pre-social 😄 (sorrido ma in realtà è molto avvilente, un'opera incompiuta di questo calibro è sempre difficile da digerire)
EliminaCiao Roberta!
EliminaVerissimo, mancano del tutto quel tipo di storie, e nei primi anni 2000 (vedi Nana, appunto) erano tornate a essere un po' come nei primi anni '70 (Caro Fratello...).
Insomma, avremo uno shojo vecchio stile di successo?
Moz-
👋🙏 forse se la fortuna ci assiste, esattamente come è avvenuto per il revival degli anni '80 e '90 attraverso la vaporwave e i primi 2000 tramite lo stile Y2K, prima o poi gli astri si allineeranno e avremo la nostra quota di nostalgia rivissuta anche per gli shoujo!
EliminaUn momento! Su Netflix negli ultimi anni hanno trasmesso l'ultima serie di Arrivare a te e proprio adesso su Crunchyroll sta andando in onda Red River anime shoujo tatto da un manga del 1995 che nel 2001 vinse il prestigioso il premio Shōgakukan nella categoria Shojo.
EliminaSenza dimenticare Honey Lemon Soda arrivato in Italia sia l'anime tramite Crunchyroll che il manga tramite Dynit.
Considerando l'insieme oggi gli shojo stanno vivendo una piccola rinascita.
Kazuhiko Torishima sicuramente è un personaggio molto importante ma anche contraddittorio.
RispondiEliminaAlcune cose che dice sono anche interessanti anche se ormai senza sparanza altre invece non condivido assolutamente come la sua considerazione negativa della prima serie dell'anime Dragon Ball in particolare la saga del Grande Mago Piccolo.
Nel suo lavoro è stato geniale ma anche molto spietato!
Sì, raccontiamo anche la sua spietatezza e quella in generale del sistema Jump.
EliminaNon abbiamo solo fatto storia&gloria, ma anche le tante ombre e i personaggi contraddittori.
Moz-
In particolare il Sig. Torishima mi dà una brutta impressione! Mi sembra un giapponese atipico che parla come mangia! Spesso dice anche cose interessanti ma con quel suo sottile disprezzo lo trovo molto arrogante e antipatico!
EliminaChe bravi e tutti interessati a queste vicende. Se devo essere sincera non ne sono mai rimasta attratta...mi interessavano i disegni più che le storie ed ancor oggi è cos'. Cacciami da questo blog non lo merito ma ho letto volentieri...capendo poco!...Bacione
RispondiEliminaAnnotazione di servizio: ma avete problemi di distribuzione a Padova? Come detto nel passato, le tue pubblicazioni risultavano e risultano assenti nelle edicole "normali" (dove trovano invece spazio titoli come "le copertine degli anime" e "le ricette degli anime" che non so se appartengano allo stesso editore) e invece presenti nei supermercati, dove da mesi risultano però anche lì sparite.
RispondiEliminaAnche io stesso problema di Rado il Figo.
EliminaOggi sono andato in edicola ma niente ancora non è arrivato ☹️ se nell'unica edicola che posso andare non verrà distribuito dovrò optare per fumetteria e cime extrema radio Amazon!
Ma i tempi si dilungherebbero fine alla fine del mese 😱.
Ormsi trovare riviste in educola è diventato impervio.