A circa quarant'anni dall'ultima volta, il guerriero di Eternia torna al cinema: un evento atteso da tutti i fan di He-Man, un tribolazione che affonda le radici nel lontano 2002 (le prime voci su un film dei Masters, che doveva essere diretto da John Woo, sono dei primi anni Duemila) e che nel tempo è passato di mano in mano e di trama in trama (per fortuna hanno evitato quella con He-Man e Skeletor fratelli).
Ora, Masters of the Universe è finalmente arrivato: ma com'è?
La risposta, stavolta, è veramente difficile da dare...
Non posso non lasciarmi trasportare dalle emozioni, essendo i Masters una delle cose che più amo al mondo, da sempre e per sempre.
Questo Masters of the Universe è il film su He-Man che avrei voluto, come lo avrei voluto? No.
Questo Masters of the Universe è il film su He-Man che avrei voluto, come lo avrei voluto? No.
È un film divertente? Sì. È un film da vedere? Sì.
Io non sono un taleban-girellaro dei Masters, di quelli che He-Man è il barbaro di un tribù e Skeletor un essere interdimensionale; una trama vaga (certamente affascinante ed evocativa) durata solo quattro minicomics scritti nel 1981, abbandonata immediatamente per un altro tipo di storia (vedi QUI).
Per me He-Man è e deve essere l'identità segreta del principe Adam, con tutto il resto che è stato canonizzato a partire da fumetti DC (QUI) e quindi dalla serie animata Filmation (QUI).
Il film del 2026 di Travis Knight attua una operazione il cui tono sa di ibrido, probabilmente perché sa che il prendersi troppo sul serio è un rischio (e dopotutto, parliamo di personaggi nati come giocattoli).
Per me He-Man è e deve essere l'identità segreta del principe Adam, con tutto il resto che è stato canonizzato a partire da fumetti DC (QUI) e quindi dalla serie animata Filmation (QUI).
Il film del 2026 di Travis Knight attua una operazione il cui tono sa di ibrido, probabilmente perché sa che il prendersi troppo sul serio è un rischio (e dopotutto, parliamo di personaggi nati come giocattoli).
E così, la sceneggiatura (scritta a più mani) tiene conto un po' di tutta la mitologia dei Masters, anche quella "parallela" nata negli ultimi anni (ossia i meme).
Condisce il tutto con elementi sopra le righe - purtroppo spesso anche più sopra le righe del cartoon anni Ottanta -, regala bei momenti ma anche altri dove la logica sembra assente (come in un confronto tra eroe e nemico), sicuramente diverte ed emoziona, ma è anche l'ennesima rilettura del mito di cui francamente non c'era bisogno.
Condisce il tutto con elementi sopra le righe - purtroppo spesso anche più sopra le righe del cartoon anni Ottanta -, regala bei momenti ma anche altri dove la logica sembra assente (come in un confronto tra eroe e nemico), sicuramente diverte ed emoziona, ma è anche l'ennesima rilettura del mito di cui francamente non c'era bisogno.
Adam è un decenne che viene spedito sulla Terra per scampare a un attacco di Skeletor, che prende possesso di Eternia col suo manipolo di guerrieri malvagi; quindici anni dopo, guidato dalla Spada del Potere, riesce a tornare sul suo pianeta inseguito da chi brama quell'arma.
Buoni e cattivi si ritrovano così contrapposti in una serie di scontri e rivelazioni: una trama molto semplice che però fa della semplicità la sua forza, in un mondo di film inutilmente complessi.
Si ritorna spiritualmente agli anni Ottanta o Novanta, con fantasy avventurosi lineari e piacevoli; la sensazione - specie ogni volta che appare qualche personaggio noto - è quella di vedere i propri beniamini sul grande schermo come in una vetrina di meraviglie.
Non si capisce però perché, parlando di questo, abbiano puntato su personaggi che sembrano essere messi lì più per fanservice o per lasciar intendere di conoscere la materia, rispetto a figure molto più note: passi Karg, che è un richiamo al film del 1987, ma altri sembrano buttati nel mezzo sostituendo altri molto più noti al grande pubblico.
Buoni e cattivi si ritrovano così contrapposti in una serie di scontri e rivelazioni: una trama molto semplice che però fa della semplicità la sua forza, in un mondo di film inutilmente complessi.
Si ritorna spiritualmente agli anni Ottanta o Novanta, con fantasy avventurosi lineari e piacevoli; la sensazione - specie ogni volta che appare qualche personaggio noto - è quella di vedere i propri beniamini sul grande schermo come in una vetrina di meraviglie.
Non si capisce però perché, parlando di questo, abbiano puntato su personaggi che sembrano essere messi lì più per fanservice o per lasciar intendere di conoscere la materia, rispetto a figure molto più note: passi Karg, che è un richiamo al film del 1987, ma altri sembrano buttati nel mezzo sostituendo altri molto più noti al grande pubblico.
Sicuramente è una avventura che può piacere a un pubblico trasversale, vintage e attuale, e sicuramente ogni fan di He-Man ci ritroverà qualcosa di bello; non è il film che avrei voluto vedere, ripeto: stravolgere ancora una volta la trama di base, che però mantiene almeno fermi i capisaldi che tutti conosciamo (o quasi...) è già un punto a sfavore; l'ironia a volte si presenta eccessiva tanto da diventare cringe(r) in più punti (le battute a doppio senso sul fisting di Fisto, Adam chiamato Alan...), funziona su Skeletor (Jared Leto), che gigioneggia ed è oltre le righe ma rende benissimo come cattivo tout court.
L'operazione dietro questo film vuol lanciare anche degli spunti di riflessione e sembra talvolta fare una pernacchia alle follie del mondo attuale (come gli abbracci consensuali) ma altre volte cade nella trappola della ricolorazione immotivata di personaggi che passano da bianco a (guardacaso) nero.
Finalmente c'è l'insegnamento giusto: combattere, certo con gentilezza, ma senza elogiare la sconfitta; un personaggio subisce un cambio sesso e diventa... una domestica (farà infuriare le femministe?), però Duncan ora è afro ma continua a essere padre di una bianca Teela (pur adottivo, ma la ragazza dovrebbe crederlo padre naturale, secondo la trama).
Alcuni noti personaggi mancano all'appello e francamente non se ne capisce il motivo; ottime le scene post credits, che rilanciano verso il futuro e ammiccano anche simpaticamente ai fan di vecchia data; colonna sonora (di Brian May) veramente bella, da dieci e lode, così come l'utilizzo di brani famosi; molto azzeccate alcune sequenze d'azione per un film che ammicca continuamente al fan del franchise tutto.
Però, ecco, è l'ennesima variante sui Masters, una reinterpretazione divertente e certo da sostenere, ma che presenta anche diversi difetti: spiace constatare che questo è tutto ciò che possiamo meritare, riguardo un live action di He-Man.
Mi sarebbe piaciuto, molto più banalmente, vedere trasposta dal vivo la trama delle prime puntate della serie 200x, che ad oggi resta la migliore interpretazione del mito.
Mi sarebbe piaciuto, molto più banalmente, vedere trasposta dal vivo la trama delle prime puntate della serie 200x, che ad oggi resta la migliore interpretazione del mito.
Siamo lontani anni luce dalla frustrazione provata di fronte al film del 1987: qui tutto è al proprio posto, da Eternia agli ambienti, dai macchinari al mondo di base; però è anche tutto un po' imperfetto, come se non la pellicola non sapesse mai bene che strada seguire.
O forse, questa imperfezione è proprio la strada voluta e cercata, quindi trovata, per dare ancora un'altra anima ai Masters: quella possibile nei cinema odierni, chissà, comunque da vedere per emozionarsi come un tempo.








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