> guest post: blogging vs giornalismo

Oggi ho l'onore di ospitare qui per voi Mr. Massimiliano Maccaus. Sarà lui stesso a spiegarvi chi è e come abbiamo avuto modo di conoscerci. Questo è un guest post che gli ho richiesto con insistenza, dopo un discorso affrontato in chat, ed è un argomento che dovrebbe interessare a molti: il blogging visto con gli occhi di un giornalista. Si parla di comunicazione e scrittura.
Buona lettura!



MOOZIK - SING (TRAVIS)



BLOGGING VS GIORNALISMO

“Non capirò mai voi blogger”. Io e Miki si conversava amabilmente, del più e del meno e del non saprei dir cosa, quando mi sfuggì questo pensiero. E’ vero, io i blogger proprio non li riesco a capire. Ma facciamo un passo indietro.

Sono un giornalista. Uno di quelli col tesserino (da pubblicista) in tasca per intenderci, che non vuol dire mica nulla in termini di qualità della scrittura (che poi il bravo giornalista non è tanto quello che sappia scrivere, ma quello che sappia trovare, verificare e raccontare delle “buone” notizie) ma che certo significa per chi lo possieda che scrivere è una passione di quelle forti, e che quantomeno ci si è sbattuti la testa, per ottenerlo.
Sono un giornalista, ma non faccio il giornalista. Ho un lavoro vero che mi dà da vivere, e questa maledetta passione di mettere in fila caratteri sulla tastiera come se non ci fosse un domani.

Ecco come ho conosciuto Miki: da responsabile del magazine facciunsalto.it, talora trascorro le mie notti alla ricerca di belle penne da reclutare, e i blogger sono tra le mie prede preferite. Gente solitaria, che cova una gran passione per la scrittura, e che spesso ama il proprio blog più della mamma. Nella blogosfera si nascondono spesso dei gran talenti, e Miki m’era parso uno di questi. Non starò qui a dire adesso del perché poi non se ne sia fatto più nulla, che è un’altra storia; vi dirò piuttosto del perché i blogger non li capisco.
Non li capisco perché io non riesco a scrivere da solo. Quello che amo è la condivisione, la cucina redazionale, decidere con che articoli uscire l’indomani, le linee editoriali, scoprire il profilo di chi ci legge dalle statistiche, confrontarmi coi tanti miei colleghi di penna. 


Il blogger è invece il più delle volte animale solitario, un ex del diario che lo trasporta sullo schermo del pc e quindi sulla rete. Accendo, scrivo, via. Il blogger non ha di solito il lettore in mente, o almeno non intende il lettore come invece lo intendo io. Perché per me il lettore è una figura mitologica, il destinatario finale degli sforzi, quello che legge quanto noi scriviamo. A me importa che i lettori siano tanti, perché voglio che il nostro lavoro frutti apprezzamentI, voglio raggiungere più persone possibili, nel rispetto della linea che ci siamo dati. 


Per il blogger invece il lettore non è un’entità eterea e astratta. Ha un nome e un cognome. E a Miki non interessa raggiungere tanti lettori. Gliene bastano pochi, fortemente interessati. Che commentino. E con i quali aprire una discussione. Perché per lui, e i blogger in generale lo scopo non è comunicare, ma capire, andare a fondo, sondare quel singolo lettore. E’ la dimensione sociale ad essere profondamente diversa. Generale e astratta l’una, profonda e intima l’altra. Ma il blogger poi resta solo, e sul suo sito è il dominus indiscusso. Accendo, scrivo e via. E se non ti piace quello che scrivo dimmelo pure, ma senza esagerare, altrimenti ti banno e vai fuori dai coglioni. Lui scrive, gli altri leggono. Nessun collega col quale confrontarsi, e chi se ne frega di apostrofi, virgole, preposizioni e altre menate del genere. Roba da giornalisti. Ai giornalisti piace scrivere. Ai blogger comunicare, e la scrittura non è che un mezzo, mai un fine. Per questo i blogger non li capisco. O forse sto cominciando a capirli soltanto adesso. 


Detto questo, lieto di quest’ospitata di Miki, venite a trovarci su facciunsalto.it. Noi parliamo di emozioni, sono sicuro che vi piacerà.
Ah... se qui commentate in tanti, vedrò che cosa si prova.
Hai visto mai che mi apro un blog pure io!

142 commenti:

  1. Il fantastico mondo dei blog!
    Saluti a presto

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    1. Bisogna capire *quanto* fantastico! :)

      Moz-

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  2. Ai bloggers non interessa il lettore?! Bah. Spero non si dedichi alla cronaca nera. Il colpevole lo troverebbe per ultimo anche se lo avesse davanti al naso.

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    1. Veramente ha detto il contrario: gli interessa così tanto da instaurarci un rapporto diretto.

      Moz-

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    2. A me non sembra. Quindi ne deduco che io sono la sua preferita per azzuffarsi. Buono a sapersi.

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    3. Naah, vai tranquilla :)

      Moz-

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    4. Infatti sono tranquillissima. Quando vuole, la prendo a calci negli stinchi.

      Signor giornalista, ci risparmi il suo blog. La trovo poco versatile. La versatilità e una caratteristica fondamentale, per un blogger.

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    5. Ahaha, sei sempre la solita :D

      Moz-

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    6. Lo so, lo so. Non volendo, dò sempre conferme, mio malgrado.

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    7. E' quello che facciamo un po' tutti ;)

      Moz-

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  3. Non direi proprio. Come dice Julia Roberts"la maggior parte della gente mi chocca a morte".

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    1. Forse la Roberts non si aspetta mai cose normali, chissà :)

      Moz-

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    2. Magari no, mentre si passa il filo interdentale in bagno. Tutt'al più che le parta una capsula.

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    3. O che si sfasci un ponte :p

      Moz-

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  4. Ha dato una bella definizione di Blogger direi

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    1. Anche secondo me non ci è andato lontano, per quel che riguarda la comunicazione e il suo valore.
      Su altre cose son meno d'accordo, poi dirò la mia^^

      Moz-

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  5. Al Blogger capita anche di finirci a letto, col proprio lettore. Sempre per la questione del profondo. Perché pare proprio di capirsi tra Bloggers ma in fondo non è altro che un mondo molto labile tra realtà e finzione. Il giornalista lo fa per passione, il Blogger solo per se stesso. Ma sono troppo scottata per poter dare una risposta soddisfacente e obiettiva, mi perdoni sign Moz!

    -R.F.

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    1. Ha usato il profilattico, almeno?

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    2. R.F. non preoccuparti, posso comprendere. Che, comunque, anche io ho dei sassolini nello stivale da togliermi. Perché è un mondo che amo, ma che a volte non capisco.

      Silver, stavolta devo dire che mi hai fatto ridere :)

      Moz-

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  6. Signor giornalista - che non fa il giornalista, le dico solo che si è fatto fuggire un pezzo da novanta della blogosfera, e questo non lo asserisco per piaggeria nei confronti di Miki e né per fare effetto con una frase come questa, ma è uno dei tanti - tra i pochi - che sa quel che dice ma che non lo esprime come lo scriverebbe chiunque. ;)

    Qual è la differenza tra un blogger e un giornalista? La prima, sostanziale, è che il giornalista ha una retribuzione in danari oltreché d’apprezzamento del proprio articolo, mentre il blogger ci mette anima, corpo e tempo, senza che questo venga rimunerato.

    Un’altra sfumatura che lei mi fa notare più di chiunque altro, è una sottile megalomania del giornalista che è insita nella vostra professione come una sorta di requisito minimo, ovvero di arrivare a chiunque con i vostri pezzi senza però conoscere alcuno. Il contatto che noi blogger vogliamo instaurare, seppur virtuale, è più concreto rispetto a quello di voi giornalisti che gettate, spesso, pagine pregne d’inchiostro - e sovente non di contenuti - alla folla affamata di cellulosa. Lungi da me far di tutt’erba un fascio.

    Lei dice di non comprendere noi blogger che trasformiamo il nostro spazio in un diario virtuale, in una stanzetta non reale o in uno scaffale che non entra nella nostra cameretta… be’, tutto ciò è senz’altro più romantico che salire in macchina con l’operatore o col taccuino in pugno e sfrecciare su strade o autostrade prima che il cadavere si freddi, e soprattutto prima che qualcun altro la anticipi; pensi, io invece non riesco a comprendere questo di atteggiamento. Forse che i giornalisti siano dei mancati blogger mossi però più da un arrivismo professionale e prosciugati di quel sentimento di scrittura? Eh già, noi blogger siamo più sentimentali, degli “scrittori soli”, quelli che non hanno bisogno del consenso unanime, dell’elogio editoriale e nemmeno di vedere su carta stampata un proprio articolo che figuri su un giornale di tutto rispetto; a noi blogger bastiamo noi stessi ed è per questo che viviamo nella blogosfera.

    Ci riempie di felicità che si stia adoperando per decriptare il nostro comportamento alieno che ci limita così tanto rispetto a voi giornalisti, ma sa, come lei ha ben dedotto, abbiamo bisogno di comunicare, e non di inviare un messaggio che non tornerà mai indietro col nome del destinatario che di colpo, pensi, diventa mittente. ;)

    Ispy 2.0

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    1. Ahaha, innanzitutto grazie per le belle parole, ci tengo però a dire che se non ho più collaborato con Massimiliano non è certo per colpa sua, ma per altri motivi ;)
      Dunque, io vedo nelle pur dure parole di Massimiliano alcune verità, che possono anche far male. Di certo è vero che noi badiamo alla comunicazione (è dopotutto, ciò che ci interessa: uno scambio, una interazione). Non è vero che -parlo per me, e sicuramente anche per te- non badiamo alla grammatica o alla forma corretta, anzi.
      Per come la vedo io, un blog è una cosa seria e l'itaGliano va trattato come si deve :)
      Forse le due figure sono uno l'evoluzione dell'altra, senza intravedere in queste una "fase 1" e "fase 2". Potrebbero completarsi, con naturalezza, a vicenda.
      E lo credo proprio perché nel giro di pochi giorni sono finito in due redazioni di magazine, dove i miei articoli verranno letti ma non saprò mai da chi, come qui nel blog.

      Moz-

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  7. Vedo che Mr. Maccaus è un'ottima penna, anche se mi è parso di aver inteso qua e la qualche lieve pregiudizio verso il blogging. Ma come si fa a non capire ca pe' nuje blogger, 'e Blog so' piezz'e core...

    ^_^

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    1. Diciamo che lui è entrato di colpo in questo mondo e adesso, poco a poco, sta imparando a conoscerlo (a conoscerci?), mutando la sua idea iniziale^^

      Moz-

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  8. Insomma... Io non sono propriamente in linea con Mr. Massimiliano, ovvero a me risulta che la maggior parte dei blogger abbiano parecchio a cuore i numeri, meno interesse desta la qualità di ciò che si propone.
    A livello strutturale sono invece d'accordo sulla sostanziale differenza tra giornalismo e blogging.
    Credo anche che un buon blogger non dovrebbe mai avere la presunzione di pensarsi "solo" e quindi signore indiscusso (se non nelle decisioni su stile, temi e via così) ma pensarsi fortemente come persona che può instaurare un dialogo con altre, interessate a quello che propone. Comunicazione e confronto, entrambe le cose. E bannare è proprio la cosa peggiore che si possa fare (a meno di episodi ingestibili), perché è censura: io possibilmente non la pratico.
    Diciamo che lo spazio del blogger rispetto a quello di un giornalista è forse più libero, ma oltre davvero non andrei.
    Concordo con te Moz sulla questione del curare l'italiano, cosa che dovrebbe preoccupare tutti quelli che lo parlano per altro.

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    1. Infatti, Glò, diciamo che un blogger, nel suo piccolissimo, è come fosse il direttore editoriale di se stesso. Non ha nessuno che gli dia delle dritte, che gli dica cosa può andare bene e cosa no. Nessuno -come dice Massimiliano- con cui confrontarsi sul piano prettamente professionale.
      Forse questa è una delle grandi differenze, oltre alla comunicazione in sé, che per me è solo una sorta di deviazione e potenziamento^^

      Moz-

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  9. Non c'è nulla da capire, Mr. Massimiliano Maccaus.

    C'è solo da vivere e condividere.

    10 anni fa i blogger non c'erano ancora, oggi non ci sono quasi più giornalisti e tutti o quasi sono, possono essere, blogger.

    È il web, è la comunicazione digitale che unisce e divide, è una rivoluzione continua. Da sempre conoscere il proprio lettore è il sogno di tutti: editori e giornalisti ieri, blogger oggi.

    Ai blogger il merito di avere creato un dialogo diretto con i propri lettori e spazi di confronto impensabili sui giornali, troppo compresi nel proprio ruolo di informazione e purtroppo di giudizio, almeno in Italia.

    Io, giornalista professionista che per tanto anni ho vissuto di questo lavoro, mi sono impegnata a trasformarmi in blogger. Per amore della comunicazione e della condivisione. So che è un impegno con pochi riconoscimenti economici, capace di dare altre soddisfazioni.

    Quali? Conoscere, chiacchierare, seguire e scherzare con un eterno dodicenne come Moz, per esempio! Le emozioni mi piacciono molto...

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    1. Gloria, aspettavo il tuo commento!!
      Tu che sei giornalista e anche blogger, hai già intrapreso questo percorso di completamento, diciamo. E' vero, il blogging (ma quale? di certo dev'essere almeno di medio livello!) è comunicazione 2.0
      I giornali, gli articoli... nessuno li tocca, anzi. Sono per me sacrosanti. Ma un blog ti fa arrivare DAVVERO a comunicare, uno scambio reciproco^^

      Moz-

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    2. Sono d'accordo, Moz :) E aggiungo che tu sei per me il blogger più 3.0 che conosco! Dichiarazione che giustifico con: 1. scrivi in italiano corretto 2. hai umanità e capacità di compartecipazione speciali, riconosciute da tutti! A me insegni molto e dato che sono un eterno studente...

      È vero che uno dei limiti del blogger è la solitudine, quoto anche io Ferruccio. Ho provato a fare un blog condiviso e mi sono arresa al fatto che al massimo è possibile ospitare perché... siamo ancora incapaci di condividere!

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    3. Gloria, ti ringrazio per le tue belle parole. Di cuore.
      Sulla condivisione, io penso che spesso il blogging è un mondo con le proprie regole (non scritte), purtroppo alcune sono davvero brutte (io stesso, che amo questo mondo, sono diventato molto critico a riguardo... ma ne parlerò presto).

      Moz-

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  10. Il blogger è invece il più delle volte animale solitario
    quoto

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    1. Vero, lo è perché ricopre tutti i ruoli di una redazione.
      In quel senso lo è, ma io non mi sento animale solitario, nel mio modo di fare blogging... :)

      Moz-

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  11. Buongiorno Mr. Maccaus (sarà mica diventato un nick name?)!
    Secondo ciò che ho letto io sarei l'utente finale di questo suo prodotto! Lei, in pratica ha scritto e condiviso con la sua redazione, ha studiato, ricercato e si è basato sulle statistiche prima di condividere con nooi questo suo pezzo!
    Perché se così non è vuol dire che ha scritto un vero e proprio "post da blogger". Se vuole komincio a skrivere 1un pò strano kosì da regalarle tt il pakketto! XD
    No, no per carità!
    Aspetto di leggerne di nuove, di Sue buone nuove.
    Sai mai non le venga in mente di aprire un bog tutto suo!

    Moz, ottima ospitata!
    Ma la prossima volta prendilo meno bacchettone! :D
    Scherzo, scherzo! ;)

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    1. Ciao Miu!
      Guarda, mi è piaciuto molto il "percorso" all'interno stesso dell'articolo. E' vero che in parte Massimiliano parla di me (in base al contatto avuto) ma poi fornisce la sua visione in generale... che, come possiamo vedere, è disposto a cambiare (anzi, sta già cambiando).
      Forse era un mondo a lui completamente estraneo, chissà se adesso magari potrà appassionarlo un poco^^

      Moz-

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    2. Io spero davvero non sia stato questo il suo primo (e unico) contatto con il mondo dei blogger perché qualche dubbio sulla sua professione in caso contrario nascerebbe spontaneo!
      Il fatto è che siamo diretti nel 2015 con ottime prospettive e Google Glass, il multitasking ce lo mangiamo a colazione mentre appunto ci informiamo sul mondo, quindi se il tuo mestiere si basa proprio su questo, ritengo sia riduttivo (per te stesso e per noi) scrivere un articolo come se il mondo-dei-blogger fosse nato da tre mesi e ti ci stai avvicinando ora.
      "Il mondo va veloce e tu vai indietro" diceva Tiziano! XD

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    3. Non credo che non conoscesse questo mondo, penso più che altro che non lo capisse a fondo fino a che si è imbattuto in modo diretto -per mestiere- in alcuni bloggers, forse me compreso.
      La penso come te, comunque. Solo in Italia il blogging è ancora una cosa aliena, altrove può diventare un vero e proprio lavoro :)

      Moz-

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  12. Ahah!
    Mi è piaciuto molto perché è stato perfettamente sincero ed effettivamente ha ragione!
    Ma anche lo scopo di natura prima è totalmente diverso: il giornalista scrive per trasmettere agli altri una conoscenza, il blogger parla di ciò che gli interessa con l'intenzione e la speranza di trovare qualcuno interessato tanto quanto a quello stesso argomento! :D
    Siamo animali sociali differenti!!

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    1. Verissimo!
      Ciò non toglie, però, che un blogger deve scrivere bene, a mio avviso. Non è un obbligo, dopotutto è come un diario personale... però da queste cose, forse, si inizia a vedere chi lo fa in modo più "serio" e chi no.

      Moz-

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    2. Chi vuole essere seguito su larga scala non fa attenzione solo alla scrittura ma anche a tutto l'organismo grafico e l'organizzazione di post che vi è attorno e in cui è immersa la vita del blog, un blog che vuol essere 'serio' lo intercetti già appena ci entri! :D

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    3. Sì, sono d'accordissimo. :)

      Moz-

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    4. E' importante non solo scrivere in un italiano decente, ma anche rileggere quello che si è scritto prima di pubblicarlo (o almeno subito dopo). Ho la vaga sensazione che non tutti lo facciano ^^

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    5. Hai raGGione, Ivano!!! :D

      Moz-

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  13. Ma come non gli piace confrontarsi con colleghi? Altroche'! Nel web non si fa altro. Che confrontarsi tra colleghi e non; comunicare, condividere e cercare di farlo raggiungendo piu' persone possibili. Anche passando da una "casa" all'altra. Certo, lo facciamo gratis e senza rendiconto personale. Solo per la passione visto che ci scappata da scrivere. Riveda il suo giudizio mister Maccaus!! Ma forse il suo stuzzicarci serve proprio a quello scopo. Buona giornata Moz! ( ho riscritto il commento visto che in metro non mi era venuto molto bene e magari mr Maccaus ci da pure dei superficiali ahahah).

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    1. Non preoccuparti, ho eliminato il precedente (censura? ahaha^^)
      Mariella, sono d'accordo con te, ma credo che Massimiliano intendesse un confronto sul piano professionale, di redazione. In quel senso ha ragione, noi blogger siamo padrone e sotto, sempre. Non c'è una gerarchia, comandiamo, scriviamo, scegliamo, modifichiamo.
      Buona giornata a te, Mari^^

      Moz-

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  14. Io invece fatico proprio a entrare nell'ottica "giornalismo" per quel poco che ho avuto a che fare con quel mondo, non capivo il dover scrivere di notizie insulse o il dover seguire delle linee guida folli (dovevo parlare di cinema e dovevo parlarne sempre bene, anche dei film più beceri, persino dei cinepanettoni) il tutto per un compenso che non mi permetteva neanche di pagarmi i biglietti per il cinema (per vedere davvero quei film di cui dovevo parlare bene)...
    Però, chissà, forse rimango sempre una giornalista mancata...

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    1. Ecco, un'altra faccia del giornalismo.
      Spero che mai nessuno mi obblighi a certe questioni, come avere linee guida folli, nella vita. Che brutta cosa...

      Moz-

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  15. Non sono molto d'accordo. Intanto non si può fare un paragone fra blogging e giornalismo, perché sono due cose diverse.

    Il blogger ama comunicare, poi, altrimenti non scriverebbe in pubblico come fa, ma su un diario vero di carta.

    Tu, giornalista, fai parte di una testata, quindi di un prodotto commerciale, cosa che il blogging non è. Noi non vendiamo niente, voi giornalisti vendete informazioni.

    Altra cosa sbagliata è che il blogger nel suo blog sia dominus indiscusso: mi dispiace, ma è nel giornalismo che è così: quando leggo un articolo su un giornale, non posso commentarlo, non posso dire la mia né mettere in discussione ciò che leggo, a differenza di quanto avviene nei blog. E anche nelle testate giornalistiche c'è la censura e ben più forte che nei blog. Io in 4 anni raramente non ho accettato un commento, e solo se erano insulti o spam.

    Poi ti contraddici, perché scrivi "Perché per lui, e i blogger in generale lo scopo non è comunicare" e più sotto "Ai giornalisti piace scrivere. Ai blogger comunicare,". Insomma, deciditi: quale delle due?

    Riguardo alla grammatica, dipende: su molti blogger hai ragione, ma quando sento molti giornalisti televisivi che dicono "utènsili" o fanno altri strafalcioni, sbagliando sempre gli accenti delle parole con la scusa della provenienza regionale, mi sale la bile.

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    1. Dani, ciao!
      La vedo come te sugli articoli a senso unico delle testate giornalistiche, dove il lettore può solo passivamente leggere e nient'altro.
      Ma credo che Massimiliano, col dominus indiscusso, intendesse un'altra cosa, ossia che un blogger è TUTTO all'interno del suo spazio. E' redazione di se stesso e ne ricopre tutti i ruoli (persino impaginatore e grafico, talvolta)^^

      Moz-

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  16. Ciao Miki, mi spiace ma quello che hai ospitato non è un vero giornalista.

    Un giornalista dev'essere sempre obiettivo.
    Un giornalista non deve MAI esprimere la sua opinione o far capire ai lettori come la pensa,
    Un giornalista deve riportare la notizia ESATTAMENTE com'è, non può scrivere in funzione dei lettori.
    Un giornalista non comunica, non trasmette, non glie ne deve fregare niente di avere o non avere un rapporto coi lettori, la sua scrittura non può essere influenzata da queste cose, dev'essere un puntuale resoconto della realtà!

    Un giornalista NON è uno scrittore, NON è un artista, nètanto meno è un venditore che pensa al numero di lettori da raggiungere, eccheccavolo!
    Lo so che oggi anche uno come Enrico Mentana, che dice sempre come la pensa, viene considerato un giornalista, ma il giornalismo vero è un'altra cosa.

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    1. Beh, Attilio... tecnicamente hai ragione.
      Io non so cosa credere: preferisco un cronista o un giornalista?
      Un giornalista è comunque una persona con la sua propria idea. Forse bisognerebbe trovare un compromesso interno, tra cronaca di fatto e idea personale.

      Moz-

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  17. A me il post è piaciuto molto e non mi sento di muovere nessuna critica verso il giornalista.
    Semplicemente per il fatto che ha solo espresso una opinione su di una categoria di scrittori che dice personalmente di non comprendere, non penso fosse una forma di pregiudizio nei nostri confronti. O almeno, io così l'ho presa, leggendo stanotte il post.

    Comunque la differenza tra noi Blogger ed i giornalisti è sicuramente evidente: scriviamo per fini differenti e questo influenza anche lo stile.
    Non è detto che un Blogger molto capace sia in grado di diventare, poi, un bravo giornalista. Io, ad esempio, non ci riuscirei.
    Sarei troppo poco obiettiva; troppo ferma sulle mie convinzioni per buttar giù un articolo pulito.
    Inoltre CREDO che i giornalisti siano spinti dalla voglia di informare, di portare alla luce fatti che facciano lavorare la coscienza e quindi è fondamentale riscuotere interesse tra più lettori.
    Il Blogger è molto più fine a sé stesso: scrive perché non potrebbe tirar fuori quello che sente in un modo migliore che non ticchettando sulla tastiera di un PC. E se nessuno lo legge, poco male. E' solo la voglia di liberarsi attraverso una delle forme artistiche a mio avviso migliori del mondo.

    Poi diciamocelo, i giornalisti hanno scadenze, argomenti da ricercare, ecc. Il Blogger può iniziare un post parlando di amore ed elaborare pensieri fino a concludere lo stesso parlando della Seconda Guerra Mondiale.
    Questo è bellissimo. Io non vorrei mai usare l'amore per la scrittura per qualcosa di così schematico.
    Ecco la differenza tra giornalista e blogger, secondo me.


    Non so se ho scritto cose sensate ma vado di fretta quindi semmai perdonami.
    Volevo farti notare (non so se è un problema esclusivamente mio o se te lo avevano già segnalato) che ultimamente quando dal mio blog clicco al link per arrivare al tuo, invece che portarmi il tuo nuovo post mi dice che i contenuti che sto cercando non sono più disponibili. Se clicco su Home Page, però, il post compare tranquillamente.
    Non so se mi sono spiegata xD
    In ogni caso, buona giornata :)

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    1. Paola, anche io ho apprezzato la sincerità di Mr. Maccaus (lo chiamiamo così, ormai?)^^
      Io credo che oggigiorno un bravo giornalista (o scrittore, o artista) debba avere un blog per confrontarsi coi lettori che, su testata giornalistica, sarebbero solo passivi. Anche io scrivo per dei magazine, oltre che sul blog, e davvero mi piacerebbe sapere cosa pensa la gente che raggiungo e che non ha idea di chi io sia. Ma appunto, parto avvantaggiato perché ho un blog.

      Moz-

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    2. P.s.:sì, ieri il blogroll ha dato problemi, che palle XD

      Moz-

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    3. Sarebbe interessante se Massimiliano (vedi come sono più elegante, io? XD) contro-ribattesse. Soprattutto ai commenti in disaccordo.
      Fallo scendere in piazza xD

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    4. L'ho contattato, ha detto che stasera dovrebbe riuscire a passare; intanto vi ha letti tutti :)

      Moz-

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  18. Non ho letto tutta la discussione ma sperdo di non scrivere doppioni.
    Secondo me la differenza tra un blogger e un giornalista è che:

    1) il blogger lo fa per la gloria (o per la voglia sfogarsi, ci sono tanti blog che sono seguiti pochissimo e vanno avanti da secoli) mentre il giornalista per denaro. Ergo il blogger ha un hobby, mentre il giornalista un lavoro;

    2) Il blogger può scrivere quel che gli pare (un tizio - idiota - mi ha fatto notare che non dovrei scrivere dei post che esulano dalla "mission" del mio blog. Gli ho risposto di farsi i cazzi suoi che la "mission" del mio blog la decido io e posso quindi scriverci sopra quel che mi pare e piace) mentre un giornalista deve seguire le direttive della redazione;

    3) Il blogger è libero di commentare e giudicare, il giornalista dovrebbe limitarsi a riportare fatti (questo nel mondo fantastico, visto che non c'è giornalista che anche nel pezzo di cronaca nero più comune non evita di far sapere la sua opinione o quella del direttore del giornale);

    4) Il blogger no ha impostazioni particolari tecniche da seguire (o meglio, qualcuno lo fa ma non è mandatorio) mentre il giornalista dovrebbe scrivere un articolo di giornale con tutti i crismi o al massimo un editoriale. Niente pezzi creativi ^^

    5) Il blogger non deve rendere conto a nessuno di quello che scrive (tranne rari casi) mentre il giornalista, se scrive boiate, rischia. Se io domani faccio un post pieno di inesattezze non mi succederà nulla (al massimo qualcuno dei miei lettori me lo farà notare) mentre se un giornalista fa lo stesso (dovrebbe) avere un sacco di grane) ^^

    In definitiva secondo me il blogger (tra cui me) scrivono il loro blog anche per coprire dei vuoti informativi e di discussione che i giornali tradizionali non riescono proprio a colmare. In più i blogger sono più liberi e spesso e volentieri più sinceri nelle loro opinioni ^^

    PS: Comunque se il blogger è signore e padrone nel suo feudo il giornalista lo è anche di più visto che spesso i commenti non ce li ha neppure ^^

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    1. Ciao Acalia, punto per punto hai ragione.
      Non ho altro da aggiungere, e quoto soprattutto che il blogging (fatto con una certa passione) colma davvero i vuoti, o spesso riporta altri punti di vista meno servili o allineati.
      Ma ora una domanda: se è vero che il giornalista lo fa per soldi (è un mestiere, dopotutto) chi ci dice che anche il blogging non possa diventare un lavoro remunerato?^^

      Moz-

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    2. Magari *__*
      Personalmente approvo la mozione :D

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  19. sono d'accordo con un tuo commentatore Attilio Nania...il vero giornalista non esprime alcun giudizio o peggio opinione, invece in questo ventennio, la notizia viene sempre filtrata attraverso metri personali, spesso faziosi ed anche in linea con il "padrone" del giornale e, per giunta, non puoi nenache mandarlo a cagare se scrive delle corbellerie belle e buone. in questo per esempio apprezzavo molto Concita De Gregorio, che permetteva quando era direttore dell' Unità, sotto i suoi editoriali che vi fosse un confronto con i lettori...se lui non conosce il mondo dei blog, considerando
    che la maggiorparte di grandi editorialisti scrivono spesso principalmente sul blog e poi su carta, ha problemi seri di comunicazione, cioè è antico. Spesso i blog sono stati fonti di ispirazioni di molti giornalisti, su carta stampata o per esempio al contrario, il blogger Zoro (Diego Bianchi) che invece conduce su Rai 3 Gazebo, portanto innovazione. Penso che il tuo giornalista, non ha compreso le potenzialità dei blog, che non sono solo diari personali, alcune volte, vedi Grillo, fanno anche alto.

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    1. *portando...sia mai che violento l'Italiano ;)

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    2. Ecco, vero: oggigiorno grandi giornalisti hanno un blog per un filo diretto coi propri lettori, e chi invece è nato come blogger oggi è anche giornalista o conduttore. Difatti credo che il blogging (ripeto: sempre di un certo livello) sia una sorta di continuazione comunicativa del giornalismo, che si affianca a questo.

      Moz-

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  20. A me l'articolo (?), a differenza di quello che leggo maggiormente, è piaciuto molto. Forse perché dieci anni fa avrei voluto fare la scuola di giornalismo e un po' di rammarico ancora ce l'ho. O forse perché Massimiliano, qui, è uscito dall'ottica prettamente giornalistica e ha indossato i panni dell'uomo qualunque (cit.) che esprime una propria opinione. Un'opinione soggettiva e di pancia e quindi, necessariamente, sbrodolata, sentimentale, se vogliamo arrabbiata e a tratti incoerente, ma sacrosanta.
    Io mi ci vedo in quello che dice. Io sono un cosum-attore, io sono il web 2.0, io vivo a pane e cultura convergente. E tutto ciò non ha nulla a che fare con le caratteristiche e le finalità del giornalismo.
    Certo scriviamo per farci leggere e per avere dei feedback (là numero di copie vendute, qui commenti e interazioni ricevute) ma scriviamo non per offrire un servizio - come fa la carta stampata, il nostro è differente - (almeno io) ma perché ci piace (almeno per me che ho un blog personale).

    Bravo Moz, tutto ciò è molto bello.

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    1. Grazie Mar, sono contento che l'articolo di Massimiliano vi abbia interessati.
      Come dissi qualche sera fa in radio, me lo auspicavo addirittura, e non mi sono sbagliato.
      La vedo come te, noi scriviamo perché ci piace e ne abbiamo romanticamente bisogno.
      Un bacione :)

      Moz-

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  21. Molto molto interessante questo post, Miki! Mi interessa da vicino, sono sincera!
    Concordo su molti punti, ma non ne approvo alcuni.
    Ad esempio secondo me non è vero che tra blogger non ci si confronti.
    Io mi confronto con tantissimi miei "colleghi", soprattutto nel campo travel.
    Su punteggiatura e co, invece, quanta verità! :D

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    1. Ecco, Manu: quello è un punto su cui, in parte, avrei da ridire anche io.
      Non ci confrontiamo con una redazione e un capo, facciamo di testa(ta) nostra. Ma tra bloggers il confronto c'è, anzi.

      Moz-

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    2. Sono d'accordo con Manuela :D Il confronto c'è nei blog! Anzi, spesso c'è così tanto confronto che in certi articoli si arriva quasi alla polemica :D specie nei blog più seguiti! Certo, forse manca l'auto-critica per quanto riguarda la scrittura in italiano corretto e in quel caso ci vorrebbe il correttore di bozze per certi blogger :D Per il resto, non sono d'accordo che il blogger scriva solo per assecondare il proprio io; a me pare di capire che molti blogger vivano proprio per i followers. Studiano le statistiche e progettano un vero e proprio piano editoriale per accattivarsi più lettori. Io personalmente scrivo un po' ciò che mi pare ma la mia serietà di blogger è discutibile. Credo esistano delle sub-categorie anche tra chi ha un blog. Chi scrive per esprimere qualcosa e non gli importa di chi legge, chi scrive per esprimersi e se il lettore gradisce tanto meglio, chi scrive per accattivarsi lettori e cerca di capire le dinamiche che interessano di più ai followers. Tra questi tre gruppi scorrono mari tra uno e l'altro :)
      Interessantissimo questo tema Moz :)

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    3. pienamente d'accordo con Vale!
      Conosco blogger che osservano meticolosamente le statistiche e scrivono per aumentare le visite, parliamo di SEO ovviamente. Io e Vale siamo più "romantiche", diciamo così. Di fare SEO ci importa poco! :D

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    4. Ciao Valentina, dunque... tocchi un punto fondamentale: diverse categorie di blogger. Io, ad esempio, in quale di queste mi colloco? Sicuramente ne ho attraversate diverse.
      Ora quel che più mi preme è l'interazione col mio pubblico, interazione diretta (e sempre più IN diretta: riproporrò anche la webradio).
      E' vero che anche io mi confronto con gli altri, in particolare con chi ha blog dello stesso mio stile (vedi Cervello Bacato).
      Sull'italiano, concordo con te XD

      Moz-

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  22. Il blogger è uno scrittore. E lo scrittore scrive innanzitutto per se stesso. Gli è indispensabile scrivere, così come respirare.
    Non finirò mai di ribadirlo. E un blog è il suo blocco di appunti 2.0.
    Poi arriva l'interazione, il commento, magari il blog di gruppo. Ma la partenza è comune, un'irrefrenabile voglia di tradurre in lettere i propri pensieri.
    Il giornalista che "non riesce a scrivere da solo" è parte di una macchina potente ma che non ha coscienza di sé. Non è uno scrittore.
    E' solo uno che respira. Ma senza farci poi troppo caso.

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    1. Franco, un commento duro il tuo, ma che in parte condivido.
      Io ho aperto il blog per scrivere, perché amo farlo, per non dimenticare degli episodi che voglio fissare.
      Esistono anche giornalisti così, più di cronisti.

      Moz-

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    2. Io perche' mi scappava di scrivere. Condivido Franco. Poi e' arrivato il resto.

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    3. Non volevo essere duro, ma concordo con parecchi che non ci sono andati per niente leggeri.. ci sono mille sfaccettature da prendere in considerazione, gettarla alla stregua de: giornalista vs. blogger non giova ad una serena esposizione delle svariate esigenze di entrambi. Certo è che, almeno per me, se domani mi offrono di fare il giornalista o di pubblicarmi un libro.. libro tutta la vita.. ;)

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    4. Mariella: sì, anche per me all'inizio è stato così. Ne avevo bisogno, e una amica blogger intercettò questo mio bisogno e mi spinse ad aprire un blog :)

      Franco: lo so, diciamo che è anche colpa del titolo che ho dato io all'articolo :p
      Io, tra le due ipotesi... sceglierei entrambe: amo scrivere di tutto XD

      Moz-

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    5. E se devi per forza scegliere? Questo è il gioco! ;)

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    6. E' difficilissimo, Frà.
      Forse propenderei per il libro.

      Moz-

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  23. Ciao Moz, passo a salutarti e scusarmi per l'assenza ma, a causa di alcuni gravi problemi, in questo periodo non mi è possibile dedicarmi al blog.
    Buona giornata a presto

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    1. Tranquilla, Antonella!!
      Torna presto, io sto qui! :)

      Moz-

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  24. Ciao Moz...
    cosa dire... a me piace scrivere, punto. Ti dirò di più mi piace scrivere a mano come una volta. Il blog l'ho aperto in un momento della mia vita in cui avevo voglia di comunicare e l'ho fatto.
    Per un periodo ho fatto anche il giornalista per un piccolo "mensile" che trattava argomenti "portuali"... poi sono passato come si dice on line :-)

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    1. Ernie, la vedo come te. Anche io scrivo, e di continuo. Anche ancora a penna. Invento di tutto, anche i giochi. Non posso farne a meno. Il blog mi serve per fissare alcune di queste cose, e se posso condividerle con gli altri tanto meglio :)

      Moz-

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  25. E' il taglio dell'articolo che ispira ostilità e ostentata distanza e un volutamente malcelato senso di superiorità, con quei "non capisco" che significano non apprezzo, non approvo...un po' aprioristici.
    Uno scritto che trasmette tutto meno che comunicazione, confronto...insomma forse è bene se l'autore non fa il giornalista, la frase" Ho un lavoro vero che mi dà da vivere" la dice lunga.
    Saluti
    Fata C

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    1. Non so che dire, non è compito mio replicare e anzi, se Massimiliano vorrà, potrà farlo quando e come vuole.
      Posso solo dire che ho apprezzato questo suo "cammino" tra il non comprendere e il cercare, quantomeno, di farlo :)

      Moz-

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  26. Forse Mr Maccaus non capirà i blogger, ma io di certo non ho ben capito il suo post. Insomma, prima scrive di non capirli e poi fa uno sforzo nel paragonare il suo lavoro ad un hobby. Non è come confrontare la Nutella con il risotto della nonna? Parla dei blogger come se fosse uno di loro (cosa piace, cosa non piace, cosa scrive, perchè scrive, il lettore ecc..) e poi dice di non capirli. E' arrogante pur scrivendo in maniera gentile? Ora passo per il suo sito perchè questo suo articolo mi ha lasciato un po così, perplessa.

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    1. Diciamo che compie una sorta di percorso dal non capirli a tentare di farlo, tutto in base all'unica nostra divinità possibile: la comunicazione^^

      Moz-

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  27. Non sarei così assoluto nell'affermare che il blogger scrive per sè. Anzi, non sono nemmeno convinto che esista davvero uno scrittore che non ha in mente alcun pubblico. Lo scrivere spesso prevede una polarità, un impulso narcisistico verso sè stessi e un impulso all'apertura e alla condivisione verso l'esterno... credo comunque che il signor Maccaus generalizzi un po' troppo. Noi in un certo senso ci puntiamo ad avere un ampio pubblico, magari non subito, magari fra mille anni, però non ci dispiacerebbe. Perlomeno ci speriamo. Si vede che in noi prevale il narcisismo :) Rudi

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    1. Ciao Rudi, è vero chi dice che nessuno, in fondo, scrive per sé.
      Diciamo che ci fa piacere essere letti, anche solo da una persona.
      Io, oggi, non potrei forse più fare a meno dei vostri commenti. Amo l'interazione con voi... Ma io sono un narciso di primo livello, difatti XD

      Moz-

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  28. Beh, certo, il blog non frutta denaro, ma , da che vivo, è la più grande espressione di libertà che abbia conosciuto.
    Usando un linguaggio discreto, si può dire tutto ciò che pensiamo, senza bisogno del benestare di un caporedattore.
    Avere molti followers non è mai stato il mio obiettivo, che è quello di discutere vari argomenti senza mai cercare di sopraffarsi.
    Mi piace Moz perchè rispetta sempre queste regole.
    Cristiana

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    1. Beh, sono le regole del blogging civile. Difatti, facci caso, io seguo bloggers (te compresa) che hanno quel diktat.
      Il blogging come libertà? Concordo in pieno :)

      Moz-

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  29. Ciao fratellastro,
    ho letto con interesse quello che ha scritto Massimo.
    Non so cosa spinga un giornalista a scrive, credo che dipenda anche dal tipo di giornalista, dal suo modo di vedere le cose e da ciò che vuole essere e fare.
    Però so cosa spinge me a scrive sul blog, cioè quello che spinge anche te e una parte di noi che, come i giornalisti, ci dividiamo in categorie. Alcuni lo fanno nella speranza di raggiungere il successo, altri per soldi, altri per il puro spirito di condivisione, altri ancora per se stessi, per distrarsi, per passare il tempo o semplicemente per esserci.
    ciauz bacius

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    1. Ciao sorellastra :)
      E' vero, come dicevo più sopra, ci sono diverse categorie di bloggers. C'è poco da fare, è così.
      Quella che non riesco a capire, tra tutte, è la categoria del blogger che parla di blogging (trucchi, SEO, posizionamenti ecc) ma poi non blogga un cazzo di concreto e non ha interazioni XD

      Moz-

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    2. non lo capisco nemmeno io... -.-'

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    3. Evidentemente lì è o un lavoro o un esercizio di stile :)

      Moz-

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  30. Mi soffermo su un aspetto. Dici che una differenza grossa è che il blogger è solo nel momento in cui decide cosa scrivere e come andare avanti, mentre a te piace essere con altri, confrontarti e scegliere. In effetti manca quando sei blogger questo aspetto, sei tu e non sai se quel che stai per pubblicare piacerà o meno. Ed è anche bello così, ti dirò. Ho la fortuna, da non molto, di scrivere per una rivista cartacea (che è anche online, cercate Passmagazine se vi va) e il momento in cui ci troviamo tutti per discutere di cosa parlare è davvero stimolante e divertente, ma manca quel brivido di curiosità che poi può darti forse più soddisfazione se va bene.
    Per il resto comunque, arrivando al lettore finale, cambia che per il blogger c'è interazione, come dici, e confronto e si discute, mentre per il giornalista solitamente no. Però c'è più diffusione! Ed è bello sapere che c'è gente che associa il tuo nome a un certo stile, e che magari saprà cosa andrà a trovare. Come succede coi blog, ma più in grande. Adoro i numeri io, adoro le statistiche, adoro farmi leggere. Perdonate l'egocentrismo ma non posso farci nulla :D

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    1. W l'egocentrismo, invece! :)
      Guarda, sono d'accordissimo con te, e oggi più che mai posso dire che blogging e giornalismo sono due mondi che possono convivere in un'unica entità. Uno completa l'altro, la comunicazione si fa interattiva e poi torna classica per rifarsi interattiva. E' il nuovo millennio.

      Moz-

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  31. Bravo Moz, facciamo vedere ai nostri "colleghi di penna" quanto noi blogger tutti, da Predoi a Pachino, e da Otranto a Bardonecchia, non siamo solo dei captcha polari, ma sappiamo essere anche caldi, umani ed emozionali. Insomma, anche noi abbiamo un cuore... un fegato... una milza... un pancreas, e perché no? Anche un cervello...

    ^_^

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    1. Vero, vero!
      Anzi, azzardo a dire che forse spesso... abbiamo più organi noi (che "subiamo" interazioni dirette) rispetto ad altri :)

      Moz-

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    2. Giusto! Che poi io c'ho pure la chitarra. Però non uso la "penna". Me la devo far prestare da Maccaus... :-)

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    3. Lasciatelo cantare con la chitarra in mano?? :D

      Moz-

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  32. I blogger partono da soli ma questo non vuol dire che lo restano! :p

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  33. Il blogger è libero, al massimo risponde a se stesso.
    Il giornalista non lo è quasi mai.

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    1. Sulla libertà concordo.
      Il blogging è la massima espressione di scrittura libera. E non è un caso che sempre più blogger stiano diventando famosi^^

      Moz-

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  34. Conosco il mondo del giornalismo, ci sono anche stato dentro per un pò. Affascinante, sempre in movimento, quanto però anche "costipato" dalla presenza di troppe "false penne", o comunque gente che non sa fare il mestiere assolutamente, o non meglio di altri cui, invece, non daranno mai spazio. Il nepotismo del resto impera, basta vedere i nomi nei TG, alla fine... tutti "noti", chissà come mai. Ma mi sa che ho abbastanza divagato... ^^
    Detto questo, bell'articolo ;)

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    1. Mau, contento che tu abbia apprezzato questo guestpost.
      E' vero che il mondo del giornalismo è come lo descrivi, ma io penso sempre che se ci sono delle genialità, queste prima o poi esplodono :)

      Moz-

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  35. "Roba da giornalisti. Ai giornalisti piace scrivere. Ai blogger comunicare, e la scrittura non è che un mezzo, mai un fine."
    Vai a dirlo a giornalisti come Daria Bignardi o come lo sono stati Indro Montanelli o Oriana Fallaci, vedi cosa ti rispondono.
    Giornalismo e blogging sono due mondi diversi, è inutile metterli sullo stesso piano: la sola cosa che hanno in comune è la voglia di comunicare.

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    1. Amo la Bignardi da sempre, sai?^^
      Comunque, secondo me, non sono proprio due mondi diversi, ma due mondi che si intrecciano. La comunicazione è tutto, per entrambi, e diventa ancora più attiva in certi casi^^

      Moz-

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  36. I giornalisti non comunicano ma scrivono e basta? Mi scusi signor giornalista ma dal basso dei miei quasi 18 anni penso che lei abbia sparato una grossa cazzata. Indro Montanelli, Enzo Biagi, Dacia Maraini, Pier Paolo Pasolini, Luigi Pirandello, Emilio Gadda (e potrei citarne tanti altri, e se qualcuno obietta che sono degli scrittori si blocchi subito perchè erano anche giornalisti) non si sono solo limitati al ruolo di scribacchini, sono stati anche dei grandi comunicatori (non so se ha letto Todo Modo di Pirandello se non l'ha fatto la invito a farlo). Non sempre un blogger scrive per comunicare o per avere un "rapporto" privilegiato con il lettore, ci sono blogger che scrivono delle minchiate improponibili e altri che invece meritano di essere letti e seguiti.
    Come vede è un mondo estremamente variegato, non c'è mai niente di assoluto!
    Ciao Mozz :-)
    Miaoooooooooo

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    1. Vero, è un mondo per fortuna variegato, quello del blogging. Esattamente come quello del giornalismo, dove ci sono tante categorie diverse... :)

      Moz-

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  37. "Nessun collega col quale confrontarsi, e chi se ne frega di apostrofi, virgole, preposizioni e altre menate del genere."

    Uh, che brutta questa.
    Fare di tutta l'erba un fascio e pensare che non esistano blogger che tengono alla forma, alla grammatica, alla sintassi e che si flagellano per ogni errore provocato dalla fretta. E non tanto perché il web è pieno di gente che magari non è interessata a quello che scrivi ma gode un sacco quando becca lo sbaglio per riuscire a sfogare un po' d'ira repressa (che si sa che la rete è la casa dei frustrati) ma proprio perché esistono blogger a cui piace offrire qualcosa di valido sia nei contenuti che nello stile.
    Quanto ai colleghi, oh se ci confrontiamo!
    Proprio grazie al blogging ho conosciuto un sacco di persone che mi hanno aperto mondi e posto sfide anche abbastanza ardue, che magari da sola non avrei nemmeno mai pensato di affrontare. Inoltre, con alcuni di loro mensilmente si organizzano celebrazioni "a tema" come se fossimo una piccola, strampalata redazione ^__*

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    1. E' da ieri che ho letto il post.
      Ma non ho commentato perchè ho voluto pensare ad un bel commento da dare.
      Penso che la cara Babol abbia espresso al meglio il concetto di quello che siamo :D

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    2. Babol, anche io cerco sempre, nel mio piccolo, di offrire qualcosa di qualità ai miei lettori. Penso siamo in molti a ragionare così.
      E' vero poi che ci sono modi per confrontarsi e collaborare^^

      Marco: vero :)

      Moz-

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  38. Ma non è vero che noi scriviamo da soli, noi scriviamo con tutto il mondo che abbiamo intorno e noi scriviamo perché qualcuno ci legga. Il blogger non è un essere solitario, se avessi voluto essere solitaria avrei scritto diari, e di quelli non ne ho proprio mai scritto. Io scrivo, sì per me stessa, ma anche per venir letta e per confrontarmi. I blogger e i giornalisti non sono affatto tanto diversi, anzi ;D

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    1. Anche secondo me sono l'evoluzione continua gli uni degli altri.
      E' che semplicemente un blogger non ha una redazione dove operare, con cui confrontarsi, per cui lavorare e seguire le linee guida. Noi blogger siamo la redazione totale di noi stessi^^

      Moz-

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  39. Ho un blog da tre anni e ho fatto anche la giornalista. Ci ho messo ben poco a capire che quello non era il mio lavoro. Anche se ora dirigo una piccola rivista locale so di non avere la stoffa del giornalista (un conto è dirigere i lavori, un conto è fare l'inviato...). Bloggare è decisamente la mia dimensione preferita per fare informazione: a modo mio, senza filtri e senza altrui censure.

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    1. E poi contiamo anche la linea diretta coi nostri lettori.
      Però il giornalismo, se fatto in un certo modo, è davvero figo e potente.
      Ma alla fine lo si può attuare anche da blogger, chissà :D

      Moz-

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  40. Sapete una cosa carina che offre una bella chiave di lettura? Il nostro giornalista forse 'sto post e relativi interventi manco li ha letti, o comunque non si è degnato di una sola interazione. Il nostro giornalista comunica ma non replica. Il nostro giornalista propaga ma non recepisce. Il nostro giornalista emana ma non dialoga. Forse questa la differenza tra giornalismo e blogging? ;)

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    1. In linea di massima, anche se come vedi poi Massimiliano ha risposto, la differenza principale è quella. Il giornalista non si confronta col suo pubblico, non apre un dialogo con questo, perché non è nel suo interesse, probabilmente.
      Intendo, ovviamente, la figura di un giornalista standard :)

      Moz-

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    2. Quanto sei cattivo e malpensante, Franco xD

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    3. Ahaha, povero Franchino... (ma noi lo sappiamo che il vero Franco, quello buono, è ancora bloccato a Cipro!)

      Moz-

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  41. Cari ragazzi, vi ringrazio per l'attenzione riservata al mio breve post, e devo dire che davvero non me l'aspettavo. No, non è vero che propago ma non recepisco. Anzi, mi dispiace di non aver avuto il tempo di intervenire. E' che sono per me giornate molto convulse perché siamo impegnati con questo:http://goo.gl/NIV5tK (e scusate lo stacchetto pubblicitario). Tutto qui. Ho scorso rapidamente i vostri commenti. Ringrazio chi ha apprezzato quanto ho scritto, e ancor più chi non l'ha fatto, contribuendo al dialogo che ne è scaturito. Voglio chiarire: non c'è in me alcuna acredine nei confronti del mondo del blogging, solo un desiderio di capire, e devo dire che grazie a voi ho aggiustato il tiro di qualche pregiudizio che s'era introdotto nella mia mente. Voglio chiarire: i giornalisti, o presunti tali, sono persone in carne ed ossa, con propri pensieri, proprie ambizioni e soprattutto proprie paure e proprie famiglie da sfamare e status quo da mantenere. Il blogging è libera rappresentazione su bit di pensieri liberi, il suo paradigma, la sua cifra, la sua chiave di lettura credo sia proprio la libertà. Ma non è vero che il giornalismo sia rappresentazione asfittica di fatti nudi e crudi. Semplicemente perché non esistono interpretazioni autentiche della realtà. Posso titolare "Miki ha bevuto un bicchiere d'acqua mezzo pieno", come "Miki ha bevuto un bicchiere d'acqua mezzo vuoto", senza che per questo cambi la quantità d'acqua ingurgitata da Miki. Ma vedete da voi differenza, tra rappresentare un bicchiere mezzo pieno, e rappresentarlo mezzo vuoto. Come vuole che si descriva un fatto come questo? Qualcosa del tipo "Miki ha bevuto 125ml d'acqua, contenuti in un bicchiere da 250ml"? Nessuno lo fa, e davvero sarebbe svilente. Persino le agenzie di stampa, nel battere i loro lanci, non forniscono che interpretazioni della realtà. Non è politica, è che non possiamo privarci del colore dei nostri occhi. Ma poi, detto questo, sia chiaro: io sono un giornalista, ma non lo faccio di mestiere. Vivo di altro. Forse non ho avuto abbastanza passione, o fortuna, o raccomandazioni, o talento. La cosa oggigiorno non m'importa più. Perché in fondo amo scrivere, e un canale di sfogo me lo son creato, pieno di bella gente con la quale abbiamo iniziato un'avventura che adesso si può chiamare una vera redazione virtuale. Di questa professione ho preso il meglio, collocandola peraltro nel territorio poco battuto della scrittura emozionale, senza pertanto occuparci di cronaca, di politica, di attualità. Di giornalismo resta ben poco. Su facciunsalto non diamo notizie, difatti, ma interpretazioni personalissime della realtà. Vi ringrazio di cuore, bellissima esperienza questo guest post.

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    1. Bellissimo il confronto che n'è venuto fuori! u_u

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    2. Oddio, se riduciamo il giornalista ad uno con famiglia e status quo da mantenere sviliamo si. Ma come giustamente osservi, offriamo interpretazioni, ed è sulla scorta di quelle che vive il blogger, e che comunichi senza scrivere, infatti, rimane nella sfera delle tue, interpretazioni. Speriamo che Moz (con un nostro piccolo aiuto anche) ti abbia introdotto positivamente e costruttivamente in un mondo senza confini che, al contrario di un giornale, potresti non finire mai di sfogliare.

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    3. Io ne approfitto per ringraziare Mr Maccaus per aver... fatto un salto da me, invitandolo a tornare quando ne ha voglia.
      La discussione è stata davvero interessante, e penso abbiamo tutti rivisto i nostri punti fermi.
      Io stesso, ripeto, sto diventando molto critico riguardo al mondo del blogging, per diversi fattori.
      E manco a farlo apposta, proprio ieri sera ho avuto un'esperienza concreta di vita di redazione giornalistica, confrontandomi su alcune questioni tecniche con chi di dovere.
      Sono due mondi paralleli e spesso convergenti, che nascono dalla stessa matrice: la comunicazione sottoforma di scrittura :)

      Moz-

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  42. A me importa che i lettori siano tanti, perché voglio che il nostro lavoro frutti apprezzamentI, voglio raggiungere più persone possibili, nel rispetto della linea che ci siamo dati.

    Non è sempre vera questa frase, o meglio, molti blogger (me compresa, a volte) vogliono la stessa cosa che vuole il giornalista. Più lettori, più numeri, più apprezzamenti. Dipende da cosa ti aspetti di ottenere. Io ti posso dire che sono partita come Moz e sto seguendo la linea di Moz, ma poi mi è capitato di proporre il blog per una cosa che mi stava a cuore e mi hanno letteramente sbattuto i numeri in faccia. Nessuno si è preoccupato di vedere cosa comunico, di cosa parlo e come scrivo, o i commenti di chi mi legge: l'importante è che non ho quei maledetti numeri. Non ti nascondo che più di una volta, per questo motivo, ho pensato sia di chiudere bottega che di cambiare il mio modo di scrivere. Ci sto ancora pensando.

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    1. Non so che numeri brami e che numeri fai. Io posso dirti che i miei sono dopotutto risibili, e anche se hanno avuto un incremento deciso, c'è stato dopo anni e anni di blogging.
      Chiudere è sbagliato, rivedere la strategia -se ti occorrono i numeri- magari si può fare, ma senza snaturarti. Io la vedo così^^

      Moz-

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    2. Sto cercando un modo per continuare a scrivere come voglio cercando di tirare su questi numeri :) deve esserci una risposta.

      (In realtà la risposta potrebbe pure essere "scrivi da cani e non lo sai" -.-)

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    3. Un piano d'azione secondo me non guarda solo alla scrittura, ma anche ai social. Non so cosa vuoi raggiungere tu, però pensaci :)

      Moz-

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    4. Sto lavorando molto su quelli, sui tag e compagnia bella. Il fatto è che non passo le giornate a spararmi i selfie o a condividere in ogni secondo quello che sto facendo su Instagram, perchè rischio di non godermelo per prima. Su Twitter c'ho poco da dire, se ho tempo condivido e chiacchiero, più di quello non saprei che altro fare. Idem Faccialibro.

      Non so cosa voglio raggiungere esattamente, di certo voglio evitare di ripetere l'esperienza "non hai i numeri = non vali un cacchio".

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    5. Ma dove ti è stato detto??
      Perché qui secondo me nessuno di noi vale nulla, allora...

      Moz-

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    6. Tocca spiegarle tutto, uff. Se una è folle, dà i numeri. Per darli, deve averli. Se ha i numeri, nessuno può dirle che non vale un cacchio, in base alla sua equazione. Chiaro, no?

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    7. Ma sai che iltuo ragionamento fila?? :)

      Moz-

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  43. quello che a me piace del blog è proprio la comunicazione e la possibilità di interagire! ed è verissimo che lo amo tanto e lo tratto con tanta cura, come fosse una mia creaturina...
    Però ho sempre pensato che fosse il frutto concreto del mio amore per la scrittura... non mi son mai considerata una comunicatrice! ora ci penserò su :)

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    1. Fede, io penso che dal momento in cui si scrive per qualcuno che non sia l'amico immaginario o il diario... si sta già comunicando.
      Io scrivo e voi leggete. Comunicazione.
      E se commentate, comunicazione ancora più diretta. E se ne nasce una discussione, è libidine comunicativa XD

      Moz-

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  44. In questo periodo hai letto che non sono al top,
    il mondo dei blog è stupendo. Non credevo mai e poi mai che mi sarei affezionata tanto ma cosi tanto, e che leggere i commenti in qualsiasi momento della giornata... fa spuntare un sorriso nel cuore.

    Si, sono una ragazzina da diario :D e ora ho un blog.
    Non so se continuerò, ma almeno posso leggere ^_^ ed è una cosa fantastica *_*


    scusa per l'ot :D

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    1. Sì, ho appena letto... ma vedrai che passa :)
      Questo mondo è sì stupendo, anche se vedo che nasconde molte cose strane.
      Però, la penso come te: siamo ragazzini da diario, e lo facciamo leggere a tutti. E i commenti, davvero, rallegrano :)

      Moz-

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  45. Premetto subito che non ho letto i commenti dei tuoi lettori e non cerco di far polemica, ma sinceramente questo sig maccaus ha la mia piena solidarietà e comprensione... ricordando un certo episodio successo proprio sul tuo blog, parlare di confronto fra bloggers mi sembra un pò azzardato specialmente se offuscato dai sentito dire ... Capisci a me.
    Ciao neh

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    1. Di episodi spiacevoli ce ne sono stati, certamente. Ma sono zero, in confronto ai bei dibattiti (questo qui, in questo post, ad esempio) e al confronto e all'interazione... altrimenti converrebbe chiudere la possibilità di commentare, non trovi?

      Moz-

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    2. Risposta diplomatica per salvare capra e cavoli, ma la prevedevo, caro ragazzo. Buona giornata, ragazzo

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    3. Ho detto ciò che penso, e ciò che credo sia la verità.
      Nessuna risposta diplomatica, anche perché non credo ci sia un'altra verità: è tutto nero su bianco, in otto anni di Moz O' Clock :)
      Buona giornata!^^

      Moz-

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  46. Molto interessante questo confronto!

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    1. Vero, è piaciuto molto anche a me^^

      Moz-

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