[_MOCTURNAL_] gli spazi liminali: mai provata questa sensazione?



Anche questo mese torna la rubrica "fuori orario" del Moz O'Clock, ovvero _Mocturnal_.
E lo fa con un argomento molto particolare, che potrebbe riguardarci tutti: gli spazi liminali.
O meglio, gli spazi liminali e la sensazione che potremmo provare in questi non-luoghi.
Pronti a fare un altro piccolo viaggio notturno?
Ce ne parla //////vainsandro, spiegandoci di cosa si tratta...

[dall’ingl. liminal (der. del lat. limen -mĭnis «soglia»), attrav. il fr. liminal]. – In psicologia e fisiologia, di fatto o fenomeno che è al livello della soglia della coscienza e della percezione.





Con il termine spazio liminale si intende un nuovo fenomeno del web, nato presumibilmente come condimento per un creepypasta, trasformatosi in una vera e propria community di ricercatori del fenomeno (specie sulle piattaforme 4chan e Reddit): si tratta della sensazione di transizione/fuori posto nello spazio e nel tempo, che avviene quando ci troviamo in spazi vuoti o abbandonati: un corridoio della scuola chiusa per le vacanze estive, le sale d'attesa, un centro commerciale nelle prime ore del mattino, questi gli esempi archetipici di tali luoghi.
Sensazione che può avvenire anche davanti a oggetti irriconoscibili.




Sospesi nel tempo, tra il familiare e lo sconosciuto, gli spazi liminali sono accomunati da un'unica costante: l'assenza di spiegazione o di contesto.
Pensando al concetto stesso di liminalità, le immagini rappresentano un momento transizione e fuga dalla realtà quotidiana così come la conosciamo; le immagini che non abbiamo immortalato noi stessi, ”attivano" il nostro centro dei ricordi dandoci quindi un senso di irrealtà, di dejà-vu o di intimo straniamento.



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La paura degli spazi liminali non è rara:
tante persone manifestano disagio per l’assenza di stimoli esterni che ci spingono a cercare una spiegazione razionale a ciò che stiamo osservando, accentuando questa sensazione di distacco dalla realtà.
Uno degli spazi liminali per eccellenza, per intenderci, è il corridoio dell'Overlook Hotel che appare nel film Shining di Kubrick.
Non serve cercarli chissà dove, spesso li abbiamo molto vicini, ma non ce ne accorgiamo nemmeno.





E voi? Avete mai provato questa sensazione?
Ripensandoci dopo la lettura di questo post, vi siete mai trovati in uno spazio liminale, magari non per forza inquietante? In quale occasione?
a cura di //////vainsandro


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36 commenti:

  1. Sì, non lo conoscevo, praticamente sarebbe lo straniamento nel trovarsi da solo in locali concepiti per essere vissuti e riempiti da tante persone. Bello! Io lo ho provato quando facevo le notti in fabbrica. Solo io ed un altro collega nel capannone adiacente. Forte!

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    1. Ciao Shu!
      Figo, grazie per la tua testimonianza!
      A me succede con gli alberghi... pensa tu^^

      Moz-

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  2. Una versione moderna dei non-luoghi dell'antropologo francese Marc Augé...

    Direi che il concetto di Augé in questa versione prende ancora più sostanza...
    Centri commerciali, parcheggi, autogrill ecc. Altro non sono che luoghi vuoti, asettici, senza storia, anonimi...

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    Risposte
    1. Sì, perché in certi momenti vengono proprio spogliati della loro funzione vitale.
      Ma non sempre è una sensazione brutta, penso^^

      Moz-

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  3. Accidenti.
    Conversazione interessante.
    Mi verrebbe da rispondere ad A J e Shurato, ma per contraddirli.
    Scatenerei una lite di sabato notte.
    Immorale.

    Beh in caso dopo.

    Prima vediamo se ho capito bene. Un luogo naturale e deserto, senza altre persone, per esempio una collina, all'apice un albero che si muove quasi impercettibilmente ad una brezza leggera può essere un luogo liminale?
    E il panorama di una città all'alba dall'attico di un grattacielo può esserlo?
    Secondo me in entrambi i casi no.
    Attendo il tuo responso.

    Giù

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    1. Ma no, perché una lite? Si discute in tranquillità^^
      Io non saprei, comunque, in quei casi...
      A me una volta è successo, e in un ambiente esterno: era il crepuscolo, quando già non distingui più bene le forme... vidi una persona uscire da dietro un muro, mi sembrò qualcosa di innaturale, mi sentii stranissimo, come se fossi entrato un momento in un'altra dimensione...

      Moz-

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  4. Il finale del post risponde. Se non facciamo collegamenti, o meglio, se la nostra mente non traduce in stimoli il momento vissuto, neanche ce ne accorgiamo della realtà atipica di un momento preciso. Ricordo il mio peregrinare sul raccordo di Roma in tempo di lockdown. Io solo su una striscia di asfalto dove solitamente riesci ad andare anche ad uno all'ora. Sono visioni che stimolano, e che possono spiazzare, certo, ma se danno particolare fastidio, puoi sempre.. liminarle! ;)

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    Risposte
    1. Eheh, vero.
      Ma durano anche poco, per poter pensare di eliminarle... è proprio come entrare un momento in un'altra dimensione, almeno come sensi...

      Moz-

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  5. Da quello che ho capito io gli spazi liminali (ps.perché il correttore del telefono mi sottolinea la parola ? Ve la siete inventata voi ..ahahah!) son soprattutto ambienti chiusi .
    Secondo me contribuisce molto la percezione che hai legata a quel luogo quando non è uno spazio liminale cioè quando brulica di vita.
    Il centro commerciale pieno ti da una sensazione , vederlo vuoto un altra.
    Non penso sia una sensazione di transizione ( mica entri in un altra dimensione?)
    Ma perché sai che è un centro commerciale.
    Se mi trovassi a camminare per Auschwitz non sapendo niente dello storico del luogo forse non proverei disagio.
    Per contro le associazioni, la conoscenza possono vanificare la percezione reale di un luogo.
    Vedi la tua foto dentro quello che molti hanno immaginato come un lager ma invece era tutt’altro.
    Cos’è un /////vainsandro?😂
    Comunque una sensazione di sospensione , di alterazione della percezione c’è l’ho avuta ( ma te l’ho già raccontato un sacco di volte) durante il primo lockdown.
    Far venti è più km da Padova a casa e vedere strade e città deserta non è stata proprio una bella sensazione.
    Buona domenica

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    1. Pensa che Padova (a me che vengo dal bordello della Capitale) è sembrata spiazzante anche in tempi ritenuti normali.. ahah

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    2. Vainsandro è il nick di Sandrino che ha scritto il post^^
      Io comunque credo sia davvero proprio come trovarsi in un'altra dimensione, ovviamente per mere percezioni.
      Non solo perché ora vuoto, o diverso... ma tanto potrebbe fare anche il rumore o la sua assenza, una luce diversa...

      Moz-

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  6. Si, è una sensazione che conosco ma stranamente quasi mi piace. Sarà perchè sono arrivato a detestare cordialmente l'aver intorno il chiasso (spesso dovuto a maleducazione) delle persone, quindi passato il primo secondo di assestamento questo "vuoto" me lo godo :D

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    1. Eheh anche a me a volte piace... certe volte sono io stesso a recarmi in luoghi dove RIMBOMBA il silenzio...^^

      Moz-

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  7. Non è chiarissimo il concetto e mi associo alla domanda di "Anonimo" delle 23,10.
    Se per spazio liminale [la parola esiste, non se la sono inventata! :-))) ] si intende uno spazio che visto in contesti "non appropriati" o non-abitudinari crea disagio, decisamente sì, ho provato molte volte questa sensazione.
    Non so se sia la stessa cosa - probabilmente no... - ma mi vengono in mente due sensazioni orribilissime che ho provato diverse volte nella vita, ossia l'andare in panico (contenuto perché sono ormai bravissimo a contenerlo, ma pur sempre panico): se in autobus sono seduto e per caso mi appisolo, e se quando mi sveglio di soprassalto non riconosco immediatamente a colpo d'occhio il posto in cui sto transitando, vado in panico fino a che non capisco dove sono, cioè in che luogo della città mi trovo. L'altra sensazione, per me altrettanto spaventosa, mi capitava qiuando andavo a lavorare molto assonnato e nel tragitto a piedi mi capitava per una frazione di secondo (certamente per l'essere, appunto, assonnato) di "non aver presente" gli ultimi, chessò, dieci metri percorsi, e quindi di trovarmi come "sbalzato" da lì a là senza aver presente come ci fossi arrivato. Ripeto, sensazioni da frazioni di secondo, ma che hanno il potere di spaventarmi a morte!

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    1. Molto molto interessanti le cose che dici, Orlando.
      Mi ha colpito quella del viaggio in tram: perché comunque, anche se magari salti una o due fermate, alla fine non è che ti porta a New York, sempre la tua città è... eppure CAPISCO BENISSIMO, è la sensazione appunto di NON essere a casa, di non essere in un contesto familiare.
      Assolutamente.
      La cosa del camminare succede anche a me se sono sovrappensiero... :)

      Moz-

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  8. @ Orlando
    M’e capitato pure a me di abbacchiarmi in pullman e poi perdere il senso dell’orientamento quando mi risvegliavo.
    Ma non ho mai provato vero e proprio panico perché bene o male conoscevo il tragitto e i posti.
    Fortuna che la maggior parte delle volte mi svegliavo prima della fermata giusta -:)
    Solo una volta credo ho superato la fermata perché dormivo di gusto tornando dal lavoro al pomeriggio.
    Ho fatto Padova Treviso , trenta km e dovevo scendere circa a metà strada ahahah!!
    Son arrivato al capolinea opposto mi son svegliato ho bestemmiato in turco non è stato manco necessario cambiare corriera ..però ho fatto il viaggio al contrario più riposato ahaha!!!
    Comunque per me la parola liminati se la son inventata 😂🤣

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Max, che tu sia una persona più serena di me è un fatto assodato e posso solo dire "beato te! :-) ... ma soprattutto: come diavolo fai a mettere le faccine nei commenti?!?

      P.S. https://www.treccani.it/vocabolario/liminare/

      Elimina
    2. Non crederlo
      Non son poi così tanto farina da far ostie😁
      Avevo solo tanto 💤 😴
      Te invece mi sembri molto equilibrato...ahahah!!!
      😂🤣🤗😜💪🏻🤔😎🥶🤧
      Ti bastano?
      Riesco a farlo dal telefonino.
      Se te commenti su Pc non penso sia possibile o almeno credo.
      Ps . c’ha ragione Moz allora , però il mio cellulare continua a sottolinearlo come errore .
      Ciaooo

      Elimina
    3. Non crederlo
      Non son poi così tanto farina da far ostie😁
      Avevo solo tanto 💤 😴
      Te invece mi sembri molto equilibrato...ahahah!!!
      😂🤣🤗😜💪🏻🤔😎🥶🤧
      Ti bastano?
      Riesco a farlo dal telefonino.
      Se te commenti su Pc non penso sia possibile o almeno credo.
      Ps . c’ha ragione Moz allora , però il mio cellulare continua a sottolinearlo come errore .
      Ciaooo

      Elimina
    4. MAX sei malfidato e LIMINALE e SUB-LIMINALE :)
      Sì, i commenti con faccine sono scritti da cellulare!

      Moz-

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  9. Mi è successo però non l'ho vissuto con angoscia, forse perchè avevo altre preoccupazioni! E' stato la prima volta che sono andata in Giappone, ero stata a cena con le amiche che mi avevano poi lasciato presso un fermata della metropolitana dalla quale avrei raggiunto facilmente il mio hotel. Il problema è stato che purtroppo ho scarso senso dell'orientamento, inoltre in Giappone ogni stazione ha molte uscite diverse, quindi quando sono emersa dalla metro non avevo la minima idea di dove diavolo fossi e di che direzione prendere per tornare in hotel. Non era tardi, saranno state le 22, però ero in un quartiere di uffici e quindi in giro non c'era nessuno, quindi dopo aver girato inutilmente per un po' sono tornata nella metro e, tramite un giro assurdamente lungo, ho raggiunto un'altra stazione che avevo già usato. Dovendo cambiare linea, mi sono trovata a camminare per lungo tempo nei corridoi sotterranei di collegamento che di solito sono molto affollati, invece non c'era un'anima! Però la mia preoccupazione era di riuscire a trovare la strada per l'hotel, quindi diciamo che la mia angoscia era indirizzata diversamente XD

    RispondiElimina
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    1. Eheh, anche perché dovrebbe essere abbastanza tranquillo, il Giappone... no?
      Nel senso che non è preoccupante girare da soli, magari non in certe zone specifiche...
      Mi hai ricordato una cosa successa a Londra.

      Moz-

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    2. Infatti non ero preoccupata per la mia sicurezza, avevo solo paura di dover dormire sotto un ponte XD

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    3. Ahahah XD
      In Giappone ti avrebbero ospitata...!

      Moz-

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  10. Non conoscevo il concetto di "spazio liminale"... io classifico quei luoghi solo come "posti inquietanti". Comunque hai fatto centro sulle foto che hai messo... dimmi se non è inquietante la terza foto, quella con le scale che danno nel buio, idem quella porta sempre scura, che cozza tantissimo con quella stanza fredda illuminata.

    Io vivo questa sensazione nelle case grandi, dove con lo sguardo non posso controllare tutte le stanze o quasi. Tipo la villa a più piani di una mia zia mi ha sempre impressionato. Così come mi impressionano tutti i pian terreno, perché qualsiasi volto prima o poi potrebbe scorgersi dalla finestra in piena notte. Per questo vivo in mansarda. :D

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    Risposte
    1. Sì, le case "ingovernabili" mettono paura.
      In mansarda verrebbero a bussarti gli uomini volanti XD
      Sai, io spesso credo sia anche una questione di feng-shui... hai parlato della scala nella foto e mi hai fatto venire in mente una cosa che riguardava una scala di casa di un amico... stessa sensazione "sbagliata"...

      Moz-

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  11. Provato sì, luoghi in cui dopo essersi estraniati si ripensa con nostalgia al passato.

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  12. Nel mio vecchio liceo per andare all'auditorium dovevi attraversare un corridoio (tra l'altro c'era anche un passaggio segreto che collegava la palestra all'auditorium). Comunque, poco prima c'era uno spazio antistante, una specie di anticamera, dove c'erano i bagni. Affianco c'era un finestrone a scorrimento che dava sul nulla. Nel senso che si era a un piano sotterraneo, quindi era una finestra fondamentalmente inutile.
    Se la aprivi dava in una specie di intercapedine in cemento, larga circa un metro. Sopra, a distanza di un piano, si vedevano le grate che davano al piano terra, sul cortile della scuola. Quindi era perfettamente illuminato.
    Un giorno che facevo teatro, mentre gli altri provavano la scena, sono uscito dall'audotorium come per andare in bagno, e senza farmi vedere, ho aperto la finestra, ho scavalcato il parapetto, e mi sono infilato nell'intercapedine e mi sono lanciato nell'esplorazione. Lì ho praticamente percorso un dedalo di cunicoli che circondavano le mura della scuola nei sotterranei. Poi dopo una decina di minuti, sono tornato indietro, perchè non mi beccassero. Che esperienza!
    Ciò che mi chiedo ancora oggi è perché fosse stato realizzato, costruttivamente era del tutto inutile...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissimo.
      Molte volte le intercapedini possono servire per lavorare a tubature o cavi, cose del genere... non è raro che ci siano.
      Bellissimo! E non hai avuto paura di perderti?? :o

      Moz-

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    2. A dire il vero, no. A quell'epoca ero più scalmanato, mi lanciavo in cose del genere senza pensarci troppo (non che lo facessi ogni momento, però, intendiamoci). Tipo: il pallone finiva nell'asilo? Andavo a scavalcare, mi arrampicavo sul parapetto, cosa che implicava stare appeso nel vuoto a quattro metri di altezza, e scavalcare le inferriate. Ero l'unico del gruppo così agile da farlo, e quindi toccava a me.
      Comunque il percorso era abbastanza facile, quando i cunicoli cominciavano a incrociarsi da altre zone, sono tornato indietro. Anche perché non volevo che mi beccassero, non si poteva mai sapere...

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    3. Ma c'erano sbocchi, nei cunicoli??
      Madonna quanto mi ha preso questa cosa ahaha!
      Oh,quindi eri un selvaggio!! Non lo avrei mai detto, ti facevo molto più posato :)

      Moz-

      Elimina
    4. No, assolutamente, però ero una testa calda. Ci mettevo poco ad accendermi e rispondere per le rime alle provocazioni. Col tempo ho capito che alcuni lo facevano apposta per divertirsi a vedermi reagire, per cui ho imparato a fregarmene. Che forse non è sempre la strategia migliore, ma almeno stai più tranquillo. Anche se a volte ancora ci casco, eh...

      Per i cunicoli sotto la scuola, tieni presente che è stato vent'anni fa esatti. Posso dirti questo: io sono entrato da quell'ingresso (che poi manco era un ingresso: era una finestra che si apriva su un cunicolo sotterraneo!), ma può darsi ce ne fossero degli altri in altri punti dei sotterranei della scuola.
      Inizialmente il percorso, le prime decine di metri, era solo un corridoietto, poi iniziavano delle svolte, e mi pare che si incrociasse con altri cunicoli (che evidentemente costeggiavano altre parti dell'edificio). Da quello che mi è parso, credo non ci fossero sbocchi verso l'esterno, e quindi che ci si potesse accedere solo come avevo fatto io. Ne ho percorso solo un tratto, ma già dava l'idea di essere abbastanza intricato ed esteso, e non ho nemmeno idea se questa rete di cunicoli circondasse solo l'edificio o portasse anche da qualche parte.
      Lo so, sembra da film dell'orrore...

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    5. Eheh, capisco!
      Beh, comunque crescendo si matura, e ci si comprende di più.
      Anche io non sono più quello di un tempo...
      Con la storia dei cunicoli, mi hai proprio intrigato.
      Mi sarebbe venuta sicuramente voglia di tornarci e capire se potevano portare da qualche parte (solitamente queste cose sboccano tipo in locali caldaie o simili...^^)

      Moz-

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  13. Si, ho provato lo straniamento diverse volte: il mio paese è pieno di posti dove puoi sentire la sospensione della realtà. Gran bel post, complimenti ragazzi!

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    1. Thanks!!
      Io adoro i posti così, quelli pieni di queste finestre extra-dimensionali^^

      Moz-

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