[SERIE TV] Distretto di Polizia compie 20 anni - storia di un successo italiano



Era il 26 settembre del 2000, quando su Canale 5 andò in onda la prima puntata di quello che sarà uno dei titoli più longevi e amati della lunga serialità italiana: Distretto di Polizia.
Fiction, telefilm, serie TV... chiamiamola come vogliamo, la sostanza non cambia: Distretto di Polizia è un'opera fondamentale per la nostra televisione, e lo è a più livelli.
Tra spin-off realizzati e mai realizzati, tra repliche e misteri, dopo ben vent'anni (e a più di otto anni dalla fine) siamo ancora qui a parlare di una serie che ha significato, per molti, un appuntamento fisso da viversi ogni autunno.
Ripercorriamone storia, retroscena e curiosità.

IN PRINCIPIO

Immaginata già nel 1998, quella che poi sarà Distretto di Polizia era una serie ovviamente diversa, nella sua fase embrionale.
Nata da un format di Pietro Valsecchi e Simone De Rita (finiti anche in causa per l'attribuzione della paternità dello stesso), la serie voleva raccontare con piglio neorealista la vita quotidiana di comuni poliziotti.
Quella che fu la scelta vincente, ossia l'inserimento di un commissario donna, arrivò dopo: originariamente non c'era nessuna Giovanna Scalise, ma Giovanni Scalise.
E quindi nessuna Isabella Ferrari, ma si era pensato a Ricky Tognazzi.


MEDIASET SI RINNOVA

Canale 5 voleva lanciarsi nella produzione di serie TV lunghe e forti, con un linguaggio moderno e innovativo.
Mise in cantiere così sia Giornalisti (dal format spagnolo Periodistas) sia appunto Distretto di Polizia (format originale).
La serie fu pensata come un lungo film, da dividere in vari episodi, ma che guardasse alla qualità cinematografica.
Non era scontato: all'epoca la differenza tra cinema e televisione era abissale, e Distretto fu la prima serie italiana a colmarla.


TURNO DI NOTTE

Con questo titolo di lavorazione (che sarà poi il titolo di uno dei primissimi episodi), si inizia a costruire quel che sarà Distretto di Polizia.
Quasi una serie creata "in divenire", con l'ottima intuizione di piazzare un commissario donna e una storia che si dipanava lungo tutte le puntate.
Non più una serialità chiusa, con episodi a sé, ma un'opera corale le cui storie evolvevano nel tempo.
Non volendo disperdere il nucleo di attori creatosi attorno alla fiction Ultimo, Valsecchi pensò proprio a loro come cast del suo Distretto.
Limandone le iniziali idee, i personaggi presero vita con il contributo degli stessi attori, in certi casi fondamentali anche per l'esistenza stessa della loro controparte di fiction.


26 SETTEMBRE 2000

Dopo un notevole battage pubblicitario, che lasciava intendere quanto la Mediaset puntasse su questo prodotto, martedì 26 settembre del 2000 alle ore 21.00 va in onda il primo episodio di Distretto di Polizia.
Vi lascio lo stesso spot dell'epoca, però applicato a una replica di qualche anno dopo:



E invece questo è proprio uno degli annunci originali, per la quinta e sesta serata della fiction:


UN SUCCESSO SENZA PRECEDENTI

Distretto è di qualità, e cresce sempre più.
Dopo la Ferrari arriva Claudia Pandolfi, portando con sé nuove storie.
Un successo senza precedenti è registrato man mano dalle puntate; il pubblico apprezza e sostiene la serie, ama gli attori e il loro personaggi, si appassiona alle trame proposte da Distretto.
Ma non solo: considerato sempre più un trampolino di lancio per le carriere artistiche, in tanti esprimono la volontà di partecipare, o il rammarico di aver dovuto lasciare la serie.
Distretto di Polizia vince due volte il Telegatto, tra gli altri premi: nel 2003 e nel 2005, sfiorandolo anche nel 2004 e 2007.


IL CAST

Quel che colpiva il pubblico era il senso di famiglia che permeava il cast artistico e tecnico di Distretto.
Spesso gli attori abitavano assieme durante i mesi di ripresa, o addirittura vivevano relazioni sentimentali.
È anche successo che alcuni abbiano creato dei progetti personali, mettendosi in società.
L'accoppiata Tirabassi-Memphis era certamente quella più amata, senza dimenticare tutti gli altri, a partire dai quattro membri in divisa: Vittoria (Daniela Morozzi), Ingargiola (Gianni Ferreri), Parmesan (Roberto Nobile) e Ugo (Marco Marzocca).
Un nucleo di persone affiatato e coeso, pescati principalmente dal cinema e dal teatro, o tra gli attori più defilati della televisione.
Dal Distretto sono passati peraltro attori che in seguito sono diventati famosissimi, come Giulia Michelini, Michele Riondino, Giampaolo Morelli, Anna Foglietta, Giulia Bevilacqua.

party dieci anni distretto di polizia


REGIA E MUSICHE

Tanti anche i registi che si sono alternati dietro la macchina da presa: da Renato De Maria a Monica Vullo, da Antonello Grimaldi a Lucio Gaudino, fino a Alessandro Capone e Alberto Ferrari.
Fondamentali e iconiche anche le musiche della serie: firmate dal duo Pivio e Aldo De Scalzi, sono tuttora utilizzate come sottofondo dei servizi in qualche rotocalco mediasettiano.
Vi propongo la versione live della mitica sigla iniziale di Distretto:



STRUTTURA DELLA SERIE

Altro elemento fondamentale che decretò il successo della fiction fu la sua struttura.
Per la prima volta lo schema degli episodi non era chiuso, ma vedeva una vicenda più ampia che si dipanava episodio dopo episodio.
Se per le prime due stagioni tale idea era presente ma ancora in forma grezza, è da Distretto di Polizia 3 (peraltro partendo da uno spunto offerto dalla stagione precedente...) che lo schema della "linea orizzontale gialla" diventa fisso.



In ogni episodio o quasi, poi, c'era il caso A (indagine da svolgersi nell'arco di uno o più raramente due puntate) e il caso B (più leggero, a volte anche comico, o addirittura basato sullo smascheramento di quotidiane truffe specie a danno degli anziani).
Se l'azione, il thrilling e il dramma la facevano da padrone (non poche sono state le premature dipartite di personaggi amati), molto spazio era concesso anche alle scene di naturale quotidianità e alla tradizione della commedia all'italiana.



Dalla realtà si pescavano le idee per le trame: era la cronaca giornaliera a fornire materiale credibile per le storie di ogni serata, e aggiungendo quella che viene chiamata "scrittura mimetica" dei personaggi (ossia il far combaciare caratteristiche reali dell'attore -come la sua parlata- al personaggio), si ottiene la formula vincente di Distretto di Polizia.


LOCATION

Se il commissariato X° Tuscolano venne ricostruito abilmente in studio a Cinecittà, il resto delle location è reale e vissuto perlopiù per strada.
A partire dalla facciata esterna del distretto, che in realtà è l'oratorio Don Bosco.
A cavallo tra passato e futuro, andando in onda dal 2000 al 2012, Distretto sa ancora restituire una fotografia di una Roma che non c'è già più.



MISTERI E MULTIMEDIA

Emblematico fu quanto avvenuto nella sesta stagione: il destino del personaggio interpretato da Ricky Memphis è tuttora avvolto nel mistero. Questo espediente fu messo in pratica perché il poliziotto Mauro Belli era tra i più amati, e si voleva lasciare una porta aperta nella possibilità che l'attore potesse tornare a vestirne i panni.
Distretto di Polizia vanta anche un'innovativa particolarità: nel 2010, in concomitanza col rientro nella serie della Pandolfi, venne creato il sito web Il diario di Giulia Corsi.
Un espediente multimediale che raccoglieva materiale di finzione delle annate precedenti, e ogni settimana contribuiva a raccontare il non visto attraverso dei post scritti dal personaggio.


NEL SOCIALE

Il successo ottenuto da Distretto di Polizia era tale che non solo ne esistevano parodie, ma anche brevi spot per campagne pubblicitarie molto serie, come quella dell'Admo:



O il Distretto di Pulizia con Memphis e Tirabassi, per promuovere una Capitale più pulita:



 

POLEMICHE

Dopo la prima stagione, la Polizia di Stato non gradì molto il personaggio interpretato da Simone Corrente, Luca Benvenuti.
Poliziotto omosessuale, era forse un personaggio troppo avanti per l'epoca; non solo, un vero poliziotto chiamato Luca Benvenuti si lamentò dell'omonimia. Così, dalla seconda all'undicesima stagione, il cognome di Luca è cambiato in Benvenuto.
Nel 2010 il politico Zaia ebbe da ridire proprio di un personaggio di Distretto, Giovanni Brenta: era un agente imbranato e un po' tardo, che veniva dal Nord Italia. Il governatore si era sentito offeso per la rappresentazione del poliziotto settentrionale.
Nei primi anni 2000 il produttore Claudio Bonivento rivendicò l'idea iniziale del format, che propose anni prima alla Rai, immaginando Claudio Amendola e proprio Ricky Memphis tra gli attori. La sentenza diede però ragione a Pietro Valsecchi, nel 2011 (QUI).



SQUADRA ANTIMAFIA?

La conoscete sicuramente come serie di successo, è quella con Rosy Abate.
Ma Squadra Antimafia, stando a un'intervista del 2006, era un'idea per uno spin-off di Distretto.
Valsecchi, con Mediaset, stava già pensando a una storia che avrebbe riportato in scena Giorgio Tirabassi, il cui personaggio era passato alla DIA.
Un primo tentativo di chiudere il caso Mauro Belli?


NUOVO DISTRETTO, L'ULTIMO DISTRETTO

Distretto di Polizia 10 doveva essere la stagione che avrebbe chiuso un ciclo.
Il ritorno di Claudia Pandolfi non era l'unico rientro previsto: la produzione pensò di contattare anche Tirabassi e Memphis per chiudere in bellezza e passare a un refresh quasi totale del brand, il cui progetto provvisoriamente era chiamato Nuovo Distretto di Polizia, con solo un paio di attori del cast conosciuto e una nuova città in cui ambientare le storie.
Non se ne fece niente, e la serie è andata avanti fino a Distretto di Polizia 11, che pur con un ottimo parco attori, è crollata in termini di Auditel.
Distretto di Polizia 12 era però già stato annunciato, ed era anche in fase di scrittura: pare dovesse chiamarsi L'ultimo distretto, almeno come titolo di lavorazione, e avrebbe chiuso le trame in sospeso.



SQUADRA MOBILE

Nel 2014 venne annunciato a sorpresa il progetto Squadra Mobile, che segnava il ritorno del Roberto Ardenzi di Giorgio Tirabassi.
Uno spin-off vero e proprio, una versione rinnovata e veloce di Distretto di Polizia, per due stagioni (2015 e 2017) che però non hanno fatto totalmente breccia nel cuore del grande pubblico.



VERSIONI ESTERE...

Non sono mancate versioni internazionali di Distretto di Polizia, che venne venduto con discreto successo in almeno tre paesi esteri.


In Ungheria sono andate in onda le stagioni 3, 4 e 5 (quelle con la Pandolfi protagonista); le medesime, col titolo Julia Corsi, commissaire, sono state trasmesse anche in Francia: un piccolo successo che ha permesso di vedere poi anche le prime due stagioni, con titolo Giovanna, commissaire.
Invece i primi quattro capitoli, in ordine temporale corretto, sono andati in onda in Grecia.
Questa è la sigla francese della loro seconda stagione, per noi Distretto di Polizia 4:


...E PERSINO PORNO!

A dimostrazione di quanto Distretto sia stata una fiction amata, entrata nel cuore e nell'immaginario collettivo, eccovi una vera e propria perla: Un distretto di polizia molto particolare, film porno di Guido Maria Ranieri che mescolava poliziesco e sesso.
Per il crimine sono proprio cazzi, è il caso di dire.


In questi tempi di reunion, di ritorni, di reboot... un marchio importante e iconico come Distretto di Polizia meriterebbe un'altra giovinezza.
Nuove storie, nuovi attori, giusto qualche accenno al passato... perché no?

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43 commenti:

  1. Ehm, la fiction dal taglio cinematografico e con una commissaria erano già stati introdotti in "Lui e Lei" nel 1998.
    Già presenti inoltre trame orizzontali che evolvono nel corso delle singole indagini autoconclusive.

    Non visualizzo i riquadri dei video. 😳

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    1. Forse si vedono solo da PC! 🤔🤔
      Comunque, Lui e Lei era una storia non corale, il linguaggio era ancora quello di una fiction Rai pur moderna.
      Ma non ebbe l'impatto di Distretto, che di fatto creò un format poi copiato da tutti...

      Moz-

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    2. oddio, "Lui e Lei"... ricordo ancora la minchiata della seconda stagione, quando la Belvedere doveva sgravare che venne sostituita (come ruolo e come interesse amoroso di "Lui") in 5 minuti da quella che fino ad allora era il comic relief, diventata in un nonnulla un superpoliziotto che faceva il culo a tutti ROTFL

      Per farvi capire, come se Zingaretti si rompe i coglioni di Montalbano e Catarella passa in un giorno a nuovo Super Commissario, capace di ingravidare le femmine con un'occhiata a 2km di distanza!

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    3. Sì, forse quello rovinò Lui e Lei, di cui appunto c'è poco o niente in giro (ma presto arriva un guest post di Gas!!)
      Non fu una serie d'impatto, come è stata Distretto, durata undici stagioni (superata solo da Montalbano che però è una miniserie) e Don Matteo (che però non va in onda ogni anno).
      🤓🤩💪

      Moz-

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    4. @Andrea87 lo sviluppo della seconda stagione di "Lui e Lei" fu preventivato così, Karin Proia fu introdotta apposta, e il suo personaggio stava per sostenere un esame per diventare commissario. Tra Valeria Berti e Claudio Romano non si concretizza nulla sebbene si piacciano, ma lui piuttosto cerca storie fuori dal mondo della Polizia, proprio perché vuole dare alla figlia una nuova mamma lontana dai pericoli. Ma ne parleremo a tempo debito.

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    5. @Moz da pc i video si visualizzano normalmente, strano perché su altri blog questo non mi succede. Ma se nessun altro lamenta il problema deve dipendere dal mio smartphone.

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    6. Gas, anche dal mio tel non si vedono... Ora però sono da pc e si vedono, quindi boh :o

      Moz-

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    7. @Gas75: oddio, davvero era Karin "Le Cosce"??? Madò... ora si capisce tutto :D

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    8. Ma è vero che il suo cognome fosse un altro, cambiato in Proia? :o

      Moz-

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  2. LOL la parodia porno!

    Mai sopportata la fiction italiana, ben prima che Boris la mettesse alla berlina: per quanto volessero essere innovative o fatte meglio, sono sempre la stessa minestra rimestata con gli stessi attori (lo stesso Tirabassi che poi diventa una guest star in Boris)

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    1. Ma proprio il fatto che Tira assi fosse in entrambe (contemporaneamente) dovrebbe lasciare capire quanto Distretto fosse molto più di qualità rispetto alle altre 🤓💪

      Moz-

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  3. Bellissima fiction. Anche per me era un appuntamento fisso. Dimostrazione che anche in Italia sappiamo fare ottimi prodotti.
    Gli ascolti erano stellari 7/8 milioni di media! L'ascolto più alto che ho trovato direttamente nei comunicati stampa Mediaset, è stato quello del 26 novembre 2003 la bellezza di 8.646.000 e il 31.89% di share, cifra per difetto perché le proiezioni del sistema auditel valutano soltanto le tv sintonizzate non le persone effettive, stessa cosa dei giornali se un quotidiano vende 100.000 mila copie non significa che viene letto da 100.000 persone ma almeno 3/4 di più.

    Moz, come mai nel 2004 hanno saltato un anno di programmazione?


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    1. Saltarono un anno perché la Taodue Film con Tirabassi (e la Michelini) erano impegnate a girare Paolo Borsellino.
      Peraltro quel salto temporale arrivò in un momento sbagliato, causando diverse piccolissime incongruenze che per uno spettatore regolare non contano niente, ma per i fan accaniti sono tanto.
      Mi pare che si siano sfiorati anche i 10 milioni col finale della st. 3, e gli 8 milioni con l'episodio della morte di un protagonista nella st. 6 e nella prima puntata della st. 7! 🤓🤩💪

      Moz-

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  4. Le prime 4 serie erano un esempio di grande autorialità (cito un certo Marcello Fois che è un giallista di successo a capo del pool di autori allora) il taglio veloce e ultra realistico della periferia romana, oltrechè una grande capacità di intreccio della linea gialla fa si che nella quarta stagione tu eri consapevole che Distretto un po' sarebbe finito lì. Di fatto ha vivacchiato dopo, l'ho seguito con immutata passione ma era logico che era un prodotto che stava appassendo. Io questo giorno di 20 anni fa lo ricordo come se fosse ieri, avevo sei anni e già amavo i polizieschi, ero attirato dallo spot e anche dalla sigla che mi pareva molto orecchiabile (Aldo e Pivio De Scalzi, due mostri sacri) ha accompagnato la mia infanzia sino alla adolescenza, e oggi nella nostra TV manca un prodotto così, oggi le storie sono eccessivamente artificiose, sempre alla ricerca di plot narrativi esagerati, mentre per Distretto bastava aprire la finestra su Roma, le sue strade e le sue storie ed ecco che ti trovavi un plot, una trama da seguire. Per quanto riguarda un reboot sarebbe senza dubbio interessante anche per sapere cos'è successo dopo, che ne è stato del X Tuscolano. Magari non una serie ma piuttosto un film che potrebbe essere un pilota per una ee

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    1. Ciao Andrè! :)
      Vero, è una serie che ha fatto la differenza perché non ha MAI cercato trame esagerate, e anche quando lo erano per motivi narrativi/romanzati, le sapevano rendere normali.
      Hanno fatto appassionare milioni di telespettatori a storie comuni, nascite, matrimoni, separazioni, morti, litigi, riappacificazioni.
      Non ho mai più trovato una serie con questa forza e con questi intrecci.
      C'era dietro un lavoro di scrittura molto particolare, forse complesso, ma secondo me anche molto libero e naturale.

      Moz-

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  5. Per sondare poi il gradimento del pubblico, ciao Miki!

    Andrea Di Sciullo

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    1. Yes.
      Io farei una serie con stagioni più corte (otto serate, diciamo, quindi sedici episodi) e un ritorno alla coralità e alla strada, alla vita comune.
      Ovviamente, riaprendo il X Tuscolano.
      Magari ci piazzi Federico Scalise diventato poliziotto, Ugo e basta: minimi accenni al passato e trame tutte nuove.

      Moz-

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  6. Io che non guardo mai nulla, questa l'avevo vista ed apprezzata. Non tutte le serie, ma sicuramente le prime due.
    Carina la versione porno ahaha.

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    1. Le prime due sono un gioiellino che risente ancora dell'eco dei mafia-movies italiani.
      Lo stampo è quello, molto anni '90.

      Moz-

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  7. Che nostalgia! La mia stagione preferita in assoluta è la 4. Amavo Giorgio Pasotti! Comunque non ci voglio credere che c'è la versione porno pure di distretto! Ahahahah

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    1. La 4 credo sia la stagione più bella tra tutte assieme alla 2, e forse è davvero la migliore.
      Eheh, quando fanno la versione porno di qualcosa, significa che quel qualcosa è di assoluto successo^^

      Moz-

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  8. Non ce l'ho mai fatta. Poi se nel cast mi metti gente come Ricky Memphis, tendo a escluderlo a priori. Forse ci proverei soltanto se venisse scritturato in un film di Lynch o Von Trier. Ovviamente con lui che gli porta il caffè.
    Per il resto... non sapevo della parodia porno. Ecco, quella forse è da recuperare! :D

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    1. Ma invece sai che proprio gente come Memphis ha decretato il successo di quest'opera?
      Perché lui era se stesso o quasi, cioè era personaggio e attore insieme.
      La forza di Distretto fu questa: una scrittura mimetica, molta concessione al quotidiano e alle piccole vicende di ogni giorno, attori che sembravano gente "sotto casa" :)

      Moz-

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    2. Indubbiamente. So bene che storie del genere, con attori del genere, piacciono molto a un determinato pubblico. E questo infatti ne ha decretato il successo, direi anche meritato.

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    3. Sì, hanno indovinato anche il periodo storico dove proporre un nuovo linguaggio in TV...

      Moz-

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  9. Una delle più belle e ben fatte fiction italiane.
    I personaggi erano "della strada", con i loro dialetti locali, la spontaneità e l'umanità che trasmettevano. Mi piaceva perché mi ricordava i film italiani degli anni 80 e 90 dove gli attori erano straordinariamente naturali nella recitazione.

    A me piaceva la coppia Tirabassi e Menphis che, essendo romani, riuscivano a rendere divertente ogni scena.
    Lo vidi se non erro sino a quando Menphis uscì di scena (ricordo lo spezzone finale dove un tizio disse al medico di dire che fosse morto qualsiasi cosa fosse successa durante l'operazione (per il colpo di pistola ricevuto).

    Il fatto che i "sequel" non abbiano avuto successo è forse perché i tempi cambiano e, data l'enorme quantità di serie Tv di oggi (dove predominano quelle di crimini e medici), è difficile ritornare sulla cresta dell' onda senza novità sostanziali.

    E... ahahaha non sapevo fosse uscito il film porno di distretto di polizia!
    Mi sa ha avuto più successo dei sequel, vero? XD

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    1. Vero, naturali perché quasi non recitavano un personaggio, ma solo una parte.
      Come se Mauro Belli fosse Ricky Memphis ma poliziotto.
      Il porno non so quanto abbia avuto successo... ma Squadra Mobile era interessante. Forse non era il tempo giusto.
      Io credo sia tempo per un ritorno di Distretto... :)

      Moz-

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  10. Deve ammettere la mia totale ignoranza della serie..mai seguita, ma proprio zero :D Mi sa che la trasmettevano in un giorno in cui avevo sempre impegni

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    1. Oddio, i giorni spesso cambiavano, da stagione a stagione... :D

      Moz-

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  11. Son praticamente cresciuto con ddp, che mi ha accompagnato dalla quarta elementare fino al diploma. Per te non è un mistero, Miki, tant'è che ci siamo conosciuti ormai 12 anni fa su quello che fu il forum di ddp.

    Distretto mi ha sempre fatto compagnia, l'ho amato davvero e in 11 stagioni, in quel mese di settembre di ogni anno, ho sempre ritrovato una parte della mia famiglia e mi faceva pesare molto meno l'inizio della scuola... perché sì, si tornava sui banchi, ma comunque tornava anche distretto. :)

    Vabbè, la parte tecnica e del linguaggio televisivo l'hai raccontata egregiamente tu e il pubblico al tempo se ne accorse, quando nelle prime 4 stagioni si oscillava senza difficoltà dai 7 ai picchi di 10 milioni in ddp3. Non credo si riuscirà mai più a creare un genere simile, anche perché nell'era di netflix i linguaggi son cambiati ulteriormente, così come i generi e la domanda... ma chi lo può davvero sapere? :)

    Denny

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    1. Vero... che bei tempi, quelli del forum.
      Si cominciava con i primi rumors, poi i primi articoli di giornale, poi il backstage, la presentazione ufficiale e infine la messa in onda!
      Era un intero anno avvolto in Distretto.
      Penso anche io che non ci potrà mai essere un'altra serie italiana così...

      Moz-

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  12. Ciao, Moz, ho un buon ricordo, bravi attori e ottime le storie. Ho visto volentieri diverse puntate ma non i sono appassionato Sempre nel poliziesco italiano, qualche anno dopo usciva"La nuova squadra" altri bravissimi attori, più cattiveria e tanta azione in una Napoli criminale. Ho visto quasi tutte le puntate Come sempre ottima la tua recensione.
    Ciao fulvio

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    1. La Nuova Squadra (così come La Squadra) lo seguivo pure io... vero, più verace e cattivo, forse anche più veritiero o meno buonista.
      Un modo diverso di raccontare le cose...

      Moz-

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  13. Mai apprezzato, al contrario della serie concorrente made in RAI "La squadra" che invece seguivo abbastanza volentieri.

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    1. La Squadra la seguivo anche io, diciamo che migliorava man mano nella messa in scena... :)

      Moz-

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  14. Risposte
    1. Erano editors e scrittori molto in gamba, giallisti come Fois...

      Moz-

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  15. Non mi hai mai attirato perché i telefilm nazionali e europei sono una noia enorme quelli americani sono sempre i più interessanti e acchiappanti e mi guardo solo quelli.

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    1. Distretto era molto americana come serie, molto avvincente, senza perdere la sua italianità.
      Potresti dargli una chance! 😁💪

      Moz-

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  16. Ciao Miki io in questi giorni sto facendo maratona distretto, sono arrivato alla 5a stagione e ho notato che spesso molti attori con parti secondarie venivano riutilizzati in altre stagioni, ahahahha addirittura uno che faceva il datore di lavoro cattivo l'avranno riproposto almeno 3 volte in 3 ruoli differenti ��ahahahahha, È pure vero però che erano tantissime puntate a stagione..

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    1. Verissimo, ed è successo anche che attori minori siano poi tornati in ruoli maggiori fissi.
      Oppure ancora che un personaggio abbia avuto due ruoli importanti (vedi Valerio DDP4 e Lorenzo DPP9)

      Moz-

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