[RIVISTE] Anime Cult 13: vediamo com'è!

 


Si entra nel secondo anno editoriale di Anime Cult, che a inizio mese ha spento la sua prima candelina. È ormai chiaro: la rivista da qualche numero sembra essere entrata in una nuova fase, alzando ulteriormente l'asticella e proponendo analisi e retrospettive ancora più interessanti e approfondite.
Questo numero, peraltro graficamente molto ricco e d'impatto, è indicativo di ciò (vedere per credere!), dimostrando come ci sia ancora tantissimo da poter dire su anime e manga (in Italia, soprattutto).
Sì, lo so, ci sono anche io, ma sarebbe lo stesso anche se non ci fossi: posso parlarne a cuor leggero in modo obiettivo e raccontarvi com'è questo numero.


Vi lascio l'indice degli articoli di questa tredicesima uscita:




Apre le danze Mario A. Rumor, con una dettagliata retrospettiva sul maestro Osamu Dezaki.
L'analisi è completa sotto ogni punto di vista, da quello storico a quello artistico, e ovviamente anche tecnico.
Si ripercorrono eventi e titoli, lavori e regie di una personalità che è riuscita a imprimere più di un riconoscibile marchio alla serialità giapponese.
In più, un approfondimento sui linguaggi animati del maestro. Imperdibile.





Se il numero è dedicato a Tsukasa Hojo, non si poteva non intervistare il mitico Guido Cavalleri, voce italiana di Ryo Saeba nelle prime due stagioni e in tutti gli special e film.
Susanna Schimperna ripercorre con Guido la sua carriera, dalla Tv dei ragazzi fino a City Hunter.




Altro imperdibile articolo di questo numero è quello che illustra come si riadattavano, per il mercato italiano, i manga che pubblicavamo nei primi anni '90.
Un lavoro particolare tra onomatopee da rendere in occidentale e testi da tradurre nella nostra lingua.
Firmano Silvio Andrei e Maurizio Ercole, portandoci proprio all'interno delle redazioni di un tempo, tra fotografie e ricordi.




Il dossier del mese è tutto per il maestro Tsukasa Hojo: ovviamente tante sono le pagine prese da Occhi di Gatto e City Hunter ma non mancano le analisi di tutte le altre sue opere.
Andrea Mortati ripercorre vita e opere del mangaka, mentre Alessandro Bottero raccoglie le dichiarazioni di Hojo rilasciate alla stampa internazionale, fino a inizio 2023.





Iniziano le analisi: Maurizio Iorio si occupa delle tre gatte ladre.
Dalla serializzazione "obbligata" del manga, avvenuta su rivista, fino all'analisi degli elementi che hanno decretato l'enorme successo di questo poliziesco al femminile.




Poi tocca a me, e vi porto in Italia. Ripercorriamo la storia di Occhi di gatto (anime e manga) nel nostro Paese: tra diversi debutti del fumetto (uno come "pubblicità" per l'opera, un altro pirata, e poi quello ufficiale...), edizioni della serie animata e successi editoriali, un viaggio nei ricordi... fino a oggi.





Mario A. Rumor invece analizza la serie animata di City Hunter: dai problemi che sarebbero potuti sorgere fino al successo televisivo, passando per le musiche, l'estetica e gli ingredienti di un cocktail destinato a lasciare il segno tra gli anni Ottanta e Novanta.



Così come per Occhi di Gatto, ripercorro l'articolata storia di City Hunter in Italia, tra debutti televisivi mancati, sigle cambiate, edizioni del manga, home video e adattamenti. Anche qui prendo qualche pagina del dossier per mettere a confronto le edizioni ufficiali del manga con quelle pirata del 1993.
Una -spero divertente- sequela di particolarità, testimonianza del passato dell'editoria italiana, che era anche questo.
Il dossier prosegue anche con un articolo sui film di City Hunter, altre pagine su Rash!! (di Giorgio Messina), un interessante punto di vista su F.Compo (di Alessandro Bottero) e ancora Rumor per Angel Heart.




Maurizio Ercole non solo è entrato nello staff della rivista: in questo numero c'è un'intervista fattagli da Bottero, per parlare della sua carriera ripercorrendo la storia di riviste e case editrici, pubblicazioni e idee dagli anni '90 a oggi.
Silvio Andrei ci riporta nel 1980, in provincia di Bologna, per raccontare un fatto che legava Goldrake all'erotismo, due classi di una scuola elementare e un famoso quotidiano.




Si conclude in questo numero la lunga e interessante intervista di Emmanuel Grossi a Giorgia Passeri, tra famiglia, televisione e teatro.
Per i robottoni, Messina ci parla di Daikengo, una serie atipica apprezzatissima anche in Italia.





Colorate sono le pagine (by TokyoTiger) dedicate agli album di figurine, e stavolta più del solito perché si parla de L'incantevole Creamy e le sue stickers Panini del 1985.
Ma c'è spazio per ripercorrere anche altre iniziative editoriali (e non solo) della maghetta.




Ancora Messina e ancora robot, per chiudere la dettagliata retrospettiva (tra Giappone, America e Italia) sulla prima generazione di Transformers.





Ancora TokyoTiger con i suoi coloratissimi reportage dal Giappone.
Si parla di foliage, e le foto di luoghi e oggetti vi faranno perdere la testa, con le loro calde sfumature autunnali!
Ancora, un'altra intervista esclusiva, stavolta a Mauro Goldsand, tra sigle e Migliacci.
Chiudono le recensioni (anche quella "fuori tempo massimo" di Luca Raffaelli, su due episodi di Georgie), e ci si dà appuntamento al prossimo numero.




Un numero come sempre denso di articoli, per tutti i gusti e su diversi argomenti; oltre cento pagine di grandi approfondimenti e un upgrade della rivista stessa, da sempre la più ricca sul mercato ma stavolta ancora di più. Altre novità ci attendono nell'immediato futuro.
Io sono proprio contento di far parte di questo bellissimo progetto, accanto ai nomi su cui da ragazzino ho "studiato" il mondo anime e manga.


13 commenti:

  1. Si cita anche Tra i raggi del sole, ovviamente. Tutte le opere, grandi o minori, sono citate 💪
    City Hunter non credo abbia sottotitoli ma ti faccio sapere (lo sto rivedendo proprio in questi giorni), ma l'edizione italiana non è così male, anzi... Come spiego nell'articolo, sarebbe interessante capire cosa avrebbe voluto farne la Fininvest all'epoca, essendo programmato per Italia 1... e conteneva terminologie davvero mai sentite su Mediaset... 💪🤩
    In ogni caso questo numero per me è imperdibile per almeno due cose: l'articolo sulla lavorazione dei manga in Italia e quello su Dezaki... si vede che gli autori sono tra i massimi esperti 💙

    Moz-

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  2. Interessante questa Rivista, ha già compiuto due anni, come passa il tempo. . . Un saluto Miki, buona e serena continuazione del mese di Novembre. Cento di questi anni per "Anime Cult" Auguri per una vita lunga

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    1. Un anno, un anno: ha spento la sua prima candelina. Il tempo passa in fretta... ma non così in fretta per fortuna 🤓💪
      Thanks!! ❤️

      Moz-

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  3. Sì, la copertina piace un sacco anche a me, penso sia tra le migliori. Ha catturato proprio lo spirito anni Ottanta, metropolitano, delle due opere... e poi i due loghi!!**
    Anche io sono un vero appassionato, ma al di là dell'opera in sé, io sono appassionato anche di società, televisione, editoria. Quindi non posso non considerare l'adattamento italiano e il perché fu fatto così (un piccolo mistero, in effetti); non posso non considerare le versioni pirata dell'opera.
    Sull'essere fatti al computer, anche qui ci sarebbe da aprire una parentesi clamorosa... e riguarda la società. Se vuoi ti spiego.
    Dezaki ha fatto miracoli su ogni opera, Lady Oscar è il capolavoro che è anche e soprattutto grazie alla sua regia e alle sue trovate visuali (tutte elencate nell'articolo, che consiglio vivamente).

    Moz-

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  4. Eccomi, non avevo visto la tua mail... figurati, ma se ti rispondo sempre!! 😅
    Poi oh, io parlerei velocemente su WhatsApp, ti ho girato anche il numero di tel, quando vuoi chiedermi queste cose.
    Comunque: Orange Road sarà la cover story/dossier del primo numero di Japan Magazine. Su Anime Cult, fino a maggio NON è previsto (ma prima o poi ci finirà sicuramente).
    Tra i raggi del sole è nominato, sì,non ne viene fatta un'analisi approfondita (puoi vedere dal sommario).
    Io invece non voglio dimenticare nulla del passato anime/manga, anzi... Non ci sarebbe l'oggi senza quanto fatto ieri. Per assurdo trovo più moda e meno amore negli appassionati odierni rispetto a quelli di ieri.
    P.s. lo spritz è da fighettine settentrionali 😁

    Moz-

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  5. Cioè non rispondo alle tue mail? Ma non è vero!
    Mi era sfuggita ma non sei il solo che mi scrive, considera anche che la quantità è aumentata col nuovo lavoro...! 😅
    Dai, usa WhatsApp come tutti ed è più semplice!
    Yes, Japan Magazine torna (stavolta legalmente) e il primo numero è dedicato a Orange Road, quindi nessuna tristezza e nessuna occasione persa, anzi... Sarà celebrato lì nel grande ritorno di JM.Penso di poter dire con certezza che comunque prima o poi sarà anche su Anime Cult, come ovvio che sia, con un approfondimento sulla scia di quelli in corso.
    Il passato resta una pagina nera che deve essere analizzata e compresa, non dimenticata.
    Gli addetti ai lavori non fanno sigle collage, ma non abbiamo nemmeno più il mondo molto più appassionato di prima...

    Moz-

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  6. Ma come fai a dire che ti rispondo raramente? Rispondo a quelle che mi mandi! 🙃
    Non ti ho risposto a questa mail, ma ti ho spiegato che non l'ho fatto certo apposta.
    Non so, mi sembra come se vuoi per forza discutere inoltre non provi manco a comprendere le mie giornate e i miei tempi... 😐

    Japan Magazine sarà una sorta di sorella minore di Anime Cult, più leggera ma non meno approfondita: è come se si completassero a vicenda.
    Non c'è nessuna astrusa logica: che senso ha avere contemporaneamente su due riviste sorelle la stessa cover story? Orange Road debutta quindi su JM ma ci sarà sempre spazio su Anime Cult. Non vedo la questione dove sia, né l'occasione persa...

    Moz-

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  7. Da te mi arrivano spesso mail doppie, io provo a rispondere in un'unica soluzione altrimenti mi perdo. Non credo di aver lasciato mai in sospeso dei discorsi, o non aver risposto a delle tue domande...
    Non sono mail fastidiose, semplicemente forse qualcuna si perde nel mare di cose che ricevo... ma perché pensi sia una cosa contro di te?
    Comunque, sì: la data indicata è febbraio, spero non slitti per qualche ragione (il numero è comunque praticamente pronto) 🤓💪

    Moz-

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  8. Mi stai facendo praticamente passare come un mostro che non risponde ai messaggi 😅😐
    La cosa mi lascia stupito perché ci sto molto attento: magari può passare del tempo, ma credevo di aver risposto a ogni mail, in caso contrario ti chiedo scusa, ma ribadisco che dunque sono cose che possono capitare frequentemente, a questo punto e non per mia volontà, data la mole di lettere che mi arriva (specie in questo momento storico dove mi interfaccio con la casa editrice su più riviste da portare avanti... potrebbe succedere di perdermi qualcosa per strada. Se mi mandi anche solo un SMS (se non vuoi usare WhatsApp) per ricordarmi qualcosa, che magari è sfuggito, potrebbe essere una soluzione! 💪
    La redazione di JM è per tre quarti quella di Anime Cult: lo speciale su Orange Road l'ho curato io; il tono generale è più "leggero" e scanzonato, specie grazie ad alcune rubriche, ma la serietà generale è quella di sempre 😎💪

    Moz-

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  9. Ah beh, grazie per la fiducia :I
    Ma se non ti convince quello che scrivo (peraltro nel caso specifico ho risposto a richieste precise di redazione, non è che mi sono messo a scrivere io di mia iniziativa le cose che volevo) mi fa strano che comunque sei sempre qua a leggermi XD
    Creamy è una celebrazione che parte dal Giappone, è Pierrot dietro tutto. Non so se vorranno fare lo stesso con Orange Road. Tu spesso non calcoli le cose che ci sono dietro... secondo te -per quanto bello- un evento come la Takada per Creamy sarebbe come la Takada per KOR? Dai, siamo realisti.
    JM è proprio quella rivista con una brutta nomea. Semplicemente, adesso diventa una pubblicazione legale e soprattutto seria. A lei sono comunque legati tantissimi ricordi e, che piaccia o meno, è stata fondamentale in ben due ondate di giappomania.

    Moz-

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  10. Non sei scortese, è che io non devo dimostrare niente a nessuno: mi hanno affidato un compito e l'ho portato a termine nel miglior modo possibile (come sempre). Mi hanno fornito loro gli argomenti da trattare e io l'ho fatto.
    So bene che il manga è iconico (nemmeno raccolgo la tua provocazione a mio avviso sciocca: se sono scortese scusa, mi gira così), ma credo che l'anime -specie in Italia- lo sia molto di più. Sarebbe assurdo aspettarsi uno speciale sul manga e basta... non interesserebbe così tanto, che ti piaccia o meno.
    Il 2024 ha 12 mesi, non escludere che Orange Road non possa arrivare anche su Anime Cult entro l'anno nuovo, magari per te (e per me) grazie ad altre penne (così me lo gusto anche io)! 💪

    Moz-

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  11. Io penso con un titolo come Orange Road avrà sempre molto spazio in futuro, in ogni salsa... vedrai.
    Apparirà su speciali, su riviste regolari e via dicendo :)

    Moz-

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  12. Purtroppo non tutte le penne possono piacere, credo sia impossibile avere un team veramente ideale, sarebbe una cosa a nostra immagine e somiglianza... impossibile per qualsivoglia redazione.

    Moz-

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