[BLOG] la blogosfera secondo me (tra scambi, commenti e il fare rete)



È da un po' che non parlo della blogosfera, ossia quella grande fetta del web su cui ci troviamo.
In un periodo dove tanti hanno notato un incremento visite, ma anche di interazioni (che spesso sono l'anima di un blog) e di dibattiti appassionati... ho pensato di scrivere due righe anche io.
In generale.
Fare una sorta di punto della situazione su quel che la blogosfera è per me.
Come la vivo io, come intendo il mio progetto, cosa penso sia giusto o meno.
Ma solo dal mio punto di vista.


PREMESSA

Per me la blogosfera (o meglio, la parte di blogosfera che frequento, fatta dai vostri blog) è come leggere un giornale ogni mattina.
Anzi, un magazine. Dentro ci trovo di tutto, dai film ai libri, dalla cronaca ai dolci, qualche meta da visitare, animali, fumetti e riflessioni personali.
Un magazine non da leggersi certo tutto, ma le cose interessanti sicuramente sì.

Da sempre leggo (e commento) molti più blog rispetto ai blogger che leggono e commentano me.
Ma questo perché, al di là di pratiche dai/ricevi non scritte e che sono parte di questo mondo (che ci piaccia o meno), leggo per puro piacere.
È un piacere, che di certo occupa il suo tempo, ma non più di come lo occuperebbe qualunque altra cosa.
Finché ne ho la possibilità, lo faccio.
Quando e se non potrò più, di certo non sparirò dalle vostre vite virtuali.


LA PRESENZA

Non ho la pretesa, dunque, di essere letto di rimando.
Sebbene sia innegabile che, nella blogosfera, la "presenza" sia fondamentale.
Ovviamente dipende anche dal progetto personale che si sta costruendo.
Vi faccio un esempio: io nel 2016 sono stato pressoché assente dalla blogosfera, per motivi di lavoro.
Ciò ha comportato una minore quantità di post che però cercavano di essere comunque dignitosi.
Ebbene, per una mia distrazione, nel 2018 (stavolta con me presentissimo sulla blogosfera) ho pubblicato uno stesso identico post che avevo messo due anni prima.
Lo stesso, identico.
Risultato? Nel 2018 click e commenti sono stati almeno tre volte più di quelli ricevuti nel 2016.
Solo perché ero più presente.
La blogosfera per me va vissuta.
Non è un mondo passivo (come, ad esempio, può esserlo un sito) e non è nemmeno un qualcosa di così irrinunciabile.
Mi spiego meglio: noi (blogger) non siamo nessuno.





NON SIAMO NESSUNO

Non siamo autori famosi, non siamo vip, a volte non sappiamo nemmeno scrivere.
Eppure abbiamo un blog. E dobbiamo ringraziare di essere cagati da qualcuno.
Perché non siamo nessuno e i nostri spazi (tutti) son comunque qualcosa di cui si può fare a meno.
Ma perché, di contro, sarebbero da leggere?
Perché sono voci libere.
A metà tra una testata giornalistica e un diario personale, sono progetti che hanno una propria personalità.

Però questa è pura idilliaca filosofia: la verità è che nessuno di noi, parlando materialmente, è così importante da dover essere letto col suo progetto personale (che, purtroppo, agli occhi di tutti ha meno valore di un sito o di un giornale, considerati più autorevoli a prescindere).
Pertanto, è impensabile per me avere pretese di essere letti (e men che meno commentati) se noi stessi non viviamo la blogosfera.
Che, ripeto, non è il banale e sciocco do ut des, come non è nemmeno il "meraviglioso, bella foto" sotto, chessò, un articolato post di cucina, o di viaggi, o di qualunque altra cosa.
No. Vivere la blogosfera, per me, significa essere presenti.




FACCIAMO RETE?

Io, nella rete tra blogger, ci credo molto.
Una rete estendibile anche a persone oltre questo mondo (che non è e non deve chiudersi su se stesso).
Nel mio piccolo mi sono da sempre fatto promotore -magari anche sbagliando, ma sempre in buona fede- di questa visione.
Ospito altri blogger, con guest-post e interviste; ho voluto creare chat e gruppi; mi piace quando si organizzano iniziative insieme.
La rete è forza. Ed è chiaro che prediligo la gente che trovo propensa a fare rete.
Non è un commentare di rimando se vengo commentato, no.
Si tratta di scambi, presenze, esserci. Anche al di fuori del blogging.

Quindi, se leggo e commento post di gente che qui non è mai passata, è perché mi interessa davvero; se non leggo e non commento post vari è perché l'argomento non mi interessa; ma se invece ho davvero poco tempo, preferisco leggere i post delle persone che mi sono "amiche", saltando quelli dei gestori poco propositivi o per nulla aperti alla rete manco da farmi almeno amichevolmente interessare o incuriosire.
Questo proprio perché non siamo nessuno, non siamo irrinunciabili.

COME BLOGGO IO

Proprio perché credo in questa rete, proprio perché ritengo la blogosfera un magazine ricco di articoli, e proprio perché mi piace credere che per qualcun altro sia così... ho un mio modo di intendere il blogging, e di metterlo in pratica.
Innanzitutto leggo e commento quel che mi interessa.
Poi, nel bloggare vero e proprio, qui sul Moz O'Clock, seguo una filosofia: evito i post troppo lunghi.
Intendo di quella lunghezza ridondante.
E se sono lunghi, li spezzo o comunque li asciugo di tutto quel che non è strettamente necessario, o provo a impaginarli in modo che non siano un "muro di testo".
Questo, per due motivi.


Uno strettamente pratico: quando il tutto è troppo lungo, sfianca.
Non viene letto, non arriva. Non sai nemmeno cosa devi commentare, tra le tante nozioni fornite, perché le dimentichi.
Voglio, invece, che siano i commenti lo spazio dove ampliare il discorso.
L'altro motivo riguarda proprio la rete: immaginando che qualcuno la veda come me, e segua ogni giorno vari altri blog oltre il mio, mi sembra ingiusto monopolizzare tempo e attenzione con articoli inutilmente lunghi.
Quel che io dico di più, senza motivo, è potenziale tempo che tolgo alla lettura di altri blogger da parte di un lettore.

CONCLUSIONI

Mi piace, dunque, un blogging attivo.
Mi piacciono le discussioni, quelle arricchenti, costruttive e valide.
Mi piace la rete, ossia il divertirmi col lettore che magari è anche scrittore o vuole fornire spunti e argomenti.

se ti interessa l'argomento, leggi anche

155 commenti:

  1. Concordo su tutto!
    Va bene ricambiare ma se tratti argomenti che proprio non mi interessano, preferisco saltare che passare per un saluto, magari senza aver letto una riga.
    Un'altra cosa importante che non hai trattato sono le risposte ai commenti. Alcuni blogger non ti si filano e infatti ho smesso di seguire quei blog. Non è necessario che tu ripassi da me per ricambiare ma almeno abbi il rispetto di rispondermi dopo che ho letto il tuo post e magari anche arricchito col mio commento.

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    1. A me il saluto non dispiace, se ad esempio non ci si sente da tempo, si fa parte di quella rete, non ci sono altri modi per sentirsi.
      Dipende sempre dalle "ondate": un saluto lasciato nel periodo 2012-2015, con la blogosfera al massimo dell'interazione e del divertimento, era una bella cosa sempre.
      Nei periodi di magra, dove sembrava che tutti si fossero chiusi su se stessi, sembrava una presa per il culo... XD

      Ah, hai perfettamente ragione su quel punto: devo ancora comprendere chi NON risponde ai commenti. A che pro?
      Ma allora cosa ti fai commentare a fare?
      Perché non hai rispetto per me che ho speso minuti della mia vita per farti il favore di leggere e commentare qualcosa di tuo, che non sei nessuno?
      Bravo, questo è un altro punto.

      Moz-

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    2. Va bene tutto ma ad alcuni commenti, che spesso suonano come sentenze, che a loro volta mi mettono il dubbio se tizio o caio abbiano davvero letto una parola di ciò che ho scritto, non so davvero come rispondere. Altri commenti invece son perfetti così come sono e non necessitano di alcuna risposta, su WP like e via.

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    3. Sì, WP fornisce il like, che almeno testimonia un contatto.
      In questo è giusto fare distinzioni, ovviamente io sono su una piattaforma che non lo permette...

      Moz-

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    4. Ritengo sia educato, da "padrone di casa", rispondere ai commenti ricevuti.
      Certo, meglio se un blog riesce a "fare rete" instaurando un dialogo orizzontale tra utenti, ma la presenza del titolare è bene ci sia sempre, che non si limiti a sfornare più articoli al giorno.

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    5. Sì, anche perché un blog è un progetto personale, quindi si basa sulla personalità del blogger.
      Se manca questa figura, è un sito, una redazione impalpabile.

      Moz-

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    6. @Gas: pensa che ci sono periodi in cui ho zero voglia di rispondere ai commenti ricevuti, che metto in pausa il blog per qualche giorno, idem se sono giorni incasinati. A fare il "posticino" non ci vuole nulla ma trovo irrispettoso programmare 4 post di fila e degnarmi di rispondere dopo una settimana. Ma questo è un modo in cui mi sento di comportarmi. Ci sono blogger che fanno perennemente così ma pazienza. Meglio che non rispondere per niente!

      Comunque concordo che sia bella la partecipazione orizzontale, anche se nel blog nasce e muore durante la stessa giornata, infatti manco so se leggerai questa risposta, che pubblico il giorno dopo 😝
      Come dice Moz, non siamo nessuno!

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    7. Lo so, infatti sapete una cosa?
      Mi piacerebbe se Blogger mettesse una sorta di commenti stile FB, che quando tu rispondi a qualcuno, quel qualcuno riceve una notifica... E NON VIA MAIL :D
      Sarebbe ottimo anche farlo con un form da forum, che ti fa vedere gli ultimi commenti nelle ultime discussioni, con data...
      Ma sorge il probla: da mobile tutti questi accrocchi widgettosi non si vedono...

      Moz-

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    8. @Ema: Eccomi! Addirittura irrispettoso, esagerato! In fondo non sappiamo come gestisce la propria giornata tizio e caio, o che impegni abbia, personalmente fatico a trovare il tempo per scrivere i miei articoli e programmarli, figurati a commentare o rispondere.

      @Moz: la cosa ti si può ritorcere contro, spesso quando mi commentate io vedo la notifica sull'app in giornata durante il lavoro e leggo il commento ma poi finisco col dimenticarmi di rispondere una volta a casa.

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    9. Eh, vero... non ci avevo pensato!! :o

      Moz-

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    10. Quindi capitemi, io vedo le notifiche in giornata ma sono a lavoro, se posso rispondo subito, ma la risposta deve essere breve, se non posso o la risposta è anche lunga allora lo dovrò fare inevitabilmente a casa e possibilmente dal computer ma tra una cosa è facile dimenticarsi.

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    11. Ovvio, sì, anche perché se hai già "avuto a che fare" con la risposta, il cervello ti dice che è una cosa archiviata XD

      Moz-

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    12. @Moz: io il widget in html l'ho messo e la versione mobile l'ho lasciata uguale a quella da PC e ti assicuro che quella sezione non se la fila nessuno! Anche quelli di WP ce l'anno e penso che valga la stessa cosa, anche se è più carino. Ringraziamo se ci leggono il post, per me è già tanto 😅

      @Arc: irrispettoso se lo facessi io, un'autocritica. Se lo fanno gli altri, non mi piace ma amen. Tu poi, va be', si sa che sei una pippa al sugo sulle risposte a mo' di bradipo ma 1) ti vogliamo bene lo stesso e 2) hai dalla tua WP, che come fa notare Moz, ha la campanella! E non dare la scusa del lavoro perché per litigare sui social il tempo lo trovi sempre! 😁


      p.s. sono ricapitato qui per caso, controllavo se fosse ripassato Gas, per curiosità e ho beccato altri commenti. In futuro segnalameli in privato senza problemi! 😉

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    13. Sì, ma infatti.
      Dovrebbe essere una cosa proprio integrata nel sistema in sè... ma è complesso, lo capisco.

      Moz-

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  2. Mi piace molto questo tuo articolo per molti aspetti che condivido appieno.
    1. I blog che seguo, molti più di quelli che mi seguono, per me sono un interessante “passatempo”, come dici bene tu un magazine con tanti e vari argomenti, alcuni dei quali a me fino a ora sconosciuti.
    2. Proprio perché ho la consapevolezza di non essere nessuno, ogni persona che si affaccia al blog è davvero un regalo.
    3. La presenza attiva è fondamentale, tuttavia quando non si può “pazienza”
    4. “Fare rete” è essenziale sia per mantenere vivo questo spazio virtuale che per mettere in pratica “l’accoglienza”, aspetto per me fondamentale.
    5. Anch’io cerco di postare post brevi per rispetto “al tempo” delle persone; per una mia predilezione alla sintesi; per offrire imput più che “soluzioni”.
    Buona domenica e buona festa della mamma alla tua mamma.
    sinforosa


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    1. Verissimo.
      Bisogna sempre ringraziare per la gente che viene a leggerci.
      Non siamo nessuno, eppure decine di persone ci leggono, spendono tempo per noi.
      Io un po' di responsabilità me la sento, come giusto che sia, perciò voglio sempre dare il massimo. Non è detto che ci riesca, eh. Ma ci provo per rispetto.
      E, comunque, sempre ringrazio.
      Molto bella la questione dell'offrire spunti, in fondo è giusto ampliare il discorso con chi ci segue!^^

      Moz-

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  3. Ciao, sono in accordo nel modo che interpreti e gestisci il tuo Blog, sempre competente e interessante da leggere.
    Spesso sono incompetente per commentarti e allora per non scrivere sciochezze inutili e fuori tema solo per la presenza, mi accontento della lettura, dove, confesso ho imparato molto, sopratutto sul Fumetto, presente e passato, quasi un arte, che ignoravo.
    Con lo stesso intento, vivo la blogsfera e scrivo i miei post, un modo per confrontarmi ma sopratutto conoscere e capire i molti che esprimono diverse convinziomi, perche solo accettando la pluralità'del pensiero si cresce.
    Ciao Moz. fulvio

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    1. A me fa molto piacere se, nel suo piccolo, il mio blog ti abbia regalato qualcosa.
      È una gratificazione non da poco! :)
      Vero: a me il dibattito piace, e non voglio gente che la veda come me, folle adoranti... quelle cose le lascio volentieri alle star del web o agli youtuber. A me piace un confronto onesto, anche acceso se necessario, ma dove ognuno dice la sua!

      Moz-

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    2. Sottoscrivo.
      Ciao fulvio

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  4. Grazie per le interessanti riflessioni. Io a esserci e a commentare ci provo, perché quando su un tuo post ci sono 0 commenti la cosa non è piacevole (talvolta ce lo si aspetta, ma non è piacevole lo stesso) e se vale per me immagino che valga anche per altri. A volte però vado in giro per blog e non scrivo nulla perché non ci sono articoli recenti che contengano qualcosa che io mi senta di commentare. E a volte vivo interi mesi come uno zombie, tra i miei impegni in cui riesco a inserire una volta alla settimana scrivere qualcosa per il mio blog, e nient'altro.
    Una cosa che però sarebbe meglio evitare, quando un post è segnalato su facebook e simili per attirare lettori, è di commentare direttamente sul social network. Cerchiamo di tenere i blog vivi...

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    1. Altra ottima considerazione!
      Io posso farti un esempio concreto prendendo gli ultimi due post prima di questo: so che (essendo cose fin troppo specifiche -io le chiamo "per la nicchia della nicchia"-) sul blog non hanno successo come interazioni.
      Ma sui social vanno molto molto più forte.
      Purtroppo lo so, ormai è così e considero quelle stesse interazioni parte integrante del blog stesso, da cui tutto proviene.
      Insomma... ho capito che forse a volte il concetto va "allargato", se si vuole arrivare a coinvolgere qualcuno in più... :)

      Moz-

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    2. Il problema principale in tal senso è che chi commenta sul social, una buona quantità di volte si ferma al titolo e alla foto.

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    3. Guarda, su questo mi sento abbastanza fortunato.
      Non parlo di post "extra" come quello sul mistero risolto della sigla di Lamù, che ovviamente ha generato traffico.
      Ma tipo i post sui Masters, quelli sui Litfiba e anche ad eempio il gufo meccanico, hanno generato una marea di commenti molto molto validi.

      Moz-

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  5. Sono d'accordo con quanto dici, del resto molti anni fa, con un altro blog e su un'altra piattaforma, mi ritrovai a fare rete, come dici, e lo rammento come un periodo molto felice, uno scambio continuo, costruttivo e divertente con diverse persone alcune delle quali ho conosciuto personalmente (e con le quali ancora sono in contatto malgrado gli anni passati e i blog quasi tutti chiusi). Poi sono successe cose e mi sono messa a fare l'eremita per alcuni anni, ma questo è un altro discorso ^___^
    Da che ho rimesso la testa fuori, per così dire, sto riprovando un po' del piacere di quei tempi.

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    1. Esatto, posso dire lo stesso anche io.
      Ricordo la rete del passato molto più viva e attiva, tra di noi.
      C'erano più scambi e più voglia di stare insieme, di divertirsi insieme.
      Poi c'è stato un periodaccio, almeno dal mio punto di vista.
      Ora, da un po' di tempo a questa parte, ritrovo parte di quella genuina voglia di bloggare. Negli ultimi due mesi ho visto addirittura una crescita esponenziale di ciò, dovuta alla distorsione di spazio e tempo portata dall'effetto lockdown.

      Moz-

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  6. Moz... hai ragione su tutto. Mi dispiace non riuscire ad essere attiva come un tempo, anche se quando riesco supporto tutti quelli che seguo e che, lo sai, ritengo anche io 'amici'! Dovrei costruirmi un nuova routine per inserire altre cose, che ne so, pensavo ad una rubrica sugli artisti che preferisco, come facevo un tempo su un altro blog. vedremo, di sicuro non se ne parlerà prima della fine dell'anno accademico a giugno, tante cose da fare! Buona domenica! 🧡

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    1. Eheh ma vedi... tu ci sei.
      Sei anche in chat, parli con me, con i miei amici fisici e anche altri virtuali non blogger.
      La tua presenza si sente, quindi sei "nella rete" :D

      Moz-

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  7. Stai tranquillo che anche se non commento sempre, ti leggo con piacere☺

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    1. Ma per me non ci sono problemi, anzi: io vorrei che si leggesse e commentasse solo quel che davvero interessa (o, al massimo, può interessare/incuriosire se si ha tempo per leggere)^^

      Moz-

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  8. Non vorrei soffermarmi sui termini generali della questione, perché poi in fondo ognuno di noi ha la sua posizione che è una goccia dell'oceano.
    Posso parlare però della mia esperienza personale: il mio modo di stare sul web e nella blogosfera è cambiato; addirittura adesso ho un blog più canonico (l'abcb) e un sito vero e proprio, il Bazar del Calcio. Sono molto contento delle interazioni che ho, ma io resto felice anche se qualcuno passa per il famoso saluto.
    In tempi di quarantena ho più tempo per dedicarmi alla blogosfera, sia come lettore, sia nella produzione di testi. Ho fatto una bella scorta per i tempi in cui torneremo a una quasi normalità. Va precisato inoltre che il tempo c'è, ma non si può certo stare connessi al pc 12 ore al giorno :D (tenuto conto che io lavoro da casa, dal computer).
    Di sicuro credo nel fare rete tra i blogger, perché poi si sviluppano anche relazioni e conoscenze fuori dalla scrittura e lettura di blog.
    E' una cosa che arricchisce la nostra sfera di relazioni.

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    1. Esatto, ma infatti ribadisco: questa è la mia visione, il modo in cui io gestisco il mio progetto.
      Il saluto anche a me fa piacere, quando c'è un vero rapporto, quando è sentito. Altre volte sembra una presa per il culo, tipo "ciao, ho anche io un blog".
      I commenti sono comunque importanti per la qualità del post, e per robe tecniche come indicizzazioni e via dicendo. Ma bisogna ragionare anche e soprattutto con l'umanità e il sentimento. Un commento di saluto, quello vero e sincero, in mezzo a tanti altri commenti più articolati, non ti penalizza affatto ma soprattutto fa piacere.

      Anche per il resto, la vedo esattamente come te.
      Il tuo commento qui, questo che hai scritto, è prezioso esattamente come lo scambio di battute che ci siamo fatti su Whatsapp.
      La rete è questo, il blogging stesso è andare oltre il mero blog.

      Moz-

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  9. Molto d'accordo su tutto, ci va del bel tempo a leggere tutti i miei blog la mattina, ma quando non riesco a farlo mi mancano, trovo parare molto più liberi (e talvolta più dettagliati e appassionati) rispetto ad altre fonti anche più professionali. Spesso non riesco a commentare tutti i blog che leggo ma l'interazione è molto importante. Cheers!

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    1. Esatto, questo bisogna dirlo (e lo dirò io stesso in un post, programmato tra qualche tempo): proprio per la libertà della blogosfera, e per la non subordinazione al lavoro (cioè, lo facciamo perché ci piace, e facciamo solo quello che ci piace) il più delle volte le cose che si trovano sulla blogosfera sono molto molto più dettagliate e appassionate di un compitino scritto da qualche giornalista.

      Moz-

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  10. Mi piace. Al di là delle singole osservazioni che fai (che comunque condivido) mi sembra di trovare un punto di vista molto personale, che alla fine è ciò che fa davvero la differenza tra un blogger e uno che pubblica parole su parole tanto per stare in rete.

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    1. Thanks!
      Perché è vero che bloggare (fare blogging) non significa avere un blog.
      Alcuni non lo hanno capito...

      Moz-

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    2. Mi fanno sorridere quando su Instagram leggo nella descrizione "blogger" ma non perché scrivono su un blog ma perché pubblicano foto personali.. mah!

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    3. Eheh... mamma mia. Fa figo il termine, poi mettono le foto delle borse da puttanone norditaliano.

      Moz-

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    4. Tralasciando quelli o quelle che palesemente pubblicizzano prodotti perché li sponsorizzano altri usano instagram, ma potrebbe anche essere facebook, come piattaforma per scrivere delle proprie passioni. Se no mi pare un po' un voler ghettizzare, fare distinzione, o elevarsi.
      Poi che bloggare non significa avere un blog mi sembra opinabile, bloggare è scrivere sul blog, poi se uno non vuole commentare o interagire è una scelta puramente personale, però sempre di blog si parla.

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    5. Su questo instagram forse è meglio di Facebook dove i post vengono dimenticati nel giro di pochi giorni, mentre su instagram rimangono in ordine cronologico, certo non permettono una buona navigazione e uno difficilmente ci può arrivare con i motori di ricerca.

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    6. Però Instagram non permette interazioni o commenti o dibattiti. O meglio, puoi farlo ma non nasce per quello quindi non viene usato così.
      Facebook sì.
      Sul bloggare... per me bloggare non è solo "scrivere su un blog" ma proprio vivere il mondo del blog. Opinione mia, ovviamente.

      Moz-

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  11. Mi trovi molto d'accordo, come sai e puoi immaginare, su quanto hai scritto. Devo però aggiungere un "ma": ritengo che il blog debba saper vivere anche al di fuori dal "facciamo rete", non perché mi senta chissà chi, ma perché non ho sempre modo e tempo di farne parte. Inoltre tanti dei miei post vivono nel tempo proprio perché al di fuori di questo concetto, e tutt'ora vengono commentati e letto. Inoltre ormai anche io leggo solo ciò che attira la mia attenzione o non potrei far altro 😁

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    1. Certo, ma questo ovviamente dipende dal progetto in sé.
      Io anche scrivo sperando di essere letto sempre, però ho scelto un blog (che presume appunto delle cose) e non un sito.
      Quanto al tempo, anche per me è così, ma penso di selezionare il meglio di tutti^^

      Moz-

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  12. Considerazioni molto interessanti, e che direi di sposare in pieno. Ovviamente in tutto ciò un fattore che gioca un ruolo importante è il tempo. Ad averne per leggere e commentare ogni cosa interessante che si trova nella "blogosfera". Fare rete mi è sempre risultato molto difficile, ma ciononostante sono sempre riuscito a tagliarmi degli spazi di tempo, soprattutto ultimamente, per andare a fare un salto nella lista dei blog che più mi piacciono. E al riguardo... altro problema: la lista si amplia, ma il tempo a disposizione a breve sarà ancora di meno. Ma ci sarò ;)

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    1. Eh lo so, ma quando la lista si amplia significa che... amiamo questo mondo :)
      Poi, il tempo ovviamente conta, ma è lo stesso che ci fa selezionare cosa e chi!

      Moz-

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  13. Io, essendo per carattere abbastanza "orso", vado un po' controcorrente. In generale, credo che il primo fattore da tenere in conto sia l'approccio che oguno ha verso il proprio blog, l'importanza che attribuisce ad esso, diciamo così. Nel mio caso, ad esempio, in una ipotetica scala di "valori" è situato piuttosto in basso; vengono prima i libri, la musica, il pianoforte, le passeggiate, la bicicletta, il lavoro (ahimé!), poi, se resta qualche spiraglio di tempo, scrivo qualcosa. In virtù di questa concezione del blog, è normale che io abbia pochi lettori e pochi interazioni, ma la cosa non mi disturba né mi dispiace, perché appunto considero il blog niente più di una specie di diario in cui ogni tanto, quando ho tempo e voglia, butto giù qualcosa. Se ambissi ad avere un blog più seguito e più "importante" è ovvio che dedicherei ad esso molto più tempo, ma avendo altre priorità rispetto ad esso...

    Ovviamente pure io seguo un certo numero di blog, ma è un seguire abbastanza limitato e "leggero", sempre per le ragioni di cui sopra, e in genere passo in rassegna i titoli dei post del blogroll e mi fermo a leggere solo se il titolo mi interessa, altrimenti passo oltre.

    Per quanto riguarda i commenti, io sono tra i pochi blogger (a quanto leggo) che a volte non rispondono ai commenti che vengono lasciati nel proprio blog (accetto il crucifige :-), ma non per maleducazione, semplicemente perché se io scrivo un post con un mio pensiero e uno mi commenta "sono d'accordo", cosa devo replicare? Replico più facilmente, semmai, a uno che fa osservazioni argomentate che magari mettono in discussione quanto ho scritto, allora sì, replicare e controbbattere argomentando innesca quel circolo virtuoso da cui può nascere un arricchimento reciproco, ma replicare a chi ti scrive "sono d'accordo" che senso ha? Sì, vabbe', c'è la questione del passare per un saluto, che si riallaccia al già citato fare rete, ma è una pratica che non mi attira granché, probabilmente a causa della mia misantropia :-) e anche perché non mi piace il do ut des, il fatto di scambiarsi commenti reciproci in virtù di una specie di obbligo di frequenza. Per me non è così. Se io commento in un altro blog lo faccio perché un post mi ha interessato, non perché il titolare di quel blog è venuto a commentare da me. Il meccanismo dellì'obbligo di commento è, a mio avviso, la morte della spontaneità.

    Qualcuno, a questo punto, potrebbe chiedersi(mi) perché io abbia aperto un blog che gestisco da oltre quattordici anni. Beh, è da quattordici anni che me lo chiedo ^_^

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    Risposte
    1. Ahaha!
      No, ma guarda, hai ragione sui commenti: cosa puoi rispondere a chi ti lascia una frase tanto per, "sono d'accordo"? Magari un ok, o due faccine.
      Ci sta anche quello.
      Come ci sta la tua visione del tuo progetto. Che va avanti da quattordici anni, quindi significa che va bene così (lo hai iniziato, comunque, in altri tempi bloggheristici... ne sono passate, di fasi!)^^

      Moz-

      Elimina
  14. Dietro ogni blog, c'è sempre una persona, quindi ci vuole sempre rispetto e considerazione.
    Serena domenica.

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  15. Anch'io concordo su tutto.
    Odio i post lunghi e noiosi. Detesto anche il do ut des, ma ritengo che sia normale leggere altri blog se si vuole avere una cerchia di visitatori.
    Concordo anche sul fatto che la blogosfera sia un magazine in cui selezionare (e leggere) tutto quello che ci piace, nel momento della giornata che ci è più congeniale.
    Insomma, sposo in toto la tua tesi (te no).
    Ma non prenderci troppo gusto. :P

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    Risposte
    1. Sì, ma infatti c'è da specificare di che tipo di do ut des si tratti.
      Nel senso che, se uno apre un blog oggi, 10 maggio 2020, da qualche parte deve pur iniziare.
      Altrimenti nessuno arriverà né a leggerlo né a commentarlo, per secoli e secoli.
      Perché, mettiamo pure che apra un blog e metta un post bomba (esempio: la verità comprovata della Strage di Bologna) chi lo leggerà non lo commenterà di certo, perché non è "dentro" il circuito.
      Purtroppo è una cosa particolare, questa. Nata come un ampio mondo a sé, si è ristretto di molto e alcune regole non sono ovviamente cadute.
      Ahaha va bene, comunque: alleluja :)

      Moz-

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  16. Anche questo post l'avevi già pubblicato in passato, sbaglio ??? ;)))

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    1. Oddio, no, non credo. Non questo, precisamente (l'ho scritto un mese fa, però).
      Di simili sicuramente, perché comunque ho parlato spesso di blogosfera^^

      Moz-

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    2. Comunque tutto condivisibile soprattutto per quanto riguarda la presenza tanto che i "blogger" con più seguito hanno una redazione che lavora per loro e li fa sembrare sempre presenti ( con contenuti e commenti). Il fare rete è la cosa che nel nostro piccolo facciamo ogni volta che commentiamo un altro blog; fare rete in altri modi è auspicabile (post condivisi, interviste) ma si rischia di sfociare nel "social".
      Ho riletto un mio post sull'argomento datato 7 gen 2013, scritto per spiegare in modo semplicistico " questo mondo" ad una persona che ne è totalmente fuori. La mia visione della blogosfera in fondo non è cambiata da allora, certamente la tua analisi è più completa.

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    3. Devo venire a leggere quel post, che appartiene a tutt'altra epoca webistica! :D
      C'era, anni fa, Franco Battaglia convinto che io avessi una redazione alle spalle XD
      Però, non mi sono mai imbattuto in questi blog qui... siti sì, blog no.
      Mi farebbe anche strano, visto che il blog è personale, sapere che dietro c'è più di una persona :o

      Moz-

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    4. Beh, il blog di Beppe Grillo è un esempio di blog con una redazione. Capisco il punto di vista di F.Battaglia perché noi umani fatichiamo non poco per buttare giù due righe e invece ci soni persone che producono un'enorme mole di contenuti con apparente facilità. Credo non sia mai facile e che ci voglia una grande passione per farlo.

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    5. Dal canto mio posso dirti che è abitudine e... organizzazione.
      Seguo un calendario editoriale, scrivo abbastanza velocemente, rileggo nel momento in cui metto i grassetti in arancione e via.
      Beppe Grillo, appunto, rientra nella categoria dei "qualcuno", ossia persone famose che vengono lette in quanto tali...

      Moz-

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  17. Diciamo che noi blogger "nerd" facciamo abbastanza rete, con alcuni mi sento anche in privato e tutto ciò lo reputo molto positivo. Sono d'accordo sul discorso lunghezza dei post, anch'io come te provo a limitarmi, non vorrei mai che qualcuno si stufasse a metà articolo! Se vuoi che i post vengano letti ho imparato che devi frequentare altri blog (ovviamente con commenti sensati e non tanto per fare) e pubblicizzare gli articoli nei social

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    1. Sì, i social oggi sono fondamentali.
      Per fortuna anche Facebook è maturato molto: la feccia se n'è andata tutta su TikTok e cose simili, quindi sono rimaste pagine e gruppi che hanno letteralmente sostituito i forum tematici.
      Una grande cosa, una evoluzione che pochi anni fa era impossibile anche da prevedere, visto che FB era sempre stato il social più "basso" tra tutti.

      Moz-

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  18. Non mi considero una blogger, non lo sa quasi nessuno tra i miei parenti e amici e chi lo sa non scrive sul web.
    Non sopporto le regole. Credo che chiunque debba fare ciò che desidera e debba continuare così o cambiare solo se ne sente il bisogno.
    Facebook non mi piace e non lo uso.
    Quindi forse non dovevo neanche commentare perché non ho competenze in merito, anche se sono su blogger da tanto tempo.
    Però mi è piaciuto molto il parere di Andrea, schietto e sincero come pochi.
    Poi, a volte, bisogna ringraziare chi ti segue con affetto e non trovo sbagliato chi lo fa anche solo con un piccolo e breve saluto nell'altrui blog.
    Per cui mi eclisso e ti auguro una buona festa della Mamma Miki. Ciao.

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    1. Ehehe grazie (però ancora non cambio sesso e ancora non partorisco XD)
      A parte gli scherzi... io credo che tu sia una blogger, anzi. Hai un blog e vivi la blogosfera.
      Io anche, sai, per tanto tempo non mi definivo blogger. Non so perché: dicevo che avevo un blog, ma non che fossi blogger.
      Ringraziare? Sempre. Nessuno è tenuto a leggerci, e se qualcuno lo fa è una cosa bellissima^^

      Moz-

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    2. Grazie Pia. Da FB mi sono cancellato anni fa, non lo sopportavo più. In più, già mi sembra molto il tempo che dedico al blog, se dovessi stare dietro anche a Zuckerberg... :-)

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    3. Ahaha sei proprio un tipo poco virtuale, in tutto e per tutto!
      Ci sta :D

      Moz-

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    4. Figurati Andrea. Grazie a te.

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  19. E' un punto di vista che rispetto molto, anche perché comunque ti rappresenta in toto visto che sei sempre stato molto trasparente.
    Il tuo blog è uno di quei rari casi in cui il blogger ha un'identità ben definita e soprattutto visiva.
    Purtroppo non tutti siamo così.
    Ho scritto siamo perché io trattengo molto del mio vero me, e in un certo senso il mio essere blogger è una sorta di alter ego o doppelganger.
    Io ho un approccio un po' più schivo e riservato, per esempio.
    Il mio intento più che fare rete è fare divulgazione, provare a spronare qualcuno a leggere un libro senza per forza abbellirne il contenuto estetico come è in voga su Instagram.
    Amo comunque i blog perché li trovo più liberi, ma spesso non commento ( e ce ne sono tanti che leggo sempre ed in cui non commento mai ) e rimango nella maggioranza silenziosa se ritengo di non aver nulla da aggiungere.
    Sono un po' boomer da questo punto di vista, ed infatti lo confesso che io mi annoio un po' a seguire dirette e divagazioni varie, guardo molto più al contenuto e al nocciolo, che all'approccio goliardico, diciamo.

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    1. Ci sta: ognuno ha la propria personalità ed è giusto che la metta nel suo progetto.
      Io sono così anche nella vita, almeno credo, cioè sono come mi leggete.
      Anche sul lavoro sono così. In effetti forse dovrei costruirmi un doppelganger o far uscire di più il mio clone che ogni tanto rispunta fuori nei racconti sul blog XD
      Sì, forse anche io sono più "boomer" non andando nei nuovi linguaggi (come abbellimento di un libro per foto Insta ecc)... diciamo che il futuro mi piace, ma lo applico al solido passato web^^

      Moz-

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  20. Faccio prima a dire cosa non condivido. L'affermazione secondo cui non siamo nessuno.
    Sto in un gruppo Whatsapp di amici baresi, ogni tanto nominano un qualche tizio, chiedo chi sia, e passo per ignorante trattandosi di un calciatore (attuale o storico del Bari), eppure è una chat tra amici, non tra appassionati di calcio.
    Sullo stesso gruppo scrissi che erano morti Rutger Hauer e Dolores O'Riordan, e più di qualcuno chiese chi fossero...
    Il concetto di essere qualcuno o nessuno non è assoluto: credo sia legittimo trovare più interessante un tuo articolo anziché un'intervista di Mario Giordano o Barbara D'Urso... Non direttamente perché sei tu a prescindere, ma perché con te posso avere punti di contatto intellettuale che mi rendono interessanti i tuoi pensieri, anche se a volte non li condivido.
    Per me "qualcuno" è chi riesce a esistere nella mia vita, anche se non l'ho mai incontrato.
    Curo un blog non certo per ritenermi qualcuno, dato che cerco di essere un divulgatore di notizie su natura e animali... Come curo da anni dei siti non per un ritorno in carisma ma per un mio senso di condivisione di qualcosa che ancora manca (e che spesso qua diventa oggetto di "caccia"). Se sono/siamo "qualcuno" è un riscontro che il blog/sito funziona.

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    1. Certo, il mio discorso era in generale.
      Anche io, col mio progetto (ossia il Moz O'Clock) voglio raccontare me stesso, fissare i miei ricordi e -quando possibile- fornire un servizio condividendo quel che sul web non c'è.
      Ma questa è la "mission" che contraddistingue questo posto, come ve ne sono tanti altri con altre mission.
      Intendevo dire, col "non siamo nessuno", che il nostro blog non viene letto "a prescindere" perché siamo personalità famose.
      Cioè: a me fa ridere che tizio x, persona normalissima come te e me, apre un blog e... quasi pretende (in base a cosa?) di essere letto e commentato. Lamentandosene se non avviene.
      Ma tu, tizio x, chi sei? Nessuno. Sei un vip che ha già un seguito? No.
      Sei uno scrittore già noto? No.
      E allora che pretese hai?
      Era questo, il senso della mia frase.
      A cui aggiungo: proprio perché non siamo gente nota, non proveniamo da mondi che ci garantiscono già dei fan (anche se ci sono blogger che invece provengono dall'editoria, per dire, e dunque erano già famosi)... bisogna ringraziare il fatto di essere letti comunque :)
      Se succede, è sicuramente perché risultiamo interessanti per qualcuno, quindi comunque significa che a qualcuno piaciamo, ma non è scontato^^

      Moz-

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  21. Questo è innegabile, che anche se in futuro potrò essere meno impegnato non rinuncerò ad essere presente sugli altri blog, e vorrò certamente rimanere in contatto ;)

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  22. Pur conoscendo i blog da anni solo ultimamente ho iniziato a frequentarli con assiduità seppur siano solo tre quelli che leggo quotidianamente.

    Per me i blog sono il miglior prodotto offerto dalla rete. Meglio dei siti, forum e social.

    Ritengo decisamente inutili i social network perché sono intrattenimento usa e getta. Ovvero chi gestisce pagine social offre contenuti che verranno dimenticati in pochissimo tempo... Invece in un blog gli articoli vengono conservati nell'archivio.
    I social sono buoni per le notizie al massimo ma non di più.

    Nei blog che frequento ho notato un livello culturale parecchio alto senza essere snob.

    Non apprezzo i blog dove bisogna iscriversi obbligatoriamente, dove i commenti vengono moderati, dove l'autore del blog non risponde a tutti i messaggi. Capisco che talvolta possa essere sfiancante scrivere (periodo che sto passando io in questi ultimi giorni), ma per me il rispetto per il lettore dev'essere massimo. Infatti proprio per questo non scrivo mai in un certo blog molto famoso.

    In sostanza vedo di buon occhio i blog apprezzo quello che fanno e quello che offrono.

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    1. Il tuo commento qui è molto prezioso perché non sei un blogger, quindi ti rende osservatore esterno e giudice anche del lavoro che svolgo.
      Dunque ti ringrazio.

      I social sono "futili" per tanti versi, ma possono essere ben impiegati per altri. Facebook offre buone pagine e gruppi pieni di appassionati veri e competenti.
      Il top sarebbe integrare queste due realtà, pranticamente prendendo il meglio da quel social.
      Il blog, comunque, anche per me rappresenta l'espressione migliore.
      Sono proprio felice di averne uno.

      La vedo come te sul rispetto per il lettore: MASSIMO, sempre.
      Altrimenti apriti un sito, non fai commentare e via :)

      Moz-

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  23. Ti ho letto con interesse. Sai che mi piace molto quando ritagli una parentesi sul discorso. Concordo su tutto. Nel senso, sono in rete ormai da 7 anni e, sì, il blogging andrebbe fatto in un certo modo. Ritengo poi fondamentali: la presenza, la costanza, l'interazione e, non da poco, il rispetto. Che per rispetto non intendo solo quello relativo alla maniera di esprimersi e di trattare certi argomenti ma, soprattutto, il rispetto nei confronti dei contenuti altrui.
    Mi spiego meglio: io sono una che è spesso assente (dipende dai miei mille impegni, dal lavoro, dalla famiglia, dai miei interessi al di fuori dal virtual mondo che per lunghi periodi mi tengono lontana - ho un limite: se non mi va di scrivere post e sono presa da altro, hai voglia a sforzarmi), seguo pochissimi blog, pochi pochi veramente, perché il tempo che posso dedicare alla lettura dei blog è scarso e, dunque, essendo molto rispettosa dei contenuti altrui, DEVO leggere dalla prima all'ultima riga e solo dopo commentare. Ora, in tutta questa mia scarsezza di presenza, interazione, ed eredità di feedback ho notato in 7 anni una cosa: anzi, alcune cose:

    1- ogni volta che torno sul blog, chi mi leggeva e mi conosce mi riaccoglie con affetto e un pizzico di gioia;

    2- alcune delle amicizie più sentite degli ultimi anni sono nate dalla mia interazione sul blog, mica paglia considerato l'elenco di tutte le mie pecche;

    3- il blog mi ha portato lo stimolo per fare altre cose;

    Conclusione: ho fatto poco ma buono? Forse. Forse la qualità non sta solo nei contenuti ma in quella dedizione di base e nel rispetto che dimostriamo in questo mondo che può sembrare così vasto e ghirigorato ma che alla fine è composto da persone: gente che non sarà una testata giornalistica ma che scrive perché appassionata.

    E se uno ha una passione, se è un cuore che si infiamma, sarà anche nessuno in termini commerciali, ma contribuisce a creare una rete che assume un significato bellissimo e ineguagliabile in termini di rapporti umani.

    W IL MONDO DEI BLOG, viva i blogger che ancora ci credono. W TE che di tanto in tanto ci ricordi e ci fai riflettere sui motivi che ci tengono qui, anno dopo anno.

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    1. Bellissima testimonianza.
      Di cosa? Della rete che dico: perché non significa appunto essere presenti sempre, ma esserlo veramente.
      È una sfumatura diversa, me ne rendo conto. Ma tu sei presente davvero: e così hai nuovi stimoli, hai accoglienze con affetto e hai anche amicizie nate in questo pazzo mondo.

      Moz-

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  24. Quello della lunghezza è un elemento da valutare, in effetti. Anch'io mi domando, scrivendo un post: "ma io, lo leggerei tutto?", e devo dirti che non sempre la risposta è sì, eppure non sempre asciugare è facile. Quando all'"esserci" come essenza del blogging, ti do proprio ragione, anche se è una lotta per il tempo che richiede, infatti io ci riesco così così. Credo che ognuno cerchi un suo equilibrio, che parte dall'interesse verso i contenuti per arrivare a quello verso la persona, senza evitare nemmeno un po' di do-ut-des nel senso migliore del termine. Se lo si fa come se si raccogliessero tacche sul fucile, è uno schifo, ma se invece alla base c'è il desiderio di restare collegati, che problema c'è? Per me il blogging è anche questo. Pretendere di essere così speciali che le persone ci seguano soltanto per il nostro eccelso valore mi sembra una sciocchezza.

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    1. Bravissima, Grazia.
      Sicuramente io stesso mi chiedo per primo, come da lettore dei miei stessi scritti: "ma a me piacerebbe leggere questo?".
      In molti non comprendono che anche il blog ha un suo "codice". Non che bisogna seguirlo per forza, ma ogni post ha il suo posto, e non è per forza un blog.
      Quoto in tutto: lo scambio ci sta, perché è uno scambio di idee, di interessi. Una scoperta.

      Moz-

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  25. Senza volerlo (o forse si) questi post tracciano una mappa con dei confini precisi della terra virtuale del "fare rete". Qualsiasi corso di preparazione alla gestione di contenuti web come social o siti internet sostiene che la presenza è una delle regole fondamentali. In questo, lo dico senza timore di essere retorico, il tuo blog e il tuo essere blog sono l'esempio.
    Concordo anche con la libertà di non leggere argomenti che non interessano. Per come la vedo io quando si blogga si sceglie un argomento in linea con il blog ma poche volte si sceglie in funzione di essere letti per cui è bello che qualcuno possa non leggere qualcosa che magari io ho trovato interessante scrivere. Questo perchè chi blogga lo fa principalmente per se stesso, perchè è un'attività che arricchisce e se dovesse capitare che arricchisca pure qualcun altro ben venga ma non è che sia proprio quello l'obiettivo.
    Potrà sembrare anche un discorso cinico ma bloggare non è la stessa cosa di usare Instagram o Twich, è un mondo meno diretto in cui la parola ha ancora... l'ultima parola.
    Grande pezzo, Moz!!

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    1. Grazie mille :)
      Finché riesco, io ci sono.
      Ma è come ho detto a Irene, poco più su: la presenza non significa essere SEMPRE, significa esserci VERAMENTE.
      Sicuramente il blog è ancora un posto slow, dove le parole contano, dove è bello poter passare del tempo.
      Non è una cosa usa e getta, una cosa veloce. È un modo completo di vivere il web :)

      Moz-

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    2. Meglio la qualità che la quantità. Vale nei rapporti in carne e ossa che nella presenza sul web.
      Esserci veramente invece di esserci sempre.

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    3. La vedo anche io così, nel blog, nella vita.

      Moz-

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    4. Potrebbe diventare uno slogan

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    5. Eheh ci sta: "esserci sempre? no: esserci veramente!"

      Moz-

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  26. Ogni tanto fa bene, riflettere sul perché si facciano le cose. Nel mio caso, come sai, ci ho riflettuto prima sin troppo, ma un ripasso non fa mai male.

    Riguardo al "fare rete", secondo me è una cosa abbastanza spontanea: se mi piacciono certi argomenti, mi viene spontaneo vedere come li trattino gli altri, sono curioso di vedere i loro punti di vista (di solito, leggo dopo averne scritto, anche se non necessariamente dopo aver pubblicato, per ridurre il rischio di influenze: prima voglio capire il mio punto di vista, poi posso pure cambiarlo dopo un minuto).
    Essendo il blogging diffuso (chiunque con almeno un interesse o un obiettivo ne può aprire uno, se vuole) è abbastanza normale che il grosso del seguito di un blogger possano essere altri blogger. Probabilmente, il grosso dei miei lettori sarà costituito da persone che hanno letto un mio commento da altre parti e saranno rimaste incuriosite, nel bene e nel male. È successo a me un sacco di volte, pure il Moz O'Clock l'ho conosciuto così, perché mi ha incuriosito la tua sfacciataggine altrove. XD
    Quindi, per me, il do ut des si configura in modo automatico, ma solo se c'è un'affinità di interessi abbastanza alta. O se mi incuriosisce la personalità del blogger.

    Riguardo ai commenti, è la parte più divertente del blogging: se ti dicono che sono d'accordo con te, ti pavoneggi perché non ti senti l'unico con quell'opinione; se non sono d'accordo e ti spiegano il perché, scopri nuovi orizzonti; se son d'accordo con te e ti dicono cose nuove, fai pure la combo!
    Se invece sono cretini, puoi divertirti a blastare il babbeo di turno, o a cassargli il commento, o boh (a me non è ancora successo, ho ricevuto qualche commento cretino, ma non da cretini).

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    1. Ahaha, addirittura sfacciataggine! XD
      Esattamente: il tuo commento fa praticamente fare una sorta di excursus dall'origine.
      Perché si apre un blog?
      Cos'è la blogosfera e come funziona?
      Ovviamente, è appunto un mondo "parallelo" a sé, frequentato da altri blogger.
      E lo scambio esiste in quanto tale.
      Sui commenti... blastare i cretini è la cosa più fica^^

      Moz-

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  27. Ciao caro, molte cose che scrivi le condivido a livello teorico, nei miei post della serie Rebooting Cornerhouse ho scritto pensieri molto simili ai tuoi. Detto ciò ci sono dei limiti oggettivi che non possono essere trascurati cioè il tempo che puoi dedicare al #blogging perché se hai quarant'anni un lavoro che ti assorbe dieci dodici ore al giorno e una famiglia probabilmente devi fare una scelta tra il produrre contenuti o il dedicarti agli altri blog. Guru americani del marketing sostengono da diverso tempo che il rispondere a tutti i commenti è una clamorosa perdita di tempo e energie. Risorsa che in molti contesti non va trascurato. Sul fare rete ne abbiamo già parlato: La pensiamo alla stessa maniera ma ci vorremmo arrivare attraverso strada diverse. Tutto questo è molto figo.

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    1. Dei guru americani non ne so tanto ..ma certi guru italiani è già tanto se arrivano a cinque persone che commentano..quindi non mi sembra sta gran difficoltà a rispondere ai commenti se uno volesse farlo.
      Ma scusami l’intromissione Johnny..vorrei anche leggere i tuoi post , ma se dal tuo profilo vado sul tuo blog ...e cerco post mi scrive che è vuoto (?)
      Dove sbaglio...

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    2. @Johnny: i guru che citi però sono quelli del marketing, dunque intendo che si punti al guadagno. Io sono per l'umanità, prima di ogni possibile (e misero) guadagno. Perché dovrei rispondere solo a qualcuno?
      Perché ad esempio, a quello prima di te sì e a te no? Mi commenteresti ancora? Non ci rimarresti male?
      Non mi sembra una bella cosa... È una "perdita" di energie, rispondere, specie quando siete (per fortuna!) tanti e con tantissimi commenti ricchi. Ma non è una perdita di tempo, altrimenti non avrei un blog, ma un sito :)
      Il tempo per rispondervi è messo in conto nel blogging stesso, fa parte del pacchetto!
      Mi piace, comunque, la diversità delle strade per arrivare alla rete!
      Dovremmo approfondire.

      @Max: ma sai che sono anni che appunto mi chiedo, di questi guru italiani (quelli del "come creare un blog perfetto" "come guadagnare col blog" "cosa fare e non fare sul blog")... fanno tutti i tecnici e non li legge e commenta nessuno? Non solo: si danno delle arie non rispondendo, appunto, ai cinque commenti che ricevono.
      Forse sono troppo impegnati a monetizzare, chissà... :o

      Moz-

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    3. @Max il mio blog si chiama Cornerhouse Pub è su Wordpress. Dovresti trovarlo faciel su google. Non metto il link che sono ospite e non è carino. Ho scritto due post che si chiamano Rebooting Cornerhouse dove parlo delle mie attuali difficoltà con il blogging. Grazie per volerli leggere.
      @Max @Miki occhio io parlo di Seth Godin quindi uno dei mostri sacri del marketing a livello mondo non il primo dei pirla. Che poi le sue idee siano condivisibili o meno o che ci piacciano o meno è un altro discorso ma è fuor di dubbio che "quello li" il suo mestiere lo sappia fare.

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    4. Sì, conosco di fama Godin.
      Ma lui parla di marketing, anteponendo interessi all'umanità della questione.
      Invece ripeto: se a te non avessi risposto, mentre al tizio prima e al tizio dopo sì, tu come ci saresti rimasto? Io male.
      Non passerei più volentieri da chi non mi risponde: alla fine, ripeto, non siamo nessuno. Sono magari io (noi) che perdo/perdiamo del tempo, a leggere i blog, ci manca pure che non mi/ci rispondono!! XD

      Sarà anche una perdita di tempo e di energie, ma mi permetto io di dare una lezione a Godin sul blogging: questa "perdita di tempo" fa parte del blogging stesso, è calcolata già nel pacchetto di scrittura e gestione di un articolo. Dovrebbe essere la base :)

      Moz-

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    5. @Johnny
      Il link sotto il tuo nickname mi “traghettava” su un tuo vecchio blog allora ,Le favole ecc..sorry.
      Ma perché questi eccessi di zelo ...se hai un blog linkalo no?
      ( quello giusto intendo).
      @entrambi
      Se parlate di marketing allora la questione si sposta su un altro campo ..che secondo me non ha niente a che vedere con il post di Moz.
      Poi se il tuo scopo è guadagnarci dal tuo blog è lecito e ti fa onore ammetterlo.
      E qui si torna al solito discorso del progetto, sto benedetto progetto e qui mi ricollego a quello che afferma Micky ...essendo nessuno bisognerebbe pure avere l’umilta di ammetterlo.
      Quei blog autoreferenziali o quei blogger che vogliono insegnare agli altri come bloggare perché si sentono guru “italiani” alla fine della fiera son dei signori nessuno che cercano di far credere di essere qualcuno.
      E purtroppo i risultati non lo dimostrano.
      E non sto parlando solo di commenti e interazioni...ma di quei progetti ai quali ambisci ma per colpa manco loro attenzione non sono mai arrivati o non nel modo nel quale auspicavano.
      Per dirti: puoi considerarti uno scrittore perché scrivi sul blog ma se fuori di questo non ti conosce nessuno ...che stai a incensarti?
      Se pubblichi un libro e non vendi per una serie di motivi ...se lo fai per passione , metabolizzi e te ne fai una ragione :
      Se lo fai perché vuoi crearti una professione..non dico che sei uno scrittore de merda ma...fatti una domanda e dati una risposta , può non essere benissimo colpa tua ma niente lo esclude..quindi secondo il sottoscritto a tanti manca l’umilta di stare con i piedi per terra.
      😀

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    6. Aspe, non voglio che mi fraintendi. Io sono per rispondere ai commenti. Io portavo solo un punto di vista diverso perché secondo me porta la conversazione avanti. Io leggo molto sulla materia perché mi piace e mi interessa molto.
      Per quanto riguarda le risposte, mah in verità oggi non ci sarei rimasto male perché nel blogging che tu descrivi io purtroppo non riesco a farne parte perché non ho tempo e quindi ci sta che il mio commento venga statisticamente saltato. Di fatti il mio blog sta avendo numeri pazzeschi nel suo piccolo ma tutto il traffico arriva da google non dai follower che infatti non commentano quasi più. Qualche tempo fa ci sarei rimasto male perché avevo più tempo da dedicare ai blog.
      Detto ciò sull'ultima frase non sono d'accordo perché è un po' come sei volessi insegnare a sviluppare software a Elon Musk e Bill Gates e per quanto io possa essere competente è poco probabile che io ho abbia qualcosa di offrire sulle basi dello sviluppo. :-)

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    7. Risposta generale: ovvio che la mia era una provocazione, su Godin.
      Ma davvero, se mi chiedessero di dare un consiglio, direi proprio di rispondere a tutti.
      Statisticamente non dovrebbe esistere, l'essere saltati, perché il lettore PERDE TEMPO a commentare su un blog, un blog di mister nessuno!
      Cio, io mi metto nei panni di un qualsiasi mio lettore: non solo MI FA IL FAVORE di leggermi e commentarmi (sulla base di nulla, visto che non sono un personaggio famoso), io cerco di dare sempre il massimo coi contenuti e spero di riuscirci, ma come potrei IGNORARE il suo commento?
      Su che base a lui non rispondo e a quello dopo sì?
      I commenti, tutti (tranne quando sono sciapi) sono utili per portare avanti il discorso, il dibattito. E soprattutto fanno nascere nuove idee.
      Un conto è far blogging per marketing (tipo blog aziendale), un conto siamo noi.
      Quindi, io tranquillamente comunque a Godin (che mi pare abbia chiuso i commenti lui stesso, da un po', se ben ricordo) gli risponderei queste stesse cose.
      È il mio punto di vista, basato su ciò che vivo io: se in un blog di mr. nessuno non ricevo risposta, STICAZZI, chi ci torna?
      Tanto sei mr. nessuno e i tuoi articoli non sono imprescindibili!!^^

      Moz-

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    8. @Max in realtà mi ero completamente dimenticato di quel blog che avevo registrato per postarci i racconti e metterli fuori dal blog "ufficiale". Comunque si, io monetizzo il blog e anche se non si direbbe per quelli che sono i miei obiettivi cioè pagarmi ciò che per un adulto sono le spese superflue funziona. Ho scritto una manciata di post che creano visualizzazioni e quindi click e di conseguenza guadagni su amazon. Il punto è proprio questo, dal mio punto di vista, tutto questo tempo che dedichiamo va sfruttato per ottenere qualcosa in cambio. Così come ho altre fonti di reddito oltre al blog che sono la fotografia stock e la musica. Per me poi non può esistere il blogging senza il marketing perché in molti dei ragionamenti che fa Miki dalla struttura del blog all'impaginazione dei singoli articoli o anche solo al titoli che viene dato ad un post stiamo sostanzialmente parlando di quello. :-)

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    9. Ma sicuramente, esiste un marketing (detto o non detto) per ogni luogo.
      Sono strategie precise, che non devono essere viste come qualcosa di freddo e calcolato.
      Io ho un calendario editoriale, alterno i post e metto la rotazione degli stessi, scelgo uno storytelling preciso sia orizzontale che verticale... ma vedi, non guadagno NIENTE.
      Mi piace semplicemente che il blog funzioni, che chi arrivi qui si trovi bene, che possa discutere e sentirsi come NELLA SUA cameretta, in un MIO progetto fluido di racconto :)

      Moz-

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    10. Perdonate l'intromissione, ma vorrei chiedere a Johnny di essere più specifico.
      Ti spiego.
      Chi mi conosce sa che ho un blog che "funziona", in quanto registra almeno 50mila visite al mese.
      Sin dai primi tempi, utilizzo i banner di Adsense (Google). Spesso lo stesso Max mi ha chiesto cosa ci guadagnassi, e gli ho sempre detto la verità, ovvero NULLA.
      Quindi vorrei capire dove sbaglio.
      Sono convinta che l'affiliazione con Google mi aiuti nell'indicizzazione dei post, in quanto molti dei miei sono al primo posto assoluto nei criteri di ricerca. Ma, ripeto, nessuno clicca i banner pubblicitari, tanto che nella migliore delle ipotesi questi mi fruttano 5 CENTESIMI AL GIORNO, ma spesso anche zero.
      Ho provato anche a dare una chance a siti di advertising "privati", quali eADV e simili, ma con loro "guadagnavo" persino meno.
      Insomma, se hai trovato la strada giusta, ti prego di indicarmela e te ne sarò grata. Spero di essere io a non aver capito nulla del blogging, e non di essere la sfigata della blogosfera, nonostante i numeri di tutto rispetto.

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    11. Sta tutto nella tua risposta Micky , te non ci guadagni niente e lo dici.
      Almeno in termini di monetizzazione.
      Ci guadagni se i tuoi post vengono indicizzati su blogger in termini di visibilità.
      Cioè di far conoscere il tuo blog a chi cerca tale argomento e lo vede indicizzato sui motori di ricerca.
      Ma questa cosa a parte la soddisfazione personale che se uno apre un blog per passione e vede che viene apprezzato da tanti è già un ottimo risultato inaspettato...anche se come ha scritto qualche blogger tutti ambiscono ad essere letti al di là di questo cosa porta?
      Secondo me c’è da fare un distinguo tra quei progetti che hanno lo scopo di lucrarci e quelli a cui questa cosa non importa.
      È chiaro che a Johnny importa guadagnarci .
      Da quello che ho capito lui però di solo blog non vivrebbe.
      E allora si apre un ulteriore considerazione ..chi tiene un blog perché vuole arrotondare e chi invece ci vorrebbe solo campare con un blog.
      Alla fine che uno ci riesca o meno dovrebbe avere l’umiltà di ammetterlo .
      È un po’ come con le visualizzazioni...sorriso per la disarmante onesta’ che hanno certi blogger quando scrivono un post in questo modo: “ nonostante ai miei dieci lettori ( che corrispondono alle faccine dei followers) che seguono questo blog forse non interesserà ecc...”
      Oppure: “ so di avere un blog con pochi lettori e di essere manco un bravo scrittore ma ecc..
      Questa è gente onesta con se stessa e con gli altri.
      Sennò veramente sembra un compiacersi tra blogger che non porta a niente di buono.
      È fastidioso perché alla fine si perde in credibilità.
      Questa è opinione personale che sono un lettore , nessuno pure io eh..però sincero.

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    12. @Claudia!
      Eccola!!!!
      Cazzo vieni a me allora
      Tanti baci allora come sempre.
      Apprezzo la tua onestà.
      Non ne so niente chiaramente come guadagnarci ( dovresti chiederlo al guru ma mi sa che funzioni poco pure da lui)...per Johnny parla di Amazon.
      Penso che tanti sian curiosi a sto punto!

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    13. Ahahah
      Mi stavi aspettando, eh?
      Io di Guru conosco solo le magliette. Mi sa che una volta esistevano, e nemmeno mi facevano impazzire.
      L'affiliazione con Amazon non l'ho mai provata e ne conosco l'esistenza solo per sentito dire.
      Magari se Jhonny mi dà qualche dritta, lo ringrazio umilmente e comincio ad arrotondare anch'io.

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    14. Mi intrometto anche io nella discussione "economica",
      Ho il blog da quasi 14 anni e non ho mai pensato di volerci guadagnare, l'unica cosa che è aumentata è la voglia di bloggare.
      Mi sono chiesto spesso, in passato, se valeva la pena mettere i banner pubblicitari e cazzi vari, link (che nessuno avrebbe mai clicckato perché io per primo non li clicco mai altrove) e via dicendo.
      Ho pensato che non ne valesse la pena.
      Non faccio grandi numeri, sarà questo.

      Certo, a questo punto voglio capire anche io.
      E vi dirò: se mi tornasse indietro qualche euro, da tutto questo progetto, di certo non ci sputo sopra.
      Anche perché sarebbero soldi che spenderei al 99% per cose che poi presenterei qui.
      Quindi non nego che l'eventualità di unire utile e dilettevole potrebbe appagarmi e spingermi ancora di più a fare meglio, perché no.

      Moz-

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    15. Te Moz hai sempre detto che se il blog ti diventasse un lavoro ne saresti ben 😀

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    16. Ma sì, appunto: se mi pagassero per fare quello che faccio gratis -e col massimo dell'impegno- mica ci sputo sopra, anzi!!
      Sarebbe perfetto!
      Ma pure guardagnare qualcosa per "togliersi qualche sfizio" come ha detto Johnny. Sfizi che poi trovereste comunque qui 😅🤣

      Moz-

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    17. @Claudia, il mio profitto non si basa sulle visualizzazioni ma sul fatto che qualcuno compra su amazon dopo essere stato sul mio blog. Come raccontavo ho un una manciata di articoli sui giochi da tavolo argomento dove ho una discreta competenza, che sono il motore delle visualizzazioni del blog.. Gli articoli funzionano a tal punto che le persone che arrivano sul blog passando da google poi vanno su amazon e comprano. Nei periodi caldi dell'anno in prossimità del natale arrivo anche a guadagnare cifre significative, lontane da campare ma che hanno comunque il loro peso. Con il Codiv ho avuto un drastico calo, ma già in aprile ho potuto comprarmi un po' di libri arretrati. Il rovescio della medaglia è che da quando ho dichiarato il mio intento che dove sia possibile non nascondo il mio intendo di volerci tirar su due spicci, i follower sono pressoché spariti. Mi sono sono dato due risposte: la prima, ho meno tempo per ricambiare i saluti e quindi gli altri blogger si sono "offesi" e non passano più. Oppure, l'idea che il blogger monetizzi il suo blog in qualche modo da mediamente fastidio. Da qui l'incipit del mio discorso. Se io ho un ora al giorno (magari forse una ogni due) da dedicare al blog e devo scrivere articoli che funzionino e che mi garantiscano una credibilità agli occhi di chi legge cosa posso fare? Mi occupo di vivere la blogosfera o mi concentro sul produrre contenuti che poi abbiano un ritorno?

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    18. Purtroppo l'invidia sta di casa nella blogosfera (Così come nella vita), quindi potrebbe essere che tu abbia perso follower per la gelosia di vederti guadagnare.
      La mia domanda era invece mirata a seguire il tuo esempio, dato che non ho mai guadagnato più di pochi spicci.
      Proverò ad informarmi in merito ad un'affiliazione con Amazon, anche se mi pare che le percentuali riconosciute siano bassissime.
      Grazie per la tua risposta.
      Buona serata.

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    19. Johnny io penso che la questione allora sia alla base: se tu non nasci come monetizzatore, e poi cambi in corso, è ovvio che qualcuno si sente "tradito", ma non per invidia/gelosia... ma perché il progetto è cambiato.
      Io pure potrei monetizzare, a questo punto, ma non cambierei di una virgola il mio modo di bloggare...

      Moz-

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    20. Per quanto riguarda i giochi da tavolo è di circa il 6%. Quindi si guadagna circa una colazione abbondante ogni volta che viene acquistato un gioco. Con i lego sale anche di più mentre con i videogiochi è più bassa. L'affiliazione "funziona" se hai un blog che parla di cose comparabili. Con il "nerdame" vario va bene, altri blog anche se più interessanti possono faticare di più. Con i libri vince instagram a mani basse ma li è più difficile emergere perché è un mare pieno di pesci molto agguerriti.

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    21. Instagram lo odio. Non fa proprio per me.
      Le peecentuali di Amazon le stavo leggendo nel regolamento e non sono malvage.
      Il mio blog, però, è un sito d'informazione, quindi difficilmente "promuovo" un prodotto specifico, ma vedrò di approfondire meglio la cosa.
      Grazie davvero!

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    22. Infatti, ora vedrò di capire pure io. Ripeto, se scrivendo come scrivo, riesco ad ottenere anche qualcosa di materiale in cambio, perché no?
      Tanto, sarebbero cose a uso e consumo dello stesso blog, non me ne andrei certo alle Maldive a sciacquarmi le palle a mare :D
      Thanksss

      Moz-

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    23. @ Johnny: non penso che chi ti leggesse prima abbia smesso per gelosia o per essersi sentiti trascurati.
      C'è stato un periodo in cui, post bimba, hai dedicato meno tempo al blog - ho notato che ridurre il volume dei post tende a far perdere visite e commenti, come se chi ti legge perdesse l'abitudine a farlo (a me non è capitato, perché ho cercato di tenere il ritmo di un post a settimana, ma sono anni che noto questa tendenza in altri blog).

      Riguardo al monetizzare, se si riesce a farlo mantenendo la vecchia qualità (o persino migliorandola) non vedo nulla di male.
      Non mi ci vedo a farlo, credo che dovrei impostare una strategia molto diversa e, per ora, non ne ho voglia, ma se vuoi creare un ciclo in cui il blog crea soldi (diciamo) che usi per sostenere il blog e la cosa funziona anche solo un minimo... beh, figo!
      Apprezzo le strategie ben riuscite :)

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    24. Ma infatti, anche io penso che non ci sia gelosia o invidia.
      Ripeto, per me può essere che, cambiando in corso la natura di un progetto, la vecchia "genuinità" si perda, e si possa percepire il progetto stesso solo come volto a monetizzare, e non più a vivere la blogosfera. A quel punto scatta in automatico, penso, la cosa: non mi caghi nemmeno, scrivi solo per guadagno... amen.
      Potrebbe essere questa, la percezione, ma ritengo che la verità sia quella detta da Gracula.
      Ho sperimentato anche io che il mancare a lungo fa crollare -ovviamente e giustamente- click e commenti.

      Moz-

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    25. Ragassuoli io però la parola "Gelosia" non l'ho mai usata :-). Detto ciò io non credo di aver cambiato il modo di bloggare, anzi, da quanto uso l'affiliazione ho cercato di "rileggere" molto di più i post e di essere sempre onesto. Ora però ve lo chiedo, perché mi avete messo il dubbio, anche perché non ci sono i link amazon. Ma secondo voi sono così tanto cambiato in peggio?

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    26. Vabbè, era inclusa nel "fastidio" che hai citato, se si monetizza.
      A me francamente non importa se si monetizza, ma ripeto: se il lettore percepisce che uno scrive solo per questo, è chiaro che si sente "tradito".
      Il progetto stesso cambia.
      Sulla tua questione, io non so se mi son perso la tua dichiarazione di intenti sulla monetizzazione o se la cosa mi è passata e basta, come "non scandalosa", nel senso che -a patto di rimanere se stessi e di non cambiare- non ci vedo nulla di male.
      Intendo: in questo momento io potrei stare monetizzando, ma il mio blogging è uguale a ieri o a sei anni fa, come propensione allo stesso, alla divulgazione e al divertimento.
      Non penserei al guadagno di due spicci, come prima cosa. Ecco, questo è il mio punto di vista 💪🔥

      Moz-

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    27. Mi intrometto a gamba tesa perché l'argomento mi interessa e mi incuriosisce.
      La questione monetizzazione sui blog per esperienza, è estremamente complicata perché comporta che la gente clicchi su eventuali banner o link affiliati, quindi che si accorga che ci sia quel link e soprattutto che si fidi. Il rapporto di fiducia sul blog è molto più labile che, ad esempio, su Youtube, dove lo Youtuber mostra il prodotto e ci mette la faccia. Sui banner è ormai acclamato che è inutile: sono solo fastidiosi e la gente al massimo ci clicca per sbaglio, e ci guadagni appunto spiccioli che non ti consentono di richiedere il pagamento (AKA Claudia levali che sono pure brutti). Più ghiotta è la questione dei link affiliati.
      Il discorso però è ovviamente strettamente legato alle visualizzazioni: più visualizzo, più è probabile che qualcuno abbia visto il mio link affiliato, e, di conseguenza, ci abbia cliccato su ed abbia acquistato, e da quell'acquisto io abbia preso una percentuale. In questi passaggi (vedo>mi fido>clicco>finalizzo acquisto) quanti effettivamente vanno a buon fine? Secondo me molto, molto, molto pochi. Servono milioni di visualizzazioni per poter attirare un flusso di click e acquisti per arrivare a cifre sostanziose di guadagni.
      Le visualizzazioni però, anche se alte, non sono poi sicurezza di guadagno: io posso passare dal Pier(ef)fect blog perché ci sono finito per caso da una ricerca su google, e ci resto due secondi senza nemmeno leggere. Ho fatto una visualizzazione, ma che non ha portato a nulla.
      Infatti moltissimi preferiscono altri modi per guadagnare (offrendo corsi, consulenze, ebook, guide ecc). Mi sembra difficile che un paio di post, per quanto ben indicizzati, riescano a sostenere l'intero flusso di guadagno per il blogger. Soprattutto se non ti conosco: perché dovrei cliccare sul tuo link e non andare io direttamente su Amazon?
      Per quanto riguarda poi i commenti, e concludo, di mezzo secondo me c'è di tutto: dall'invidia perché uno guadagna e l'altro no, al fatto che non si ritrova il vecchio stile che piaceva, al fatto che il post non mi interessa, fino appunto, a chi ricambia la visita solo se la riceve.
      In conclusione, i grandi discorsi di marketing, per quanto affascinanti, secondo me non credo possano essere applicati appieno per noi che siamo piccoli blog con 50/60/100 mila visualizzazioni al mese (figuriamoci blog più piccoli).

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    28. In effetti è una questione che mi sta interessando molto, quella delle affiliazioni.
      Anche perché pochi giorni fa mi ha contattato una persona che mi chiedeva proprio come guadagnare dal blog... E anche io sapevo che, gira che ti gira, sono spiccioli...

      Moz-

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    29. Sulla carta può essere qualunque la fonte di guadagno, ma nella realtà sappiamo che non è così facile. Se a me non mi va di cliccare sui tuoi link o banner, qualunque siano le ragioni, puoi avere anche milioni di visualizzazioni al giorno e non guadagnare comunque nulla.

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    30. Infatti, inoltre so che su alcuni pc con l'abp blocker... manco si vedono :)

      Moz-

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    31. Secondo me stiamo affrontando il tema parlando di due cose diverse. I banner e le varie pubblicità sono legate in maniera molto significativa alle visualizzazioni e che i guadagni sono nell'ordine dei centesimi e il mio blog per i numeri che ha sono una soluzione non praticabile. Su youtube in due anni di video ho guadagnato 30 euro per dire.

      Gli unici banner che ho sul blog sono quelli di Wordcess infatti sto seriamente pensando di pagare il piano per rimuovere la pubblicità.

      Detto ciò Io sul blog ho un rapporto di conversione negli ultimi tre mesi dal 1/03/2020 ad oggi del 15% cioè su 100 click sul link 15 diventano acquisiti finalizzati su Amazon. Per me è una cifra altissima la quale come dicevo mi permette di comprare i fumetti serenamente. I

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    32. Perfetto, grazie della spiegazione!! :)

      Moz-

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  28. Mi piace molto l’argomento che hai trattato. Personalmente quasi ogni giorno leggo alcuni giornali e i blog che prediligo. Purtroppo molti sono spariti o scrivono solo su Fb Instagram eccetera. Io ho creato e tengo in vita questo blogghettino perché mi diverto, e continuerò a giocare fino a quando non mi sentirò quasi obbligato a scrivere, a quel punto mi cercherò un altro passatempo.😊
    Ciao buona serata
    enrico

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    1. Mi sembra un ottimo limite finale, quello che ti poni.
      Anche io ho pensato sempre a questa cosa: quando non mi divertirò più, lascio.
      Per rispetto mio, per rispetto del blog stesso e per rispetto dei lettori^^

      Moz-

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  29. Ho letto ogni singola parola del tuo post (cosa che faccio abitualmente in ogni caso prima di commentare) ma mi sono incastrata su "muro di testo", sui post troppo lunghi, inutilmente prolissi. E allora mi è venuto da ridere pensando al mio blog: un grattacielo di 9 mila piani, tanti quanti sono gli anni della sua esistenza, fatta di pareti intere di parole. Non ho idea se qualcuno si sia mai preso la briga di leggere veramente un mio scritto dall'inizio alla fine. Ma a mia parziale discolpa posso dire che io per esempio seguo blog di persone che scrivono articoli lunghiiiiissimi e più sono lunghi più mi piacciono. Li seguo per il Tipo particolare di scrittura, non solo per argomento. E alcuni stili mi piacciono così tanto che "rosico" quando il testo sta per finire. Insomma, contro ogni regola di buon senso ma almeno coerente. Un po' come quando devo scegliere un regalo e penso a ciò che piacerebbe a me anziché a quello che gradirebbe il destinatario del dono. Fa parte dell'organismo/egocentrismo di cui mi rimprovera sempre mio marito (ma mi ama così :-). Per il resto: io parto dall'antisocialità per eccellenza. Del mio blog non sa nessun parente e solo una manciata di selezionatissimi amici. Non saprei cosa vorrebbe dire "fare rete", so che sarei pigra e indolente e non mi applicheranno mai, ma sono anche curiosa, per questo leggo tutto ciò che scrivi sull'argomento (e su altri). Ed eccoti qui, caro Moz, un ennesimo mio muro di parole!

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    1. Organismo=egoismo
      Applicheranno = applicherei

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    2. Ahaha io ti ho sempre letta tutta, anche perché alterni vita vissuta e... ricette :)
      Uno stacco molto particolare, una formula vincente.
      Vedi, dipende anche dalla percezione che si ha... del muro stesso.
      Magari lo stile piace e non è pesante; magari uno stile impersonale e meccanico, unito a un wall text, ti fa cadere le palle a terra :D

      Moz-

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  30. Bellissimo post da leggere e rileggere. Personalmente ho un grande bisogno della blogosfera e mi sono ripromesso di essere più presente con il mio piccolo blog di periferia.

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    1. Grazie!
      E ti dirò: i blog di periferia sono i più belli... ancora più liberi^^

      Moz-

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  31. I blogsobo voci libere hai detto bene e questo particolare non da poco li tende unici. Giusto essere attivi nel mondo dei blog e mi piace l'idea di fare rete tutti insieme.

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    1. Vero, sono una delle ultime voci libere del web :)

      Moz-

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  32. Concordo al 100% con ciò che hai scritto. Aggiungo che preferisco anche io i blog "amici" ancje perché li conosco di più e mi fido, so cosa aspettarmi, so più o meno come la pensano.

    Sui blog attivi anche ti do ragione: un blog non aggiornato da anni non mi sembra interessante, non sarebbe possibile alcuna interazione, che è il bello della blogosfera! Di fatto a me che scrivo recensioni di film sul blog piace linkare recensioni e altri post su quegli stessi film in blog ancora attivi, per fomentare una discussione! :--)

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    1. Molto bello questo... crosslinking di cui parli!
      Altro bel modo di fare rete.
      Sì, purtroppo i blog morti restano per futura memoria (e va benissimo... perché è bello quando il materiale resta disponibile)^^

      Moz-

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  33. Tu sei un super blogger Moz. Il tuo impegno qui è innegabile.
    Anche io tengo a questo nostro habitat e come te leggo gli altri blog come se fossero un magazine. E lo faccio proprio con piacere, volentieri, non me ne stanco.
    Mi fate buona compagnia :)

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    1. Esatto, è una buona compagnia.
      Al posto di leggere sciocchezze altrove, non è meglio un bel blog? :)

      Moz-

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  34. Post molto carino con la "sensibilità" che ti conosco.
    Credo che uno dei principali limiti dei blogger sia prendersi troppo sul serio. Ma senza un minimo di autoironia io li trovo pesissimi. E poi, ci vorrebbe un sacco di tempo per leggere e commentare.. magari averlo!
    😧

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    1. La (troppa) serietà non solo danneggia il blogging, penso che danneggi e intossichi proprio la vita tutta :)

      Moz-

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    2. Senza dubbio, quello che fa male nella vita reale fa male anche nei blog e servavice.
      Ti stimissimo MitikoMoz

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    3. Eheh, danke :)
      E w l'(auto)ironia!

      Moz-

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  35. Felicissima di trovare un post di un blog che parla proprio dei blog e del mondo che ci gira intorno. Ho blog da alcuni anni ormai ma sono molto assente, incostante e spesso mi è stato detto che non è il modo più corretto di vivere questo mondo.Lo penso anche io, ma non per i commenti e le visite, proprio per l'assenza di rete che così viene a mancare. Ho deciso negli ultimi giorni, e spero di riuscire a portarlo avanti, di esserci. Di fare rete. E questo tuo articolo è uno sprono in più! Un abbraccio

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    1. Ciao Silvia, benvenuta^^
      A me fa molto piacere!
      Hai ragione: fare rete non significa scambiarsi un commento, ma stare insieme. Aver piacere di esserci, scoprire e navigare :)

      Moz-

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    2. Il piacere è proprio quello!
      A presto

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  36. Un'ottima riflessione. Non siamo nessuno ma vogliamo esprimerci e dire la nostra ed è bello riuscire ad avere un riscontro. Fare rete non è sempre facile ma effettivamente è il modo migliore per creare un vero dialogo. Devo ammettere che temo la dinamica "ti seguo perchè mi segui", ma presumo che il trucco sia nel trovare un equilibrio tra il "devo commentare per forza" e il "è giusto far vedere che ci sono". In fondo è normale che non tutti i blog trattino temi che ci interessano, ma lasciare un commento le (anche fossero poche) volte che si è letto un post è sicuramente un passo in avanti nel creare dialogo.
    Vedrò di impegnarmi anche io di più, in questo senso. XD

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    1. Diciamo che appunto, il do ut des esiste perché è una pratica non scritta: cioè, io che inizio a bloggare oggi, apro un blog e... cosa faccio? Chi verrà mai a leggermi e commentare?
      È chiaro che si debba entrare in un circuito, a meno di progetti rilanciati solo attraverso i social (ma, quando aprii io, non c'era niente di tutto questo, per dire...).
      Oggi magari si cerca anche altro, ma a quel punto esistono varie vie alternative al blogging...
      Scusa la digressione XD

      Moz-

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  37. Vediamo, da dove potrei cominciare. Sulla lunghezza dei post non son d'accordo, l'importante è la qualità, corto o lungo che sia deve essere interessante. C'è chi scrive articoli lunghissimi, ed è anche qua tra i commenti, e riesce sempre ad essere coinvolgente ed interessante, e poi ci sono altri sempre prolissi, magari sempre qui presenti, che invece mi annoiano dopo una frase. Idem quelli corti, c'è chi in due righe riesce a scrivere una marea di boiate o a non dirti proprio nulla, quelli che alla fine poi ti chiedi "si ma poi l'articolo inizia o no?" e magari poi ci crede fin troppo sul serio in quello che fa.
    Sui fare rete son d'accordo, a me non piace ricambiar a forza, mi piace leggere blog in linea con il mio, se e quando posso, e qui mi ricollego al discorso del rispondere ai commenti. Come dicevo nell'altra risposta più sopra fatico sempre più a stare dietro al blog, è iniziato quando mi si ruppe il computer, cosa che fece cambiare totalmente le mie abitudini e solo di recente ne ho preso uno nuovo. Da Natale ad oggi mi sono fatto anche io una scaletta con i post programmati e per due mesi son riuscito a stare dietro al ritmo che mi ero imposto, ero in anticipo anche di un paio di settimane, poi con il covid e il cambio del mio turno lavorativo ho iniziato a perdere colpi.
    Per chi non mi conosce non ho mai smesso di lavorare da quando è iniziata sta storia del virus, da che facevo giornata ho iniziato a fare i turni, e nonostante abbia anche più tempo per me stesso ritrovandomi interi pomeriggi liberi fatico ad abituarmi al cambio, anche se rientro prima sono stanco, mi alzo molto più presto di prima, ho bisogno di riposo, e queste sono anche le settimane in cui posso dedicarmi di più al blog. Al contrario quando faccio il turno pomeridiano/serale non riesco proprio a dedicarmi al blog, mi sveglio più tardi e nonostante ci provi a scrivere se ci sto troppo mi sembra di sprecare la mattinata, quel poco tempo che ho per me, perché questo non è un lavoro e se la cosa inizia a pesarmi allora meglio metterlo da parte. Motivo per cui per questa settimana mi sono già portato avanti domenica scorsa e per cui in sti giorni proverò a scrivere per la prossima, almeno un paio di post. Ma trattando di fumetti, film e serie tv ho bisogno di tempo per leggere e guardare cose, se no mi ritroverei senza materiale di cui parlare, quindi il mio tempo libero si divide tra la scrittura, i miei svaghi/fonte per il blog e i miei doveri in casa, perché comunque non posso ignorare mia moglie o altri lavori domestici per il blog.
    Mettici che poi alcuni commenti finisco con il dimenticarmi di rispondere... io ci provo ma non sono uno dei supereroi che leggo anche se ne porto il nome.
    Ma ho divagato, tornando al do ut des, leggo e commento se e quando posso, dove e cosa mi interessa veramente, e se ho qualcosa da dire, per intenderci non commenterò mai un tuo post sui Litfiba.
    Altro ora non mi sovviene per cui chiudo qua.

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    1. Ahaha allora adesso la sfida sarà riuscire a farti commentare un post sui Litfiba :p
      In ogni caso, tu SEI PRESENTE.
      Cioè, ecco... magari il covid ti ha sballato un ritmo ma io ho continuato a sentirti, a leggerti, c'eri. Non ogni minuto, ma comunque sempre.
      È questa la differenza: non hai trascurato moglie, casa, lavoro, nuovi turni e scazzi... ma ci sei. Ti si percepisce.

      Quanto alla lunghezza, anche io la vedo come te, è che semplicemente mi metto nei panni di un nostro lettore che vuol leggersi sia me che te che altri due o tre nostri amici.
      Se scrivo INUTILMENTE lungo, prolisso (quando potrei asciugare e dire lo stesso senza tanti fronzoli) perché no? Quel lettore avrà tempo per leggere anche voi e viceversa :)

      Moz-

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  38. Miky, un tuo pregio è sicuramente quello di leggere/interessarti a cose che vanno oltre la tua zona comfort. Non è da tutti, anzi sono in pochissimi a farlo. Come sono in pochi quelli che esplorano la blogosfera, andando a curiosare e interagendo con nuovi blog, anche solo giusto per un commento su di un unico post.
    Un altro tuo pregio è il commento mirato al post. A volte lasci il commento incuriosito, a volte invece stronzeggi (ma su certi post è ok), ma di norma sei parecchio sul pezzo.
    Esempio, il penultimo post sul mio blog: nel tuo commento hai posto riflessioni sul significato del discorso (tra l'altro facendo anche domande di matematica, cosa stralontana dai tuoi interessi...) Gli unici altri due commentatori hanno parlato del trasporto pubblico, che, ok, va bene lo stesso, ma era solo il modo da me usato per introdurre l'argomento.

    Devo dirti che mi è capitato diverse volte di commentare blog i cui padroni di casa non rispondono ai commenti. Brutta cosa. Ma peggio ancora blogger che rispondono solo ad alcuni, oppure che dopo un po' non ne hanno più voglia, e passano a rispondere ai commenti del post successivo, ignorando i precedenti non moderati. Per me è un'incredibile mancanza di rispetto, e sono quei blog in cui in genere non torno più.
    Poi, cerchiamo di essere onesti. Sorvolando su cose più gravi (di cui ti sei occupato in passato), c'è tanta merda nella blogosfera. C'è gente che davvero si frega solo del suo orticello, al massimo butta un'occhiata alle grosse coltivazioni, ma per il resto gira la testa dall'altra parte. Non voglio dilungarmi, di molte di queste cose ne avevo parlato nel primo post pubblicato quest'anno a settembre.

    Sulla lunghezza del post non sono completamente d'accordo.
    Non riuscire a leggere per intero un lungo articolo significa manifestare delle difficoltà attentive. E se quello che si deve leggere fosse invece un lungo e noioso contratto di lavoro o le clausole di un servizio? Possiamo permetterci una così risicata soglia di attenzione?
    D'altra parte il blog ha delle sue regole a cui bisogna assecondarsi, è una di questo è di cercare di avere un'ottimale lunghezza dei testi.

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  39. Ovviamente, e onestamente, dipende dal tempo che ho.
    Per esempio, oggi e domani NON ne avrò molto... e va da sé che sarò poco presente e non potrò "tornare" spesso sui vostri blog.
    Però comunque ho rispetto per la scrittura altrui, non mi verrebbe MAI in mente di lasciare un commento tanto per, questo sì.
    Me ne lamentai io stesso quando successe qui... perché ti senti preso per il culo.
    Sui commenti: impensabile rispondere a macchia di leopardo. Cioè, con che criterio a te rispondo e a quello di prima e dopo no?
    Come ci rimarrebbe una persona?
    Io davvero non capisco.
    Devo andarmi a rileggere il tuo post di settembre che... se forse ricordo bene, era quello dove citavi la famosa cosa che io avrei trattato (il problema però resta: HO SCRITTO POI QUEL POST? AHAHA)
    Sulla lunghezza... hai detto bene tu alla fine: c'è una regola non scritta della lunghezza ideale. Uno deve anche badare al luogo dov'è ma anche a come evolve la scrittura web.
    Sui siti, nel 2002, scrivevo approfondimenti lunghissimi che oggi non scriverei mai, perché inutilmente lunghi (se posso asciugare, asciugo) e perché non li legge nessuno.

    Bisogna tenere conto di queste cose, e sì, anche dell'attenzione che è calata.

    Moz-

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  40. Esatto. Non vale per tutti i post, dipende dal tema, in alcuni ci può anche stare ma quando ti sei sbattuto a scrivere un lungo pezzo e ti viene lasciata una frasetta tanto per, ti senti preso per il culo. A me è capitato che si commentasse la prima frase del post e basta. Un'altra volta di ritorno dall'estate ho raccontato delle mie difficoltà passate e uno mi ha commentato "bentornato". Un'altra volta un post in cui facevo una riflessione seria e mi si commenta "complimenti per il centesimo post". Cioè, dai!

    I commenti a macchia di leopardo ti giuro che li ho visti. Senza una logica. Ad alcuni rispondo, ad altri no. Ma non in senso temporale, così a gusto. Lo capisco ancora meno che non rispondere a quelli arrivati dopo un tot di tempo.
    Sulla lunghezza del post in genere io cerco di mantenermi entro un tot, altrimenti spezzo in due o tre parti, perché capisco che non scriviamo saggi, quindi bisogna mantenersi in determinati standard.

    Il post di settembre di cui parlavo penso non lo avessi letto. Comunque dal tuo commento credo che il post a cui ti riferissi fosse questo:
    https://arcaniearcani.blogspot.com/2019/09/la-percezione-di-un-post.html

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    1. Esattamente, la vedo in tutto e per tutto come te.
      Ecco perché ti dicevo che comunque bisogna capire DOVE siamo.
      Non c'è niente di male a scrivere saggi: apriti un sito e scrivi tutti i dossier che vuoi, approfonditi.
      Sarai sicuramente letto da chi ha bisogno di trovare informazioni.
      Un blog è diverso, non è che ci sia scritta la legge di un min o max parole per un post, sia chiaro. Ma va da sé, immagino.
      Sul blogging e sul mondo circostante.
      Cioè, se vedi che si comunica in 180 caratteri, vorrà anche dire qualcosa, no? Significa che tutto è più veloce, che le cose effettivamente PUOI DIRLE in 180 caratteri.
      Questa ovviamente è una estremizzazione.

      Il post che mi hai citato lo ricordo, ma non ricordo se alla fine ne ho parlato.
      Anche se paradossalmente ho sfiorato il discorso nell'ultima live che ho fatto, dove ho mostrato i libri che ho... perché quello ad esempio è un argomento che nessuno si aspetta da me e che incuriosisce.
      Mi sembra come se MikiMoz non possa leggere libri normali, o comunque pare ci sia curiosità sui miei gusti letterari XD

      Moz-

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  41. Molto bello questo post!Magari la pensassero tutti come te!E' bello confrontarsi e scoprire cose nuove con altre/i blogger.E quando chiude un blog che "mi stava simpatico" mi dispiace molto.Ricordo ancora alcune blogger che leggevo anni fa e sono sparite nel nulla e mi dispiace e mi sono anche preoccupata.

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    1. Pure io sono dispiaciutissimo quando un blog chiude (o non viene più aggiornato) senza un perché.

      Moz-

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  42. Concordo con tutto quello che hai scritto! 😊 Anch'io evito i post troppo lunghi anche perché scrivendo delle recensioni rischio di spoilerare troppo.

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    1. Sì, i post lunghi comunque spesso non li legge nessuno... quindi a che pro?

      Moz-

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  43. Bell'articolo Miki, molto interessante, sono d'accordo con te sulla formattazione e sulla lunghezza, anch'io dopo 1000 battute mi fermo, il lettore non va piu' avanti. Devo però dirti una cosa , mi sono ritrovata a leggere dei "muri", perchè l'articolo era interessante, non ci vedevo piu', ma andavo avanti. In questo caso sono d'accordo con Bill Gates "Content is the king", ma meglio se formattato:-)) Un caro saluto
    Anna

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  44. Concordo pienamente con te, anche se mi trovo proprio sull'altra sponda, scrivo poco e sono "lunghissima", commento poco e partecipo poco. Sai poi quanto io creda nel "fare rete", ma a volte partiamo con un progetto o un'idea e intorno si mette tutto di traverso, per cui credo che sia bella anche "la resistenza", nonostante tutto, quando si può, è bello esserci, almeno finchè c'è qualcuno, e dici bene "nonostante l'anonimato", che continua a seguirti.

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    1. Ma sì, tu comunque CI SEI.
      Magari scriverai anche poco, ma la presenza si nota...!^^

      Moz-

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  45. Ciao Moz!
    Come sempre proponi un argomento che mi sta molto a cuore.
    È bello far parte della blogsfera, anche se a volte è penoso vedere sotto degli articoli commenti come "Ehi ti seguo, ti aspetto sul mio blog", anche se reputo quest'ultime persone più oneste, in quanto dirette nel loro fine, di chi mi lascia una parola scarna come "bello" sotto un post in cui sviscero i miei pensieri.
    In questi casi diventa brutto far parte di una comunità concentrata solo ad alzare le visualizzioni o a far crescere gli iscritti della pagina. Io vedo la blogsfera come un grande giornale in cui ognuno può condividere le proprie passioni e interagire con altre. È come una pagina di diario elettronico in cui poter scarabocchiare ciò che vogliamo.

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    1. Esatto, anche io la vedo così, ma sostanzialmente è proprio questo^^
      Quanto a chi lascia determinati commenti, c'è da dire che comunque, anni fa, era la normalità come pratica.
      Oggi suona irrispettoso, sembra una presa in giro.
      Ma mai quanto un commento lasciato tanto per... :o
      Anche quelli capitano, alla fine io ho deciso che non vale nemmeno la pena arrabbiarsi: praticamente so che commenti (e persone) del genere vengono poi derisi, quindi la figuraccia la fa il blogger che lascia quel dato commento.

      Moz-

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grazie per il tuo commento :)