[SONDAGGIO] toons contro anime: meglio i cartoni americani o giapponesi?

 

In realtà penso che siano amati tutti a prescindere, anche perché carichi di ricordi affettuosi.
Ma c'è effettivamente una differenza tra cartoni animati di produzione americana (o, per allargarci, occidentale) e quelli di produzione giapponese.
Proviamo a fare un gioco: quali preferite?


Questo sondaggio non può essere "secco" come tutti gli altri proposti, necessitando di un minimo di approfondimento.
Ci sono cartoni americani stupendi, così come ci sono cartoni giapponesi orribili, e viceversa.
Ho trovato anime invecchiati male, magari oggi noiosi; e serie americane all'epoca considerate (anche da me) sciape, che invece oggi -con uno sguardo diverso, in un'epoca diversa- sono piacevoli.
Per tecnica, per forma.
C'è differenza anche tra animazione per adulti americana (QUI uno speciale sul caso) e quella nipponica; la prima ha spesso intenti satirici/irriverenti, la seconda affronta temi per un pubblico adulto con un approccio da serie televisiva che altrove sarebbe in live-action.



Shazzan



Tante volte le cose si contaminano: i cartoons americani (anche Disney!) sono animati in Giappone, e dopo il boom anime di fine anni '90, anche le produzioni occidentali hanno preso spesso il classico stile "manga".
Di contro, le storie giapponesi sono in linea di massima più appetibili e d'acchiappo, tra design e vicende, e così capita che gli stessi americani le debbano riadattare per usarle (come successo con Robotech o altre serie robotiche, vedi QUI).



Robotech



Ci sono casi di co-produzione o simili (vedi i Transformers), ma resta comunque un solco: qual è la differenza tra animazione media americana e quella giapponese?
Anche nelle storie più commerciali, le serie del Sol Levante hanno un approccio artistico. Dalle animazioni alla regia, passando per il character design (si pensi al caso Saint Seiya).
Lo scopo è vendere merchandise e giocattoli, esattamente come per He-Man and the Masters of the Universe.
Ma è l'approccio all'opera di appoggio (la serie animata, in questo caso) a essere differente.
I giapponesi riescono a non essere statici, immergendo sempre lo spettatore in storie cariche di pathos, non solo narrativo: si tratta anche di questioni meramente tecniche, visive, musicali.
Sotto questo profilo, l'animazione americana è più piatta, standard. Ci sono tantissime serie che non hanno nemmeno un inizio o un finale, oppure se lo hanno, lo svolgimento di mezzo è dato da episodi senza continuity, senza sviluppo, senza crescita.



un gioiello: Batman TAS



Eppure funzionano anche questi, e non solo se parliamo di grandi classici (Hanna-Barbera, Warner Bros., Disney...): specie oggi, con uno sguardo diverso, se ne riesce ad apprezzare anche ciò che all'epoca poteva costituire un punto debole.
Insomma, le variabili sono tante, e qui ovviamente abbiamo semplificato al massimo.
Resta la domanda iniziale: preferite l'animazione americana o giapponese? E perché?

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74 commenti:

  1. Sono eque, tirando le somme le due riescono a essere allo stesso livello calcolando ogni aspetto positivo e negativo, entrambe ci hanno dato grandi/piccole produzioni e grandi/scarse emozioni con le loro caratteristiche personali.
    Sono "uguali".

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    1. Anche per me, rivedendo tutto con gli occhi di oggi. Mi guarderei più certi cartoon "statici" che certi anime! Insomma, sì, pro e contro sono pari! 💪🤓

      Moz-

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  2. Nei cartoni giapponesi percepisco più arte nel realizzarli che in quelli americani, che sembrano più prodotti di consumo. Ovviamente con le dovute eccezioni. Del resto i miei autori preferiti sono tutti giapponesi: Miyazaki, Matsumoto, Yasuhiko... Ci sarà un motivo.

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    1. Sì, questa è una discriminante non da poco. Poi anche l'America ha prodotti di consumo ma artistici, però mediamente i giapponesi trattavano "meglio" le loro opere ☀️💪

      Moz-

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  3. anime ma batman spaccava

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    1. Non vedo l'ora di vedere Caped Crusader 😎😎

      Moz-

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  4. Molte single giappo fanno pena come melodia e testo però per i giappofili sono le migliori in assoluto 😆, evviva l'oggettività!

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    1. C'è del brutto anche lì, i giappominkia non contano.

      Moz-

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  5. Molte single giappo fanno pena come melodia e testo però per i giappofili sono le migliori in assoluto 😆, evviva l'oggettività!

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  6. E gli attuali anime e manga fanno pena a pari passo dei fumetti e cartoni statunitensi.
    Per entrambi il glorioso passato è perso un capitolo chiuso da molto.

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    1. Purtroppo hai ragione, per quanto gli otaku medi si affannino a negare è una triste realtà che bisogna accettare... Basta solo mettere a confronto le prime tre serie di Lupin (giacca verde, rossa e rosa) con quelle fatte adesso: non rispettano per un picchio la caratterizzazione del personaggio, e spesso neppure comprimari; si è rinunciato alla formula putate autococlusive che era uno dei punti di forza del ladro gentluomo, i furti e le missioni impossibili sembrano messi al bando (così come anche uccisioni ed erotismo) e in oltre si insiste a mettere personaggi extra fastidiosi per tutta la serie COMPLETAMENTE INUTILI!!!

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    2. Evidentemente non hai visto La donna chiamata Fujiko Mine 💪😎

      Moz-

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    3. Ahahah! E' vero!
      Dopo la I serie con la giacchetta verde, io inserisco per la medaglia d'argento una donna chiamata Fujiko Mine!
      (sono uno di quelli che pensa che la seconda serie con la giacca rossa fosse sia sempre stata sopravvalutata)
      Giù

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    4. Io adoro la prima e Fujiko, le altre sono classiche, da episodio quotidiano, godibilissime e di livello... ma la prima serie e la serie su Fujiko sono spaziali^^

      Moz-

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    5. Per me La donna chiamata Fujiko Mine è una divertente divagazione del Lupin più classico, ma NON è davvero Lupin, per tanto non la conto.

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    6. 👍🏻👍🏻👍🏻

      Moz-

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  7. E gli attuali anime e manga fanno pena a pari passo dei fumetti e cartoni statunitensi.
    Per entrambi il glorioso passato è perso un capitolo chiuso da molto.

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  8. Cancella questi doppioni Blogspot me li ha duplicati.

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  9. Premetto che non sono un'esperta...mi ha fatto piacere leggere il tuo post. Io sono cresciuta guardando i cartoni Disney e Looney Tunes e in quanto a personaggi e divertimento per me erano e rimangono fantastici ancora adesso, dei classici. Poi, tanti anni dopo, ho scoperto con mio nipote i Simpson e mi piacevano molto, decisamente meno South Park. Alcuni anni fa invece Miyazaki mi ha aperto un mondo immaginario ricchissimo, incredibile...i suoi film d'animazione li amo (quasi) tutti. Ma lo dico da adulta, credo che per un bambino sia più difficile immergersi in quelle atmosfere rispetto ai (più semplici?) film di animazione Disney.

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    1. Il mondo giapponese è accessibile dagli adolescenti delle medie di 12-13 anni in poi anche nella sua semplicità è particolare e impegnativo per i bambini che non lo capiscono e lo scartano a pelle ne rimangono perplessi e anche turbati.

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    2. Ciao Ninfa, discorso articolato.
      I giapponesi mediamente praticano sulle loro opere una visione meno infantile rispetto ai cartoons, che hanno spesso tutt'altro assetto. Motivo per cui un Dragon Ball, con lotte, morti, azione e colpi di scena, attira sicuramente più gli spettatori (anche piccoli). Di contro, film "per tutti" come quelli di Miyazaki, spesso più 'complessi' rispetto agli analoghi disneyani, sono apprezzabili da ragazzi da una certa età in su... Verissimo 🤓❤️💪

      Moz-

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    3. Sì, e variano anche in base alla condizione storico-sociale del Giappone: un Superboys non è come Tsubasa, assolutamente. L'uomo Tigre non è come Kinnikuman... perché dietro c'è molto di più per entrambi: la situazione sociale giapponese, che cambia.

      Moz-

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  10. Pur essendo io notoriamente nipponofilo, non riesco a esprimere una preferenza definitiva.
    L'animazione americana è ugualmente straordinaria, ha creato serie e personaggi che adoro.
    Faccio il democristiano e dico che sono entrambe bellissime e sceglierei entrambe.

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    1. Concordo.
      Mi basta guardare l'immagine che ho inserito per vedere quanto siano iconici e colorati, positivi, i personaggi americani 😎💪

      Moz-

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  11. Denis: le differenze si vedono perchè negli anime, il gruppo ha più importanza rispetto a quello americano più individualista, nefli anime sappiamo anche che cibo preferiscono i personaggi e sono immersi più nella quotidianità.

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    1. Sicuramente gli anime, rispetto alle storie occidentali, hanno avuto il pregio di raccontare quotidiano e storie di comuni ragazzi, oltre che storie fantastiche e di eroi. Si avventurano nella narrazione di aspetti in cui riconoscersi... ma anche sport particolari, situazioni di ogni giorno... 🍊

      Moz-

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  12. Emozione.
    Difficile per chi è nato dopo il il 1970 non essere maggiormente attratto dal softpower giapponese.
    L'animazione americana si diffonde anche grazie a forti interventi di marketing e pubblicitari, quella giapponese invece anche contro accordi di licenza e con la pirateria, in quanto il pubblico la desidera. Anche negli Stati Uniti. L'animazione americana è spinta verso il pubbblico, quella giapponese è tirata dal pubblico.
    Japan 1- USA 0

    Pubblico.
    L'animazione americana si sente legata ai preadolescenti, è sempre considerata un prodotto infantile legato alle mattine del fine settimana. Questo ne ha limitato e ancora ne limita le tematiche, i soggetti, lo stile e il linguaggio. Quella giapponese - se escludiamo la famigerata censura dei genitali - è sempre stata più libera e smaliziata. Per questo è più facile che gli adulti seguano gli anime, in Italia, in Giappone, In US.
    Giappone 2 - USA 0

    Coerenza.
    L'animazione giapponese è fortemente legata al softpower giapponese, anzi lo incarna. Penso alla candidata giapponese che in propaganda elettorale si vestì da Sally la Maga, al politico giapponese che in un discorso ufficiale citò Demon Slayer, a Captain Tsubasa nel trailer delle Olimpiadi di Tokyo.
    E tale identificazione si trasmette agli spettatori. Tanto che in Perù o Cile alcuni candidati politici usarono il cosplay per attrarre elettori.
    Giappone 3 - USA 0

    Capolavori.
    Ma l'animazione è di fatto nata in America, e questa zampata dell'antico maestro si sente quando gli Americani devono creare grandi opere. A livello di capolavoro gli americani surclassano quelli giapponesi, per inventiva, per stile, soprattutto per investimento economico. Sono i capolavori americani che girano la rotellina di controllo delle epoche. Mi piacciono tantissimo Tezuka e Miyazaki, ma la potenza visiva di Heavy Metal (lo considero americano), Biancaneve, Fantasia, Cars/Toy Stories è superiore ad ogni corrispettivo giapponese. Evangelion e Akira compresi. Film che quando distribuiti hanno cambiato il corso dell'animazione.
    Giappone 3 - USA 1

    Non mi viene in mente altro.
    Ciao
    Giù


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    1. "Ma l'animazione è di fatto nata in America, e questa zampata dell'antico maestro si sente quando gli americani devono creare grandi opere. A livello di capolavoro gli americani surclassano quelli giapponesi, per inventiva, per stile, soprattutto per investimento economico. Sono i capolavori americani che girano la rotellina di controllo delle epoche. Mi piacciono tantissimo Tezuka e Miyazaki, ma la potenza visiva di Heavy Metal (lo considero americano), Biancaneve, Fantasia, Cars/Toy Stories è superiore ad ogni corrispettivo giapponese. Evangelion e Akira compresi. Film che quando distribuiti hanno cambiato il corso dell'animazione."
      Confermi quello che si sa quella statunitense è la migliore tanto che ha fatto nascere quella giapponese che continua a ispirarsi enormemente da loro gli statunitensi erano e sono i padroni indiscussi dell'animazione e dell'intrattenimento e i secondi sono i nipponici.

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    2. Possiamo dire quindi
      Usa 15 - Giappone 8

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    3. "L'animazione americana si sente legata ai preadolescenti, è sempre considerata un prodotto infantile legato alle mattine del fine settimana. Questo ne ha limitato e ancora ne limita le tematiche, i soggetti, lo stile e il linguaggio. "

      Questo per me vale solo adesso, perchè a riguardare numerose serie occidentali (non solo "americane") tra gli anni 80/90 noto invece un'approccio ben più serio e maturo di quello che si ha oggi. Certo, si tratta per lo più di prodotti scacciapensieri; ma in molti casi vi sono atmosfere più tese; un linguaggio più ricercato (specie nei nostri doppiaggi) e in genere non mancano tematiche che oggi verrebbero definite più adulte oriferimenti a cose come la morte, la violenza, la droga e perfino l'eros...

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    4. Si ma sono sempre costantemente didascaliche: droga, morte, violenza, ma alla fine dettano al preadolescente la lezioncina della settimana. Sembra che ti vogliano dire "Siamo tutti figli del Comics Code applicato all'animazione". Gli anime non dettano lezioncine. Avranno altri difetti, ma non quello di voler moralizzare l'intrattenimento.
      Ciao
      Giù

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    5. Molto interessanti i punti elencati da Giù, che condivido in gran parte.
      L'animazione americana, se ci si mette, sa essere grandiosa (ed è vero); la serialità è di gran lunga (parlando di numeri) superiore in oriente.
      Diciamo che anche i grandissimi capolavori giapponesi (film come Akira, Ghost in the Shell...) sembrano essere sempre un po' subordinati a una nicchia. Lo stesso Miyazaki non è così "per tutti" come invece sa essere un Disney.

      Moz-

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    6. Vero, la Disney riesce a rivolgersi comunque a tutti... è una cosa incredibile, questa. Riesce a catturare l'attenzione di tutti, mentre i film animati giapponesi che citi nemmeno vogliono provarci. Ma vale lo stesso per quelli, analoghi, americani...

      Moz-

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  13. Così su 2 piedi non saprei scegliere🤔
    In realtà sono piuttosto onnivoro e quindi mi piace un po' di tutto, ricordo anche diversi bei cartoni canadesi e pure qualche bel cartone europeo (perlopiù francese...)🙋🏻‍♂️

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    1. Esatto, ci sono bei cartoni europei, e ciofeche su tutti gli schieramenti. Io amo l'animazione in sé, non guardo troppo la provenienza. Ma ammetto che nel boom di fine anni '90 inizio 2000, mi stava sul kaiser quando Bim Bum Bm sprecava (secondo me, ovviamente) spazio con Sabrina, Totally Spies e prodotti che toglievano slot a storie giapponesi con ben più appeal... :)

      Moz-

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  14. Sono Marco Fabio, ti scrivo dal cellulare.
    Se parliamo di serie a episodi, è indubbio che, come detto sopra, il periodo d'oro degli USA è passato. Ma anche in Giappone le serie valide, così come i manga da cui derivano, oggi sono poche. Gli USA si riscattano con i lungometraggi Disney e Pixar, ultimamente non ne hanno sbagliato uno, mentre in Giappone oltre Myazaki c'è il Nulla di fantasiana memoria.

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    1. Qualcosina di giappo c'è ma effettivamente molto si è perso. Sarà l'abbandono dell'animazione tradizionale, che pesa più sugli anime che sulle produzioni americane? Chissà...

      Moz-

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  15. Ci sarebbe tanto da dire, perché dovremmo considerare tanti discorsi e variabili in entrambi i contesti.

    Io so solo che per quel che mi riguarda, nel discorso americano, vedo in generale pochissimo, gran parte dei prodotti che ho amato e seguito hanno molto spesso molti anni alle spalle (tranne sicuramente qualche eccezione), e non discuto che ci sia roba che piace tutt'ora, ma appunto , spesso son prodotti che non fanno per me (da Disney a seguire).
    Seguo molto di più in generale prodotti di origine giapponese, quindi anime, dove leggo e sento molto spesso "erano meglio prima" , ma anche no, semplicemente non si conoscono tante nuove produzioni e prodotti di spessore (sia di mero divertimento che più serio) che non mancano mai.

    Ma alla fine non mi sento dire che meglio X o Y, son cresciuto con molti prodotti provenienti da ambo le parti (anche se sarebbero da citare tante altre produzioni non USA né JAP), ed entrambe ci hanno regalato dei prodotti gradevoli e delle emerite schifezze.

    Caio

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    1. Vero, rilancio: l'importante è l'emozione che ci hanno regalato.
      Dalla sigla italiana a quella originale, dalle musiche di Levy/Saban al resto.
      Concordo che oggi forse non si conoscono tanti prodotti... ma perché non li conosciamo?

      Moz-

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    2. Ma penso che sia io che te, se ci mettiamo a cercare titoli li troviamo, il discorso è:
      "rientra tra i nostri gusti"?
      " è un target in cui non rientriamo più?"

      O probabilmente per via di internet e servizi vari, che è difficile concentrarsi solo su una cosa?

      Cioè, io per periodi ho visto solo serie, ultimamente meno serie e molti film, sto seguendo anche anime, tipo "Rainbow" su Prime, e per la prima volta dopo anni faccio un rewatch (The Shield sempre su Prime) e potrei continuare (nel senso che per citare il tempo dedicato ai manga, la musica, oltre il resto). Alla fine nel passato ricordiamo c'era la TV e basta, e quello vedevi che offriva.

      Caio

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    3. Sicuramente prima la televisione era centrale, definiva anche i tempi... Oggi è tutto più liquido, e quindi veloce, impalpabile...

      Moz-

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  16. Io da bambino ho sempre amato entrambe, senza fare troppe distinzioni perchè era bello essere investiti da quel mondo di colori e fantasia noti indistintamente come cartoni animati (prodotti seriali o meno); ma sarei poco obbiettivo a non dire che la mia preferenza pendeva soprattutto verso i prodotti di matrice occidentale (dove è bene ricordare non c'erano solo cartoni americani) non solo per una questione puramente culturale, ma anche estetica e di sensazioni/emozioni che mi hanno sempre regalato sin dalla più tenera età, cose che a parole non riesco ad esprimere ed alla quale non potrei farne a meno.

    Per questo io disprezzo profondamente tutti quegli arroganti otaku integralisti e saccenti (che si pensano grandi conoscitori della cultura nipponica solo per aver guardato qualche anime) che guardano dall'alto in basso la vecchia animazione occidentale coprendola di merda ad ogni pie sospinto, senza uno straccio di argomentazione o senza per lo meno aver provato a guarde una dei prodotti prima di giudicare... perfino io prima di smerdare A RAGIONE una robaccia come Steven Universe gli ho datro un'occhiata prima, ed ho trovato che i miei pregiudizi erano più che fondati.

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    1. Ma quelli che citi tu sono i giappominkia, persone integraliste e fanatiche (tossiche, anche) esattamente come collezionisti e girellari. Categorie assurde.
      Io ho sempre adorato l Disney, tanto che la mia unica collezione di videocassette dell'epoca era disneyana (e non amavo altre cose in collezione, sia pure prodotti da me adorati come Tom & Jerry o Ninja Turtles).
      Però riconosco all'animazione giapponese un qualcosa di più potente per quanto riguarda tenica, pathos e sentimento. Insomma, l'America non ce l'ha una Lady Oscar (ma anche il Giappone odierno...).

      Moz-

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    2. Sicuro? Hanno Wonderwoman e Catwoman se parliamo al femminile e
      Spiderman, Batman, Superman, Lanterna Verde e tanti altri al maschile.
      Per loro questi sono i loro eroi in cui si identificano anche se hanno poteri non umani rimane il fatto che sono persone.

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    3. Non parlo di personaggi, ma di opere. Errore mio che mi sono espresso male. Intendo: una serie forte, artistica, potente come Lady Oscar non c'è.

      Moz-

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    4. Loro e il pubblico mondiale ti dicono che le serie su quei personaggi lo sono.

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    5. Quali serie? Esiste un cartone seriale su Catwoman? 🤣

      Moz-

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    6. Quelle sugli altri eroi quanti ce ne sono di Superman, Spiderman e Batman non ci vuole molto a capirlo 😆.
      Al femminile mi diresti che non sono all'altezza ma per il pubblico valgono.

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    7. Per quanto bella, Batman Tas (stupenda) non penso vinca tecnicamente su Lady Oscar, sinceramente. Siamo a un livello elevatissimo per entrambe, sia chiaro...

      Moz-

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    8. Lady Oscar per quanto è un piccolo gioiello non è internazionale è ristretto solo a noi, il Giappone e ad altri pochissimi paesi perché globalmente non è conosciuto negli Usa e nel resto dei paesi anglofoni e negli altri in Europa e del mondo manco sanno cos'è perché piace a pochissimi popoli.
      Quindi per il resto del pubblico mondiale solo perché non è conosciuto ti dicono che vuol dire che non è così importante perché non vale molto anche se sappiamo che lo è.
      È il modo di ragionare del pubblico generalista.
      Loro ti racconterebbero di altre produzioni da noi e in altre nazioni semi e del tutto sconosciute che per loro sono sacre.

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    9. Sì ma io sto parlando di qualità del prodotto, non di quanto sia forte commercialmente.
      Il senso del post è un altro, altrimenti a questo punto Topolino batte tutti e via.

      Moz-

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    10. Anch'io intendo la qualità ti ridico che nel mondo non è considerata immensa come da noi e in quei quattro altri posti.

      Elimina
    11. Sì, quindi vuoi mettere a paragone la serie di Superman con Lady Oscar, a livello tecnico e di qualità.
      Contenta tu...

      Moz-

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    12. Ma Dio santo leggi ho detto che il pubblico mondiale lo vede così perché non lo conoscono e perché probabilmente non gli piacerebbe conoscendolo i gusti degli anglofoni e degli stranieri.

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    13. E quindi? Ripeto, non è una gara a chi piace di più, ma a chi è oggettivamente meglio sul livello di tecnica e qualità 🤣💪
      Riesci a comprendere?

      Moz-

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    14. Non riesci a comprendere te che per te e solo altri è un capolavoro in ogni aspetto ma per il mondo no? No!

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    15. Quando una cosa è fatta bene, è insindacabilmente ottima. Non sapevo che tu conoscessi i gusti mondiali.
      Credo proprio che Versailles no bara sia uno dei gioielli dell'animazione seriale (giapponese e non) senza ombra di dubbio e indipendentemente se piaccia o meno a mille o un miliardo di persone.
      Discorso chiuso, evita di replicare ancora: qualunque altro commento scritto senza account reale sarà rimosso.

      Moz-

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  17. Io ho sempre apprezzato le collaborazioni nippo-occidentali che, per querl che mi riguarda, anno sempre tirato fuori delle autentiche perle, alcune oggi molto rare e poco ricordate; secondo me andavano fatte più spesso.

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    1. Io amavo le sigle fatte dai giappi su prodotti americani: le sigle erano accattivantissime, regie dinamiche e stupende, poi però la serie era inevitabilmente più "basic" :)

      Moz-

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  18. Vero Gravo, mediamente è proprio come dici (vedi anche risposta data a Gas, sopra).
    I giapponesi fanno le cose in modo più artistico, anche se si tratta di prodotti-cazzata fatti per vendere giocattolini.
    Vero anche il resto, ossia che molto spazio è concesso a introspezioni, problemi e via dicendo, cose che ci sono anche nei cartoons ma una tantum, o raramente (e forse però quando succedeva, colpivano molto: come la puntata di Bravestarr col ragazzo morto di droga, o quella in cui He-Man uccide un innocente...) ❤️🔥💥
    Anonimo: non puoi asserire una cosa così trachant.

    Moz-

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  19. E' da oggi a mezzogiorno che continuo a rimuginare su serie americane e giapponesi (e francobelghe, inglesi, italiane, slave, sudamericane, coreane, russe).
    E pensa e ripensa - ribadisco - le americane seriali scontano il fatto di aver come target il bambino. Ostico quindi per Speedy Gonzales o per Penelope Pitstop stuzzicare l'interesse dello spettatore cresciuto contro Lady Oscar, Devilman, Gigi la Trottola o Capitan Harlock.

    Certo possiamo trovare alcuni casi in cui i personaggi, le storie e le opere si equivalgono, per esempio Batman 93 vs Cyborg 00 del 1980: se la giocano alla pari.

    Quando il target si alza, allora puoi trovare soprese anche nella serialità americana: Daria, Samurai Jack. Oppure Bo Jack Horseman! Oppure una specie di spin off di Heavy Metal che ho visto di recente e consiglio, l'antologica Love Death e Robots. Ecco queste sono serie che competono per qualità con le giapponesi.

    Comunque è un mondo che si sta articolando sempre più, provate a vedere la serie animata filippina Trese.
    Ciao
    Giù

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    1. Però io distinguerei ulteriormente le serie classiche fino agli anni 50 come Penelope, Speedy ecc, che sono immortali e godibili sempre, da quella serialità tipo James Bond Jr. e simili, anni '80 e '90...
      Inoltre, anche le serie americane per adulti sono serie irriverenti, satiriche... Di adulto hanno questo, non sono serie tipo Berserk, per intenderci... Forse sì, Love Death Robot potrebbe esserlo ma è sempre underground (come appunto l'Heavy Metal da cui deriva) e non mai stream o normale, come invece sono le storie "adulte" giapponesi... 🤔🔥

      Moz-

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  20. Sempre "belle" domande fai, perché sinceramente mi è difficile scegliere, preferire una all'altra quando praticamente cresciuto con entrambi. Tuttavia, se ragiono con la testa di oggi, e l'età di adesso, gli anime (anche e soprattutto film) preferisco.

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    1. Diciamo che riescono ad avere quell'... emozione in più, mediamente.

      Moz-

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  21. Mi è difficile rispondere a questa domanda perché amo entrambe le produzioni. Adoro i classici cartoni americani come Tom e Jerry, Looney Toons, Braccio di Ferro. Cartoni che ti fanno scompisciare dalle risate. Sicuramente c’è molta differenza con gli anime, che sono molto più simili alla nostra realtà, che affrontano tematiche importanti. Il mio anime/ manga preferito è Lupin. Se mi trovassi su un’isola deserta, io voglio sia Lupin che Willy il Coyote. Gli americani sono un po’ più frivoli, quelli giapponesi più profondi, ma sono entrambi favolosi.

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    1. Che poi, sarebbe un'accoppiata da urlo: Lupin e Wile, entrambi così dinoccolati, geniali, pasticcioni...^^

      Moz-

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  22. Alcuni sono intramontabilissimi!!! **

    Moz-

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  23. L'animazione, di qualsiasi scuola o provenienza, è uno strumento e come tale la qualità dipende da chi vi sta dietro (registi, sceneggiatori etc.). E quindi non si può mai dire che una scuola è migliore di un'altra senza scadere in inutili generalità non obbiettive.
    Dire ad esempio che l'animazione giapponese è solo profondità e Miyazaki vuol dire ignorare cose come Doraemon e Pretty Cure, così come dire che l'animazione americana è solo pubblicità di giocattoli vuol dire ignorare cose come Samurai Jack e Ralph Bakshi.
    I cartoni giapponesi devono la loro fortuna al fascino esotico che portano con sé e al fatto di non dover rispondere a schemi convenzionali più ristretti rispetto ai cartoni occidentali (volgarmente detto: sangue e tette, come disse il regista di Ghost in the Shell). Ma ormai anche l'animazione occidentale, da tempo, si è adattata al mercato e, semmai, oggi si sente un po' la mancanza dei cartoni giocattolosi di una volta, ruolo che è stato appunto riempito dagli shonen, per questo così popolari.

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    1. Verissimo, ottima analisi.
      È proprio così, io ovviamente parlavo per semplificazioni e intendendo l'animazione seriale.
      Sono modi diversi di concepire le storie.
      Mi concentro su un punto: la forza degli anime è sempre stata quella di non nascondere situazioni forti, che anzi facevano parte NORMALE della narrazione. Tragedie incluse, a volte anche una a puntata. E poi l'affrontare cose quotidiane, di ogni giorno, normali.
      Ma le cose americane? Ecco, sono sempre più... fantastiche, diciamo, ma poi quando avviene qualcosa di duro, quell'una tantum, colpisce molto.
      Esempio, il ragazzo morto in Bravestarr, o He-Man che uccide per sbaglio una persona... puntate che restano impresse proprio perché il resto era sempre tenuto su un livello "basic".

      Moz-

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    2. Vero ma non trovo sia giusto paragonare He-Man o Transformers ad Evangelion o Nadia. Sarebbe più giusto paragonarli a Pokemon o Yokai Watch, e allora vedi che tante differenze non ce ne sono: sono tutte e 4 serie con l'obbiettivo primario di vendere giocattoli ai bambini e che quindi mantengono un tono e dei contenuti moderati e infantili, oltre che a spingere sugli elementi che fanno vendere i giochi. Con picchi occasionali di "maturità" (il primo film animato dei Pokemon e il primo film animato dei Transformers).
      Il fatto è che, per molto tempo, in Occidente non abbiamo avuto animazione o anche fumetti per adolescenti e giovani adulti. O erano per bambini (Disney e fumetti di supereroi Golden/Silver Age) o erano per adulti (Bakshi e i fumetti di Conan e Lovecraft su Strange Tales). Bisogna aspettare Star Trek perché nasca la cosiddetta comunità nerd vera e propria e con essa l'idea che esiste una fascia di clienti adolescenti/giovani adulti a cui propinare (passami il termine XD) prodotti di ogni tipo. In Giappone ci sono semplicemente arrivati prima di noi.

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    3. Questo è pure vero, il paragone è giusto.
      Ecco, in America è mancata una fascia per adolscenti che non fosse per forza ironico-satirica o comunque al vetriolo, ma normale. È proprio un'altra concezione.

      Moz-

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  24. Prima di tutto mi piacciono a volte entrambi (ma con migliori cose che mi piacciono).

    Secondo: Come tutti gli altri, preferisco di gran lunga / tantissimo / di più / estremamente i cartoni animati occidentali (specialmente, esattamente, quelli americani). Perchè quelli vecchi americani sono i migliori più belli, esilaranti, sorridenti, stupendi, spassosi, eccezionali, fortunati e mitici di tutti i tempi con grande senso dell'umorismo alle volte, soprattutto in Italia. E questi cartoni americani (classici e anni 70-80-90) che mi piacciono (nonostante I Simpson, I Griffin, Futurama, South Park e American Dad sono pessimamente sottovalutati mentre quelli moderni fanno schifo) sono: Topolino e i suoi amici, Tom e Jerry, Looney Tunes, Hanna e Barbera (tutti quelli cartoni del genere dagli anni 50 ai primi anni 90), Braccio di Ferro, La pantera rosa, Felix, Garfield, Mr Magoo, Rocky e Bullwinkle, Casper, Mighty Mouse, Batman, He-Man, She-Ra, Scuola di polizia, L'ispettore Gadget, The Real Ghostbusters, Tartarughe Ninja alla riscossa, The Mask, Street Sharks, G.I. Joe, Thundercats, Transformers G1, Biker Mice da Marte, Mighty Max, Action Man, Jayce, Dungeons e Dragons, M.A.S.K., Superman classico e anni 90, Capitan Planet, The Tick, Teddy Ruxpin, Sibert, Gemelli del destino, Sabrina, Foofur, Nel covo dei pirati con Peter Pan, Widget un alieno per amico, I supereroi Marvel, Super Mario, Cops squadra anticrimine, Le magiche ballerine volanti, Starla e le sette gemme del mistero, Pelleossa, La fabbrica dei mostri, Allacciate le cinture viaggiando si impara, Principe Valiant, Blackstar, Flash Gordon, Filmation's Ghostbusters, Bravestarr, I difensori della Terra, I Puffi, Gli Snorky, Darkwing Duck, DuckTales, Cip e Ciop agenti speciali, Ecco Pippo, Bonkers gatto combinaguai, I Gummi, TaleSpin, I Wuzzles, La sirenetta - Le nuove avventure marine di Ariel, Aladdin la serie, Timon e Pumbaa, Gargoyles, Gatti Volanti, Quack Pack, Tom e Jerry Show 1975, Tom e Jerry Comedy Show, Tom e Jerry Kids, Denny, Conte Dacula, Jem, Alvin rock n roll, David Gnomo, Denver, Lady Lovey, Vola mio mini pony, Iridella, Siamo quelli di Beverly Hills, Grisù, Pippo e Menelao, Tex Avery Show, Chi la fa l'aspetti - Iznogoud, Picchiarello, Pazze risate per mostri e vampiri, Fleek Stravaganza, Mortadello e Polpetta, Pippi Calzelunghe, Sonic, Gli orsetti del cuore, Quackula, Blinky Bill, Albertone, I favolosi Tiny, Animaniacs, Mignolo e Prof e Freakazoid.

    Terzo: mi piace anche l'animazione giapponese, ma solo quelli che siano più migliori, come Kiss Me Licia, Holly e Benji, Creamy, Magica Emi, Zorro, Bentornato Topo Gigio, Peter Pan, Il libro della giungla, Alice nel paese delle meraviglie, Il mio amico Huck, Evviva Palm Town, Carletto, Nino, Lupin, Go Nagai Robot, Uomo Tigre, Ken il guerriero, Candy Candy, One Piece, Dragon Ball, Sampei e ogni ragazza magica di Toei Animation.

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