[SOCIETÀ] Mirko Scarcella e Le Iene: cosa c'è dietro followers, progetti e fenomeni web




Mi occupo del più chiacchierato servizio del programma Le Iene perché la questione di fondo è interessante sia per me sia per tanti di voi lettori, che magari avete un blog o un progetto social.
Questa sera andrà in onda uno speciale sulla vicenda, dopo l'originale primo servizio de Le Iene trasmesso lo scorso giugno.
Instagram, principalmente. Ma social, apparenze, progetti, costruzione di  fenomeni e personaggi: ciò che i telespettatori hanno visto mette in luce definitivamente croci e delizie della comunicazione online.
E Mirko Scarcella, passato improvvisamente come capro espiatorio, è in realtà una figura molto utile per comprendere certe dinamiche social e sociali.
Vediamo insieme il motivo.
Il servizio era a cura della iena Gaston Zama.
Ci ha mostrato un mondo fatto di apparenze, inganni che diventano quasi truffe, bella vita e finzioni.
Potete rivedere tutto sul sito de Le Iene, cliccando QUI.

In breve: il guru di Instagram Mirko Scarcella, bella vita in America, soldi a palate e lusso, è colui che avrebbe creato il mito Gianluca Vacchi; è colui che ha scritto due libri (uno con prefazione di Vittorio Feltri); è colui che è stato ospitato nei più noti salotti TV; è colui che -se hai tanto denaro da spendere- può migliorare notevolmente il tuo profilo social.
Gaston Zama si è infiltrato nella sua vita, gli è diventato amico, e in due anni ha raccolto molto materiale per mostrarci, nel giugno 2020, che non è tutto oro quel che luccica.




Mirko Scarcella in realtà non farebbe altro che acquistare pacchetti di followers o like da lontane nazioni, una pratica che sostanzialmente si traduce con: sei seguito sì da migliaia di account in più, ma è gente che non sa chi sei, non ti segue realmente perché interessata a te, non conosce il tuo progetto né parla la tua lingua.
Insomma: account casuali (o finanche fake) per fare numero.
E diciamo la verità: non serve affidarsi a un guru del marketing online per fare ciò (si diceva che pure la Ferragni avesse un seguito fatto da migliaia di account di questo tipo, almeno all'inizio: glielo chiese Striscia e lei si trincerò dietro un comunicato del suo ufficio stampa dove si preferiva tacere della cosa).
Non serve chiamare Mirko Scarcella, che si fa pagare caro, per un trucchetto che possono far tutti relativamente a pochi euro.

Le accuse mosse a Scarcella dalla iena sono diverse: aver mentito sul possedere un ufficio e delle segretarie; aver mentito ai clienti inventando nomi di vip con cui avrebbe lavorato; aver agito in modo poco chiaro coi suoi clienti riguardo i pacchetti che andava ad acquistare per i loro profili.




La replica del diretto interessato, di fatto passato come un truffatore, non è tardata ad arrivare: dopo un periodo in cui ha ricevuto solo insulti e parole d'odio, Mirko Scarcella ha replicato via Instagram per filo e per segno (o quasi) a tutte le accuse de Le Iene.
Trovate la sua risposta completa a questo indirizzo (click), che aggiungo per completezza invitando tutti a farsi una propria idea, e sostanzialmente possiamo capire che:
-l'ufficio era davvero suo ma nel momento in cui Le Iene hanno chiamato, la sede era stata lasciata;
-le parole che Mirko ha detto alla cliente (complice del programma di Italia 1) erano sì bugie (l'aver lavorato con le Kardashian ecc...), ma sarebbero state gonfiate appositamente perché Mirko stesso sapeva di dover ricevere una telefonata e stare a uno scherzo, organizzato dalla trasmissione;
-i servizi pur costosi che lui ha garantito ai clienti sarebbero comunque stati efficaci;
-i clienti sapevano bene cosa Mirko Scarcella andava a fare; quali pratiche utilizzava e come si muoveva.



Mirko sembra aver glissato su alcune altre cose, come le mail e i messaggi di segretarie che l'accusa vuole inesistenti; lo sfruttare, per mera apparenza, voli di ritorno a basso prezzo su jet lussuosi al solo fine di mostrare una vita da Paperone; i nomi di personaggi famosi -citati anche dalla stampa nazionale- che avrebbero richiesto le sue prestazioni.
Non entriamo nel merito dei due clienti delusi, l'avvocato Gianni Mendes e l'artista Simone D'Auria, sui quali lo stesso Scarcella rivela dei dettagli, tra contratti chiusi, pagamenti, politica estera (vi rimando al video).
Non ci interessa e se la vedranno tra loro.



Certo è che -e torniamo a ciò che ci preme davvero- Scarcella non è che comprasse solo pacchetti di followers indiani e pakistani: seguiva di fatto un progetto, trasformava una persona in personaggio (le idee dietro Gianni Mendes, dalle stories Instagram ai post, dal simbolo dell'ok alle trovate del suo video musicale, sembrano sue)... e se le sue tariffe sono sinceramente alte, il problema è solo di chi ha soldi da buttarci.




E quindi eccoci al punto: l'acquisto di follower è un sistema.
Non significa voler davvero solamente maggiore seguito, perché comunque "fasullo", ma serve per tutta una serie di parametri che aiutano un progetto a crescere.
Un profilo con più followers è più visibile; i suoi post sono "in cima", aumenta l'engagement generale, si possono pensare cose che altrimenti non puoi fare.
Avere più followers su Instagram, ad esempio, ti permette di avere il link diretto a pagine esterne (con un semplice tocco delle dita), cosa preclusa a chi ha pochi seguaci.
Avere più followers su YouTube, ad esempio, ti dà la possibilità di fare le live da dispositivo mobile.

Insomma, se paghi, migliori le tue condizioni e non è certo così diverso (sebbene appaia eticamente meno "bello") dallo sponsorizzare post, profili ed eventi regolarmente sulle stesse piattaforme.
Ma ecco: io, molti di noi, anche blogger, abbiamo un progetto.
Scriviamo per farci leggere.
E se quel che facciamo non ci bastasse più? Se comunque chi paga arriva sempre primo, mentre noi ci sbattiamo tanto?
Se volessimo qualche opzione in più per migliorare l'esperienza dei nostri affezionati?


Di certo non occorre spendere tutti quei soldi e arricchire i Mirko Scarcella di turno, essendo cose che possiamo fare da noi con molte meno spese; ma non tutti sanno come muoversi sul lato della comunicazione e come perfezionare il proprio progetto.

Per concludere, torniamo a Mirko, Mendes e compagnia.
Fingere un'esistenza fatta di auto rombanti, Rolex, spostamenti in jet (sempre lo stesso volo, ma portandosi abiti diversi per far credere di usarlo regolarmente), ostentazione, foto costruite, bed&breakfast lussuosi usati come fossero abitazioni private (ma solo per scattare qualche foto), fantomatici entourage e segretarie... ci lascia intendere che conta molto l'apparenza, la vuotezza spacciata per vita, l'arrivismo.
Parlando infinitamente più basso, non vi sentireste presi in giro se scopriste che le feste e le cene delle mie foto della rubrica Mikipedia provenissero sempre dallo stesso evento, dove io cambio abiti e inquadrature al solo fine di fingere una vita sociale attiva?




Comunque il problema non è tanto per chi si costruisce un personaggio così, ma per i molti secondo cui personaggi così sono da seguire (prendete Vacchi e i suoi balletti, o la signora del "non ce n'è còviddi"), da imitare, da venerare, rendendoli influencer.
Di qualcosa che non c'è.
In mancanza di cose concrete nelle proprie vite.

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92 commenti:

  1. Non conoscevo questo Mirko Scarcella, mentre conosco di fama la Ferragni perché viene pubblicizzata ovunque. Mi viene solo da dire tutta questa vicenda rappresenta il pattume più putrido della contemporaneità odierna gente divenuta "famosa" (famosa di cosa?) senza alcun merito...
    Nei social hanno trovato il loro eden.

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    1. Sì, perché se è vero che per tutto si è sempre gonfiato il fenomeno (vedi la storia vera o presunta dei Beatles, di cui crearono un inesistente bagno di folla in aeroporto solo per lanciarli) almeno chi diventava mito prima ci dava indietro musica o altro :)

      Moz-

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  2. Non conosco lui, non mi fido delle Iene ma conoscevo già da tempo la pratica che hai descritto. Questo Scarcella quindi è uno di quelli che contribuiscono a creare coloro che chiamo "Miti per Pirla".
    Secondo me hanno un'utilità: se vedi che una persona prende seriamente e segue questi "miti", capisci già istantaneamente che questa persona è un idiota e che non vale la pena averci a che fare. E' un bel risparmio di tempo ed energie per noi, no? XD
    E poi chi cacchio è Gianluca Vacchi? No aspetta Moz, non spiegarmelo perchè forse mi sa che sono fortunato a non saperlo :D

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    1. Ahaha già, possiamo vederla così.
      In fondo ci fa un favore, anche perché se poi stiamo a vedere, sono fenomeni che non restituiscono niente al loro pubblico... :)

      Moz-

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    2. mi ricorda una vecchia battuta di ormai 20 anni fa "Con gli ascolti del Grande Fratello sappiamo quanti idioti ci sono in Italia, con le bandiere della pace* sappiamo dove abitano"

      * era il periodo della Guerra al terrorismo post-11 Settembre... già il fatto di doverlo spiegare mi fa capire quanto sono "boomer"

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    3. Non la conoscevo (o non la ricordo), mi piace: molto accurata tra l'altro :D

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    4. Andrea87 ma quanti anni hai? Se sei dell'87 non sei boomer lo sono le persone nate tra la fine della Seconda Guerra Mondiale (1945) e la metà degli anni 60 coloro che hanno quindi beneficiato del periodo storico chiamato appunto boom la grande accelerazione economica.
      Intendi che lo sei di mentalità e vissuto sociale?

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    5. Penso di poter rispondere io per lui: ha usato il termine per estensione, con l'intento di dire che ragiona da "vecchio".
      Anche perché, sebbene boomer è proprio un "figlio del boom (economico)" in molti (i bimbininkia specialmente) lo usano per riferirsi anche alla mia generazione.
      P.s. benvenuta/o a bordo!^^

      Moz-

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    6. Avevo capito che intendeva quello, "vecchio" XD!

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  3. Io non conosco affatto questi influencer.. sono veramente ignorante (e felice di esserlo) sull'argomento.
    L'unica cosa che so è che, probabilmente per colpa di questa gente, mi avevano bloccato l'account Instagram perché sospettavano fossi un BOT. Lo usavo troppo spesso e mettevo "troppi like" (alle foto di gatti dei miei amici???). Dopo 3 settimane me lo hanno sbloccato e in rete ho letto che non bisogna farne "abuso" perché appunto c'è molta gente che si innalza da sola sul suo piedistallo a discapito della gente a cui queste cose non interessano assolutamente.

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    1. Ah quindi dici che qualcuno ha pensato tu fossi un account fake di quelli che mettono like per gonfiare i numeri altrui?
      Incredibile! :o

      Moz-

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    2. Mi è stato detto da più persone con esperienze simili e in rete è l'unica spiegazione che danno perché ovviamente Instagram non fornisce alcuna assistenza personale in proposito.

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    3. Purtroppo non saprei cosa dirti, non mi intendo molto del lato tecnico...

      Moz-

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  4. Nulla di nuovo tutti gli aspiranti famosi e già famosi lo fanno da sempre è l'unico modo per farsi notare è rimanere a galla. Su YouTube i video stranieri vengono precaricati di milioni di visualizzazioni e messi nella raccomandazione dei video da vedere per invogliare a vederli e alzare le visualizzazioni tarocche e per aumentare l'ego dei pseudo cantanti, vloggers e tutti quelli inutilmente famosi incapaci macchiette dello squallore ci sono video che hanno un miliardo di visualizzazioni che ti fanno venire un attacco di diarrea.
    Da sempre anche 80 anni fa gli incassi e la notorietà dei film nei cinema, degli spettacoli nei teatri, delle manifestazioni pubbliche sportive e di qualsiasi tipo venivano gonfiati per esaltarli e fare più soldi. Così si fa cassa sono le mosse di mercato
    Prima dell'esistenza dei socials bastava farsi fare le foto da ammiratore con la celebrità passata a mia amicizia strettissima e fare girare le voci di essere stato in quel posto lussuosissimo e si creavano la fama c'è chi è durato pochi mesi, chi due-tre anni e sono finiti nel dimenticatoio chi da decenni questi per resistere hanno dovuto fare scandali su scandali della vita personale per farsi ricordare tipo la scadentissima Madonna del piffero.

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    1. Ciao e benvenuta/o a bordo.
      Su Madonna non mi esprimo, mi è sempre piaciuta e -creata a tavolino o meno- comunque ci restituisce indietro della musica.
      Vero che è sempre stato così: devi pur "pompare" un fenomeno, per farlo esplodere... spesso non basta il solo talento, anzi in certi casi non serve nemmeno.

      Moz-

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    2. Sì, è sempre stata pratica diffusa che le case discografiche compravano i dischi dei propri cantanti per far salire le vendite e farli sembrare più di successo di quel che erano. Oggi con internet è ancora più semplice, basta truccare le visualizzazioni.

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    3. Esatto, ancora meno spesa...

      Moz-

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  5. Un altro mistero e una grande taroccheria è che Giorgio Romiti si fa chiamare Gaston Zama con un nome e cognome spagnolo del cavolo.

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    1. Ahaha ma no, perché?
      È un nome d'arte (nel video che ho linkato, la risposta di Scarcella, viene detto più volte il vero nome di Zama).
      Anche io uso Miki Moz ma non è mica il mio vero nome, che c'entra. Mica è una taroccheria.

      Moz-

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  6. Non seguendo le Iene non sapevo nulla, ma ormai questo genere di truffe non fanno più notizia. Forse, in questo caso, colpisce perché è un italiano e non una ragazza americana, ma alla fine tutto il mondo è paese. A me, come dici anche tu Moz, colpisce che poi ci siano persone che seguono questi personaggi (ed anche subito, dalla signora di Mondello ho visto diverse persone che seguo diventare immediatamente suoi follower). Anche solo magari followandoli su Instagram si supporta il loro gioco, che molto spesso non è limpido (purtroppo, dicono, che la crescita organica non sia semplicissima da raggiungere e richieda troppo tempo). Ognuno è libero ovviamente di fare come crede, ma ammetto mi urta un po' quando magari nei confronti di noi blogger o comunque persone dal profilo più piccolo, sembra quasi ti facciano un E N O R M E favore a metter un mi piace ad un contenuto.

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    1. Esattamente.
      Quello intendo.
      Diciamo che non sono truffe tout-court, si può fare e se qualcuno vuole crescere, è un modo più facile per arrivare magari poi a gente davvero interessata.
      Forse non è un modo limpido o eticamente bellissimo, ma lo fanno, lo facciamo, e amen.
      Quanto al resto, assolutamente d'accordo con te: è un po' svilente vedere che ti impegni tanto per fare articoli inediti, ricerche incrociate, domande e indagini... e poi un articolo simile e superficiale, perché sponsorizzato, ti surclassa.
      Ma credo sia anche una normalità, esiste in ogni ambito questa cosa.
      Buoncionno da Mondello! :D

      Moz-

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  7. E' un argomento complesso quanto risaputo, specie su Instagram.
    Tutti i famosi hanno dei follower comprati ( molto spesso il 50% dei loro followers sono dei Bot). C'è stata un'analisi di Ninjalitics in cui è uscito fuori che la maggior parte degli influencer è nata così.
    Detto questo vale anche per chi ha numeri piccolissimi e vuole crescere.
    Basta pagare ed avere un profilo sponsorizzato per arrivare ad avere buoni numeri venendo premiato dall'algoritmo.
    Io non mi sento nemmeno di criticarli più che tanto, fa parte del gioco, l'importante è essere consapevoli che quello degli influencer è spesso un mondo sponsorizzato e finto.
    E' la nuova Tv.

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    1. Vero, ma loro non sanno nemmeno niente in cambio, è fuffa.
      Mentre ad esempio, se lo facesse un blogger che offre contenuti (articoli, video, ricerche) non ci vedrei niente di male se usasse questo mezzuccio per "spararsi" e poi avere una fanbase reale, dopo lo sparo iniziale 🤓💪

      Moz-

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    2. Assolutamente, tempi moderni offrono possibilità moderne, e per me, quello degli youtuber, instagrammer e tik toker sono dei nuovi mestieri, anche se molto spesso effimeri.
      Certo, da un punto di vista analitico la penso come Thor sotto, ma non ci vedo nulla di male se ne si è consapevoli, quindi non mi stupirei se ci fossero dei Blogger che lo farebbero ( se già non lo fanno ).

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    3. Infatti nemmeno io mi stupirei.
      Pensa che, davvero, per avere lo swipe up facile dalle stories instagram, pensavo di comprarmeli dei finti followers.
      Agevolerebbe i miei reali followers.

      Moz-

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    4. Mi sento di specificare una cosa: non so cosa intendi con "profilo sponsorizzato" ma posso dirti che, ho sponsorizzato alcuni post (un paio di volte Facebook mi ha dato dei coupon, un paio di volte ci ho messo io un paio di euro), ma non è che improvvisamente quel post svetti e giri l'intero web, ha solo un po' più visibilità sui social. Serve un investimento e una costanza ben maggiore per far sì che i tuoi numeri aumentino

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    5. Sì, ovviamente intendevo sponsorizzazione reiterata.
      Bisogna sempre vedere quanto effettivo traffico ti portano...

      Moz-

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    6. A me molti profili sponsorizzati ( persino alcuni che seguo ) mi appaiono come pubblicità tra uno scrolling e l'altro, quindi credo che un minimo girino.

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    7. Sì, funziona così ed è l'unico modo etico per farlo, ammesso e proposto dalle piattaforme^^

      Moz-

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  8. La colpa non è mai del autore, anzi bisogna premiarlo se con le sue panzane è diventato famoso.
    La maxima culpa è il cretinismo imperante di chi si bea alle prodezze di un Vacchi o di chi per comprarsi gli assorbenti abbisogna dei consigli della Ferragni.
    Parlo con cognizione di causa, perché anche io sono stato un ingannatore.
    Quando mi chiedevano della mia professione, rispondevo:Scrivo testi cretini per creduloni
    Ciao fulvio

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    1. Che poi non sono panzane vere e proprie: lui ti offre un pacchetto (costosissimo) dove compra i follower e spinge un paio di post.
      E ti sta dietro per creare un personaggio.
      Cose che possono fare tutti con 100 euro e qualche idea, ma la gente idee non ne ha.
      La pubblicità è un "inganno" diverso, e ci sta quel che dici, ma secondo me è una gioco, una tecnica dove tutti sanno come funziona, lo slogan attira in quanto tale, non perché dice il vero^^

      Moz-

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  9. Denis : mi hai fatto venire in mente Diprè almeno qualcosa di concreto lui se ha guadagnato tra Sara Tommasi ,la nana quindi un genio d'altronde c'è gente disposta a tutto per la fama e d'altra parte c'è gente disposta a seguirli, quindi e cosi da sempre basta parlarne.
    Madonna nasce come cantante nel 1982 ma esplode nel '84 con il brano Like a Virgin e per l'esibizione al palco di Mtv ( nata nel 1981 ).
    Sono armi di distrazione di massa.

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    1. O di divertimenti di massa.
      Non c'è un effettivo male, a patto che non sia solo quello, nella vita :)

      Moz-

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    2. Diprè? Soltanto approfittare sudicio e indegno!

      In confronto questo Scarcello sembra un santo...

      Eh comunque negli ultimi decenni sono nati molti personaggi immondi ma c'erano anche prima tipo gentaglia come Vittorio Sgarbi!

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    3. Scrcella non si sarà comportato forse in modo limpidissimo ma per me non è nemmeno il truffatore dipinto dalle Iene.
      Ma seguirò gli sviluppi della cosa...

      Moz-

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  10. Bah, sono storie distanti anni luce dal mio modo di vivere e di stare sui social, per cui le comprendo solo fino ad un certo punto. Non conosco questo personaggio né gli altri che hai citato nell'articolo, anche questo chiaro segnale del fatto che vivo all'oscuro di tali meccanismi.

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    1. Se può interessarti, stasera in prima serata c'è uno speciale de Le Iene sull'argomento :)

      Moz-

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  11. A mio parere, il problema non sono gli uomini come lui che traggono vantaggio da un sistema ma CHI o CHE COSA ha creato questo sistema.

    La generazione Millennials/Z, come viene chiamata dai ricercatori, è particolarmente edonista, preferiscono una breve soddisfazione passeggera ed effimera a un'esperienza a lungo termine significativa e capace di arricchire la loro vita. E i likes e i retweet sui social network sono un ottimo esempio, la breve scarica di endorfina scaturita da queste piccole conferme di accettazione sociale può creare dipendenza e gonfiare l'ego, per questo i giovani d'oggi sono anche narcisisti, ogni like gli conferma che sono delle grandi persone e che si meritano gratifiche istantanee. Questo edonismo e narcisismo si riflette molto anche sulle interazioni sessuali di questa generazione, sotto tali parametri il sesso occasionale è preferibile a un rapporto duraturo.

    Inoltre i millennials di per sè sono infantili, sono cresciuti nel comfort e i genitori gli hanno permesso di perdurare in uno stato adolescenziale che sopravvive oltre i vent'anni e più. Per farla breve: i giovani d'oggi sono bloccati in uno stato infantile perpetuo e, come bambini, non pensano al futuro ma solo alla ricerca del piacere sul momento. L'edonismo appunto. I giovani d'oggi non fanno piani per il futuro, se ne fregano del domani, e pensano solo a ricercare il piacere, in ogni sua forma, nel presente. E i loro idoli sono appunto uomini come questo che non lavorano, non si sistemano, non crescono ma vivono appunto in uno stato di infantilismo perpetuo. Il loro lavoro è letteralmente giocare ai videogiochi o fare video col computer. Questo non è crescere, questo è rimanere bloccati per sempre.

    Quando io ero giovane la vita era sempre dura, sotto tanti aspetti più di adesso, ma perlomeno era semplice. Io e i miei coetanei sapevamo cosa dovevamo fare e cosa ci aspettava. Prima si studiava (e per tanti bastavano le medie, se proprio non avevi voglia o non eri fatto per studiare) poi si andava a lavorare, a un certo punto si metteva su famiglia e poi la vita continua più o meno monotona. Non era granché forse ma perlomeno era semplice e stabile. L'esatto contrario di oggi. I giovani d'oggi hanno infinite possibilità in più in teoria. Ma nessuna stabile. E questa è la definizione migliore che mi viene per Internet: in teoria infinito, in pratica vuoto perché non offre nulla di certo.

    Ora, i soggetti come questo tizio, che si arricchiscono smerciando ideali e stili di vita alla gente, ci sono sempre stati. Mi viene in mente Tommy Wu. Ma se prima avevano solo la televisione, adesso hanno molti più mezzi per manipolare la gente.

    Non sono nelle posizioni di criticare nessuno ma poi non stupiamoci se gli idoli sono tutti fasulli o se la vita ideale che vi smerciano è una menzogna.

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    1. Sottoscrivo tutto, anche se aprirei volentieri una parentesi su come la definizione "millenials" per gente nata prima del 2000 (cioè il nuovo millennio appunto) magari perfino di 20 anni, non abbia alcun senso... Però andremmo fuori argomento XD

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    2. Una volta parlai io stesso delle varie generazioni.
      Dunque, io mi sento proprio a cavallo della descrizione di Thor.
      Una vita quasi da conservatore per ciò che riguarda il passato, ma con stile da eterno adolescente mentale sul futuro.
      Non mi sono mai visto nello schema studia-lavora-sposati-figlia, anzi.
      Diciamo che progetti per il futuro ne faccio, ma sono edonista in quanto figlio degli anni '80 e vivo il presente (con la testa sulle spalle, non sono ad esempio il tipo da rapporti fugaci).

      Ma, a differenza del passato, dove comunque ti davano in cambio qualcosa, oggi non c'è niente che gli influencers possono darti di concreto...

      Moz-

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    3. @Alex Concordo con te e il termine millenial infatti nemmeno mi piace molto ma lo uso perché non so in che altro modo distinguere le generazioni diciamo pre e post internet. Ma sì, c'è un abisso tra prima e dopo il 2000, anche perché la causa primaria della proliferazione di questo stile di vita è dovuto alla crisi economica che ha fatto sparire appunto il lavoro. Anche perché noto che i paesi dove il lavoro c'è, questo problema non ce l'hanno. Ne hanno altri ma non la gioventù bruciata XD

      @MikiMoz C'è sempre bisogno di sognatori che fanno progetti per il futuro e che non si accontentano della media per cui non posso che dirti di continuare così e augurarti buona fortuna 👌 se tutti si accontentassero come me di una vita semplice, oggi non avremmo i vari Walt Disney, Orson Welles, Stanley Kubrick, George Lucas, Steven Spielberg etc. E poi lo spirito degli anni 70-80 era proprio quello, puntare alle stelle (letteralmente, erano gli anni della conquista spaziale XD). Mi piace moltissimo la tua definizione "conservatore con stile da eterno adolescente per il futuro". Pure io mi sono sempre definito progressista per certe cose e conservatore per altre.

      "Ma, a differenza del passato, dove comunque ti davano in cambio qualcosa, oggi non c'è niente che gli influencers possono darti di concreto..." < vero e anche quando ti danno qualcosa è spesso solo effimero. Pensiamo anche solo ai cantanti: oggi le bands di successo vengono cambiate più spesso dei calzini. Come debutta una band resiste per tipo due mesi e poi fuori con la prossima sensazione! Non c'è nessuno che resista negli anni a venire come i Led Zeppelin, i Duran Duran o David Bowie. Così è per queste web stars che sono più lucciole che stelle.

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    4. Lucciole in più di un senso direi, visto che fanno intrattenimento da marchettari.

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    5. Ma vedi, anche io mi accontento assolutamente di quello che ho.
      Davvero.
      Una vita semplice.
      Ma la testa non smette comunque di partorire idee, utili o meno.
      Ma sempre partendo da una vita semplice.

      Comunque verissimo, oggi nessun marchio dura o permano.
      Non per niente, la musica contemporanea nota (tolta la modernità degli anni '50) è sempre quella degli anni '60-'70-'80 e '90.

      Moz-

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    6. @Thor Odinson

      "la causa primaria della proliferazione di questo stile di vita è dovuto alla crisi economica che ha fatto sparire appunto il lavoro. Anche perché noto che i paesi dove il lavoro c'è, questo problema non ce l'hanno. Ne hanno altri ma non la gioventù bruciata"

      È l'esatto opposto questo stile di vita tossico prolifera molto prima della crisi, in internet a partire dalla metà degli anni 90 quando la rete ebbe un enorme progresso tecnologico bastava andare nei siti di pettegolezzo e dei fanclub e ne vedevi di foto e video tamarissimi e nei decenni precedenti i cosiddetti vips ci davano dentro nelle foto e nei filmati lo squallore c'è sempre stato nei secoli, nell'antichità bastavano i racconti scandalistici degli imperatori, della corte, della contrada a farli famosissimi che a distanza di millenni sono ancora sono molto noti e li conosciamo.
      L'ostentazione patologica e pacchiana è nata e sopravvive nelle nazioni del primo mondo l'Occidente che vive di ricchezza e progresso materiale ma muore di valori chi si ostenta è sempre molto molto ricco mica un morto di fame precisamente è nato nei due paesi capisaldi dell'immoralità e della spazzatura sociale ostentate in età precocissima: l'Inghilterra e il suo figlio Stati Uniti questo il Male in assoluto. Proprio il film Gioventù Bruciata è una produzione statunitense basata sulla trasgressione dei giovani statunitensi degli anni 50.
      L'esibizionismo marcio degli inglesi e degli statunitensi e dell'Occidente in generale rappresenta il putrefatto che sono.

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    7. @Alex Exactomundo 👌

      @Moz E lo dimostra il fatto che, come abbiamo detto più volte, ogni cosa popolare in TV, al cinema o quant'altro oggi è un remake, un sequel, un prequel, un midquel o una rivisitazione post-modernista di qualcosa che era popolare negli anni 60-70-80-90.

      @Anonimo verissimo, è partito tutto dagli USA e l'Europa, come sempre, gli ha seguiti (ma anche gli altri paesi sotto la loro influenza, tipo l'Australia). Il narcisismo generazionale è figlio dell'individualismo promosso dal capitalismo e l'edonismo imperante e onnipresente di cui i giovani d’oggi non possono fare a meno è figlio del nichilismo che impera nei sistemi di istruzione e nei media occidentali. È la netta sensazione dello svuotamento di tutti i fondamenti, siano essi divini o materiali, umani o sociali; gli hanno insegnato che non vi è nulla di certo, che ogni possibile principio o valore può rivelarsi erroneo o inconsistente (o razzista XD), che devono orientarsi in base a riferimenti di natura momentanea e relativi ad una particolare situazione. Questo si riflette nella cultura sessuale, ormai sempre più confusa, infatti nel raggiungimento dell'ideale di una società in cui il sesso è un costrutto e puoi essere quello che vuoi e farti quello che vuoi a ogni ora del giorno, tanto per restare in tema del blog pensiamo al reboot di She-Ra: avrete notato che She-Ra sembra non manifestare particolari caratteri sessuali secondari, non ha seno, non ha una fisionomia femminile marcata, non ha i fianchi larghi, al limite anzi ha le spalle larghe e i capelli lunghi, essenzialmente è Ben 10 con la parrucca, potrebbe essere sia maschio che femmina, così come ai giovani d’oggi viene insegnato a rinnegare le realtà sessuali, culturali, ideologiche di ogni tipo. Questa relativizzazione e pluralità dei valori introduce nella cultura occidentale elementi di tolleranza e rispetto per la diversità, e questo è positivo per il vivere sociale; ma se ognuno può avere la sua verità, verità non significa più nulla, e questo porta alla svalutazione dei valori stessi, compreso il valore della tolleranza. Lo svuotamento non genera più ribellione perché mancano ormai posizioni forti da contestare; prende piuttosto la forma di ansia, di noia o di una generica indifferenza verso tutto: abbagliati dalle mille possibilità e “verità” che ogni giorno ci si parano dinanzi, si dedicano al provvisorio, senza riconoscere limiti di principio, e cominciano ad accettar l'idea che non vi possa essere alcun significato definitivo nel loro vivere. Cercano solo il piacere del momento che gli fa stare bene e gli fa dimenticare tutto.
      Vero, in genere questo sistema nasce nei paesi ricchi o perlomeno benestanti (oltre agli USA anche i paesi Nordici sono un disastro) e infatti quando intendevo lavoro io non mi riferisco alla ricchezza della nazione ma proprio alla percentuale di persone che lavorano. USA e co sono ricchissimi ma anche pieni di disoccupati e precari. I paesi dell'Est sono meno ricchi ma in genere hanno più occupazione. E dalle loro parti questi fenomeni non si manifestano perché prevale la cultura vecchio stile di lavorare e tirare su famiglia. Sì, anche qua ci stanno i giovani che fanno i buffoni su Internet (diamine TikTok lo hanno fatto in Cina e Telegram in Russia) ma non è niente di paragonabile all'Occidente. Per ora

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    8. Esattamente, Thor: i grandi marchi sono quasi tutti stati fatti, oramai.
      Possono solo tornare.
      I nuovi sono potenti ma fugaci, e non li ricorda nessuno...

      Moz-

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  12. Non ho visto il servizio e non ci tengo a vederlo, già della società moderna c'è poco da stare allegri..

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    1. Beh però è un argomento attuale e interessante... prova stasera su Italia 1 :)

      Moz-

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  13. Tempo fa ricordo che scoprimmo un fumettista che taroccava impunemente vignette altrui, disegnava anche abbastanza male, ma aveva centinaia di migliaia di follower..quindi si capiva benissimo che li aveva comprati. Gli altarini cadono però quando una casa editrice ti chiama a fare un libro tutto tuo!

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    1. Eh, e allora dove voleva arrivare?
      Che fesso...
      Aveva successo "senza guadagni" ma quando c'era possibilità di guadagnare sapeva che sarebbe stato sgamato...

      Moz-

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  14. Forse stasera ci do' un'occhiata..credo di immaginare perché ti interessa tanto l'argomento: tu dedichi molto al bloggeraggio e sarebbe l'ideale che ti fornisse anche modo di vivere, magari pure bene, sarebbe la più classica delle comunioni tra utile e dilettevole. Quindi le studi queste dinamiche, e forse in qualche modo le agevoli anche (quante volte ho pensato che ci sia più di un Moz..non mi stupirebbe, ma non lo demonizzerei affatto.. tu mandi avanti una semiindustria, non un blog), e meriti anche il seguito che hai e l'interesse che susciti.. ti aspetto al varco della grande ribalta, e quel giorno potrò dire: io lo conosco Moz, è davvero un grande.. ;)

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    1. Lo so, tu hai approcciato con me la prima volta via mail, "accusandomi" tra le righe di avere una redazione dietro... lo ricordo benissimo XD
      Purtroppo no, e dico purtroppo perché mi farebbe comunque piacere (a patto di non snaturare niente e di avere il pieno controllo) avere più guest-post, per vari motivi.
      Prima o poi ne parlerò.
      Se potessi guadagnare da quel che faccio per mero hobby (ma, giuro, con una grande attenzione e grande passione) perché no?
      Non mi sentirei di prendere in giro nessuno, ma sta sempre a voi lettori l'ultima parola :)

      Moz-

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  15. Ne avevo letto qualcosa in giro, il mio parere personale è che nonostante lui non sia certo l'unico a farlo e nonostante io pensi che questo personaggio abbia -come tutti- diritto a difendersi e a dire la sua versione dei fatti è il sistema generale che mi dà fastidio. Non ho niente contro il fenomeno degli influencer in genere e nemmeno contro i costruttori di fenomeni in quanto tali. E' la modalità con cui questo avviene che m'infastidisce. Non dò però tutte le colpe a loro, le cose si fanno sempre i due e se c'è tanta gente che dà ascolto a questi personaggi allora forse dovremmo cominciare a farci delle domande più profonde in merito.

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    1. Esatto, è questo il senso del mio post:
      se lui sia truffatore o meno, sono cose che vedrà con i suoi clienti; io penso che il problema sia proprio altrove, sia nel fingere benessere, vite di lusso ecc... per far presa su chi?
      Non su di me, di certo.
      Ma tutti gli altri? Che razza di gente è? Bramano una vita che non avranno mai, adorando gente che finge di averla...

      Moz-

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  16. Non lo conoscevo, anche perché sono anni che non seguo più Le Iene. Il problema, comunque, come hai sottolineato anche tu, non è il personaggio in questione, ma i cosiddetti suoi followers e chi li vede come miti da imitare. Mio dio, mi sembra di fare il vecchio quando mi viene da dire "ai miei tempi i miti da seguire erano altri". E vabbè, si vede che lo sono.

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    1. Sì, più che Scarcella in sé, i suoi clienti.
      Lui costruisce i loro personaggi, ed è una lavoro onesto come un altro.
      Che poi si basi sul fatto che ci siano milioni di deficienti che seguiranno questi personaggi (con foto di falso lusso e via dicendo) non è un problema né delle Iene né di Scarcella.

      Moz-

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    2. È quello che penso anch'io, e che mi ritrovo a dire ogni volta che qualcuno attacca questi personaggi. Un po' come quando si attaccano trasmissioni come Uomini e Donne e Temptation Island.

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    3. Vero, il problema è solo di chi le vede.

      Moz-

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  17. Interrogativi ficcanti, ma la risposta è che dobbiamo sì scrivere anche per farci leggere, ma soprattutto per interagire con gli altri. Meglio pochi lettori, ma con i quali instaurare un dialogo, piuttosto che ampliare a dismisura il proprio pubblico pagando. Poi chiaro che uno può fare anche quelle inserzioni su Facebook per attirare più pubblico che magari è interessato al nostro prodotto, ma non può conoscerlo.
    Ergo, non bisogna demonizzare nulla, ma bisogna valutuare caso per caso.
    Sugli Scarcella e gli influencer: non voglio più demonizzare neppure loro. Sono il prodotto di questa società, come hai sottolineato tu. La società delle apparenze.

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    1. Esatto: io mi sono posto la domanda.
      I miei followers devono sempre fare "un passo in più" perché, avendo pochi seguaci, Instagram non mi permette un link diretto agli articoli.
      Se comprassi 1000 followers marocchini o indiani o di qualsiasi altra stronza parte del mondo, avrei questa opportunità che farebbe del bene a chi mi segue.
      E inoltre, il mio profilo salirebbe negli spazi che lo riguardano, porterebbe comunque il mio progetto a più persone, e ovviamente io VOGLIO ESSERE LETTO nonostante mi stia bene già così, quello che ho.
      Non credo sia sbagliato: è solo il mezzo per arrivarci a essere poco fico.
      Ma così fan tutti, è l'unico modo.
      E io almeno continuerei a dare a tutti i lettori gli articoli con la stessa passione di sempre.

      Moz-

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  18. Da quelo che scruvi Mi pare siano truffatori belli e buoni e che ci siano persone contente di farsi truffare perché così ruescono in qualche modo a truffate qualcun'altro non è che li facciano diventare più onesti. È che sempre più spesso più che in una "realtà virtuale" ci troviamo in una realtà surreale.

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    1. Beh, ma una truffa prevede comunque un illecito, che qui non sembra esserci.
      Cioè, quella di comprare followers è una pratica che fa chiunque, certo non a cifre astronomiche, ma le prestazioni sono comunque altre. Ognuno decide di spendere i suoi soldi come vuole, non demonizzo Scarcella, anche se io non farei quel che fa lui.

      Moz-

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  19. Praticamente ho conosciuto Scarcella dalla chiacchierata su whatsapp che ci siamo fatti ieri sera. Io credo che Scarcella sia solo la punta dell'iceberg di questo mondo patinato, anche se non trovo così peregrino il suo modo di artare la realtà rendendola fittizia e distorta... dopotutto non fa che oliare un meccanismo che in quel mondo funziona così, anzi, fa benissimo a lucrare sulla stupidità della gente, in questo è fottutamente geniale e poi, di cosa ci vogliamo davvero stupire? Come solesi dirsi: lì il più pulito ha la rogna.

    Denny

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    1. Esatto, lui si approfitta di una cosa, e se c'è gente che lo paga dietro regolare contratto stipulato, non è problema mio :)
      Mi spaventa di più chi va poi a seguire queste persone, ma tanto si sa che nella testa dell'amorfa massa... non ce n'è còviddi.

      Moz-

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  20. Il problema è di base: non si fa qualcosa per passione sperando di poter vivere di ciò che si fa, ma si fa qualcosa con lo scopo di diventare ricco e straricco.

    Non conosco alcuno di questi personaggi e quando ho appreso chi era l'influencer (l'avevo capito quando uscirono i primi in Italia e tutti credevano dicessero la verità sul prodotto che pubblicizzavano), mi sono ricordato di Wanna Marchi e sua figlia.

    Le persone sognano di diventare ricchi girando il mondo o standosene a casa facendo video e stando ore e ore di fila sui social, e c'è chi ha ideato il sistema per sfruttare chi cerca notorietà e denaro.
    Come con Wanna Marchi, la colpa non è tutta di chi ci casca, ma di chi attua queste truffe. C'è chi non ha l'acume di comprendere la truffa, chi ha problemi di autostima, chi è denaro-dipendente,... tutte persone con problemi che sono le prede perfette, come gli anziani superstiziosi, quasi sempre soli, troppe volte depressi, che cadevano nei riti magici (a pagamento) delle due truffatrici delle televendite.

    La Tv, i giornali e le pubblicità danno spazio a questi (inutili) influencer che non producono pane, non costruiscono case, non offrono servizi utili alla comunità ma guadagnano letteralmente per non fare nulla.

    La società cambia, dobbiamo accettarlo, ma cambia per mezzo dell'azione della collettività.

    Ciao Moz!

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    1. Certo, ci sono spesso le basi perché sia un inganno.
      Ma è chiaro che a cascarci sono certe tipologie di persone (hai dimenticato i fessi tout-court :p).
      Io ad esempio sarei lo Scarcella di me stesso: compro 1000 followers a 10 euro, salgo nell'engagement, mi creo un marchio e via dicendo.
      Ma dopotutto, per dire, il marchio Moz O'Clock stesso parte da un principio di riconoscibilità sul web.

      Moz-

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  21. Sapevo il minimo di questa storia, appreso dalle varie pubblicità, servizi al tg, ecc.
    Non ho mai guardato gli speciali delle Iene, perché li trovo soporiferi.

    Quanto al caso di specie, comunque, è davvero assurdo che la gente possa abboccare a queste idiozie. Ricordi la mail che ho ricevuto oggi e il modo barbaro in cui ho risposto? Ecco, perché la gente si lascia illudere dai primi Gatto e la Volpe che passano? Non me lo spiegherò mai!
    Per acquistare pacchetti di follower e scrivere post perfettamente indicizzati, bastano pochi spiccioli o sforzi.
    Il resto è fuffa.

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    1. Esatto.
      Certo lui ti creava un personaggio, appunto ti dava dei trucchetti anche su come apparire ricco, fare un determinato gesto che rimanesse, o un qualcosa (ha fatto fare il manichino umano da Zara a un suo cliente) di cui comunque poi si parla.

      Moz-

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  22. Io per essere sicuro di avere un follower in più ho scaricato ImmunI

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  23. Rimanendo in tema con il passato che auto hai datata di molti anni o decenni fa, attuale di qualche anno o nuovissima?

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  24. Mi viene da pensare che sono proprio un'antenata se il lunedì preferisco vedere Presa diretta e Report. Così mi guasto il sangue e mi incazzo sulle cose serie.
    Le Iene e quel tipo di "giornalismo" lo evito.
    Nessuna notizia mi era giunta di Mirko Scarcella e company, l'unico che conosco tra quelli nominati è Vacchi; quello dei balletti a bordo piscina giusto che ora è in bancarotta...
    Il resto, pacchetti follower, falsificazione di visualizzazioni, è cosa nota. Ma resto distante, la mia vita da blogger è un delizioso tran-tran senza nessun obiettivo economico;)

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    1. Ma è un caso che ci siano state Le Iene questa sera, io la TV la accendo ormai solo di notte! 😅
      Vero, teniamoci quel che abbiamo e amen!

      Moz-

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  25. Ero a conoscenza di tutto questo clamore creato da Scarcella,ma non ho un opinione molto chiara.

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    1. Beh, nel servizio appena concluso non ci fa una bella figura... 😱

      Moz-

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  26. Ok...hai visto il servizio delle Iene ieri?
    Alla fine che hai concluso de sta storia?
    Perché a me sembra che la tua domanda fosse un altra..rispetto a quello che è emerso dai commenti.
    Te hai chiesto se ha senso sbattersi a produrre contenuti buoni , impegnare tempo , passione e diciamo pure un po’ di fatica per ottenere dei risultati.
    Quando invece viene fuori un tizio senza arte ne parte che ha un progetto ( far soldi senza far fatica) compra pacchetti di followers fasulli e forse ci riesce , truffando finché vuoi ..per carità, ma alla fine sto tizio è diventato un influencer alla pari della Ferragni o un venditore di fumo che si è arricchito lo stesso?
    E poi non ho mica capito , vuoi provarci pure te a comprarti i followers talebani?

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    1. Yes, visto tutto perché mi interessava l'argomento in maniera molteplice, cioè sotto diversi aspetti (quello web, quello sociale).
      Lui è un influencer alla pari della Ferragni, sì, sulla carta.
      Ieri si è capito che sostanzialmente vive alle spalle degli altri, sfruttando come può (ma ovviamente senza puntarti la pistola alla tempia).
      Rispondendo alle tue domande: a me di Instagram non importa nulla. Io ho un blog e questo è il mio progetto. Ma se può crescere e arrivare a più persone anche attraverso Instagram, perché no?
      Comprare followers lo fanno tutti, tutti i grandi iniziano così (perché subito devi mostrare di avere tantissimi seguaci e pochi seguiti: fa scena e induce il pubblico a credere che sei famoso).
      Ciò comporta anche delle agevolazioni che ti fornisce la piattaforma, come quella del link diretto, che porterebbe i visitatori insta direttamente qui.
      Ecco cosa farei, cioè, ecco il motivo: agevolare i lettori.
      Non mi importa di Instagram in sé, che lascio volentieri a menomati a finti ricchi (poveracci) e menomati mentali che li seguono.

      L'altro: vero, certo non è bello vedere il proprio lavoro, fatto con passione e dedizione, arrivare a poche persone e uno stesso articolo ma superficiale fare grandi numeri.
      Non posso lamentarmi, io personalmente, ma immagino che non sia comunque giusto: ma si sa.
      Però oh, tornando al guru: vale più il video-augurio personale che mi ha mandato Uan di Bim Bum Bam, piuttosto che il video di complimenti del vip... acquistato tramite un servizio XD

      Moz-

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    2. Vuoi diventare anche tu famoso eh?

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    3. Già anch'io volevo scriverlo ma ho pensato lascio stare.....
      Però sto Max è spesso aggressivo e scontroso così non va.

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    4. Famoso no, mi basta non essere anonimo: firma i messaggi anche tuuu!! :D
      Max può usare il tono che vuole, se non offende nessuno!

      Moz-

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  27. Avevo letto le notizie riguardanti questo tizio ma poichè non seguo Le Iene a causa del loro stile comunicativo che spesso è peggiore dello "scoop" che stanno trattando sono dovuto andare a informarmi diversamente.
    Il problema che rilevi tu è più serio di quello che si creda. Io ho la pagina IG del mio studio professionale che non riesce a crescere per poter usare la funzione di link con lo swype. Mentre io e le mie colleghe ci sbattiamo su cosa possiamo fare per far crescere le visual arriva un chiunque pieno di soldi, paga follower finti, e promuove meglio il proprio lavoro o se stesso.
    Tra l'altro è una pratica che esiste anche nei videogiochi e in altri settori: primeggiare perché paghi di più e non perché sei più bravo.
    Il risultato messo prima dell'impegno per raggiungerlo. Un sistema completamente a perdere.

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    1. Sì, le Iene non mi piacciono più molto, da diverso tempo, anche se qualcosa di ottimo ogni tanto la tirano fuori.
      Appunto, è una pratica che esiste ovunque: si compano anche le visualizzazioni dei video.
      Immagina quanta immondizia c'è.

      Moz-

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    2. Le Iene da mo sono sciacalli venduti e noiosi i loro servizi sono molto spesso inventati e insulse pagliacciate come Striscia la Notizia, Report e compari.
      Credibili come la non serietà che hanno.

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    3. Oddio, non così tragica.
      Report è un gran programma, Le Iene e Striscia spettacolarizzano.
      Due modi distinti di lavorare e approcciarsi alle cose.

      Moz-

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    4. Report è un signor programma. Espone i fatti e si può seguire la catena delle fonti. Gli altri menzionati sono fuffa.

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    5. O meglio, a volte propongono fuffa.

      Moz-

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