Qualche giorno fa parlavo con un amico che mi raccontava come nella sua vita ci sia stato un prima e un dopo.
Un evento spartiacque, di quelli che hanno diversa natura ma stessa potenza: determinano un nuovo inizio, che però è spesso depotenziato rispetto all'esistenza che stavamo vivendo appena prima.
La magia finisce, si sa. E non torna.
Nei giorni scorsi ho capito che estate, Natale e questo genere di cose "magiche" hanno un senso completo solo e soltanto quando sei bambino.
Ossia quando sei spensierato, anche se magari il mondo intorno ti crolla addosso. Ma non pensi mai totalmente in negativo, perché appunto sei bambino.
Poi cresci, la vita presenta altri conti e responsabilità; ti fai cinico, disilluso, pessimista, forse pure stronzo.
E la magia se ne va sempre più, inesorabilmente.
Scappa di mano come sabbia tra le dita.
Il giorno del mio compleanno di qualche anno fa (QUI) vi raccontavo di aver perso entusiasmo ed emozioni, e pure la pazienza.
Diciamo che poi, manco a farlo apposta, qualche tempo dopo aver scritto quelle parole avrei vissuto delle novità interessanti, come nell'o sport, e nuove interessanti attività, tra editoria e opere realizzate da me.
Ed è questo che ovviamente voglio continuare a fare, per sempre.
Così come il resto: vi dicevo anche che ritrovo l'energia di un tempo quando lavoro coi ragazzi. Ed è vero: ne ho avuto la riprova due giorni fa, a Ferragosto.
Non ho voluto fare niente, quest'anno. Starmene a casa a lavorare, cucinare solo per me e godermi il nulla del relax lontano dalla folla, che tanto sono andato in piscina il giorno prima e il giorno dopo.
Non è che sono diventato misantropo, ma semplicemente a volte ho necessità di non dover fare per forza delle cose.
Ferragosto, dicevo: alla casa accanto c'erano dei ragazzini che conosco, e che si rincorrevano e spruzzavano con le pistole ad acqua. Ebbene, ecco che in quei piacevoli schiamazzi ho provato quella leggera scossa di un tempo.
Ed è inutile nasconderlo: lavorare coi ragazzi è per me un grande alibi, è un atto di puro mio egoismo per nutrirmi (del riflesso) di quell'energia.
Un egoismo buono, s'intende; perché riesco a entusiasmarmi ancora organizzando le cose per loro, immaginando quel che mi fece divertire all'epoca e quel che alla loro età avrei voluto fare.
Ma forse, non è un alibi di questo tipo anche il fare figli?
Molti genitori usano la "scusa" della prole per continuare a giocare, ad esempio; ossia fare cose che la società ottusa & noiosa ritiene sconvenienti per gli adulti (chissà perché, forse vogliono solo la finta serietà di produrre - consumare - crepare), ma che io faccio ancora a prescindere e senza farmi problemi.
Mi rendo conto che però molte cose sono ancora tiepidi rimandi dal passato; mi accorgo - scorrendo sulle piattaforme tv - di aver visto serie o film, anche di recente, rimossi un secondo dopo la visione.
Li ricordo di colpo vedendo l'immagine, ma il mio cervello li cancella immediatamente perché è sempre più raro che un'opera mi lasci qualcosa.
E allora mi chiedo: è il mondo attorno a me (anche quello dell'intrattenimento più popolare) a essere cambiato, o sono io?
Intanto, auguri di buon compleanno a me.

Parto dalla fine. Film e intrattenimento... non li ricordi forse perché c'è molto poco di davvero originale. Io almeno ho questa impressione per me. Trovo gran parte di quel che vedo pigro.
RispondiEliminaSui figli, l'energia e l'egoismo: secondo ne non è detto. Tu parti dal presupposto, tuo, che quel che ti fa stare bene è l'energia giovanile. È come fossi indirizzato solo verso quel tempo per trovare una tua realizzazione. Quindi anche i figli li leggi sotto la lente del viverli per rivivere quei momenti perduti. Invece, credo si possa venire a patti con un'eta e una stagione della vita successive e goderne senza fare riferimento a un momento precedente. I figli a quel punto ti danno sicuramente qualcosa, ma non perché ti richiamo quell'età, ma proprio perché fanno parte di quella in cui sei.
Ha senso?
Poi vabè, sicuramente c'è che da adulto non gioca più e si dà tanti di quei limiti solo perché "giocare a gavettoni? Che sfigati!". Poverette le persone che smettono di giocare.
Auguri mozzooooo
Grazie mille, Cervellinoooo :)
EliminaVero, oggi le trame sono inutilmente confuse, con buchi vari, sceneggiature che sembrano mancare di pezzi... è qualcosa che non mi appartiene. Non che io ami la linearità, ma anche nella trama contorta ci vuole uno schema.
Sì, sicuramente chi vive i figli così come dici lo fa in modo naturale, come dovrebbe essere.
Il mio era un pensiero generico su quel che spesso vedo in giro: trovare una scusa per continuare a giocare. Io non ho bisogno di scuse :)
Moz-
Un po' cambiamo noi, un po' cambia il mondo che ci sta intorno, credo sia inevitabile. Non sempre questo incrocio di cambiamenti ci piace, perché ci toglie qualcosa che spesso si rivela essere quella che ci faceva star bene da bambini. Per quanto ci piaccia continuare a fare cose che ci rendevano felici, fattori vari ce le fanno godere di meno e si diventa grigi. Lo vedi nella faccia delle persone. Eh si, invecchiare è una merda, ma almeno noi restiamo belli. Auguri!
RispondiEliminaEccomi, un po' in ritardo in questi giorni che per me sono sempre una girandola di cose (e quest'anno ho anche la caccia al tesoro in mezzo!)
Eliminagrazie mille bro **
Vero, invecchiare è bruttissimo, ma lo è di più quando lo fai per dovere di società... rendiamoci conto: la società più stupida e immatura di tutte spinge subliminalmente la gente a dover crescere.
No, non ci sono mai stato a questa regola :)
Moz-
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaHo dimenticato di farti gli auguri!
EliminaTantissimi auguri di buon compleanno :)
Argomento molto interessante che tu hai già trattato diverse volte sul tuo blog in maniera differente.
"Qualche giorno fa parlavo con un amico che mi raccontava come nella sua vita ci sia stato un prima e un dopo.
Un evento spartiacque, di quelli che hanno diversa natura ma stessa potenza: determinano un nuovo inizio, che però è spesso depotenziato rispetto all'esistenza che stavamo vivendo appena prima.
La magia finisce, si sa. E non torna."
Prima cosa che ho scritto sul tuo blog il 14 gennaio 2020.
Dopo anni di analisi e la lettura di moltissimi articoli sul tema sono arrivato alla conclusione che moltissimo dipende dalla percezione del tempo che da adulti come spiegato dalla teoria del "Tempo Proporzionale" di Paul Janet si velocizza in maniera terribile ☹️.
Non posso cancellare il tuo commento eliminato altrimenti andrebbe via anche quello di tua risposta sotto.
EliminaGrazie milleeeee :)
Sì, sicuramente crescendo cambia la percezione del tempo... e della qualità dello stesso.
Moz-
Pensandoci è un dramma non avere più quelle percezione di tempo illimitato e lunghissimo...
EliminaSiamo già alla terza settimana di agosto quest'estate è stata brevissima ☹️ nei tempi d'oro della vita l'estate in proporzione era quattro volte più lunga!
Ormai anche io sono sceso sotto il 3% per la precisione 2,86% ☹️.
Il cambiamento avviene dai 20 anni in poi quando i giorni diventano fotocopie l'uno dell'altro.
Se ci penso ho fatto (e devo fare) ancora molte cose. Tipo ho fatto campo estivo, festa di piazza, sono stato in ferie, mille volte in piscina... E se tutto fila liscio, ho ancora caccia al tesoro (domani), altro mare o vacanza, ancora piscina ,montagna... Eppure sì, tutto sfuggente.
EliminaMoz-
Estate 2003 più o meno calda come questa... Avevo 13 anni ed ero capace di fare cose oggi impossibili!
RispondiEliminaUna giornata poteva anche essere così
Sveglia alle 7:00 alle 9:00 già al campetto di basket della chiesa S. B. Alle 15 al mare fino alle 19:00 e poi in piazza fino alle 00:00! Come potevo reggere quei ritmi un'estate intera? L'energia infinita della gioventù...
Ho un sogno tornare a giocare a basket alla chiesa S.B. e rivivere le emozioni di quel tempo...
Eh, purtroppo io non ho più quell'energia, ma qualche nottata fino alle 3 , 4 riesco ancora a farmela... sabato sono tornato alle 6 XD
EliminaMoz-
Aspetta! Io non sono mai uscito da solo alla sera con gli amici fino all'alba! Come sai i miei tempi d'oro sono finiti qualche anno prima della tarda adolescenza quando si vivono quel tipo di esperienze di solito tra i 16 e 18-20 anni.
EliminaTi raccontava di quando ero super attivo e avevo una salute incredibile nella caldissima estate 2003! Ero capace di essere attivo dalle 7:00 fino alle 00:00 tra mare, sport, amici!
Ah ma mi è successo perché abbiamo fatto la caccia al tesoro, finita alle 4, poi un attimo di pulizia e quindi colazione ecc e zac, le sei di mattina.
EliminaAnche io un tempo ero super attivo, ma questa cosa si perde con l'età. Prima le energie sono a mille.
Moz-
Per prima cosa, auguri mitico!
RispondiEliminaPer quel che riguarda l'ultima parte deel tuo post, è un insieme di fattori: oggi abbiamo più "offerta" di intrattenimento e quindi tendiamo a vedere tante cose, per cui è più difficile che ci rimangano "incastonate" nella testa. Al contempo, tra smartphone, pensieri di lavoro, stanchezza...il nostro cervello cattura meno immagini. E poi, in fondo, da ragazzini si è più incantati, ci si meraviglia di più. Infine, oramai è stato raccontato tutto al cinema...come si può inventare sempre cose diverse?
Vengo invece al nocciolo della questione. La magia non è finita...la magia prosegue, ma in forma diversa. Ho abbozzato due post sull'estate 1996 e su quella del 1997. E mi son reso conto che non ci fosse nulla di memorabile, tranne l'assenza di responsabilità. E che invecchiando, nella società moderna, diventiamo anche più famelici: non divoriamo solo film e serie (nel mio caso anime), ma la nostra asticella delle aspettative si alza sempre di più. Da ragazzino bastava poco. E poi ancora il mondo doveva essere scoperto. Ecco la magia. Pensa al (da te poco amato) mondo del calcio. A 14 anni si apriva un mondo e per vedere una maglia nuova dovevi sperare nelle foto del Guerin Sportivo o guardare una partita amichevole in Tv. Oggi a 43 hai praticamente tutto sotto controllo: per vedere una maglia basta andare su google. Quindi la magia c'è, semplicemente è diversa.
L'essere cinico, disilluso...è una forma di difesa che coltiviamo e che da bambini\ragazzini non abbiamo.
Come quando dici...lavorare con i ragazzini è una forma di grande egoista. Ma va, sono tutte quelle pippe mentali che ci facciamo (io pure ne sono maestro: per fortuna ho cancellato il mio blog pieno di pippe mentali, ahha): semplicemente quelli sono rapporti affettivi che arricchiscono la tua quotidianità. Non è egoismo. È vita!
Eccomi, tra un giorno di vacanza e l'altro... agosto per me sempre un continuo Paese dei Balocchi!
EliminaVero: oggi c'è troppo, e tutto questo è anche creato per sparire in fretta e passare ad altro. Non ci si affeziona più come una volta a un brand, prodotto, personaggio...
Esatto, la magia è proprio la spensieratezza, che oggi non possiamo avere più. Un ragazzino continua a essere spensierato perché il suo cervello è settato così, anche se attorno a lui il mondo crolla.
Poi ok, il senso di attesa, la gioia della ricerca e della scoperta ecc... quello è stato completamente riplasmato. Ma i ragazzi attuali sono alla ricerca di quel modello, si sono stancati del tutto e subito.
Moz-
io film e serie tv me li ricordo anche perchè guardo sempre roba tosta, per il resto hai ragione qandoi si è piccoli natale, feste, estate hanno un'altro sapore
RispondiEliminaEcco: o guardi roba tosta, o niente. Prima restava un po' tutto, certo molto svaniva ma un briciolo di ricordo restava. Io mi dimentico di aver visto un film un secondo dopo averlo guardato. E non sto scherzando. Il mio cervello passa subito oltre.
EliminaMoz-
I maestri zen dicono: non è il mondo a cambiare, siamo noi che cambiamo. Per me è stato così, anche se ho mantenuto alcuni comportamenti "bimbeschi", ma solo in privato o in posti in cui nessuno mi conosce.
RispondiEliminaIo anche in pubblico ahahah XD
EliminaMoz-
Mi ero perso il tuo compleanno! 😣 E non vale la giustificazione che quel giorno ho avuto problemi al pc, non ancora del tutto risolti ma "ho messo la toppa", per dimenticare di fare gli auguri. Mea culpa! 😔
RispondiEliminaQuello che credevo un prima e un dopo fu quando lasciai casa dei miei genitori per andare a convivere con la mia ragazza, tra l'altro una decisione presa nell'arco di poche ore perché ebbi un'offerta di lavoro a Bari e lei si offrì di ospitarmi essendoci un posto letto libero nella stanza dell'appartamento che divideva con altri.
Poi forse ho dovuto posticipare quel prima e dopo a quando sono dovuto tornare, mogio mogio, a casa dei miei genitori oramai per restarci da solo... Due rivoluzioni della mia vita non decise da me, che mi hanno indubbiamente insegnato e anche "segnato" nel bene e nel male.
Condivido lo "scroccare energie" dai più giovani: se mi esaltavo nel vedere che riuscivo ad appassionare i miei studenti con le lezioni online, l'ho colto ancora meglio con un corso in presenza fatto a luglio! 🤩
Resto invece indifferente alle attività dei giovani che vedo in giro o noto dal balcone di casa, anzi forse mi rattristano perché so bene che delle amicizie con cui facevo altrettanto non ne è rimasta nessuna, vuoi per uno screzio non chiarito, vuoi per cambi di residenza cui la corrispondenza cartacea non ha saputo compensare la distanza...
Ahahah no prob, vedi io con quanti giorni di ritardo (mentale) rispondo...!
EliminaGrazie mille :)
Esatto: eventi come quelli che hai vissuto sono proprio i "prima e dopo", robe veramente grandi, di vita che in un certo senso deve riassestarsi rispetto al vissuto precedente.
Io tendo a voler chiarire ogni screzio in modo da almeno chiudere in pace; la corrispondenza cartacea oggi è facilmente sostituibile se vuoi riallacciare rapporti: oh, il bello della tecnologia almeno prendiamocelo XD
Moz-
Per chiarirsi occorre la volontà di entrambe le persone: talvolta è mancata a me (per orgoglio o forse perché stufo di essere trattato da "subordinato" della comitiva o amico di riserva), talvolta alla controparte (tipo che faceva finta di ignorare cosa avesse combinato).
EliminaSul trasformare la corrispondenza cartacea in altro: va bene passare alle e-mail, ma purtroppo pressoché tutti si sono riversati su social, oppure comunichiamo tramite Whatsapp e simili... Più immediato, ma molto più volatile, tanto che capita di non ricordarsi se si è già raccontato qualcosa, tranne cose davvero importanti o gravi, mentre prima era un dedicare del tempo a quella persona come se ci stessi uscendo assieme per parlare, e l'sms era solo per avvisare che c'erano dei contrattempi e che la risposta avrebbe tardato. E comunque c'era il sapore dell'attesa! 😍
Eh lo so, oggi tutto veloce e quindi liquidissimo.
EliminaCambiano anche i rapporti, diciamo... Però è questo il mondo che viviamo e bisogna adattarsi trovando il meglio o i lati migliori dello stesso...
Moz-
Auguri! (scusa il ritardo, bazzico poco ultimamente nei blog altrui... pure nel mio vado di post programmati con pochi aggiornamenti, ma da un po' oramai)
RispondiEliminaIl prima e il dopo...
Tanti, dal prima e dopo la vita da negoziante/commessa (Otto anni dai 14 ai quasi 22, senza contributi)
Dal prima e dopo della mia vita come operaia nel tessile (dai quasi 22 ai 39/40... 18 anni di contributi no, ma lo so io come mai lo specifico :-P Post programmato per sabato da me :-P )
L'ultimo step lavorativo non so per quanto durerà, ma è in corso... quindi ci sta solo il prima. (Oss in una casa di riposo da un decennio oramai)
Per quelli familiari lascio perdere, troppa roba, ho già scritto troppo per una che voleva solo lasciare gli auguri di buon compleanno.
Grazie mille cara!!!
EliminaFigurati, io stesso ormai sono assentissimo, quindi ti capisco bene.
Interessante come tu divida i prima e dopo in base alle esperienze lavorative: è un punto di vista che non avevo considerato.
Moz-
Credo che aver smesso di andare a scuola dopo le medie influisca.
EliminaForse. ^_^
Probabilmente sì, è una situazione del tutto nuova in un'età giovanissima.
EliminaMoz-
una moglie e un lavoro fisso forse risolverebbe i tuoi problemi o forse ti porterebero alla depressione totale
RispondiEliminaHo ben due lavori fissi, quindi compenso così la mancanza di una moglie, che proprio non fa per me 🤣
EliminaMa non è questo che mi risolve il problema della mancanza di magia, né mi spinge alla depressione totale.
Devono me non è questione di mogli o di lavoro, ma di attitudine adulta alla vita...
Moz-
Esatto... Se qualcosa non si avverte come un problema di conseguenza non ci sono problemi.
EliminaPer esempio io avverto come un trauma tellurico lo spezzamento del mio percorso scolastico mentre mio cugino B. non ha finito neanche le scuole medie ma oggi vive benissimo... Lavora stabile alla Conad e convive felicemente!
EliminaSolo quando si avverte qualcosa come un problema si soffre.
Significa che a quella cosa ci teniamo, se ci fa soffrire e se costituisce un problema per noi...
EliminaMoz-
Io ho molti prima e dopo. Ci sono almeno 5 eventi estremamente traumatici che hanno cambiato tutto.
RispondiEliminaAzz mi dispiace tantissimo.
EliminaPosso solo immaginare.
Moz-
Entrambi direi, è cambiato tutto, a volte poi basta un niente che tutto viene stravolto.
RispondiEliminaLo capisco...
EliminaMoz-