[CULTURA POP] quando è finita la magia Disney (se è finita davvero)?

 


Oggi supercarrellata di robe disneyane che hanno contribuito, nel tempo, ad alimentare quello che ho ribattezzato "mondo avvolgente", a cui si unisce la magia che solo Mickey sa dare.
Ma questa magia fin quando è durata? Fino a dove si è estesa?
È davvero finita, oppure la magia Disney continua?
Parliamone.


Ovviamente, il post si basa sulla mia esperienza personale e sulle mie sensazioni. Non nasce per essere meramente nostalgico (lungi da me), ma prova a volgere uno sguardo d'insieme ai prodotti lungo diversi decenni; come si viveva la magia Disney prima, e come la si vive oggi.
Tireremo le somme insieme, se volete.
Al centro di tutto, c'è appunto il sopraccitato "mondo avvolgente", ossia il mio modo di chiamare un concetto ben preciso: un sistema multi/cross-mediale dove tutto conviveva e si autoalimentava: dalle sorpresine ai cartoni animati, dall'editoria agli show, con musica, cinema, iniziative.
Ecco, partiamo dalle sorpresine: negli anni, quelle a tema Disney sono state tantissime (dagli adesivi morbidi ai pupazzetti del Kinder Sorpresa):


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I contenitori: dalla Rete 4 anni Ottanta alla Rai/Mediaset degli anni Novanta (e oltre), la Disney entrava in casa nostra in momenti specifici.
Non c'era sempre, non era a tutte le ore: bisognava attendere il weekend, il più delle volte, col Disney Club e Domenica Disney, per avere un programma dedicato.
Mentre magari gli episodi di DuckTales o di Cip & Ciop - Agenti Speciali (sulla Rai) e Bonkers o Ecco Pippo! (su Canale 5) erano quotidiani, la magia Disney nella sua totalità immersiva era un appuntamento "raro", da attendere con gioia.

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Parlando di appuntamenti settimanali, si aspettava con trepidazione anche quello serale, per famiglie, magari di sabato (prima si stava di più a casa, o comunque gli orari della "vita" erano diversi).
Il film, o lo special (tipo Serata Paperino, indimenticabile), uniti magari a promozioni come la Topotombola Upim (e appunto, intrecci costanti di marchi...); oggi un po' di questa cosa sopravvive nel periodo natalizio, ma ha perso la sua dimensione.
Ricordiamo anche gli special della domenica mattina, come i due Super DuckTales o l'Halloween Disney.

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Imprescindibile, per la magia Disney, l'organo principale; l'albero da cui tutto si dirama: il magazine Topolino.
Oggi è tornato ai fasti di un tempo, rinnovato nell'approccio e garantendo una continuità di contenuti col passato; riesce a unire due generazioni, ma chi ha vissuto il Topolino anni Ottanta e Novanta sa bene che questo non era solo una rivista di fumetti disneyani: era un appuntamento con rubriche, agende, articoli, servizi e... pubblicità.
Una vera e propria vetrina di giocattoli, videogames, bambole, biscotti, vestiti e quant'altro, dove tenersi aggiornati e fantasticare.
Tutte queste pagine, anche se smaccatamente commerciali, erano parte dell'anima stessa di Topolino.


la crociera Disney - immagine web



Proprio attraverso il magazine, inoltre, vi era tutta una serie di gadget "a puntate" che sono rimasti negli annali (vedi QUI) ben più di quelli odierni che pure ogni tanto fanno capolino.
Perché forse il Topobinocolo aveva in sé qualcosa in più: il sogno, la novità, l'avventura.
Cose che oggi mancano.
Come sono andati a scemare, purtroppo, i trofei sportivi targati Topolino: da quello dello sci al karate, appuntamenti che promuovevano socialità e movimento a misura di ragazzino, in un ambiente "pulito".
Ne ho parlato QUI.


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Se oggi abbiamo la Disney disponibile h24, prima al massimo potevi fare affidamento sulle videocassette. Negli anni Ottanta costavano pure uno sproposito, quindi conveniva noleggiarle, mentre poi il prezzo è sceso man mano.
La rivista Topolino ovviamente parlava anche dell'home video, con rubriche apposite, ma ricordiamo anche gli organi disneyani per le novità e gli annunci, come Disney News e Disney Oggi.
Avete presente la cartolina presente proprio nelle VHS? Ecco, imbucata, vi faceva ricevere questi bollettini.



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Penso che la Disney abbia espresso il suo potenziale più "avvolgente" proprio negli anni Sessanta e Novanta, nei periodi del Monopolino, di Carmen Sandiego e show educativi, dell'Ideario Disney (QUI), del Club delle Giovani Marmotte e i suoi libri, dei Manuali vari, di riviste nuove come Paper Fantasy, Disney Adventure, GM, Le grandi parodie, Topomistery, Paperinik e PK, ma anche Cip e Ciop, Minni, MM - Mickey Mouse Mystery Magazine...
E perché? Perché era qualcosa che conviveva benissimo col passato. Non era ancora stato attraversato quel solco da cui difficilmente si torna indietro.
Era una Disney che restava vintage, con un passato da riscoprire, il passato dei genitori a cui affiancare le nuove produzioni come Il re leone o Gargoyles, Il gobbo di Notre Dame o la sit-com Dinosauri.


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Era ancora un universo unico e condiviso, dove la novità non andava a cancellare la storia, anzi: questa restava fondamentale.
I nuovi Classici, moderni anche nella tecnica, convivevano benissimo con quelli più datati, senza che vi fosse uno stacco troppo netto. Voi oggi affianchereste Rapunzel a Biancaneve?
Poi uno stacco c'è stato, indubbiamente.


E il troppo: partendo da Disney Channel e da una produzione sterminata di prodotti che avevano poco a che fare con Mickey Mouse.
Non che tutto sia stato malvagio, e ottime cose sono uscite anche in tempi recentissimi (vedi il nuovo DuckTales), ma è stato proprio l'approccio alla magia a mutare.
Disney Plus è una videoteca perenne, semi-sconfinata (in realtà alcune cose mancano), ma figlia di questo mondo attuale.
Avere la Disney su qualunque serie o film, e a qualunque ora, ha completamente ucciso la magia stessa dell'azienda.
Voi cosa ne pensate?
Esiste ancora la magia Disney o è mutata rispetto a un tempo?

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9 commenti:

  1. Non è stato avere Disney a qualunque ora e per ogni serie ma la mancanza della magia che non è più riuscita a trasmettere e che il pubblico non riesce più a provare da solo perché non attirano più il mondo degli animali antropomorfi e i personaggi umani in versione cartone dolci e bambineschi ma quelli in versione reale con tematiche della vita umana come negli anime e nei manga e gli altri cartoni non Disney tipo Marvel.
    A livello globale all'incirca è morta verso la metà dei 2000 con il coma che durava già da diversi anni dagli anni settanta tenete conto che nonostante negli anni 90 hanno avuto la rinascita con tanti film e serie di successo che l'hanno riportata in auge a differenza degli anni 70 e 80 dove era sprofondata pesantemente il suo potere magico nei 90 nonostante la grande ripresa era già molto calata, si risale agli anni settanta questo è il decennio che ha decretato l'inizio della fine.
    La magia c'è stata fino agli anni sessanta perché il loro pubblico maggiore i bambini nel mondo erano ancora veri bambini che vivevano di dolcezza e fantasia quella più innocente è semplice. In Italia a livello fumettistico le testate Disney si sono spente verso la metà dei 00 per lo stesso motivo proponevano storie ridotte semplificate, da vent'anni pubblicano ancora ma di qualità ridicola solo per non chiudere definitivamente tutto e per continuare a incassare quel poco dai rari appassionati.

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    1. Infatti si è fatta risentire solo di nome ma poco con la fusione con Marvel il mondo dei supereroi che dimostra che Disney se ne frega totalmente della propria identità ma solo di sopravvivere in qualche maniera.

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  2. Da precisare che nonostante questo nel passato e ancora adesso l'Italia era e rimane la nazione con più produzione e fan fumettistica disneyana.

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  3. sì, i punti di cesura sono principalmente 2:
    - i prodotti Disney Channel senza "funny animals" (in fondo Bianca & Bernie o Basil erano ""cugini"" di Topolino, così come Robin Hood volpe antropomorfa...), passando a tutti quegli show live action, ma anche animati, dedicati agli adolescenti... che ancora ancora fino a metà anni 2000 erano ancora dedicati a ragazzi normali (la maglia magica, Blossom, Lizzie McGuire...), mentre poi, col successo di Panna Montata sono diventati tutti popstar dalla doppia vita, che cantavano, ballavano ecc ecc... fino ad arrivare alle TELENOVELAS SUDAMERICANE!!!)
    - l'abbandono dell'animazione 2D e la compagnia che diventa un Moloch di IP pre-esistenti che si concentra su quelli e dimentica le sue icone... Marvel, Guerre Stellari, Indiana Jones ecc... che c'entrano con il nucleo Disney fatto da Topolino & Co. e le Principesse???

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  4. Nessuno ci crede più giusto ieri notte che coincidenza premonitrice al tuo post su Facebook ho visto un reel di un viaggiatore inglese che mostra il soggiorno presso un resort Disney negli Usa e si vedono i dipendenti dai 20 ai 50 anni parecchio imbarazzati, stanchi, molto consumati di lavorare per essa, sicuramente essendo un ambiente americano anche se Disney è molto duro e molto stressante però almeno qua essendo un luogo che sarebbe magico e di divertimento dove devono attirare e accogliere il pubblico molto più degli altri non si possono mostrare così, è un grande peso e sofferenza per loro lavorarci se loro che fanno parte di questo mondo si mostrano così vuol dire che è una forzatura per chiunque ogni goccia magica non esiste più.

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  5. Non seguo più nulla quindi non so se questa magia sia finita o meno.
    Posso dire che dentro di me ancora esiste. Che ho ricordi indelebili dei personaggi Disney, delle storie che guardavo ogni giorno con mio fratello. Eravamo felici, ci davano un benessere unico, delicatissimo, amorevole.

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  6. Credo negli anni Novanta periodo magico in cui c'era anche il The Disney Afternoon.
    Nell'estate 1993 il grande boom del settimanale Topolino con il record di 1.000.000 di copie!

    https://fumettologica.it/2019/08/topolino-1-milione-topowalkie/

    Oggi tra il politicamente corretto di cui Disney si è fatta portabandiera, l'uso dogmatico del 3D, i mille live action spesso deludenti rimane poco ☹️

    Non so se i bambini di oggi vedono le produzioni Disney con la passione che avevamo noi... In questo mondo forse non è più possibile.

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  7. Secondo me ogni periodo ogni momento storico ha il suo periodo Disney. Quello di ora comprende tantissime cose: Marvel, Star Wars, Classici, serie tv e animate. Questo però ha portato a una specie di perdita di identità: ancora oggi molti non associano Star Wars alla Disney, giusto per fare un esempio. La magia forse c'è, siamo noi che non riusciamo più a identificarla come succedeva anni fa. Bell'arricolo comunque, bravo.

    Cristian

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  8. Dunque, io non ho Disney +, perché purtroppo mi manca il tempo di seguire tutte le piattaforme (di fatto pago già Netflix e Amazon Prime Video senza vederle, aggiungerne una terza sarebbe quantomeno stupido), quindi non so cosa succeda lì dentro o cosa ci sia. Il mio rapporto con il mondo Disney cartaceo è quasi esclusivamente italiano, con piccole concessioni a quegli albi francesi che stanno uscendo adesso. Riguardo alla tua domanda retorica se si possa paragonare "Rapunzel" a "Biancaneve", beh, secondo me sì: non sono necessariamente un fanatico del 2D, è giusto che le tecniche si evolvano. Nell'ambito dei lungometraggi io non sopporto solo i live-action fatti unicamente per conservare i diritti, oltretutto spesso con CG abbastanza imbarazzante (si veda quello su Mufasa, ma anche "La Bella e la Bestia"). Non mi è mai piaciuto "Ducktales", né le serie né i fumetti, per il semplice fatto che non c'è Paperino. Non sapendo cosa succede in USA vedo solo la situazione italiana, e mi pare che il mondo Disney venga portato avanti egregiamente a livello cartaceo dai nostri autori: e non da oggi, ma almeno dai tempi della prima serie di PK, Mickey Mouse Mistery Magazine e fino alle storie attuali (commentavo l'altro giorno sotto il post Facebook di un altro profilo di divulgazione pop-nerd che apprezzo molto l'attuale gestione di Alex Bertani, fermo restando che se oggi il settimanale è quello che è si deve soprattutto al grande lavoro di Valentina De Poli, messa da parte di punto in bianco). Ho una nutrita collezione sia di albi cartacei che di lungometraggi, di tutte le epoche, e anzi con i primi mi sto costruendo un mio personale Best Of in ordine cronologico. Per me è giusto che alla Disney si sia affiancato il mondo manga/anime: ci siamo già dimenticati le polemiche di quando eravamo piccoli, sui cartoni animati giapponesi violenti e diseducativi?

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