[ANIME] quel che di buono ha fatto Fininvest/Mediaset


Specie per i tanti han vissuto la nippomania a cavallo tra gli anni '80 e '90, le novità in termini di animazione giapponese erano rappresentate unicamente a un'azienda: Fininvest/Mediaset.
Attena a recuperare materiale di prim'ordine dai cataloghi nelle varie fiere, è sempre riuscita a proporre un vastissimo numero di serie tv animate (ma ve ne sono tante annunciate e mai trasmesse: riscoprile cliccando QUI).
A queste vanno aggiunte anche quelle di provenienza americana in primis, portando la sua library a ore e ore di cartoons.
Non tutti sono contenti, però, delle opinabili scelte che tale azienda ha operato: adattamenti e censure spesso arbitrari che arrivarono persino a modificare pesantemente gli stessi prodotti.
Ma... in tutto questo, e con gli occhi di oggi, possiamo affermare che Fininvest/Mediaset ha fatto qualcosa di buono per gli anime?


Prima di iniziare, è bene spendere due parole sulle censure.
Venivano applicate comunque col consenso dei giapponesi; erano talvolta gli stessi giapponesi a togliere qualcosina per "vendere meglio" i loro prodotti; ci sono casi in cui la Mediaset ha adattato meglio rispetto al manga.
Vi consiglio la lettura di questi tre articoli, per approfondire il discorso:

IL CONTESTO

Ovviamente bisogna contestualizzare il momento in cui Fininvest/Mediaset operava.
L'equazione, finalmente superata (a fatica), era quella del cartone animato = prodotto per bambini.
Niente di più sbagliato, ma in quell'ottica ci si doveva muovere.
I cartoons tiravano. I cartoons funzionavano. E meglio ancora, quelli giapponesi. Con storie che sapevano appassionare, regie particolari, disegni accattivanti e trame che tenevano col fiato sospeso.
Inoltre, spesso, generavano profitto attraverso tutta una serie di merchandising abbinabile al titolo.



Avrete sicuramente notato che la Fininvest/Mediaset sceglieva, per i suoi programmi, anime a basso tasso di violenza o addirittura tendenti al genere "rosa", seppur unisex.
Quindi molte storie sportive, avventure, maghette, quotidianità e anche azione ma lontana da sequenze troppo forti. Che tanto, se c'erano, si tagliavano via senza troppi problemi.

Solo verso la fine degli anni '90 le cose iniziarono a cambiare.
Questo perché era impensabile rinunciare, per un'azienda televisiva, a opere come Sailor Moon o Dragon Ball; Creamy o Pokémon. Generavano profitto, ed erano presumibilmente vendute e spinte proprio in previsione di un lancio pianificato fin nei minimi dettagli, a volte anche mondiale.



UNA QUESTIONE ECONOMICA

Arriviamo al punto.
Se è vero che la Fininvest/Mediaset ha massacrato tante serie, è pur vero che quelle serie le ha comunque portate in Italia.
Non poteva esserci altro modo per proporle se non tagliando o cambiando qualcosa, questo è un concetto che deve risultare chiaro.
Allora, mi si dirà: perché comprare certi prodotti se poi li devi stravolgere?



Bene, è una questione economica: le reti sopravvivono con introiti e certi prodotti erano utili a fare share in certi slot e con certe fasce d'età.
Ma non solo: se tali serie animate non le avesse acquistate Fininvest/Mediaset, avremmo potuto non vederle mai.
Nessun altro le avrebbe acquisite, o se lo avesse fatto, sarebbero comunque state censurate per andare in onda in un orario adatto a un certo pubblico che poi avrebbe acquistato il merchandising.
Di certo, non le avrebbero acquisite aziende che si occupavano e occupano ancora di animazione giapponese, visto che il pubblico di nippo-fan, fino alla fine degli anni '90, non era certo così numeroso.



QUEL CHE C'È DI BUONO

Comunque la si veda, se abbiamo potuto goderci un grandissimo numero di serie animate giapponesi (e l'Italia penso proprio sia la nazione che detiene il record in questo senso...) è anche e soprattutto per Fininvest/Mediaset, che ne ha favorito la diffusione.
È vero pure che la stessa azienda si è purtroppo premurata, specie nella seconda metà degli anni '90, di ridoppiare (e ri-siglare) alcune serie storiche, sminuendo il precedente lavoro.
Di contro, ha anche migliorato lavori precedentemente svolti da altri, spesso anche un po' imbarazzanti, ridoppiando e riadattando Doraemon o Dr. Slump e Arale in una edizione più attenta e fedele all'originale.



I prodotti proposti da Fininvest/Mediaset erano costantemente sugli schermi: potremmo parlare quasi di overdose di disegni animati.
Di ogni tipo, per tutti i gusti. E ogni lavoro è stato portato a compimento (latitano, ad oggi, le nuove stagioni di One Piece, Detective Conan o Naruto Shippuden). Ma oggi sono anche altri tempi.
All'epoca d'oro di Bim Bum Bam e tutti gli altri contenitori (Ciao Ciao, Game Boat...) abbiamo potuto vedere ogni cosa possibile, e niente era lasciato a sé.
Sapete che alcune nazioni non hanno mai visto l'ultima stagione di Sailor Moon perché mai trasmessa dalle loro tv, ai tempi?



CONCLUDENDO

In sostanza, se oggi abbiamo una così vasta cultura di opere nipponiche è merito anche della Fininvest/Mediaset: tantissime ore dedicate a questi prodotti, creando una vera e propria cultura "parallela", una sorta di famiglia che ulteriormente poteva generare profitto.
La scelta di affidare tutte le sigle italiane a due o tre artisti, la scelta di certi studi di doppiaggio, la scelta di programmi-contenitore ha permesso la nascita di un sistema vero e proprio, fatto di trasmissioni, volti, voci, sketch, dischi e concerti.
Vero che gli anime sono stati censurati, a volte anche in modo imbarazzante.
Ma era meglio non avere niente, o meglio avere tutto questo?
A voi la parola.

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100 commenti:

  1. Onestamente, sono contenta di avere visto tutti quei cartoni da bambina e sì, mi sento di dover ringraziare Mediaset per questo. Per le censure, da piccoli non le si percepisce se non in parte, da grandi si può sopperire all'idiozia censoria recuperando le opere originali, i manga in primis, ampliando così ancor più la conoscenza.
    Quindi, non tutto il male vien per nuocere :)

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    1. Esattamente! Anche io la vedo così :)
      Ci siamo fatti una doppia cultura non da poco!

      Moz-

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  2. Sicuramente Mediaset ha fatto il botto con gli anime, ma ricordiamoci che Atlas Ufo Robot è stato trasmesso per la prima volta dalla Rai come un prodotto innovativo e solo successivamente Mediaset ha mandato a nastro tutti gli altri anime. Inoltre serie come quella di Jeeg si trovavano solo sulle piccole reti locali che probabilmente li avevano acquistati senza sapere che razza di bomba avevano tra le mani

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    1. Non vorrei sbagliarmi ma Atlas Ufo Robot e Jeeg son dell'era pre -fininvest.
      Si tanti cartoni di robot son stati trasmessi su reti locali..ma ricordo che pure Lupen III non ha visto la luce sulle reti mediaset.
      Ma forse sbaglio...

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    2. Esattamente: all'epoca di Ufo Robot la Fininvest ancora non esisteva.
      E comunque, ecco... anche Ufo Robot aveva un adattamento che ha cambiato i nomi di tutti i personaggi.
      Lupin III, per rispondere a MAX, nasce infatti sulle reti locali pre-Fininvest e poi è stato riacquistato da Fininvest (oggi Mediaset) che si occupa ancora adesso della sua messa in onda (in un caso pure in anteprima mondiale).

      Moz-

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    3. Infatti gli episodi di Lupin non avevano tagli finché andavano sulle piccole locali se ricordo bene.

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    4. Sì, anche se avevano adattamenti un po' meh... ma quello è perché non si aveva percezione totale delle grandi opere che si avevano tra le mani...

      Moz-

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  3. Va bene, ha fatto qualcosa di buono, ma si poteva fare molto di meglio:
    - mai visto un anime robotico in "Bim Bum Bam", tutto era confezionato per un pubblico femminile o appassionato di sport. Certo, belli "Pollon", "Sui monti con Annette", "Mimì e la nazionale di pallavolo", ma il settore fantascienza cosa ha proposto a parte "Nanà supergirl"? Impegno per mettere in regola il doppiaggio di "Gundam"? Go Nagai e Leiji Matsumoto boicottati manco ci fossero messaggi massonici subliminali come nella Disney...
    - mai pensato a una doppia trasmissione, edulcorata in fascia protetta e integrale in seconda serata, come fatto - se ricordo bene - da VideoMusic o MTV? Lo stesso anime proposto a pubblici diversi...
    - lasciare le sigle originali italiane senza per forza fare guadagnare la pagnotta alla Cristina nazionale (non Parodi).

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    1. Mi vien da pensare anche allo stato attuale delle cose, Gas che i Robot siano piaciuti solo a quelli della nostra generazione diventando ben presto fuori moda.

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    2. In realtà La Regina dei Mille Anni su Fininvest ci è passata (con sigla della D'Avena) e nel 1997 anche Capitan Harlock.
      Ma appunto: con la nascita ufficiale del polo berlusconiano, il diktat era quello di trasmettere opere quanto più "innocue" possibili.
      C'è da dire che però proprio Italia 1 ha riportato (ufficialmente, peraltro) Gundam in Italia (Gunda Wing, nel 2001) e ha trasmesso il primo Gundam storico con doppiaggio fedele (e edizione non pirata, come era quella passata anni prima...).
      Inoltre, c'è da dire che comunque anche Junior TV e Italia7 per un periodo sono state sotto l'egida mediasettiana e lì qualche altra opera un po' meno femminile-sportiva c'era. E sempre Mediaset era, per quanto fosse "minore".

      Mediaset ha proposto la sua fascia notturna (a mezzanotte, Berserk, nel 2001-2002) senza censure. Ma non c'era mercato.
      Le sigle originali: senza quelle della D'Avena (e di Draghi, Destro, Vanni) non ci sarebbe stato quello che elenco nel post. Una vera e propria famiglia, possibili concerti, dischi... sarebbe stato tutto una cosa a sé...

      Moz-

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    3. @MAX: gli anime robotici in Giappone li continuano a produrre, da noi si è fermata l'importazione pressappoco con "Evangelion"; ci sono arrivati "Mazinkaiser", il nuovo "Jeeg Robot", e poco altro in tv.

      @Moz: giuste osservazioni, ma mi pare si stesse parlando di un periodo precedente. Per quanto riguarda la mia giovinezza, Mediaset si è mossa tardi.
      C'erano sì le emittenti controllate da Mediaset, su Italia 7 seguivo "Masters", "Transformers", più volte "Conan il ragazzo del futuro", una delle ultime programmazioni di "Ufo Robot Goldrake"... Tuttavia la scelta di tenere questi prodotti sulle emittenti secondarie anziché mescolarli per offrire una programmazione che potesse accontentare fratelli con gusti differenti senza competere col telecomando... Boh, non era il mio caso ma l'ho sempre trovato sbagliato.

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    4. Vero, da noi i robottoni sono quelli anni '70 osannati dai girellari (che ad esempio nemmeno amano Evangelion).
      Però tipo abbiamo avuto altre cosettine oltre quelle citate... Ma evidentemente è un genere che non tira più manco in nippolandia.

      Beh, diciamo che la fininvest nasce nel 1982 e i primi cartoon trasmessi sono del 1983 che io sappia...
      Comunque, io capico che trovavi sbagliato quel modo di proporre le cose, ma loro avevano ben differenziato le cose.
      Proprio per espandersi e fare ascolti in tutta sicurezza, con opere che i genitori avrebbero permesso tranquillamente ai figli di vedere (e quindi di comprare relativo merchiandising) la scelta ricadeva su cartoon "neutri".
      Tanto poi c'erano le reti minori controllate da loro che potevano trasmettere altro, anche roba proficua (vedi I Cavalieri dello Zodiaco).

      Moz-

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  4. Ma sai, io spesso alle censure che hanno fatto ci guardo più con curiosità, ma non ne faccio un problema se all'epoca certe cose le hanno cambiate. Anche peché bene o male uno si affeziona a quello che ha visto da piccolo :)

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    1. Anche, esattamente.
      E da grande, una volta che comprendi, puoi recuperare l'opera originale, comunque... che hai conosciuto COMUNQUE grazie a Mediaset :)

      Moz-

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  5. Ma sì, cerchiamo di concentrarci sul lato positivo, ovvero sul fatto che almeno ne ha fatti conoscere tanti. Poi gli appassionati hanno avuto tempo e modo per cercarsi magari le versioni originali o non censurate.

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    1. La vedo anche io così.
      Oggi in Italia non avremmo tutta questa passione per l'animazione giapponese se non fosse anche per Mediaset e il mondo che le ha creato attorno^^

      Moz-

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  6. Meglio aver avuto tutto questo che niente, assolutamente ;)

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    1. Già, anche perché ripeto... alternative non ce n'erano...

      Moz-

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    2. Oddio, alternative ce n'erano: fino ai primi anni '90, se volevi qualcosa di meno sdolcinato, avevi a disposizione le reti locali e minori (anche una "novità" come i Cavalieri è finita su Odeon e poi su Italia 7, senza censure, per quel che ricordo. Rivederla nello spezzatino di Italia 1 mi rovinò un pranzo) e Junior TV è andato avanti fino alla fine degli anni '90, sebbene abbia passato un periodo di programmazione un po' fiacca - ma intorno al '93 o '94 ci ho trovato il primo blocco del cartone di Yawara, che mi piaceva molto (e repliche fino a mezzanotte). Qualcosa di buono c'era sempre, nonostante il bambinume imperante.

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    3. Intendevo... alternative ad avere quelle stesse opere ma senza censure.
      I Cavalieri erano sempre by Mediaset... era una sorta di succursale ma alla fine era un'opera Giochi Preziosi / Fininvest che era destinata non a Bim Bum Bam o Ciao Ciao ma ai canali satellite di Berlusconi.
      E ti dirò: era censurata anche nella sua prima messa in onda 1990, dai giapponesi stessi tralaltro.
      Oltre che adattata da noi in modo ovviamente mediasettiano (no riferimenti al Giappone, che diventa Nuova Luxor, nomi tutti cambiati e semplificati e via dicendo...)

      Moz-

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    4. Carissimo Moz, sei molto competente sulla materia,ma stavolta tocca smentirti, i cavalieri dello zodiaco non erano by Mediaset, ma la prima serie fu acquistata da Odeon TV, poi Mediaset acquistò la seconda serie e la girò ad Italia 7 (sua controllata)!

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    5. Ciao Saro, benvenuto a bordo e grazie mille per i complimenti e per il commento^^
      La questione Odeon è complessa (la tratteremo a breve: stay tuned), in effetti hai ragione sulla questione ma sai che sui CdZ l'adattamento è stato voluto dalla Giochi Preziosi?
      Diciamo che questo titolo è uno di quelli incappati nella diatriba tra Odeon e Fininvest... Bisogna capire come abbia fatto quest'ultima a strapparlo alla prima, oppere se già da sempre c'era un accordo preciso tra le parti (visto soprattutto che doppiatori, adattatori ecc non sono cambiati tra un blocco di puntate e l'altro, e anche la seconda sigla era sempre di... Odeon Boys ossia Massimo Dorati )

      Moz-

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  7. Ah, hanno fatto qualcosa di buono? 😅
    A parte gli scherzi, a me piacciono pure stravolti, motivo per cui apprezzo entrambe le versioni di Orange Road 😉
    Quindi concordo, meglio così che niente, scene con Bulma censurate a parte (tutto ciò che va a braccetto col MOIGE, mamme represse che non hanno più visto un cazzo dopo il concepimento, va condannato).

    Hai fatto bene a mettere Occhi di Gatto subito prima di quello che hai scritto. Un anime preso da uno shonen manga che si è trasformato in qualcosa tendente al rosa.
    Su Doraemon e Dr. Slump sai come la penso, quindi ti mando amichevolmente a cacare 😝

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    1. Ahaha, e non sono gli unici titoli, Doraemon e Slump: c'è anche Gundam!
      Ridoppiato e riadattato in modo più preciso e professionale XD

      Moz-

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  8. Wao, cosa non ti era permesso vedere?
    Anche perché comunque quelli di BBB erano abbastanza innocui e, se pericolosi, comunque censurati^^

    Moz-

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  9. Esatto, anche io vidi DragonBall su Junior Tv nella sua primissima trasmissione, che però passò praticamente inosservata. Invece, la versione di Dragon Ball sempre su Jtv (e reti private) degli anni '90 era già della Mediaset, prima di approdare col lancio in grande su Italia 1.

    Moz-

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  10. Meglio censurati che non avere nulla..sicuramente! Le alternative se vogliamo erano quelle tv private che trasmettevano qualche cartone, è così che ho visto Kenshiro, Lamù, la prima serie di Dragon Ball, e senza nessuna censura!

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    1. La prima serie di Dragon Ball però nemmeno tutta, eh.
      Per fortuna dopo il titolo è stato riacquistato da Mediaset... vedi?
      È vero, c'era comunque una alternativa a Mediaset ma erano spesso repliche di repliche mandate per anni: per i prodotti nuovi c'era solo la Mediaset.

      Moz-

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  11. Per me, tre quarti di quelle censure se li potevano cacciare a mo' di spiedo: posso anche capire il taglio di scene tendenti al piccante (c'è ancora un forte tabù, al riguardo) già meno riesco a digerire il taglio del sangue (e lo trovo pure diseducativo: un bambino scemo potrebbe pensare che a pugnalare qualcuno si fermi il tempo e si sgrani la realtà XD ) per non parlare della sciatteria di modificare il cartone e lasciare intatto il riassunto nella puntata successiva.
    Ma diciamo che capisco anche il censurare la violenza e i suoi esiti più naturali in modo idiota... quel che non accetto è la modifica a cazzo dei fotogrammi per far sparire gli ideogrammi, il cambio dei nomi originali (in ambito Harry Potter mi ha fatto saltare i nervi qualche alterazione minima, figurati con gli anime de li mortacci) e lo stravolgimento di situazioni bsnali, tipo assorbenti che diventano portafortuna e sciocchezze simili.
    O suore novizie a cui spuntano sorelle gemelle amiche di ladre prestigiatrici, mai sia che la futura sposa di Cristo possa commissionare un furto...

    Da un lato, è stato un bene poter vedere tante serie, ma dall'altro, la considerazione che i responsabili degli adattamenti avevano del loro pubblico era indecente e il trattamento riservato a prodotti che non erano solo merce, ma anche arte, è stato scandaloso. Spesso pure sciatto.

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    1. Il cambio dei nomi lo hanno operato anche altri prima di Mediaset... pensiamo a Ufo Robot (certo, acquistato dalla Francia) dove per un adattamento che occidentalizzava i nomi, ci ritroviamo con un personaggio che cambia nome tre volte in tre opere (Goldrake, Mazinga Z e il Grande Mazinga).
      Ma dopotutto anche Mickey Mouse è Topolino, perdendo il suo stesso nome.

      Questo tipo di adattamenti volti a "localizzare" il prodotto li ha fatti chiunque: ti pare che un ninja si possa chiamare Nino? XD
      Mediaset li ha estemizzati arrivando a censurare ogni riferimento alla cultura nipponica: pagina tristissima della sua storia editoriale.
      Oggi fa ridere anche solo pensarlo.
      Così come fa ridere pensare che davvero hanno spesso stravolto in modo assurdo alcune cose.
      Non solo merce ma arte, vero: il problema è che i primi a fregarsene sono i giapponesi stessi, perché tali modifiche le fai solo col loro esplicito consenso...

      Moz-

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    2. Quando ero bambino, manco me ne accorgevo. Crescendo, ho sviluppato un gusto per un adattamento meno inventato: già in traduzione c'è roba che salta, se poi ci si mette pure a inventare...
      Non dico di fare parola per parola (le cannarsate non mi piacciono) ma i suoni dei nomi giapponesi non è che siano tanto alieni, per un italiano.
      Per un sardo, poi: parla in sardoa un giapponese e quello cercherà di capire che cavolo di assurduta tu stia dicendo XD (pare che la fonetica di certi dialetti sardi e del giapponese siano simili)

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    3. Ahaha non sapevo questa cosa della fonetica sardo-nipponica XD
      Comunque, anche io preferisco ovviamente adattamenti equilibrati, che tengano conto della lingua di arrivo (l'italiano) e dell'opera originale.
      Meglio le cazzate Mediaset che le traduzioni di Cannarsi, per me.

      Moz-

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    4. Oddio, le sorelle gemelle del cuore sono un pezzo da novanta sel nonsense, ma in linea di massima ti docragione. Certi adattamenti Mediaset inventavano cose, ma almeno si capiva cosa venisse inventato XD

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    5. E pensare che quella non fu nemmeno colpa della Mediaset.
      Infatti all'inizio la questione non era censurata... poi sono stati costretti a farlo XD

      Moz-

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  12. Oddio, ricordo che quando uscì Dragon Ball,intorno al '90, a scuola ne parlavano praticamente tutti!

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  13. Mediaset avrà le sue colpe innegabili, ma almeno ha avuto il merito di contribuire al lancio e allo sviluppo del settore manga nell'editoria: io genitore vado in edicola col mio figlioletto a comprare il Corriere della Sera e Topolino, vuoi che non gli compri il giornalino di Dragon Ball, o il pacchetto di figurine dei Pokemon?
    D'altronde stiamo parlando di un settore che da sempre ha campato a merchandise, mica a VHS. XD

    Adesso gli anime "novità" non vengono quasi più trasmessi, e gli effetti si vedono, perché gli editori di manga sono sempre più in crisi, non c'è più ricambio generazionale, i prodotti diventano sempre più di nicchia, e si guadagna praticamente solo con le ristampe delle vecchie glorie.

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    1. Cara Ransie, tocchi un punto importante che ho omesso: il boom dei manga/anime in Italia, consapevole, è stato dalla seconda metà degli anni '90 dopo un precedente boom non però così forte e dirompente.
      E perché? Lo hai detto tu: c'era il cartone in tv, vecchissimo o nuovissimo che fosse? ZAC: manga, anime comic, riviste in edicola.
      Oggi ciao core (ma comunque devo dire che c'è poco da trasmettere di bello e funzionale come un tempo, non per niente rifanno nuove stagioni di Dragon Ball o portano all'eccesso Detective Conan e One Piece)

      Moz-

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    2. Esatto, hai proprio ragione: è cambiato il mondo, è cambiato il modo di pensare queste opere.
      Noi abbiamo avuto serie di durata esigua ma comunque appassionanti e anche artistiche (Il mistero della pietra azzurra) altre con centinaia di episodi e varie stagioni (Sailor Moon, Slayers, DragonBall...) direi che la differenza è proprio a monte.
      Forse in Giappone hanno già detto tutto e non v'è altro che possa piacere così tanto come prima.
      My hero academia alla fine è il solito shonen... dopo Naruto ma soprattutto dopo il bellissimo Hunter X Hunter non ha nemmeno senso.

      Moz-

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    3. @A.J Lo streaming funziona quando si è in tantissimi a guardare la stessa cosa in contemporanea, è per questo che serie tv come Game of Thrones e Grey's Anatomy hanno avuto un successo stratosferico.

      Ma non ha alcun senso applicare questo concetto ai cartoni animati destinati a un pubblico in età scolastica o prescolastica: i bambini piccoli non navigano su Internet da soli finché non trovano il cartone che più piace loro: i cartoni animati sul pc glieli scelgono i genitori.
      Oltretutto, io sono scettica sui risultati che ottengono i genitori che "vogliono crescere i figli coi veri cartoni di una voltaaaahhh!11!1", e impongono la visione di Ufo Robot, Mazinga...
      I cartoni animati e le serie tv sono dei prodotti che si nutrono anche di inclusività e condivisione con gli altri: a un bambino potrà anche piacere Mazinga, ma se tutti i suoi amichetti giocano coi Pigiamini, i cagnolini, i Mini Pony... anche lui vorrà vederli e giocarci.


      @Moz È un po' cambiata l'animazione in generale.
      Dopo il "fenomeno Evangelion" si è iniziato a concentrare il budget prima destinato a serie tv annuali (52 episodi circa) in serie più corte (26/13 episodi), ma con trame e sottotrame più profonde e a lungo respiro.
      I mangaka non gestiscono più le storie a colpi di scena settimanali e idee estemporanee (stile Ken il Guerriero, Saint Seiya, Sailor Moon, Dragon Ball...), ma tendono a strutturare il manga con una trama orizzontale, trame verticali, sottotrame... proprio come se fosse la sceneggiatura di un romanzo.

      Lo stesso mondo dell'animazione è cambiato, perché ormai i disegnatori costano (prima a parità di budget erano praticamente schiavizzati), e costa meno la computer grafica che non il disegno a mano classico, mentre prima era il contrario.

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    4. D'accordissimo con te, Ransie, sul crescere i bambini. Non bisogna dar motivo di esclusione.
      È bello poter dare alternative, ma non escludere le cose che vedono tutti e che fanno fare gruppo.
      Noi siamo stati fortunatissimi, comunque, perché abbiamo visto di tutto -dalla qualità disneyana alle iperviolenze nipponiche- senza distinzioni.

      Vero per tutti questi cambiamenti; semplicemente è un peccato che le uniche novità sono i sequel e i remake delle cose storiche.
      Ma prima o poi anche il nuovo trend cambierà...

      Moz-

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    5. Io non sono assolutamente daccordo con quello che dice -Ransie-, perchè purtroppo non tutti i ragazzini di oggi sono costantemente seguiti dai genitori, e di conseguenza loro fanno un pò il cacchio che gli pare davanti al computer, e comunque penso che A.J. si stesse riferendo ad una fascia di età maggiore a quella che ha inteso -Rensie-, e quindi i ragazzi di 13/14 anni, gli anime se li guardano in streaming, allontanandosi così dalla televisione, che tanto a parte qualche canale a pagamento dedicato al genere, se ci pensiamo bene, non stanno trasmettendo praticamente più nulla in TV.
      Poi posso anche sbagliarmi, però penso che A.J. volesse dire che con l'arrivo di internet i ragazzi abbiano preferito guardare i cartoni animati in rete piuttosto che in televisione, e penso che sia anche per
      questo motivo che nei palinsesti televisivi trasmetteno meno cartoni animati rispetto al passato, ma questo se ci pensiamo bene, è abbastanza normale, visto che in rete puoi guardare tutti i cartoni che vuoi, quando vuoi e come vuoi, senza alcun limite, cosa che invece ai nostri tempi era impossibile, perche negli anni '80 e '90, i cartoni erano solo quelli che trasmettevano in tv, il telespettatore non poteva decidere una beneamata mazza, quelli erano, e quelli ti dovevi guardare, che poi secondo me, era anche più bello dover aspettare fino al giorno dopo per
      guardare un nuovo episodio.
      Detto questo, posso concludere dicendo ad A.J. che sono daccordissimo con tutto quello che ha scritto, e all'interrogativo finale del suo messaggio diretto a -Rensie-, e cioè: Forse è più semplicemente cambiato il mondo? Io rispondo semplicemente con la sua stessa frase che troviamo all'inizio del messaggio sempre diretto a -Rensie-, ovverosia: << La tv è obsoleta oggi c'è lo streaming >>...E quindi si, caro A.J., oggi con lo streaming in rete il mondo della televisione per quello che riguarda l'animazione, e stato costretto per forza di cose a cambiare, diventando però così, obsoleta...PUNTO!
      E comunque per concludere veramente, voglio dirvi anche che gli anni d'oro dei cartoni animati '80/'90 non torneranno mai più, e quindi beati noi che ce li siamo goduti dal vivo a quei tempi, e che oggi ce li ricordiamo ancora con tanta nostalgia, alla faccia di questi cazzo di Post-Millennials, che per quanto si sforzino a ricercare serie vecchie per poi guardarsele una dietro l'altra senza pause, senza pubblicità e senza CIAO! CIAO! e BIM BUM BAM, non potranno mai provare e sentire le sensazioni e gli odori degli anni '80 e '90, perchè cari fanciulli miei, QUELLE COL CAZZO CHE POTETE SENTIRLE O VEDERLE IN STREAMING!

      BYE! BYE!

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    6. In realtà, roba interessante ce n'è oggi come ce n'era un tempo, solo non bisogna aspettarsi di rivivere le stesse sensazioni: il mondo cambia, la gente pure e spesso, personalmente, voglio sì vedere il vecchiume, ma il vecchiume vero, non quello riverniciato per sembrare nuovo.
      Se cerco il nuovo, voglio il muovo per davvero.
      Se però la TV tradizionale

      1) ti relega la roba buona
      ai canali minori (quelli che sono i primi a non trasmettere appena c'è un problema di trasmissione) perché è interessata solo a trasmettere programmi per matrone
      2) ti porta le novità con uno o due anni di ritardo (oggi è follia, come buttare un potenziale successo) perché si fa sempre soffiare le esclusive temporanee da Sky, Netflix o altri
      3) ti trasmette gli episodi di una serie in ordine casuale, o cambia gli orari a casaccio e in continuazione
      4) etc. (Il fumetto non può spingere perché esce solo in fumetteria e non tutte le città hanno una fumetteria vicina; il prodotto è una merda trovata nelle buste degli scarti dei diritti; il cartone è adattato da cani; i soliti pacchi di pubblicità che ok, ci deve stare, ma proprio così tanta? Etc.)

      non trovo tanto strano che i cosiddetti gggiovani, croce e delizia di tante discussioni, preferiscano servirsi in altro modo o si dedichino direttamente a tutt'altro ammesso che siano abbastanza grandi da scegliere.

      La situazione ha molte cause concatenate (sospetto che ci si potrebbero scrivere pagine e pagine in merito) e sebbene non mi azzardi a dire che lo schifo di trattamento operato ai danni di certe serie sia la causa primaria della disaffezione di un certo pubblico nei confronti della TV tradizionale, sono convinto che sia stato uno dei motivi per la fuga degli interessati verso i più verdi pascoli di internet.
      E la TV non ci ha nemmeno provato, a riprendersi i fuggitivi con un'offerta migliore. Forse trova che sia meglio così: a un pubblico poco variegato non devi offrire tanta scelta, compri o produci tre tipi di prodotto e sei a posto.

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    7. @ Ultima Weapon: è ovvio che non potranno vivere le nostre stesse emozioni, forse manco le cercano e guardano le vecchie serie in streaming perché qualcosa li ha incuriositi.
      Probabilmente nemmeno io e te provavamo le stesse emozioni :P

      Nel bene e nel male, essere bambini oggi è un po' diverso da come lo fosse trenta o quarant'anni fa, forse un programna strutturato come il vecchio Bim Bum Bam non sarebbe più attraente e trovare una formula che acchiappi tante età diverse in modo trasversale potrebbe essere un'utopia - una singola setie potrebbe farlo, magari, ma un'intero contenitore con una selezione di cartoni e sketch... già io cambiavo canale (cartoni di ogni tipo ovunque e a ogni ora, avevo gioco facile a saltae Candie e Georgie in.attesa del cartone successivo, praticamente c'erano cartoni ovunque dalle sette del mattino alle otto e mezza di sera!
      Adesso ci sono cartoni ovunque, on demand, senza pubblicità e, se ti stava sullo stomaco (come a me, che preferivo altri conduttori) pure senza Bonolis :P

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    8. Fare un Bimm Bum Bam oggi dovrebbe tenere conto dei nuovi linguaggi: non è impossibile. Molto youtuberistico, ecco come dovrebbe essere.
      E che problema c'è: già dagli anni '80 ai '90 BBB era cambiato moltissimo, e vorrei vedere.
      Vero che la tv deve aggiornarsi, o tornare ad autoprodurre cose originali e di qualità (finita con Romanzo Criminale la serie, ormai dieci anni fa, ed era pure su Sky).
      Comprendo il vostro discorso ed è ovvio che se hai a disposizione la rete, allora ne approfitti.
      Ma... per esempio: Mediaset fa ridoppiare vecchie cose con nuovo adattamento. La rete non ha quell'opera lì.
      Mediaset recupera cose che sulla rete non ci sono. La rete non ha quelle opere lì.
      Insomma, c'è del materiale sfruttabile, e ci puoi costruire attorno un'offerta che fidelizzi il pubblico.
      Tv8, Nove, Spike pare vadano bene, no?

      Moz-

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    9. BUONGIORNO Conte Gracula!

      Prima di risponderti, volevo fare un piccola premessa:
      Nella parte finale del mio messaggio, io stavo semplicemente scherzando,
      non bisogna prendermi sul serio, era un pò uno sfottò da stadio da parte
      di una generazione nei confronti di un altra...era tanto per ridere...
      tutto quì.

      Ora, condivido le tue ipotesi sulle ragioni dell'allontanamento dei giovani dal mondo della TV, come condivido le ipotesi di A.J. sul perchè la TV non trasmetta più i Cartoni Animati come faceva un tempo, e le cause ovviamente possono essere molteplici, e potremmo stare quì ad elencarne a centinaia...il problema però, e che io onestamente non ne ho proprio voglia...Però , se proprio ti devo dire la mia, allora ti dico che la ragione principale, secondo me, è solo una, e cioè, che gli ANIME non tirano più come un tempo, e alle Aziende Televisive non importa assolutamente nulla, perchè alla fine loro il guadagno, oggi come oggi, lo fanno comunque con i TALENT, i REALITY, i programmi spazzatura tipo POMERIGGIO (FECCIA) CINQUE e compagnia bella. E per i ragazzi cosa offre oggi la TV?...Poco o Niente, perchè tanto i giovani hanno i loro SOCIAL NETWORK, e le odiatissime (almeno per me) APP tipo TIK TOK! E quindi per quale motivo le TV dovrebbero perdere tempo e denaro per cercar di riavvicinare i giovani al mondo dei Cartoni Animati?...Non avrebbe senso...O NO?!

      @ Conte Gracula: Verissimo che i programmi come BIM BUM BAM con i BONOLIS (che a me non dispiaceva affatto) oggi sarebbero improponibili, anche perchè se ci fosse stata la possibilità di guadagnarci, allora stai pur certo che ne vedremmo in ogni dove, e poi sono anche daccordo (Cacchio, con te è difficile essere in disaccordo) che negli anni '80/'90, avevamo una vasta scelta di Cartoni, l'unica differenza però (E qua finalmente siamo in disaccordo) e che se a te piaceva un unico Cartone Animato (Cosa che non ho specificato nel messaggio precedente) potevi guardare solo un Episodio al giorno, mentre invece oggi, te saluto!...La vasta gamma che c'è in Streaming ti permette, anche se ti piace una sola serie, di vederne comunque quanti episodi vuoi della suddetta... noi invece tutta questa scelta non ce l'avevamo mica, perchè ti ripeto: Quello era, e quello ti dovevi guardare...O ti mangi sta minestra...:)

      BYE! BYE!

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    10. @ Ultima Weapon: io non so se davvero i più giovani siano interessati solo al lato social e web della vita. Se guardo qualcosa su Youtube, vedo fan accaniti di ogni cosa e non sembrano tutti diversamente giovan come me. E prima della quarantena, la fumetteria si Cagliari più giovane era quasi sempre piena di giovincelli, compresi neo-maggiorenni intenti a fare spese con la 18 app (e la distribuzione tra nerd sfigatelli e aspiranti indossatori di entrambi i sessi era abbastanza equa).

      Credo che servirebbe un bel censimento a tema, per chiudere la questione, ma l'ISTAT non la immagino, a farne uno XD

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    11. @ Moz: il problema è che i canali "minori" sono maggiormente soggetti a problemi di trasmissione, sebbene l'eventualità sia molto più rara che prima del digitale terrestre.
      E a volte è pure una rottura cercarli (col fatto che ogni tot mesi devo risintonizzare i canali, ho smesso di spostarmeli nell'ordine nerd da molto tempo :P ).

      La verità è che con la varietà odierna di canali, si potrebbe fare un po' meglio. Ma chi controlla le televisioni srmbra poco interessato a farlo, a costo di trasmettere sempre lo stesso pattume.

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    12. Questo purtroppo è vero.
      Italia 2 ci prova, ogni tanto... in realtà ci vorrebbe un canale a costo zero che se ne frega degli ascolti, magari messo all'interno di un pacchetto più ampio...

      Moz-

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  14. BUONPOMERIGGIO MIKIMOZ!

    Mi trovo daccordo su quasi tutto quello che hai scritto, perchè e vero
    che la FININVEST/MEDIASET ha il merito di aver portato una valanga
    di Cartoni Animati Giapponesi che altrimenti non avremmo mai visto
    in altri canali, ed è anche vero che alcune censure visto il target
    alla quale queste serie erano destinate, era inevitabilmente obbligatorio,
    però, io devo dirti che nella mia adolescenza sono cresciuto con tutti
    quei Cartoni che andavano in onda nelle fantastiche reti private locali,
    dove la parola censura non sapevano nemmeno cosa volosse dire, e quindi
    per forza di cose, il paragone e inevitabile, ma questo non toglie
    comunque il merito al biscione di aver fatto sognare tanti ragazzi
    (me compreso) con le serie che hanno trasmesso.
    VABBE'! Possiamo dire che le reti locali, hanno accontentato tutti quelli
    della mia generazione, MEDIASET invece ha accontentato parte di quelli
    della mia generazione e tutta quella che gli è succeduta, e per finire
    sono arrivate MTV ANIME NIGHT e RAI 4 che hanno accontentato tutti, visto
    che proponevano un pò di tutto senza censure... però va anche detto che
    su questi canali le sigle erano tutte in lingua originale, e questo a mio avviso li ha un pò penalizzati...o forse no?!...Beh! Mi sa che pensandoci bene, forse è stato meglio così, visto gli scempi di SIGLE di MERDA che
    sono venute dopo gli anni 2000!...E quindi hanno fatto bene...GRANDI MTV
    e RAI 4!
    Poi voglio precisare che non ho citato tutti i canali SKY e compagnia bella,
    perchè io i cartoni animati su queste PAY PER VIEW non li ho mai seguiti...

    Però se ci penso bene, visto il canone, anche la RAI è a pagamento...o no?!

    Concludo dicendo che l'unica cosa che io non perdono a MEDIASET, è l'aver
    rifatto alcune sigle storiche che secondo me non avrebbero mai
    e poi mai dovuto toccare...MALEDETTI! Forse le uniche due sigle che gli
    perdono sono LADY OSCAR (VERSIONE DRAGHI) e LUPIN (SEMPRE DRAGHI), tutte
    le altre invece, mi dispiace tanto per CRISTINA D'AVENA, ma RIPETO, non avrebbero dovuto assolutamente toccarle...MALEDETTI 2 VOLTE!

    VABBE' DAI! Tagliamo la testa al toro, e diciamo EVVIVA a tutte le
    emittenti che negli anni hanno trasmesso i MERAVIGLIOSI Cartoni
    Animati che abbiamo guardato nella nostra infanzia, adolescenza,
    e perchè no, anche nella nostra età adulta...TIE'!

    BYE! BYE!

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    1. Hai ragione, alcune sigle storiche non le avrei toccate nemmeno io... tranne proprio quelle che citi e che sono meglio di quelle vecchie.
      Lady Oscar dei Cavalieri del Re faceva sembrare il tutto una storiella per minorati mentali, la sigla fininvestiana restituisce la drammaticità dell'opera.
      Lupin di Draghi ICONICA, ma devo dire che anche la nuova Candy non è male, pure se l'originale è altrettanto bella.

      Mediaset provò a fare qualcosa di notte e senza censure (vedi Berserk) ma non andò benissimo... come azienda deve poterci guadagnare, e sicuramente i numeri che faceva l'anime night, per MTV, erano sufficienti.

      Moz-

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    2. @ Moz: che mi dici della sigla Mediaset per il cartone giapponese su Re Artù? Io non riuscivo ad ascoltarla XP
      O la sigla di Vanni dei Cavalieri, santo cielo, una delle peggiori cose fatte da quell'uomo.

      Probabilmente, molti cambi du sigle saranno stati dovuti a questioni di diritti, alla necessità di riempirci Fivelandia 200 o alla volontà di modernizzare il tutto, però alcune delle nuove sigle erano atti di lesa maestà.

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    3. Ecco, bella questione.
      Le sigle rifatte nella seconda metà anni '90 sono veri e propri atti di lesa maestà. Bruttine.
      Le sigle rifatte prima non sono male (cedi Dolce Candy) o sono addirittura meglio (Lady Oscar) -ovviamente per me-.
      La sigla tunz dei Cavalieri è discoteca pura.
      Già la successiva, della saga di Hades, è molto più carina.

      Moz-

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  15. Sicuro?
    Io ricordo che se ne parlava molto attorno al 1996-97, fecero un album di figurine Merlin, giocattoli della Giochi Preziosi... anche se la serie si interrompeva sempre all'obelisco di Balzar contro il Grande Mago Piccolo (Al Satan).
    Lì sì, lo vedevamo tutti, andata su Junior Tv e anche reti private che trasmettevano JTV (ma era già l'edizione Mediaset).
    La precedente edizione io ricordo di averla vista ma non immaginavo avesse avuto tutto questo seguito... a me stesso sembrava un cartoon sfigato, viste le voci e la poca qualità nell'edizione italiana XD

    Moz-

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  16. Sicuramente c'è da dire che il loro pregio è l'averli "portati". Ma dal pregio del farli conoscere, poi sta all'utente informarsi meglio e seguire le serie in maniera migliore e più fedele. Diciamo che è lo stesso concetto dei Power Rangers: hanno il grosso pregio di averceli fatti conoscere in occidente, ma poi sta a noi abbandonare la mondezza americana e passare agli originali.
    Oltretutto ti correggo sulla questione Arale e Doraemon: Mediaset non ha ridoppiato i lavori fatti in passato, ma ha comprato e doppiato le serie fatte ex-novo in giappone, differenti da quelle che erano arrivate qui.
    Altra questione è che, se Mediaset ha avuto il pregio di portarci alcune serie, i canali locali come JuniorTV hanno fatto il loro lavoro dieci volte tanto e dieci volte meglio.

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    1. No, di Arale ha ridoppiato anche la prima serie (oltre a doppiare il remake What a mess...), e di Doraemon ha ridoppiato i film che passavano sulle tv scrause col vecchio doppiaggio e nomi tipo Guglia e Doraemon con la voce di Marge XD
      Junior Tv una mano santa, senza dubbio: ma in pochi sanno che era (per un lungo periodo) proprio gestito da Mediaset con Giochi Preziosi...

      Moz-

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  17. A questo punto bisogna anche ringraziare le reti private o quelle locali, perché i prodotti che mi piacquero più in assoluto arrivarono lì.
    Comunque in generale delle censure o dei cambi nomi me ne sono preoccupato poco e semmai successivamente, a quel tempo guardavo i cartoni come divertimento e intrattenimento.
    Poi comunque quasi tutti i miei preferiti andavano in onda altrove: Ken, Lamù, I Cavalieri Dello Zodiaco, Robotech ecc.ecc.
    Credo che quella dell'adattamento sia una polemica per lo più attuale, anche se all'epoca i più sgamati e le varie riviste del settore non mancavano di criticare, anche aspramente, Valeri Manera.

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    1. Esatto.
      Ma, andiamo nello specifico, per fare esempi: I Cavalieri erano fininvest (mandati in onda su reti satellite di fininvest); Ken aveva gli stessi otto doppiatori a ruota; Robotech già di per sé era censurato a monte dalla Harmony Gold di Agrama, che lo ha comunque venduto a Berlusconi (e infatti è andato in onda su Italia 7).
      Insomma, gira che ti gira...

      Moz-

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    2. ni... i CdZ all'inizio andavano su Odeon TV che era super-rivale di Fininvest.
      Solo dopo il fallimento del circuito Fininvest si appropriò dei Cavalieri (che infatti passarono su Italia 7 non essendo "adatti" a BimBumBam!).

      Sorte simile ebbe Ranma, anche nella versione censurata per poi finire su TMC...

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    3. edit: è saltata una virgola...

      "Solo dopo il fallimento del circuito, Fininvest"

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    4. Yes, ho appena scritto un commento sopra.
      Secondo me dietro questa storia c'è molto altro, con Fininvest già da sempre in quota. Innanzitutto Giochi Preziosi che decide l'adattamento della serie, poi gli ODEON boys che firmano anche il secondo blocco di episodi (quelli ufficialmente acquistati da Mediaset...)

      Moz-

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  18. un vecchio adagio ricorda che "Piuttosto che niente, è meglio piuttosto!"

    diciamo il peccato più grave di Fininvest non è tanto l'aver censurato, ma non aver pensato al contempo (quando c'avevano i big money) a proporre una versione parallela integrale, anche solo per una futura riproposizione. Perché se di alcuni cartoni abbiamo avuto la fortuna di un ridoppiaggio integrale come cristo comanda (Johnny/Orange Road... ma pure qui: gli OAV sono integrali ma col cast vocale mediaset, cosa che disturba molto!) di tutti gli altri ce li dobbiamo tenere in quel modo (qualcuno ha detto Sailor Moon?) :/

    E quando parlo di censure, non mi riferisco ai nomi sebbene sia la cosa che fa più rumore ("quello che noi chiamiamo una rosa, con qualsiasi altro nome, profumerebbe altrettanto dolcemente" cit.) mi riferisco a tutto il resto...

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    1. Sì, hai ragionissimo.
      Beh, forse tardivamente ci hanno provato con la partnership Yamato, che ha provato a proporre qualche opera ridoppiata.
      Dovevano farlo subito, avrebbero sì speso tanto ma riguadagnando altrettanto in futuro...

      Moz-

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  19. Nicola Carrassi24 mar 2020, 17:01:00

    Concordo. Bell'articolo e discussione equilibrata :)

    RispondiElimina
  20. Grazie mille, Nick! 😉💪

    Moz-

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  21. Meglio di niente sicuramente, per le censure, meglio scegliere orari serali, senza tagliare scene e dialoghi originali.
    Saluti a presto.

    RispondiElimina
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    1. Purtroppo non era così semplice, perlomeno negli anni '80 e '90: il pubblico di fan era esiguo e non avrebbe garantino ascolti almeno decenti...

      Moz-

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  22. Ciao Micky! A parte censure e modifiche ad nomi ed adattamenti,Mediaset negli anni 80 e 90,sarà ricordato per il bel periodo degli Anime! Mi dispiace solo che negli anni 2000 ha perso il primato per i contenuti per i ragazzi di oggi! Noi saremmo sempre quella generazione fortunata in un periodo che non c'erano né internet e le altre cose tecnologiche!

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    Risposte
    1. Vero, anche io penso che siamo stati fortunatissimi: tra gli anime popolari Mediaset, quelli cult delle tv controllate dalla stessa azienda, e quelli storici sulle tv private... proprio non possiamo lamentarci^^

      Moz-

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  23. Ciao come stai?
    Credo che Mediaset/fininvest abbia solo fatto bene a dare una ventata d’ossigeno alla noiosissima programmazione del palinsesto televisivo che prima era solo di appannaggio per la maggior parte di mamma Rai.
    Ma vale per tutti i programmi Mediaset non solo per gli anime.
    Riguardo alla censura dei cartoni son d’accordo con quello che scrive Erica , alla fine quando c’avevi dodici anni o meno che te fregava se c’erano tagli ai tuoi cartoni preferiti?
    Son cose che poi realizzi con la maturità no?
    E alla fine ragionando non ti tolgono niente a quello che hai già vissuto a suo tempo no?

    RispondiElimina
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    1. No, infatti. Anzi hai modo per scoprire un intero mondo, e avere una doppia cultura: da un lato gli anime adattati per l'Italia -con tutto quello che ne consegue e che cito a fine post-, dall'altro lato la possibile scoperta delle edizioni originali^^

      Moz-

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  24. Un altra cosa : effettivamente prima c’era monopolio da parte della Rai , dopo invece con la pluralità delle emettenti private “nazionali” c’è stato da una parte un voler “migliorarsi” e quindi competere da parte della Rai su Mediaset con programmi all’altezza che però han lasciato fuori un po’ i cartoni.
    Penso a programmi come Big che dovevano scontrarsi con contenitori come Bim bum bam.
    O cartoni presenti nella fascia preserale quasi di esclusivo appannaggio delle reti di Berlusca.
    Non c’è mai stato confronto.
    Ti do ragione quando scrivi dei meriti e delle colpe della Tv di Mediaset...alla fine penso che la tua generazione sia stata un po’ “vittima” di palinsesti “ controllati” ...prima ancora del parental control 😀
    Per farti capire quando avevo dodici anni io o anche prima ,potevo scegliermi di guardarmi Heidi e Remi o i Barbapapa’ sulla Rai poi giravo canale sulle tv private ( pre-fininvest) e mi vedevo le tette di Fujico o i meganoidi che strappavano i vestiti a Reika e Beauty in Daitar 3 .
    O il must dei must , l’uomo tigre che spaccava facce , sputava sangue negli incontri di catch.
    Per non parlare alla sera se si era fortunati c’avevi pure un pornazzo su Teleelefante!

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    1. Eheh ma guarda... parte di quei titoli che citi alla fine continuavano a essere trasmessi anche ai miei tempi.
      Solo che effettivamente erano roba "vecchia" quasi un po' sfigata, certamente lavorata non in modo perfetto (spesso traduzioni e adattamenti erano approssimativi, e cinque sei doppiatori facevano tutti e venti i personaggi fissi + le comparsi dell'anime)
      Insomma, paradossalmente la qualità generale salì con la discesa in campo di Mediaset...

      Moz-

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  25. La prima volta che ho scoperto che la censura riguardasse anche gli anime è stato proprio sul tuo blog. Non me lo sarei mai aspettata ma, effettivamente, in fascia protetta e in quegli anni era difficile trasmettere messaggi lontani dalla famiglia ideale, l'amore puro, ecc.
    Ho visto quasi tutti i cartoni che hai scelto nelle immagini e mi sono piaciuti.
    Chissà se mi avrebbero turbata, all'epoca, nella versione integrale.

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    1. No, anche perché in sostanza di quelli che ho messo, l'unico pensantemente censurato è Rossana. Gli altri hanno avuto solo qualche nome cambiato, qualche doppio senso omesso o qualche fermo immagine sui seni... niente di che...

      Moz-

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    2. E guarda caso è il mio preferito tra tutti... 😅

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    3. Era ovviamente "pesantemente", anche se comunque la storia principale resta la stessa, tante sottotrame sono state alleggerite (come la questione dell'adozione della protagonista e della reale madre...)

      Moz-

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  26. Nella mia classe, ha colpito tutto quanti ^^

    RispondiElimina
  27. Non posso pensare alla mia infanzia senza bim bum bam e i cartoni,neanche per idea.Quindi assolutamente meglio così.E poi a quei tempi non ci si accorgeva di tagli e censure,sono tutte cose scoperte "da grandi"!Quindi stavota lo diciamo grazie Mediaset

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    1. Esato, anche per me è un grazie, conscio che non si poteva comunque fare altrimenti^^

      Moz-

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  28. Mamma mia... siete l'unico vero grande gruppo che conosco, che ha visto in massa quella primissima versione...!

    Moz-

    RispondiElimina
  29. Bellissimo post e disamina onesta della situazione. Vabbè che dopo la foto di Il mistero della pietra azzurra i miei occhi si sono fatti a cuoricino. Beccassi la serie completa me la sparerei tutta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'hanno anche ridoppiata in versione più fedele all'originale, sai?
      Un piccolo capolavoro^^
      Thanks!

      Moz-

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    2. Mick! Gli episodi del Mistero Della Pietra Azzurra
      li trovi tutti su YOUTUBE.
      Alcuni episodi sono bloccati per motivi di copyright...
      ma questo incoveniente è facilmente raggirabile.

      BYE! BYE!

      Elimina
    3. Io non riesco a seguire niente da Yt o simili, anche ufficiali...

      Moz-

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  30. Suona un po' "HA FATTO ANCHE COSE BUONE" ....noo?!? ;-)

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  31. No, è che non riesco a seguire serie così... non sono molto da "video su pc"^^

    Moz-

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  32. Alla fine faccio l'esempio di Orange Road.
    Vista da bambino la versione censurata, vista da adulto la versione originale.
    Alla fine è meglio di tanti cartoni americani "originali" che teniamo tra i ricordi di infanzia ma che se guardiamo oggi, facciamo fatica a finirne una puntata :D.
    Quindi non è un peccato aver visto, da bambini, opere "massacrate" da censure e tagli, secondo me.
    Comunque il punto lo hai colto: i cartoni li dovevano trasmettere per forza nelle fasce dedicate ai bambini, per ragioni pubblicitarie, ed essere destinate ai bambini.
    Altrimenti le avrebbero trasmesse a mezzanotte, come Berserk (ed è un delitto, perché Berserk è un'opera che meritava ben altra collocazione!)

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    1. Berserk poi su Italia 7 è andato verso le 22.30... ma comunque non poteva avere altri orari... era pure il 2001, primo anime da adulti e non censurato :D
      Solo due serie Mediaset ha trasmesso così, con spot che dicevano: SENZA CENSURE (quindi ammettendo che comunque il resto lo censuravano). Una è Berserk e l'altra è FUJIKO MINE.
      Io comunque sono contento anche di aver visto opere massacrate. Abbiamo una cultura anime anche grazie a questo^^

      Moz-

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  33. Diciamo che quelli pesantemente censurati lo erano così tanto che hanno fatto scalpore.
    Certo, anche altre aziende, tipo non tantissimi anni fa la Rai con SuperGals!, per dire... :)

    Moz-

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  34. Se non ci fosse stata Fininvest/Mediaset non avrei potuto vedere tanti cartoni animati del Giappone, è vero. Io sono del '94 e ho fatto in tempo a vedermi Bim Bum Bam e i cartoni trasmessi allora anche dalla RAI negli anni 2000-2004,ma ormai la storia di quell'azienda nel campo della trasmissione televisiva per bambini è stata ed è ancora così invischiata nel problema delle censure e gli adattamenti pesanti che difficilmente riuscirei a prenderne le difese, mi ricordo benissimo la censura fatta su Hunter x Hunter, la messa in onda per la prima volta diciassette anni fa circa era in versione integrale, mi ricordo bene i particolari che nel nuovo riadattamento vennero eliminati, lo scheletro dell'amico di Leorio, il cui teschio venne tagliato fuori dell'inquadratura, i volti delle scimmie demoniache morte, anch'essi censurati e la storia del killer che squartava le vittime a mani nude nella prima stagione. Un altro punto a sfavore di Mediaset era che per risparmiare comprava direttamente i diritti dell'americana 4KIDS, famosa per essere stata responsabile per le censure a dir poco scandalose di One Piece (le armi giocattolo col tappo al posto dei fucili veri, i cappelli della Marina modificati ecc), e dei Pokemon. Ovvio che la Mediaset avesse poco da riadattare facendo cosi, anni fa lessi che non volle acquistare i diritti per Bleach perché era troppo violento, forse fu meglio così,oggigiorno se non fosse per Dragon Ball Super tornerebbe a sfruttare la serie Z fino allo sfinimento come faceva fino a poco tempo fa, mentre la mattina vedo che continua ciclicamente a trasmettere Heidi, Anna dai capelli rossi, Georgie e i cartoni del genere Meisaku che secondo me ormai non fanno più presa sui bambini di oggi, abituati ad altre tipologie di cartoni dai contenuti moderni e da uno stile più dinamico,non solo estetico.

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    1. Ciao Ale :)
      Dunque, faccio due precisazioni: Hunter x Hunter era già a monte (dalla Shin Vision) proposto in due edizioni. Una televisiva censurata e una dvd senza censure. Niente di strano perché anche SuperGals! andato su Rai2 aveva lo stesso trattamento.

      In sostanza la questione è sempre questa: Mediaset VUOLE mandare in onda determinate serie? Bene, deve censurarle per forza. Perché sennò fioccano le multe.
      E ne ha prese, eh! Oh, dopotutto censurava anche Buffy l'ammazzavampiri.
      Quindi, se Mediaset desiderava mandare in onda un anime in un certo orario, doveva essere per forza censurato, per tutta una serie di motivi.
      Mi dirai: lo potevano mandare dopo le 21, quando la fascia protetta non c'era più e le multe non potevano arrivare. Bene. Ma la Mediaset è una rete commerciale, deve fare ascolti sennò chiude. E gli anime, dopo le 21, non li guarda abbastanza gente. Comunque qualcosa ci è andato, di notte e senza censure: per ultima, la serie su Fujiko.
      Hunter x Hunter trasmesso in estate in prima tv fu UNO SBAGLIO... ahaha, praticamente per errore mandarono le puntate preparate per i dvd e non quelle preparate per la tv. Poi si accorsero della cosa e rimediarono all'errore^^

      Altra questione: quando può, la Mediaset acquista le serie direttamente dal Giappone (vedi One Piece, Beyblade, l'ultima di Yu-gi-oh!).
      Ma se la 4kids compra una serie, se ne accaparra i diritti per TUTTO L'OCCIDENTE, quindi Mediaset non può che comprare solo quella versione (Blue Dragon, Yu-gi-oh! e via dicendo).
      Quello non è colpa di nessuno... se non dei giapponesi che permettono all'America di censurare e stravolgere (dopotutto, sono gli stessi giapponesi che permettono le stesse cose alla Mediaset XD)

      Moz-

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    2. Ottima delucidazione,aspetterò con curiosità il tuo prossimo post.

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    3. Per ora non sono previsti, almeno a stretto giro, altri post sull'argomento censure.
      Ma anche in aprile, ad esempio parlando de I Cavalieri dello Zodiaco, citerò qualcosa a riguardo^^

      Moz-

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  35. È sicuramente un'osservazione interessante, Mediaset ha avuto sicuramente il pregio di portare tantissime serie giapponesi in Italia... Anzi, è un peccato che abbia smesso di portarne di nuove! Una cosa che ho notato spesso guardando i palinsesti dei canali per bambini è la quasi mancanza di anime! Di tanto in tanto vengono acquistate nuove serie, ma sono comunque una minoranza e anzi la cosa viene annunciata come un piccolo evento. Sinceramente mi dispiace. Mi sembra che oggigiorno si preferisca puntare più su serie animate occidentali.
    Però c'è da dire che Mediaset non è neanche stata l'unica a portare gli anime in Italia: li hanno trasmessi anche molte emittenti regionali, e a livello nazionale anche MTV e la RAI ne ha importati molti. E a proposito, a livello di censure sugli anime mi sembra di ricordare che la RAI fosse incredibilmente più permissiva, o sbaglio?

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    1. Sì, perché sono più sicure.
      Secondo me oggi il pubblico si è abituato alle serie occidentali (che sono diventate meno cretine rispetto a quelle anni '80-'90, c'è da dire) e quindi possono a fare a meno degli anime, che prima erano certamente più appassionanti (e comunque oggi c'è ben poco in generale, che possa finire in Bim Bum Bam).
      Mtv ha portato anime di importazione altrui: si affidava alle serie in vhs della Dynamic.
      La Rai ne ha mandati pochissimi, quasi tutti tranquilli. Dove c'era necessità, si censurava (vedi SuperGals!)^^

      Moz-

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    2. Lo penso anche io, perché vedo che altre tv ci provano e ci riescono (anche se ancora nessuna dedica spazio all'animazione), parlo di Tv8, Nove...
      Ah, i bei tempi negli anni '90...

      Moz-

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  36. Esatto, secondo me il cambiamento è stato repentino, e ci sono state delle scelte sbagliate.
    Perché hanno sfidelizzato il pubblico, invece potevano comunque mantenersi come baluardo degli anime... ma la fiducia mano a mano è venuta meno.
    Peccato.
    Io farei, ripeto, un canale apposito e sfrutterei l'accordo in corso con Tim Vision, cioè... la rete fa le trasmissioni, Tim Vision propone repiche e pacchetti di serie complete.

    Moz-

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  37. Potrebbe essere, ma è il mercato a decidere. Se sarà conveniente, vedrai come arriveranno gli anime di nuovo... :D
    Però sì, intanto è un capitolo definitivamente chiuso...

    Moz-

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