[CULTURA POP] la generazione dei ritorni


Sembravamo non avere identità, sembravamo non esistere.
Forse era solo che non avevamo ancora l'età.
Noi, di una generazione di mezzo: ma ora siamo qui, finalmente riconosciuti (e sfruttabili).

La questione è abbastanza spinosa: gli anni '80 e '90 sono considerati mitici già da tempo, almeno come idea.
E se tentativi di riportarli in scena ci sono già dai primi anni 2000 (almeno per gli 80's), non si può dire che questi siano del tutto riusciti. Prendete ad esempio il remake di Visitors, del 2009.
Fosse oggi, sarebbe un cult.
Ma nel 2009 non era ancora tempo. Non era ancora tempo nemmeno per 90210 (seguito di Beverly Hills).
Fosse oggi, anche questo sarebbe un cult.

GENERAZIONE MOZ O'CLOCK

E' che mancava la generazione a cui rivolgersi davvero. La mia generazione.
Spesso, cercando sul web, trovavo poco o niente di ciò che avevo vissuto: anche per questo aprii il Moz O'Clock, nel 2006.
Altrove ci si concentrava sugli anni '80 ma solo per quanti li avevano visti tutti. Poi, si andava direttamente ai nuovi miti contemporanei ed effimeri.
Mancava la generazione che ha avuto infanzia e preadolescenza fino a metà anni '90: quella che oggi è trentenne e può pagare. E che, per mode-mercato-immaginario, costituisce proprio un gruppo a sé.
Quella che ha anche vissuto di riflesso tutto il pop precedente, specie quello degli anni '70, e che in alcuni casi (cfr. cartoons) è stato fruito come un mega calderone senza tempo.

IMMAGINARIO POP MODERNO

I miti fendono i tessuti temporali, è un periodo d'oro per i grandi nomi e i grandi marchi, che dal passato giugnono alle generazioni odierne, sottoforma di ritorno o in perfetta continuità.
Ed è facile, perché il nuovo pop è nato proprio a cavallo tra gli anni '80 e '90. Un pop consapevole, sfruttabile e ora remakeizzabile, reboottabile, riproponibile, revivalizzabile.

Ecco quindi che si rivedono Mad Max, DuckTales, Twin Peaks, X-Files, Power Rangers.
In musica si sviluppa la retrowave, coi suoni al sintetizzatore. Quelli dell'opening di Stranger Things. Sì, perché c'è anche quest'altra procedura da poter attuare: se proprio non vuoi riproporre un marchio, allora ambienta il tuo prodotto nei cultissimi '80 e '90. Stranger Things lo ha fatto con successo, così come Black Mirror con San Junipero e la serie The Goldbergs (pronta per uno spin-off). Oppure si fanno le maratone, come quella su Bim Bum Bam.

dal cartellone 1989 al gelato 2017

PERCHE' I MITI TORNANO (E MUOIONO)

I miti tornano perché erano nati per essere commerciali e conservano ancora quella potenza lì, tutta da (ri)sfruttare. In fondo, i ricordi d'infanzia sono dietro l'angolo ma anche inafferrabili; un gioco che fa sempre presa e che finalmente ha trovato la giusta generazione a cui rivolgersi e il giusto passato a cui attingere.
Ora niente più è fuori posto: è questa -appena iniziata- la vera epoca del revival moderno/contemporaneo.
Non stupitevi di vedere, dunque, He-Man e Skeletor che pubblicizzano una catena di comparatori di prezzi, sulle note di "Fame" (sigla del telefilm Saranno Famosi).

Vi chiederete anche perché i nostri miti paiono andarsene tutti ora.
Abbiamo già perso molti grandi nomi nel 2016 e il 2017 sembra non voler essere da meno.
Ma d'ora in poi sarà sempre così: abituiamoci a grandi ritorni ma anche a grandi saluti.
Perdipiù, noi che abbiamo vissuto di riflesso anche tutto il pop proveniente dalle decadi precedenti alla nostra nascita, abbiamo immagazzinato così tante figure mitologiche che dobbiamo fare i conti con quell'eternità che vale solo per il nome, non per la persona.
E quindi Er Monnezza resta, ma Tomas Milian ci lascia. Il Mago Zurlì resta, Cino Tortorella ci lascia.
E' il prezzo da pagare per vivere in un sogno pop. E d'ora in poi, sotto questo profilo, sarà sempre peggio e lo sapete meglio di me: prepariamo i fazzoletti.

CONCLUSIONI

Ora che questo tempo è -finalmente- giunto, ora che il nerd ha -finalmente- ceduto il passo al geek, godiamocela. Siamo ancora schiavi dell'industria e del capitalismo, ma ogni tanto qualche piccolo sogno materiale è giusto concedercelo.
L'infanzia è qui dietro, nel passato e nel futuro.
Perché siamo tutti eterni dodicenni, come me.

84 commenti:

  1. (parte 1\2) Caro Miki,

    come sempre hai centrato il punto. Io e te non facciamo parte della generazione anni '80, né di quella '90, che sono molto diverse tra loro. Siamo la generazione di mezzo, una sintesi. E siamo quelli che hanno vissuto pienamente il meglio di queste due decadi.

    Una grande differenza tra noi della generazione "di mezzo" e quella degli anni '70 e '80, è un maggior ottimismo nel porsi alla vita I cartoni anni '70-'80 facevano conoscere gli aspetti più tragici della vita. Il bene vinceva, ma spesso a un prezzo carissimo. Il mondo pop da metà anni '80 e '90 non nascondeva il brutto della vita, lo faceva però in modo più "soft". Imparavamo. Di fronte al peggio sapevamo che c'erano sempre un He-Man, un Walsh e un Kirby (trovate la citazione ahahah) o dei Power Rangers a raddrizzare torti e a far trionfare la giustizia.

    Ma evidenziamo la "molla" che ti ha spinto a creare il blog, che riassumiamo con la frase dell'amico Gas: "Su Internet cerchiamo quello che c'era quando non c'era Internet". Quel "quello" è tanto, perché noi della generazione "di mezzo" avevamo tante passioni e tanti miti. Vittime felici di una sistema che sfornava giocattoli e serie televisive a braccetto, facendoci prigionieri. Naturalmente il discorso non valeva proprio per tutti, ma per una maggioranza sicuramente. Poi questa maggioranza si è evoluta: c'è chi è rimasto nerd e adesso è geek, c'è chi invece non è stato né nerd, né geek, però anche lui vive momenti in cui il suo animo di dodicenne torna a prendere il sopravvento.

    Di tutti i miti della mia giovinezza, in questo momento c'è la lucina sulla voce "Power Rangers". Indubbiamente colpa della nuova serie a fumetti moderna, del film ipermoderno, ecc. Ma non è questa la ragione. La realtà è che i "Power Rangers" sono stati il mio saluto alla fanciullezza e l'ingresso nell'adolescenza, il passaggio dalla felicità totale a un periodo per me terribilmente complicato (oh, poi, a leggere le cronache di oggi, di ciò che accade a certi adolescenti, il complicato diventa qualcosa di trascurabile). Non mi nascondo: guardare i "Power Rangers" dalle mie parti significava essere ancora un bambino; io a 13 anni ero già avanti nello sviluppo dal punto di vista fisico, ma diversamente da altri miei coetanei (che sviluppati magari non erano!), non sentivo ancora il bisogno di figa (che per il 13enne dell'epoca era comunque qualcosa di ben diverso dal 13enne di oggi...). Anche perché l'acne e un non memorabile aspetto fisico mi portarono alla scelta: meglio l'infelicità di andare indietro vanamente a ragazzine che giustamente avevano altri obiettivi, oppure la felicità di fare quello che mi portava felicità e di stare con il mio gruppetto di 2-3 amici della mia stessa età e classificati "sfigati" come me? (peraltro avevo comunque qualche amico e amica di 1-2 anni più piccoli di me e quindi ben sintonizzati con me. Una mia amica che amava i Power Rangers e con la quale giocavamo sempre ai Power Rangers. E qui dovrei aprire un capitolo sui 12-13enni di oggi e quelli del passato :D).

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    1. (Parte 2/2) Cosa ci rimane oggi? Siamo buoni lavoratori. Non siamo buoni mariti, né buoni fidanzati e amanti; ma alle donne tutto sommato piacciamo; e non poco. Siamo irresistibili per le donne dell'annata 1970, perché siamo sognatori, fantasiosi e facciamo splendere il 12enne che è in noi; ma tutto sommato un 12enne che sa badare a se stesso. Le donne degli anni '80 stanno bene in nostra compagnia, perché magari riusciamo a ricordare loro i felici anni della loro giovinezza e pre-adolescenza. E colpiamo anche qualche ragazza dei primi anni '90, perché siamo adulti, ma sappiamo ancora emozionarci ed entusiasmarci.

      Ma in conclusione, vivevamo in tempi migliori, noi bambini-pre adolescenti, rispetto ai bambini-pre adolscenti di oggi? Per me no, perché ogni epoca non può essere confrontata a quelle precedenti. Sicuramente, quando proviamo nostalgia del passato, non è un sentimento dovuto all'odio per il presente e alla paura del futuro; semplicemente abbiamo nostalgia di quando eravamo piccoli, felici e spensierati. E perché alla fine, di fronte al male e alle ingiustizie, non abbiamo più la certezza che ci sa un He-Man, un Walsh e un Kirby o dei Power Rangers a raddrizzare torti e a fare trionfare la giustizia.

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    2. Bellissima riflessione, in cui mi ritrovo.
      Purtroppo è vero che non siamo buoni mariti, perché forse siamo ancora immaturi. Viviamo coi genitori perché è la casa della nostra infanzia, mai del tutto passata.
      Vivevamo in tempi migliori solo perché eravamo spensierati, ogni bambino vive tempi migliori, anche se attorno avesse distruzione: è la testa dei bambini a essere migliore.

      Moz-

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    3. In realtà viviamo con i genitori per altri motivi secondo me :D: 1) almeno per me, la posizione lavorativa non mi consente di concedermi troppi voli pindarici; 2) il fatto di essere single giocoforza non mi dà la spinta per andare via di casa. Poi possiamo aprire dibattiti sia sul 1) che sul 2), ma andremmo fuori tema XD.

      Secondo me il non essere buoni mariti non è questione di immaturità: l'immaturità e la maturità sono un po' come i bivi del librogame. Al massimo puoi avere dei punti da aggiungere e togliere al tiro di dado :D.

      Il non essere buoni mariti dipende da altri fattori: ma anche qui ci vorrebbe un post ad esso dedicato :D

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    4. Ahaha, insomma, potremmo campare di post derivanti da questo qui (pensa che il tema dell'immaturità era già in programma) XD

      Moz-

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    5. Spesso vengo accusato da chi mi conosce che il mio principale difetto è la rinuncia a crescere, almeno in alcuni campi.
      Perché leggo ancora fumetti (anche quelli scritti per bambini, ma risalenti a quando ero bambino io!), guardo ancora cartoni animati (anche qui, della mia "epoca"), mando foto divertenti su Whatsapp...; al tempo stesso non ambisco a diventare padre, a volte non affronto discorsi "impegnati" (perché devo stare attento a non essere offensivo con uno che secondo me dice castronerie per ignoranza), non azzardo nella ricerca di cambiamenti radicali nella mia vita.

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    6. Lo dicevano anche a me, ora probabilmente sono tutti entrati nel mood e hanno capito che il tutto è cult cool e giusto!
      Non mi dicono più niente^^

      Moz-

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    7. Qualcuno che mi critica c'è tutt'ora...
      Magari è quella gente che mentre sta con gli amici, s'immerge con lo smartphone su Facebook. Ho detto tutto!

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    8. "Magari è quella gente che mentre sta con gli amici, s'immerge con lo smartphone su Facebook"

      True story.

      Il paradosso è che noi geek quando siamo in compagnia, facciamo compagnia davvero. Male che vada, se proprio la serata non ingrana, iniziamo a tirare fuori qualche "amarcord" e via, la serata è tirata su.

      I fighetti-le fighette invece son sempre lì a fare plin plin plin

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    9. Ecco, appunto.
      Siamo ancora tra quelli capaci di lasciare momentaneamente il telefono :)

      Moz-

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    10. Lieto di essere dei vostri! ;)

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    11. Dovremmo fare una cena :)

      Moz-

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    12. Così litighiamo una buona volta sui tuoi cari arrosticini. :D

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    13. Argh!
      Per me è impossibile litigare su una prelibatezza simile... XD

      Moz-

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  2. Per motivi anche anagrafici mi ci ritrovo molto in questo tuo ottimo post, abbiamo avuto la fortuna di beccarci gli anni ’90 in pieno, e la coda lunga degli ’80, quindi forse abbiamo pure il doppio dei miti che rischiamo di perdere, o venir sputtanati da rilancio fuori tempo massimo, croce e delizia ;-) Cheers

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    1. E' vero: forse la nostra generazione (di mezzo) è quella con più miti perché se li è presi tutti dal passato ma è anche nata quando si iniziava a pensare commercialmente a questi^^

      Moz-

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    2. Come ho scritto più giù, io mi ritrovo ad avere miti anche dei decenni precedenti! :)

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    3. Ovviamente anche io :)

      Moz-

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  3. A me la nostalgia mi uccide ed è uno dei miei problemi attuali in quanto è come se avessi gli occhi dietro la schiena che guardano soltanto all'indietro.
    A parte questo, ammetto che molti prodotti odierni a me non piacciono molto e che mal sopporto i remake ( a parte quello di IT che un po' mi incuriosisce).
    Però voglio essere brutalmente sincero, sono un nostalgico materialista e non delle persone, in quanto della morte di un vip, un attore, un calciatore del mio passato, mi importa poco o nulla, in quanto mi importa più ciò che fecero allora, che la loro vita presente fuori da quel contesto.
    I Goldberg piacciono molto anche a me, ma oggettivamente è un prodotto talmente fan service da sfiorare il fastidio.

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    1. Oggi il trailer di IT :D
      Comunque sì, siamo nostalgici del prodotto, tutto qui.
      I Goldbergs hanno come difetto quello di non rispettare gli anni.
      Ecco, appunto: il vero telefilm che ci vorrebbe, sarebbe ambientato negli anni della generazione che descrivo.
      Non nel 1980.
      E' tutto qui.

      Moz-

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  4. Sono nato nel 1975 e quindi mi ci ritrovo anch'io in questo post.
    Saluti a presto.

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    1. E pensa che tu hai anche -fortunato- già una generazione d'appartenenza che è stata ampiamente osannata :)

      Moz-

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  5. Tocchi un tasto dolente: perdere Bowie è stato davvero un duro colpo.

    Quanto a certi ritorno pop dopo quasi o più di vent'anni, trovo la cosa desolatamente triste e malinconica. Fa più un bel ricordo che osservare il cambiamento del tempo e soprattutto l'incapacità concreta di non scimmiottare se stessi invece di tornare con cose nuove, idee e progetti diversi. (Alludo ovviamente ai ritorni di gruppi anni ottanta per esempio).

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    1. Daniele, a chi lo dici: io mi aspettavo Bowie anche in Twin Peaks!!
      Secondo me, comunque, non si tratta di non avere idee nuove.
      La crisi di idee ci può anche stare (se ne parla sin dagli anni '90, vedi tu...) ma qua la cosa è diversa: è retronostalgia.

      Moz-

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  6. Risposte
    1. A chi lo dici! Anche se per me l'amore è SKELETOR^^

      Moz-

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    2. Skeletor ma con metà della spada del potere! ;)

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    3. Preistoria, davvero :)

      Moz-

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  7. Hai certamente ragione, quasi incredibilmente è arrivato il tempo per noi, noi che siamo fortunati nel poter usare una carta di credito per comprare tutto queste nostalgiche fregnacce!

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    1. Esattamente: ora è il nostro turno, e noi siamo quelli più sfruttabili di tutti, anche dei ragazzi che verranno^^

      Moz-

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  8. Ah come ti capisco, soprattutto per me perdere Bud è stato un colpo al cuore durissimo, e purtroppo tanti altri in futuro se ne andranno..

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    1. Esatto, quindi non lamentiamoci se il 2017 sarà peggio del 2016 e così via: da adesso in poi ogni anno sarà come (o peggio) del precedente...

      Moz-

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    2. Il problema è che il ricambio generazionale non rimpiazza degnamente chi ci lascia!
      Quando morì Lucio Battisti chi stava emergendo musicalmente? Alex Britti! Ma per favore!!!

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    3. A me Battisti sta sul cazzo XD

      Moz-

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  9. Quanti ricordi di tempi davvero belli :)

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    1. Fortunati ad averli vissuti :)

      Moz-

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  10. E che dovrei dire io che ho perso De Andrè?
    Sinceramente mi fa un pò ridere questi ritorni indietro forse perchè non c'è nessun altro davanti...
    L'altra sera ho visto in TV "che tempo che fa" quando è entrata Orietta Berti sono scoppiata a ridere, anche se questi ripescaggi fanno tristezza. Scusami

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    1. Oddio, ma Orietta Berti mica è mai sparita, io l'ho sempre vista in circolazione (e pure dal vivo XD)
      Si torna indietro perché indietro, nel passato recente, ci sono i miti. Che non ci sono nel futuro...

      Moz-

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    2. @Farfalla leggera: secondo me hai frainteso un po' il tema del post. Prima di tutto parliamo esclusivamente di cultura "pop". In secondo luogo questa cultura "pop" fa parte di noi nati tra il 1983 e il 1986 (la generazione di mezzo), l'abbiamo assorbita e alcuni come il sottoscritto e MikiMoz la portiamo avanti per una serie di motivi che non stiamo qui a citare...altrimenti dovremmo fare un post del post. Allo stesso modo certi personaggi ci vengono riproposti - negli originali o in nuove versioni - perché c'è la certezza in questo momento di "colpire" il pubblico più appetibile commercialmente parlando.

      Ma oggi non abbiamo dei miti? Certo, ma non fanno parte della cultura "pop". E' impossibile. La cultura "pop" di oggi diventerà il mito in futuro. Ma secondo me la cultura "pop" di oggi è inferiore a quella di metà anni '80-metà anni '90 :) (ma anche qui dovremmo scrivere un post del post).

      ps De Andrè è una leggenda, lui sopravviverà per secoli :)

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    3. Grazie per avermi delucidato in merito al post di Moz, sai io sono nata nel 1953 e allora noi anziani siamo un pò fuori dal giro dei nati tra il 1983 e il 1986. ed allora abbiamo bisogno di questi ultimi per comprendere ;-)

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    4. Grande Ric e grande Farfalla (wè, altro che anziana, qui da me il tempo NON esiste :p)
      Spunti interessantissimi: vero, la cultura pop di oggi è inferiore a quella del passato. Sono pronto a scommettere che anche questa odierna sarà ripresa, però. Vedremo di persona, tra 20/30 anni^^

      Moz-

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    5. Farfalla, allora perdona qualche termine un po' sopra la righe :) in cui ogni tanto ti puoi imbattere: siamo ragazzacci :) La tua presenza comunque attesta la bontà del blog del buon Miki: convoglia l'interesse di tantissime persone anche diverse tra loro. E anche questo mi intriga: mi piace un sacco il confronto, purché non sia ovviamente un "ring" come tristemente accade sempre più spesso nel web.

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    6. Ric, in effetti è vero che mi segue gente di diverse età ma anche di culture incompatibili coi miei scritti (prendi ad esempio i cattolici, che qui si ritrovano l'anticristo in persona XD).
      Però la cosa non mi dispiace, anzi: per me il blog è come casa mia -anzi, come dico sempre, la mia cameretta- quindi amo che possa entrare chiunque, e apprezzare quel che propongo :)

      Moz-

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    7. Ragazzi belli, voglio precisare subito con questo mio commento che io non mi sono affatto offesa o risentita. Anzi mi sono messa anche a ridere perchè, oltre ad avere la ridarella facile, sono abituata già in famiglia a sentirmi dire da figli e nipoti che io non posso capire perchè appartengo alla generazione precedente. Quindi tranquilli, vi voglio bene lo stesso perchè mi fate divertire nel leggervi. Abbraccio ad entrambi.
      PS io ai miei tempi ascoltavo i Pink Floyd, gli Emerson, Lake & Palmer, Jethro Tull chissà se sono pop? Boh! Riabbraccio

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    8. Beh, pop non musicalmente ma pop come cultura, ormai miti :)
      Ma non è vero che non puoi capire, dì loro che segui il Moz O'Clock e quindi COMPRENDI BENISSIMO ;)

      Moz-

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    9. ahahah per me non sono pop! Miti, come De Andrè, ma non pop!

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    10. E' alta cultura pop :)

      Moz-

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  11. Post, nonchè commenti, strappacuore.
    Più passa il tempo e più mi chiedo dove andremo a finire.
    Perchè se adesso ci ispiriamo alle brillanti epoche del passato per tenere alto l'entusiasmo della gente, fra qualche decennio a cosa faremo riferimento per creare nuovi micitici ricordi?

    A te la parola Moz-

    Un abbraccio
    Enza

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    1. Sarà un problema.
      Forse agli stessi miti di ieri e di oggi, non so.
      Forse avremo finalmente il coraggio di crearne di nuovi, e ugualmente potenti.
      E' tutto da capire: io intanto mi godo il mio revival :)

      Moz-

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    2. Porcapu... S'è cancellato il post mentre lo scrivevo!
      Lo riscrivo daccapo più tardi!

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    3. Argh!
      Evvabbè dai, aspetto la riscrittura^^

      Moz-

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. ahah Gas, secondo me eri oltre i limiti di lunghezza del commento. Per questo motivo anche a me non faceva postare, per cui ho dovuto dividere in due il mio commento. Ma io per deformazione professionale mi premuro che in caso di errore non venga cancellato tutto :D

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    6. No, scrivevo da smartphone e dev'essere partito qualche tocco che ha fatto sparire il riquadro per scrivere...

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    7. Odioso quando succede. Lo capisco.

      Moz-

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  12. Ci hanno marchiati a suon di Dolce Remy, Bia e la sfida della magia, Lady Oscar etc etc etc
    Poi siete arrivati voi, coi coriandoli, le stelle filanti, le trombettine di carta, i cappellini a punta.
    Ahhhhhhhhh
    Mi sento mia nonna :-\

    :-D

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    1. Beh, ma non sentirti vecchia: possiamo far festa tutti insieme! :)

      Moz-

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  13. Cerco di riscrivere a memoria il mio commento andato perduto...

    Quello che lamento sull'argomento è che appartengo a una generazione che ha dovuto rincorrere tutto.
    Esempio: l'arrivo dei computer nelle utenze domestiche. Per gran parte degli anni di scuola, l'informatica di casa era relegata ai videogiochi, spesso fatti sul televisore, non c'era la "cultura" di avere un editor di testo, un foglio per fare conti o per disegnare, Internet manco si sapeva cosa fosse... Poi arrivarono i computer ma noi avevamo percorso gran parte degli studi senza, eravamo già "arrugginiti" rispetto a uno 10 anni più giovane che si ritrovava il papà col computer, o con le scuole che iniziavano a capirne la potenzialità e allestire delle aule informatizzate... Noi pionieri niente, costretti a imparare materie preconfezionate invece che potere approfittare di qualcosa di innovativo che ci avrebbe anche aiutati a scegliere magari "cosa fare da grandi". Abbiamo inseguito gli altri più giovani, più smaliziati perché più freschi...
    Altro esempio: le lingue straniere. Per incontrare la prima lingua straniera abbiamo aspettato le scuole medie, e non credo fosse un insegnamento tenuto da docenti madrelingua... Poi le frontiere si sono "aperte", italiani all'estero, stranieri in Italia, e allora non di una, ma talvolta anche di due lingue straniere si è iniziato a ottenere un'infarinatura perché in classe c'erano anche ragazzi stranieri... E anche qui, generazione svantaggiata, che ha dovuto comprarsi "L'inglese per tutti" o pagarsi lezioni private per avere quello che ora è default nelle scuole.
    Che poi, se magari certe cose fossero state insegnate mezza generazione prima, magari ci saremmo accorti di qualche aspirazione o inclinazione professionale invece rimasta sopita perché nessuno ci ha obbligati a usare un computer o parlare in inglese come succede con una materia scolastica. Almeno, io personalmente mi sento penalizzato su questo fronte, non avendo avuto la possibilità di smanettare coi computer all'età a cui lo fanno i bambini oggi!
    Ultimo esempio: il servizio militare (o civile). Uno dei più grossi errori dello Stato Italiano, costringere i propri cittadini al trauma di prestare un anno della propria vita alla patria, anche sotto forma di servizio civile. Sono cose che devi sentirti di fare, non devi interrompere i tuoi piani di vita a quell'età perché un ordine dall'alto ti sottrae dalle proprie ambizioni! Anche qui, generazione penalizzata, perché ora è tutto volontario!

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    1. Poi, sul discorso dei "miti"... Negli anni Ottanta avevo già i miti che mi trasmettevano i miei genitori: Corrado (ineguagliabile), John Wayne, Totò, Jerry Lewis, Loretta Goggi, Monica Vitti, Stanlio e Ollio, Aldo Fabrizi, Audrey Hepburn, Jeeg Robot, Lucio Battisti, il Quartetto Cetra... Poi ne ho aggiunti dei miei, soprattutto in campo musicale.
      Senza nulla togliere ai miti arrivati dopo nella mia vita, ma quelli precedenti rimangono per me più intramontabili, anche se i tempi e le mode porteranno (se non l'hanno già fatto) a parlarne sempre meno, a proporli sempre meno, a sostituirli con quelli successivi, apparentemente imposti dalle masse, ma in realtà imposti alle masse dai media.
      Ma io sono bastian contrario, e mi ritrovo spesso ad avere miti controcorrente, che però spesso catturano l'attenzione di chi riesco a incuriosire, e talvolta faccio proseliti.

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    2. Caro Gas, grazie per aver riscritto questo lungo commento.
      Sai una cosa? Hai anticipato alcuni argomenti che sto trattando in un piccolo saggio (che parte proprio da questo post): lingue, pc, stranieri.

      Quanto ai miti, quelli di prima erano ancora più puri, poi è iniziato il periodo commerciale ma ancora con molta ingenuità e purezza, e infine (da pochi anni) solo commercialità becera.

      Moz-

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  14. Corrado...che nostalgia! Da piccolo il sabato sera io e la mia famiglia eravamo sempre sintonizzati sulla corrida di canale5. Che magnifico ricordo..sui computer: il mio è arrivato a natale 1996, avevo tredici anni. Sapere usare bene il pc mi è stato utile, visto che le conoscenze principali le ho acquisite con lo storico Windows 95 e con il dos. Poi va beh, videogiochi a raffica :)

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    1. La maggior parte associa "Corrado" alla Corrida... Ho la fortuna di ricordarlo anche ne "Il pranzo è servito" e in "Ciao Gente".

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    2. Ric: la Corrida io l'ho seguita fino all'ultimissima edizione con Scotti, un programma amatissimo dai miei nonni^^

      Io mai stato smanettone coi computer, ho avuto l'Amiga ma solo per giocare XD

      Gas: azzo, Fulci e Merli! Ecco, a proposito di miti... **

      Moz-

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    3. Ho scelto apposta quello spezzone. ;)

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    4. Sai come solleticare il mio cuore, baby :)

      Moz-

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    5. Meglio se non ti linko un'intervista di Tomas Milian che ricorda Bombolo, scovata ieri sera, allora. :)

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    6. Eh, lì scendono i lacrimoni!

      Moz-

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  15. Ciao nipotonone, certo che i miti '80 riproposti ora sono solo l'ombra di quelli dei mitici anni '80...ve possino...voi giovini, come mio figlio...tutta invidia mia, ma buona ^_^
    Diciamo che potrebbero essere, oggi, i nuovi postpop, webpop, o popop.
    Il mito pop e' finito con il vero mito pop per eccellenza Andy Warhol e con tutta la factory.
    Siete voi ragazzi nati negli anni '80 i veri rappresentati del mondo pop.
    Ciao nipotone, vado ad ascoltarmi lo zio Bruce.

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    1. Sicuramente un post-web pop.
      Ma anche un re-pop, no?
      Insomma, anche se "ombre", funzionano bene.
      Guarda Stranger Things, un gioiellino che non fa dire "è l'ombra di Spielberg e i Goonies!" ma ha un'anima.
      Ecco, ora almeno le riproposizioni hanno quell'anima che ancora mancava^^

      Moz-

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  16. Mi giunge notizia via Whatsapp che sabato a Friburgo c'è la Disco 80 Fever, con Samantha Fox, Sandra, Richard Sanderson... Questo post ha fatto proseliti?

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    1. ahhaahah, parafrasando il mio capo che è un esperto del settore, un Disco monnezza :D

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    2. Gas, non eri appassionato di Sandra?
      Peccato che Friburgo non sia proprio qua vicino... ne varrebbe la pena! :)

      Moz-

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    3. Sì, spero un giorno di poter andare a un suo concerto!
      Friburgo è lontana e l'ho saputo solo stamattina da un amico che cura il sito Sandramania, lui infatti parte domattina!

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  17. mi hai incuriosito Gas, come nasce la tua passione per la musica disco di Sandra?

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    1. Un periodo che uscivo spesso con un amico, lui si era fatto fare delle compilation di "musica da macchina" dal cognato; su uno di questi CD, tra "Voyage Voyage", "I like Chopin", "Touch me", "L'ouragan" c'era "Maria Magdalena" della quale non conoscevamo l'interprete. Una volta individuata, cercai altri suoi titoli, scoprendo che non era la singola canzone a piacermi ma proprio il suo repertorio, in buona parte sconosciuto al pubblico italiano e praticamente boicottata da radio e televisioni italiane!
      Andai anche a un raduno di utenti di un forum dedicato a Sandra ed Enigma, uno dei due raduni finora fatti partendo da una comune passione condivisa su Internet.

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    2. Mi incuriosisce l'ostracismo delle radio e tv nazionali nei confronti di Sandra: come mai, secondo te?

      Moz-

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  18. Mi trovo d'accordo sull'introduzione e sull'esempio fatto su il remake di Visitor e il ritorno di Beverly Hills.
    Per il resto, credo che la nostalgia ci faccia bene solo quando ci spinge ad andare avanti. Tutti questi ritorni li adoro, ma spero che servano per ispirare anche a qualcosa di nuovo (oltre che a farci crogiolare nel ricordo). Lo spero...

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    1. Io credo che ormai abbiamo quasi detto tutto, e tutto ciò che diciamo di nuovo abbia inevitabili influenze dal passato.
      Oggi come fai a non guardare indietro, se è il passato a fornirti grandi nomi (e oggi non ce ne sono)?
      Vedremo cosa succede^^

      Moz-

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  19. Nel mio campo, quello della moda, i ritorni sono dovuti principalmente alla mancanza di idee ed all'appiattimento della creatività dovuta principalmente alla crisi e alla preponderanza di marchi low cost, di cui anch'io sono cliente abituale. E poi vendere ad un trentenne una moda "di ritorno" è anche più facile. Complimenti per il post, davvero ben fatto. Ciao,
    Eni

    Eniwhere Fashion

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    1. Ciao Eni e benvenuta a bordo!
      Alla fine, nella moda -prendiamo i pantaloni- cosa puoi inventarti più?
      Mo van di moda cavallo bassissimo e stoffa che non arriva alle caviglie, ma è secondo me un (orribile) moda passeggera.
      Ormai è stato provato di tutto e quindi a rotazione tutto fan tornare^^

      Moz-

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