[CULTURA POP] esiste un solco generazionale?



Spesso su questo blog abbiamo parlato di passato e di generazioni diverse; un confronto che ha portato a svariate analisi riguardo la percezione della cultura pop che tanto amiamo.
Oggi torniamo ad occuparci proprio del divario generazionale.
Esiste un solco, un momento circoscrivibile oggettivamente, che determina la fine di una vecchia concezione e l'inizio di una nuova realtà?
Ma soprattutto, come siamo messi oggi?



Ho notato, negli anni, una cosa: la maggiorparte di coloro nati tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000 hanno vissuto un mondo già evoluto.
Da uno di loro mi sono sentito dire, riguardo City Hunter recentemente trasmesso su Italia 2, "è un po' antico, sembra un cartoon della generazione dei miei genitori".
Cosa ovviamente non vera (City Hunter è un anime dei tardi anni Ottanta), ma allora perché è stato percepito così?




Analizziamo la questione: "antico", "della generazione dei genitori".
Io le cose "vintage" le amavo e le amo ancora.
Ho tutti i cortometraggi Disney, roba che va dagli anni '30 ai '50.
Li apprezzavo senza pensare fossero "antichi" esattamente come -contemporaneamente- vedevo le nuove produzioni tipo Darkwing Duck o Gargoyles.




Ma penso anche a tutti quei cartoon classici come i Looney Tunes, o Tom & Jerry, o quelli Hanna-Barbera.
Forse per i cartoni classici le cose stanno diversamente, chissà; ma allora perché vedevamo tranquillamente lo Spider-Man TAS con L'Uomo Ragno e i suoi fantastici amici?
Perché ci siamo goduti l'allora nuovissimo Sailor Moon assieme alle repliche de La Principessa Zaffiro?
O telefilm come CHiPs, Batman '66, Vita da strega, assieme a Baywatch, Miami Vice, Nash Bridges?
Per noi l'essenziale era che una cosa fosse bella.




Prendo come esempio City Hunter, citato poco sopra: è una serie di fine anni '80, come detto. Ma noi l'abbiamo vista dal 1997 (come analizzato QUI). Eppure funzionava ancora, nonostante fosse vecchia di dieci anni.
E, secondo me, funziona ancora oggi!
Il nostro calderone pop, ottenuto grazie al fatto di aver vissuto il boom editoriale tout-court, ci ha permesso di goderci senza limitazioni (mentali, soprattutto) ogni sorta di prodotto.




La "generazione YouTube", quelli che si sono trovati giovanissimi nell'esplosione di queste piattaforme, rifugge la televisione classica e i suoi orari/palinsesti.
Ecco, per me, dov'è il solco.
Ma da qui sorge un'altra domanda: questo solco è colmabile, magari con la crescita naturale di queste persone?
E ancora: la generazione successiva, i giovanissimi di oggi, come sono?



Per mia esperienza, noto che sono molto meno drastici della precedente, e riescono ad apprezzare le cose del passato.
Ne abbiamo parlato affrontando il tema del boom anime/manga (QUI), ma non solo: nuovi prodotti come Stranger Things e Cobra Kai stanno riavvicinando i più giovani a quel passato che la generazione appena precedente ha perso (o voluto perdersi).
Il passato è di moda, VHS e musicassette sono oggetti cult da ritrovare in soffitta, mentre il retrogaming attira sempre più.




E quando vedo un tredicenne meravigliato dei Masters e dello Slime Pit, dicendo che le cose anni '80 erano più belle, forse allora lì il solco si è colmato.
Ora devono però rientrare quelli rimasti fuori.

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141 commenti:

  1. Quelli che dicono sono cose antiche oltre a parlare a casaccio non hanno il senso reale e oggettivo di valutazione i ragazzini e molti adulti lo dicono perché le cose nate prima di loro solo per fattore di età sono automaticamente vecchie. Altri lo dicono per il fattore estetico vedono oggetti e anime di forma totalmente diversi da quelli attuali è per loro sono antichi anche se sono di meno di 5 e 10 anni fa.
    Chi li apprezza capisce che ha sotto gli occhi cose di valore e migliori i ragazzini che si guardano gli anime e i cartoni di decenni fa sanno che si guardano le chicche che hanno fatto la storia dell'animazione che adesso non sono più capaci di riprodurre perciò non se li perdono, e quelli che apprezzano tutto ciò del passato sanno che ammirano le cose più belle che non si ripetono più.

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    1. Esatto, io penso che la generazione attuale è tornata (anche grazie a prodotti-ponte, ma ne parleremo in un post specifico) a fruire di cose del passato.
      La generazione appena precedente se l'è perse perché troppo sparata verso una modernità che contrastava col passato...

      Moz-

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  2. Sai qual'è uno dei problemi che hanno le ultime due generazioni (e che loro non si rendono forse conto)? Che sono quei fottuti social a dire loro cosa deve piacere. O a stabilire cosa deve essere percepito come di qualità... insomma, interpreta questa mia affermazione come preferisci.
    Ai nostri tempi c'era qualche rivista che decideva le cose che dovevano di tendenza, però una rivista influenza solo chi la compera a prescindere da quanto sia famosa. I social invece ti invadono perchè o ne stai fuori o ti bombardano letteralmente.

    Questo influisce molto sulla percezione dei giovani, naturalmente intesi come categoria.

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    1. I social rispondono a come tu li usi. Sicuramente sono stati concepiti e vengono gestiti per bombardare l'utente con ogni sorta di pubblicità, d'altra parte loro campano così, ma non credo che tutte le ultime due generazioni siano "ostaggio" di questo sistema. Ci sono casi e casi. I giovani spesso vivono in famiglie che non trasmettono bene quelli che devono essere i valori fondanti di un individuo e molto spesso sono più gli adulti che abusano dei social piuttosto che i ragazzi.
      L'altra settimana ho scoperto che su TikTok ci sono delle arzille signore di oltre 60 anni che fanno live in cui si spogliano. sempre su TikTok c'è un ragazzino di 15 anni che spiega la matematica ai suoi coetanei.
      Sono le teste il problema non il mondo circostante.

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    2. Quando ho detto "questo influisce molto sulla percezione dei giovani, naturalmente intesi come categoria" ho già riconosciuto e considerato la presenza di casi e casi.
      Ma "casi e casi" non formano la massa, quindi non hanno peso.
      Il problema sono le teste E il mondo circostante, perchè sono due elementi che si influenzano a vicenda come il serpente che si morde la coda. E' una ragnatela di influenze e conseguenze reciproche che va vista nel suo insieme.

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    3. Siamo d'accordo: il problema è rappresentato dalle teste.

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    4. Si ma quel che intendo è che non è IL problema ma uno dei problemi (concatenati fra loro) ;)

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    5. Indubbiamente i social influiscono sui gusti, o per lo meno invitano al provare una serie animata o telefilm, poiché c'è lo stimolo dell'interazione con gli altri, cosa pressoché impossibile ai tempi delle riviste che cercavano di sviluppare tendenze: al massimo commentavamo coi compagni di classe, e se nessun altro si era appassionato a quel programma o evento, restavamo isolati.
      Vero però anche che, se non seguo nessun gruppo dedicato al Trono di Spade o a Walking Dead, resto immune alle influenze di chi ne parla, come se non acquistassi una rivista dedicata alle serie televisive del momento.

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    6. Molto interessante questo dibattito.
      Io credo che i social e gli influencer siano semplicemente la versione potenziata e onnipresente di ciò che, dagli anni '60, è sempre esistito: le mode sono state dettate da personaggi dello spettacolo (pensiamo a Madonna) e musica dalle radio e dai passaggi... Insomma, è cambiato lo strumento e forse la frequenza.

      Moz-

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    7. Era infatti il mio discorso Moz, però appunto è una cosa negativa, perchè è una versione troppo potenziata e troppo onnipresente. Ribadisco, non è l'unica cosa negativa ma influisce parecchio.
      Il mio punto è che oggi ti raggiugono anche quando sei letteralmente sul cesso: dai e dai diventa una specie di lavaggio del cervello, specie se hai un'età dove stai cercando di formarti un tua identità, dei tuoi gusti.... però così ti rendono molto difficile riuscire a crearti una tua propria testa in un clima del genere.

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    8. Sì, ma anche no: con Internet puoi evitare la pubblicità "generalista"... Io leggo e colleziono Diabolik anche perché qui se n'è parlato in un certo modo, altrove mi era sempre rimasto indifferente. Resta insomma un certo spirito di emulazione ma più filtrato rispetto a quando c'erano soltanto i media tradizionali, e c'è maggiore identificazione nel testimonial rispetto a prima che si ricorreva ad attori, personaggi televisivi (vedi Manfredi e poi Bonolis per il caffè).

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    9. Ma tu sei un adulto. Non parlo di adulti

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    10. Concordo pienamente con Alex. Non è certo un segreto che le multinazionali e le grandi corporazioni usino i social come strumento per spingere l'opinione popolare nella direzione che vogliono loro. E non solo quelli. E' ormai praticamente ammesso che la Disney negli ultimi tempi paga i critici perché facciano recensioni perlopiù positive dei suoi film.
      Che i social abbiano un effetto manipolatorio io lo riscontro soprattutto dal fatto che molto spesso vedo i fans d'oggi lamentarsi di un particolare elemento narrativo che poi però trovano perfettamente normale se presente in uno dei loro franchise preferiti.
      Non mi ricordo chi disse "pensare è faticoso; seguire gli altri è facile" ma ci ha preso perfettamente.

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    11. Però è quanto meno curioso che buona parte dell'utenza dei social ritenga manipolata l'informazione televisiva, come se stare sui social rendesse immuni da condizionamenti di pensiero.
      Ma forse sto divagando.

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    12. @Gas75
      Davvero? Non la conoscevo questa loro credenza popolare. Il caso del bue che da del cornuto all'asino :D

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    13. @Alex. Sicuro! Soprattutto con l'emergenza covid ho scoperto un sottobosco di persone che, attraverso gruppi nonché propaganda individuale, hanno cominciato col mettere in dubbio l'origine della pandemia, poi a mostrare scetticismo verso i "numeri" del contagio, quindi a contestare le restrizioni e infine a esibire "prove" secondo cui i vaccini sarebbero nocivi se non prodotti apposta per farci male. Se fai caso, tutto l'esatto contrario di quanto dice la televisione. E siccome il fenomeno è nato sicuramente da pochi utenti, i proseliti fatti sono prova che è avvenuta manipolazione anche nei social.
      Ma di esempi potrei farne anche altri, tipo la persona depressa che segue i post dello psicologo che pubblica le frasi che gli fa più comodo leggere invece di reagire...

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    14. Capisco. Io la tv non la seguo da anni mentre di social ho praticamente solo facebook, per tenermi in contatto con pochissime persone ( e già così mi arriva ogni tanto della spazzatura), per questo non sapevo. O meglio so che ci sono quelli che fanno disinformazione ad un livello quasi ossessivo, ma che si considerino immuni dalle manipolazioni perchè sui social, giuro che è stata una vera sorpresa. Grazie Gas, con questa rivelazione mi hai regalato una risata (per non piangere).

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    15. Io penso che sia solo un'estremizzazione di una cosa che avveniva già... oggi però vedo ragazzini molto più convinti, dal lato modaiolo, senza doversi fare mille paranoie sull'accettazione. Sono molto più fluidi in questo, e anche in altri campi.
      Però sono anche più fragili per tante altre cose...

      Moz-

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  3. Ma rimangono sempre i più grandi ad apprezzare il passato la maggior parte dei ragazzini lo schifa.
    Non vedo così tanti adulti rinnegarlo anzi è l'opposto a partire dai 25 anni in su che lo rimpiangono e lo rivalutano per fattori emozionali, affettivi e di nostalgia, e per genuina storicità.

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    1. I ragazzini attuali non lo schifano, è questo il bello!^^

      Moz-

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    2. La maggior parte sì.

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    3. No, non quelli attuali.

      Moz-

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Credo che il solco nasca dalla rapidità e dalla vastità di prodotti nuovi che escono, dal fatto che con internet una notizia, un videogioco, una canzone, un cartone, usciti tre giorni fa sono poi fagocitati da un overflow di notizie, videogiochi, canzoni e cartoni e fumetti nuovi, dal non dare quasi neanche il tempo ai giovani d'oggi di sedimentare quello che vedono e leggono di attuale. Pochissimi hanno quindi il tempo e la voglia di lasciarsi affascinare da cose del passato. Solo pochi forse hanno questa passione ed è in questo il solco profondo. Sta nel fatto che si sia un po' tutti oggi , non solo i giovani, proiettati costantemente in avanti, nel futuro, verso cose nuove che poi spesso così nuove non sono, anzi molte riprendono e pescano a piene mani dal passato che intanto non essendo dai più conosciuto ritorna ad essere, magari con una spruzzata di adattamento all'oggi, una novità. È vero che se. guardiamo certi cartoni o telefilm (penso per es a Goldrake e Starsky ed Hutch) e li paragoniamo a prodotti di oggi, si avverte la differenza, ma si dovrebbe anche apprezzare invece l'immortalità spesso di prodotti del passato che restano nel tempo e non si sono lasciati intaccare dallo stesso. Chissà, magari questo tuo post potrà instillare il desiderio di volgersi anche indietro, potrà quindi piantare un piccolo seme in chi ti leggerà.

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    2. Concordo. Mi sa che fra il mio ed il tuo commento, abbiamo veramente centrato il punto.

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    3. Si ..okay ma l’immortalità di certi prodotti è indubbiamente legata a cosa questi hanno rappresentato per chi li ha vissuti.
      Goldrake e Starsky ed Hutch o Hazzard hanno rappresentato qualcosa per la nostra generazione ( non credo di essere poi tanto più giovane di Daniele)..forse quella di Alex ma i 25 enni , i trentenni di oggi cosa vuoi gliene freghi.😁

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    4. Diciamo pure (e ne parleremo): i prodotti di allora sono davvero così belli?
      O hanno avuto, molti di loro, la fortuna di nascere e imprimersi nell'epoca della formazione dei miti?
      Oggi sicuramente tutto è più veloce e si disperde facilmente, pochi titoli restano e resteranno...

      Moz-

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    5. I prodotti di allora sono fatti in modo più "artigianale", vedi meglio la mano umana che tratteggia Zaffiro o inquadra la corsa del Generale Lee di Hazzard. Dettagli che restano, per quanto magari imperfetti, secondo me.

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    6. @Gas75
      Concordo. E' un discorso un po' simile alle lame di acciaio di Damasco: sono le impurità nella lega del metallo che creano quei motivi bellissimi per il quale è famoso. Le imperfezioni (quando non sono esagerate) danno anche carattere.

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    7. Verissimo... sono cose che restano, perché calde e vive.

      Moz-

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    8. Si ma le apprezzate più che altro voi che avete un eta’ ..legata per forza a quei prodotti.
      Le nuove generazioni ma anche quelle più vecchie delle nostre ste cose se le valutano lo fanno superficialmente o con un metro diverso dal nostro.
      E non vi danno sta importanza.
      Guardate il conflitto /solco è tutto quello che volete ci sta anche con quelli che hanno 20 30 anni più di noi.
      I miei mi dicevano che i cartoni animati son dei “paiassi “ in dialetto veneto e la differenza tra generazioni la sentivi di più rispetto a quello che succede adesso.
      Per me la differenza è legata solo ai gusti personali.
      I social è quello che c’è di nuovo adesso sono la nuova pubblicità ...prima non c’erano ma la pubblicità c’è sempre stata.
      C’è una maniera più veloce di arrivare ma anche di andarsene.
      Prima c’era poco.
      Adesso tanto

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    9. No, io parlo proprio dei ragazzini di oggi.
      Li ho visti appassionarsi a Hi-Score Girl, anime attuale ma che tratta di retrogaming... di conseguenza vogliono giocare a Street Fighter II, per dire.
      Secondo me c'è stato un solco, dovuto alle nuove tecnologie e ai nuovi tempi: la generazione che per prima è nata in quest'epoca, non ha vissuto (o rifugge) il passato. Quelle seguenti invece hanno riallacciato i ponti con esso, anche per via di alcune opere che costringono a informarti (Stranger Things, Cobra Kai, ma anche i futuri He-Man e Ghostbusters)... quelli che restano fuori sono proprio coloro che non hanno avuto contatti col passato, e che ora devono affannosamente recuperare per stare al passo.

      Moz-

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    10. E' interessante questo, però secondo me le imperfezionisi apprezzano ancora eccome. Tuttavia roba come l'autotune è invereconda allo scopo dell'interpretazione. Ci interroghiamo quindi su un uso consapevole della tecnologia, lungi da un rifiuto, una riflessione sui suoi fini e sul non far diventare essa stessa un fine. Dall'incontrarsi come si faceva prima e si fa ancora, epidemie temporanee a parte.

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    11. Ma infatti, dai: la tecnologia e i social ci sono, si usano, ma la gente ha ancora voglia (e sempre ne avrà) di socializzazione fisica e di stare fuori, in giro.

      Moz-

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  5. Io penso che nella società fluida in cui viviamo e che abbiamo contribuito a creare TUTTI con le nostre scelte i confini generazionali siano meno netti di quanto non possa sembrare. In un certo modo ogni generazione è stata studiata come soggetto di riferimento per operazioni di marketing solo che i mezzi di comunicazione sono cambiati. Per noi, intendo cresciuti tra gli '80 e i '90, la TV era il vettore di riferimento e passando tutto da lì abbiamo imparato a confrontarci con esso, a usarlo e anche a farci condizionare da esso. Oggi che gli schermi ce li teniamo in tasca e praticamente non li spegniamo mai siamo soggetti di interesse di marketing in qualsiasi momento della nostra giornata ed è chiaro che c'è un lavorio costante per intercettare gusti ed interessi.
    Non mi piace fare delle distinzioni nette tra le generazioni perché in realtà cambia il modus operandi e il contesto ma le dinamiche si ripetono e continueranno a ripetersi.
    Te ne dico una. Io ho seguito tutto Dragonball in TV e sono stato insieme a tanti altri ostaggio dei palinsesti di rete perché se Mediaset decideva di interrompere la serie tu rimanevi lì come un fesso con la storia lasciata a metà; Youtube e i servizi di streaming hanno cambiato questa dinamica e se per me che ho 37 anni e non ho vergogna di dire che guardo i cartoni animati è stato facile adattarmi al palinsesto dinamico e libertario dello streaming capisco che per qualcun altro tutto ciò possa apparire come meno degno di valore. Chi invece in questa dinamica ci è nato e cresciuto non ha alcun interesse a sentire critiche o giudizi vari.
    Secondo me, l'espressione "ai miei tempi" dobbiamo cominciare ad archiviarla perché indietro non torneremo.

    Rispondo alla domanda: il solco generazionale c'è se lo vogliamo percepire come tale. Parlerei di cambiamento lasciando stare ogni tipo di critica feroce o di pregiudizio sul mondo che abbiamo contribuito TUTTI a creare così com'è.

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    1. Vero, e mi concentro su una cosa che hai detto: "ai miei tempi" si deve archiviare, giusto.
      Ma sai come la vedo? Si archivia perché sono SEMPRE i nostri tempi, ormai... è tornato tutto, il tempo è stato sconfitto, le barriere generazionali anche, e il solco si è riempito.
      A essere rimasta fuori è proprio la generazione nata tra gli ultimissimi anni '90 e i primi 2000.

      Moz-

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    2. Il solco si è riempito. Una massima.

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  6. Interessante disamina, comunque il solco maggiore sta nella tecnologia, cosa sarebbe successo se negli anni '80 avessimo avuto Internet e le comodità di oggi? Ecco, è normale quindi se questa nuova generazione è diversa.

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    1. Forse non sarebbero stati anni così mitici...^^

      Moz-

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  7. C'è di sicuro (a mio avviso) un momento storico ben preciso in cui si è verificata una cesura che ha cambiato (infinitamente in peggio secondo me) il modo in cui il principale mezzo di comunicazione (che allora era la televisione) ha influenzato le giovani generazioni, determinando un significativo cambiamento nella mentalità, ed è l'avvento del modello Fininvest. Ma non so se questo sia il luogo e il momento più adatto per avviare una discussione a tal proposito :)

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    1. Ma certo che si può!
      Per me il modello Fininvest è stato innocuo* fino alla metà degli anni '90. Poi dopo ha iniziato a dare il peggio di sé.
      * innocuo nel senso che era ancora in formazione.

      Moz-

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    2. Cerco sempre di superare possibili motivazioni moralistiche, bacchettone che non mi appartengono, però aldilà del nudo in sè e della sensualità, non saprei, che dire di Colpo Grosso, Non è la rai? Come detto non tanto la nudità e la sensualità, ma l'impostazione generale del discorso e l'esplicito utilizzo a richiamo per un pubblico specifico e un certo modo di concepire i rapporti.

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    3. Certo, era TV d'intrattenimento, leggera e talvolta vuota.
      Non significa che la gente che la guarda sia altrettanto vuota, ma sicuramente in molti lo erano (o lo sono diventati).
      Ma di base, hanno solo dato da mangiare a chi oltre la De Filippi e la D'Urso non sarebbe mai andato.

      Moz-

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  8. Credo di avere un concetto tutto mio di "vecchio" e di "nuovo" in merito a elementi che possono rientrare nella cultura pop: un film, un telefilm, un cartone animato, un disco, un fumetto, apparsi dopo la mia nascita li reputo, se non "nuovi", sicuramente "non antichi"; al contrario qualcosa di realizzato/pubblicato prima che nascessi lo percepisco "vecchio". Proprio l'altro giorno mi facevano notare che fossero passati 20 anni dall'uscita di un film: ebbene per me, trattandosi di qualcosa del 2001, non potrà mai essere qualcosa di "vecchio" poiché io ho più anni e ricordo quando successe...
    Direi quindi che il mio "solco generazionale" sia in gran parte focalizzato negli anni '80.

    Mi capita durante le mie lezioni di parlare dell'evoluzione dell'informatica, rendendomi conto di parlare a giovani che forse non hanno mai visto in esecuzione un Windows 95 o 98 (e forse nemmeno XP!) mentre per me sono qualcosa di recente, perché mi sento testimone del loro passaggio... Dal mio punto di vista, questi giovani sono soltanto arrivati tardi rispetto a me, così come io, per esempio, sono arrivato tardi per poterci "essere" quando fu lanciata la serie classica di Star Trek, e quindi l'associo a qualcosa di "vecchio".

    In definitiva, non ho un metro di giudizio positivo o negativo rigido a seconda della collocazione temporale di un evento/oggetto pop: sebbene mi riesca più facile apprezzare un film con Cary Grant piuttosto che uno con Eddie Murphy, di ascoltare più volentieri Lucio Battisti di Tiziano Ferro, ci sono le dovute eccezioni, forse perché ho pretese differenti da un'opera "nuova" rispetto a un'opera "vecchia".

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    1. Potrebbe essere lo stesso per me, ma ad esempio i Masters, nati prima di me, o i Litfiba, nati prima di me, non li giudico vecchi.
      Per me dipende anche dalla forza che ha un prodotto, la forza di restare nell'immaginario pop.
      Penso a Rocky, non è vecchio, o il primo Indiana Jones. Idem.
      Io tuttora ragiono con: l'opera mi deve piacere, vecchia o nuova non ha importanza.

      Moz-

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    2. Il termine "vecchio" non voleva dire "che non mi piace", ma solo che lo percepisco di un passato che non ho vissuto.

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  9. Argomento complesso. Per dirti, io sono nato nei primi anni '70, ma la televisione classica e i suoi orari/palinsesti l'ho buttata nel cesso. Guardo solo tv su canali come Tim Vision, Youtbue ecc. Non amo i cartoon recenti, dal punto di vista grafico, rimanendo legato ai classici Dinsey o quelli dei Peanuts di una volta ... porto le scarpe da tennis e i jeans, ma questo racchiude gente dai 0 agli 80/90 anni ;)

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    1. Ecco, appunto: io ad esempio amo ancora la TV con gli orari, e apprezzo che le piattaforme hanno rinunciato molto al binge-watching caricando TUTTO e SUBITO, preferendo l'appuntamento settimanale.
      Si sta tornando a quell'idea di palinsesto, seppur più libera...

      Moz-

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    2. Ciao, sai secondo me ci stanno entrambe le cose, ma il "vecchio" palinsesto e la tv rappresentano l'appuntamento, in un certo senso il rito. La proposta e i cicli tv. C'è l'aspetto sociale del condividere una canzone o un film dopo averli già ascoltati o visti da soli, tutti aspetti che vanno aldilà del consumo dell'opera.
      Poi il web a il "on demand" permettono di spaziare e ben venga, anzi uno dei benefici è che su internet quasi qualunque persona può postare un film a basso costo che può essere fatto anche bene.

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    3. Esatto, io credo che con la puntata settimanale (ma sempre disponibile) caricata in streaming ci sia un giusto compromesso!

      Moz-

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. io preferisco valutare "caso per caso"... ci sono cose della mia generazione che mi piace vedere, altre che invece, seppur famose, non mi attirano... può anche capitare che mi veda un vecchio film in bianco e nero, ma non è detto che debba farlo sempre o che sia un cultore del genere... insomma, oscillo... un mio amico passa tanto tempo su tik tok e ogni tanto prova a convincermi a scaricarmelo, ma non l'ho mai voluto fare perchè non mi attira... e siamo coetanei!... quindi sì, le generazioni hanno una loro influenza, ma poi ciascuno reagisce a modo suo...

      PS... ho riscritto il mio commento, cancello quello precedente ;)

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    2. Nessun problema per il commento^^
      Dunque, ovviamente il mio ragionamento era di massima: un mio amico nato alla fine degli anni '90, per dire, è molto classico nei gusti artistici (cinema, TV ecc...)
      Questo sta a noi, ed è vero: l'opera deve piacerci, punto^^

      Moz-

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  11. Mi hai fatto tornare in mente una cosa che mi è successa di recente: conosco bambini che adorano Alvin e i Chipmunks della nuova generazione 3D... ho provato a far vedere loro qualcosa del vecchio cartoon che io vedevo da ragazzina e mi hanno detto subito che era brutto perché era vecchio (riferito certamente all'animazione), perché non c'erano cellulari e computer e macchine nuove (da interpretare come tecnologia moderna), perché David era troppo severo mentre doveva essere Alvin ad avere la meglio, e soprattutto perché quel cartone non lo conosce "nessuno".
    So che il passo generazionale è un po' più lungo e si tratta del giudizio di bambini ma ci sto rivedendo collegata la questione di quanto le teste delle generazioni più nuove siano state saturate di stereotipi che possono essere apprezzati (o meno) senza dare loro il benché minimo dubbio o anche solo curiosità su ciò che esiste al di fuori di quello che viene pubblicizzato maggiormente.

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    1. Senza offesa a quei bambini ma è una delle cose più tristi che abbia mai letto ultimamente. Però sono piccoli: possono ancora migliorare e glielo auguro.
      Quello che racconti si collega a quel che ho detto riguardo anche ai social: ti bombardano su quello che devono essere i tuoi criteri, ti inculcano stereotipi.
      Io potrei portarti esempi simili ma dal risultato opposto al tuo, precedenti però a quando i bambini hanno iniziato ad avere sempre dei cellulari in mano.

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    2. Io posso capire che la nuovissima generazione, non trovandosi all'interno di un prodotto le cose attuali, si senta spaesata.
      Noi avevamo una tecnologia basic, quindi fino a tutti gli anni '90 era uguale (i PC erano spesso anche solo oggetti sulla scrivania XD).
      Interessante, oltre che ovviamente triste...

      Moz-

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    3. Se può essere utile uno di questi episodi che ho vissuto lo racconto.
      Non ricordo esattamente l'anno, però giravano i primi Gormiti quindi eravamo già nel nuovo millennio inoltrato. Andai a casa di questo bimbo che doveva avere intorno ai sei anni: io ed i suoi genitori dovevamo parlare di alcune cose importanti e c'era da tenerlo impegnato un'oretta o due.
      Gli portai una videocassetta con le prime puntate del Daitarn 3.
      Non aveva mai visto un robot gigante, non aveva mai visto un cartone animato simile perchè non ne giravano più all'epoca... insomma fu un impatto assolutamente vergine (se mi passate il termine).
      Sì gasò come una bestia a guardarlo, gli piacque moltissimo e nonostante non avesse niente di simile ai cartoni che aveva sempre visto lui, non si è posto il problema.

      Un discorso tipo "è brutto perchè non lo conosce nessuno" è qualcosa che non ho mai sentito dire da un bambino prima di adesso: non è farina del suo sacco ma un criterio di valutazione (sbagliatissimo tra l'altro e molto internettiano: siamo onesti) che ha appresso da qualche parte e che pensa sia giusto.
      Sarebbe da correggergli subito questa idea, per mia modesta opinione.

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    4. L'affermazione che un "cartone animato è brutto perché non lo conosce nessuno" è un attimo da sprovveduti abituati ad altro... Semmai un cartone animato può non conoscerlo nessuno perché è brutto, ma viceversa è ben poco logico e quasi ridicolo... Io avrei chiesto come fa a essere giudicato se non è conosciuto. 😏

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    5. E' un episodio triste ma non deve trarre in inganno. Come dimostra l'esempio di Alex, l'assunto che i bambini associno il vecchio al brutto non è affatto universale. Io quando ero piccolo vedevo sempre i film degli anni 60 e 50 (western soprattutto ma anche film della Disney, non solo cartoni) con mio nonno e gli adoravo, nonostante fossero palesemente "vecchi". Adoravo letteralmente l'Odissea della Rai a cura di Mario Bava (quella italo-iugoslava) nonostante fosse quasi 20 anni più vecchia di me.
      Certo, io non stavo certo sui social dove c'era qualcuno a dirmi cosa doveva piacermi X4

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    6. Io mi sono rivisto con entusiasmo almeno 5 volte gran parte dei casi del Commissario Maigret di Gino Cervi, serie conclusasi tre anni prima della mia nascita.
      E molti film, anche degli anni '30, continuano ad aggiustarmi periodi un po' storti.

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    7. Il Maigret di Gino Cervi è bellissimo :D

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    8. Ma solo io sono sempre stato (anche e soprattutto da bambino) un esploratore di cose sconosciute, o che credevo almeno tali, buttate magari sulle TV private??
      Le perle si scovano così^^

      Moz-

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    9. Tra l'altro il fatto che un qualcosa lo conoscano in pochi una volta era considerata una cosa figa, perché diventava un cult, un qualcosa per una stretta cerchia di appassionati. Per esempio una volta era così per Dylan Dog, prima che diventasse un fenomeno di costume (e prima del suo tragico declino).

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    10. Già, le cose belle prima sono sempre o quasi sempre state cult per pochi.
      Il brutto sono i fan tossici che non accettano, poi, quando una cosa esplode a tutti, la vogliono per loro...

      Moz-

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    11. Da un certo punto di vista la cosa cult per la cerchia ristretta, di autentici appassionati, è bella, perché crea un mondo di interazioni e condivisioni che magari alcuni non avrebbero.
      Prendi i fumetti dei supereroi. Per anni sono stati considerati roba da nerd e sfigati. Poi arrivano al cinema con l'MCU e tutti a parlare di Iron Man. I primi appassionati si sentono defraudati di un qualcosa che sentivano solo loro e conoscevano a menadito.

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    12. Io sarei solo contento che tanta altra gente può appassionarsi alla cosa.
      Lo stesso che racconti avvenne con Berserk: nel 1996-2001 era appannaggio degli universitari, un prodotto venduto ma cult, da adulti... l'ondata di fan portata dall'anime trasmesso su Italia 1 generò questa cosa che dici, ma io ero solo che contento: più si è, meglio è^^

      Moz-

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    13. Per me è indifferente. Una cosa mi piace a prescindere che ci siano tanti o pochi che la conoscano. Molte cose di cui sono appassionato le conosciamo in quattro gatti. Viceversa trovi qualcuno con cui discuterne, allora la diffusione più ampia assume una connotazione positiva.

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    14. Esatto!
      Anche per me è indifferente, l'essenziale è che piaccia a me... però mi fa sempre piacere parlare con qualche altro fan^^

      Moz-

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    15. Provo a ipotizzare un'interpretazione del "brutto perchè non lo conosce nessuno" che mi frulla da un po' di tempo. E' certamente un qualcosa che nella sua manifestazione finale risulta gretto conformismo, ma nasce forse dalla voglia di condividere, non è certamente il massimo, ma fenomeno di massa può essere associato, specie dai più giovani ma non solo al fatto che una cosa che conoscono in molti potrà essere condivisa come argomento di conversazione ed esperienza comune, qualcosa di cui sentirsi parte. Tutto sta a noi insegnare come si possa far condividere alla propria cerchia di conoscenze qualcosa che si è apprezzato nonostante non sia il fenomeno di massa del momento. Anzi vorrebbe dire più "biodiversità" nella sfera dei gusti personali.

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    16. Io sono d'accordo.
      Anzi spesso la Storia insegna che più piace a tutti e più è una merda... quindi figuriamoci.
      L'essenziale è comunicare bene la nostra passione.

      Moz-

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  12. Il solco generazionale per me dipende anche da come quel prodotto è stato scritto: posto che per me tutte le opere, per quanto belle, sono soggette a "invecchiamento", ci sono prodotti che rimangono validi anche a distanza di anni, mentre altri sono "in" perché sono arrivati nel momento giusto, ma se riguardati a distanza di anni mettono in luce più difetti che pregi.

    Pensiamo alle serie tv: in una ventina d'anni siamo passati dalla concezione "freak of the week" ad avere veri e propri romanzi televisivi, con una trama che si dipana nel corso di tutta la stagione, una macrotrama che fa da collante al prodotto e un'attenzione certosina alla scrittura della sceneggiatura e dei personaggi. Per cui una serie come Twin Peaks, che è simile alla nostra concezione di serie tv, risulta godibile ancora oggi, mentre Dr. House, che pure è più recente, a parte alcune trovate risulta insopportabilmente lenta: non c'è una trama vera e propria, è più un continuo inanellarsi di tizi sfigati che si sono beccati le peggio malattie per aver dato da mangiare ai polli, o respirato la polvere. Quelle rare volte in cui si è cercato di dare un briciolo di continuità agli episodi, ne usciva una confusione pazzesca perché non erano proprio capaci. ^^"
    Se la commentassimo adesso (perché adesso si segue una serie commentando in diretta su Twitter), sembrerebbe la sagra della caxxata rotante. XD

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    1. Eppure Dr. House non è vecchia, ma è abbastanza recente, in un mondo in cui si facevano già serie TV di classe, c'era il boom della serialità sofisticata.
      Però è vero, alcune cose invecchiano male, per incapacità o per volontà.
      Altre invecchiano male ma diventano cult, paradossalmente.

      Moz-

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    2. Dr. House era riuscito a inserirsi bene perché era il perfetto connubio tra medical drama e detective story, che erano i due generi che andavano per la maggiore. Il problema delle detective story però è che oltre a una certa soglia si diventa ripetitivi, e dr. House non è mai riuscito a dare linfa vitale allo schema "malato di malattia stranissima sconosciuta guarito in extremis dal lampo di genio".

      Altro problema endemico della serie, che è quello che secondo me l'ha azzoppata rispetto ai coevi Grey's Anatomy e Scrubs, è il mancato approfondimento dei personaggi di contorno: a parte il protagonista, gli altri sono zerbini, sono scritti talmente male che se anche provano ad arrabbiarsi con House, sai già che avranno torto, quindi qualsiasi twist è poco credibile.

      Di prodotti invecchiati male diventati cult mi sta vendendo in mente solamente Streghe/Charmed. Le prime tre stagioni erano bellissime, la quarta si salva perché avevano un sacco di trame da sviluppare, la quinta e la sesta sono state scritte coi piedi di uno zoppo, riuscivano a contraddirsi addirittura all'interno dello stesso episodio. XD
      Eppure, la sesta stagione è una delle preferite dei fan.

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    3. Oddio, come mai i fan la amano così tanto?
      In ogni caso, quando una serie arriva a contraddirsi nei dettagli, lì capisci che la stanno scrivendo giusto per soldi o per andare avanti... non c'è più attenzione alla qualità.

      Moz-

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    4. La amano perché c'è un personaggio che viene da un futuro distopico, e quando in una serie inserisci un personaggio che sembra cattivo, ma agisce così per salvare il futuro, grazie e graziella che diventa un fan favourite.

      Quando poi scopri "perché" il futuro è stato rovinato, ti rendi conto che è stata una enorme presa per i fondelli. Il classico "ma quindi se questo tizio stava a casa sua campavano tutti 100 anni?" O.o

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    5. Ahaha e immagino che comunque la motivazione logica, ai fan, non interessa...^^

      Moz-

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  13. mia figlia è nativo digitale, tutta un'altra storia

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  14. Penso sia questione di educazione. Io, con il consenso di mio fratello, sto esercitando i miei nipotini di otto anni ad amare anche l'antico. Ho passato loro dei Topolino Story che avevo doppi, con storie degli anni '50, e hanno apprezzato. Così come apprezzano moltissimo Stanlio e Ollio e i vecchi cortometraggi di Topolino, Tom e Jerry e Gatto Silvestro.

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    1. Ottimo, significa che c'è ancora speranza. E infatti, io penso che il problema della generazione YouTube, quella del solco, è che non hanno potuto vivere queste cose: sparite dai palinsesti.

      Moz-

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  15. secondo me a noi molte opere del passato sembravano recenti perché le TV le riproponevano allo sfinimento.
    Per noi che non avevamo mai visto ST-TOS, Happy Days, la Famiglia Addams o Vita da Strega (prodotti che pure avevano 30 anni sul groppone! Per intenderci: Tabatha "è nata" la stessa settimana di mia mamma!), vedere quei programmi in TV li faceva sembrare "nuovi". Per cui il problema è che su Netflix e simili non ci siano questi programmi "storici" per un nuovo giro di repliche anche per le nuove generazioni.

    Aggiungo un aneddoto in tal senso: un bambino a cui facevo doposcuola mi ha chiesto perché Franco e Ciccio, che conosce perché i loro film li danno sempre su qualche rete e li trova spassosi (come detto: per lui sono "in prima visione"), non venissero più invitati in programmi come Domenica In o Buona Domenica... gli ho dovuto spiegare che erano film di 60 anni fa (!!!) e che loro, buonanime, sono morti da 20 anni...

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    1. Ora su Netflix, Prime ecc le cose del passato le stanno inserendo... quindi la nuovissima generazione è avvantaggiata, in tal senso, rispetto a quelle appena precedenti.
      Eheh, vedi... la questione di Franco e Ciccio apre a mille cose, tra cui l'eternità, appunto, di chi sa imprimersi!

      Moz-

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  16. Caro Moz è normale che i gusti cambino nel tempo anche se poi si ritorna spesso al passato spaciandolo per novità.
    Io che ho passato i settanta dovrei amare solo Via col vento e le comiche di Gianni e Pinotto o il Topolino magrissimo con i pantaloni corti e rossi. Tutti cerchiamo la novità che non è sempre migliore del vecchio, ma credo che piu di cambiamenti generazionali sia una questione di cultura. Molti giovani non amano il vecchio perche non lo conoscono, idem per gli avanti in età che non vogliono comprendere e amare le novità.
    Ciao fulvio

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    1. Esatto, ma oltre a un sorta di diffidenza che ci può anche stare, c'è pure un'altra questione: le TV e le edicole, a un certo punto, hanno smesso di proporre cose dal passato.

      Moz-

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  17. Mio figlio guarda regolarmente i cartoni di Rai YoYo: Masha e Orso, pigiamini? 44 gatti eccetera... gli piacciono tantissimo. Una volta mentre facevo zapping, gli ho fatto vedere per caso un episodio del looney Tunes che sinceramente non era neanche un granché... per poco non ci restava secco dalle risate! Con questo che voglio dire? I cartoni moderni gli piacciono nonostante sono delle cretinate, perché è questo quello che offre il convento. Provate a mettere i vostri figli davanti a un bivio. Mostrargli i vecchi cartoni, film, musoca... e a tutto ciò che riguarda gli anni 80 e 90, rispetto a tutto ciò che è moderno... poi vedrete cosa sceglieranno

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    1. Esatto, lo penso anche io: fatte salve alcune opere oggettivamente belle, di ora, ...e tolte opere oggettivamente brutte del passato, per me sceglierebbero quasi sempre prodotti anni '80 e '90^^

      Moz-

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    2. Obiettivamente anche in passato alcuni cartoni seppur in piccolissima % non erano un granché. Ma di cartoni moderni belli non riesco a definirlo neanche uno. eppure sono un esperto Perché come dicevo ho mio figlio li guarda sempre

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    3. Non ho mica capito se il figlio di Enzo sceglierebbe i cartoni anni 80-90 o quelli moderni?
      Mia figlia ( che ora a 12 anni) i cartoni “ vecchi” non li ha mai sopportati .

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    4. Anche io fatico a trovare qualcosa di validissimo e attuale, come cartoon... però le eccezioni ci sono (DuckTales nuovo spacca).
      Max, dipende anche da cosa ha visto di vecchio!

      Moz-

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    5. Grizzlies Mangione14 mag 2021, 11:10:00

      Già il fatto che una bimba di 12 anni abbia coscienza del concetto cartone nuovo e cartone vecchio fa capire in quale mondo viviamo :( io alla sua età non avevo per nulla questa coscienza.

      Comunque cartoni come Mighty Max, Street Sharks, Action Man, La fabbrica dei mostri, ma anche Jem oggigiorno sono cose impresentabili... Infatti Netflix non le porterebbe mai perché oggettivamente sono cartoni invecchiati malissimo... Ma già alla loro epoca erano pessimi!

      Discorso diverso per cartoni come Yu degli spettri, Bleach, Card Captor Sakura tuttora validissimi e presenti su Netflix e Amazon Prime Video così come altri del passato presenti su tali piattaforme.
      Non provate a vedere oggi la prima serie di Dragon Ball vi divertirete un sacco!



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    6. Grizzlies Mangione14 mag 2021, 11:13:00

      * Non, ovviamente per sbaglio :).

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    7. Oddio, io capivo se un cartoon o un prodotto erano nuovi... ad esempio ricordo quando uscì Spider-Man TAS con gli inserti in CGI.
      Comunque, per me Jem è ancora valida, ma gli altri sì, sono invecchiati male e alcuni sono pure brutti (Street Sharks... terribile),,, mentre tanti anime sono ancora validi (ma alcuni sono brutti, eh... ne parleremo)^^

      Moz-

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  18. Hai nominato una serie di cose che conosco appena, ma mi sono ritrovato nella frase "Per noi l'essenziale era che una cosa fosse bella.". È vero per quanto mi riguarda: ci sono cose "antiche" che acquisivano valore anche grazie al loro essere datate ma che erano comunque fatte bene. Altre che invece non erano altrettanto piacevoli. Chi è nato negli anni '90/00 secondo me è stato particolarmente influenzato dal web che ha aperto le porte ad un costante bisogno di novità (cresciuto poi nell'ultimo decennio) e quindi credo sia inevitabile che tutto ciò che è più datato, venga considerato vecchio, a meno che non sia di moda, vedi l'abbigliamento anni '90 ripreso negli ultimi due o tre anni.

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    1. Verissimo.
      Peccato però: le nuove generazioni non riescono a godersi niente che sia duraturo.
      Io ancora adesso sono innamorato dei Masters, per dire...^^

      Moz-

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    2. Ma te sei patologico😂

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    3. Ma come fai a non esserlo, dopo quello che è appena successo con le immagini della nuova serie??? *___*

      Moz-

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  19. Grizzlies Mangione13 mag 2021, 11:08:00

    Scommetti che se rilanciassero Dragon Ball dalla prima serie in tv in un orario decente oppure se arrivasse su Netflix, avrebbe un grosso successo presso i nati dal 2010 in poi?

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    1. Sicuramente, perché è un titolo che tira ancora...!
      Potrebbero usarlo come traino, certamente.

      Moz-

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  20. Sicuramente il solco si è creato tra il 2004-2007 con l'esplosione di youtube e poi fb e in quel vortice è stato risucchiato tutto il comparto generazionale nato essenzialmente dal 2000 in poi. Quindi è un solco perfettamente definibile... basti pensare che io ho avuto il mio primo smartphone a 20 anni, e oggi a 20 anni qualunque ragazzo o ragazza è presente su tutti i social da almeno 12 anni e ci saranno in giro centinaia di loro video e foto qui e là... praticamente la loro privacy insieme allaloro vita privata è online, perché su internet ci abbiamo messo tutto e non abbiamo più nulla per noi e gli adolescenti di oggi non lo comprenderanno mai.

    Certamente anche la fruizione dei video è cambiata con l'avvento dello streaming... io il mio primo film streaming l'ho visto a 25 anni e ho detto tutto... questo mi pone idealmente assai distante da quel solco. Oggi, alla soglia della trentina, mi rendo conto di quanto sia "vecchio" rispetto alla generazione odierna, non riuscendo financo a capire i loro linguaggi e il loro slang.

    Quel solco non è colmabile, semplicemente perché è una linea del tempo o meglio: una linea dei tempi. Io non posso colmare il solco dei miei genitori, quando negli anni '80 vivevano le loro serate nei locali del tempo, nelle sala giochi o solo guardando un film in tv. Anche se facciamo cose da anni '80 non siamo negli anni '80, perché gli adolescenti di oggi sono più figli dei loro tempi che dei loro padri.

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    1. Questo è vero, ma è anche vero che per largo tempo è successo che le cose fossero le stesse.
      Poi l'avvento massiccio del web ha "rovinato" tutto. Non più un servizio, com'era per noi fino al 2006/07, ma davvero un mondo che ci ha fagocitato.
      Come se i videoregistratori ci avessero divorato, come se lo avessero fatto le biblioteche.
      Non più uno strumento, un servizio, ma un mondo totale, alternativo.
      Oggi penso che i mondi si siano riuniti, lo strappo è ricucito ma la generazione dei nati nel 1998-2007 è rimasta fuori.
      Facevano tanto i fighi, ora si attaccano XD

      Moz-

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    2. Sì, esattamente. Solo che farsi "fagocitare" da una biblioteca è qualcosa di davvero magico... vuoi mettere??? :) Il videoregistratore è stato un mezzo pionieristico inizialmente, e solo oggi scopriamo essere il trisavolo di Netlflix per fare un parallelismo, ma di certo non aveva il potere di fagocitarci letteralmente, perché era uno strumento che potevamo esperire passivamente... si faceva guardare, ma non potevi accedervi.

      Internet, web, social... è tutto un altro discorso. E' un mondo totale, con infinite possibilità. Io stesso non potrei farne a meno, seppure lo usi in modo un po' più "anzianotto": lettura quotidiani online, notizie, ricerche scientifiche, ci studio la fisica dell'atmosfera e gestione routinaria di email/pec e così via. Ma oggi, quando i genitori si lamentano dei loro figli e dell'educazione che a loro manca, sono i primi a lasciargli uno smartphone in mano senza alcuna supervisione o filtri annessi e poi questi si chiudono in camera per fare i balletti in costume da mettere su tiktok. Di cosa ci vogliamo lamentare poi?

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    3. Grizzlies Mangione14 mag 2021, 08:31:00

      2004-2007? Io direi 2006-2008! Mi sembra storicamente più giusto!

      Hai avuto il tuo primo smartphone a 20 anni? Però moltissimi della nostra generazione avevano già il cellulare alle medie. Io ero e sono una delle pochissime mosche bianche :).

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    4. Pensate che io ho avuto il mio primo cellulare in quarto superiore, ma era parcheggiato in casa, non si usava molto, a scuola lo portavano in pochi (le ragazze, specialmente, per fare le fanatiche).

      Moz-

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    5. Sì è vero, io a scuola non ho mai portato il cellulare, mi è sempre stato d'intralcio.

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    6. Non ci serviva come serve oggi...^^

      Moz-

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    7. Denny ma tu sei stato molto indietro anche con quelli della nostra generazione anche io che non seguo le tendenze ho avuto il primo cell prima di te un modello semplicissimo da vecchi con i tasti da premere non moderno rispetto a quelli touch che spopolavano nel 2008/09 quando avevo 16-17 anni, mi era utile solo per le chiamate, ma tu prima dei 20 non avevi neanche un semplice cellulare non smartphone?
      Metà o quasi dei miei compagni in quarta e forse dalla terza elementare avevano il cellulare Nokia e Motorola del periodo nel 2001/2002.
      No YouTube è nato dopo nel 2004 manco c'era �� è nato nel 2007!
      I ragazzini di adesso non parlano a slang neanche nelle grandi città né a Roma e né a Milano parlano come i ragazzi di ogni generazione nulla di incomprensibile dicono al massimo "fra" cioè fratello come sentivo dire 10 e 20 anni fa dai miei coetanei e come lo dicevano i ragazzi vissuti negli anni 90 questa parola è diventata di moda -ma neanche tanto- in quel decennio e a distanza di 30 anni c'è ancora.
      Quello che ci separa è che noi nati ai primi dei 90 siamo l'ultima generazione ad avere avuto le ultime cose belle mentre quelli dalla metà e specialmente i citati nati a fine decennio e i 2000 in poi hanno avuto zero nulla di bello e da amare per questo sono persi e non capiscono le cose del passato sono troppo pesanti per loro che hanno la mente vuota e debole.

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    8. Ma certo che Denny aveva un cellulare, l'ho conosciuto in quell'epoca e lo aveva.
      Lo slang di oggi deve molto alla trap, frasi smozzicate e termini gergali.

      Moz-

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    9. Grizzlies Mangione14 mag 2021, 22:09:00

      YouTube non è nato nel 2007 ma nel febbraio 2005 con il primo video questo: https://youtu.be/jNQXAC9IVRw caricato il 23 aprile 2005.
      YouTube in brevissimo tempo ottene un successo strepitoso. In Italia arrivò all'attenzione dei media già nel 2006 per vicende simili: https://www.motoblog.it/post/3509/multato-per-filmato-su-internet

      Per poi diventare ancora più noto per i video di violenza e bullismo sui disabili come in questo caso: https://torino.repubblica.it/dettaglio/il-filmato-di-mio-figlio-deriso-non-doveva-finire-su-youtube/1870318
      La vicenda si riferisce al video choc del 2006 in una scuola di Torino,in questo caso si menziona come piattaforma il defunto Google Video servizio di video sharing nato nel 2005 come YouTube.

      Un altro articolo dell'epoca: https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/11_Novembre/18/marrone.shtml

      Come vedi Mikimoz sin dall'inizio le piattaforme di video sharing furono utilizzate dai ragazzi della mia generazione maniera sbagliata, idiota, vergognosa :(.

      Andavo a scuola in quei tempi ma non mi riconoscerò mai in quel mondo.



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    10. Vero, hai ragione. subito usate male!
      Io ricordo che guardavo video (principalmente da ridere, stile Paperissima) su una piattaforma chiamata Metacafe, molto simile... Poi surclassata in due mesi da YouTube.

      Moz-

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    11. @Anonimo: certo che avevo un cellulare, ma io mi riferivo proprio allo smartphone che sono arrivati a tsunami quando io ero ormai ventenne. ;)
      Invece, per lavoro son stato spesso a contatto con gli adolescenti di oggi, e ti assicurano che utilizzano vocaboli gergali per i quali io spesso chiedevo la traduzione. :D Credo sia un misto tra la loro fruizione di prodotto in lingua, quindi una sosta di crasi tra inglese e italiano e modi di dire. Me ne rimase impresso uno che, per dirmi "io lascio il lavoro", mi disse: "io quitto"! Forse voi coglierete subito il significato, ma io richiesi la traduzione. :p

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    12. Ahah quit, ossia abbandonare specie in termini videoludici.
      Sì, il linguaggio evolve.

      Moz-

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  21. Mah..non ho capito una cosa ..( un’altra-:)) ma quelli nati fine anni 90 primi 2000 avranno vent’anni..non c’è poi sto gran salto generazionale tra te e loro e hanno già le idee ben chiare .
    Mi fa piacere..io non mi preoccuperei tanto se han gusti diversi in fatto di cultura pop.
    È normale.
    Il solco generazionale ci sarà sempre.
    L’importante è che non manchi la comunicazione tra le varie generazioni.
    Poi si torna sempre , leggendo commenti precedenti ai soliti discorsi sull’uso dei social , su come hanno inebetito le nuove generazioni ecc...bla bla bla..la penso in maniera diversa ma non ho voglia di ripetermi.
    Riassumendo non mi preoccuperei di portare dentro quelli che vogliono star fuori , avranno le loro buone ragioni per non volerci entrare-:)
    Il mondo è bello perché è vario🤗

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    1. Ecco, direi che con parte di quella generazione manca (o per lungo tempo è mancata) la comunicazione.
      Cosa che non avviene con le generazioni giovanissime.
      Secondo me quelli rimasti fuori ora vorrebbero entrare, ma hanno da recuperare tutto ciò che hanno snobbato e che oggi è pure di moda...

      Moz-

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    2. Grizzlies Mangione14 mag 2021, 09:26:00

      I social sono stati un danno incalcolabile! Tanto che oggi abbiamo star come Fedez e Chiara Ferragni che venti anni fa nessuno avrebbe idolatrato! Nessuno se li sarebbe filati manco per striscio.

      Sono innegabili tutto il MALE che i social hanjo fatto rovinando persino le generazioni passate.

      P. S. Attualmente non utilizzo nessun social network ho chiuso anche il mio account Google.

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    3. I social sono utili sotto molti profili, ma è vero che hanno generato dei mostri.
      Penso che anche questo fenomeno terminerà, e ci diremo: siamo davvero stati così ritardati, a dar retta agli influencers?

      Moz-

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    4. Grizzlies Mangione ma per l'email cosa usi? Hotmail?
      Gmail lo uso solo per la posta.

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    5. Io hotmail da circa vent'anni.

      Moz-

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  22. Sono d'accordo con te su quale sia il solco. Noi "antichi" eravamo limitati dallo zapping, i giovani di ora scelgono cosa vedere senza tempi morti, sono abituati a tempi diversi. Ciò che a loro appare vecchio non lo è anagraficamente, ma lo è per il modo in cui fruiscono di cose come film, cartoni animati e serie.

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    1. Sì, esatto.
      Eppure anche nelle nostre attese, nei nostri tempi morti... c'era la nostra formazione.

      Moz-

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  23. Grizzlies Mangione14 mag 2021, 09:20:00

    "Da uno di loro mi sono sentito dire, riguardo City Hunter recentemente trasmesso su Italia 2, "è un po' antico, sembra un cartoon della generazione dei miei genitori"."

    La dimostrazione del loro imperante narcisismo...
    La generazione che più di tutte si è sentita "padrona del mondo".

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    1. Eh ma adesso se lo sono presi in culo, mi sa... XD

      Moz-

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    2. Grizzlies Mangione quanti anni hai?

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    3. Ma prima di chiedere qualcosa a qualcuno, almeno firmati e non risultare anonimo, no?^^

      Moz-

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    4. Grizzlies Mangione14 mag 2021, 22:12:00

      31 anni.

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    5. Grizzlies Mangione17 mag 2021, 14:34:00

      Come hai potuto leggere caro Moz ho criticato sia la mia generazione che quella successiva del solco come la chiami tu... Ma non ho ancora finito!

      Mi da enorme fastidio che la generazione del solco consideri vecchia qualsiasi cosa nata prima del 2010! Davvero per loro il mondo sembra nato non prima del 2007-2008... Come minimo!

      Bisogno anche dire che sono stati sfortunati nel vivere l'infanzia in un periodo tragico per l'Italia quello della grande crisi economica del 2008-2014 periodo nel quale non c'erano neanche i soldi per fare le gite scolastiche, periodo della povertà crescente, della mancanza dell'esame della quinta elementare*, periodo della distruzione sociale con famiglie sempre più strane tra divorzi e separazioni in casa, periodo in cui i loro genitori aveva già 40-50 anni perché hanno fatto i figli sempre più tardi, periodo in cui semplici compleanni sono diventati matrimoni :(, c***o sono queste ludoteche?

      Considerate tutte queste cose la generazione del solco è stata sfortunatissima :(

      * Sembra una cosa da niente... Eppure la mancanza dell'esame di quinta elementare si sente tantissimo :(, grazie di tutto Governo Berlusconi II e Governo Berlusconi III, GRAZIE di TUTTO alle ex ministre dell'istruzioni Letizia Moratti e Mariastella Gelmini la prima per aver tolto l'esame della quinta elementare e per aver introdotto la prova Invalsi, la seconda per aver rafforzato quanto di brutto fatto dalla Moratti!

      P.S. Ma quanto fanno c....e i voti numerici alla scuola elementare e medie? Mamma mia che tristezza alle elementari e alle media essere giudicati da 1 a 10, piuttosto che sufficiente, discreto, buono, distinto, ottimo. Mi sembra che da quest'anno scolastico alle elementari hanno posto rimedio ma alle medie rimangono i voti numerici :(, vero che c'erano anche ai tempi dei nostri genitori ma sono sistemi sbagliati per giudicare i bambini e ragazzini.

      P.S.2 Ho scritto tante cose discutibili ma clicco convinto su pubblica!

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    6. Io alle elementari avevo: Malissimo, male, benino, bene, bravo/a, bravissimo/a.
      Alle medie sia Ottimo, distinto ecc, ma soprattutto A, B, C, D, E (con tipo B+, C-, A-- e via dicendo).
      Al liceo i numeri.
      Anche per me il togliere gli esami alle elementari è stato brutto... è una cosa che non fa bene ai ragazzi.
      Quanto al resto, hai detto tutto tu.
      La prima avvisaglia di compleanni assurdi si ebbe nei primissimi anni 2000, con la moda delle feste al McDonald's. Terribile.
      Meglio la ludoteca.
      Ma non parliamo delle Prime Comunioni e le Cresime, dove quelle grandi troie delle mamme (oltre che conciarsi da mignottone) fanno passare tutto come fosse un matrimonio per davvero, alcune volte con tanto di spari (qui la colpa è di quei grandi coglioni dei papà).

      P.s. in uno dei prossimi appuntamenti Twitch ci sarà un confronto generazionale! :D

      Moz-

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    7. Grizzlies Mangione17 mag 2021, 17:11:00

      Ho scritto il post come un vichingo perché andavo super di fretta :(

      Alcune correzioni

      Letizia Moratti - Ministra dell'istruzione del Governo Berlusconi II

      Mariastella Gelmini - Ministra dell'istruzione del Governo Berlusconi IV

      I compleanni da McDonald's almeno erano facoltativi invece queste ludoteche ormai sembrano istituzionalizzate :(

      Non vorrei fare di tutta l'erba un fascio ma i genitori nati negli anni '70, '80 e persino '90 sono stati e sono in moltissimi casi pessimi...
      Non solo viziano i figli (cosa che succede da secoli) ma li trattano come Dei questo il problema maggiore... Non solo figli ma sembrano degli oggetti per aumentare l'ego, il senso di superiorità, lo status dei genitori.

      "P.s. in uno dei prossimi appuntamenti Twitch ci sarà un confronto generazionale! :D"

      Non utilizzo Twich (ancora devo capire cosa sia sto Twich!) ma cercherò di vedere il video, si tratta di una chiacchierata tipo diretta live YouTube?

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    8. Esatto, non è necessario avere Twitch, basta entrare su https://www.twitch.tv/monkey_popcast per vedere live e differite.
      Sarà una chiacchierata, esattamente... ma abbiamo in cantiere vari format :)
      Quanto al resto, assolutamente d'accordo: i nuovi genitori sono proprio così... osannano i figli, pensano che abbiano sempre ragione, non sentono altro...
      E li sbolognano comunque appena possono.

      Moz-

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    9. Grizzlies Mangione17 mag 2021, 23:20:00

      "Quanto al resto, assolutamente d'accordo: i nuovi genitori sono proprio così... osannano i figli, pensano che abbiano sempre ragione, non sentono altro..."

      Come una Tigre* di mia conoscenza :)
      Lei poi rasenta la follia... Il figlio lo controlla 24h, non permette che stia con una persona che non sia sua madre altrimenti... Rischia di regredire nel linguaggio e nel pensiero...!

      Giuro ho letto questa mostruosità sulla blogosfera! Neppure i genitori benestanti degli anni '50 e '60 erano tanto restrittivi... Neppure i figli delle famiglie reali sono tanto spocchiosi!

      Hai presente la classifica campana di vetro? La Tigre ha messo il figlio dentro una campana d'acciaio inossidabile...

      La Tigre non ha capito che oggi il mondo si è incattivito dieci volte tanto rispetto ai tempi della sua infanzia, non ha capito che tra 10 anni il mondo sarà 10 volte peggio...
      Non ha capito che ultra proteggendolo fa l'esatto opposto di fargli bene :( i figli cresciuti in quel modo sono quelli più ribelli durante l'adolescenza...

      * La Tigre può essere tutti o nessuno...
      Non so se esista o meno, ma non ho mai ripeto mai visto una madre così protettiva...
      È nato il fratello di Gesù senza che ce ne siamo accorti?

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    10. Ma infatti noi, che eravamo protetti il giusto, ce la siamo cavata.
      Io ricordo molti "arrangiati!" e molti "se ti fai male ti ci meno sopra".
      Ho fatto lo scout, le ho prese, a volte anche date, ed eccomi qui...

      Moz-

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    11. "La Tigre non ha capito che oggi il mondo si è incattivito dieci volte tanto rispetto ai tempi della sua infanzia, non ha capito che tra 10 anni il mondo sarà 10 volte peggio..."
      D'accordo sul resto, ma qui esageriamo un po' in negatività e ineluttabilità.

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    12. Io in effetti sono più positivo, nelle cose e nella visione del futuro.
      Fino a quando un sedicenne mi cita JOHN ROMITA JR., c'è speranza.

      Moz-

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  24. boh, io sono molto legato alla tv e apprezzo sempre molto i film ante anni 90 fino a quelli del '30 (mio record finora)
    però vedo che molti bambini al massimo hanno youtube, tiktok et similia
    PS: nn serve che rispondi perke nn entro mai e nn attivo le notifiche all'intera discussione

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    1. Anche qui, io rispondo sempre e comunque a tutti^^
      Purtroppo i social hanno spadronato, togliendo pubblico a cose più degne, opere vere e proprie.

      Moz-

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  25. Io il momento del solco generazionale lo individuo con precisione nel 2008, quando mi fu chiesto per la prima volta: "Ma tu ci sei Facebook?"
    (risposta: non c'ero allora, e non ci sono a tutt'oggi, ne ho troppo disgusto)
    La differenza tra la nostra generazione e la loro è che noi determinati prodotti erano quelli che ci venivano propinati. E' vero che c'era una certa commistione di decadi, come hai osservato, ma molto parziale: negli anni '80 e '90 molte cose venivano selezionate e non più riproposte, per cui era tutto parziale, non c'era lo spettro completo. Oggi invece puoi fare il recupero (che chiamarlo vintage non ha manco più senso), per cui la cultura dell'intrattenimento in un certo senso te la puoi autocostruire, oltre al fatto di essere affiancato da contributi personali (social, blog, più indietro forum...)

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    1. Anche io sono approdato tardi su FB, ma ora sia per lavoro che per blog non potrei farne a meno... Insomma, c'è modo per evitare il disgusto e sfruttarne la potenzialità (vedi la creazione di eventi!)

      Vero, oggi possiamo costruirci le nostre cose, il nostro palinsesto... MA... vale per noi di una certa età, e forse i giovanissimi: la generazione del solco secondo me non conosce nemmeno i titoli.

      Moz-

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    2. Beh, dagli tempo e possono costruirsela. Anch'io ho recuperato robe vecchissime, per esempio delle serie TV degli anni '70-'80 di cui nessuno si ricorda più. Ma mica perché le conoscevo: me le sono andate a cercare e a scoprire in giro.
      Per Facebook: parzialmente ci sono anch'io, per questioni di lavoro. Io non lo demonizzo troppo perché da quel punto di vista è importante nel marketing, ma io personalmente come individuo non ho interesse a starci. E poi onestamente: trovo che faccia schifo. Non tanto le persone che ci sono (beh, alcune sì: spesso è un mondezzaio), ma tutto il meccanismo che ci sta dietro e le dinamiche tossiche che si verificano.

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    3. Ah quello è vero... ma la gente fa schifo in ogni ambito, quindi non me ne preoccupo poi molto... le dinamiche tossiche le lascio a loro^^
      Quanto al tuo discorso, vero: ma noi siamo stati fortunati, abbiamo avuto un importante mega-calderone ricco di ogni proposta anche vecchia; la generazione del solco ha subito tagliato i ponti col passato guardando solo al loro presente e glorificandolo.
      Quelli attuali -per questioni di marketing e ritorni- hanno di nuovo accesso al calderone di cui sopra... seppur ridotto^^

      Moz-

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