[SOCIETÀ] i vari tipi di "egoismo" mediatico


Mi rifaccio al post di Alex (QUI) ma anche a tutto ciò che ho letto in rete in questi giorni, specie nelle discussioni partite parlando del fenomeno Stranger Things (QUI).
In sostanza, i pensieri di quanti hanno realmente vissuto (mediaticamente) gli anni '80 e '90 sono molteplici. A volte intolleranti, a volte critici, altre volte più aperti.
Parlando di remake, di sequel, di riproposte. Ma anche di opere che si rifanno alle atmosfere del passato, per moda o per necessità narrativa.
Ecco come la vediamo...

L'EGOISMO "ADULTO"

Il tipo di egoismo adulto è quello che apprezza e richiede opere (serie tv, film) che siano sempre impegnative, cupe, difficili: adulte.
Ma che fine hanno fatto le opere "per tutti", da guardarsi in famiglia?
Quei telefilm capaci di aggregare, sul divano, ogni membro della casa?
Non esistono più, forse... perché tutti vogliamo cose complesse.
A me non dispiacerebbe se tornassero a produrre storie fruibili da chiunque, senza che risultino per questo piatte o sciocche.

L'EGOISMO "TECNICO"

È il tipo di egoismo di chi non accetta opere ambientate nel suo passato, perché "che ne sanno davvero i 2000"?
Cioè, il divario è così forte (per tecnologie e modi di vivere) che le nuove generazioni non comprendono a fondo e tutto si risolve al solo mood modaiolo.
Si vorrebbe quindi che opere destinate ai retronostalgici siano solo appannaggio di questo pubblico, estromettendole del tutto agli altri, che non le comprenderebbero.


L'EGOISMO "REMAKE"

È l'egoismo di chi pretende che i remake dei titoli storici, quando erano abbastanza infantili, siano proposti in chiave adulta.
Ecco, io sono il primo a volere questo, sono sincero. Perché penso che le opere del passato nessuno le tocchi, però sarebbe bello avere remake con storie più mature -ma sempre rispettose dell'icona già nell'immaginario collettivo, ossia senza che questa sia stravolta-.

COSA PENSO IO

Serie come Stranger Things, che per vezzo sono ambientate nel passato ma riportano anche la narrazione a livelli semplici, per "tutti", possono invece essere il ponte transgenerazionale che collega noi e i giovanissimi.
Come in passato altre opere, anche oggi possono sorgere titoli capaci di creare un filo con le nuove generazioni. Che apprezzano, forse non capiscono del tutto il passato, ma potranno imparare a farlo.
E noi, con loro, il presente.
Non siamo diversi.

60 commenti:

  1. Sono un po' egoista tecnico, credo... Non mi piace che programmi nati nel passato proseguano o riprendano oggi tenendo conto dei gusti delle nuove generazioni.

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    1. Se si tratta di remake li vorrei ovviamente diversi dal passato, e se erano infantili li voglio migliorati (vedi He-Man 200x o Turtles 2003).
      Se però si tratta di una prosecuzione effettiva, non voglio che il mood sia cambiato, tanto da creare uno stacco.

      Moz-

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    2. Io i remake non li vorrei proprio. Una storia nasce per una certa epoca, con quegli attori e quel ritmo narrativo.

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    3. Eh Gas, ma perché non rendere giustizia a opere che magari negli anni '80 furono realizzate in modo infantile, ma che potenzialmente possono spaccare di brutto (vedi appunto i Masters o le Turtles...)?

      Moz-

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  2. Opere di fatto che possano unire le diverse generazioni, Mi piace questa visione.

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    1. Per me è necessario, ecco perché considero importante Stranger Things, visto da tutti, piccoli e grandi... :)

      Moz-

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  3. Un questi giorni stanno trasmettendo su Raidue un remake di Streghe.
    Mi sono rifiutata categoricamente di guardarlo. Mi torna in mente il discorso sulla Sirenetta.
    Ecco, non credo di essere in alcun modo egoista, ma pretendo che vi sia una sorta di lealtà col passato. Chiedo troppo?

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    1. Vedi, bella domanda: il remake di Sabrina fa faville, quello di Streghe è stato rifiutato anche in America... Insomma, chissà da cosa dipende.
      Ma in questo caso d'accordo con te. Ci sono cose intoccabili: forse Streghe meritava più un sequel che un remake.

      Moz-

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  4. Confesso di sentirmi un po' un'egoista tecnica :D Non so, ho come l'impressione che la mia epoca i ragazzini del giorno d'oggi non la capirebbero e la prenderebbero per vecchia, punto. Tra l'altro ho scoperto che in autunno faranno una nuova edizione de "Il Collegio" ambientatata negli anni '80. Vedremo se ho ragione :)

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    1. Eheh, ho visto anche io: seguirò con molto interesse, lì forse capiremo anche noi le differenze... CHE NON CI SONO :D

      Moz-

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  5. io non so cosa sono ma mi piacciono friends e avanti altro.
    E pendo che come aggregatori siano efficaci. Rilassanti, divertenti ms non proprio stupidi.

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    1. Avanti un altro, il programma di Bonolis?
      Non mi piace, come tutti gli odierni programmi di Bonolis... :)

      Moz-

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  6. Ahahaah, abbiamo fatto una bella combo su un bell'argomento XD
    Sull'egoismo remake, penso dipenda caso per caso, ma in generale se un'opera come ad esempio un cartone animato diventa più matura ma rimane ancora fruibile dai bambini, per me non ci sono problemi. Altrimenti se diventa tanto matura da cambiare target allora no, per me diventa materiale da OAV e quindi una alternativa all'originale, non una sua sostituzione e che solo un adulto si può procurare, (e così son contenti tutti).

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    1. Eccoci! Mi hai fornito un bell'assist col tuo post :)
      Vero, dipende caso per caso.
      Guarda, nel canone unificato attuale dei Masters, ci sono anche morti. Tutto, però, resta in una sfera fruibilissima da chi ha visto He-Man 200x (il target è quello). Non diventa un porno o un horror, questo mai :)

      Moz-

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    2. Si, infatti l'He-Man 200X e le tartarughe ninja dello stesso periodo sono due esempi che mi sono venuti in mente mentre scrivevo "più maturo ma rimanendo ancora fruibile". Li hanno reso più seri sotto certi aspetti ma senza rinnegare e scacciare il target originale.
      E' uno dei motivi per i quali pur non piacendomi a 360 gradi, giudico il 200X un buon prodotto e degno di rispetto.

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    3. Ecco, esatto.
      Il prodotto degli anni '80 Filmation, che sarà sempre nel mio cuore e che amo per mille motivi (anche tecnici: il rotoscope **), non viene annullato dal remake. Che però propone il lato SERIO della cosa, o meglio evita certe coglionaggini (in senso buono) che c'erano all'epoca^^

      Moz-

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    4. Però le Tartarughe, come fumetto nascono a tema adulto.
      Quindi la versione 200X non offende la serie animata dell'89, semplicemente si avvicina di più all'opera originale.

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    5. Emanuele, 200X è riferito esclusivamente alla serie dei Masters: è un suo nomignolo ufficiale. Non mi riferivo quindi a quella 2003 delle tartarughe ;)

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    6. Anche i Masters come minicomics allegati ai giocattoli, non erano "sciocchi" come nella serie tv anni '80... Insomma, per me non ci sono problemi.
      Vero che ogni opera ha un suo contesto, ma ad esempio i fumetti attuali sui Power Rangers (che riprendono i personaggi delle prime serie) hanno storie molto meno "cretine" che le puntate in tv.... perché non fare queste cose? Per me ci stanno :)

      Moz-

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  7. Io guardo pochissima tv, o diciamo pure che non la guardo affatto. Non so cosa mi sia successo, ad un certo punto ho iniziato a trovare difficile concentrarmi...e allora ho smesso, semplicemente. Perché era diventato frustrante guardare qualcosa che non mi catturava con l'intensità che avrei voluto.
    Questo solo per dire che è difficile, per me, prendere parte ad una discussione simile. L'unica tv che guarderei è quella leggera, che mi fa sorridere, rilassare, trascorrere qualche attimo distensivo. Non mi interessano la pesantezza, i temi apocalittici, i polpettoni.

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    1. Quella è una tv che manca.
      Oggi la tv leggera è, purtroppo, una tv per minorati mentali.
      Penso ai pomeriggi e alle domeniche di Canale 5...

      Moz-

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  8. Mi piacciono molto i post che affrontano i fenomeni in maniera trasversale perché offrono anche chiavi di lettura diverse. Credo che una di queste rappresenti lo scontro tra generazioni che si profila all'orizzonte tutte le volte che si fa un remake o un'opera che si ispira a un periodo storico ben specifico. In questo caso parliamo degli anni 80 e 90 che sono stati uno snodo intergenerazionale non da poco: da un lato chi in quegli anni era già genitore e membro portante della società e dall'altro chi ci è nato e cresciuto e la società voleva cambiarla. Valori diversi, cervelli diversi, giochi diversi su scenari che vanno a velocità diverse. Aggiungici che oggi lo scenario è ancora più complesso, dinamico e (nel senso buono) superficiale ed ecco che hai il meltin'pot culturale che impera e dilaga. Non so che tipo di egoista sono, forse non lo sono nemmeno da quando ho imparato a godermi quello che vedo da tre angolazioni diverse: da adulto, da millennial e da nativo digitale.

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    1. Esattamente, la vedo come te e tornerò ad occuparmene presto!
      Avremo di che parlare! :)
      Sono anche io molto aperto, son sincero: io anche mi sforzo di vedere le cose da tutte le angolazioni. A volte non comprendo, faccio fatica perché ci vedo illogicità o stronzate (vedi i cambiamenti etnici o sessuali o di corporatura), altre volte invece noto con piacere che le opere sono inclusive senza ricorrere a certi trucchetti da circo :)

      Moz-

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  9. Forse non si fanno più i "bei programmi" per ragazzi di una volta, perché oggi i più giovani sono quelli che meno guardano la televisione, per cui, agli autori viene a mancare lo stimolo. Inoltre, dagli anni 80 a questa parte, i canali televisivi sono aumentati in modo esponenziale, spesso, a scapito della qualità.

    Infine (mio parere) Internet ha contribuito ad allontanare i giovanissimi (e non) dalla Tv. L'opportunità di scaricare giochi, musica, film e altro, riesce ad intrattenere meglio l'utente, a scapito, ovviamente della funzione sociale che un tempo rivestiva la televisione, cioè, informativa ed educativa.

    Io, per esempio, da tempo ho buttato il telecomando 😁 Un saluto Miki!

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    1. E hai ragione: oggi la sfida è un'altra, ossia quella di internet.
      Ma possono ancora esistere luoghi e mezzi aggreganti, e perché no, informativi ed educativi (senza che si perda il lato ludico o leggero).
      Io voglio crederci... torneremo indietro :)

      Moz-

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  10. Non che me ne intenda, ma oggigiorno ci sono sempre più canali monotematici e quindi canali con cartoni e serie per bambini dalla mattina alla sera. Preferirei canali dove tutti, genitori e figli, potessero seguire trasmissioni "per tutti" compresi tg adatti anche ai bambini. Ciao Miki.
    sinforosa

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    1. Sarebbe molto bello. Certo, io dividerei sempre per varie fasce, magari in tarda serata fai qualcosa di più adulto, ma sì, mancano tv semplici e per tutti :)

      Moz-

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  11. Io sono un triplo egoista, nel senso che mi ripecchio un pò in tutte le tre forme di egoismo che nai menzioanto: io vorrei che le opere del passato (cartoni e serie tv in particolare) venissero riprese in chiave adulta, non cancellando ciò che c'era prima ma aprendo la strada a nuovi orizzonti narrativi che a suo tempo non potevano/volevano esplorare (invece oggi ci ritroviamo remake e reboot sciocchi che con il pretetso di essere "per famiglie" prendono in mano serie e personaggi del passato storpiandole e distruggendone il senso); penso inoltre che i giovani di oggi siano per lo più incapaci di godersi le cose come facevamo noi negli anni 80 e 90 perchè troppo presi da internet, smartphone, istagram e a fare gli adulti prima che venga il tempo...

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    1. I giovani sono distratti da altro ma ti assicuro che li si può ancora educare ai tempi di una volta... :)
      Il problema dei remake presto lo tratteremo: vero, è brutto quando i emake sono più sciocchi dell'originale, o offendono l'opera precedente...

      Moz-

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  12. Ah, il fantastico mondo dei remake.... altro argomento per cui si potrebbe dibattere... all'infinito probabilmente.

    E' sempre difficile posizionarsi su di un giudizio, penso che molto alla fine dipende veramente da un mero sentire personale.
    Io tendo a non amarli eppure ho apprezzato più il remake di Yamato 2199 che la serie originale (pur riconoscendone gli ovvi meriti di originalità), e si che con quella serie ci sono cresciuto da bambino alla sua prima trasmissione italica, "svizzera" se ricordo bene.
    Ma allo stesso modo non riesco a digerire i remake dei Mazinger, nè animati nè fumettistici, e mi domando perchè dato che la visione all'epoca più o meno fu la stessa, l'"amore" per la serie idem (a parte Great che sta su di un livello di intoccabilità nel mio olimpo personale) e non si può certo negare che l'ingenuità dell'epoca meritasse una versione più "moderna".
    Così come ritornando ai favorevoli ho apprezzato molto Gundam Origini e avrei voluto fortissimamente vedere trasposto in anime anche le parti "remake" del manga e non solo quelle originali.
    Perchè a volte si e a volte no?
    Come elementi comuni parzialmente vedo che ad esempio Yamato e Gundam hanno una costruzione, anche all'epoca, più "realistica" (con tutti i limiti) mentre Mazinger è pura "potenza" per bambini, e riadattarlo con uno stile diverso può portare a non rendere.
    Ma allo stesso tempo rivedere la serie lascia un po'... mah (stessa sensazione provata anche rivendendo StarBlazer però).

    E questo solo per citare 3 anime, allargare il discorso a tutti i prodotti (Magnum PI? brrrrrr) non fa altro che ingigantire numericamente i casi favorevoli come i casi negativi, ma sempre con l'idea che in fondo pro e contro sono veramente totalmente oggettivi, mantenendo comunque il concetto di base che se un prodotto è fatto male remake o no, sempre fatto male rimane.


    Quindi ben vengano i remake ? Boh, forse si, in fondo nessuno ci obbliga a vederli e finchè ci sono spettatori cui piacciono, magari più degli originali o magari perchè gli originali nemmeno li conoscono, va bene così.

    L'importante è che ci sia sempre "scelta", che i remake non facciano scomparire dalla memoria gli originali, e che nei palinsesti oltre ai remake ci sia sempre spazio anche per i nuovi prodotti, e si magari anche per la ritrasmissioni dei classici.

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    1. Io penso che ci sia una differenza sostanziale fra remake indirizzato all'appassionato e remake indirizzato allo spettatore casuale.
      Il remake per l'appassionato può essere valido o uscire una boiata, ma almeno nelle intenzioni ci sta e se esce bene può essere anche fatto vedere allo spettatore casuale.
      Il remake fatto apposta per lo spettatore casuale invece è l'anticristo, perchè puntualmente invece di mostrare qualcosa di passato con una nuova divisa, lo stravolge per adattarlo (abbassarlo sarebbe più adatto forse?) al livello del pubblico moderno: aldilà che così non ha senso, il risultato è al 99% una boiata.
      Sul non essere obbligati a vederli, ti do un'altro lato della questione: tu non li vedi ma la gente che conosci magari si. Loro magari non conoscono niente dell'originale ma sanno che tu invece si e pure bene: il risultato è che invece di parlare di un argomento che ti piace, passerai un sacco di tempo a fargli capire come, dove e perchè il remake abbia stravolto tutto. Più remake fanno e più volte ri ritroverai in questa situazione. Ti assicuro per fin troppo frequente esperienza personale, che non esagero XD

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    2. Il concetto che esprimi però va al di là dell'associazione con i remake, vale ad esempio per le trasposizioni da un media ad un altro, come ben sappiamo ogni volta che ci "scontriamo" con discutibili adattamenti cinematografici (ma non solo).
      Anzi ad essere sincero in quel caso la delusione, più o meno grande, è presente il 99,99% delle volte, perchè comunque un adattamento non sarà MAI come l'opera originale, O PEGGIO non sarà mai come la nostra testa "rielabora" (adatta) l'opera originale.
      Col risultato che si finisce più per apprezzare un adattamento/trasposizione se non si è mai visto l'originale.

      Idem per un remake.

      Al di là ovviamente che se qualcosa è fatto male non c'è verso di apprezzarlo. ;)

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    3. Ah, questo è indiscutibile ;)
      Per dirla in maniera molto cruda "se non ne sai un cazzo, tutto ti potrebbe sembrare bello"
      Il problema dei remake che dicevo è l'intenzione. Se la vicenda originale è negli anni 50 (esempio a caso) ma il remake me lo fai negli anni 2000 perchè quattro beole nel pubblico non concepiscono che i cellulari non sono sempre esistiti, allora è automaticamente si sa che non c'è mai stata l'intenzione di raccontare nuovamente la storia come si deve. Quel tipo di remake sono il peggio fra il peggio, non sono da tollerare. Questo volevo dire.

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    4. Ragazzi, è chiaro che qui dobbiamo parlarne in un post apposito: l'argomento è interessante e i vostri interventi sono arricchenti.
      Ci sono remake e remake, sequel e sequel.
      Insomma, alcuni sono intoccabili (pensereste mai a un remake di Twin Peaks?) altri possibili (Sabrina) altri falliscono (Streghe).
      C'è da valutare bene.

      Moz-

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  13. Però di fatto pur ispirandosi a robe vecchie S T è un prodotto nuovo e quindi apprezzabile anche a più livelli.
    Io ho visto e vedo anche prodotti più sempliciotti tipo I Goldbergs, The Middle o Modern Family se mi capita, anche se potrei smettere di vederli per anni e non ci farei minimamente caso.
    Quindi come forma mentis non sono refrattario alla semplicità almeno per quel che concerne le serie tv.
    Nel cinema è raro che io veda commedie, è un genere che ormai non mi dice nulla.
    Più probabile che mi veda un fantasy, un horror o una storia di formazione, e in quel caso poco importa che sia una roba per adulti o ragazzini.
    Il problema dei remake, invece, è che vengono troppo edulcorati poiché i filtri odierni sono molto più easy rispetto ad un tempo ed anche perché sono talmente un rischio che spesso e volentieri vengono affidati a registi che devono farsi ancora le ossa e raramente a cineasta di fama, che ovviamente puntano a storie non riciclate .
    Quando provano a fare il contrario e non a offrire prodotti dichiaratamente più sempliciotti ( tipo i remake di Carrie, Nightmare e La Casa) non ci riescono neppure perché troppo cupi e meno d'impatto rispetto agli originali.
    Comunque come per Got, quella di ST è una bolla che si sgonfierà presto.

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    1. Diciamo che la bolla di ST si è appena gonfiata, come mania, e immagino che per le due prossime stagioni vivrà dell'onda lunga appena creatasi. E poi basta così, come giusto che sia.
      Ma magari farà tornare in auge storie "semplici" possibilmente NON ambientate nel passato. Insomma, immagina un Goonies nel 2020 :)

      Moz-

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    2. Volevano farlo, ma non ne hanno avuto il coraggio.
      E forse è meglio così.
      Personalmente io sono un fan tiepido di ST, però come dicevo anche dall'irlandese volante a me questi prodotti retrò riportano all'infanzia e li rivedo con piacere, ma la cosa finisce lì, cioè non gli muoio dietro per eoni come mi sembra stia accadendo su internet con articoli su articoli anche nei portali più importanti.

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    3. Non sarà che semplicemente mancavano storie così, semplici, da secoli?
      Quindi ha colpito tutti... ora speriamo si possano avere ambientate nel 2020...

      Moz-

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  14. Io sono legata al passato. I programmi di allora vorrei rivederli magari ma non rifatti. Forse non mi piacerebbero più però vedere un telefilm della mia epoc rigirato non so... mi sentirei quasi derubata di una parte del passato

    Di certo però non piacciono a mia figlia. Garantito

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    1. Tra le varie cose bisogna tener presente che associamo, più delle storie, dell'ambientazione, degli "anni 80" (o 90 o qualsiasi decade vissuta più o meno col filtro mediatico) conta tantissimo l'immagine "visuale" dei personaggi.

      Magnum P.I: NON può non essere Tom Selleck (per chi l'ha vissuto).

      Marty non può non essere Michael J Fox

      e via con un elenco lunghissimo.

      L'immagine di certi personaggi è radicata talmente tanto che qualsiasi remake parte "azzoppato".
      Per assurdo sono più "facili" i remake animati, perchè a meno di NON VOLERLO puoi mantenere un'altissima fedeltà/somiglianza al chara design originale.
      Cosa che poi porta però ad esacerbare gli animi quando tale volontà non c'è.
      Perchè non puoi ringiovanire Selleck e sei costretto a trovare un altro attore (magari somigliante, magari te ne freghi) ma con l'animazione non hai "scuse", la scelta è completamente autoriale nel bene e nel male.

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    2. Esatto, ci sono alcune cose intoccabili.
      Ecco perché io i sequel li apprezzo quando però mantengono il tempo che è passato, e magari qualche protagonista.
      Un remake di qualcosa di intoccabile come Magnum P.I. fa ridere. Lo capirei se invece lo facessero come film. Così come ho inteso il Miami Vice cinematografico bello quasi quanto quello televisivo.

      Moz-

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  15. Comunque curiosamente per chi legge comics USA, specialmente supereroistici (ma non solo) il fattore "decadi" è qualcosa di particolare.

    Batman e Superman sono passati da 8 decadi diverse ma anche in casa Marvel quasi tutti ne hanno vissuto 6.
    Peter è passato dagli anni 60 ai 70, agli 80 e così via, con ambientazioni diverse così quanto lo stile delle storie che riflettevano non a caso la cultura e le problematiche di allora.
    Per non parlare della ri-narrazione pressochè continua (che di fatto SONO remake) ad esempio delle origini.
    I F4 hanno fatto non so più quante missioni diverse, e al punto che se negli anni 60 quasi poteva sembrare credibile una certa leggerezza progettuale mano a mano si sono dovute trovare motivazioni più realistiche per non far apparire tutto pacchiano.

    Però questi "remake" riescono a funzionare spesso perchè limitati alle sole origini (sono pochi i casi di rinarrazioni più lunghe e articolate).

    E non entriamo poi nel complesso discorso delle retcon, dove si finisce per avere storie "datate" scritte oggi con stile diverso dalle storie "datate" scritte 50 anni fa cui si alternano.

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    1. Diabolik non ha ri-narrazioni, ma anche lui dal 1962 (come Spidey!) vive le epoche. Si nota proprio, la differenza di storie, che riflettono la società :)
      È un bel discorso anche questo... perché complesso: i comics USA sono storici, davvero figli del loro tempo in ogni decade.

      Moz-

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  16. Penso di essere un'egoista adulta.
    Mi piace rivedere cose del passato che mi ricordano episodi felici o meno, ci sono programmi che io definisco anche migliori di quelli attuali, benchè la tecnologia li abbia migliorati con effetti che un tempo erano sconosciuti. Io , per esempio mi sento felice di rivedere una pellicola in bianco e nero,.
    Strano ma vero.
    Bacione Mozzino

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  17. Sono egoista, ma non mi riconosco in nessuna definizione particolare. Forse egoista adulto, date le mie lamentele davanti a Marvel e company? Mi sa.

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  18. Hai ragione Moz, la penso esattamente come te ^_^

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  19. Mi hai fatto riflettere su quello tecnico. Mi divido in due.
    Da una parte penso che noi, negli anni 80 e primi 90, ci godevano la nostalgia 50 e 60 senza problemi, magari i più grandi che pensavano la stessa cosa che noi pensiamo oggi dei giovanissimi, "ma che cazzo possono capire?". Allora penso che magari sia lo stesso per le nuove generazioni.
    Dall'altra parte, guardando 'sta mandria di rincoglioniti da social e mode di videogame online (2000 e presto 2010...) e il mio positivismo va a farsi benedire… non so, nella nostra generazione c'era più rispetto per gli adulti, che guardavamo a bocca aperta e con ammirazione.
    Ciò non toglie che i social hanno rovinato anche molti 50, 60, 70, 80 e 90! Ma questo è un altro discorso,

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    1. Ma certo che lo pensavano anche i quarantenni della nostra epoca! È normale! Ci davano dei rincoglioniti per il walkman e le console...! E facevano bene XD

      Moz-

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  20. Ciao Moz,anche io sono.egoista,credo che ogni programma tv,film,telefin ecc.sia il prodotto di quel tempo e per i fruitori di quel momento,solo le grandi opere liriche,cinematografiche o letterarie possono interessare in ogni stagione.
    Ciao fulvio


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    1. Ma magari ci sono anche grandi opere tv, vedi Twin Peaks :)

      Moz-

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  21. Io non mi sento affatto di nutrire pregiudizi fondanti: se una cosa mi piace può essere, antica, vintage, remake o nuova di zecca. Non mi interessa a cosa si ispira o se non si ispira, se copia o non copia, se scimmiotteggia o sfrutta una nuova vena... deve coinvolgermi. Ecco..Stranger things ha il difetto di quasi tutte le serie. La tirano per le lunghe perché devono fare il loro corso di tot puntate. Robe che vanno bene per due ore di film, stiracchiate all'inverosimile... tipo Cath22.. o tante altre che mi hanno appallozzato sul divano fino a dire "basta".

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    1. Beh, anche in questo caso, dipende: ST nasce per essere una serie di pochi episodi, nelle idee iniziali. Dato il successo, ma con una scrittura già cambiata per la prima serie stessa, hanno pensato di farne 5 stagioni in tutto.
      Insomma, ogni storia ha il tempo che richiede :)

      Moz-

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  22. sai Moz, io non me ne intendo tanto ma, ultimamente alla sera, ho trovato un canale che trasmette il telefilm "vita da strega". Mi ricorda la mia infanzia e con stupore ho notato che i miei figli lo guardano con me. CIAO Valeria

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    1. Yes, qualche trasmissione c'è, ma ci vorrebbe un canale TOTALMENTE dedicato a queste cose **

      Moz-

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  23. E' il politicamente corretto il male assoluto...comunque io dico che toccare qualcosa del passato solo se rispetti lo stesso focus.

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    1. Esatto, la vedo come te. Se lo stravolgi in altre chiavi, diventa parodia, rilettura...

      Moz-

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grazie per il tuo intervento!