[SOCIETÀ] i passi del nerd - dalla gogna alla moda


Torniamo sul pianeta nerd, un mondo che stiamo esplorando assieme con una serie di post a tema.
Ci siamo chiesti chi o cosa sia oggi un nerd; abbiamo cercato di comprendere come gli altri percepiscono le nostre passioni "geek"; abbiamo provato a capire quanto sia cambiata la figura in questione e se ha ancora senso parlare di nerd.
E oggi tenterò di fare un quadro generale del percorso nerdistico italiano, quindi i passi che hanno portato i nerd, in Italia, dall'essere sfigati all'essere di moda.
Con una riflessione finale.

INIZIALMENTE

Ci troviamo in un periodo tra gli anni '80 e gli anni '90.
Cartoon e fumetti sono ancora considerati roba per bambini. Anche se la Disney sforna capolavori (La Sirenetta, La Bella e la Bestia, Aladdin...) e anche se in tv ci sono opere del calibro di Batman TAS, Animaniacs, Il mistero della Pietra Azzurra.
Se li guardi, sei uno sfigato. O, se ti va bene, sei semplicemente immaturo.
Ci sono rare eccezioni: la Disney che fa il colpaccio con Il Re Leone (applaudito per la trama e l'uso della cgi) e i videogiochi, sempre più tollerati rispetto ai cartoon. Perché avevano calcio e Formula 1 da poter intermezzare con un platform: bastava semplicemente avere interessi da grandi, all'età in cui si cresce e bisogna pensare ad altro.

PLAYSTATION

Proprio i videogames ci traghettano verso il prossimo passo.
L'arrivo della Playstation Sony segna lo sdoganamento dei videogiochi. Si organizzano tornei di Pro Evolution Soccer; ci sono quindicenni odierne che si chiamano Lara per le tette della Croft su cui all'epoca si segavano i futuri genitori.
Le sale giochi chiusero via via, ma il genere ludico rimase nelle case, tra amici e cd masterizzati.

Tomb Raider

MANGA

L'evoluzione italiana del culto del fumetto giapponese meriterebbe un post a parte.
Diciamo che, se a metà anni '90 i manga iniziarono a diventare una moda, il tutto era visto ancora come una stravaganza.
Pian piano si intuì che c'erano, tra quelle gapponesi, opere maggiormente rivolte a un pubblico più adulto, diverso da quello dei comics americani (che restavano retaggio dei nerd sfigati).
Spesso però questo "più adulto" sembrava dover per forza fare rima con sesso e violenza.
In tv avevamo l'esempio di Ken, fino all'arrivo di un titolo che stravolse ogni visione.

Ninja Scroll

DRAGON BALL

Passato prima su Junior TV in edizione senza censure, Dragon Ball venne ridoppiato dalla Mediaset che ne intuì il potenziale.
Il banco di prova fu ancora JTV, dove Dragon Ball finì assieme ad altri titoli (Street Fighter II V, Virtua Fighter...) a infarcire quell'ondata nippo-modaiola.
Quando poi arrivò su Italia 1, Dragon Ball divenne un caso nazionale. Che ci traghetta negli anni 2000, col clamoroso successo su tutte le fasce d'età, anche quelle più mature.

Dragon Ball su JTV

SIMPSON E ANALOGHI

Il pubblico iniziò a comprendere che non per forza i cartoni animati erano robette da bambini; e per gli onnivori che non si lasciavano sfuggire nulla, c'era chi recuperava i titoli cult nella fascia pensata per una platea di ragazzi grandi: Lupin III era tra questi.
Ma lo stesso slot prepomeridiano portava anche il segno dei cartoon "scorretti" made in Usa, tra Simpson, Futurama e Griffin.
Timidamente, anche chi voleva fare il cresciuto a tutti i costi, ora poteva dire di vedere qualche serie animata senza passare per una mammoletta. Perché era tutto qui: chiunque guardava cartoons, ma nessuno lo poteva ammettere.

I Simpson

IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Da opera per fascisti italiani a opera per nerd del millennio appena entrato: Peter Jackson trasforma i tre libri di Tolkien in altrettanti film, e il fantasy -che fino ad allora era l'esempio massimo del mondo per minorati- diventa improvvisamente cult.
Frotte di persone acquistano i gadget (tra cui l'anello con le incisioni elfiche) e inizia a sdoganarsi il fenomeno del cosplay: una carnevalata made in jap che vuole i fan vestiti dai loro beniamini.

La compagnia dell'Anello

COSPLAYERS

Se prima si rischiava di passare per deficienti, a vestirsi da Sailor Moon o City Hunter, agli inizi del 2000 il cosplay è una moda. Sui treni per il Lucca Comics potevate imbattervi in qualcuno vestito (quasi senza più stravaganze) come il vostro eroe d'infanzia, e presto il fenomeno esce dal confine manga/anime/videogame per abbracciare anche serialità e cinema from America.

cosplayer ironici

GDR(V)

Sorte parallela tocca ai giochi di ruolo dal vivo, evoluzione di un feticcio che era ancora confinato a sparuti circoli di amici da maltrattare: il gioco di ruolo vero e proprio.
Quello dal vivo mixa storie e avventure col cosplay, e non è raro iniziare a vedere nelle città italiane gente vestirsi da vampiro à la Lestat o da guerriero ispirato alla saga tolkeniana.

una sessione di gioco di ruolo dal vivo

IL CASO KILLBILL

Il 2003/04 segna un altro grande cortocircuito: Tarantino, il re della rinascita hollywoodiana e di un riscoperto cinema bis, utilizza una sequenza animata nel suo nuovo film.
E quindi anche l'animazione giapponese compie un ulteriore passo avanti, anche se c'è sempre chi confonde anime con manga. Ma fa lo stesso: è moda.

Kill Bill

DARKETTONE E BURTON

Tra gli altri registi presi a modello-nerd vi è Burton, che diventa subito appannaggio degli emo, dei darkettoni imbellettati e delle gothic lolita in cerca di mondi oscuri. Anche qui gadget a gogo (borse, spille...) e cosplay o vestiti ispirati un po' a questi mondi, da miscelare con le ennesime nuove influenze jap.

steampunk

ONE PIECE, NARUTO

Le fiere tematiche sono ormai uno show consolidato, non attirano più morbose (o peggio, canzonatorie) curiosità da parte degli altri. Si tratta, a tutti gli effetti, del Gay Pride del fumetto.
Titoli come One Piece, Naruto e via dicendo diventano svaghi di una nuova generazione, che li legge in edicola e li guarda in tv, e che cresce con l'idea di normalità per queste passioni.

Naruto

THE BIG BANG THEORY

Mentre torna anche in auge la cultura dei comics americani, anche e soprattutto grazie al cinema, la figura nerd/geek viene del tutto normalizzata col processo di auto-ironia messo in atto dalla serie The Big Bang Theory. I nerd sono moda e sono normalità: gli sfigati iniziano a essere, probabilmente, i pecorari mentali che non conoscono nulla di questi universi.

Sheldon e soci

GENERAZIONE NOSTALGICA

Recuperare il passato, sconosciuto per i nuovi o snobbato scioccamente anni prima dai vecchi, è uno dei passi che porta all'attuale retronostalgia.
Un calderone pop dove vive qualunque cosa, dove tutto è citazione: lo ha certificato Spielberg con Ready Player One.

CONCLUSIONE

E quindi, si può ancora parlare di nerd? Un nerd è e deve continuare a essere lo sfigato da sfottere, oppure la sua figura è effettivamente mutata nel tempo, così come cambia la società che ci circonda?
La gente che fa culti religiosi di prodotti attuali come The Walking Dead, Game Of Thrones, videogames vari... è nerd o solo modaiola?
Ho visto indossare maglie con vignette di Diabolik da chi Diabolik non sa manco chi sia (o cosa sia).
Ci si chiedeva se questa fosse una rivincita per chi ha da sempre amato con passione certe opere.
Ci si chiedeva se un nerd è colui disposto a essere emarginato per le sue passioni.
Quale sarà la prossima tappa, quando questa moda finirà? Sarà la indifferente normalità per queste figure e questo loro mondo?
A voi la risposta.

gli altri post sull'argomento, clicca sull'immagine per leggerli:
 
https://mikimoz.blogspot.com/2018/04/nerd-rivincita.html

https://mikimoz.blogspot.com/2017/06/cultura-geek.html

78 commenti:

  1. Come conquistare il pianeta in alcune comode e semplice tappe ;-) Ottimo riassunto, per chi ancora se lo ricorda cosa vuol dire essere guardati come marziani se per errore non tenevi i tuoi fumetti molto ben nascosti, ora sempre di divere in una realtà parallela, dove la rivincita dei nerd non è solo un vecchio film di culto. Cheers!

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    1. In un certo senso sì: c'è stata questa rivincita ma è anche diventata una moda... Non resta da capire cosa resterà, quando la moda sarà passata...

      Moz-

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  2. Amo poco le etichette e sono convinto dicano poco e niente sulle persone (ma non per chi vive per poter essere classificato in un certo modo, ovviamente), ma per me, ora come ora, la differenza sta qui: tutti possono dichiararsi amanti della musica (la musica è la mia vita! -cit) ma quanti sarebbero disposti a perdere le ore nel cercare qualche band nuova, ad imparare dei brani complessi, ad andare a concerti su generi mai ascoltati per scoprire qualcosa di inedito? Ora che "nerd" quasi non ha senso di esistere (quello che prima faceva parte della cultura nerd ora fa parte della cultura popolare), la differenza sta nell'andare oltre alla punta dell'iceberg e scavare nel profondo per semplice passione (poi, chi ne guadagna, siamo noi). E' una rivincita perché il senso di superiorità che acquisisce il completamente emarginato non portava a cose buone (a mio parere), ma non in senso completo perché adesso molte cose sono cambiate. La differenza sta in quell'amore incondizionato e quella voglia di andare "oltre", e secondo me questa entrata nella cultura pop fa anche sì che sia più semplice reperire, approfondire, scoprire e analizzare certi prodotti.
    Ciauz!

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    1. Ma come siete saggio, signorino Delux!
      Sì, in fondo è come dici... oggi il nerdismo è un calderone pop, da un lato c'è la triste moda (che porta gente a parlare di Mononauc Hime -pronunciato così) na dall'altro lato aiuta tutti a poter districarsi meglio e più facilmente con prodotti più accessibili^^

      Moz-

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    2. Ma io mi trovo perfettamente d'accordo con Daniele: le etichette sono brutte da sempre. Ma se proprio dobbiamo trovare un significato a nerd oggi credo che sia appunto una persona che abbia voglia di andare davvero oltre la semplice conoscenza di un argomento, che ne conosca tutti i meandri. Non credo che ormai però sia come la figura del passato: i vari meeting, congressi, Comicons (si chiamano così?) ne sono l'esempio. Quindi è come se il nerd avesse sdoganato se stesso.

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    3. Ecco, e se dobbiamo applicarla in negativo, direi che è la persona che fa quella cosa lì in modo MALATO e ossessivo XD

      Moz-

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  3. Lo sai già chi sono12 giu 2018, 10:32:00

    Cosa dire? Il BIM BUM BAM PARTY che abbiamo fatto dimostra che i cartoni sono per tutte le età (e anche i film e i videogiochi!) Volevo proprio ci fosse quell'enorme CENSURA della mia coinquilina dell'anno scorso, se ne starebbe stata zitta per l'eternità, quella cafona ignorante (scusa i termini xD). Il percorso che tu hai delineato è giustissimo e anche oggettivo, ormai siamo quasi tutti nerd, almeno nella mia facoltà. La gente dovrebbe vergognarsi di guardare sitcom da bimbominkia stile OC o similia o di andare a letto con 23949053 esseri che respirano al secondo, non di avere una passione normale come i cartoni! I nerd possono essere sia introversi, sia asociali, sia estroversi che socievoli, sia simpatici che antipatici, insomma, persone come tante altre!
    Non dimenticherò mai quando un ragazzo gentilissimo mi ha detto alla festa Bim Bum Bam (lui era Bojack, tra le altre cose) "dovreste fare un cosplay di gruppo di Alvin Superstar!"perché io ero vestita da Brittany e quando un altro che faceva Mirko (la sua ragazza era Licia) ha riconosciuto il mio personaggio!
    Hai ragione, con i prodotti nerd bisognerebbe essere onnivori...a me piacciono molto cartoni e fumetti occidentali, ma se capita(= se ho tempo)frequento altri ambiti. Per quanto riguarda invece i cartoni per bambini, beh, alcuni sono fatti innegabilmente per quel pubblico, non tutti sono stati creati con un pubblico vasto in mente, eppure a volte mi diverto a guardare anche quelli! La maturità dipende dai propri ideali e dal modo di rapportarsi con l'esterno, non dalle proprie passioni (in ogni caso, se non sono perverse, sono valide!). Posso capire negli anni '40 se solo i bambini leggevano Topolino, perché gli adulti avevano altre responsabilità, ma adesso tutti possiamo distrarci e svagarci, ovviamente essendo consapevoli di ciò che ci circonda :D (spero si capisca quest'ultimo concetto).

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    1. Esattamente, tutti oggi hanno capito quanto sia importante distrarsi e svagarsi... e lo si può fare senza vergogna. Siamo tutti più immaturi, e meno male.
      Oc non è un programma brutto, cioè... voglio dire, è un telefilm come un altro, come Beverly Hills... non bisogna cadere nel tranello di gettar fango su altre opere, secondo me... anche perché per come la vedo, i confini non esistono più. Io, ad esempio, sono tutto tranne che nerd...

      Moz-

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    2. Lo sai già chi sono13 giu 2018, 11:09:00

      Giusto!
      Sì ho sbagliato, ogni tanto mi faccio prendere dal potere della parola ed esagero xD
      Avrei dovuto dire uomini e donne xD

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    3. Ecco, lì sono intransigente anche io... Metterei a morte la gente che lo guarda 😂😂😂

      Moz-

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    4. Non è permessa l'eutanasia, loro soffrono già tanto!
      Scherzi a parte, il meccanismo che si accende in testa a chi segue le soap o quegli atroci programmi del pomeriggio è lo stesso che si attiva nella testa di un ragazzino che si appassiona a un cartone o a un telefilm (o a un videogioco con una trama, perché no): i personaggi - ché anche quelli di Uomini e donne sono personaggi, alla fine - diventano parte del mondo mentale di una persona, che vuole vedere l'evolversi della storia e saperne di più.

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    5. Esattamente: il meccanismo è quello alla base dello storytelling... quindi far appassionare a una storia, bella o brutta, alta o bassa che sia :)

      Moz-

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  4. Alcuni cartoni non tramontano mai.
    Sereno giorno.

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  5. Simpson, Futurama e Griffin, Lupin III o la serie big Bang Theory sono produzioni fantastiche che ho visto e continuo a vedere. Credo che oggi esista il nerd, ma non sia più la romantica figura degli anni ottanta bensì quella molto più banale di chi si rimbambisce con le emoticons su fb essendo schiavo del virtuale e del vuoto esistenziale che lo circonda ed arrivando ai livelli di Napalm 51. I veri fighi invece oggi sono proprio i nerd di quel tempo, quelli che guardano i Griffin o anche ci metterei Brickleberry senza sentirsi di serie B perché sono gli stessi che hanno magari mille altri interessi e magari fanno pure sport :-)))

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    1. Esattamente. Chi aveva queste passioni già dagli anni '80-'90 oggi è sicuramente genuino, e può addirittura essere una guida in questo mondo di moda... :)

      Moz-

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  6. I nerd sono sempre nerd ma si evolvono migliorando. A scuola ero considerata una nerd con l'aggravante della sfigata... che vuoi farci!!!

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    1. Succede, succede... oggi invece ci sono frangenti dove le cose si sono ribaltate^^

      Moz-

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  7. Non amo le etichette ma siccome di nerd si parla, ti dico che secondo me è cambiata (non per tutti) la percezione di questa figura che da "sfigato ad libitum" sta diventando sempre più interessante.
    Io vedo me: da ragazza mi prendevano in giro perché (oltre ad amare lo studio e la cultura) snocciolavo tutte le informazioni che volevi su Star Wars (ah, ho fatto anche Cosplay e GDR dal vivo! Secondo te per chi militavo: Impero o Alleanza?), oggi comprano il mio libro su Star Wars.
    Eppure io sono la stessa "nerd" di sempre :-)

    ps: eliminato il commento precedente per refuso!

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    1. Io ti vedo nell'Impero (che colpisce ancora :p) ma non saprei dire meglio perché SW proprio non mi ha mai preso più di tanto... ecco, non dirlo ai nerd, che per una cosa del genere potrebbero uccidermi^^

      Moz-

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  8. Per i nerd vale quello che si diceva per il punk. Si diceva che "...il movimento punk è morto con la nascita del movimento punk", secondo me vale anche per i nerd che sono morti con la nascita del nerdismo. Per me se sei nerd oggi non sei nerd. Se non sei vittima di bullismo non sei nerd. Se dici di essere nerd non sei nerd in quanto sono gli altri che devono dirti che sei nerd.

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    1. In effetti, oggi molti fanno a gara per usare questo termine (e proprio per questo motivo io uso geek :p)
      Insomma, non so fino a che punto vada bene, sia in passato che oggi, essere nerd XD

      Moz-

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  9. Io parto sempre con il mio discorso delle regole sociali. Piu' ci si allontana da queste regole sociali, più si entra in un'area di biasimo. Se una persona rispetta queste regole, allora la lettura di Topolino, per citare un esempio, è una bizzarria trascurabile, altrimenti un sintomo di asocialità (proprio per questo allontanamento delle regole sociali. Parlo di allontamento, non di rifiuto, attenzione).

    Paradossalmente, una delle regole sociali in vigore quando eravamo piccoli, ci imponeva di fatto alle medie di deporre fumetti e cartoni animati D. Ma proprio in quell'occasione fui davvero nerd: il ragazzo brutto che preferiva stare in casa a giocare con i videogiochi, con i propri pari grado, piuttosto che fare le vasche con le ragazzine.

    Il primo fattore è dunque l'allontanamento dalle regole e consuetudini sociali. Il secondo fattore è quanto tempo si dedica a questo tipo di passioni, sia dal punto di vista della fruizione, sia dal punto di vista del "parlarne con gli altri".

    Perché alla fine, nella golden age di Dragonball, anche il mio compagno di classe più fighetto lo guardava. Alle medie, anche il più fighetto giocava a Mortal Kombat o andava al cinema a vedere Batman. E vogliamo parlare del fumetto? Diabolik e Dylan Dog, per citare due nomi, li leggevano in tanti.

    Quindi, tornando al principio del mio discorso, non è che Tizio viene deriso automaticamente se è fan di Dragonball, ma è deriso perché non segue le consuetudini sociali (e allora l'essere fan di Dragonball è ulteriore motivo di derisione). Che poi diciamolo: il ragazzino bruttino, se va alla festa dove ci sono i ragazzini fighetti, se gli va bene fa tappezzeria, se gli va male diventa il pagliaccio della festa (a me capitò la prima, lo ammetto :D).

    Ciò detto, credo che semplicemente oggi vadano di moda le serie tv. Quindi: il fighetto degli anni 2010 dopo la serata a caccia di donne, andava a casa di un amico a fare l'alba giocando a Fifa, oggi invece si piazza a vedere una delle serie mainstream (già, anche quelle che non lo sarebbero, ma lo diventano).

    Quindi non è una rivincita dei nerd, assolutamente. E non c'è emarginazione del nerd: solo autoesclusione.

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    1. Dire che i nerd in Italia sono passati dall'essere sfigati all'essere di moda mi sembra una forzatura. Non è che oggi chi fa GDR o cosplay sia ritenuto meno sfigato di prima. Più che altro questo mondo è venuto fuori dalla nicchia, anche grazie a prodotti come BBT che lo hanno sdoganato. Più semplicemente è divenuto popolare.
      Tieni presente che in BBT non si ride coi protagonisti, ma si ride DEI protagonisti. Il messaggio comico sotteso quasi sempre è: "ma guarda questo quant'è sfigato!"
      Ricollegandomi a quanto diceva Riccardo, la società si impegna da sempre a costruire individui socialmente prevedibili, uniformabili e indifferenziati. Normalità viene considerata l’adattarsi dell’individuo a un particolare modello culturale, dettato da norme e consuetudini sociali. La società gratifica e premia gli individui che non deviano; quindi chi invece lo fa può facilmente divenire un capro espiatorio, su cui gli altri individui possono riversare l’aggressività repressa. Il bullo se la prende col nerd perché questo è dettato dal modello culturale indicato dalla società. Quando ridiamo con BBT, sostanzialmente stiamo partecipando a questa dinamica comportamentale, anche se, ovviamente, essendo un telefilm gioca esasperando degli stereotipi.
      Lo sdoganamento della subcultura nerd è perciò qualcosa di estremamente positivo: se viene riconosciuta, entra a far parte del modello culturale della società, quindi non è più vista come deviazione e si ha poi un’apertura verso individui percepiti come diversi, il che porta a un arricchimento. Un passettino alla volta, però.

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    2. @riccardo:
      è proprio come dici.
      Io ad esempio sono stato sempre una persona da cene, feste, uscite... e le passioni nerd, alle medie, erano viste come bizzarria immatura (ma, in segreto, anche tutti gli altri guardavano i cartoons, solo che avevano paura di dirlo XD).
      Quindi, di fatto, io mai stato nerd propriamente detto, tanto che non mi ci sono mai considerato (ho sempre avuto interessi trasversali, per dire).
      Il problema di DragonBall è uno: il fighetto lo guarda e se ne appassiona; il nerd, contemporaneamente, ne diventa ossessionato... È tutto qui, forse: nerd è, in molti casi, avere una visione malata di una passione :D

      @Luca: ecco, però come l'hai messa tu, questa apertura normalizza i nerd e di conseguenza depotenzia il loro mondo.
      Bisogna effettivamente capire chi o cosa è un nerd.
      Perché, ad esempio, io ho imparato a leggere coi fumetti e ho sempre amato il cinema, ma non mi sono mai considerato nerd... manco sapevo cosa significasse. Questo perché affiancavo tali passioni ad altre cose... magari socialmente più "normali".
      Ripeto: e se il nerd è colui che "esagera", rendendosi odioso?

      Moz-

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    3. Il nerd è colui che ovviamente esagera, che è ossessionato. Ma questo riguarda tutte le persone che hanno un atteggiamento 'eccessivo'.

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    4. Esattamente, che poi io guardo con altrettanto ribrezzo i medesimi atteggiamenti eccessivi, che siano per fumetti, che siano per il calcio da bar (conosco gente che vive vita natural durante al bar, guardando partite e parlando solo di Juve), che siano per le auto/moto o qualsiasi altra cosa. È gente da internare.

      Moz-

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    5. Con quel Luca dicevi a me?

      Comunque se proprio vogliamo definire nerd, la definizione migliore è quella di un appartenente a una subcultura giovanile che mostra difficoltà e/o disinteresse nel relazionarsi con lo standard medio dei suoi coetanei, dovuto all'avere interessi differenti da quelli statisticamente preferenziali, e tendente perciò all'isolamento sociale o a intessere rapporti unicamente con altri che abbiano interessi similari.

      Questi interessi possono essere estremizzati o meno, ma non è l'estremismo a fare il nerd.
      Nerd non può essere il tifoso maniaco di calcio, perché il calcio è un interesse medio, deve trattarsi di qualcosa di nicchia o che venga ritenuto non più adatto a una certa fascia d'età (esempio: fumetti, supereroi...)

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    6. Sì, ho sbagliato evangelista :p

      Comunque sì, la definizione tua di nerd è quella più propriamente corretta, ma appunto oggi ci si chiede: è ancora così? Questa moda del nerdismo, quindi la moda che spinge a interessarsi a cose di nicchia, come fa percepire tale figura al resto del mondo?
      Ecco perché penso che oggi il nerd sia comunque l'estremista che in fiera si veste da babbeo e fa le mosse, in un contesto fuori dalla carnevalata... Il nerd è colui che non comprende che He-Man e DragonBall sono due universi distinti e ti chiede chi sia più forte tra Skeletor e Freezer... insomma, un nerd vero, oggi, è una sorta di minorato mentale.

      Moz-

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    7. Ma in base a cosa continui a dire che il nerd è divenuto di moda? Perché a me non sembra proprio.

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    8. Non il nerd come figura, ma il nerd come concetto: lo dico in base all'esperienza personale. Le fiere del fumetto sono strapiene di gente che ci va per moda; oggi è di moda vedere serie tv, leggere fumetti, fare orribili disegni in cameretta; è di moda giocare ai videogame e dire "sto nerdando con gli amici".
      Ovviamente, appunto, mode: si tratta di cose superficiali, un mondo che è stato sdoganato (ed è un bene) ma che per la totalità della gente resta giusto qualcosa per stare al passo.

      Moz-

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    9. Allora non stai dicendo che essere nerd è di moda bensì che la cultura nerd (o meglio ciò che si ritiene essere caratteristico del nerd) è di moda. Su questo sono parzialmente d'accordo. Credo che in questo abbiano contribuito BBT, i film della Marvel e una certa gestione di Star Wars post-Lucas.

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    10. Ma non solo: anche opere e libri, da GoT a quelli di Tolkien, insomma... si è creato un sottobosco modaiolo che ingloba un po' tutto, dai giochi (di ruolo e non) ai fumetti, fino ai travestimenti^^

      Moz-

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  10. Nerd mi ci sono sempre considerato, ma da quando nerd è diventato sinonimo di alla moda - io che alla moda non sono - ho iniziato quasi ad avere antipatia per il genere, boh. A rischio di diventare un orrido radical chic? Per fortuna, credo nelle mezze misure. Nerd, ma un nerd strano.

    PS. Se mi perdoni lo spam inopportuno, ti straconsiglio sul tema il romanzo che ho recensito ieri. ;)

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    1. Corro a leggere!! :)
      Oggi è di moda la parola "nerd", tipo "sto nerdando con gli amici" per dire che giochi a Fortnite XD
      Sono con te!

      Moz-

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  11. Io sono io non quel che mi piace.
    HO degli interessi che possono essere assimilati ai Nerd, Geek o vattelapesca, ma dell'etichetta ne faccio volentieri a meno.
    E non certo per snobismo, ma ciò che amo ascoltare, leggere, indossare, non deve definirmi per forza, tutto qui.

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    1. Ma infatti io l'ho sempre vista come te, solo che oggi, complice questa moda, le etichette... esistono. Quindi, se hai interessi tra fumetti e cartoon, la moda vuole che sei nerd. Io, ovviamente NON sono nerd :)

      Moz-

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  12. Discorso complesso, prima o poi ne parlerò anch'io.

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  13. Evoluzione che non fa una grinza!
    Purtroppo anche se era diventato fico guardare I Simpson o I Griffin, chi li proponeva non aveva ancora capito che si trattava di prodotti per adulti e qui sono arrivati ritoccati o censurati (idem per gli anime di quando eravamo piccoli). Pensare che per guardare i primi episodi de I Simpson su Italia 1 (quelli fedeli ai testi originali), bisognava aspettare la terza serata (lo davano dopo Casa Dolce Casa con D'Angelo che era in seconda serata), per una bambino era una tortura e io difficilmente riuscivo a restare sveglio.
    Per me i cosplayer e quelli che fanno GDR dal vivo sono ancora degli sfigati, sarò bacchettone ma non riesco a non prenderli per il culo 😆
    TBBT avrà anche cambiato qualcosa, tanto da far provare a tutti simpatia verso questi personaggi ma sono ancora troppo uno stereotipo, come è giusto che sia per il tipo di serie. Impersonarsi in uno dei 4 protagonisti non fa di certo fico, guardare la serie già sì ma solo perché è ben fatta.

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    1. Io ricordo i Simpson la domenica tardo pomeriggio dopo Buona Domenica... :o
      Comunque sì, nella prima stagione ricordo parolacce, poi sparite. Non ho mai capito se oggi ammorbidiscono ancora...
      Anche io la vedo così su cosplay e gdrv ahahaha! Oddio, sempre con le dovute premesse... però spesso è un campo di esaltati! XD

      Moz-

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    2. Da una ricerca veloce non era Italia 1 ma Canale 5, la serie con D'Angelo l'hanno fatta tra il '92 e il '94 ma siccome era in seconda serata (l'ho conosciuta proprio quella sera) è probabile che fossero repliche, i musi gialli li hanno dati dal '91 al '96 (così dice Wiki), quindi a fuoco incrociato e con la mia memoria, parliamo della primissima metà dei 90 dato che sono certo frequentassi ancora le elementari.
      Non sono mai riuscito a capire se fosse prima o dopo Junior TV, se sono approdati per la prima volta quando era già JTV, allora confermo che ho visto una delle primissime edizioni (ricordo ancora il primo episodio che ho visto, erano tutti incazzati con Burns in massa sotto la centrale).
      Dopo li ricordo solo su Italia 1 alle 14, facevo già le medie.

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    3. Sì: Italia1 li mandò in onda, a pranzo, solo in un secondo momento.
      Prima, appunto, erano anche su Jtv (gestione Mediaset) con le primissime stagioni.
      Io me li ricordo solo verso le 18 alla domenica, col bollino giallo... non so quando siano passati a Italia1 ma erano contemporaneamente in onda anche su Jtv (pure i Rugrats per un po')

      Moz-

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  14. È complicato trovare la quadra, comunque hai fatto un bel lavoro!
    Ciao :)

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  15. L'idea è che certe categorie tendano ad autoghettizzarsi, e non dovrebbe essere questo il fine. Poi il far coincidere un 'idea di nerdismo col vintage a tutti i costi, anche quello che andrebbe discusso (per esempio Diabolik è come i gialli di Camilleri: andrebbero revisionati e censurati entrambi, ma invece assurgono a simboli.. ma de che?)

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    1. Sull'autoghettizzarsi sono d'accordo, mentre l'altra parte del commento non l'ho capita ^^;
      Diabolik è un simbolo perché è il primo dei fumetti neri italiani, ha generato una marea di epigoni ed è a oggi l'unico che esiste ancora (quindi manco vintage...)

      Moz-

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    2. Sai che sono in guerra con Diabolik, ormai è autocelebrativo (come Camilleri), si prende a scatola chiusa.. si dovrebbe uscire da certi stereotipi.. ad esempio: perché i ghiaccioli e le espadrillas so' introvabili, e quelli che ce stanno fanno schifo, e invece Diabolik ancora campa?
      Tu dirai: caxx c'entra?.. però me so venuti in mente loro.. ahah

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    3. Diabolik non è più autocelebrativo dei fumetti Bonelli (alcuni davvero divenuti da galera, come Dylan Dog).
      Diciamo che sono simboli, Diabolik è come Tex, come La Settimana Enigmistica, c'è... ma continuano a fare bene il loro lavoro, non si sono mai adagiati sul passato, anzi.
      Ecco perché Diabolik ancora campa: perché è sempre al passo coi tempi, mentre tutti i suoi epigoni sono morti... un motivo ci sarà :)
      Ghiaccioli e Espadrillas sono sempre di moda...

      Moz-

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  16. Tatantino, manga, big bang theory ci si avvicina di più al mio immaginario.
    Ne farò un post/racconto^^'Attendemi così vediamo se ti rivedi.

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    1. Sicuramente NON mi ci rivedrò perché non mi considero nerd, non amo Big Bang Theory (anzi, non mi ha mai manco fatto ridere XD) e manga giusto i classici... Però attendo ugualmente il racconto! :)

      Moz-

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  17. A parte cosplayers e gdr(v), ho fatto e visto praticamente tutto di quelli citati, e non me ne vergogno, non me ne pento ;)

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    1. Anche io fatto/visto tutto tranne quelle due cose, mi pento solo de Il signore degli Anelli XD

      Moz-

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  18. Articolo molto interessante Miki, non pensavo che Tim Burton fosse un modello-nerd! 😊 Comunque mi piacciono i cartoni animati e le serie Tv, un po' nerd lo sono anch'io e non mi dispiace!😊

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    1. È stato, specie nei primissimi anni 2000, un modello per le nerd-darkettone che volevano fare le stronzette emo/ema-rginate :)

      Moz-

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  19. Diciamocelo, nerd è sempre stata una parola che voleva dire una cosa ed è passata a essere altro, e geek idem come sopra.
    Alla fine, il nerd è sempre stato cose diverse in periodi diversi, restava solo una passione forte che rasentava la follia, a fare da collante. E il geek è diventato la sua versione ripulita, come la graphic novel rispetto ai fumetti (che serve a far comprare un fumetto anche a chi non compra i fumetti).

    TBBT ha avuto una "funzione divulgativa" simile a quella di Will & Grace riguardo all'omosessualità o le vecchie black comedy con le culture urbane afroamericane: che lo scopo fosse o meno quello, è servito a far intuire vagamente come fosse fatto un certo tipo di mondo sociale a chi non ne faceva parte.
    Due battute più o meno carine ed ecco che quella persona diversa che conosci è diventata vagamente più normale, anche se a botte di stereotipi che fanno a pugni con la realtà delle cose.

    E alcuni hanno iniziato a notare che i "tesori culturali" dei nerd potevano essere fighi per qualche motivo ed ecco che chiunque gioca ai videogiochi (foss'anche un brutto free to play sul cellulare o su Facebook) o legge fum... graphic novel o gioca giochi da tavolo un po' diversi dai classici family game come il Risiko.

    In pratica, è come se qualcuno avesse sparso un vettore virale per cambiare il DNA dei "normali" (scii kimiki! Gombloddoh!!1!): ormai c'è in molte persone un minimo di interesse per qualcosa che solitamente è ascritto ai nerd/geek.
    Poi vabbé, qui in Italia l'isolamento del nerd l'ho sempre visto più light di come appaia nelle storie americane per TV e cinema, ero bambino quando anche gli adulti guardavano Goldrake o Bia (roba per bambini e pure pericolosa, nella testa di certi parrucconi) ma nell'adolescenza, il mio essere un po' nerd - e non avere la battuta velenosa pronta, a differenza di adesso - qualche grana me l'ha procurata, anche da chi sapevo per certo seguisse cartoni e simili.

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    1. Ecco, riprendo dall'ultima frase: forse è, come dice Riky, qualcosa di semplicemente sociale.
      Se una persona guarda anime a 15 anni nel 1995, ma è figo (sportivo, alla moda, piacione...) può fare come vuole e ogni cosa che fa è figa. Se lo fa qualcuno non socialmente cool, allora è uno sfigato.
      Poi, ovviamente, c'è gente che si rende da sola davvero anti-cool.
      Anche in questo mondo dove ormai la cultura nerd/geek è sdoganata, c'è appunto chi sempre fa l'emarginato e verrà trattato come tale... :)

      Moz-

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  20. Si, si può parlare ancora di nerd e basta visitare una qualche fiera per ritrovare delle sacche di estremisti incistati nelle proprie passioni che offrono materiale per chi invece quella passione la vive in modo più modaiolo e non disdegna di sfottere che invece ci vive dentro.
    Come detto altrove chi parla in Klingon continua ancora (e lo farà forse per sempre) a strappare un sorriso nella migliore della ipotesi o ad essere vittiva di perculamenti selvaggi (nella peggiore)

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    1. Ecco, ma posso dire una cosa?
      Mio pensiero, eh: chi parla Klingon sempre e comunque si AUTOEMARGINA, e quindi sostanzialmente se lo cerca, il maltrattamento.
      Voglio dire: manca un livello di comunicazione, se tu riesci solo a esprimerti in modo "nerd" in situazioni che non richiedono tale sistema comunicativo.

      Moz-

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    2. Riprendendo il pensiero di Moz, certe persone si rifugiano così tanto nei mondi di fantasia idolatrati dalla cultura nerd che si ritrovano azzoppati nell'interagire con il mondo reale. È forse un tentativo di fuga, ma è abbastanza goffo e autolesionista. Bisogna trovare una giusta sintesi: secondo me vivere nel mondo reale senza fantasia e creatività è una forma di povertà mentale, vivere nel mondo reale come se si vivesse nei mondi di fantasia è incoscienza.

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    3. Esatto, sono due estremi pericolosi.
      Secondo me non bisogna mai togliere l'aspetto ludico dalla vita vera; la fantasia, il divertimento.
      Certo, vivere solo di quello equivale a essere pazzi, a essere mentalmente persi in un qualcosa che sta oltre le righe...

      Moz-

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  21. Lo stigma c'è un pochino ancora, devo dir la verità. Diciamo che tutti guardano Dragon Ball, ma non è un argomento di discussione di massa. Se fermassi un coetaneo qualunque per strada e gli chiedessi di parlare di DB mi guarderebbe male e probabilmente andrebbe pure via. Se invece gli chiedessi di parlare dell'ultima partita della squadra XY, non finiremmo più di parlare XD

    Oggi i ventenni conoscono il mondo nerd abbastanza bene, chi più chi meno, ma resta un argomento di discussione che interessa ancora pochi.

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    1. Beh, il calcio è sicuramente un argomento "eccessivamente" popolare, quindi ok. Però ecco, io non ho difficoltà nel parlare di DragonBall, oggi, rispetto a quando leggevo il manga con la costina azzurra negli anni '90^^

      Moz-

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  22. Alla faccia del post esaustivo! Complimenti!
    Mi sono spesso chiesta una cosa: per apprezzare i prodotti da te citati (e simili), bisogna essere un po' immaturi? E inoltre, un sessantenne che in gioventù non è mai entrato in contatto con opere del genere, potrebbe apprezzarle?

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    1. Ahaha, secondo me non si tratta né di immaturità né di essere giovanili (o anziani -per quanto ormai i sessantenni siano ancora giovanissimi). È necessario volersi godere le cose senza problemi, divertendosi. Un buon film, un buon fumetto... cosa cambia rispetto a un buon boccale di birra e una buona pizza?^^

      Moz-

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    2. Haha no non intendevo fare il paragone con pizza e birra (quelle ci stanno a tutte le età), quanto piuttosto con opere "non nerd". Ho fatto l'esempio del sessantenne perché magari in gioventù non ha avuto modo di imbattersi in manga e anime, ad esempio. Quindi mi chiedo: per apprezzare opere definite una volta "da nerd" e che ora per un motivo o per l'al'altro sono sdoganate, bisogna averle incontrate da giovani? Sono opere meno universali di altre e legate in qualche modo alla giovane età? Credo che i nerd di oggi sono quelli che leggono Goethe.

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    3. Bella domanda, sai?
      Guarda... i cinquantenni di oggi non hanno forse iniziato anche loro a vedere serie? Quindi magari con un titolo e un medium più alla mano, ci si può riuscire senza problemi.
      Sui fumetti, sento dire che, chi non li ha mai letti, ha difficoltà a leggerli... :o

      Moz-

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    4. Materialmente per leggere i fumetti mi sa che ci vuole pratica, anche solo per capire in che ordine vadano letti i baloon e a chi siano riferiti. Ho prestato alcuni fumetti a una mia amica che non ne ha mai letti, uno di Zerocalcare e un manga: in entrmabi i casi non è riuscita a leggerli perché non le riusciva immediato l'ordine dei baloon e delle vignette, all'inizio glielo ho dovuto anche spiegare io. Anche io ricordo che da bambino non sempre capivo il giusto ordine, ma poi ovviamente ho interiorizzato la cosa.

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    5. Credevo venisse in modo naturale, ossia un tuttuno... non saprei manco come spiegarlo, agli altri, come leggere un fumetto... la vignetta si legge nell'insieme, no? :D

      Moz-

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    6. Le ho dovuto spiegare come graficamente vengono disposti i baloon e quale va letto prima così come l'ordine di lettura delle vignette. Specie nel manga non è immediatissimo, li gli schemi di lettura sono ribaltati!

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    7. Ahaha... vero, vero, con la lettura alla giapponese la questione è ancora più complicata :D

      Moz-

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  23. Ormai è così cambiato il significato di "nerd" che secondo me andrebbe coniato un nuovo termine. Non so, una specie di baluardo tra la concezione di una volta e quella attuale, decisamente più liberale e apprezzata dalla massa.

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    1. Lerd, nerd liberal XD
      Vero, comunque, che la concezione è cambiata :)

      Moz-

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  24. Come al solito ho letto l'articolo quando è uscito ma commento solo ora XD

    Da esperienze personali posso affermare che, se alcuni lati della "cultura nerd" sono sdoganati, vedi un Stranger things, son tutti li a dire "ma che figata" ma se fosse uscito 15 anni fa se lo sarebbero cagato solo i soli 4 sfigati....e se vogliamo mettere i puntini sulle I, ST (che mi è piaciuto assai) è un mix tra Alien, i Goonies e E.T. quindi niente di nuovo XD Ci sono altre cose che sono rimaste ferme al '98, mi è stato detto recentemente "ma guardi ancora i cartoni?" , in riferimento ad un Anime. Ovviamente mi sono fatta una risata.
    C'è chi guarda L'isola del famosi, c'è chi guarda My hero Akademia, ognuno si sceglie il mondo narrativo che preferisce.

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    1. Sì, ovviamente in certe frange sopravvive ancora il binomio cartoni=bambini, ovviamente non tutti possono ancora capire. E se si tratta di adulti ok, ci sta al mille per mille, ma quando si tratta di ragazzi viene da piangere... XD

      Moz-

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grazie per il tuo intervento!