[FUMETTI] Diabolik Magnum - Nemici, sempre: la recensione

 

Ginko e Diabolik: un rapporto ben più complesso rispetto al cliché guardia-ladro, e questo ricchissimo Magnum ce lo dimostra.
Nel mese che lancia Diabolik al cinema, il balenottero di oltre seicento pagine (all'irrisorio prezzo di 7,90€) ci ripropone ben più di cinque storie classiche che come tema hanno l'audiacia dell'ispettore.
Vediamo perché.


Innanzitutto, vi ricordo che potrete ripassare l'intera vita di Diabolik leggendo la sua storia completa (QUI) e la panoramica sugli albi fondamentali (QUI).
Il nuovo Magnum propone cinque albi che attraversano diverse decadi.
Si va da La fine di Ginko del 1978, storia ricca di pathos e ribaltamenti, a Arma a doppio taglio, vicenda incentrata su ipnosi, furti e trappole audaci.
Spazio agli anni '90 con Una manciata di vetri (1991) e Nemici alla pari (1997), per concludere con la recente Due piani infallibili del 2016.
Un viaggio che potrà essere peraltro utile a quanti vorranno riscoprire Diabolik magari dopo aver visto il film, e che qui potranno ritrovare una serie di storie di taglio classico ricche di colpi di scena e azione.





Ma il Magnum non è mai solo un'antologia, una mera ristampa.
Se in passato abbiamo avuto il recupero di tavole inedite e persino brevi storie mai viste, stavolta c'è una piccola storia che, tra tavole di raccordo nuove di zecca (firmate Muscatiello) e rimontaggi di storiche sequenze, ci parla delle prime volte in cui Ginko e Diabolik si sono incontrati.
Sì: prime, al plurale.
Con addirittura una digressione meta-fumettistica che i collezionisti e fan di Diabolik ameranno: qui c'entra Alfredo Castelli, peraltro.
Una questione che si presentò già in passato, una apparente contraddizione narrativa che viene qui spiegata definitivamente.
Con piccolo cliffhanger finale che potrebbe essere risolto in futuro, come spiegano i redazionali.

Ecco, l'altro punto forte del Magnum: gli articoli.
Immancabile quello sul film in uscita, tra graphic novel, romanzo e intervista a Valerio Mastandrea (che interpreta proprio Ginko).
Rosalia Finocchiaro ci racconta tutte le volte che l'ispettore è... morto (o almeno, è stato creduto morto), più le volte che Diabolik e Eva hanno dovuto vedersela con maschere... a pezzi.
Andrea Carlo Cappi scrive una panoramica su mystery e illusionismo, tra famosi film e note serie TV.
Michele Iudica invece è chiamato a celebrare le vittorie di Ginko, ossia quelle volte (di cui una davvero recentissima) che è uscito vincitore dallo scontro con Diabolik... e non solo!



Pasini, autore della storia inedita Tutte le prime volte (tranne una), che segna anche il ritorno di un comprimario ormai ricorrente, firma anche l'articolo che ne spiega la realizzazione (tecnica e non).
Le Clerville News, stavolta ancora più ricche, anticipano le uscite fino a giugno 2022, tra albi regolari e speciali. Leggendo bene questi articoli, i fan possono intuire diverse sorprese per il futuro, come il ritorno di un personaggio...

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8 commenti:

  1. L'ho già scritto e lo ribadisco: adoro questa pubblicazione!

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    1. Anche io: come riuscire a rendere interessanti e utili anche... le antologie!^^

      Moz-

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  2. una piccola storia che, tra tavole di raccordo nuove di zecca (firmate Muscatiello) e rimontaggi di storiche sequenze, ci parla delle prime volte in cui Ginko e Diabolik si sono incontrati

    E niente, stavolta mi tocca comprarlo: voglio proprio vedere cosa si sono inventati per dare un ordine a quel casino.

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    1. Ma soprattutto danno un senso, o ci provano, a una contraddizione avvenuta un paio di anni fa... non voglio spoilerare però^^

      Moz-

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  3. Mi hai incuriosito, sono passato in edicola e l'ho preso... un ritorno in edicola dopo tanto tempo
    :,-)

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    1. Wao, poi fammi sapere che te ne pare^^

      Moz-

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    2. Un bel volumone :)
      mi sono piaciute soprattutto le prime 2 storie, lineari ed efficaci...
      Della terza storia mi è piaciuto il finale con un Diabolik sconfitto 😮
      mi ha fatto sorridere, in una storia più recente, vedere un telefonino usato per fare un video, dà un senso di modernità però la storia è un po' macchinosa, con troppi flashback e didascalie...
      alla fine, per me, vince la semplicità delle storie più vecchie, dove non serve metterci cose tecnologiche per fare una bella storia 🙂

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    3. Più che altro, ultimamente non è tanto la tecnologia (che deve starci, il mondo normale va di pari passo con quello di Dk), ma... la macchinosità di alcune storie recenti, che sicuramente a qualcuno piacciono. Ma io, come te, preferisco la semplicità potente (con colpi di scena) del passato 😎👍

      Moz-

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