[RIVISTE] Anime Cult 33: ecco com'è!


 

Arriva il trentatreesimo numero di Anime Cult, stavolta dedicato alla storia e gloria (ma anche alle luci ed ombre) del magazine giapponese Shonen Jump, che ha dato i natali a tantissimi titoli ultrafamosi (Dragon Ball, Orange Road, Saint Seiya, Ken il guerriero, Captain Tsubasa...).
Un viaggio analitico per raccontare un mondo molto particolare, giapponese, ma anche poi mondiale.
Dietro i successi, infatti, c'è sempre di più.

Ma, sebbene possa sembrare a prima vista un numero tutto dedicato alle serie "per maschietti", in realtà non è così. Vi allego il sommario:





Infatti, molto spazio di questo numero è dedicato anche agli shojo manga o agli anime "in rosa".
Apro io con una retrospettiva dal punto di vista italiano su anime e manga per ragazze, e come questi prodotti abbiano determinato le varie invasioni nel nostro paese. Tra esperimenti, contrasti e spunti di riflessione anche polemici, espando un argomento che avevo avuto già modo di trattare in passato qui sul blog.





Giorgia Vecchini intervista Marcella Silvestri, indimenticabile voce di Sabrina (Madoka), tra la Cassandra della Gialappa's e una carriera ricca di personaggi.




Maurizio Ercole affronta in due parti il tema di Candy Candy in Italia, dal manga allo "spaghetti manga"; la prima parte si concentra sulle storie inventate ex novo, la seconda propone un'intervista a Francesco Legramandi, disegnatore di quelle storie.




Sembra fatto apposta, visto il recente interessamento per l'Odissea grazie al film di Nolan, e invece questo articolo ha già due anni ma vede la luce per la prima volta su Anime Cult proprio in questo numero: a volte il caso fa incastrare le cose in modo assurdo.
Ponciroli analizza Ulysse 31, ossia l'epica rivista in chiave franco-giapponese e fantascientifica.





Parte il dossier centrale, come detto tutto incentrato sulla gloriosa Shonen Jump.
Si inizia con la storia - by Alessandro Bottero - di questo magazine.




Sempre Bottero analizza sia il primo successo manga della rivista, sia il fumetto erotico di Nagai lì apparso, sia la serie più longeva ospitata tra le sue pagine.
Un tris di articoli per tornare indietro nel tempo.




A me toccano le "ombre" del sistema Shonen Jump, ossia analizzare quel meccanismo (che certo produce successi commerciale) dove spesso gli autori rischiano di restare incastrati.





Con Filippo Petrucci, poi, andiamo alla riscoperta della genesi di tante hit della rivista: tutti i più grandi successi anni Ottanta e Novanta vengono raccontati per come sono nati e sono cambiati in corso d'opera.






Menzione speciale per il ruolo dell'editor, figura professionale fondamentale in un modello come quello di Shonen Jump: vi racconto il particolare rapporto tra Akira Toriyama e mr. Torishima, lungimirante ma severo caporedattore Shueisha.
Ma c'è spazio anche per parlare dei "punti deboli" di questo sistema, e di come alcuni artisti hanno finito poi per abbandonarlo.






Impossibile non citare alcuni degli anime tratti dai titoli più famosi di Shonen Jump, e lo faccio parlando delle differenze visibili da un medium all'altro, cercando di capire il perché di questi cambiamenti (che hanno cause molteplici).
Maurizio Iorio ci racconta invece il processo che ha portato la rivista a rivoluzionarsi alle porte del nuovo millennio, sfornando nuovi successi commerciali imprescindibili.
Chiudo io raccontato Shonen Jump oggi, ma anche Shonen Jump nel resto del mondo... anche in Italia!





La rubrica di Bottero, Global Manga, sta per giungere a naturale conclusione: questa penultima tappa di porta in Argentina. Il riscontro ottenuto da queste pagine è stato molto positivo; ottimo quindi aver aperto delle "finestre" su altre parti del mondo.
Giorgio Messina cura lo spazio dedicato ai robottoni, ma stavolta ci si sposta in Corea per un cartone animato (Taekwon V, ma non solo) che abbiamo visto anni fa sulle reti private.
Sempre lui firma l'articolo sui giocattoli di Remì, Anna dai capelli rossi e Peline Story.







Ancora Candy e ancora Giorgia Vecchini, con una nuova tappa del suo viaggio in Giappone: andiamo alla scoperta dell'Igarashi Museum ma anche del Pokémon Fossil!






Nicola Carrassi ci racconta gli anni in cui Bim Bum Bam cambiò, e la Rai si lanciò in un modello quasi simile. Molto interessante, per chi ama i meccanismi televisivi.






Maurizio Ercole intervista Daniele Novello della tribute band La mente di Tetsuya, che da tempo calca i palchi italiani collaborando anche con i principali autori delle sigle storiche.
Molto avvincente.






Consueto spazio di recensioni, fino a quella del giornalista Luca Raffaelli, che stavolta analizza la pietà di Kenshiro.






Anime Cult 33 vi aspetta in edicola, libreria e fumetteria.
Il prossimo numero sarà disponibile dal 15 ottobre.


114 commenti:

  1. Complimenti per il nuovo numero di Anime Cult che mi sembra bellissimo.

    Spero di prenderlo entro il 10 agosto.

    Shojo negli ultimi anni la situazione è abbastanza migliorata con la pubblicazione di diverse ristampe e novità e anche le piattaforme streaming non sono da meno non a caso è attualmente in onda su Crunchyroll Red River.

    Il problema rimane di fondo il mondo shojo e Josei è nettamente meno seguito di shonen e seinen

    Basta vedere la classifica:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Manga_pi%C3%B9_venduti

    Nella classifica dei manga più venduti di sempre
    shojo e josei sono molto pochi.

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    1. Sì, io oso dire che gli isekai hanno preso il posto degli shojo più classici tra il pubblico femminile, che adesso apprezza anche maggiormente i boys love (per me diversissimi dai fasti anni '70-'90).

      Moz-

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    2. Qualche tempo fa mi è capitata sottomano una classifica dei manga shoujo/josei più letti di sempre, ed era costellata da titoli appartenenti a due decenni fa (e anche più, alcuni oltrepassavano il trentennio), questo a differenza di shonen / seinen / isekai etc. le cui classifiche top continuano a rinnovarsi periodicamente aggiungendo nuovi titoli oltre ai grandi colossi di sempre). Nessuno ha più avuto l'ardire che ha portato Nana al top del top nei primi anni 2000, in un'epoca pre-social 😄 (sorrido ma in realtà è molto avvilente, un'opera incompiuta di questo calibro è sempre difficile da digerire)

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    3. Ciao Roberta!
      Verissimo, mancano del tutto quel tipo di storie, e nei primi anni 2000 (vedi Nana, appunto) erano tornate a essere un po' come nei primi anni '70 (Caro Fratello...).
      Insomma, avremo uno shojo vecchio stile di successo?

      Moz-

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    4. 👋🙏 forse se la fortuna ci assiste, esattamente come è avvenuto per il revival degli anni '80 e '90 attraverso la vaporwave e i primi 2000 tramite lo stile Y2K, prima o poi gli astri si allineeranno e avremo la nostra quota di nostalgia rivissuta anche per gli shoujo!

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    5. Un momento! Su Netflix negli ultimi anni hanno trasmesso l'ultima serie di Arrivare a te e proprio adesso su Crunchyroll sta andando in onda Red River anime shoujo tatto da un manga del 1995 che nel 2001 vinse il prestigioso il premio Shōgakukan nella categoria Shojo.
      Senza dimenticare Honey Lemon Soda arrivato in Italia sia l'anime tramite Crunchyroll che il manga tramite Dynit.

      Considerando l'insieme oggi gli shojo stanno vivendo una piccola rinascita.

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    6. Sì, ma che shojo sono?
      Non so, non trovo quell'atmsofera anni '80 e '90, storie semplici di relazioni, o magiche ma quotidiane... c'è qualcosa di profondamente diverso.

      Moz-

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    7. Red River è iniziato nel gennaio 1995 quando Sailor Moon era ancora in corso di pubblicazione quindi sono della stessa epoca editoriale.
      Veniva pubblicato su Shojo Comic la stessa rivista di Fushigi Yuugi indirizzata alle ragazze un po' più grandi del pubblico di Nakayoshi, Ciao, Ribon in più si tratta di un racconto storico ambientato nell'Anatolia del 1400 A.C.
      Arrivare a te è stato uno dei più grandi successo shojo di tutti i tempi molto apprezzato anche dalla critica.
      Honey Lemon Soda uno dei pochi shojo famoso in questa difficile epoca per i manga di questi target,

      Il problema è sempre quello della mancanza di pubblico per storie shojo come quelle degli anni '80 e '90 ormai quel tipo di storie si è quasi del tutto estinto e al massimo sopravvive grazie ai tantissimi remake che sono operazioni nostalgia.

      Anche se quel mondo shojo di storie come Hime-chan, Miracle Girls, Sailor Moon, Lisa e Seya si è estinto non sono scomparsi del tutto quei manga vengono ancora ristampati e gli anime in diversi casi sono disponibili sulle principali piattaforme streaming.

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    8. Esatto, appunto: vengono ristampati e la gente li vuole.
      Allora perché non crearne altri, nuovi, su quello stile?
      Forse è solo una questione di epoca, e di estetica legata all'epoca? Ossia, forse non possono funzionare con cellulari, chat e via dicendo, che i personaggi dovrebbero ovviamente utilizzare?

      Moz-

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    9. Perché si tratta di classici letti dai nostalgici e anche dai nuovi lettori per curiosità e interesse ma sono un numero limitato non un intero settore dell'industria ormai decadente.
      Quasi impossibile che milioni di bambine e ragazze sostengano quel tipo di storie anche in chiave moderna.
      Sono ormai passati decenni dall'ultimo periodo d'oro con Tokyo Mew Mew, Corrector Yui, Mermaid Melody, Shugo Chara ecc ecc la società ha cambiato gusti difficile oggi ottenere successo anche con storie con personaggi pucciosi come Hamtaro, Mirmo.

      "Forse è solo una questione di epoca, e di estetica legata all'epoca? Ossia, forse non possono funzionare con cellulari, chat e via dicendo, che i personaggi dovrebbero ovviamente utilizzare?"

      Basandomi sui manga moderni che leggo in molti casi gli autori limitano al minimo indispensabile i smartphone e social network.

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    10. Ecco, e ciò non risulta nemmeno troppo reale, ma bisogna purtroppo limitare questi accrocchi per mille motivi, altrimenti i personaggi - se dovessero basarsi sulla realtà - comunicherebbero solo scrivendo in chat.
      Comunque peccato che la situa sia questa, tu pensa che io con NerdRangers sto invece proprio creando storie di ragazzi... come ai vecchi tempi, relazioni d'amicizia e sentimentali come nelle opere anni '80 e '90.

      Moz-

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    11. Ti posso dire un manga moderno che seguo con particolare attenzione ovvero Blue Box.

      in BB l'autrice è stata bravissima nel far utilizzare il meno possibile ai protagonisti adolescenti smartphone e social network che compaiono solo lo strettissimo necessario.

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    12. Ho letto i primi volumi, era molto valido ma non mi ha catturato come mi avrebbero catturato analoghe storie anni 80 o 90 (tipo di Adachi o Katsura). Non so qual è l'ingrediente che possa mancare oggi, ma qualcosa manca. Sarà davvero l'estetica, boh.

      Moz-

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    13. Mi riferivo all'uso della tecnologia in Blue Box presente solo se strettissimamente necessaria.

      Katsura con VGA e I"s ha fatto una cosa che prima non aveva mai fatto nessuno su qualsiasi rivista shonen creare teen drama.

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    14. Esatto, ed è stata una gran bella storia

      Moz-

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  2. Kazuhiko Torishima sicuramente è un personaggio molto importante ma anche contraddittorio.

    Alcune cose che dice sono anche interessanti anche se ormai senza sparanza altre invece non condivido assolutamente come la sua considerazione negativa della prima serie dell'anime Dragon Ball in particolare la saga del Grande Mago Piccolo.

    Nel suo lavoro è stato geniale ma anche molto spietato!

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    1. Sì, raccontiamo anche la sua spietatezza e quella in generale del sistema Jump.
      Non abbiamo solo fatto storia&gloria, ma anche le tante ombre e i personaggi contraddittori.

      Moz-

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    2. In particolare il Sig. Torishima mi dà una brutta impressione! Mi sembra un giapponese atipico che parla come mangia! Spesso dice anche cose interessanti ma con quel suo sottile disprezzo lo trovo molto arrogante e antipatico!

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    3. Eh, è uno che il suo lavoro lo ha saputo fare bene, per quanto possa essere antipatico, e dice pane al pane...

      Moz-

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    4. Le sue critiche al presente sono sterili perché non trovano nella realtà editoriale attuale una soluzione.

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    5. Semplicemente il suo "modello Jump" (che poi è il fulcro di questo numero della rivista) è svanito, si è evoluto assieme a nuove esigente e nuova società.
      Chissà cosa potrebbe fare lui se riportasse le sue idee...

      Moz-

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    6. Le sue idee sarebbero le mie... Un ritorno totale al passato ma poi si schianterebbe contro il muro del mondo di oggi.

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    7. O forse potrebbe riplasmare le tendenze di oggi...

      Moz-

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    8. Sarebbe bellissimo ma anche quasi impossibile come andare a Stamford da quelli della WWE e dire "Cari dirigenti perché non ricreiamo una WWE interamente come negli anni '80? Con il ritorno della Gimmick Era?" Oppure alla Lega Calcio "Carissimi aboliamo anticipi e posticipi!" o anche dalla Mediaset "Autorevoli dirigenti perché non rifacciamo un palinsesto con orari e programmi anche nuovi ma simile agli anni novanta?"

      In tutti i casi ti direbbero "il mondo è cambiato i ragazzi sono cambiati ora le nostre strategie di marketing sono diverse".

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    9. Certo, ma la storia è fatta di corsi e ricorsi, quindi anche il marketing può spingere per il cambiamento e viceversa... Vedrai, come stanno tornando in auge cd e supporti simili, succederà che rivedremo anche altre cose... come ai vecchi tempi.
      I ragazzini dell'ultima generazione (12-18 anni oggi) si interrogano su cosa hanno perso negli ultimi tempi e vorrebbero rivivere come fino ai primi anni 2000.
      Noi non volevamo certo vivere come negli anni Cinquanta, se non per l'aspetto più sano e naturalistico.

      Moz-

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    10. Oggettivamente molto difficile.

      In parte i remake seguono lo schema del passato nel senso fanno animazione come in passato! Mettiamo da parte la grafica che non può tornare 100% quella fatta con tecnica tradizionale ma ci sono dei remake sorprendenti parlo della regia, ritmo, mood.

      Quello che mi ha impressionato più di tutti è stato Captain Tsubasa: Junior Youth Arc sembra uscito dagli anni Novanta! in 39 episodi adatti i volumi 25.37del manga prendendosi tutto il tempo necessario senza velocizzare.
      39 episodi senza split cour!

      La maggioranza del pubblico di oggi non apprezza ll modello passato anzi lo odia del tutto! Le solite sciocchezze che ripetono a Pappagallo: disegnato male, filler, brodo allungato ecc per me questi tizi che oggi sono la maggioranza schiacciante sono e saranno per sempre imbarazzanti!

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    11. Però è anche vero che il modello deve evolversi.
      O fai qualcosa come Sailor Moon anni Novanta, o i lunghissimi riempitivi scocciano (non tanto i filler in sé, ma proprio le lungaggini esasperate come Dragon Ball Z o sempre più oggi One Piece).
      Io proprio non ce la faccio a seguirli... ma anche in passato, eh.

      Moz-

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    12. Captain Tsubasa: Junior Youth Arc adatta i volumi del manga dal 25 al 37 in 39 episodi.
      Per stile, atmosfera, ritmo sembra un anime degli anni 90/2000 piuttosto che recente.

      Gli anime hanno già cambiato attorno al 2010 con il sistema split cour.

      "Io proprio non ce la faccio a seguirli... ma anche in passato, eh."

      Per me fa parte dell'opera come un libro se è composto da 500 pagine io leggo 500 pagine se un anime dura 367 episodi io vedo 367 episodi.
      Ovviamente ci vuole tempo anche anni in alcuni casi.

      Anche studiare la lingua giapponese richiede metodicità ogni ideogramma bisogna impararare tratti, significato, letture, ogni pagina scritta richiede molto tempo.

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    13. Certo, ma - come ti ho scritto sotto, nell'ultimo commento - bisogna anche capire i motivi di questi allungamenti e se funzionano davvero. Se mi fai venti puntate in più, ma sono stanche, brutte, fatte male, noiose, ridicole... e no, io mi sento in diritto di dirlo.
      Ci sono casi di anime original che invece funzionano alla grande, come in City Hunter :)

      Moz-

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    14. Ho iniziato Gintama poche settimane fa senza sapere da quanti episodi filler è composto essendo un anime di 367 episodi.

      Indirettamente erano richiesti dal pubblico che come noi da giovanissimi avevamo fame di anime.

      P. S. Gintama h controllato adesso sono solo il 6% pensavo molti di più.

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  3. Che bravi e tutti interessati a queste vicende. Se devo essere sincera non ne sono mai rimasta attratta...mi interessavano i disegni più che le storie ed ancor oggi è cos'. Cacciami da questo blog non lo merito ma ho letto volentieri...capendo poco!...Bacione

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    1. Eheh nessun problema, ma se ti fa piacere approfondire trovi tutto in edicola :)

      Moz-

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  4. Annotazione di servizio: ma avete problemi di distribuzione a Padova? Come detto nel passato, le tue pubblicazioni risultavano e risultano assenti nelle edicole "normali" (dove trovano invece spazio titoli come "le copertine degli anime" e "le ricette degli anime" che non so se appartengano allo stesso editore) e invece presenti nei supermercati, dove da mesi risultano però anche lì sparite.

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    1. Anche io stesso problema di Rado il Figo.

      Oggi sono andato in edicola ma niente ancora non è arrivato ☹️ se nell'unica edicola che posso andare non verrà distribuito dovrò optare per fumetteria e cime extrema radio Amazon!

      Ma i tempi si dilungherebbero fine alla fine del mese 😱.

      Ormsi trovare riviste in educola è diventato impervio.

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    2. Sì, Rado, sono tutte Sprea.
      Ovviamente non conosco le varie piazze, ma l'editore manda tutto alla distribuzione nazionale e poi ci pensa questa a smistare...
      Gravo, poi lo hai trovato?
      Io l'ho trovato agevolmente sia in Puglia che in Abruzzo.

      Moz-

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    3. Ho poca mobilità dopo la delusione del 6-7 agosto non sono più andato in edicola ma siccome oggi devo andare dal barbiere che si trova nella stessa strada dell'edicola ci vado proprio adesso!

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    4. Fammi sapere! In Puglia addirittura erano arrivate tre copie e io ho preso l'ultima, mentre stamattina che sono rientrato dalle ferie, passando alla mia edicola l'ho visto esposto...

      Moz-

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    5. Buona lettura allora :)
      Poi fammi sapere!

      Moz-

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    6. Mi ci vorranno alcuni giorni per leggere tutto lo speciale su Shonen Jump perché io leggo piano.

      Prime impressioni su Anime Cult N.33 sono molto buone... Si vede che ci mettete il cuore...

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    7. Mi fa molto piacere, grazie! proviamo in ogni numero a dare spunti, dettagli, punti di vista e analisi critiche particolari.
      Buona lettura ferragostana, allora :)

      Moz-

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    8. Oggi ho letto ben 16 pagine! Per me sono tante perché io le riviste le leggo piano piano per farle durare il più possibile.
      Un bellissimo regalo di compleanno questo nuovo numero di Anime Cult! 🤩.

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    9. Fai bene, le riviste vanno godute, specie in estate :)

      Moz-

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  5. Ehhhh Ken il guerriero lo guardavo alla TV bei tempi

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    1. Eh già! Io ogni tanto lo riguardo ancora, su Prime!
      In questo volume in realtà parliamo più del manga, ma anche l'anime perlappunto's spacca :)

      Moz-

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    2. Ho finito di leggere le 36-37 pagine dello speciale su Weekly Shonen Jump.

      Complimenti vivissimi è stato un ottimo speciale!

      Sui filler ne abbiamo parlato a lungo nel blog ma... Quello che io intendo è una cosa semplicissima quasi elementare al pubblico generalista che rappresenta la stragrande maggioranza degli italiani (ma anche dei giapponesi) dei filler e altre questioni tecniche non interessa nulla e moltissimi neanche lo sanno chi vedeva anime in TV ai tempi di Saint Seiya, Sailor Moon, Dragon Ball il problema non se lo è mai posto perché nella loro vita non è mai esistito.

      Io rimango della mia idea o meglio del mio sentimento preferisco mille volte di più come venivano realizzati gli anime come una volta anche con 150 episodi episodi e metà di questi filler piuttosto che le copie 1:1 di oggi che per me spesso sono "freddissime".

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    3. Grazie mille, sono molto contento ti sia piaciuto.
      Abbiamo ricevuto altri complimenti in questi giorni, una persona mi ha detto: questo è il motivo per cui si devono ancora fare riviste, scrivendo queste cose inedite, e analisi particolari.
      Sui filler per come la intendi tu io sono d'accordissimo con te: ovviamente, anche io ho i miei gusti e le lungaggini estreme di DBZ mi allappavano le palle già all'epoca, ricordo che ne ero insofferente ma proprio perché si sentiva che lo dilatavano anche in modo goffo (tipo Bulma che si scambia con la rana... ); oggi mi appallano le lungaggini di One Piece, la cui struttura è cambiata decisamente dagli inizi (adattavano due capitoli del manga a puntata, poi uno e vabbè... oggi addirittura anche solo dieci pagine mi pare).
      Mentre, mai avuto problemi coi filler di Conan, per dirti, o City Hunter (anzi!).
      Sailor Moon caso a sé perché non segue fedelmente il manga, amo entrambi i prodotti e ogni puntata "fine a se stessa" mi è sempre piaciuta.
      Insomma, sui filler bisogna anche comunque essere critici e capire se funzionano bene, se sono ben scritti, frizzanti, arricchenti, o solo inutili (e a volte dannosi) allungabrodo.
      Fa parte proprio della critica del fruire un'opera, cosa che io ho SEMPRE messo in atto sin da bambino.

      Moz-

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    4. Io sono più bonario nel senso che è inevitabile che ci siano episodi più riusciti e altri meno che poi nella stragrande maggioranza dei casi i filler sono solo il 10% - 20% del totale.

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    5. Certo, poi dipende dai filler anche. Si percepisce quando sono fatti giusto per allungare commercialmente...

      Moz-

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    6. Questo intendevo possono esserci episodi filler belli e altri meno belli ma per me quello che conta è quello che un anime trasmette non i suoi problemi tecnici.

      Non so come spiegarlo efficacemente.

      Come è vero che il 99% del pubblico non distingue tra filler e non filler questo "problema" è nato su internet nei primissimi anni 2000 chiedi alla gente per strada "cosa pensi dei filler degli anime che vedevi da giovane"? nel 99% ti risponderanno con un "?".

      Si tratta di un tecnicismo non comprensibile dal pubblico generalista.

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    7. Sicuramente. Oggi il pubblico è più attento ed esperto: da un lato è positivo (non si beve più ogni cazzata) dall'altro manca la spontaneità e la magia.
      Ci sono filler fantastici (vedi City Hunter) altri orripilanti (DBZ, Naruto...) e addirittura serie raccontate in maniera completamente diversa dal manga che sono piccoli gioielli (Sailor Moon).
      L'importante per me è saper essere critici ma senza abbandonarsi al tecnicismo freddo, tipico della spocchia via web 😎

      Moz-

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    8. Per me ci sono molti filler di DBZ e Naruto ottimi.

      Tipo quelli di DBZ in cui Vegeta e Nappa che in maniera crudele per puro divertimento distruggono un pianeta, quello del finto pianeta di Namecc, quello dell'esame di guida, il torneo nell'aldilà.
      Sono gioiellini!

      Rimane il fatto che tantissimi giapponesi e italiani hanno smesso di vedere gli.anime dopo la gioventù per loro i filler sono non esistono perché semplicemente non lo sanno e vivono molto meglio degli altri.

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    9. Alcuni sono divertenti e ben fatti, addirittura arricchenti, altri proprio si percepisce che sono piazzati lì per allungare un brodo già diluito (DBZ, ripeto, per me era esasperante già quando lo vidi nel 2000)

      Moz-

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    10. Non ci può stare in una produzione lunghissima non tutti i filler possono riuscire bene.

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    11. A 16-18 anni serie come DBZ, Saint Seiya, Toriko possono risultare poco interessanti perché ormai si è superata l'età dell'ingenuità e non essendoci in queste opere tematiche "alte" possono annoiare.

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    12. Però io ho seguito per anni One Piece e solo da qualche tempo lo trovo estenuante e dilungato all'eccesso: gli episodi su Italia 2 sono snervanti.
      Conan invece lo seguo senza problemi.

      Moz-

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  6. Per me è cosi conta l'insieme non solo una parte... Poi soggettivamente tutti può piacere o meno.

    A Tekehiko Inoue non piaceva l'adattamento animato di Slam Dunk? Problemi suoi non dei milioni di appassionati nel mondo... Un po' come Stephen King che detesta il Shining di Kubrick problemi suoi...

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    1. Lo so, ma poi gli autori - un tempo sfruttatissimi - hanno iniziato ad avere le loro giuste pretese.

      Moz-

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  7. Nel caso di Takehiko Inoue si tratta della stessa patologia di cui soffrono autori come Stephen King gelosissimi delle loro opere e incapaci di vedere oltre il proprio ombelico.

    Tutto quello che vuole Inoue sull'anime di SD ma le emozioni che mi ha dato nell'estate del 2003 rimarranno per sempre eterne al di là dei difetti tecnici che si azzerano quanto un bel prodotto trasmettere emozioni positive.

    Anche se fossi l'unico al mondo nel pensare questa cosa andrebbe bene lo stesso ma vedo che ogni giorno un numero grande di giapponesi e stranieri vanno a vedere il passaggio a livello dell'opening...

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    1. Solo d'accordo. Secondo me entrambe le versioni possono convivere e devono farlo, MA ritengo anche giusto che un autore originale dica la sua e si faccia sentire per avere una versione come dice lui. La Takeuchi ha ottenuto Crystal, King ha avuto miniserie fedeli dei suoi romanzi... Poi sta al pubblico giudicare e direi che lo ha già fatto 😂👍

      Moz-

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  8. E vissero tutti felici e contenti...
    Non sono contrario alle nuove versioni ma sono contrario all'attuale pensiero dominante di giudicare le opere passate con supponenza e arroganza in molti casi spaventosa ignoranza.

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    1. Più che altro, vengono giudicate senza contestualizzazione, e peraltro con la lente spocchiosa e radical-chic tipica di un certo web...

      Moz-

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    2. Qualcosa di insopportabile! Spesso sembra che nel cervello di queste persone manca del tutto la possibilità di ragionare su più livelli.

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    3. Anche perché i filler indirettamente erano richiesti da noi bambini/ragazzi che non avremmo apprezzato un show di 12 episodi e poi un'attesa infinita di 18/24 mesi per altri 12 episodi.
      Questo modello può funzionare oggi perché le piattaforme streaming sono la linfa vitale che mantiene in vita il settore anime.
      I tempi felici degli anime con serie standard di 50 episodi annuali anche se zeppi di filler creavano una continuità unica.

      Non mi piace il modello attuale ☹️.

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    4. Sicuramente molta gente è incapace di analizzare le cose su più livelli, l'ho notato.
      Quanto alle serie di prima: concordo, era un modello più performante ma.. da noi funzionava perché avevamo queste serie MINIMO a due episodi a settimana, e nella norma quotidianamente: per noi la fruizione è comunque stata diversa e chissà se avrebbe funzionato settimanalmente con episodi "di nulla".
      C'è da capire anche la differenza culturale di fruizione televisiva (vale anche per i telefilm, ovviamente) 👍

      Moz-

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    5. In molti casi i filler sono indistinguibili dagli episodi diciamo "ufficiali" ma soprattutto ai tempi per un bambino o ragazzo di turno tranne nel caso che fosse un genio notare "anomalie" era quasi impossibile... Nel 99% forse anche oltre tipo 99,9999% nessuno si lamentava.

      Il modello italiano era poco di molto invece quello giapponese era molto di poco... Ogni giorno dalle 17:30/18:00 facevano 2-4 anime diversi e tutti iniziavano al millesimo di secondo... Se anime era programmato alle 18:00 non iniziava alle 18:04 alle 18:00 esatte.

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    6. In casi come Sailor Moon, City Hunter, Conan... sì, sono indistinguibili. Anche perché la bravura degli animatori stava nel dare sempre qualcosina, magari che parlasse di questo o quel personaggio, approfondendolo.
      In altri casi, come DBZ, si percepiva tantissimo l'allungamento di brodo (insostenibile tutta la parte su Namecc, o il tempo di Goku vs Freezer per diventare Super Saiyan: già nel 2000 alcuni miei amici pure più piccoli di me scherzavano su questa dicosa, dicendo "sono stato due settimane al mare senza tv, avevo lasciato Goku di fronte a Freezer e così li ritrovo").
      Insomma, si vede quando allungano commercialmente o meno, io questa cosa l'ho sempre percepita.

      Il modello televisivo italiano vuole praticamente la quotidianità per cose che all'estero (Giappone, America...) sono settimanali. Non ci abitueremo mai a un solo episodio settimanale, tanto che anche le nostre produzioni seriali, made in Italy (da Don Matteo a Distretto di Polizia, per dirti) hanno doppia puntata e non singola, a serata.

      Moz-

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    7. Anche io preferisco il modello italiano di un episodio alla settimana dal lunedì al venerdì.
      Per me il miglior modello possibile perché è la giusta quantità senza esagerazioni.
      Un episodio a settimana è troppo dilatato.
      In Giappone è inevitabile a causa dei tempi tecnici per realizzare gli episodi anche perché il successo se dura un anno conviene molto di più di 3 mesi.

      Anche in Giappone quando fanno le repliche sui canali satellitari o DTT vanno in onda con il "modello italiano" ricordo Anna dai capelli rossi me lo ero segnato...

      "Sulla Wikipedia Jap viene detto che hanno fatto una versione rimasterizzata trasmessa nel 2014 su NHK BS Premium e una replica nel 2017 su TVQ Kyushu Broadcasting ogni giorno dal lunedì al venerdì 17:25."

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    8. Anche noi scherzavo su alcune parti lunghissime di DBZ e ricordo anche di Slam Dunk con alcune partite infinite ma non esisteva una critica feroce e articolata di massa era semplicemente impossibile che avvenisse...*

      *Casi isolati come il tuo che comunque eri sulla soglia dell'età adulta ci sta... Sono state proprio le persone di 18-20 anni dell'epoca o anche più grandi che nei primissimi anni 2000 hanno inventato concetti distruttivi del tutto idioti.
      Non mi rivolgo a te parlo in generale.

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    9. Ovviamente il modello nostrano può essere fatto solo con repliche o con un serbatoio di puntate importante. Inoltre, sono sincero, preferisco lo stesso modello anche a stagioni, ossia mi fai quotidianamente (o tre giorni a settimana) un episodio di una stagione nuova, per un periodo limitato (due o tre mesi).
      Anche in America le serie tv sono una puntata a settimana, da 45 minuti o anche 22; certo poi ci sono le syndication che volevano trasmissioni costanti (ad esempio He-Man nacque così).

      Sull'altro argomento: dico la verità, io sono sempre stato analitico/critico, non mi bevevo tutto, quindi pure da bambino notavo quelle cose.
      Però so contestualizzarle.

      Moz-

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  9. Se per assurdo si tornasse al modello del passato di trasmettere minimo 50 episodi annuali per quasi tutti gli shonen gli studi d'animazione rischierebbero il fallimento in meno di 6 mesi.

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    1. Non ne conosco i motivi...

      Moz-

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    2. Ti posto la risposta di Gemini ma ti posso garantire che è la primissima volta che gli chiedo una cosa simile e il mio pensiero è praricamente questo anche se non sarebbe stato così ovviamente così strutturato

      Conversazione con Gemini

      Mia domanda


      "Se gli anime tornassero ad essere prodotti come una volta con 50 episodi di base per shonen e shojo gli attuali studi d'animazione giapponesi colaserebbero?

      Risposta

      "Sì, con ogni probabilità il sistema collasserebbe o andrebbe incontro a una crisi strutturale devastante.

      Negli ultimi quindici anni l'industria degli anime si è spostata dal modello a "lunga durata" (i classici 50+ episodi continuativi) al formato stagionale (11-13 o 24-26 episodi separati da pause di mesi o anni). Questo cambiamento non è stato una scelta artistica, ma una strategia di sopravvivenza a fronte di un mercato profondo e strutturalmente mutato.

      Le ragioni principali per cui i ritmi attuali non reggerebbero un ritorno al passato:

      Carenza cronica di animatori (Manpower Shift): L'industria soffre di una mancanza sistemica di forza lavoro, causata da salari storicamente bassi e turni logoranti. I vecchi 50 episodi continuativi si basavano su ritmi sostenibili solo grazie alla quantità di in-betweener (animatori dei fotogrammi intermedi) disponibili negli anni '80 e '90. Oggi i migliori talenti sono contesi e i giovani abbandonano il settore dopo pochi anni.

      Aumento esponenziale degli standard qualitativi: Il pubblico moderno e le piattaforme di streaming richiedono una qualità visiva, di compositing e di dettagli enormemente superiore a quella degli anni '80-'90. Mantenere l'attuale livello grafico di serie come Demon Slayer, Jujutsu Kaisen o Frieren su un blocco continuativo di 50 episodi costringerebbe a ritmi di lavoro insostenibili, portando al burnout di intere équipe.

      Impatto dei Comitati di Produzione (Seisakushinkai): La maggior parte dei progetti è finanziata da consorzi di aziende che richiedono un ritorno economico rapido. Produrre 50 episodi di fila richiede budget iniziali giganteschi prima ancora di sapere se il titolo avrà successo commerciale. La struttura a stagioni riduce il rischio d'impresa.

      Esaurimento del materiale di origine (Manga): Negli anni '90 i 50 episodi portavano inevitabilmente alla piaga dei filler (puntate riempitive) per non superare il manga in corso di serializzazione. Oggi il pubblico e gli editori rifiutano gran parte dei contenuti riempitivi: le stagioni brevi permettono agli autori originali di accumulare capitoli sufficienti a garantire adattamenti fedeli.

      Collo di bottiglia dell'outsourcing: Gran parte dei fotogrammi chiave e intermedi viene ormai subappaltata a studi esteri (in Cina, Corea del Sud o Vietnam). Un carico di lavoro continuo di 50 episodi saturatebbe istantaneamente non solo la capacità produttiva di Tokyo, ma anche l'intera filiera d'appalto estera.

      Se gli studi venissero obbligati a tornare al vecchio formato senza una drastica ristrutturazione economica e organizzativa, gli unici risultati possibili sarebbero il fallimento di numerose aziende di medie dimensioni, scioperi di fatto dell'animazione e un crollo immediato della qualità grafica media."

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    3. Immaginavo che il sistema vecchio fosse oggi insostenibile, ma dopotutto è anche questa situazione attuale che porta a prodotti sempre più liquidi e a una mancanza di maestranze che sono anche autori (geniali)... insomma, dove sono i nuovi Tomino, Yas, Dezaki, Miyazaki, Takahata, Ikuhara?

      Moz-

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    4. Penso che non ci saranno mai più...

      Io anche per rispondere alla moltitudine di chi getta fango sul passato dico viva i filler, disegni al risparmio, disegno riciclati, episodi riassuntivi erano tempi bellissimi 🤩.

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    5. E questo è ciò che oggi qualcuno in occidente sta iniziando a dire, lontano dalla spocchia di chi ti dava del boomer o del nostalgico; una situazione che gli stessi giapponesi stanno dicendo da qualche anno... Tra poco ci renderemo conto che di ciò che è stato prodotto negli ultimi tempi non rimarrà quasi traccia se non per due o tre cose...

      Moz-

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    6. Il mio pensiero non è tanto dimostrare qualcosa ma quanto far presente che esiste anche chi la pensa diversamente.
      Come si può dimostrare al 100% che velocita significa un prodotto migliore?

      Si può andare avanti all'infinito.

      La stortura dei discorsi nati su internet è stato quello di far credere che esistono "nuovi concetti giusti e indiscutibili" altrimenti sei come hai scritto tu un boomer e nostalgico.

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    7. Diciamo che internet, abbracciando inizialmente la nuova generazione, ha voluto dare un cieco taglio al passato, facendo peraltro passare chi lodava i tempi andati come boomer, nostalgico ecc (e io sono il primo a dire che il nostalgismo è una malattia, quando coi paraocchi, eh)

      Moz-

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    8. Prima ancora all'origine di tutto pre-2005 ci furono i nati tra metà anni 70 e primi anni 80 che inondarono internet con tante sciochezze...

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    9. L'altra sponda! Per me sono molto peggiori dei girellari.
      Tutto iniziò prima del 2005 per poi esplodere negli anni d'oro del web 2.0

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    10. E che hanno detto/fatto? :O

      Moz-

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  10. Per l'ultima volta poi con te non parlerò mai più di filler.

    Giusto fare tutte le analisi che si vuole le faccio anche io in abbondanza... ma per me un anime si segue normalmente.

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    1. Certo, concordo.
      Le cose si seguono per come sono state fatte, poi si analizzano e criticano in base a quello che vediamo.

      Moz-

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    2. In base ai nostri gusti che non sono le leggi dell'Universo.

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    3. Sicuramente il gusto incide, ma poi ci sono cose oggettive: se ad esempio i filler di Naruto rovinano quanto narrato o quanto deve narrare Kishimoto, è una cosa che prescinde dai gusti.
      Inoltre, vero sempre che il gusto incide, ma chi sa fare delle analisi riesce a scindere il gusto personale dalle questioni tipo tecniche, narrative ecc ecc^^

      Moz-

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    4. Non sono un PRO come te o altri quindi non sono fare analisi sofisticate di livello universitario ragiono come nel 1997.
      Anime e manga sono due medium diversi con esigenze diverse anche se i filler sono frutto delle esigenze commerciali per me e Osaka e ormai pochissimi altri un'opera non la giudichiamo dai difetti ma da quello che trasmette.

      Se proprio non piacciono si possono sempre saltare.

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    5. Non serve essere pro, basta già dire quello che hai detto.
      Poi, una recensione deve tenere conto, oggettivamente, di tutto (anche delle cose - bello o meno - che trasmette). Però è chiaro che è necessario fare raffronti, analizzare regia e comparto tecnico (che spesso nei filler è scarso), eventuali incongruenze, eventuali punti di forza (penso ai filler di City Hunter, uno nello specifico, che ha fatto sognare i fan molto più di quanto si vede nel fumetto, paradossalmente...!).
      Insomma, si ragiona multistrato per fare in modo che l'analisi sia completa.

      Moz-

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    6. In un altro blog nella mia recensione di Naruto pubblicata nel 2020 ne avevo parlato in maniera importante ma Naruto è un'eccezione avendo un numero di filler enorme e addirittura 85 episodi filler consecutivi ma in tutto gli altri anime dove di solito i filler sono in media da un minimo del 10% ad un massimo del 20% non ritengo necessario menzionare la presenza dei filler.

      La magia del passato ormai irripetibile era dovuta anche alla presenza dei filler, disegni riciclati, episodi riassuntivi.
      Queste tecniche usate dagli animatori spesso ma causa di budget risicati per me non sono mai state un problema.

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    7. Ma perché non dovresti menzionarli? Fa parte di una analisi tecnica. Anche se ce ne fosse solo uno, anche se magari venisse cambiato l'ordine delle scene di un capitolo manga alla sua controparte anime... va detto, perché è proprio questo il bello: perché si fa? Ci sono millemila motivi, tecnici narrativi ecc ecc, e il bello è capirne il funzionamento.

      Nemmeno per me sono mai state un problema le scene riciclate (anzi, ne sono... tecnicamente fan, a partire dai "same as" di He-Man a quelli Disneyani) o i filler, anzi.

      Moz-

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  11. Si può dire ormai che il vecchio mondo sia tramontato per sempre? Anche questo lungo speciale di Shonen Jump alla fine arriva a questa conclusione anche se non lo dice apertamente.

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    1. Certo, è così.
      Abbiamo voltato pagina e solo per qualcosina possiamo tornare idealmente indietro.
      Ma ormai è proprio tutta un'altra storia...

      Moz-

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  12. Tipo i remake sono un salto nel passato.

    Mi ha impressionato Captain Tsubasa: Junior Youth Arc

    Nel 1989-1990 in Giappone uscì una serie OAV sul torneo di Parigi under-16 tramesso anche su Italia 1.

    Qui hanno esteso la narrazione in 39 episodi (adattamento dei Vol. 25-37 del manga) facendo un grande lavoro tanto che sembra un anime uscito dagli anni 90...

    Ma TU non mi hai risposto ☹️ legittimo che non ti piaccia ma ciò non toglie che hanno fatto un anime "vecchio" (nel senso nobile del termine) ma con la grafica moderna.
    Quello che mi ha colpito sono i ritmi lenti ma appassionanti.

    Rispetto ai prodotti nuovi dai quali hanno fatto anime tratti dai manga di Jump pur essendo un anime del 2023 sembra un altro mondo.

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    1. Asp non ho risposto a cosa?
      Non ricordo.

      Comunque, Tsubasa nuova serie ancora non la vedo, il primo arco mi era piaciuto e penso che i suoi ritmi siano giustissimi.
      Tutti i remake dovrebbero essere così.

      Moz-

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    2. "Comunque, Tsubasa nuova serie ancora non la vedo"

      Tutto a posto.

      In generale io credo che ormai i manga classici sono ormai diventate opere leggendarie al pari dei grandi libri dell'Ottocento e Novecento.

      I nuovi manga non possono più essere come una volta con quel tipo di personaggi e storie ma i classici rimarranno per sempre disponibili con periodiche nuove edizioni

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    3. Nuova serie intendo la seconda del remake Tsubasa. La prima l'ho vista tutta.
      Sì, concordo, ma mi stupisce anche che tipo oggi non vada avanti il WMT, per dirti.
      Davvero nessuno ha più bisogno di quel tipo di storie, che prima convivevano con tutto il resto e ogni genere possibile?
      È tristissimo che i gusti siano così tanto cambiati.
      Davvero la gente vuole solo battle shonen fotocopia e isekai di bassissima lega?

      Moz-

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    4. WMT come puoi leggere il filone venne chiuso nel 1996-1997 si dice che la causa fu un progressivo calo di ascolti in Giappone.

      https://it.wikipedia.org/wiki/World_Masterpiece_Theater

      Poi riprese nel 2007 per alcuni anni.

      Oggi al massimo possono andare bene sulle piattaforme streaming l'intero filone del WMT ma nuove serie è quasi impossibile considerando anche la frammentazione del pubblico.

      Siamo entrati nell'epoca in cui i classici sono diventati opere d'arte eterne...

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    5. Esatto, però le repliche funzionano sempre.
      Heidi (si tratta di un proto-WMT ma ne ha la filosofia) fa ascolti da capogiro.
      Anna dai capelli rossi idem.
      Funzionano perché riescono ad abbracciare diverse generazioni, forse solo una fascia intermedia (i ragazzi giovani) non ne sarebbe interessata. Poi crescendo capirebbe.
      Un vero peccato che manchino storie così, quotidiane.

      Ma anche nella modernità: sono sparite le maghette (ok, tranne le due della nuova serie Pierrot), sono sparite storie semplici e tutto è diventato un assurdo girandolare di eventi (che prima costituiva una piacevole eccezione alla normalità, adesso è la regola delle trame).

      Moz-

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  13. Per me i manga shonen del periodo 1996-2009 e anche qualche anno dopo sono ottimi manga shonen serie come Yu-Gi-Oh, Naruto, Bleach, Hikaru no Go, Tutor Hitman Reborn, Il principe del Tennis, Shaman King, Fairy Tail, Eyeshield 21, D. Gray-man e altri ancora sono ottimi.

    Per te no cosa del tutto legittima ma ciò non toglie che sono molto apprezzati e anche molto richiesti tanto che hanno fatto molte nuove ristampe.

    Per te il periodo fino agli anni Novanta merita poi inizia il declino e non ti è piaciuto praticamente più nulla.

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    1. Bleach letto, Naruto letto nei primi volumi, Shamam King visto. Yu-Gi-Oh! lo amo come trama iniziale, poi comunque l'anime l'ho visto tutto.
      Non tutti mi hanno lasciato emozioni, diciamo. Almeno emozioni forti.
      D. Gray-Man ricordo quando lo acquistai sotto consiglio di un amico di forum: booh.
      Sarà che ormai ero grande, sarà che questo genere era pretenzioso senza motivo (come AoT) ma boh. A quel punto mi tengo Berserk, i classici e tutto il fumetto mondiale che dovevo ancora conoscere.
      P.s. amo le storie semplici e sono sempre pronto ad amare anche un nuovo shonen alla Shonen Jump style, se merita senza pretenziosità.

      Moz-

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    2. Ho fatto una lista di sole serie nate prima dei cambiamenti tecnologici o almeno prima che prendessero il sopravvento.

      Attack on Titan viene da un altro mondo pur essendo sempre shonen.

      Gli isekai coinvolgono molto il mondo otaku mentre i battle shonen di oggi sono i peggiori della storia! Ho visto di recente Tougen Anki e Sakamoto Days il Kami degli anime abbia pietà ☹️ sono state esperienze traumatiche 😱 il peggior battle shonen del periodo 2000 in confronto è un capolavoro!
      Demon Slayer oggi osannato e usato come clava per chiunque non la pensi come vuole il pensiero dominante tolta la grafica e sonoro eccezionali negli anni 2000 su Weekly Shonen Jump sarebbe stato bocciato senza appello!

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    3. I tempi purtroppo cambiano, ma per fortuna c'è chi si sta accorgendo che i nuovi modelli proposti NON sono poi così tanto validi...

      Moz-

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  14. Non condivido con Kirio84 per me l'epoca d'oro di Shonen Jump è durata anno più anno meno almeno fino al 2010.
    Per me non è finita negli anni '80 o metà anni '90 ma solo quando le storie hanno smesso di avere un cuore..

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    1. Diciamo che dipende da cosa si intende per golden age vera e propria, o meglio in base a quali parametri; diciamo che con gli anni Novanta è finita quella spinta "classica" appunto golden age, inizia una nuova fase altrettanto carica e valida.

      Moz-

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    2. I parametri che io prendo in considerazioni per non equivocare dico che sono soggettivi.

      -bellezza e passione che trasmette la storia
      -caratterizzazione dei personaggi
      -villain iconici
      -quello che lasciano le storie una volta finita la pubblicazione

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    3. Certo, ma quelle cose sicuramente ci sono anche nelle serie più attuali, eh... Certo prima c'erano un po' in tutte le serie... qualcosa è cambiato ma io penso anche di sapere cosa.

      Moz-

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    4. Detto con tutto il cuore di fan no.
      Siamo su galassie lontane.

      Prendo serie che non ho visto e letto durante l'infanzia e adolescenza per non lasciarmi trasportare dalla nostalgia.

      Ne prendo alcuni come esempi Tutor Hitman Reborn, Hikaru no Go anche fuori da Shonen Jump ma sempre target shonen Kekkaishi, Zatchbell sono racconti stupendi ricchi di sentimenti, personaggi memorabili, con momenti anche spettacolari.

      Si è perso il valore pedagogico le produzioni moderne minimo dal 2020 in poi sono vuote e senza anima figlie di questa società alla deriva.

      Non trovo più storie che mischiavano alla perfezione come negli anni d'oro amicizia, valori morali, spettacolarità, passione.

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    5. Vero, manca quello e manca anche il guardare a occidente e alla cultura pop mondiale, secondo me. Prima i manga arrivavano di più - o meglio, più a lungo - si imprimevano maggiormente e entusiasmavano di più.
      Anche l'estetica poi ci ha messo del suo.
      Col booklet che allegheremo ad Anime Cult 34 ho letto tutti gli incipit dei primi otto nuovi manga... lì si avverte ancora quella magia, la tocchi con mano.

      Moz-

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  15. Pensa che ormai basta il periodo d'uscita come metro di paragone.

    Fino al 2010 di sicuro ottima qualità anche il peggior manga era meglio di oggi.

    Fino al 2015 ancora qualcosa di buono ma la qualità stava sprofondando.

    Dal 2020 solo gli autori che avevano lavorato anche prima realizzano manga apprezzabili.

    Post 2020 mi è piaciuto solo Blue Box.

    2026 Shonen Jump è diventata una rivista illeggibile.

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    1. Peraltro hai visto? è pure calata nelle vendite.

      Moz-

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    2. Le calo delle vendite è per ora il problema minore la crisi mi sembra ormai strutturale su alcuni aspetti più importanti.

      Gli shonen di Jump degli ultimi 5-10 anni non trasmettono più valori positivi, non hanno più quell'aspetto educativo di un tempo ☹️ con educativo intendo il classico maestro che sprona il ragazzino insicuro di turno.
      Non hanno più storie ad ampio respiro.

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    3. Le storie si sono adeguate alla società attuale, purtroppo. E ai gusti attuali.
      Oppure... sono queste nuove storie a determinare i nuovi gusti dei ragazzini??

      Moz-

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    4. Parlo come mio nonno ma lo penso sul serio non ci sono più i valori di una volta ☹️.

      "Oppure... sono queste nuove storie a determinare i nuovi gusti dei ragazzini??"

      Anche ma per fortuna grazie all'ampia pubblicazione di molti classici le nuove generazioni leggono un po' le novità e un po' i classici almeno così vedo in fumetteria.

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    5. Semplicemente, è che noi siamo ancorati a quei valori e a quel modo di vivere (che ci sembra migliore, e forse in questo specifico caso... lo è).
      Sì, i ragazzini attuali sono propensi a riscoprire i classici vecchi e nuovi (ripeto, conosco bambini che hanno seguito tutto Goldrake su Rai2, l'originale intendo, e ragazzini che si sono appassionati a Evangelion e Utena...).
      Invece, c'è stata la generazione 1998-2005 che ha rifiutato completamente i classici perché nata nel momento di totale cambio estetico, robe computerizzate ecc, e quindi ogni cosa precedente sembra vecchia; e si badi bene: non classica (come per noi potevano essere l'Uomo Tigre, i corti Disney, Tom & Jerry o Betty Boop...), ma vecchia.

      Moz-

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