giovedì 5 novembre 2009

°(S)oggetti smarriti

"Fra le stelle di un cielo minore,
nei silenzi tra le parole,
là ti troverò,
ti troverai..."
(Ti Troverai, Piero Pelù 2008)

La vita è un viaggio.
E un viaggio non si compie mai in solitario.
Altre anime nomadi, ci accompagnano. Giusto?
Bene, in questo viaggio ci si incontra, ci si scontra,
si accellera e decellera.
Ci si usa, e ci si scusa.
Si va fuori strada, si torna in pista.
Si incontrano orde di altri viaggiatori,
gente che ti affiancherà e gente che vorrà farti deragliare.
E gente che affianca, che sfianca e che (de)raglia.


Ma alla fine, quando si fa sosta alla locanda, alla stazione, all'ostello, e le stelle della sera disegnano la mappa del tragitto dell'indomani, si ripensa ai passi compiuti.
E ci si domanda quante persone, in effetti, ti sono state accanto alla stessa velocità e sulla stessa strada, ma ognuno con la sua storia da raccontare.


La lista di queste anime nomadi si accorcia sempre di più, viene sfoltita via via, perchè solo pochi possono davvero far parte della parte più profonda della tua anima e del tuo cuore.
Ma poi, si può anche perdere la bussola. Un incrocio, una scorciatoia, e un nome di quella lista sembra essere depennato inesorabilmente, quasi senza un perchè.
Il viaggio diventa smarrimento, anche solo per qualche attimo.
Si cambia.


Ma la bussola la si può ritrovare, con un certo sforzo. Ma si può.
Ed ecco che strade e storie tornano a incrociarsi, e continuano parallelamente.
E si torna, insieme, a lasciare un graffio sul percorso, un segno del nostro passaggio.
Fino al prossimo bivio da superare.


venerdì 23 ottobre 2009

°Papi, mi compri un paio di calze turchesi?

"Di notte voglio entrare
nella televisione,
staccare tutti i fili
con la tua benedizione!"
(Maudit, Litfiba 1992)

Io sono sempre stato contro Facebook.
Lo considero l'ultima frontiera della povertà umana.
La fine della privacy, il trionfo del più basso voyerismo, peggio del Grande Fratello.
E non venitemi a dire che "serve per rivedere l'amichetto delle elementari, quello che una volta mi ha fatto dare un morso al panino con la mortadella!" o che "serve a tenersi in contatto con la gente che altrimenti non sentirei mai!".
E' il trionfo della futilità.
*
Ma ora ho un alleato, in questa mia crociata contro la povertà umana!
L'Informazione di Regime!
Dovendo distogliere l'attenzione sulle malefatte di qualcuno, tra festini e puttanelle, ora che certi Lodi sono stati bocciati, ora che l'autogol con la nemmeno troppo velata minaccia ad un giudice è realizzato -con calze turchesi e sigarette dal barbiere...- , bisogna correre ai ripari.
E quindi, attaccare Facebook, che nei suoi "gruppi" a cui affiliarsi, c'è quello che incita ad uccidere (ma come, poi?) una certa persona. Così come ci sono quelli che incitano ad ucciderne (ma come, poi?) altre mille. O che inneggiano al Duce, o al Kinder Pinguì. O all' "ancora due minuti e poi mi alzo".
*
Che importa il motivo? Che importa se serve a distogliere lo sguardo su ciò che davvero avviene in Italia, confondendo le menti di chi guarda il Tg4 tra la prima e la seconda parte di Tempesta D'Amore?
L'essenziale è che ora posso dare inizio al mio piano di controllo di tutti coloro che sono iscritti su Facebook, e nessuno potrà dirmi niente!! Perchè ai Piani Alti sono con me!
Vi taggherò a morte tutti quanti, fottuti stronzi! RA-TA-TA-TA-TA-TA!!!

lunedì 5 ottobre 2009

°Fottutamente Ebrei


° Bastardi Senza Gloria (Inglorious Basterds)
° di Quentin Tarantino
° 153 minuti
° con Brad Pitt, Christoph Waltz, Eli Roth, Diane Kruger, Mélanie Laurent
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"Questo è il mio capolavoro". Lo dice Quentin, o meglio, Quentin lo fa dire ad un suo personaggio e quindi lo dice lui indirettamente.
Se sia IL suo capolavoro, non lo so. Io amo e amerò per sempre Pulp Fiction, e non ci sono cazzi per nessun altro.
Ma se è UN capolavoro, questo sì, posso dirlo: è vero. E' il suo quinto/sesto film e un quarto, ed è il suo quinto/sesto capolavoro e un quarto.
Inglorious Basterds è un film che dimostra felicemente come Mr. QT abbia ancora tanto da dire, e che soprattutto non gioca al sicuro riciclando formule di successo (qualsiasi altro dei precedenti film) ma si spinge sempre verso nuovi orizzonti (di gloria, o senza gloria...).
IB comincia con una sequenza che è, senza se e senza ma, da premio Oscar.
E' un film che predilige i dialoghi all'azione, ma tramite i dialoghi (spogliati qui del proto-pop contemporaneo, per ovvi motivi storiografici: siamo negli anni 40!) costruisce la tensione che poi esplode -letteralmente- in fuochi d'azione.
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Il Colonnello Hans Landa (Waltz), da solo, vale il prezzo del biglietto: ogni suo intervento nella pellicola è geniale ed irritante, lui sa sempre tutto -o intuisce sempre la verità- e questo non sai dove ti porterà. Possiamo vederlo implacabile come cacciatore di ebrei, o gustare uno strudel con panna montata, o ancora giocare a fare il nazi-principe azzurro per trovare la sua Cenerentola.
Il Tenente Aldo Raine (Pitt) è l'esatto contrario, scanzonato, american (fuckin') way... e implacabile anch'egli.
La sua mania (ossessione?) per gli scalpi, di pellerossiana derivazione, lo rendono simpatico e folle allo stesso tempo. Nel suo gruppo, i "Bastardi", spicca poi Donnie Donovitz (Roth), un padreterno che, in assenza di palline da battere con la sua mazza da baseball, si diverte a usare la stessa sui malcapitati nazisti.
E infine le donne, vere chiavi del racconto, ossia Bridget Von Hammersmark (Kruger), la Mata Hari della situazione, e la bellissima Shosanna (Laurent), padrona di un cinema che sarà teatro (!) di una vendetta annunciata.
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Un Tarantino meno cazzaro del solito, ma che non si risparmia in esagerazioni, che mischia mille generi e musiche e crea un tessuto raffinato lì dove tutti gli altri avrebbero fatto un ricamo orrendo. Un Tarantino maturo e in piena forma, che deve rinunciare alle citazioni moderne ma compensa con una enorme metafora sul cinema, la sua arte e in primis la sua passione. Non è un caso che si parli di cinema sia come locus fisico che come concetto artistico (per quanto possa definirsi "artistico" il film Orgoglio della Nazione...), che si parli di pellicole infiammabili, che un'attrice sia una svolta fondamentale o, nel gioco dell'indovina chi? che alcuni protagonisti eseguono a metà film, si parli di un classico come King Kong piuttosto che di qualsiasi altro nome appiccicato in fronte agli altri giocatori.
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E' il film degli accordi che, bastardamente, saltano. E' il film delle scorrettezze bastarde, che si permette anche di reiscrivere la Storia ma solo perchè sa giocare, bastardamente, con la Storia, trattando in maniera candidamente pulp ma sempre con garbo adeguato anche le cose peggiori, che purtroppo sappiamo non essere fantasia. E', infine, il forno crematorio di una vendetta che appare liberatoria, pur con il doveroso obolo da pagare. Una vendetta ebrea, in una serata tedesca a Parigi con degli americani che si fingono italiani. Cosa si può volere di più di una Operazione Valkiria by Quentin Tarantino?
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Voto: 9