[SOCIETÀ] imbarazzanti, vanitosi, presuntuosi, falsi: come veniamo percepiti dagli altri?



Come ci percepisce la gente?
Avrete notato che ho usato solo termini negativi, a cui posso aggiungere anche "viziati", "gretti", "arrivisti" ma anche "boomer".
Parleremo tra le righe anche degli eventuali pregi, sia chiaro: ma va da sé che a colpirci sono sempre le sensazioni brutte, quelle degli altri o quelle che temiamo di dare agli altri noi stessi...


E che dire delle nostre passioni? Anche in base a queste possiamo essere visti in qualche modo dagli altri: infantili, fissati, imbarazzanti.
Ma per fortuna anche, magari, equilibrati, maturi, seri, appassionati.
Cosa determina secondo voi questa diversità di percezioni?
Quando si travalica davvero il confine del cringe?





Ecco, parlando di cringe, io mi chiedo sempre come sia possibile che nessuno o solo qualcuno si accorga di quando una persona o una situazione sono imbarazzanti, per sé e per gli altri.
Gente che si avventura in discussioni di cui non è minimamente padrona, ma vuole farlo sembrare (commettendo quindi errori grossolani...), o scenari simili.
Sono cose che mi mettono sempre un po' a disagio, anche perché è pure impossibile poi correggere questa gente senza rischiare di sottolineare la loro cringetudine.






Ed è così, a volte dobbiamo autocensurarci.
Ma ancora, mi chiedo come si possa dare credito ad alcuni che si spacciano per quel che non sono, o che fanno presenza nonostante sia palese la loro sacrosanta incapacità.
È vero che ci vuole la faccia di bronzo, e bisogna vendersi bene senza vergogna, ma tante volte questo non basta perché è facile smascherarsi.
Ho visto donne chiamate a fare cose solo perché donne, quindi per una quota rosa e non per la loro competenza (che non devono per forza avere).
E a chiamarle sono spesso altre donne, che rinunciano a una qualità di base pur di avere la facciata.
Ma il discorso non ha sesso: ciò è appannaggio anche di tanti uomini.


Possibile che nessuno se ne accorga, che nessuno se ne renda conto? Me lo chiedo sempre quando alcune di queste situazioni mi sembrano palesi.
Forse conviene soprassedere? Ma allora perché in tanti casi si avalla queste situazioni, facendo di queste persone quasi dei guru (del web e non solo), dando loro credito e fiducia, nonostante gli evidenti limiti intersecati alla presunzione, alla vanità e magari anche a un intreccio di bugie?




Forse anche io posso essere percepito così, sia chiaro.
Me lo sono chiesto, proprio analizzando negli anni varie circostanze che ho osservato.
E mi chiedo anche come vengo visto in merito alle mie passioni. Ché forse io stesso non mi rendo conto di sembrare cringe, o boomer, o imbarazzante.
E voi? Vi siete mai posti questi problemi?
Vi siete mai chiesti queste cose?
Come siete percepiti?


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1 commento:

  1. Sul fattore "cringe" sono molto critico. Mi sembra che quando venga rifilato, questo termine parli più di chi lo dà rispetto a chi lo riceve. Esempio: ti dico "cringe" perché io mi trovo in difetto rispetto alla tua passione, rendendomi conto che tu hai qualcosa che ti motiva, per cui sei preparato, che ti dà da mangiare, che ti fa divertire, che ti soddisfa, mentre io non so assolutamente una ceppa di niente e sono frustrato e questo paragone mi fa male. Come mi difendo? Dicendoti "Cringe" e mascherando la situazione dietro a una risata.
    Invece, sulla situazione che descrivi, del fare spazio più per assecondare certe apparenze che per meriti reali, per fortuna ho incontrato pochi casi, ma quei pochi mi fanno abbastanza incazzare.
    Tema passioni? Su come vengano percepite le mie sinceramente me ne curo sempre meno. Ormai sono certo che la gente passi la maggior parte del tempo a pensare a sé, piuttosto che a giudicare gli altri. Se io sto bene con le mie cose, a posto così. Se qualcuno mi giudica, la rivedo sempre come ti ho detto prima, cioè: quel giudizio parla più di chi lo sta dando, rispetto a chi lo riceve. Poi certo, questo non significa che non ascolti le critiche o le parole degli altri, ma cerco di pesarle il giusto e di riconoscere se siano costruttive o meno.

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