[FUMETTI] Il Grande Diabolik, L'ombra del nemico - la recensione (no spoiler)


Ed ecco il "diabolikone" estivo, che come da tradizione (degli ultimi anni) è dedicato al passato dei protagonisti.
Dev'essere l'anno di Ginko, questo, visto che anche il precedente volumone (Ginko: ultimo atto, appunto) era dedicato al nostro instancabile ispettore.
Ispettore? O forse...

Avevamo lasciato il nostro integerrimo poliziotto chiamato a Clerville per seguire un corso di criminologia col professor Colby (personaggio apparso per la prima volta in un albo del 1989).
Ma in questo L'ombra del nemico scopriamo che l'agente Ginko è stato invece inviato da Chateroque a Rochelle, un'altra città dello stato, dove non è che sia così ben visto dal suo superiore.




Senza saperlo, Ginko avrà a che fare con Diabolik, anche lui (come Walter Dorian) a Rochelle... ovviamente per un furto (molto elaborato e particolare.
Si tratta ancora del periodo dove nessuno sospetta l'esistenza del criminale, che agisce con ponderata ferocia muovendosi totalmente nell'ombra.
Lo scontro tra Ginko e Diabolik avrà ovviamente delle ripercussioni: ma come andrà il colpo del nostro ladro, se un tenace poliziotto intuisce prima di altri che alcune cose non quadrano?
E come andrà al nostro Ginko, dopo questa avventura in provincia?



La cornice iniziale, ambientata nel presente, ci mostra i meriti dell'ispettore: è vero che la sua lotta contro Diabolik lo vede costantemente perdente, ma sono sconfitte che spesso riescono a limitare danni più grandi o a mettere comunque in difficoltà il criminale.
Inoltre, ovviamente nella vita di Ginko non c'è solo Diabolik: negli anni ha consegnato alla giustizia tantissimi pericolosi delinquenti.
E non sarebbe forse ora di una promozione?
Una domanda... logika, dopotutto.




In generale, L'ombra del nemico si presenta come una storia anche più "profonda" del solito (si vedano le tavole dove viene affrontato il discorso sulla fortuna), con una caratterizzazione molto precisa dei personaggi (pure quelli secondari) e con un intreccio (anche misterioso) che intrattiene fino alla fine.
Ci sono diversi rimandi ad altri episodi e al passato, a luoghi e persone, ma come sempre ciò non rovina in alcun modo la comprensione della storia presente nell'albo.
In ogni caso, se volete approfondire alcuni aspetti, vi agevolo la storia completa di Diabolik (click QUI).






La parte ambientata nel presente è disegnata da Di Bernardo con collaborazione di Cuneo (retini di Castagna), mentre il fulcro dell'albo (storia di Gomboli e Faraci, sceneggiatura di quest'ultimo) è come di consueto firmata da Palumbo (retini di Grillotti), che regala le sue solite atmosfere noir anni Sessanta tra ambienti ed estetica.
Diversi i redazionali (firmati tra gli altri da Cappi e Pasini) e ben tre storie brevi: Passaggio obbligato (di Lotti e Mainardi, con disegni di Giordano e Brandi), Non indurre in tentazione (Gomboli, con disegni della disneyana Ziche), Un trucco di troppo (Gomboli, disegni di Di Bernardo).






Un nuovo tassello è stato messo nel puzzle del passato di Ginko e Diabolik, peraltro in una storia che ho trovato anche migliore delle precedenti che seguivano questa linea; ora non resta che raccontarci come Ginko ha conosciuto tale Bennet, suo ex collega il cui omicidio innescherà i fatti del venticinquesimo albo La miniera di diamanti.
Ma intanto qui ci troviamo persino nuovi personaggi spendibili in futuro, per allargare all'occorrenza il grande mosaico della diabolika saga... perché no.
E anche un possibile dibattito su come certi "pilastri" e certezze narrative, nel fumetto seriale, non necessitano di cambiamenti: il gioco è tutto qui.
In edicola!

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