Nella lunga storia delle ragazze magiche, che siano maghette o streghette, in pochi tendono a ricordare la Gorgeous Irene di Hirohiki Araki, papà de Le bizzarre avventure di JoJo.
Certo, è un fumetto pressoché dimenticato (sono, peraltro, solo due storie, del 1985 e del 1986) ed è uno shonen manga: ma alcuni dei principali ingredienti del genere maho shojo ci sono tutti: trucchi fatati, possibilità di trasformarsi in una ragazza più grande, poteri magici e...
Gorgeous Irene è stata la prima opera di Araki con protagonista un personaggio femminile.
Irene Rapona è una sedicenne di origini siciliane, discendente di una misteriosa famiglia di assassini e che ha ereditato una singolare tecnica omicida.
Ragazza dalla doppia personalità, è una ragazzina talmente ingenua che non coglie ironia o cattiveria nelle intenzioni altrui, credendo a tutto ciò che le si dice. È anche molto bella, quindi circondata dai ragazzi che spasimano per lei.
Ma nasconde un potere molto particolare, capace di darle un aspetto più maturo... che è quello dell'Irene killer, un'assassina che viene assoldata per riparare le ingiustizie.
La storia si svolge in America: nel primo capitolo la città è una Swing Town di fantasia, nonostante si capisca che potrebbe essere New York; certo è che poi, nel secondo episodio, la Statua della Libertà compare davvero, e si parla di elementi più concreti come i portoricani.
L'ambientazione è quindi quella tipica dei film polizieschi-action anni Ottanta, tutta quartieracci tipo Bronx e criminali assortiti.
Due sono i capitoli che compongono la storia di Gorgeous Irene: nella prima storia (La villa della gigantessa), un ragazzo ingaggia la nostra maghetta-killer per vendicarsi dell'enorme Lauper, che sta diventando la boss incontrastata della città.
Grazie ai poteri del make-up, Irene riesce a introdursi nella villa di Lauper e sconfiggerla, in uno scontro tra realtà, illusione e... motoseghe!
Il secondo capitolo (La ragazzina dei bassifondi) propone una Irene indifesa e sola, che vaga nel posto più pericoloso della metropoli. Per fortuna, un piccolo criminale di nome Michael la prende a cuore e con lui inizia una vita di rapine e furti... mentre l'organizzazione criminale che sta dando la caccia a Irene incombe sempre di più, fino alla resa dei conti finale.
Dunque, abbiamo una ragazzina che - grazie ai cosmetici - può prendere le sembianze più inaspettate; riesce inoltre a diventare più adulta (anche le forme crescono) e pericolosa, sfruttando i suoi poteri mentali che giocano tra realtà e illusione.
Araki preferì comunque accantonare questo manga, non sentendosi pronto a realizzare storie con una ragazza protagonista, nonostante la casa editrice Shueisha aveva iniziale intenzione di serializzare le avventure di Irene a cui l'autore riesce appena in tempo a donare persino un animaletto-mascotte, per quanto elemento solo abbozzato (uno scoiattolo).
Araki riproporrà una nuova protagonista femminile solo dodici anni dopo, col nuovo capitolo di JoJo.
L'opera è in pieno stile del mangaka: pose plastiche, un tratto da fumetto underground e... bizzarro, accenni sexy e una buona dose di violenza anche ironica (non dissimile da quella di Ken il guerriero).
Le location sono sì città attuali, ma ricalcano subliminalmente alcuni setting da vecchio west (un po' come il nostro poliziottesco cinematografico, che di fatto portò nelle metropoli italiane anni Settanta il modello dello spaghetti-western).
I personaggi (soprattutto i nemici) sono iconici ed eccessivi, in puro stile anni Ottanta: trucco pesante, sfumature fluo (visibili nelle illustrazioni a colori), qualche citazione (Lauper, come Cindy...) e quell'estetica divertentemente violenta e decisa tipica dell'autore ma anche del periodo in corso.
In Italia, i due capitoli di Gorgeous Irene sono apparsi nell'omonimo volume del 2001, che raccoglieva storie brevi dell'autore (tra cui il primo capitolo di Magical B.T., vedi QUI).
Nel 2019 la storie sono state ristampate in un volume deluxe.
Gorgeous Irene viene citato in JoJo Phantom Blood come titolo di un libro letto da Dio Brando; appare come titolo di un'opera lirica in un videogame... insomma, la nostra killer del make-up è sì una "majokko" dimenticata, ma non per chi si è lasciato catturare dalle sue illusioni!






"Irene Rapona è una sedicenne di origini siciliane, discendente di una misteriosa famiglia di assassini e che ha ereditato una singolare tecnica omicida.
RispondiEliminaRagazza dalla doppia personalità, è una ragazzina talmente ingenua che non coglie ironia o cattiveria nelle intenzioni altrui, credendo a tutto ciò che le si dice. È anche molto bella, quindi circondata dai ragazzi che spasimano per lei.
Ma nasconde un potere molto particolare, capace di darle un aspetto più maturo... che è quello dell'Irene killer, un'assassina che viene assoldata per riparare le ingiustizie."
Ma che è na cagata assurda per forza nessuno lo conosce e non se lo è cacato di striscio come cazz ha fatto a durare due anni una robaccia simile era stata approvata dagli editori, fuori di testa sarà che nel suo decennio c'erano tantissime cose strane e accettate e magari credevano che avrebbe tirato abbastanza 😂.
Ma soprattutto perché metterci una siciliana, figa totale per giunta che neanche nella fantasia più estrema può esserlo 🤣🤣🤣.
I siciliani da sempre nel mondo fanno schifo ci avessero messo una messicana, una cingalese il flop enorme era di nuovo scontato.
Doveva essere americana, inglese o giapponese le tre nazionalità che da sempre universalmente piacciono e attirano.
Forse così poteva attirare un piccolo gruppo di lettori e durare qualche misero anno in più.
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