[supereroi] Italia: non è un paese per supereroi?


Questo post nasce dalle riflessioni sorte tra i commenti della recensione di Lo chiamavano Jeeg Robot sul blog di Cassidy, La Bara Volante.
Un supereroe italiano, non il primo e speriamo non l'ultimo.
Ma che tipo di ambientazione può essere, la nostra amata Italia, per storie così?

Come giustamente fa notare Cassidy, gli eroi dei nostri fumetti sono tutti o quasi "stranieri".
Diabolik agisce in una Europa rivisitata, ma sicuramente non in Italia.
Tex Willer è un Texas Ranger.
Dylan Dog abita in Craven Road a Londra.

Ci sono sì fumetti ambientati in Italia, anche vere e proprie icone (Valentina, Corto Maltese, le opere di Andrea Pazienza), ma quasi nessun supereroe, tranne Capitan Italia.


Che problema ha l'Italia in questo senso? E' davvero così assurdo immaginarsi un uomo-ragno volteggiare accanto al Colosseo piuttosto che tra i grattacieli di New York?
E' così impossibile pensare un superman tricolore che atterra da Krypton sulle campagne maremmane?
O un Mazinger che deve difendere Milano dagli attacchi dell'Impero delle Tenebre?
O uno squadrone di Power Rangers combattere contro i footsoldiers di turno nei giardinetti napoletani?

La risposta, per me, è sì.
Non nel senso che non si potrebbe realizzare, eh.
Ma nel senso che sembrerà quasi una parodia del genere.
Come se un cinese facesse western.
Immaginatevelo, sul serio: un supereroe che vive a Pescara, o Foggia, o Catania, o Biella.

Sarà questione di tradizione, una cosa quasi atavica.
Lo stesso motivo per cui non ci pare mai assurdo che tutti gli invasori alieni mirano a Tokyo (che cazzo c'avrà 'sta città, boh...) o che i supereroi vivono in America (New York o posti ancora più fichi come Gotham).
E' che l'Italia è (per fortuna?) assolutamente provinciale.

Salvatores ha provato un esperimento importante con il suo Il Ragazzo Invisibile, opera crossmediale ambientata guardacaso a Trieste (la meno "italiana" e la più perfetta tra tutte le città italiane).
Lo chiamavano Jeeg Robot invece non rinuncia minimamente alla sua romanità, diventando quasi un'opera accostabile più alla sperimentazione simpatica che al cinema di supereroi vero e proprio.
Due approcci diversi che però hanno funzionato proprio nella loro particolarità: asetticamente italiana nel primo e assolutamente provinciale nel secondo.


L'Italia è ambientazione perfetta per ben altre storie: mafia-movies, polizieschi e via dicendo.
Ma i supereroi non vivono qui.
Manca quel senso di "esotico": non prenderemmo mai sul serio dei tizi che si chiamano -chessò- Nello Grassi o Michele Marchegiani e si trasformano in Super-Uomo o in Ghiottone.

Di contro, in America tutto è strafico per queste cose: anche il nome più stronzo suona cool; Peter Parker funziona meglio di Pietro Parcheri così come Steve Rogers è meglio di Stefano Ruggeri; è parte della lingua stessa, poi, non percepire come assurdo che un eroe possa chiamarsi He-Man o Bat-Man.
Provate a immaginarlo nel nostro idioMa.
Sembrerebbe idioTa.

38 commenti:

  1. Calcola che ho già in testa la storia di un eroe ambientato nella mia città, ma mancano i disegnatori per poter partire con una fanzine. ;)

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    1. E' serio tipo Batman?
      Come si chiama? E il suo nome civile?^^

      Moz-

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    2. Sarebbe un vigilantes mascherato, ambientato nella mia città ma nel futuro, rivisitandola in chiave cyberpunk de noantri. Un vero nome non lo avrebbe, semplicemente viene chiamato Il Guardiano, ma lui sarebbe un personaggio quasi secondario, dato che tutto girerebbe attorno a una ragazza che fa la giornalista per la gazzetta on-line della città, con la madre malata terminale, una sorella lontana e un grande segreto: suo padre era l'originale Guardiano, morto in un incendio durante lo scontro con il suo acerrimo nemico. E quindi, chi è questo nuovo Guardiano? Da lì partirebbe tutto.

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    3. Wao, sembra fico!
      Mi ricorda il mio Masquerax, anch'esso ambientato in una città futuribile però pseudoeuropea... e violentissimo, con una identità non ancora svelata (ho scritto solo la prima stagione, nel 2013)

      Moz-

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    4. A me servono i disegnatori. :(

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    5. Io per fortuna l'ho solo scritto e pubblicato qui sul blog... come disegni mi sono limitato alle copertine^^

      Moz-

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    6. Eh, a me piacerebbe dare vita ad una fanzine invece. Mi piace la notorietà. ;)

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    7. Ahaha, fai bene a mirare in alto ;)

      Moz-

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  2. Grazie mille per la citazione Moz! ;-) Il fatto che tu ti sia ricordato di Capitan Italia dimostra ancora una volta che siamo coetanei ;-) Penso che sia una questione di cultura e ambiente, gli americani non hanno mitologia (se non il vecchio West) quindi si sono creati i loro super uomini e donne sulla carta, forse è per quello (e un pò per la loro "Sboronaggine") che i super sono più roba loro che nostra. Anche se ai tempi, l'allora Marvel Italia ha provato a creare dei super eroi Italiani, in una miniserie chiamata "Europa" e ricordo anche una mini serie chiamata "Gemini" se non sbaglio.... Cheers! ;-)

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    1. Dovere, dopotutto il post nasce effettivamente sul tuo blog^^
      Capitan Italia... che era, il 1997? **
      Così come Europa e Gemini, sempre quegli anni lì... li ricordo bene e mi sembra proprio che tra le loro fila ci fossero i primi supereroi gay (e fidanzati!) della storia.
      L'Europa stava avanti, nei fumetti XD

      Moz-

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    2. gli stessi romani preferirono "rubare" la mitologia greca!

      @Mozzino: tra i supereroi italiani hai dimenticato Paperinik ;)

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    3. Esatto bravo, erano proprio quegli anni lì, la coppia Gay ben prima di "The Authority" ;-)

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    4. Ho citato solo quelli che aveva già scritto Cassidy sul suo blog, diciamo...
      Altrimenti la lista sarebbe lunghissima, anche Paperinik vive in Calisota (America) e quindi non in Italia...^^

      Moz-

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    5. Cass, scusa, non avevo letto il tuo messaggio!
      Eheh, ricordavo bene allora... bei tempi la seconda metà dei '90 per i comics... che ricordi^^

      Moz-

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    6. Mi avete anticipato, stavo per scrivere io di Europa e Gemini, che dopotutto contavano su disegni sorprendentemente validi.

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    7. Vero, vero... Ma chissà se questi supereroi sono ancora in circolazione^^

      Moz-

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  3. Sai, come ho scritto nella recensione di "Jeeg Robot" e nel post di Bara Volante, qualche tempo fa avevo la fissa dei cortometraggi. Volevo fare un cortometraggio su un supereroe... Ma niente: mi mancava la giusta idea.
    Non ti nego che pure le location mi hanno "smorzato" l'idea. Come potevo mettere un eroe a Roccasecca? Una cittadina di meno di diecimila abitanti, dove il punto di forza è uno castello medievale.
    Sarebbe stato stupido metterlo in quel contesto... Alla fine ho mollato (anche cambiare location non avrebbe aiutato)

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    1. Se ti può consolare, io sogno da anni un gruppo di Power Rangers all'italiana.
      Però anche io, quando li ho pensati, ho ragionato come Salvatores per il Ragazzo Invisibile.
      Magari cittadina immaginaria, dal nome vago, e molto asettica nella sua italianità basica.
      Forse è l'unica soluzione possibile^^

      Moz-

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  4. Se posso permettermi, l'Italia un supereroe nei fumetti l'ha avuto, anche se in chiave umoristica: Tiramolla (di Rebuffi e Manfrin)! Anche se mai citata esplicitamente, la città dove vive Tiramolla, ma anche Cucciolo e Pugacioff, è italiana, per certi versi riconoscibile in Milano. Begli anni delle Edizioni Alpe, le storie di Tiramolla parlavano di spese in lire, seguivano l'economia e il consumismo italiano... E Tiramolla affrontava cattivi da vero supereroe!
    E da precursore di Mister Fantastic, per la cronaca!😉

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    1. Eh, ma appunto, sempre e solo in chiave umoristica!
      Non ci sono supereroi "all'americana", forti, nerboruti, superuomini... :)

      Moz-

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  5. C'è Capitan Novara, ha anche un look parecchio serio...

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    1. Wao, mi sono informato (lo avevo già sentito ma l'avevo anche rimosso...) fico^^

      Moz-

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  6. Oltre a Capitan Novara che ha citato La Firma Cangiante, un prodotto che mi piaceva e che ritengo meritevole se non altro per l'acume commerciale e l'intraprendenza dimostrati dall'autore e dalla sua compagna (adesso De Fabritiis ha preso altre strade e non lo produce più), ci sono anche i Defenders of Europe (una costola di Capitan Novara), Capitan Venezia (autoproduzione veneta con alcuni buoni spunti), Il Massacratore, Hi Five (che comparivano col Massacratore in KatzyWary, chissà se la serie è mai stata finita), Capitan Padania (esponente razzistissimo della Lega Nord non disegnato malaccio da quel poco che ho visto) e il recente Maschera Gialla. Questi i primi che mi vengono in mente, ma sicuramente ce ne sono tanti altri (S.H.E., la serie di Pino Rinaldi per SmartComix, forse è ambientata in Italia).
    Il punto è che nella maggior parte dei casi si è scelto un approccio umoristico e satirico anche perché c'è il solito problema di ambientare una storia in Italia: fare i conti con la realtà toccando dei temi a rischio di far incazzare involontariamente qualcuno. D'altra parte anche negli Stati Uniti in realtà il realismo è relativo: praticamente tutte le cittadine che si vedono nei film o nei libri sono inventate appunto per evitare noie, e lo stesso vale per megalopoli come New York o Los Angeles di cui tendenzialmente vengono mostrati quartieri inesistenti nel mondo reale.

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    1. Capitan Padania lo conosco XD
      Sì, anche in America "coolizzano" le città, ma restano comunque cool a prescindere.
      Ci stona un sacco un supereroe italiano a Milano, non so... come se non lo si debba prendere sul serio a prescindere.
      Davvero, in questo senso, l'esperimento di Salvatores è riuscito.

      Moz-

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  7. In Italia c'è un Supereroe. Si chiama Donnarumma. Difende l'indifendibile ed è un eroe triste. Speriamo che il prossimo anno gli diano qualche superpotere in più. Un paio de centrali decenti per esempio.

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    1. Beh, i superpoteri si devono guadagnare^^

      Moz-

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  8. C'è un supereroe che ogni giorni affronta il traffico romano...si chiama Mr Tozzo !! :D

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    1. Eh, questi sì che son supereroi^^

      Moz-

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  9. perchè l'ultimo super-uomo italiano è stato mussolini e non è stato un granchè eroe...mentre abbiamo avuto mille eroi, veri, ma la storia agli italiani non interessa.

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    1. Ma come no, sui veri eroi italiani ci fanno l'ennesima fiction da prima serata su reti ammiraglie ;)

      Moz-

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  10. Hai perfettamente riassunto il senso, non siamo abituati ai supereroi, non è nella nostra cultura-tradizione, certamente qualcosa sta cambiando ma non è la stessa cosa ;)

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    1. Esatto, noi abbiamo altri tipi possibili di storie, che magari altrove non funzionerebbero... a ognuno il suo :)

      Moz-

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  11. c'è un solo, vero supereroe: Angelino Alfano. Altro che Ceccotti et similia.

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  12. PS: sostenete il cinema "sano". "Lo chiamavano Jeeg Robot" è un filmone, se vi limitate a scroccarlo in streaming vi meritate i cinepanettoni

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    1. Mai visto nulla in streaming (se non in casi obbligati), sto aspettando che esca in homevideo essendomelo perso al cinema! ;)

      P.s. magari a averceli ancora, i Vacanze di Natale tipo i primi tre :D

      Moz-

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  13. ho visto "Il ragazzo invisibile" e non mi è piaciuto poi tanto, ne avevo letto più che bene, ma io l'ho trovato solo qualcosa di più che un film per ragazzini...
    "Lo chiamavano Jeeg Robot" ancora non l'ho visto, ma lo vedrò, sono certa che al cinema all'aperto lo daranno a più riprese quest'estate...
    Ma io sono una che va matta per Xman e Marvel, non so se riuscirò a star dietro ai tentativi di casa nostra, dove i veri super eroi sembrano essere quelli di Gomorra...

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    1. E' questo il problema: non è un genere nostro, se non nei casi specifici (asettico di Salvatores, provinciale di Jeeg).
      Vedremo come evolverà la storia, io ancora sogno i Power Rangers italiani^^

      Moz-

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