La storia italiana di anime e manga è un argomento che suscita in me un interesse molto particolare, da sempre. Perché è la storia di tutti noi appassionati, ma anche quella di un pubblico più vasto; è la storia sociale di un Paese che evolve e cambia gradualmente idee e posizioni: ciò è vero per qualunque argomento, peraltro.
Ma l'intrattenimento giapponese è una nicchia che ha un proprio enorme fascino, e che ingloba tante altre realtà, piccole e grandi.
Da tempo, qui sul blog, racconto di ciò; ma da quando lavoro nell'editoria, son passato a farlo ancora più nello specifico su carta, trovando nuovi spazi per la mia ricerca.
Una ricerca che mi ha spinto a formulare, inoltre, una personale visione delle tre invasioni anime/manga in Italia...
Se andate su Wikipedia, infatti, le "invasioni" sono riportate in un modo che non sposo appieno (vedi QUI); da tempo propongo un'altra "suddivisione dei tempi", che spesso ho analizzato nello specifico.
Nel numero 32 di Anime Cult (maggio 2026) trovate ad esempio un mio articolo che si lega alla "seconda invasione", probabilmente quella più lunga e importante.
Qui ho raccontato di come, dagli anni '90 ad oggi, abbiamo "sdoganato" la cultura pop giapponese non attraverso anime e manga, ma grazie a prodotti corollari (libri, giochi, videogiochi, musica, cinema...).
Tutti gli step del mondo otaku che hanno portato il Giappone a essere prima una moda e poi la normalità, nel nostro Paese e non solo.
Perché il Giappone non è certo mai stata una terra "facile", di comprensione immediata.
Molto era dovuto alla propaganda bellica, tanto altro alle dicerie.
Tutta una serie di voci che hanno finito per ripercuotersi sull'intrattenimento proveniente dal Sol Levante, per lungo tempo stigmatizzato da intellettuali e opinionisti.
E infatti, occorre andare per gradi: come vi dicevo, la mia suddivisione delle "invasioni" non corrisponde sempre a quella che trovate in giro. Ho una mia personale tesi che ormai da qualche anno espongo ai miei lettori, qui e su carta.
Il primo approccio italico con anime e manga io lo definisco "pre-invasione": ne ho parlato nel dettaglio su Anime Cult 23 (novembre 2024).
LE PRIME VOLTE
È del 1960 il primo "contatto" del pubblico italiano con un prodotto animato giapponese; due anni dopo, vediamo i primi manga.
La pre-invasione, così la definisco io, è però qualcosa di molto particolare: culturale da un lato (si tratta di lungometraggi proiettati nell'ambito di mostre internazionali del Cinema, o di fumetti pubblicati per scopo saggistico, vedi QUI), molto "ignorante" dall'altro: ossia non vi è per la platea italiana il concetto preciso di animazione o fumetto giapponesi, tanto più che molti film arrivano riadattati oppure epurati dei nomi orientali, e spacciati per qualcosa di americano... pur di essere venduti meglio (non deve stupire: il Giappone era ancora una terra molto lontana e complessa, dalle usanze e dalle nomenclature troppo diverse e ostiche; lo stesso tipo di localizzazioni saranno portate avanti fino ai primi anni 2000, dopotutto, per gli stessi motivi).
LA PRIMA INVASIONE
A rendersi conto di una "giapponesitudine" reale e concreta è invece il pubblico di quella che io chiamo la prima invasione, ossia l'impatto dell'arrivo di Heidi e Goldrake sulle nostre televisioni; siamo nel 1978, ed è da questo momento che in Italia si parla senza mezzi termini di prodotti nipponici. Non se ne nasconde la provenienza, anzi questa viene esaltata (anche per fini giornalistici), per essere spesso osteggiata, respinta, criticata.
Tutti sanno, ora, che Heidi e Goldrake (ma anche Remì, Harlock, Lupin e gli altri dal 1979 in poi) sono... cartoni animati giapponesi.
Ovviamente, non bisogna mai ragionare a "compartimenti stagni", anche nel 1976 e 1977, per dire, vi erano stati degli anime sulle nostre tv. Ma è chiaro che possiamo circoscrivere dei "blocchi" precisi, tracciare dei solchi che possano fare da "prima" e "dopo", e quindi definire le varie invasioni.
E la prima è quella di Heidi e Goldrake, appunto, capace di definire una generazione intera.
Ma come tutti i fenomeni, anche questa è destinata ad affievolirsi...
LA PARABOLA DELLA PRIMA INVASIONE
A partire dal 1980 si moltiplicano gli anime sulle nostre televisioni: è un'ondata clamorosa, dovuta anche e soprattutto al fatto che le produzioni giapponesi costano infinitamente meno rispetto ai più blasonati titoli americani. Ma piacciono e intrattengono, e così ogni rete (anche quelle private) ne fa incetta, prendendole letteralmente a blocchi.
Ma da Goldrake in poi arrivano anche le polemiche: violenti e fatti al computer. Ecco com'erano percepiti gli anime.
E ciò porta dapprima a una sostanziale riduzione di questi prodotti sui canali Rai (che si riserverà solo i classici, tipo Anna dai capelli rossi), poi anche alla nascita del "modello Alessandra Valeri Manera" di Fininvest, che abbandona del tutto storie potenzialmente a rischio (di segnalazione) e si propone sempre più con titoli neutri, quotidiani, magici, sportivi... se non addirittura "rosa", canonizzando una pratica censoria che affonda le sue radici nelle scelte viste già dagli anni Sessanta, e che diventa sempre più stringente: man mano, ogni riferimento al Giappone è eliminato, i nomi cambiati, e tutte le scene ritenute poco adatte sono tagliate via.
In questa fase i manga... non sanno di essere tali: ricolorati, ribaltati, modificati e censurati anch'essi, appaiono sulle riviste per ragazze e ragazzi ma non vi è un approccio critico a riguardo, se non in determinate nicchie e ambienti culturali che si dedicano alla divulgazione tramite fanzine o su sparuti numeri di magazine specializzati in fumetto.
Una cosa però lontana e sconosciuta al grande pubblico delle edicole e della televisione.
Arriviamo così all'alba degli anni Novanta.
LA SECONDA INVASIONE
L'ho trattata con dovizia di particolari su Anime Cult 30 (gennaio 2026), perché è quella più lunga; sicuramente importante sotto diversi profili.
Ha in sé diverse fasi, la cui ultima poi va a fondersi con la recente "terza invasione", ma nasce - almeno secondo la mia tesi - nel 1990, quando in edicola arrivano i primi manga... che sanno di essere manga, ossia pubblicati in quanto fumetti giapponesi.
Si inizia da Akira e si passa al magazine Zero coi suoi titoli noti (Ken il guerriero) e non (Baoh, Xenon).
La seconda invasione è fondamentale perché è il momento in cui, nel tempo, anime e manga (in quanto tali) si presentano al pubblico generalista, vengono ancora osteggiati, poi diventano moda; i cartoni sono censurati, ma poi le censure spariscono; il Giappone si "avvicina" sempre più all'Italia (e non solo), la cultura otaku viene sdoganata, naturalizzata.
Un processo lunghissimo, che vede appunto diversi momenti.
Con Dragon Ball in edicola e Sailor Moon in tv si apre quella che è la fase della "moda": siamo nel 1995 ma bisogna attendere ancora un paio di anni per vedere ormai il Giappone iniziare a essere sulla bocca di tutti (anche in modi inappropriati, o imbarazzanti...). Tra il 1998 e il 2002 l'intrattenimento giapponese è al suo picco massimo (im)pensabile; nei programmi televisivi si parla di fumetti e cartoni giapponesi, Miyazaki è la nuova star, si moltiplicano i manga in edicola e libreria.
Questo fino a circa il 2007, quando poi inizia una lenta ma fisiologica flessione, che dal 2010 vede gradualmente sparire gli anime dagli slot televisivi principali per entrare poco a poco in una nuova fase.
Quella dell'attuale società "liquida".
Dopo la coda della seconda invasione, che porta gli storici fumetti giapponesi rimasti inediti per anni, e tutti quelli ultramoderni ma spesso lontani anni luce dalla tradizione del passato, si apre in Italia il terzo impatto.
Complice forse la pandemia, esplode il fenomeno manga. Le librerie di varia si riempiono di storie a fumetti, che per qualche anno risultano peraltro tra i libri più venduti; le piattaforme streaming acquisiscono i diritti di trasmissione dei titoli vecchi e nuovi, aprendo anche sub-canali appositi; tornano le riviste di settore, la nostalgia si fonde con l'attualità (creando anche particolari cortocircuiti) e la cultura otaku entra nel nerdismo ormai senza barriere.
La bolla non può ovviamente tenere a lungo e infatti oggi si registrano già le prime, naturali, flessioni.
Ma è un mondo sempre più veloce, che fagocita tutto in un lampo; l'assenza di anime dalle tv generaliste e la chiusura delle edicole fa purtroppo perdere i pilastri di un mondo avvolgente capace di sorreggere un intero sistema.
Anche dal Giappone, e lo dicono spesso gli stessi giapponesi, non c'è più inventiva; mancano veri e propri nuovi titoli di rottura, forti, capaci di farsi portavoce di una nuova (o anche vecchia) generazione.
Mancano nuovi registi visionari, forse la voglia e la possibilità di sperimentare sul serio.
Ma intanto, la strada è tracciata.
Quale avete vissuto? In quale vi siete ritrovati?









Verissimo tutto. Le ho vissute tutte e tre, va detto che io amo i manga e gli anime anche quando non sono di moda. In ogni caso, ho iniziato a vederli come un punto fermo dagli anni Novanta, quando ormai ero grande e capivo che non era certo una cosa passeggera.
RispondiEliminaSì, anche io - che li ho amati per la loro estetica sin dagli anni Ottanta - li ho considerati davvero in quanto precise opere (anche geograficamente) dagli anni Novanta, direi dalla metà del decennio.
EliminaMoz-
Ottima analisi! Anche se l'invasione dei manga negli anni '90 ha inizialmente interessato solo una piccola parte della popolazione (mentre la prima arrivava davvero a tutti, tramite la tv: anche chi non era interessato conosceva Goldrake e Candy Candy, così come adesso chiunque abbia una piattaforma streaming si rende conto della popolarità degli anime e contemporaneamente i manga fanno bella mostra di sé in libreria e persino nei supermercati). D'altronde effettivamente dopo la metà degli anni '9' Dragon Ball come manga e Sailor Moon come serie in tv in pochi anni hanno trainato il settore, formando una nuova generazione e confermando quella precedente
RispondiEliminaEsatto: come manga iniziali erano comunque per pochi, nel senso che il mercato si apriva timidamente, e certamente un numero di Zero by Granata Press faceva dieci volte meno del giornalino di Candy by Fabbri... 😃
EliminaPerò da qualche parte si doveva iniziare, aprire alla questione (che subito divenne moda, con altri editori a cercare nei manga!) però sì, la seconda fase della seconda invasione (dal 1995) è stata il top del top!🥰💥
Grazie mille!
Moz-
Ho letto l'intero articolo con molto interesse.
RispondiEliminaIo valuto le invasioni in questo modo:
Prima invasione - quella più grande come successo e impatto mediatico anche perché a fine Settanta c'erano pochi canali televisivi e gli anime erano una novità assoluta esclusa ovviamente la parentesi pre-invasione ma che non fa testo.
Seconda invasione - l'invasione più completa... Anime, manga, videogiochi, merchandising sembrava di stare in Giappone in alcuni anni addirittura trovavi di tutto merendine a tema anime, cancelleria scolastica, TCG e figurine varie a profusione, videogiochi tratti dagli anime.
Terza invasione - dal punto di vista puramente tecnico gli anime con gli adattamenti fedeli, opening & ending, completezza di ogni serie e i manga in pregiate edizioni costose ma bellissime hanno reso la terza invasione quasi perfetta.
Senza dimenticare l'arrivo di tantissimi doppiaggi di serie inedite anche di centinaia di episodi e manga inediti o nuove edizioni di classici che erano attesissime.
Concordo, anche se le sfumature sono molteplici. L'ultima è proprio come la descrivi, ma è anche quella più sterile: il mondo avvolgente è morto, lo zapping e la scoperta non esistono più, i nuovi appassionati spesso vivono solo "al di là del solco" ignorando il passato...
EliminaPer me la migliore invasione resta la seconda, ricca anche di edizioni economiche e anime su ogni canale: ci si poteva fare una cultura praticamente gratis. Oggi impensabile.
Moz-
Fermo restando che la seconda invasione sia stata per me il momento più bello della vita, ora sento di dover aggiungere qualcosa sull'attuale 'terza invasione'.
EliminaAnche se può sembrare minore, per me è stata (e in parte è ancora) monumentale. Può sembrare un'affermazione fuori dal mondo, ma ho solidi motivi per ritenerla tale.
Il motivo più semplice, e forse il più importante, è che oggigiorno anime e manga sono fruibili da chiunque, senza più problemi di reperibilità o vincoli d'orario. Chiunque può leggere tutto, con la sicurezza matematica di trovare tutti i volumi di un manga o vedere ogni episodio di una serie.
Io, all'epoca delle medie, non avevo questo problema, ma solo grazie a un allineamento dei pianeti difficilmente replicabile. Vivevo in una cittadina dove la scuola, il centro sportivo e la chiesa si trovavano a circa 300 metri da casa; finendo le lezioni alle 13:15, perdere un episodio era matematicamente impossibile.
Per quanto riguarda i manga, la mia cittadina aveva numerose edicole — ben due nel mio quartiere — e, cosa incredibile per soli 16.000 abitanti, una fumetteria molto rifornita e stabile, aperta sin dal 1992. Era impossibile mancare un numero. Se, ad esempio, la Panini interrompeva la distribuzione di Hikaru no Go nelle edicole dopo 5 volumi, spostandolo solo nelle fumetterie, il lettore di un centro come Sansepolcro era spacciato ☹️; io, invece, avevo la 'cassaforte' della mia fumetteria. Praticamente, nel mio Comune sono passati tutti i manga pubblicati in Italia dal 1992 a oggi.
Più tardi aggiungo altro.
Aggiungo altro tornando al metodo tradizionale come ti ho detto via e-mail.
EliminaDicevo della monumentalità della terza invasione.
Lato manga è stata ottima con la pubblicazione di tanti nuovi titoli, tante ristampe, nuovi editori, il ritorno delle riviste.
Lato anime senza esagerazioni è stata strepitosa! Le piattaforme streaming per la prima volta hanno fatto qualcosa che fino al 2019 era ritenuto impossibile e solo per colosdi della TV... Doppiare anime di centinaia di episodi! Lo hanno fatto sul serio recuperando e completando anche anime che erano precedentemente stati abbandonati dai canali TV e altri sistemi streaming.
Tra i tanti titoli abbiamo avuto Bleach, Hunter x Hunter remake, Hakyuu e il recupero di Gintama, Tutor Hitman Reborn, Fairy Tail, Beelzebub tra poco anche Black Clover
Dal 2020 al 2026 su Google risulta che tra anime nuovi, ridoppiaggi, recuperi, film sono stati doppiati oltre 120 titoli! Un numero mastodontico! Praticamente il settore del doppiaggio di anime in italiano dopo anni di povertà assoluta ha vissuto una nuova epoca d'oro... Tra vecchi e nuovi doppiatori il settore è rinato!
Rendiamoci conto del momento in cui viviamo
Eliminahttps://www.meganerd.it/black-cover-da-oggi-i-primi-51-episodi-doppiati/
Pochi giorni fa Crunchyroll ha pubblicato i primi 51 episodi di Black Clover anime di 170 episodi.
Anime vecchio stile del 2017 con tanti episodi e allungamenti narrativi.
Fino al 2019 per un canale streaming sarebbe stato impossibile... Mancava pubblico numeroso e quindi fondi per un progetto simile perché doppiare costa tantissimo.
Io penso che la terza sia come dici, vero, ma di fatto è anche più sterile per mille altri motivi.
EliminaPrima, la tv tradizionale ti costringeva a un orario, ma ti permetteva anche zapping e scoperte casuali.
I manga erano davvero per tutti, a poco prezzo, in edicola (che è un presidio - anzi era - onnipresente).
Insomma, nella terza paradossalmente ci sono molti vantaggi (io su tutti ne ho avuto uno enorme, professionalizzandomi) ma manca il mondo avvolgente, perché è tutto meccanico e "liquido".
Prima, visitare una fumetteria o avere un anime la sera erano conquiste. Oggi non si può più provare tutto questo.
Moz-
Ho espresso la mia opinione nella maniera più neutra possibile.
EliminaSono ormai passato 20 anni dal mondo di prima un tempo per la società enorme.
Poteva anche andare peggio visto che i grandi network puntavano sul sistema "abbonati e guarda su canale DTT 8 episodi al giorno dello stesso anime" invece ha vinto il sistema streaming "guarda dove e quanto vuoi"
Il sistema di oggi permette la pubblicazione finalmente completa di Zatchbell.
Se devo mettere su una bilancia meglio prima o adesso? (Senza che metto in mezzo la mia rosea situazione del passato) in maniera neutra preferisco adesso.
Ecco, io considerato tutto (e persino il fatto che adesso tutto questo mi sta anche dando uno stipendio) dico che la seconda invasione, almeno per me, resta la migliore in assoluto.
EliminaConquiste, battaglie, manga a pochissimo prezzo e tv piena di anime gratuitamente; fervore vero tra appassionati ecc ecc... Oggi comunque raccogliamo molto di quelle cose, per dirti: i concerti della D'Avena all'epoca erano impensabili.
Moz-
Capisco il sentimento infatti per me la seconda invasione è stata il centro della felicità della vita... Considerando la mia età all'epoca non pensavo al fenomeno anime e manga in Italia in maniera storica.
EliminaApprezzo per tanti motivi questa terza invasione nonostante i problemi dei prezzi dei manga e la visione degli anime tramite sistemi non aggreganti.
Non posso non apprezzare chi oggi pubblica tutto Zatchbell, chi ha recuperato molte serie lasciate monche negli anni di crisi post 2007 grazie alla quantità enorme di soldi sborsati in pochi anni...
Tra poco verrà ripubblicato Cobra! Proprio da voi della Sprea! Si spera in maniera completa ma ecco negli anni bui non ci sarebbero state speranze...
Io vedo quasi tutto sub-ita ma pensare che l'intero settore dei doppiaggi in questi ultimi 6 anni è rinato quando sembrava ormai relegato al passato mi emoziona...
Sì, ma infatti oggi ci sono enormi vantaggi e più sicurezze, forse... Tu pensa che io attendo anche altri titoli oltre Cobra... da Sprea :D
EliminaMoz-
Anche se con il mio PC grazie allo streaming riesco a ricreare la TV dei tempi d'oro quanto mi piacerebbe anche solo su un canale rivivere la magia degli anime nel lunch time e metà pomeriggio... 🥹, anche se ora potrei seguire seguire poco o nulla in TV con gli orari fissi mi piacerebbe che le nuove gerazioni vivissero le nostre emozioni di un tempo 🥹.
EliminaMancano proprio l'avere la tv in sottofondo, tv che passava da video/programmi musicali a cartoni, telefilm ecc... si seguiva anche passivamente. Questo manca del tutto.
EliminaMoz-
Io ricordo che il rito di Italia Uno alle 13:40 era imperdibile 🤩 tutti i giorni e in qualsiasi stagione... Non esisteva che guardassi altro in quell'orario e nessuno usciva di casa... Al mare andavo rigorosamente dopo I Simpson/Futurama.
EliminaAnche se capitava di andare a pranzo dai nonni dopo mangiato si metteva subito Italia 1 anche a casa di mio cugino Yuri 🤩.
Per me dalle medie in poi la fascia delle 16:00 divenne un appuntamento più frammentario perdendo quella centralità assoluta dei tempi delle scuole elementari.
EliminaSeguivo sempre alle 16:00 ma rispetto al lunch time gli impegni lo rendevano più ostico.
Dalle 13:40 alle 15:00 rarissimamente avevo impegni e quindi non mi perdevo mai gli anime di quella fascia oraria.
Come ti avevo raccontato succedeva anche di vedere solo un determinato anime tra una partita di basket e l'altra 🤩 il campetto di basket era dietro casa quindi potevo interrompere la partita per vedere Beyblade o Pokemon e poi tornare al campetto di basket....
Mentre io non ricordo nessuno che si strafogava di patatine, merendine, gelati stando tutto il giorno davanti alla TV 😅 chi odia prima e seconda invasione dice che oggi sono tempi più salubri per i giovani appassionati 😂
Sicuramente oggi c'è meno spazio per merendine ecc ecc, vero.
EliminaMa il cervello viene fritto dai cellulari.
Comunque, la questione è che prima i cartoon erano fruibili spesso anche passivamente, ossia senza dover per forza seguire di ogni serie tutte le puntate... anche questo faceva la differenza, io avevo la tv accesa anche senza guardare davvero tutto.
Moz-
Però non mi piace questa tua mentalità della passività ☹️ per carità anche io avrò seguito qualcosa in maniera passiva ma non mi entusiasma come ricordo ☹️ preferisco i ricordi di pura passione Holly e Benji, Dragon Ball, Pokemon, One Piece, Detective Conan, Slam Dunk che mi prendevano tantissimo e ad esempio Slam Dunk era talmente appassionante che venni trascinato dal desiderio di giocare a basket...
EliminaDetective Conan mi interessava la figura del detective privato e mi faceva fare domande su alcune questioni "perché in Giappone ci sono così tante scritte in inglese*?", "perché se il Giappone si trova vicino alla Russia vanno al mare**?" curiosità che mi interessavano molto tanto da chiederle al mio prof di lettere e geografia della scuola media
*All'epoca non sapevo del romaji e non sapevo dell'influenza occidentale cose che mi spiegò in maniera semplice.
**Mi aveva spiegato l'equatore e latitudine.
"erano fruibili spesso anche passivamente, ossia senza dover per forza seguire di ogni serie tutte le puntate..."
EliminaAnche qui non concordo del tutto.
Negli anni delle medie mi capitava rarissimamente di non vedere gli anime delle 13:40 quando succedeva era perché c'erano problemi con l'antenna per il maltempo o guasto tecnico tipo che saltava la corrente.
Altrimenti era praticamente impossibile dopo la scuola non avevo impegni e non avevo l'abitudine di uscire prima delle 15:00.
Dopo una lunga mattinata a scuola il pranzo era il momento del relax.
La passività l'hai intesa in modo negativo.
EliminaInvece non lo è: una tv sempre accesa faceva fruire tutto, anche senza la massima attenzione; fare da sottofondo significa comunque vedere e capire, interessarsene.
Io mi sento fortunato perché con questo modello ho comunque visto e conosciuto centinaia di serie, abbastanza da poterle padroneggiare.
Moz-
In maniera molto negativa ☹️ almeno nella versione come la racconti tu 😬.
EliminaIo preferisco la passione totalizzante alla Slam Dunk altrimenti nella caldissima estate 2003 non sarei andato ogni mattina al canestro per allenarmi...
Ma ovvio che le cose che ami le segui tutte e bene, però per dire, se io seguivo BENE City Hunter, magari Sanpei mi interessava meno (o l'avevo già ampiamente visto) e quindi lo tenevo in sottofondo, guardicchiandolo. Comunque era una visione che ti permetteva di comprendere.
EliminaAnche durante Bim Bum Bam, mica amavo TUTTI i cartoni proposti, eppure posso dire di averli visti tutti, proprio in questa maniera.
Moz-
Purtroppo (in senso anagrafico ovviamente ;-) le ho vissute tutte e tre. Ho amato particolarmente la seconda, che mi ha fatto compagnia in anni difficili della mia vita, mentre la prima la associo ad altri ricordi dell'infanzia.
RispondiEliminaLa terza, oltre a essere un po' fiacca a livello di idee, sta comunque ammazzando gli autori locali: quando ero piccolo io c'erano tante pubblicazioni italiane di fumetti, ora sono in netto regresso (e sembra più di nicchia) perché i ragazzi italiani ormai leggono quasi esclusivamente manga.
"sempre più", non "sembra più".
EliminaBella riflessione.
EliminaLa terza è attuale, moderna: mentre le prime due abbracciavano l'esistenza di più generazioni, ed erano transgenerazionali anche come idee, oggi questo (che continua a esistere ma in altri modi, non da fumetto popolare) è via via sparito.
Belli i tempi (primi anni 2000) dei Classici di Repubblica a Fumetti, collana curata da Raffaelli, che abbracciava davvero tutto.
Moz-
E lo chiedi, la seconda perché quella più viva, entusiasmante e coinvolgente a differenza della prima che era tiepida e limitata e la terza che è spenta e grigia.
RispondiElimina*nera, morta.
EliminaNon utilizzerei proprio quei termini, anche perché non veritieri (la prima non fu assolutamente tiepida, scherziamo? Vi fu un clamore mediatico impressionante, oltre al fatto che ha dato origine a quella che viene chiamata la Generazione Goldrake...). Però concordo che la seconda è la migliore e più viva delle tre.
EliminaMoz-
Ohibò, credevo che Barbapapà fosse un cartone occidentale! Oltre a vaghi ricordi in tal senso, c'era anche il formato editoriale dei fumetti, tipo rivista spillata e non volume tascabile brossurato...
RispondiEliminaL'invasione che ho vissuto è stata soprattutto quella che hai definito la prima, se non altro perché avevo l'età adatta per vedere cartoni animati, anche se continuo tutt'ora quando capita, ma resto tendenzialmente confinato in quell'epoca lì, essenzialmente per tipologia dei disegni e tecnica di realizzazione.
Di opere fuori dalla prima invasione, a memoria, ricordo di aver visto "Street Figher Victory" (anni '90), "Il segreto della sabbia" (2002), qualche episodio della serie di "Lupin III" ambientata in Italia, alcuni film di Scooby-Doo e ovviamente i lungometraggi di Miyazaki.
Non dovrebbe essere francese Barba ?
EliminaBarbapapà è un anime coprodotto coi Paesi Bassi, tratto da un'opera occidentale.
EliminaGas: anagraficamente sei rientrato totalmente nella prima, avevi tre anni con Goldrake quindi ci sei - di fatto - cresciuto!!
Moz-
I primi cartoni animati li vidi al televisore in bianco e nero: sicuramente Goldrake, Heidi e Astro Robot; non ricordo gli altri se li vidi direttamente a colori sul televisore successivo (che ho tutt'ora ma che perde la sintonia dei canali memorizzati e non ha modo di accedere al digitale terrestre).
EliminaOddio, davvero hai un televisore vecchio stile?? **
EliminaFighissimo!
Moz-
Per età le ho vissute tutte e tre; quella cui sono più legato è la prima, dato che è connessa all'infanzia, ma anche la seconda l'ho apprezzata (mi ricordo l'anime night di MTV, ma anche gli anime trasmessi su RAI4). La terza è quella che ho seguito e seguo di meno: sono a conoscenza di quello che avviene ma marginalmente (mi tengo informato perché seguo per sapere le uscite di Berserk, che vorrei vedere arrivare a conclusione), però mi sembra che i copioni si ripetano sull'onda di opere di successo; soprattutto vedo che ci sono tante opere isekai e non so quanto questo possa essere un bene per il settore, dato che lo stanno inflazionando.
RispondiEliminaBerserk torna il mese prossimo!!
EliminaGli isekai, pensa, li ho fortemente criticati sul nuovo numero di Anime Cult XD
Comunque, viva la seconda invasione!!
Moz-
Speriamo che non ci siano altri ritardi (l'uscita di un nuovo numero di Berserk è un parto, di quelli lunghi).
EliminaSì, viva la seconda invasione!
Ci saranno tre nuovi capitoli... di fila^^
EliminaMoz-
Ho vissuto in pieno la seconda ondata, quando una parte di essi veniva ancora trasmessa nelle reti private (quelle un po' più adulte, senza censure tipo Ken Il Guerriero, Dragon Ball su Junior Tv, Ranma 1/2, I Cavalieri Dello Zodiaco, Gigi La Trottola) e una parte su Mediaset (e qualcosa anche sulla Rai). I manga, poi, da bambino/ragazzino li percepivo come qualcosa per adulti, quasi proibito (ricordo i manga di Ken Il Guerriero da mio cugino) o clandestino, importato di nascosto, con riviste specializzate tipo Kappa Magazine.
RispondiEliminaIn più, il tutto era rafforzato dai vari videogiochi, soprattutto sulla prima Playstation, il quale creavano un circuito per cui anime, manga e videogiochi si alimentavano a vicenda ed abbracciare tutti e tre questi settori voleva dire essere un vero otaku!
Esattamente: dal 1999 la PlayStation ha fatto tantissimo, perché ha unito il mondo videoludico a quello nipponico di manga e anime, molto più di quanto non fecero Nintendo e Sega negli anni precedenti!
EliminaMoz-
Ho vissuto la seconda ed è quella che preferisco, perché a parte i cartoni ho scoperto lo Studio Ghibli, e mi si è aperto un mondo. Negli ultimi anni l'ho riscoperto e sto vivendo la terza in pieno ;)
RispondiEliminaEsatto, la seconda è stata proprio quella dove "si è aperto un mondo", direi più o meno per tutti!
EliminaMoz-
Ormai sono finiti i tempi in cui una frangia di internettiani pre-2005 e successivamente la generazione cresciuta con YouTube e altre piattaforme di video sharing odiava il passato.
RispondiEliminaCerto l danni causati da quelle persone restano tutt'ora visibili perché furono drammatici e senza precedenti ☹️ ma per fortuna le nuove generazioni sono sbocciate meglio...🌟
Quindi il problema della qualità delle nuove opere non li tange tanto perché passano da Jujutsu Kaisen a Hikaru no Go da My Hero Academia a Dragon ball da Demon Slayer a Rurouni Kenshin.
Vedo anime in streaming dal 2013 con regolarità ma senza binge watching e ancora mi mancano decine e decine di anime interessanti da vedere.
Chi oggi vede anime all'età di 10 anni arrivato a 18-20 anni ancora non percepirà il problema della qualità della produzione odierna.
Il problema che vedi TU che io in parte concordo può essere per percepito concretamente da chi vede anime da 20-30 anni.
Il problema è però che tanti, della generazione 1997-2005, NON hanno mai voluto - volutamente - vedere anime del passato.
EliminaPer fortuna i ragazzi odierni sembrano essere più propensi alla riscoperta.
Per me, per esempio, è assurdo vedere le appassionate di BL (un tempo chiamati shonen ai), tutte kawaiiii ecc, ignorando capolavori anni '70 che danno origine al genere.
Manca, di fatto, una filologia che prima c'era, anche inconsciamente.
Io Eva l'ho visto proprio dopo aver visto i robottoni classici, così come i real robot li comprendi se prima hai visto quelli nagaiani.
Moz-
Perché la generazione 1997-2005 hanno avuto su internet tanti cattivi maestri gente ignorante per non dire peggio che su internet hanno avuto incredibilmente successo condizionando le menti di tante persone ☹️.
EliminaPer fortuna oggi le cose sono un po' migliorate e vedo molti ragazzi sotto i 18 anni interessanti al passato.
È finita l'epoca oscena di quando YouTube e poi Facebook esplosero creando una marea di trash che anni prima aveva invaso la TV con i reality show e Maria De Filippi.
Post 2005 ci fu una regressione culturale pazzesca 😱 oggi certi comportamenti e certe cose dette in quegli anni sono state superate e ormai quasi tutti si rendono conto del putridume di quei tempi per molti motivi i peggiori di sempre.
Concordo sulla regressione culturale vista in quegli anni; ricordo anche che però c'era un certo fermento parallelo, cosa non più vista, ad esempio in tv. Tipo recupero di film cult e scult di notte...
EliminaMoz-
Non riesco ad accedere con Google... vabbè
RispondiEliminaPer motivi, ahimè, anagrafici ho vissuto tutte e tre le "invasioni". La prima fu un fenomeno di costume senza precedenti, suscitando inizialmente entusiasmi e poi sempre più critiche. Non nascondo che, a un certo punto, io stesso iniziai a snobbare i prodotti giapponesi.
Così, la seconda dovette scontrarsi con una certa diffidenza iniziale. La svolta, per me, fu la pubblicazione di "Video Girl Ai", che veniva pubblicizzata come una storia bellissima ("Se non avete mai letto un manga dovete leggere almeno questo"... ricordo cose così), così provai e mi si aprì un mondo (poi io, all'epoca ancora adolescente, per la prima volta leggevo un fumetto adolescenziale! Una rivoluzione). Da allora le serie manga si sono moltiplicate, io ne ho lette solo alcune chiaramente, e qualcuna ne leggo ancora oggi, ma di certo i manga sono diventati una cosa familiare anche da noi.
Grazie per la tua testimonianza!
EliminaBellissimo l'approccio con Video Girl Ai, interessante scoprire come - sempre, o spesso - le cose che ci restano dentro lo fanno per un motivo che è un mix che include non tanto la bellezza dell'opera in sé, quanto il vissuto e le sensazioni del momento... 🎯👍
Moz-