[FUMETTI] Berserk, episodio 384: la (ri)nascita

 


Sono passati otto mesi dall'ultimo capitolo pubblicato, ma eravamo stati avvisati: Berserk stava per entrare in una fase molto complessa e oscura, uno snodo di trama complesso e importante che Koji Mori conosce da venti anni e che ha voluto mettere su carta nel modo migliore possibile, vedendo e rivedendo trama e testi con lo storico editor di Kentaro Miura...


Avevamo lasciato Guts abbandonato a se stesso, in una sorta di esilio / condanna all'interno di un antico tempio orientale (QUI l'analisi dell'episodio precedente).
Le intenzioni di Daiba, però, potrebbero nascondere qualcosa: lo stregone kushan è un profondo conoscitore dei sistemi del mondo e probabilmente intende sfruttare il guerriero per qualche suo oscuro piano, sapendo benissimo cosa potrebbe succedergli all'interno della strana struttura (QUI un'analisi su Daiba, tra storia e particolarità del personaggio).




Ora ci tocca tutti andare a ripercorrere l'intera storia di Berserk, che è anche la vita di Guts: io vi consiglio di recuperare, innanzitutto, i volumi 3 e soprattutto 9, perché in quelli si è sempre celata la chiave di tutto.
Ma andiamo con ordine: Guts sta affrontando se stesso in una sorta di "viaggio" nel suo inconscio; sprofondando in una sorta di abisso, di vuoto, analizza la sua vita e le sue battaglie, gli incontri e gli scontri, la gente e i momenti che lo hanno segnato.
Il suo pensiero non può quindi che andare ai Falchi, a Griffith, e quindi a Casca.




Guts si convince che ormai sia troppo tardi, le cose sono irrimediabili.
Una voce lo invita invece a guardare e riflettere: si tratta di una donna, avvolta dalle fiamme (non dissimile all'apparizione delle strega Flora) che gli annuncia come il tempo per il lottatore sia giunto.
Il momento di guardarsi dentro, di scoprire la reale conoscenza, è arrivato.




Il guerriero si perde quindi in una sequela di ricordi che vanno dal falò dei sogni allo scontro con Mozgus, dalle prime battaglie coi Falchi all'assassinio del giovane Adonis, passando per il duello contro Gurnbeld.
Ma i flash vanno ancora più indietro, giungendo alla sua infanzia con Gambino e Sys, fino... alla nascita.
E qui, in un momento freudiano, rivediamo l'albero degli impiccati sotto cui il neonato Guts venne rinvenuto: ma l'immagine che ci viene fatta vedere mostra il figlio deforme concepito con Casca.




La donna spiega a Guts che lui è nato dalla morte, come fosse ciò un'anomalia della causalità.
E qui riecheggiano le parole del Cavaliere del Teschio (vol. 9): "sei nato da un cadavere. Dalla morte sei uscito alla vita per sprofondare nel fango!! Sei più vicino alla morte di chiunque altro...", elemento importantissimo perché ci fa comprendere che il guerriero è lui stesso una creatura dell'abisso, dell'interstizio, a metà tra il mondo reale e quello astrale.
Guts si ricongiunge con la sua parte neonata ed è come se emettesse un nuovo primo vagito: la conchiglia in cui è rinchiuso riemerge e si dischiude.




La voce della donna prosegue con una rivelazione importante: Guts è esattamente come Griffith, una creatura del baratro. E Griffith, ancora una volta dopo il vol. 9, è definito la metà di Guts.
Erano infatti essenziali e importanti le profetiche parole che il Cavaliere del Teschio (vol. 9) rivolse al guerriero durante il loro primo incontro: "quando tu, i tuoi amici, gli esseri di carne senza corpo adesso invisibili, e il loro re, tua metà [...]".
Miura lo aveva già detto: Griffith è la metà di Guts, e sappiamo che in Berserk il concetto di "metà"  -inteso come persona più importante - è fondamentale, visto che - ad esempio - quando si compie un sacrificio bisogna consacrare la propria metà.





Un capitolo dunque importantissimo, che mette in moto il meccanismo che farà sicuramente risvegliare Guts dalla sua depressione, ma cosa succederà con Daiba e gli altri?
Una vera e propria ri-nascita, pagine cariche di pathos e dettagli dai volumi passati che il lettore può divertirsi a riconoscere; i disegni sono sublimi e forse solo in un paio di vignette il volto di Guts può non essere perfetto, ma la bellezza della storia fa passare ogni altra questione in secondo piano.
Ci troviamo di fronte a qualcosa di analogo al capitolo 83, quello che Miura escluse poi dal corpus dell'opera, e ovviamente adesso aspettiamo di capire verso dove porterà la presa di coscienza dello spadaccino nero, e come potrà contribuire a rimetterlo in pista.


1 commento:

  1. prossimo capitolo capisce come domare la bestia e il prossimo esce dalla stupa potenziato. Per questo escono tre capioti di fila prima della pausa gia pianificata ad agosto.

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