[RIVISTE] Anime Cult 31, ecco com'è!

 


Superato il traguardo del numero 30, la rivista Anime Cult si lancia verso questa nuova annata.
E lo fa con un trentunesimo volume dove predominano gli anni Novanta... ma non solo.
Certo il tema portante sono gli shojo e gli anime "per ragazze" di quel decennio, da Marmalade Boy a Cortili del cuore: un argomento che abbiamo sviscerato a fondo tra finestre sulla società in evoluzione e analisi specifiche!


Vi lascio l'intero sommario, così potete farvi un'idea dei contenuti: 




Apro io anche questo numero (ormai mi sono quasi del tutto impadronito della rubrica "Come eravamo", eheh) con un nuovo capitolo della storia italiana di anime/manga.
Amo scrivere questo genere di ricerche (che ogni volta mi fanno mettere a soqquadro le mie librerie: ma è un piacere!), che sono mutuate peraltro dal genere di articoli più apprezzati di questo blog: praticamente per anni mi sono "allenato" qui.
E l'argomento scelto per questo numero è peraltro proprio qualcosa che, chi mi legge sul blog, conosce già: gli anime acquistati a mai trasmessi.
Ma sapete che non mi ripeto mai, anzi io amo ampliare e andare sempre più a fondo, e così non solo ho trovato diversi altri titoli mai citati da me (e talvolta anche da altri) prima, ma anche le fonti dove queste notizie vennero date.
Con in più, delle panoramiche dai primissimi anni Ottanta a oggi.
Insomma, un approccio tutto nuovo!





Giorgia Vecchini incontra per noi Emanuela Pacotto: un viaggio tra le eroine a cui la nota doppiatrice ha prestato la sua voce!





Per la rubrica Spaghetti Manga, un articolo di Maurizio Ercole che ripercorre l'epopea dei fumetti italiani di Capitan Harlock targati Rai, tra piccoli misteri e un'interessante analisi grafica degli stessi.
Abbiamo poi Fabrizio Ponciroli con Pat, la ragazza del baseball (per gli anime "dimenticati").






E veniamo quindi al cuore pulsante di questo trentunesimo numero.
Ecco il dossier "shojo revolution". Abbiamo scelto di affrontare le opere analizzandole anche e soprattutto nell'importanza sociale (e dei cambiamenti sociali) in cui queste sono state pubblicate o trasmesse. Apro io con una panoramica sugli anni Novanta e su come il genere "per ragazze" si sia trasformato in questo decennio (declinato in tutti i tipi, dalla magia al quotidiano, dall'azione al musicale).
Leone Locatelli ci parla di Marmalade Boy, in una retrospettiva ricchissima di aneddoti che analizzano anche le connessioni ideali con i prodotti dell'epoca.
Suoi anche gli approfondimenti su Temi d'amore e Hanayori Dango.






Io vi racconto Kodocha/Rossana, individuandone i punti di forza registici e di sceneggiatura, ma parlando anche un po' dei due particolari protagonisti (Sana e Akito), e delle loro storie complesse.
Ah, sì, chi mi segue sui social lo sa già: questo è l'articolo dove ho citato Dawson's Creek (ma questo titolo appare anche altrove, in questo numero: lascio a voi il piacere di cercarlo!).





Ilaria Azzurra Caiazza apre sorprendenti finestre sui mondi di Ai Yazawa, da Cortili del cuore a Nana, "scavalcando" in questo caso gli anni Novanta per regalarci un viaggio che ci mostra come gli shojo abbiano proprio in quegli anni rinnovato i linguaggi contaminando il nuovo millennio.





Ma ci sono anche Le situazioni di Lui & Lei (sempre a cura di Ilaria Caiazza), o il mio Un fiocco per sognare (peraltro in onda in questi giorni), un titolo a cui tengo molto e che ho voluto analizzare dal punto di vista estetico e contenutistico.
Maurizio Iorio ci porta invece nel mondo di Miracle Girls - Terry e Maggie, ma anche St. Tail e Wedding Peach.





Torna dopo molti numeri anche Fabio Cassella, con una retrospettiva su Fancy Lala e il suo (in)successo, raccontando una storia che parte dagli anni Ottanta per trovare un compimento un po' infelice in un mondo che intanto era già profondamente mutato.






Mario Rumor è una garanzia, e stavolta firma due articoli su altrettante particolarissime opere animate: Caro fratello... e La rivoluzione di Utena.
Da leggere assolutamente.






A me tocca chiudere, parlandovi delle nuove "tipologie d'amore" che intanto sbocciavano nei racconti anime/manga in rosa degli anni Novanta. Prendo in esame due titoli su tutti: Sailor Moon e Card Captor Sakura.






Alessandro Bottero ci conduce nel particolarissimo mondo dei manga in Brasile, raccontandoci una storia davvero interessante, tra produzioni locali e poi l'arrivo di Saint Seiya.
Giorgio Messina ci traghetta indietro nel tempo, tra la serie mix anime/live I-Zenborg e i robot Chogokin che dagli anni Settanta fanno sognare migliaia di collezionisti.






Per le figurine, in questo numero abbiamo Dragon Ball Z della Panini (by Ponciroli), mentre la Vecchini prosegue col suo viaggio nel Sol Levante tra le tappe più otaku che ci siano... e stavolta ci porta a Kashihara, dove poter ammirare le statue di tutti i guerrieri della serie videoludica Street Fighter!
Per poi proseguire fino al Ponte del Cielo, una lingua di terra che divide in due un'incantevole baia.






Nicola Bartolini Carrassi svela gli ultimi dettagli sull'edizione e messa in onda italiana di Wedding Peach (alquanto strambe: ne parlo anche io nel primo articolo, ma per altri motivi e sotto altri aspetti).
Io e Mirco Noli, invece, abbiamo messo su un'intervista a Laura Tovaglia, sorella maggiore dell'indimenticata Paola. Un viaggio tra fotografie di famiglia, musica, doppiaggi e ovviamente Ciao Ciao, per ripercorrere non solo la carriera della dolce e vulcanica Paola, ma anche e soprattutto la sua persona.






Chiudono come sempre segnalazioni e recensioni (tra cui Gigi la trottola, by Luca Raffaelli).
E nel prossimo numero si va di fantasy alla giapponese, da Slayers a Berserk, Dragon Quest e tanti altri titoli iconici.
Ma anche Mechander Robot, i Power Rangers...
Insomma, fatemi sapere se questo numero di Anime Cult può piacervi, fatemi sapere anche se vi è piaciuto qualora abbiate deciso di leggerlo.

199 commenti:

  1. Anime o non anime hai un'anima piena di interessi😃

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    1. In questo caso si è persino trasformato in lavoro XD

      Moz-

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    2. Infatti, come Qualcuno...a me vicino, vicinissimo😉

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    3. Esatto, grande Alessio!
      Perché a volte può succedere 😍💪🏻

      Moz-

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  2. Gli shojo non mi piacciono molto o meglio per uno shojo che leggo e vedo ce ne sono dieci shonen che leggo e vedo.

    Sto comprando la nuova edizione di Fushigi Yugi per aumentare la mia collezione e soprattutto perché l'anime mi è piaciuto.

    Proprio in questo periodo sto leggendo il manga di Miracle Girls - Terry e Maggie, l'anime è completamente diverso perché veniva trasmesso un episodio a settimana mentre del manga usciva un capitolo al mese.
    Il manga non è male si legge bene ma preferisco molto di più la poesia e l'intimismo dell'anime.

    Su questo bisogna dire che gli animatori hanno fatto spesso degli adattamenti bellissimi sui manga shojo grazie alla libertà artistica di cui godevano.

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    1. Secondo me infatti molto spesso gli anime hanno saputo rendere meglio certe questioni. Vero anche il contrario, eh, ossia l'opera originale - quando è d'autore specialmente - è migliore.
      Io gli anime degli anni Novanta, specie fino al 1996, li amo proprio per l'estetica.

      Moz-

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    2. Oggigiorno viene più apprezzata la trasposizione fedelissima e perfetta piuttosto che l'inventiva e la varietà.

      I manga anime e shojo sono in via d'estinzione la tipologia che più ha pagato a caro prezzo il cambiamento dei gusti del pubblico.
      Difficilissimo trovare fanciulle con una passione spiccata per gli shojo.

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    3. Esatto, le storie semplici e romantiche non attirano più, ma io penso che prima hanno funzionato anche proprio per una questione estetica. Un mix di elementi.

      Moz-

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    4. Credo e spero che esistono ancora fanciulle appassionate di shojo.
      Non mi piace questo interesse delle ragazze/donne solo per i manga shonen e seinen.
      Deprimente.

      Qualcosa ancora viene pubblicato comprese importanti ristampe.

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    5. Evidentemente per loro è cambiato proprio assetto nel gusto.
      Molto deriva proprio dagli anni Novanta, come diciamo in questo speciale.
      Perché è da qui che c'è stata una contaminazione fortissima (che però rimaneva anche molto rosa). Oggi forse nessuno vuol più sognare e innamorarsi.

      Moz-

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    6. Sul carattere delle ragazze protagoniste di queste storie anni '90 poco da criticare hanno tutte personalità non da tappetino con le loro debolezze ma per nulla tappetino.
      Mi piace molto il ritratto realistico di Himeko di un fiocco per sognare.

      "Oggi forse nessuno vuol più sognare e innamorarsi."

      Mi dispiace molto.

      Ci sono alcuni successi come Yona la principessa scarlatta e Honey Lemon Soda che tengono botta l'intero mondo shojo.

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    7. Specie negli anni Novanta si è avuto un nuovo modello di ragazza nello shojo (ma non solo); anche io ho sempre apprezzato Himeko per come è stata raccontata.

      Moz-

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  3. Anime e Core, veramente un mondo appassionante, che non seguo ma mi piace come estetica. Bello il tuo pezzo sull'AMMMORE!

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    1. Thanks!
      Sicuramente poi qui l'estetica anni '90 è preponderante, avvolgente.

      Moz-

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  4. Rispetto alle bimbette degli anni '80 le ragazze degli anni '90 avevano una maggiore caratterizzazione e uno spessore umano più realistico... Tsukino, Myaka, Himeko, le gemelle Matsunaga ma anche la protagonista (ora non ricordo il nome) del meisaku Tico e Nancy di sicuro non erano prive di personalità ma enormemente piene di vita.

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    1. Nancy/Nanami intendi?
      Comunque sì, sicuramente meno sognanti e più ancorate alla realtà tra luci e ombre.

      Moz-

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    2. Proprio Nanami! Tutt'altra simpatia rispetto alle bimbette Pierrot o ancor peggio all'arcobalena Sakura 😅😅

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    3. Sakura non è antipatica, anzi la trovo molto tridimensionale. Sul suo essere "arcobaleno" ne ho scritto proprio nelle pagine di questo numero.

      Moz-

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    4. Sakura e Tomoyo risultano "antipatiche" perché sono ragazzine agiate, prescelte, rampolle, come del resto Nokoru Imonoyama, Akira Ijuin e Sato Takamura di Clamp School Detective. Le Clamp, come ho detto, amano mettere di mezzo rampolli di famiglie antiche, ricche, nobili con un futuro apparentemente brillante; si tratta della loro kalokagathia, che ad alcuni può piacere, ad altri no.

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    5. Ah, sicuramente sono agiate e vivono una realtà zuccherosa, però considera pure che anche quello è lo specchio della società del tempo. Un benessere mentale che riflette quello materiale e viceversa.

      Moz-

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    6. Ma con questa realtà idilliaca potevo starci a braccetto fino al 2004, massimo 2007 per essere buoni. Ma al giorno d'oggi quale persona medio borghese ex agiata (negli anni '90 eravamo tutti più ricchi, stateci!) potrebbe immedesimarsi in quella realtà? Ecco perché il Clampverso lo vedo oramai come un universo kitsch, obsoleto, mitologico.... Forse proprio per questo preferisco al giorno d'oggi One Piece: personaggi outsider, "poveri", diseredati, che comunque vivono mille avventure e si aiutano tra loro non in nome di un codice cavalleresco o per un sodalizio nobiliare... semplicemente perché sono "nakama".

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    7. Sarà obsoleto ma descrive bene quell'epoca, non vedo perché rinnegarlo.
      Anche Diabolik e il suo mondo rischiano di sembrare obsoleti rispetto ai motivi per cui nacquero, ma che importanza ha? Uno le cose le circoscrive e le tratta per quel che sono^^

      Moz-

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    8. Ma hai ragione Miki, nessuno ti dice che stai dicendo panzane, era la fotografia di quell'epoca, potrei dire lo stesso delle maghette Pierrot o di Sailor Moon. Non a caso al giorno d'oggi se noti i protagonisti di un anime vivono in monolocali perlopiù, soprattutto quelli degi shonen. Pure Akane Tendo, la cui famiglia di certo non se la passava benissimo economicamente, all'epoca viveva in una casa/palestra e poteva permettersi di ospitare suocero e fidanzato a ufo. Però le Clamp, dai, ci soffrono nel creare ragazzini e ragazzine agiate, benestanti, nobili, puri di pensiero, dei rampolli insomma,a contatto con una magia ancestrale che passa per eredità. Ora non so se l'andazzo sia ancora questo, ma per me dopo quelle due pippate di LSD di Tsubasa Chronicle e XXX Holic non esistono più....

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    9. Comunque noto che ti cali troppo nelle cose che leggi e che vedi, forse è questo che ci rende molto diversi. Io non mi lascio assorbire così dalle cose, tanto da definirle "pippate LSD" ecc o non esistono più... se sono esistite, esistono.

      Moz-

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    10. Questo perché non hai mai letto Tsubasa Chronicle, che inizia bene, ed è anche piacevole, ma poi sprofonda in un maelstrom di scambi di persona, di identità, e di azioni che davvero esci fuori di testa.

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    11. L'ho letto tutto, anche insieme a xxxHolic 😅

      Moz-

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    12. Complimenti per essere riuscito a non impazzire allora XD

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    13. Forse perché letto con leggerezza senza tante domande XD

      Moz-

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    14. Appunto, io leggevo entrambe le opere come (all'epoca) fan delle Clamp e mi hanno deluso

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    15. Poi dopo un po' non ho più dato importanza ahaha!

      Moz-

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  5. Complimenti Miki, un numero molto anni '90 e mi stavi facendo pensare anche ad un altro particolare che in realtà hai esplicato all'interno del tuo articolo: gli anni '90 furono molto a tema ragazze. Si parla di patriarcato, maschilismo tossico, eppure in quel periodo c'era un girl power incredibile tra Cioè, Spice Girls e anime shojo su Italia 1 :)

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    1. Sicuramente il girl power (che cito!) aveva invaso anche queste produzioni, che ovviamente e giustamente riflettono la società in cui nascono^^

      Moz-

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    2. Ma infatti io non comprendo questo femminismo tossico dei tempi odierni, quando in realtà la donna ha avuto sempre una valenza importante nella nostra società. E gli anni '90 ne sono un esempio. Ma quanti prodotti, serie e anche giocattoli da ragazze c'erano? Realtà di cui finivamo per innamorarci anche noi maschietti? Sailor Moon, Marmalade Boy, Un fiocco per sognare, Primi baci, Miracle Girls, Mio caro diario (vabbé c'era pure la versione maschile chiamata Data Boy XD), Cioè ecc? Purtroppo gli omicidi, i femminicidi, la violenza sulle donne sono cancri sociali che ci sono sempre stati nel corso della storia, non è una realtà nata negli anni 2000. Una cosa deprecabile, assolutamente, delitti che devono assolutamente essere puniti come è giusto che sia. Ma davvero, tutti questi fenomeni di massa "androfobi" tirati fuori dal cilindro negli ultimi 10-15 anni non sono nient'altro che il prodotto di una mentalità malata generata dalla cultura americana, la stessa cultura che sta tornando indietro nel tempo verso una visione della vita retrograda, puritana e bigotta. Purtroppo anche noi italiani ne veniamo influenzati, in maniera più limitata certo, ma ci stanno trasformando letamente e costantemente.

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    3. Posso anche concordare ma dai numeri storici risulta che i prodotti shojo e josei sono molti di meno dei prodotti shonen e seinen.
      Nel mondo del fumetto e animazione giapponese la predominanza maschile come quantità e venduto è schiacciante.
      Parla solo di numeri e statistiche.

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    4. Considera che l'industria manga/anime è in crisi, molto probabilmente molte bambine e ragazzine di oggi non leggono più tanti shojo, così come forse molte giovani donne non leggono più josei. Business is business purtroppo: si produce per le categorie che garantiscono più richiesta ed una fetta abbondante è data dai maschi appunto.

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    5. Con numeri più grandi anche negli anni '30 era la stessa cosa e anche negli anni '90.

      Per questo parlavo dei numeri storici.

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    6. Oramai il Giappone, vista la crisi dell'animazione locale (profetizzata da Hideaki Anno qualche anno fa) va culo a culo con Netflix con la speranza di riprendersi, ecco perché anche la grande N, che in teoria è una casa americana, produce paradossalmente opere giapponesi (se ci penso mi metto a ridere XD), ma questo connubio durerà in eterno? Io ho i miei dubbi...

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    7. Sicuramente la società è mutata molto e con lei anche il pubblico e le sue preferenze.
      La deriva netflixiana o disneyana degli anime non mi entusiasma affatto; ormai mancano da tempo titoli davvero appassionanti che non siano exploit passeggeri. Inoltre mancano grandi nomi e maestranze, genialità...

      Moz-

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    8. Miki perché ragioni ancora da ragazzino nerd anni '90 (non ti sto offendendo chiariamolo) ma gli exploit non esistono e non esisteranno più. Hanno voluto tutti fare gli smanettoni con Internet andando a sostituire la TV e i canali TV? Benissimo ecco il benservito. Oramai anche i programmi televisivi WWE vanno in onda su Netflix, una piattaforma streaming, quindi TV in modalità asincrona. Lo abbiamo voluto tutti quanti questo status quo, io in primis. Quando nel 2006 scoprii i prodigi dell'ADSL e le meraviglie dello streaming non vedevo l'ora che anche da me la mettessero e potessi usufruirne, potendo in quel modo rivedere dopo tanto tempo i cartoni animati che amavo come Slayers, Card Captor Sakura, oppure anime subbati come Bleach, Magister Negi Magi (vero, c'erano i dvd della Play Press ma la serie non venne mai mandata in onda integrale). Insomma: l'ADSL era il Santo Graal di noi appassionati. Questo è il risultato: dopo il primo entusiasmo iniziale arrivò l'inerzia e la noia, e intanto la TV andava sempre più a decadere. Sky è praticamente morto, ognit anto fanno i fichi facendo uscire qualche serie pseudocult, ma..... eppur evedo che la TV free faccia molto meglio, Mediaset ci tentò con Premium con Hiro e altri canali ma fu un fallimento. Mi metto a ridere quando anni fa, con l'avvero di Hiro, Joy, Mya e Steel sponsorizzarono la nuova serie di Visitors come addirittura un qualcosa die pocale: lo video in 4 gatti ahahah. Diciamoci la verità: lo streaming internettiano dei primi tempi, e ora le piattaforme streaing ufficiali e a pagamento, hanno messo in crisi il mondo dei media: la TV è obsoleta, figuriamoci la Radio e il Televideo. Ora due sono le cose: o andare a fare gli eremiti e andare a vivere sulle montagne pensando al passato (ma che vita triste e deprimente sarebbe?) oppure darsi ad altre passioni. Per esempio la storia della TV è una materia che ancora mi affascina e che continuo a studiare e comunque la televisione la guardo ancora, proprio perché ho capito che Internet, pur non essendo il male, è stato fin troppo sdoganato quando, lo ripeto per l'ennesima volta, doveva essere il contorno, un rafforzativo! Comunque Mediaset Infinity, devo dirlo, è una delle piattaforme che apprezzo di più. Quando non riesco a seguire One Piece direttamente su Italia 2, recupero direttamente da lì le puntante.

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    9. Non si tratta di ragionare da nerd anni '90, ma semplicemente analizzare come stanno le cose: oggi ci troviamo in questa situazione. Che piaccia o meno. C'è del buono anche adesso ma penso che tutto sia un colosso coi piedi d'argilla, molto instabile.
      Non era una mia nostalgia, figurati: ho i prodotti che amo e continuo ad averli, ce ne sono anche di odierni ma l'animazione giapponese ha, oggi, un problema.

      Moz-

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    10. "C'è del buono anche adesso ma penso che tutto sia un colosso coi piedi d'argilla, molto instabile." Allora vedi che la ragioni come me? Io sono più "passionale" e "polemico" tu più diplomatico, questa è la sola differenza ^_^ (e forse tu un tantino più ottimista e solare)

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    11. Non ho mai detto il contrario, anzi, riguardo l'attuale animazione giapponese. Poche cose davvero valide, e, appunto "La deriva netflixiana o disneyana degli anime non mi entusiasma affatto; ormai mancano da tempo titoli davvero appassionanti che non siano exploit passeggeri. Inoltre mancano grandi nomi e maestranze, genialità..." ma non è un ragionare da nerd anni '90, è l'analisi del momento.

      Moz-

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    12. Diciamo che tu sei più nostalgico da questo punto di vista, forse rimpiangi quel tempo e guarda, ti comprendo. Ma io sai che ho fatto? Ci ho messo una pietra sopra. Oramai i bei tempi dei prodotti (non solo cartoni animati o videogames) mainstream è terminato. Ma ricordi all'epoca Telepiù come era sponsorizzato in televisione? Ti parlo del 1994, io ero piccolo, avevo 5-6 anni, eppure Telepiù aveva una pubblicità mastodontica, perché era la prima TV satellitare. Ma posso fare l'esempio anche di programmi come Tira e Molla con Paolo Bonolis, l'avvento di Internet (ricordo che Sabato Disney sponsorizzava alcuni siti Disney in inglese come quello di Pocahontas), e che dire di Hercules e Xena, esempio lampante del mondo avvolgente di quel tempo assieme a cartoni come Un fiocco per sognare? E sai perché? Perché all'epcoa c'era ancora il fattore sorpresa, la voglia di scoprire, di sperimentare. Adesso abbiamo tutto, ma è come se non avessimo nulla. E io credo che tutto ciò sia stato influenzato dalal crisi economica e morale che stiamo vivendod a 18 anni a questa parte :(

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    13. In realtà non è che rimpiango quel tempo, ma constato come oggi sia effettivamente peggio. Certo, mi piacerebbe che si tornasse a quel tipo di animazione e quel mondo, ma prendo atto che il presente è questo e mi godo quel che c'è di buono; ci sono ancora esempi di mainstream "avvolgente" (vedi Stranger Things, di cui attendiamo la serie animata) e c'è ancora molta occasione di divertirsi assieme.
      Sicuramente però il mondo è cambiato, si è spento, e con lui l'umore generale.
      Ma di questo ne parleremo approfonditamente venerdì^^

      Moz-

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    14. Io intanto mi sono goduta la sesta stagione di Mare Fuori ed un piacere constatare come alcune serie TV non si rovinino nonostante le stagioni che passano. Mare Fuori è troppo fuori (appunto), troppo esagerato, a me sinceramente fa ridere. Ecco perché lo guardo XD

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    15. Non ho mai avuto il piacere, quel poco che ho guardato non mi ha fatto scattare la scintilla...

      Moz-

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    16. Ci sta, ognuno ha gusti diversi :)

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    17. Yes, ecco ad esempio io amo ancora oggi Distretto di Polizia, altra mia passione 😃

      Moz-

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    18. Devono fare come hanno fatto fino al 2010-2011 anime lunghi senza stop, pieni di filler, con storie semplici e messaggi stereotipati amicizia, coraggio, vittoria... tra poco inizia Mao 24 episodi in programma che dureranno sei mesi poi si ferma e riprende dopo anni! Ma come fanno i giovani ad appassionarsi? Un modo di trasmettere per me del tutto sbagliato 😔 non si capisce più nulla 😱mille volte meglio vedere un anime di 150 episodi con il 60% di filler che stare appresso alle stagioni per anni 😱

      Oltre al fatto che ci deve essere spazio per cose anche più complesse come Eva, Cowboy Bebop, I cieli di Escaflowne

      Stessa cosa i telefilm americani...

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    19. Stasera ho rivisto per caso alcune scene di City Hunter e mi chiedevo: ma storie così, semplici eppure emozionanti, mon sanno farle più?

      Moz-

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    20. Ti diranno che oggi è meglio più qualità, più sostanza, più fedeltà, storie meno banali, animazioni migliori.
      Prendono come esempio Demon Slayer graficamente spettacolare.

      Per taluni questa è l'epoca migliore di sempre-

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    21. Ragazzi non scherziamo: oggi sicuramente molte cose sono tecnicamente ottime ma ad esempio la qualità (artigianale, peraltro) di opere tipo OAV anni '80 e '90, visivamente sontuosi e registicamente impressionanti, ce la sogniamo.
      Saranno anche storie più fedeli, ma secondo me sono fredde. E peraltro molto - ahiloro- dimenticabili: nel senso che tranne poche, non resteranno come titoli cult ricordati dalle prossime generazioni (salverei Attack on titan, Demon Slayer e poco altro).

      Moz-

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    22. Io non me la prendo perché ho capito che sono opinioni soggettive.
      Cioè i miei anime preferiti sono quelli di centinaia di episodi con valanghe di filler 🤩 rispetto al fandom internazionale sono all'opposizione! Mi piacciono molto anche anime come Nadia della Gainax.
      Rispetto alla vulgata dominante di questi tempi sono completamente all'opposto.

      P. S. Come storia e personaggi Demon Slayer non vale neanche l'1% dei peggiori battle shonen degli anni 2000.

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    23. Secondo me un po' in generale nell'intrattenimento, oggi si cercano emozioni facili e veloci, senza costruzione lenta e appassionata. Il bacio tra Ryo e Kaori arriva dopo molte puntate, ma anche quello tra Molder e Scully in X-Files; ecco perché la "velocità" lenta di prima fa rimanere cose più impresse.
      Oggi si stupisce il pubblico alzando l'asticella magari sulla violenza (ci sono shonen con più sangue di Berserk, vero che c'è stato anche Ken ma mi riferisco proprio a trovate "in là") 💪🏻💥

      Moz-

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    24. Attack on Titan a tratti mi è sembrato maestoso ma poi nelle ultime stagioni lo hanno spezzettato all'inverosimile e purtroppo non me lo sono più goduto ☹️ non so se in futuro lo guarderei di nuovo ☹️.
      Anche in passato c'erano shonen ultra splatter e con storie forti ma erano alleggeriti da una comicità geniale e i personaggi erano molto più semplici, umani... come se c'erano dei valori fondamentali...

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    25. Sicuramente sono cambiati i parametri generali, anche della caratterizzazione dei personaggi.
      Comunque, un AoT non vale mezza pagina di Berserk, sia chiaro.

      Moz-

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    26. Non conosco Berserk se non per fama quindi non saprei.

      Attack on Titan mi è piaciuto anche per l'ambientazione e i tanti misteri che lo compongono.

      La fantapolitica mi piace molto come le storie ambientate in luoghi selvaggi e misteriosi.

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    27. Sì, su questi aspetti... CiSta^^

      Moz-

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    28. Probabilmente perché i ragazzi e ragazze degli anime fino agli anni 2000 erano modellati su quelli reali cosa che adesso avviene raramente.
      Penso a Hime-chan e Miracle Girls scene come le madri che si preoccupano perché di sera le figlie non sono ancora tornate a casa nell'animazione giapponese di oggi sono quasi scomparse.

      L'animazione giapponese moderna scarseggia nel rappresentare la quotidianità.

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    29. Ecco il punto. Anche in Sailor Moon c'era quotidiano a gogo, protagonista ignorante e svogliata ecc, erano persone comuni e reali.

      Moz-

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    30. Al giorno d'oggi la mamma tettona del protagonista di un manga shonen pensa a fare altro piuttosto che a preoccuparsi del figlio che fa tardi a casa. Non parliamo poi delle miriadi di serie che intorno agli anni 10 del 2000 mettevano in campo argomenti torbidi che andavano a sfaldare la sacralità del contesto famigliare, come l'attrazione del fratello per la sorella o viceversa (non parlo di hentai, ma proprio di serie shonen), un'usanza che ultimamente pare essere quasi del tutto scomparsa per fortuna. Riguardo al discorso di Miky, anche in Card Captor Sakura c'era spazio per gl slice of life famigliari, ma in quel caso era troppo una cosa da Mulino Bianco, abbastanza tossica e questi elementi li riesco a riconoscere al giorno d'oggi con la mente di un uomo di 37 anni. Sfido io a cercare una famiglia come quella di Sakura in cui sono tutti felici e contenti senza un cazzo di problema (Sakura vabbé non aveva la mamma). Nel senso che le Clamp amavano creare questi mondi fatti di famiglie benestanti e senza tanti problemi e io e te Miki ne abbiamo parlato in privato. Se notate le Clamp giocano molto anche sull'ipocrisia: okc reare mondi e spazi pacifici dove tutti si voglono bene, ma non puoi farmi diventare tre ragazzine che non sis ono mai viste e che frequentano scuole diverse, subito amiche affiatate in poco tempo enz aalcun contrasto o divergenza (ovviamente mi riferisco a Rayearth). Vogliamo parlare poi di Clamp Detectives dove te la sbattono in faccia la massima: "Se sei sfondato di soldi sei buono, se sei pezzente sei un reietto"?. Ripeto, ho scritto un articolo sulla Kalokagathia (innocente e al contempo tossica) nelle opere delle Clamp. Comunque senza andare oltre vi riassumo il mio pensiero: le famiglie del Mulino Bianco degli shojo anni '90 erano belle a vederle quando avevi 8-9 anni, ma con gli occhi di 40enni ti fanno quasi senso, perché capisci che non sono famiglie realiste, troppo idealizzate. E ve lo dice uno che di problemi in famiglia ne ha avuti eccome, non a caso mi sono allontanato dalla narrazione idealizzata, ovattata e raffinata delle Clamp che considero delle grandi ipocrite sotto vari aspetti.

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    31. Come sempre comunque Gravo e Miki avete ragione in quello che dite, sia Gravo il quale afferma che un tempo le famiglie negli anime rano più "Sane" (ma aggiungo, anche molto irrealistiche rispetto alal realtà, permettimelo di dire), ma anche Miki, il quale afferma che i personaggi erano più semplici e normalizzati e forse proprio quel semplice ci manca.

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    32. Le CLAMP seguono il loro stile e il loro pensiero sociale abbracciando i temi LGBTQ+.

      Delle loro opere ho letto Sakura compreso il sequel, Rayearth, Lawful Drug compreso il sequel.

      Ho capito che non fanno per me per lo stile e i temi sociali con i quali non concordo del tutto.

      Sulle famiglie del Mulino Bianco credo che sia l'effetto commedia come può essere Un medico in famiglia e I Cesaroni ma tranne le CLAMP non ho mai avuto molti problemi perché non sono esagerate nello zucchero... Himeko per crescere ci mette tempo, le gemelle Matsunaga hanno molti difetti singolari, Yui Kasuga è una ragazza molto semplice lontana dall'essere una modaiola e deve anche lei affrontare molte difficoltà, Usagi Tsukino & Company affrontano un lungo percorso di crescita nel corso delle varie stagioni.

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    33. Un medico in fmiglia l'ho adorato dalla prima stagione fino alla quinta (quella in cui appare Kabir Bedi). Una famiglia forse un po' troppo costruita, ma tutto sommato concordo con te: in quel caso Lele era vedovo, ma un po' i nonni, un po' i figli bambini, i nonni, la zia, la colf lo zio amico fraterno del protagonista, si andava a creare una grande famiglia dove l'affetto era il fulcro di tutte la storia. Era la famiglia in cui ogni italiano poteva e voleva immedesimarsi, molto medio borghese, simpatica e dai sani principi. I cazzi iniziano dalla decima stagione in cui Lele diviene magicamente docente universitario alla Sorbona, si fa le sue studentesse/assistenti e i vari personaggi (Ciccio, Maria, Annuccia) diventan più snob e antipatici. Ridicolo Ciccio che voleva sposarsi a soli 20 anni, oppure Bobo, il figlioletto che Lele aveva avuto da Alice, che già si era fidanzato ufficialmente a 6 anni con la figlia di Bianca, nuovo love interest di Lele. Il resto delle stagioni solo ostentazione della nuova classe sociale di Lele, l'arrivo del cugino di Lele, affermato primario con tanto di moglie docente universitaria a New York (e figlio ribelle) e storyline approssimative. Unica cosa che ho apprezzato è stata la morte di Guido che era divenuto un personaggio squallido, traditore e scialbo. Alla fine però la mamama di lui se la tengono a casa però a fare la parassita ahahahahah. Un medico in famiglia nasce come una serie carina, adatta a grandi e piccini, discreta, ma poi va a sprofondare nell'arroganza, nell'ostentazione di opulenza e in fidanzati che si cambiano quotidianamente come lo si fa con i boxer ogni mattina. Pensate che Lino Banfi insiste ancora nel proporre un'ultima stagione (speriamo di no).

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    34. Ho letto con interesse il tuo lungo commento su Un medico in famiglia io ai tempi mi ero appassionato ai I Cesaroni dello stesso studio di produzione di Un medico in famiglia.

      Vista la scarsità attuale di nuove produzioni shojo sarebbe bello se le ragazzine di oggi vedano i vari shojo degli anni 90/2000.
      Spero che ci sia ancora qualcuna appassionata di questo tipo di storie...

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    35. Sugli shojo odierni non mi pronuncio, oramai non seguo nulla di tale genere da anni. L'ultimo credo sia stato Yokoi, che ho droppato perché faceva schifo. Un altro che ho seguito negli ultimi 12 anni è stato Vampire Knight che è una schifezza incestuosa. Ho scritto anche un articolo al riguardo su La scimmie pensa recentemente, se volete andate a leggervelo.

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    36. Solo una cosa: le CLAMP non abbracciano la questione LGBT semplicemente perché quando hanno iniziato a parlare di questi argomenti nemmeno esisteva l'LGBTismo; è un po' come la domanda (e la piccola polemica) che è sorta sul mio Instagram nelle domande anonime riguardo i NerdRangers.
      Loro parlando di amore universale idilliaco, i rapporti sono "particolari" per tutti, per chiunque, e non per forza non etero: davvero, tutto questo lo dico proprio in questo numero della rivista.
      Sul resto concordo: io non so se oggi riflettano la società attuale, ma penso che - mentre le persone siano bene o male sempre uguali (problemi di cuore, scuola ecc) - i manga siano andati da un'altra parte. Non so perché, il quotidiano sembra non interessare più (tanto che oggi molto è isekai, ossia persone comuni in mondi fantasy: non c'è nemmeno più il fantastico sulla nostra Terra, ma direttamente in altre dimensioni parallele, boh).

      Moz-

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    37. Sulle famiglie perfette: argomento che riflette gli anni '80 e '90, che pure avevano i loro lati oscuri. Ma c'era mediamente del benessere, benessere che portava a una visione più positiva. E anche le estetiche varie raccontano questo. Si tratta proprio di un insieme di cose, che genere un "umore positivo condiviso" (sì dai, ho inventato un altro concetto dopo "tempo sospeso" e "mondo avvolgente" :P)

      Moz-

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    38. E qua Miki ci troviamo perfettamente. Ti parlo del 1999, anno in cui Sakura giunse in TV. Premettendo che i miei genitori non dirigono un'industria di giocattoli come la mamma di Tomoyo (XD) ma all'epoca mi sentivo più vicino a un simile personaggio perché i problemi economici erano molto ma molto minori. Pensa che all'epoca i miei dovevano affrontare le spese per la nuova casa, eppure io e mio fratello eravamo comunque viziati tra Playstation, giochi e la connessione a Internet (che fu il mio regalo di Natale di quell'anno). Posso ben dire che all'epoca la mia famiglia era agiata, anche perché mio padre faceva davvero un sacco di lavori e, nonostante le spese grosse, naturali da affrontare quando metti in mezzo un progetto come una casa nuova, c'era una serenità famigliare straordinaria. Quindi sì, puoi ben dirlo, le famiglie medio borghesi degli anni '90/inizio 2000 erano più sane e serene, anche perché c'era una forte stabilità economica. Non a caso mia madre scherza a volte dicendo di sentirsi fortunata di aver fatt costruire la casa quando c'era ancora la lira, con l'euro ce la sognavamo....

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    39. Questo argomento l'ho sfiorato proprio in questo numero, parlando di Un fiocco per sognare (i genitori sono scrittrice e regista). È proprio un segno dei tempi, negli anni 90 stavamo bene e questo si rifletteva anche nei mestieri. Si poteva ancora sognare.

      Moz-

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    40. Himi mai capita: la madre scrittrice, il padre regista ma vivevano in una villetta bella sì, ma troppo normale e conducevano una vita normale. Ma se noti anche Sakura pur essendo "ricca" (il padre è docente universitario di archeologia cazzo!) vive comunque in una casetta carinissima ma troppo normale, con Touya che peraltro fa lavoretti per arrotondare.

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    41. Perché era la normalità positiva.
      Altrimenti sarebbero stati come Richie Rich, e quella era una cosa extra.

      Moz-

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    42. Richie Rich mi faceva sorridere da bambino, forse al giorno d'oggi potrei non capirlo più, sempre per i soliti motivi che ti ho spiegato. Bel film per le famiglie comunque. Alla fine era qualcosa di poco credibile, innocente e la morale finale era comunque sana: la vera ricchezza è data dalle persone che ti vogliono bene. Da bambino un cartone tossico che vidi, e che odio tutt'ora, è Siamo quellid i Beverly Hills. Quella serie non aveva né buoni né cattivi in realtà, erano tutti degli schifosi. L'insegnamento che passava era questo: sei ricco sei uno che vale, i poveracci e la gente normale non hanno voce in capitolo nella realtà. Vabbé, era una schifezza creata dallo studio DIC, una "garanzia" XD

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    43. Ecco, non è che sia tossico, raccontava una realtà.
      Anche i protagonisti del telefilm Beverly Hills sono ricchi (e infatti c'è Andrea, una di loro, che non vive una vita altrettanto agiata e questo rappresenta proprio una sottotrama).
      Non giudicherei pertanto queste cose così, sono cartoni animati.
      Mi preoccuperei più di quando la realtà e la politica fanno passare questi messaggi.

      Moz-

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    44. A maggior ragione: un cartone animato che insegna ai bambini che puoi essere valido, uno che conta, solo se sei ricco sfondato, non è che sia tanto bello... Poi vabbé.... era un cartone.

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    45. Appunto. Era un cartone.
      Ma il suo insegnamento non era questo: se ricordi, c'erano degli antagonisti altrettanto ricchi ma snob e con altre caratteristiche sbagliate.

      Moz-

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    46. Io ricordo che erano tutti figli di papà viziati, "buoni" o "cattivi che fossero. Poi lo ammetto, sono 30 anni che non guardo questo cartone e non è che abbia la voglia di recuperarlo dopo tanti anni. Jean Chalopin comunque è stato da sempre sopravvalutato, solo perché è stato il creatore degli Orsetti del cuore, un cult certo, ma diciamoci la verità: lo studio DIC ha creato pure tanta monnezza oggi spacciata per cult.

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    47. Sicuramente erano tutti ricchi, ma la serie si basava su quello.
      Cioè, non vedo il problema XD
      Sarebbe come odiare Paperone per questo XD

      Moz-

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    48. Paperone non è solo un papero ricco: nel suo passato ci sono sacrifici, viaggi, avventure, le stesse avventure che conduce assieme a Paperino, Qui, Quo e Qua. Carl Barks e Don Rosa hanno plasmato il vero vissuto di questo personaggio spiegando come è diventato ricco, spiegando perché è scorbutico e, apparentemente, con un cuore di pietra. Paperone sicuramente non è mister simpatia, ma è di certo è un personaggio tridimensionale, costruito e sfaccettato rispetto a tre-quattro coglioncelli con la faccia da bambolotti che, buoni o cattivi che fossero, insegnavano su Bim Bum Bam di pomeriggio nell'estate del 1996 su Canale 5 che lo sfarzo è il vero modello di vita, tutto il resto non conta. E non voglio essere moralista, per carità. Solo che ho sempre visto in quel cartone animato qualcosa di "tossico". Ma ripeto: lo studio DIC ha cacciato fuori un sacco di trashume che ora è spacciato per cult.

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    49. Vedi, tu ci hai visto un "insegnamento" negativo, io semplicemente guardavo il cartoon gasandomi per la limo con piscina XD
      Però ci sta, sicuramente sei più sensibile di me, che badi a certi aspetti.

      Moz-

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    50. Alla fine era un cartone trash, che magari stava bene su Cartoon Network o Fox Kids (dove è stato effettivamente replicato fino allo sfinimento) ma su Bim Bum Bam che era un contenitore fiore all'occhiello di Mediaset un po' meno, tutto qui :)

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    51. Era senza pretese, va visto per quello. Innocuo, su Bim Bum Bam ci stava senza dover applicare censure o altro.

      Moz-

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    52. Ma non parlo di censure, ma proprio del messaggio. Vabbé fermiamoci qua, a me ha sempre fatto schifo, ma è questione di gusti. Piuttosto sai che la figlia di Jean Chalopin (il proprietario del fu Studio DIC) ha lavorato in Ladybug?

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    53. Non sapevo!
      Comunque ovvio che sia questione di gusti, manco a me faceva impazzire, erano storielle...!

      Moz-

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    54. Jean Chalopin ha creato diversi cartoni negli anni '80, praticamente è il Walt Disney francese se volessimo azzardare un confronto. Ha prodotto Ulisse 31, Gli orsetti del cuore, Arrivano i piccoli, Iridella e mezzo repertorio animato che uno guardava in TV all'epoca.

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  6. Ma era inevitabile mica si potevano fermare i coloni europei nel Nord America oppure impedire la sperimentazione del Saturn V.
    Quando la storia si impone non si può più fermare.

    Gli shojo che erano il vagone più povero del treno hanno pagato un prezzo altissimo.

    Comunque esiste anche l'archivio storico.

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    1. La storia e la società sono fatte di corsi e ricorsi, vedrete che anche questo genere tornerà.

      Moz-

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    2. Intanto a breve torna Canzonissima

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    3. Mi sono goduto il ritorno di Taratata .)

      Moz-

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  7. Quella spazzatura di KPop Demon Hunters ha vinto il premio oscar come miglior film d'animazione del 2025.
    Ho visto 10 minuti sono stati terrificanti 😱 una CGI oscena e personaggi che sembrano usciti dai peggiori cartoon in onda su Cartoonito.
    Sailor Moon R The Movie - La promessa della rosa cosa avrebbe meritato di vincere? Dieci premi oscar*?

    *Premio oscar al miglior film d'animazione esiste solo dal 2003.

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    1. Appunto.
      Sul cinema d'animazione non transigo, io. Sono un appassionato (da Ralph Bakshi a Disney, da Don Bluth ai giapponesi)🩷

      Moz-

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  8. Anche se qui non va bene devo necessiarente chiarire una cosa

    "Sei tu però che così stai dicendo che non eri vero fan di quelle cose, avendole ripudiate. Sei stato appassionato ma in modo tossico, o meglio ne hai riconosciuta la non-naturalezza, e quindi le hai ripudiate assieme al tuo mondo di allora.
    Io penso sia questo, e così lo capisco. Ma non riguarda le passioni: riguarda la persona e i suoi problemi.
    Io non ripudio nulla, perché ogni cosa che ho fatto - anche quelle che poi ho abbandonato - l'ho fatta volendola fare davvero, perché mi piaceva, non me ne vergogno affatto e non devo cancellarla anche se magari l'ho fatta in un periodo brutto della mia vita.
    Comunque, è un argomento che magari espliciteremo meglio il mese prossimo visto che qui abbiamo raggiunto i 200 commenti ed è impossibile proseguire...^^"

    Non ho scritto che ho ripudiato le mie passioni ma che ho ripudiato interamente il periodo 16-20 anni e oltre ma le mie passioni non c'entrano nulla con il mio declino.

    Ripudio il periodo negativo non le mie passioni.

    Come ho scritto fantastiliardi di volte non ho mai vissuto le mie passioni in maniera tossica.

    Le mie passioni in quegli anni sono svanite ma non le ho mai vissute in maniera tossica.

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    1. Ok, hai ripudiato un periodo di vita, va bene.
      Ma se sono svanite, ti sei mai chiesto il perché?
      Che tipo di passioni erano, se posso permettermi?

      Moz-

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  9. Ognuno ha la sua vita per me i cambiamenti sono stati devastanti ☹️ se non ci fossero stati le cose sarebbero andate diversamente.

    Una volta che la mia vita è cambiata (quasi) tutto è svanito.

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    1. Però perché non tenere le cose belle?

      Moz-

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    2. E' accaduto anche a me Gravo, ti comprendo benissimo, stessa situazione.

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    3. Ci sono alcune similitudini ma anche profonde differenze.

      Il discorso era proseguito qui:

      https://mikimoz.blogspot.com/2026/02/foto-mikimoz-febbraio-2026.html#comment-form

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  10. Sposto qui: "[LIFE] febbraio 2026: foto, video, resonti (e Nerd News!)"

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  11. Rispondo alle questioni lasciate in sospeso

    Non credo che anime e manga sono andati in direzioni diverse dalla società ma le hanno inseguite.
    Prima è cambiata la società poi anime e manga,
    Il pubblico di oggi o almeno la maggior parte ritiene questa l'epoca migliore di sempre... si levano lodi sperticate sul modo di fare anime di oggi e pochi cori contrari.

    Gli shojo in stile anni '90 ormai sono roba da museo.

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    1. Sicuramente sono cose che vanno di pari passo: la società cambia e anche l'intrattenimento.
      Se la gente si spertica per l'animazione odierna, è assurdo.

      Moz-

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    2. Per fortuna vengono ristampati molti manga shojo anni '60-2000.
      Sulle piattaforme streaming vengono proposti gli anime del passato.

      Almeno per ora la memoria storica non verrà perduta ma un nuovo scintillante shojo credo che sia difficile che ci sarà.

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    3. Diciamo che l'Italia è nostalgica per natura quindi la situazione qui è ancora positiva in questo senso, ma molti altri paesi non sono "virtuosi" come noi.

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    4. Una nuova scintillante era shojo non credo che ci sarà più ☹️

      Sull'animazione odierna molti la ritengono il miglior periodo qualitativo e massimo periodo di popolarità... alla fine sono opinioni personali non ci entro più dentro.
      Per me no perché non mi piace il sistema di oggi (mancanza di filler, divisione in stagione, predominanza di storie dark ecc.) ma per mezzo secolo gli anime sono stati in mano alle TV e quindi io sono stato accontentato tantissimo.

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    5. @Merlino Junior

      Probabilmente hanno meno cultura in questo settore.

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    6. Gravo, semplicemente non ci sono più soldi per filler e altre elementi accessori ma caratteristici di quel periodo. Ci lamentiamo che non ci sono più le serie di un tempo (di vari generi, non solo shojo chiariamolo) ma semplicemente le cause sono sempre le stesse: mancanza di ispirazione e società divenuta più idiota e ignorante (e gli anime hanno seguito la società attuale).

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    7. Da un lato capisco anche il non voler i filler, che disperdono la narrazione (bisogna essere geniali per crearne di interessanti, e ultimamente abbiamo visto filler veramente pietosi, come per Naruto...).

      Moz-

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    8. Più che altro hanno cambiato modus operandi piuttosto che una mancanza di soldi visto che i report annuali segnalano fatturati annui miliardari.
      Ci sta anche con la crescita della popolazione mondiale il mercato si è espanso.

      Per il resto concordo per fortuna il mezzo secolo precedente è una miniera aurifera che non basta una vita per esaurirsi.

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    9. Sui filler non se ne uscirà mai...
      Sono gusti soggettivi così siamo tutti contenti.

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    10. Certo, ma per esempio io non sono contrario, basta che non vadano a contraddire, rallentare, inficiare la narrazione originale.

      Moz-

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    11. Perché noi ragioniamo in maniera nerd tossica e occidentale. In Giappone non esiste il canonico e il non canonico, tutto in teoria è "realmente accaduto". Una cosa è l'universo del manga, un'altra l'universo dell'anime: sono due realtà parallele.

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    12. Probabilmente il ragazzo medio medio giapponese che seguiva gli anime alle 18:00 dopo la scuola non faceva tanti ragionamenti complessi.
      Stessa cosa che avveniva da noi io prima di scoprire che esistevano i filler non mi sono mai posto il problema e neanche le tante persone che conoscevo non si sono mai poste il problema.

      Se chiedo ai miei amici cosa pensano dei filler di DB, One Piece, Slam Dunk al 99,9999% mi rispondono "che?"

      Se chiedo alle donne che negli anni '90 vedevano Sailor Moon, Hime-chan, Lisa e Seya uguale.

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    13. In Naruto però i filler contraddicono quello che avviene anche nell'anime.
      Questo intendo.
      Per il resto, non mi hanno mai infastidito.

      Moz-

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    14. Io sono fan di Naruto uno dei miei anime e manga preferiti ho visto tutti i filler ci sono problemi innegabili per problemi organizzativi da parte di Studio Pierrot ma poi nella seconda serie "Shippuden" Pierrot ha risolto il problema trovando la quadra.

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    15. Ecco, però appunto ci sono stati. Anche con One Piece mi pare, i filler introducono frutti che poi magari servivano davvero a Oda...

      Moz-

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    16. Certo possono capitare problemi essendo che dovevano garantire una produzione annuale può capitare che lo studio d'animazione sbagli qualcosa.

      Ma sono cose interne tra mangaka e studio d'animazione.

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    17. Di frutto ricordo solo quello Mini Mini che in One Piece Round Land per PS2 era stato dato a un gigante presente nel videogame, poi dato a un'altra gigantessa in un filler che introduceva il film di One Piece Z. Poi nel secondo film c'è il frutto dell'acqua che non è ancora apaprso ufficialmente nel manga di Oda, sempre ammesso che esista.

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    18. I dettagli non li ricordo, ma ecco, comunque ora mi pare che ci vadano cauti e tipo i film Red e Gold (filler) li ha gestiti comunque Oda.

      Moz-

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    19. I filler sono tali per noi occidentali, ma in Giappone sono parte integrante della storia dell'anime, tranne eccezioni. Un esempio eclatante è, per esempio, il film di Broly, quello del 1993, in Dragon Ball, che non era stato riconosciuto come canonico. Non a caso poi c'è stato il film reboot per inserirlo nella storyline principale del Super.

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    20. Non tutto può essere bello ma alla fine qualcosa si guarda interamente com'è stato realizzato dagli studi d'animazione.
      Questi problemi sono frutto delle discussioni nate su internet già dai primi anni 2000.

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    21. Oddio inizi anni 2000, direi che queste pippe mentali ce le siamo iniziate a fare intorno al 2008-2009. Ti dico la mia esperienza personale, poi forse mi sbaglio.

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    22. Probabilmente qualche anno prima importato dal fandom americano 😅.
      Anche io ho scoperto l'esistenza dei filler nel 2008-2009.
      Nel mio gruppo storico di amici non ne avevamo mai parlato e mai sentito come un problema... "poi è arrivata la nuova gente con la puzza sotto il naso" (cit.)

      Nel 2026 ancora si parla di filler, brodo allungato, invecchiato 😅

      Mettiamoci anche il brodo di gallina per completare l'opera 😅

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    23. So bene cosa sono e come vengono percepiti i filler, e a me stanno pure bene. Semplicemente non dovrebbero mai contraddire poi la storia originale.
      Io ad esempio apprezzo il canone anime di Saint Seiya (pure Omega!) e quello anime di City Hunter.
      Che sono pieni di anime original.

      Moz-

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    24. Ma non sto criticando MikiMoz perché so bene che si tratta di gusti soggettivi anche se la vulgata internazionale vuole fare intendere un certo concetto di anime con filler.

      Io trovo avvilente e degradante per il medium animazione parlare ancora di filler, allungamenti di brodo ecc

      Non posso fare nomi altrimenti rischio una denuncia ma un articolista (non della Sprea) parlando dell'anime di Slam Dunk lamentava le animazioni scadenti 😅 io non sono un grand gourmet e le animazioni di Slam Dunk mi vanno benissimo.

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    25. Anche quando un mangaka lamenta difetti dei propri manga trasposti in animazione cavoli del mangaka non miei.

      A Takahiko Inoue non piace l'anime di Slsm Dunk? Cavoli suoi.

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    26. Quando guardiamo i cartoni di Topolino e ne leggiamo il fumetto vediamo se ci sono filler o meno? E' vero che l'animazione occidentale è alquanto diversa sotto parecchi aspetti, ma stiamo parlando alla fine di cartoni. Per quanto mi riguarda, nell'anime, gli eventi di Asgard sono realmente accaduti in Saint Seiya, così come i filler di One Piece o i vari film. Non mi faccio tante domande. Se poi alla TOEI ecc, col passare del tempo e delle saghe, vogliono creare una damnatio memoriae dei filler perché vogliono avvicinarsi ai corrispettivi manga, cavoli loro. Vi dico una cosa: avete mai visto la prima serie di Full Metal Alchemist? Quella del 2001? Il Brotherood viene tanto osannato (a me non ha mai detto un cacchio) ma la prima serie, quella che si distaccava dal manga, era (almeno nella prima parte) davvero carina e avventurosa, molto simile a The Slayers perché a momenti drammatici si alternavano anche momenti comici e divertenti che smorzavano la tensione. Che poi sia questa prima serie sia degenerata nella seconda parte della storia e abbia un finale vaccaboia è un'altra questione, ma quel FMA partiva molto bene e me ne fregavo se si distaccava dal manga: era un format diverso!

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    27. @Merlino: è che di filler si parla quando la trasposizione è 1:1 di una serie. Non ha senso parlare di Topolino, così come non ha senso parlare di filler di questo tipo per esempio in Sailor Moon anni '90.
      Possiamo parlare di filler in Dragon Ball, Naruto, One Piece... e poi ci sono altri tipi ancora di filler nati per diverse altre esigenze.
      In City Hunter hanno generato una nuova linea narrativa, che ora i film provano a compensare; Saint Seiya ha due linee diverse.

      Slam Dunk ha animazioni ottime per il periodo in cui è uscito.
      Quanto al resto, ripeto: è giusto avere uno sguardo critico.
      A me DBZ pesava praticamente già alla prima visione, lento all'inverosimile e alcuni filler davvero odiosi (tipo Bulma scambiata con la rana). A prova di pazienza, proprio.
      Altre volte me li sono invece goduti.
      One Piece non riesco davvero a godermelo perché lentissimo, animano DIECI pagine del manga a puntata, veramente uno stillicidio, e si nota l'estenuante lentezza, scene bloccate, pause, ecc ecc...
      Non per nulla Oda ha voluto un remake veloce, il che è tutto dire.
      Però è giusto secondo me analizzare, comprendere se qualcosa era troppo figlia del suo tempo e oggi invecchiata bene o male ecc ecc... fa parte della critica a qualcosa.
      Lo si fa per ogni prodotto artistico.

      Moz-

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    28. Però in City Hunter quei riempitivi non sono stati rinnegati col tempo, almeno da come ti esprimi.

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    29. Alcuni fan del manga e di Hojo ovviamente li mal tollerano, e lo capisco, visto che per esempio manca tutta l'ultima parte, manca Mick (che l'anime "anticipa" con Robert, due personaggi sostanzialmente uguali)... però no, alla fine è lì la questione anche critica: City Hunter è godibilissimo, ancora oggi. Non è invecchiato di una virgola e anche gli episodi non tratti dal manga, pure quando palesemente riempitivi e un po' fessi, sono divertenti. Mai snervanti.

      Moz-

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    30. Ma col tempo creeranno altri film che completeranno la storia secondo te? Tipo quello del 2018 è la trasposizione di una storia del manga come il film uscito un paio di anni fa?

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    31. Per me queste sono questioni ormai passate frutto delle sciocchezze nate su internet.
      Parlo di internet in generale non di MikiMoz o chi la pensa in un determinato modo che oggi sono la stragrande maggioranza.

      Ho visto anime più lenti di DBZ.

      Come ha scritto il mio amico reggino Osaka

      "Vallo a spiegare che un tempo quello schema è ciò che desideravano i bambini e che le serie non erano pensate per essere visionate 5-6-7 episodi alla volta (come queste ultime generazioni fanno) ma una a settimana!!! UNA A SETTIMANA. Una pillola dolce che UN TEMPO andava bene e richiedevano."

      Se la gente la pensava come gli "appassionati" su internet negli anni '60-'70-'80-'90-2000 gli anime avrebbero fatto 0% di share.

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    32. Vero Gravo, io la ragiono comunque da italiano e per me quindi una serie animata è da visionare almeno con un episodio, massimo due al giorno (come accaduto in passato con Dragon Ball e Pokémon su Italia 1 ai tempi d'oro). Per me uno a settimana già è una tortura, tranne eccezioni come le serie dell'Anime Night su MTV. Ma non sono neanche d'accordo col binge watching tossico, sicuramente.

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    33. @Merlino:
      Ma col tempo creeranno altri film che completeranno la storia secondo te? Tipo quello del 2018 è la trasposizione di una storia del manga come il film uscito un paio di anni fa?

      Dovrebbero fare altri film, sì.
      In sostanza Angel Dust riconnette un po' la serie anime agli eventi del manga. Nel manga, i nemici sono la Union Teope, mentre nell'anime erano Red Pegasus.
      Il film fa capire che Red Pegasus era una sorta di succursale, quindi si inserisce nella continuity dell'anime ma per andare verso il manga, anche se non ricalca cose del manga.

      @Gravo:
      però le cose cambiano, la società cambia e anche orari, tempi e via dicendo. Ecco a cosa ci si riferisce quando si parla di invecchiare bene/male. opere che resistono sono quelle eterne come Doraemon, ma anche Sailor Moon è sempre piacevole.
      Dragon Ball è lentissimo e rischia di annoiare, e infatti hanno fatti Kai; One Piece idem e stanno facendo il remake diretto.

      Per me comunque tutto va visto un episodio al giorno; quando lunghissime/noiose anche due. Per esempio Dragon Ball 1 lo farei uno al giorno, DBZ due. Titoli corti anche una o due puntate a settimana.

      Moz-

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    34. Anche come fa Italia 2 con One Piece (3 episodi al giorno) è buono. Però due episodi la settimana di una saga lunghissima come Wa anche no! Capisco che è una saga inedita però che strazio....

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    35. @MikiMoz:
      Non c'è scritto da nessuna parte che lunghezza e tempo devono essere quelli che impone la società odierna.
      Noioso dipende sempre dai gusti.
      Non sono valori universali scritti sulla pietra.

      Ad esempio io scrivo sui quaderni di carta se alla società di oggi non piace non toglie nulla al mio gusto.

      DB Kai ripeto in questo blog per la 4-5 volta era una remastered per il ventennale della serie Z.

      Il remake di One Piece come detto da un dirigente dello Studio MAPPA è stato voluto da Oda per invogliare il pubblico ultra veloce di oggi alla visione di One Piece.
      Una cosa del genere dipende dai problemi dei ragazzi di oggi che vivono in un mondo ultra veloce.

      Fare un remake di One Piece rasenta il ridicolo si va oltre la malatai del mondo attuale.

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    36. Ridicolo perché la serie originale ancora non è terminata (e ne passerà di acqua sotto i ponti prima che finisca). Dragon Ball Kai è una presa per i fondelli dato che nell'arco finale di Majinbu i filler vennero comunque trasmessi, quindi per me è stato del tutto inutile. Piccola curiosità: sapete che un mesetto prima dell'inizio del Kai si parlava proprio di una nuova serie di Dragon Ball? Si vociferava di una storia originale ambientata inizialmente nell'aldilà e avrebbe avuto come villain i cattivi dei film, però proposti in salsa diversa con una nuova storia. Chissà.... magari sarebbe stato più simpatica anche del Super.

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    37. Su One Piece ci vedo anche il degrado morale del mondo di oggi un ragazzo del 2026 per vedere qualcosa deve aspettare un remake 😅 sarebbe come se tutti i libri per ragazzi dell'ottocento e novecento dovessero essere riscritti per il pubblico gran gourmet di oggi 😅.

      La lunghezza non c'entra nulla soltanto che oggi si ragiona in modo diciamo strano.

      DB Kai era un progetto per celebrare e rilanciare Dragon Ball.

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    38. Vero che ogni cosa è figlia della propria epoca, e l'epoca attuale non deve determinare il passato... ma questo è vero fino a un certo punto.
      Nel senso che poi, come fruizione e ancor di più analisi critica, è lì che si vede se un prodotto resta figlio del suo tempo o può funzionare ancora in altre epoche.
      Tanti prodotti spariscono anche perché non reggono la modernità; altri invece sono stoicamente legati al proprio passato e ne fanno un punto di forza (vedi Diabolik), altri sono eterni.
      Ma succede pure che, appunto, si "invecchi male". Per me DBZ era estenuante già quando lo vidi nel 2000. Ricordo puntate di una noia terribile e mi chiedevo già come avevano fatto i giapponesi a sopportarlo UNA VOLTA A SETTIMANA, specie quando non succedeva niente XD

      Quindi, ci sta che queste cose siano poi state snellite, in qualche modo (e infatti, comunque, non tutti i filler sono brutti, sia chiaro).

      Moz-

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    39. Vale anche per Merlino.

      Ognuno la pensa come vuole per me i prodotti culturali non invecchiano e sono pesanti solo in base al proprio gusto.

      Da questa mentalità non se ne esce.

      Analisi critica bisogna vedere su quali basi viene fatta.

      Prima di internet non ho mai sentito certi discorsi ricordo bene le lezioni di letteratura, cinema, poesia mai sentito il linguaggio nato su internet "invecchiato, brodo allungato, svecchiare" ecc ecc

      Osaka che vive in Giappone da 22 anni uno dei pochi che esprime concetti per me condivisibili.

      "Non sono d'accordo: i remake non hanno senso (non sono tutti La cosa di Carpenter). Partite da concetti sbagliati indottrinati da decenni da finti critici diffusi sulla rete: vecchio, svecchiare, invecchiato male ecc.ecc.
      L'ho ripetuto in ogni dove, i film, le serie, non invecchiano, siamo noi che invecchiamo. Loro sono sempre quelli. Non cambiano. Un capolavoro resta all'uscita, e per sempre. Un brutto film, è tale all'uscita come 100 anni dopo. Vi lamentate dell'animazione povera? Diamine, un tempo era così. 8 fotogrammi al secondo. E nessuno si lamentava. Dovrebbero imparare a contestualizzare le cose. La fluidità del movimento inoltre non incide per nulla su una serie. Ci sono serie di 50 anni fa che con 4 disegni fanno il culo a quelle superfluide di oggi. Come i disegni di un tempo sono un'altra cosa rispetto a quelli di oggi, per stile, impostazione, matite e colorazioni ecc.ecc.
      Se oggi un ragazzino guardasse serie come Bem, Daitarn III, Tom Story o Rocky Joe, li troverebbe pesanti? Beh, il problema sarebbe suo, non certo delle serie.
      Guarderesti il remake dello Squalo se lo facessero? Ma chissene....
      Ad un ragazzo di oggi diresti di guardare i vari remake di Non aprite quella porta invece del classico? PErchè quello del 74 è invecchiato male?
      Oramai sta cultura è talmente radicata che non c'è più niente da fare..."

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    40. Nuovamente vale anche per Merlino.

      Ognuno la penserà sempre come vuole.

      Merlino (del quale non condivido molte cose che dice) viene come me dalle community sa benissimo quanto siano malsani certi luoghi.

      Oggi chi orienta l'informazione del mondo dell'intrattenimento fa accapponare la pelle!

      Per esempio riguardo riguardo Ranma un pezzo grosso che viene invitato a fiere, celebrazioni, giurie ha scritto questo

      "Francamente a me come serie diverte. Ok che sono un dinosauro. Vorrei infatti sapere che ne pensano i piu' giovani allora"

      Avete capito? Ranma del 1987 a lui piace perché è un dinosauro facendo intendere che sia un'opera stravecchia perché di 40 anni fa.

      Siamo sprofondati in un livello umano bassissimo.

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    41. I remake creati per fare soldi ma che non portano nulla di nuovo al pubblico sono una cagata, lo dico anche io: così la penso per Dragon Ball Kai (che è appunto un remastered, ma comunque inutile, avrei preferito una nuova serie su Dragon Ball nel 2009) così come il remake di One Piece che non ha senso dato che, ripeto, la serie storica è ancora in prosecuzione. Sono solo prodotti fini a se stessi creati per mungere la vacca. Secondo voi non ricordo che poco dopo l'annuncio del Kai uscì nei negozi un gioco su Dragon Ball Kai per DS? E cos'era? NIENTE! Il solito gioco remake clone di Dragon Ball Z, solo che nel titolo era scritto KAI! Sul remake di Ranma ho sentimenti contrastanti: la prima stagione non mi è piaciuta affatto, di gran lung ainferiore rispetto alla corrispettiva della serie classica, la seconda invece è stata più godibile, anche perché si vede che sta iniziando a prendere una strada diversa rispetto all'anime anni '90. In questo caso parliamo di un remake più fedele al manga, e questa è cosa buona e giusta. Mi domando solamente perché la storia di Ranma non la si completò già all'epoca in versione animata. Alla fine tra episodi canonici e filler, l'anime era un gioiellino pur essendo un anime chilometrico, e avrebbero potuto tranquillamente creare altri 50 episodi per portarlo a termine. Continuarono per un periodo di tempo con OAV e special ma comunque non si arrivò a terminare la storia. Di solito quando un anime va avanti non con stagioni, ma con OAV, è perché non riscuote buon successo, almeno era così in passato. Esempi celebri sono Hunter X Hunter (prima serie) e Magister Negi Magi.

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    42. Sui filler ognuno la pensa come vuole così siamo tutti contenti.

      Su Dragon Ball Z

      Piaceva e aveva successo anche con il ritmo lento aveva costantemente un rating del 20%.
      Forse avete dimenticato il batticuore di un tempo...
      Può essere DB come i Masters come Superman qualsiasi passione si può spiegare solo in parte.

      Io la penso come Shinya Suzuki (autore di Mr. Fullswing)

      DB ancora e ancora fino all'eternità 🤩

      @Merlino Junior

      Le interruzioni dipendono da vari fattori non sono sintomo di scarso successo.
      Talvolta può capitare per il calo della popolarità ma non sempre.

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    43. Sì comprendo, un po' come la prima serie di Dai - La grande avventura che rimase incompleta, poiché chiuse o il contenitore oppure il canale dove veniva trasmesso. Non ricordo bene.

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    44. Nel 1991 Tokyo Broadcasting System cambiò tutto il palinsesto e dopo un solo anno di trasmissione tagliò tra i vari programmi anche Dai - La grande avventura.

      Alla fine ci si rende conto di come la questione filler sia come parlare del deserto del Nevada.

      Non rimane nulla.

      Molti vogliono dimenticare il passato e cancellarlo dalla storia.

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    45. Ripeto: il concetto occidentale di filler non esiste. Quando un anime sta raggiungendo la storia (finora scritta) del manga, si creano nuove saghe che facciano sì che l'autore possa avere del tempo per andare avanti con la sua opera e intanto, gudagnare tmepo. Questo però non significa che il filler sia una storia a sé e campata per aria. Per carità.... ci sono anche filler fatti alla membro di cane, come quelli di Bleach e di Naruto (One Piece sinceramente ne ha pochissimi) ma immaginate voi una serie anni '90 di Sailor Moon, Ranma o una Mermaid Melody senza filler e comprenderete che chiaviche sarebbero state. I filler, se fatti bene con logica e rigore, sono storie che aggiungono pepe alla trama principale. La concezione della non canonicità l'abbiamo inventata noi occidentali. Un addetto ai lavori dell'anime classico di Saint Seiya disse allo youtuber Dragon Shiryuu che solo noi occidentali abbiamo questo modo tossico di vedere gli anime, ma in realtà è un'illusione! In Saint Seiya (anime) tutto è canonico: Asgard e film compresi! E probabilmente anche Omega. Come si spiega? Semplicemente perché la serie animata nasce come "ispirazione" del manga omonimo, ma poi (e giustamente dico io) ha vita a sé. Non è detto che una serie anime debba per forza imitare pedissequamente il manga d'origine. Volete una trasposizione fedele? Bene, ci sono i remake!

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    46. Tutto condivisibile oltre che logico.
      Io piuttosto difendo il valore artistico e sentimentale degli anime.

      Per me ognuno può pensarla come vuole anche odiare i filler.

      Io e i miei amici siamo cresciuti senza il concetto di filler e siamo stati felici.

      Successivamente dagli anni 2000 principalmente su internet sono nati concetti malati che hanno fatto proseliti.

      Non tutto può essere bello ma per esempio Miracle Girls anime è stato stravolto rispetto al manga per me il risultato è magnifico.

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    47. La serie anime anni '90 di Rayearth ha un finale completamente diverso rispetto al manga eppure per me è di gran lunga migliore! Ma stessero tranquilli gli otaku malati puntigliosi: a breve uscirà anche il remake di tale serie delle Clamp. Vi dico anche un'altra cosa: tra il 2006 e il 2007 andai in fissa per Shaman King e seguivo anche l'anime su Mediaset il weekend mattina. Ci andai così in fissa che mi divertivo a creare anche delle fanfictions crossover tra Shaman King e Orphen. Tuttavia, nella prima versione dell'anime, che nella seconda parte differiva dal fumetto originale, vi è un finale più incisivo ma tutto sommato concreto, cosa che non avviene nel manga in quanto sopravvive un certo personaggio che porta avanti la storia in Shaman King Flowers e The Superstar (Babbo Natale nel 2024 mi ha portato i primi 6-7 volumi ma non lo consiglio a nessuno). Ebbene, la prima versione dell'anime, seppur meno approfondita come storia e più semplicistica rispetto al manga e al remake del 2021, è di gran lunga superiore proprio perché prende una strada completamente diversa ragazzi secondo me più coerente. Poi certo, noi abbiamo avuto la sfortuna di avere la versione 4kids di tale anime....

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    48. Questo significa che se qualcosa ci piace non dobbiamo lasciarci influenzare dal sentire comune.

      Dragon Ball Z mi piace per quello che è non mi interessano i presunti difetti.

      Per me i filler non sono un problema* io vedo gli anime con calma come sono stati realizzati dagli studi d'animazione.

      *In passato mi sono lasciato influenzare anche io.

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    49. Mai lasciarsi influenzare dal sentire comune: gli altri ragionano (o dovrebbero ragionare) con la propria testa.
      Comunque anche per cinema e tv, libri ecc si parla di invecchiamento. Sono analisi che si fanno, per vedere se l'opera "regge" al tempo, si è sempre fatto. Anche musica e tutto il resto.
      Non c'è niente di male, fa parte della critica e della filologia, non significa parlar male di qualcosa: se un prodotto invecchia male, lo si inquadra comunque nella propria epoca e ne nasce una analisi storico-sociale.

      Moz-

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    50. Nei miei limitati studi non ricordo niente che venisse analizzato in base alla data di uscita.
      Su questa questione la penso come Osaka.
      Per me il mondo dell'intrattenimento non invecchia al massimo posso considerare Super Mario Bros '85 nettamente superiore a Pitfall '82 ma ciò non toglie nulla al fatto che Pitfall era comunque un ottimo gioco.

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    51. Oddio, alcuni giochi invecchiano male ragazzi, guardate qualche gioco per PS1 con quei modelli poligonali esagerati tipo quelli di Bugs Bunny che visti oggi sono terribili, ma secondo me erano già brutti esteticamente all'epoca. Molti del Super Nintendo per me sono sempreverdi perché rimangono con una grafica bellissima nonostante il tempo che passa e la tecnologia che rende l'esperienza videoludica sempre più realistica. Poi oh! Questione di punti di vista.

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    52. Per me valutare se qualcosa è invecchiato non è semplice ma addirittura impossibile.
      Che siano i giochi della PS1 o manga antichi come Astro Boy per me un capolavoro lo rimane per sempre.

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    53. Ti dirò, Tezuka è il dio dei manga ma a me mai piaciutomi. L'unico che da bambino amai davvero fu Kimba, mi piacque anche il film Le 13 fatiche di Ercolino, trasposizione di Viaggio a occidente tratta sempre da un manga di Tezuka.

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    54. Gravo forse è perché tu la vedi solo come cosa negativa; in realtà non per forza "invecchiato male" è un giudizio da pollice verso, significa che per gli standard odierni - qualsiasi, dopotutto il mondo cambia e anche le sensibilità - alcune cose non sono più così tanto fruibili.
      Ma non significa che non siano valide o siano state validissime.
      I remake ci sono sempre stati, Doraemon su tutti...

      Moz-

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    55. Su internet invecchiato significa solo qualcosa di negativo.

      Invecchiato specialmente in ambito anime e manga è ormai un modo di ragionare emblematico.

      Pitfall '82 non è invecchiato rimane un capolavoro ma Super Mario Bros '85 è 1000 volte meglio, Ashita no Joe - Rocky Joe per trama, disegni sia anime che manga, significati è 1000 volte meglio di Tiger Mask che rimane un'opera importante.

      Se alcune cose del passato non sono più tanto fruibili colpa delle persone non dei prodotti.

      I remake ci sono sempre stati? Verissimo ma in ambito anime fino ai primi anni 2000 erano abbastanza rari mentre oggi la quotidianità.

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    56. Esatto, quelli sono invecchiati bene o sono - ancora più raro - casi in cui diventano classici intramontabili, sempre spendibili.
      Purtroppo è anche colpa del prodotto in sé, della poca lungimiranza o della volontà di sfruttare solo il momento storico.
      Esempio: Independence Day è invecchiato benissimo, mentre 2012 - stesso regista e stesso genere catastrofico - no.

      Moz-

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    57. Vabbé, 2012 fu un'opera kitsch e barocca impressionare, giocando sul fatto che a breve in quella data forse sarebbe finito il mondo. Pensa che all'epoca (2009, anno di uscita del film) alcuni giornalisti imbecilli marciarono su questa leggenda metropolitana scrivendo articoli sulla sicurezza quasi al 100x100 che in quell'anno sarebbe accaduto davvero qualcosa. Cretini...

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    58. Esatto, quindi nemmeno ci ha provato - sin dal titolo - a voler invecchiare bene, ma a monetizzare il momento. È così che funziona.
      Mentre Independence Day è un classico immediato, per mille ragioni che potremmo discutere, ma oggi siamo ancora qui a vederlo quando va su Italia 1, gridando "prendetelo nel culo, brutti alieni del cazzo!"^^
      Ci sono frasi che qualcuno ricorda, di 2012?

      Moz-

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    59. 2012 impressiona per la distruzione della basilica di San Pietro e per il residente della Repubblica italiana (o il presidente del consiglio, ora non ricordo) che muore assieme al suo popolo (qui c'è stata sicuramente una satira voluta).

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    60. Questo non c'entra con invecchiato e altri termini strani applicati al mondo dell'intrattenimento.

      Il pubblico si deve adattare alle opere e non viceversa.

      Se proprio non ci riesce meglio lasciare stare.

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    61. Purtroppo esiste anche una cosa chiamata "spirito del tempo". Ovvio che ci sono casi in cui vale quello che dici, ma si tratta di applicarli a capolavori.
      Sinceramente, l'anime di One Piece non rientra in questa categoria.

      Moz-

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    62. Vi dirò come la penso io: io in realtà amo ancora le opere "vecchie" della mia infanzia/adolescenza, come GTO, The Slayers, Saiyuki ecc. però sapete, quando li riguardo non so... provo piacere misto a un sentimento luttuoso, come se rappresentassero un tempo che ho trascorso, tutto sommato positivo, e che non tornerà più. Non so se anche a voi è capitato.

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    63. Beh, quella è la nostalgia, diciamo.
      Non la provo nei termini che descrivi, ma in positivo: ossia provo piacere nel rivedere quelle cose che ancora oggi mi piacciono^^

      Moz-

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    64. Cosa sarebbe "spirito del tempo" ?

      Non scherziamo ☹️

      Al massimo posso capire che sono opinioni soggettive

      "Sinceramente, l'anime di One Piece non rientra in questa categoria."

      Mi dispiace leggere da te queste cose che sembrano uscite dai forum 2008/2011

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    65. Ma come, vogliamo davvero dire che l'anime di OP è un capolavoro? Non si tratta di frase 2008/2011, ma di essere obiettivi.
      Se quell'anime è un capolavoro, allora banalmente Sailor Moon S cos'è?
      E, andando più di nicchia, Utena? O Evangelion?
      Senza scomodare Lady Oscar, per la stessa categoria non OAV...
      Bisogna essere realisti e critici in modo adeguato: non può essere tutto "top", quello è un ragionamento da giappominkia.

      Lo spirito del tempo è un concetto oggettivo...

      Moz-

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    66. Ma cosa c'entra capolavoro o meno? Cosa c'entrano le serie da te citate?

      "Lo spirito del tempo è un concetto oggettivo..."

      Mai sentita una cosa del genere.

      Se alle persone del 2026 ritengono tutto brutto e vecchio tutto lento e noioso problemi loro non miei.

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    67. Avevo scritto che ci sono i capolavori per cui praticamente il tempo non passa. E l'anime di OP non è certo un capolavoro. Ecco perché ti ho citato quei titoli, di gran lunga superiori (oggettivamente direi) all'anime di OP.
      Per il resto, ciò che dici della gente 2026... concordo. Quella è malattia.
      Io parlavo di critica seria.

      Moz-

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    68. La critica seria non può mischiare pere, mele, fave sarebbe come paragonare Il deserto dei tartari a Harry Potter e la pietra filosofale cosa c'entrano?

      L'oggettività se ne va subito a me non piace Lady Oscar e soprattutto Evangelion.

      I capolavori ci sono e rimangono tali ma non è che una serie carina del 1975 nel 2026 diventa brutta perché invecchiata dal tempo.

      Vedo che la pensiamo diversamente ci può stare.

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    69. Non è che diventa brutta.
      Semplicemente nasce per essere carina SOLO in quell'epoca: le cose belle sempre lo sono sempre. Altre sentono il peso degli anni. Altre sono "niente di che" da subito (per esempio One Piece, che secondo me come adattamento anime peggiora a vista d'occhio e oggi trovo davvero insostenibile da seguire)

      Moz-

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    70. Non condivido quindi non posso farci nulla.
      Io ho un'altra scala di valori per valutare se una cosa mi piace o meno.

      Al massimo posso considerare Detective Conan in caduta libera come Dylan Dog post numero 200 per mia fortuna non considero le cose invecchiate o meno ma se mi piacciono oppure no.

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    71. Sono cose spesso personali, poi anche la critica -che cerca comunque di essere il più obiettiva e oggettiva possibile - è sempre personale.
      Però ecco, impossibile per me che ci possa essere anche solo una persona che oggettivamente dice che anime OP sia superiore ad anime Lady Oscar. Sarebbe proprio paradossale.

      Moz-

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    72. Lady Oscar non mi piace perché non amo particolarmente l'ambientazione francese e le vicende storiche di quel periodo nel '700 preferisco storie ambientate nel Nord America e isole caraibiche.

      Mettere a confronto Lady Oscar e One Piece sarebbe come mettere a confronto I dieci comandamenti e Il gigante.

      Sono due cose diverse.

      Ma se anche Lady Oscar fosse il miglior anime di tutti i tempi non toglierebbe nulla a One Piece.

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    73. Vero, non toglierebbe nulla, ma qui parlavamo proprio di critica e confronti.
      Ho citato queste opere per parlare di capolavori eterni e non.
      Oscar, che piaccia o meno, ha regia, character design, musiche ecc... che lo elevano rispetto a una serie molto basic come One Piece.

      Moz-

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    74. Forse perché Lady Oscar sono una quarantina di episodi e invece One Piece diverse centinaia ora oltre 1150.

      "Oscar, che piaccia o meno, ha regia, character design, musiche ecc"

      Non critico e non metto in dubbio le qualità di Lady Oscar semplicemente non mi piace come non apprezzo Goldrake, Creamy Mami, Lamù, Occhi di Gatto, Evangelion.

      One Piece soprattutto fino al time skip non era una mera trasposizione del manga.

      Fino al disgraziato periodo post 2010 c'era ancora libertà e inventiva.

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    75. Eh, questo è un altro discorso. Oggi è raro trovare serie "geniali" e libere, autori veramente innovativi... non so, vedo piattezza, tranne che nell'estetica, cioè cercando di rifarsi graficamente ma i contenuti mancano perché nessuno si avventura più in opere stratificate, anche quando iper-commerciali.

      Moz-

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    76. In parte c'entra con il discorso perché l'anime di One Piece iniziato nel 1999 era beneficiato dal fatto che non erano ancora i tempi degli adattamenti 1:1.

      Adattamenti 1:1 una delle malattie di questi ultimi 15 anni.

      Toei Animation aveva la possibilità di fare un adattamento non con libertà assoluta ma con un buon margine di libertà e la saga dei draghi dopo Rouge Town è un gioiellino.

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    77. Diciamo che spesso per rinverdire un mito, penso sia giusto fare un remake 1:1, perché tanto la serie storica già esiste. Quindi l'unica soluzione è fare poi una versione fedele.
      Per esempio, di Berserk la vorrei.

      Moz-

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    78. Condivido in caso di remake ma io dicevo un'altra cosa.

      Il problema della fedeltà o meno ha radici profonde andrebbe fatto un Sunday Forum o un post riflessivo.

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  12. Anni Novanta.... Penso che c'era ricchezza e stabilità generalizzata.

    Alla fine del 1997 andai a vivere nella casa di nuova costruzione! 125.000.000 lire in contanti più un mutuo decennale per 60.000.000/80.000.000.
    Pagarono i miei genitori con l'aiuto dei nonni paterni.

    Tra il 1988 e 1997 il ramo famigliare di mio padre comprò tre case per sistemare tutta la famiglia.

    In estate non si affittava l'ombrellone per una o due settimana ma tutta l'estate... nonostante la disponibilità di tre spiagge libere molto grandi.

    Io non sono mai stato viziato perché dopo la crisi di mio padre mi sono subito abituato alla nuova realtà più modesta.

    Le vacanze non erano in resort di lusso ma posti semplici Napoli, Roma, Venezia, Gardaland.

    L'Italia era la quarta/sesta economia del mondo il Giappone addirittura la seconda solo dietro gli USA.

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    Risposte
    1. Sì, ma anche per me tra 80 e 90 era così: c'era un innegabile benessere, si stava bene, si poteva campare.

      Moz-

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    2. Io sarei favorevole a un'Italexit, magari all'inizio sarebbe difficile, ma in seguito la Lira potrebbe acquistare di nuovo peso e potremmo garantirci un benessere economico come un tempo.

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    3. Utopia.
      Le strutture politiche sono sempre crollate anche dopo millenni ma finché noi vivremo esclusi eventi catastrofici (es. Terza Guerra Mondiale) l'Italia rimarrà nella UE moriremo senza vedere quel giorno della caduta di Bruxelles.

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    4. Nonostante il posto fisso sento sempre un peso di precarietà, in tutti i sensi, davvero difficile andare avanti così. Ecco perché l'intrattenimento è in fondo un tesoro prezioso perché ti fa sentire meno triste e stressato. Invidio Miki, ripeto, per il suo riuscire ad essere solare e giocoso.

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    5. Più che altro hanno cambiato modus operandi piuttosto che um mancanza di soldi visto che i report annuali segnalano fatturati annui miliardari.
      Ci sta anche con la crescita della popolazione mondiale il mercato si è espanso.

      Per il resto concordo per fortuna il mezzo secolo precedente è una miniera aurifera che non basta una vita per esaurirsi.

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    6. Non invidiatemi, alla fine lo prendo sempre nel di dietro XD
      Sono solare di natura e cerco di essere ottimista perché se ci mettiamo a essere pure pessimisti qui è finita XD

      Moz-

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    7. P. S, HO POSTATO IL MESSAGGIO DELLE 9:41:00 NELLA PARTE SBAGLIATA.

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    8. Miki ma ce l'avessi io il tuo di carattere, riuscirei a stare meglio nel mondo. Io purtroppo vedo tutto nero ahahahha. L'importante è che tu mi non mi cada nella sindrome di Pollyanna ;)

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    9. Ahaha no, per fortuna non sono ottimista forzato!

      Moz-

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    10. Io più che pessimista sono realista e se non c'è nulla per cui gioire non riesco a sorridere.

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    11. Diciamo che ci sono sempre cose piccolissime che valgono almeno un sorriso...

      Moz-

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    12. Io gioisco quando a cena c'è la porchetta della Norcineria Lattanzi tipo XD

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  13. Sono d'accordo Gravo, in Italia la classe medio borghese (tranne eccezioni ovviamente, vale sempre la legge dei grandi numeri) viveva un vita tutto sommato agiata. Gravo fa l'esempio della casa e del resto è così: all'epoca bastava avere un'entrata stabile ogni mese, qualcosa in banca e potevi comprare un'abitazione. Sicuramente era un investimento importante, dispendioso, ma fattibile con qualche piccolo sacrificio. Oggi, anche solo acquistare un monolocale in periferia di Roma è roba da ricchi. Parliamo poi dei docenti di liceo. Negli anni 80-90 un docente di scuola superiore aveva una stabilità economica molto più alta rispetto ai tempi odierni, semplicemente perché c'era un miglior portere d'acquisto. Gli stipendi in lire erano gli stessi di quelli in euro, magari anche più bassi, ma paradossalmente molto più alti per le spese di vita dell'epoca. Pensate che tra un prof e un preside anche il gap stipendiale era più "insignificante" rispetto a ora. Non a caso i docenti di liceo classico erano anche quelli più elegantemente vestiti, tipo quello di Latino e Greco che mostrava autorevolezza non solo per lo stipendio e la sua cultura, ma anche per il look. Insomma, lo stesso docente, oltre a essere apprezzato per il suo essere un custode della cultura e punto di riferimento per la società, era anche più "ricco" e poteva tranquillamente permettersi una casa, una o più auto (soprattutto se anche la moglie la vorava) e figli all'università. Ovviamente senza strafare,ma comunque quello stipendio permetteva di condurre una vita decorosa, anche se si era sposati. Fate ora il confronto con la situazione odierna dei docenti e tirate le somme...

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    1. Esattamente, era diversa la stabilità (o l'illusione della stessa) e anche stipendi e costi erano particolarmente vantaggiosi sotto certi aspetti.
      Oggi tutti stentiamo.

      Moz-

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    2. Due milioni e mezzo di lire al mese eri considerato benestante, un cummenda se erano tre di milioni :D

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