> fuoritempo

Duello duro col tempo
con il passato e il presente,
e pure oggi mi dovrò
affilar le unghie...

(Prendi in Mano i Tuoi Anni, Litfiba 1999)
                                                                   POST CONTENENTE DUE PAROLACCE
Come ormai avrete intuito leggendo il mio blog, ho un rapporto particolare col tempo.
Un elemento che non puoi vedere come il fuoco, che non puoi sentire come il vento.
Che non puoi sfiorare come la terra, o toccare come l'acqua.

Un elemento così sfuggevole e particolare, convenzionale eppure esistente, cui ho dedicato questo spazio.
Sapete che io avrei potuto laurearmi molto prima, o avrei potuto fare milioni di cose in un tempo differente.

Eppure, penso proprio che sono (siamo) come la frutta.
Magari fichi, magari pere. O meloni.

Usciamo fuori solo quando... è tempo. Il tempo giusto.

> hai mai visto la pioggia?

Disegnando la via mi produco energia,
un altro gradino verso gioia ed armonia,
se poi ripenso a quello che arriva sul più bello
divento mistico, quasi fantastico...
(Canto di Gioia, Litfiba 1999)
                                                        POST CONTENENTE QUATTRO PAROLACCE

E mettono le bombe, e fa il terremoto, e il mondo è uno schifo.
E' vero, in un certo senso. Ma, chissà perché, mi sono svegliato ottimista.
Certo, mi sono svegliato e ho dovuto fare il giardiniere, ma ero ottimista uguale.
E ora sta tornando la pioggia.

"Have you ever seen the rain?", dice una delle canzoni più coverizzate in assoluto.
La pioggia non dev'essere mica sempre una scocciatura. Esiste anche la pioggia che ripulisce.

La pioggia che porta freschezza e sollievo. La pioggia che porta novità, comin' down in a sunny day.

> un sogno ricorrente

Senza aria, senza sole, resta oscurità 
e l'uomo vive un sogno fatto di silenzi...
sognerà la terra,
e terra è.

(Desaparecido, Litfiba 1985)
                POST CONTENENTE TRE PAROLACCE (DI CUI UNA IN GRECO)
Anche io ho dei sogni ricorrenti.
Uno su tutti, quello in cui mi trovo a scuola (ma con la mentalità universitaria) e, col mese di maggio agli sgoccioli, mi viene detto da qualche professore che ancora non ho i voti nella sua materia per il secondo quadrimestre.
Da quando mi sono laureato, la frequenza con cui Morfeo mi rompeva il cazzo con questo tipo di visione notturna è andata scemando.
Lo confesso: in quinto superiore ho imbrogliato. Ho fatto credere al professore di avere il voto in metrica greca (o una di quelle cagate antologiche lì) quando invece avevo due voti in letteratura. Sempre greca, skatà!
Se di questo sogno posso capire da me il significato (che è legato agli studi, agli esami...), vi è un altro sogno ricorrente che non so cosa voglia dirmi.
Ve lo illustro.

> Roma(nzo) criminale


> Romanzo Criminale - La Serie
> di Stefano Sollima
> Italia 2008-2010
> 12 episodi (st.1) + 10 episodi (st.2)
> con Francesco Montanari, Vinicio Marchioni, Alessandro Roja, Marco Bocci, Daniela Virgilio, Andrea Sartoretti, Riccardo De Filippis, Mauro Meconi, Alessandra Mastronardi, Jesus Emiliano Coltorti, Danilo Nigrelli, Edoardo Leo, Giovanna Di Rauso, Edoardo Pesce, Lorenzo Renzi, Greta Scarano, Massimo De Francovich


Qualitativamente parlando è, senza ombra di dubbio e senza paura di essere smentito, il miglior serial italiano mai realizzato finora.
Sapete quanto io ami Distretto di Polizia (che resta il mio telefilm italiano preferito), ma è un fatto oggettivo che Romanzo Criminale – La Serie sia superiore a qualsiasi altro prodotto televisivo nostrano.
Due stagioni per 22 episodi complessivi, mandati in onda da Sky a fine 2008 e a fine 2010, e costantemente replicati (anche in chiaro e sul digitale terrestre) ogni periodo dell’anno. 22 episodi cult, che narrano, romanzandole, le vicende della tristemente nota Banda della Magliana, un gruppo malavitoso attivo nella Capitale dalla seconda metà degli anni 70 e che ancora oggi riesce a far parlare di sé a causa dei segreti e degli strascichi mai risolti, su cui tutti spicca la figura di uno degli ultimi boss dell’epoca d’oro, sepolto in territorio Vaticano e legato a doppio filo, chissà come e perché, a poco chiari fatti di cronaca.