[ICONE] Diabolik: i miei ricordi (e perché mi piace)

 


In questo periodo, trent'anni fa, presi a collezionare Diabolik.
In realtà lo leggevo già da qualche anno, e c'era anche già stata una volta in cui lo acquistai per conto mio, senza poi proseguire.
Chissà quale meccanismo scatta, quando ti innamori di un'opera: perché ho scelto lui e non altri fumetti?
Credo che la risposta sia da ricercarsi in un insieme di elementi: ve li racconto, per festeggiare i miei trent'anni di collezione diabolika!

Diabolik significa per me solo una cosa: estate.
Vacanza, mare, balcone ventilato, dondolo.
Non so dire di preciso quando ho letto il primo albo, né quale sia questo primo albo, ma probabilmente ciò è avvenuto attorno ai miei otto anni d'età e l'episodio probabilmente era il sublime La vittoria di Ginko (vedi QUI), o l'altrettanto sublime Un amore nuovo.
Erano albi che si trovavano nella casa al mare di una mia prozia.
Siamo, quindi, più o meno nel 1991. Per le estati a seguire, ho letto e riletto quegli albi; nel 1993 il mio primo acquisto, sempre al mare: Terrore per Eva.






L'anno dopo acquistai il diario Pigna, a 10.000 lire, che tenni alla seconda media: ricordo che all'interno erano riprodotte proprio le tavole de La vittoria di Ginko, che conoscevo a memoria perché avevo consumato quell'albo: di fatto, mi ero portato un po' di estate a scuola.






Mentre stavo preparando gli esami di terza media, nel giugno del 1996, andammo a cena da amici di famiglia; il figlio più piccolo aveva in cameretta un albo di Tex, lo sfogliai e decisi: mi sarebbe piaciuto collezionare in modo costante Diabolik, che già amavo.
Il giorno dopo mi faccio riportare da mio padre l'ultimo numero disponibile in edicola, che era Cento guerrieri d'oro.
Finiti gli esami, presi la ristampa de I cadaveri parlano e quindi la seconda ristampa de La miniera di diamanti



i tre albi coi quali ho iniziato la collezione: giugno 1996




L'estate del 1996 si trasformò in una caccia spietata a Diabolik, grazie alla costante presenza di albi "vecchi" nelle edicole.
E da lì, da quei giorni di titoli letti tra gli arretrati, immaginando la copertina, la storia del personaggio e le avventure fondamentali, nasce la mia passione; una passione legata comunque, appunto, a momenti di svago, vacanza, ricerca attiva.
Ed è un cocktail magico, la chiave di tutto.



agosto 1996: io con La vittoria di Ginko e Terrore sul Karima




Ma perché proprio Diabolik, al di là di questo?
Penso che il protagonista sia il personaggio che più mi assomigli, nel modo di pensare e agire.
Non vuol dire che sono potenzialmente un ladro e un assassino, se volete metterla in questi termini spicci.
Diciamo, più approfonditamente, che io ragiono proprio come lui: Diabolik antepone chi (e ciò) che ama a tutto il resto.
Una sorta di istinto animale: avete presente i video dei leoni in qualche strambo modo affezionatisi ad un altro animale, mentre tutti gli altri della stessa specie vengono naturalmente mangiati dallo stesso felino perché prede? Ecco.







Diabolik è una pantera, e ragiona così: per lui esiste soltanto ciò che apprezza, e lo pone al di sopra di ogni cosa, ponendosi di conseguenza lui stesso al di sopra di tutto.
Anche io sono così: se per esempio qualcuno dovesse toccare persone, animali o cose che amo, mi sentirei del tutto in diritto di agire contro di questa persona - probabilmente penserei anche al modo di non pagarla io stesso, di conseguenza - distruggendolo in ogni modo possibile, nel modo che riterrei più opportuno.



oggi parlo di Diabolik sia sul blog, sia su fanzine, che in pubblico




So già che non proverei alcun rimorso verso persone e cose di cui non me ne frega niente: il mio mondo, in quanto mio e per me importante e amato, viene prima di ogni altra cosa; e se qualcun altro ragiona nello stesso mio modo, dovrebbe vedersela comunque con me.
Non provo nessun sentimento, nessuna pietà per le persone che non sono parte del mio mondo e che vogliono nuocere ad esso: a maggior ragione, vivrei con profondo e appagante senso di giustizia qualsiasi avvenimento dovesse toccare (anche trasversalmente) qualcuno che ha osato volutamente toccare la mia sfera personale.
Diabolik non fa distinzioni di sorta: se uccide una donna, non è femminicidio e non è una sopraffazione del più forte sul sesso debole; lui è il forte, gli altri sono, per lui, meritevoli di essere tolti di mezzo, a prescindere dal genere. Un pericolo da eliminare, o semplicemente qualcuno da far sparire.
La parità dei sessi più totale.






Innamorato, fedele, dall'etica salda, ho sempre visto in Diabolik qualcosa che va oltre il banale omicidio e furto, che sono semplici motori dell'opera.
Al di là del mare, delle vacanze, degli albi letti sotto l'ombrellone o in giardino, amo Diabolik perché mi rispecchia totalmente.
Da trent'anni (e più).

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10 commenti:

  1. Curioso che sia stato un albo di Tex a innescare la voglia di collezionare Diabolik! 😮
    Diabolik con le sue ristampe e i chili di albi usati negli scaffali dei mercatini è pure facile da collezionare: io a Bari ho recuperato così pressoché tutti gli albi fondamentali (dietro tua saggia guida).
    Mi chiedo però una cosa: "La vittoria di Ginko" prosegue con "L'ultimo rifugio": avevi la storia completa o l'hai recuperata successivamente?

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    1. Esatto, sembra assurdo ma è così: leggevo Dk già da anni, ma è stato vedere il fumetto di Tex a casa di un amico a spingermi a dire "ma sarebbe bello collezionare Diabolik, tenere tutti gli albi!" Io fino a quel momento avevo bazzicato Topolino, Corriere, qualche manga sporadico, Bunny Band, i supereroi: erano queste le mie collezioni, ma Diabolik assurdamente mancava nonostante lo leggessi regolarmente ogni estate.
      Su L'ultimo rifugio, ho un aneddoto: c'entra un amico di famiglia, insegnante di musica e pianista scomparso proprio un paio di mesi fa; con lui, amico di mio zio, ci scambiavamo i Diabolik (lui ad esempio mi prestava i cd dei Litfiba, o libri vari...), un giorno comprò in edicola una manciata di albi da leggere e poi regalarmi, tra cui L'ultimo rifugio. Li riportai a casa e scoprii che era il seguito della storia che tanto avevo amato nelle estati precedenti!!

      Moz-

      Moz-

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  2. Questo post è stato abbastanza spiazzante ma anche molto interessante.

    Ho provato a leggere Diabolik qualche volta ma purtroppo non mi ha mai preso.

    Nell'autunno 2007 ho scoperto Dylan Dog con l'albo "La stanza numero 63" e la Grande ristampa 3 in 1 primi numeri e sono stato fulminato!

    DD la stragrande maggioranza delle storie erano autoconclusive non mi dispiaceva come formula ma con DK invece quel format rigido è stato per me un limite.

    Probabilmente con Dylan Dog son entrato subito in sintonia emotiva in un momento molto delicato della mia vita mentre con Diabolik no...

    Di entrambi gli ho letti la prima volta in quel periodo.

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    1. Ci sta, non esiste un vero e proprio motivo: qualcosa ti prende, qualcosa no.
      Diabolik è rigido nella sua formula ma ha anche una continuità mai invalidante, per me questo è un suo pregio che spero non stravolgano mai (come invece, appunto, hanno fatto con Dyd).

      Moz-

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  3. Grazie per aver raccontato come è nata la tua passione per Diabolik 😎 ( io ho iniziato a collezionare Diabolik nel 1967, Il numero 8 sepolto vivo,la prima storia che ho letto, avevo 13 anni)

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    1. Caspita, un numero emblematico che ha sicuramente segnato il tuo immaginario!! 😍💪🏻

      Moz-

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  4. Ho letto molto Diabolik da "giovane", perché un mio parente ne aveva molti nella casa di campagna attigua a quella dei miei nonni, e quindi li prendevo spesso a prestito. Negli anni, in certe edicole al mare che buttavano nei cestoni albi a fumetti al costo di poche lire, ho persino trovato i primi numeri, e ho potuto apprezzare l'arrivo di Eva, la sua evoluzione, il miglioramento dei disegni, il cambio di ambientazione da quella realistica del Sud della Francia alla fittizia Clerville. E' proprio questo mondo fittizio che, oggi, mi ha stufato: sembra illogico detto da uno che ama il fantasy, la fantascienza, i Masters of the Universe e tante ambientazioni immaginarie, ma è così. Di fatto non lo trovo più credibile: non lo vedo coerente, stabile, ma costruito di volta in volta secondo le necessità della singola storia. Tenta di scimmiottare il nostro mondo reale, poi però ti piazza città abitate solo da ricconi, oppure un Oriente disegnato secondo i peggiori stereotipi. Ho apprezzato invece molto la versione DK, con gli albi spillati all'americana, creazione (se non ricordo male), di Tito Faraci. Ho persino visto l'orrendo cartone animato, "Track of the Panther": certo, era un prodotto per bambini e quindi ovviamente e palesemente edulcorato, ma proprio non dovevano farlo. Non puoi trasformare Diabolik in un eroe per bambini. Non è nato per questo e non potrà mai esserlo. Mi ha fatto piacere scoprire, negli anni, specie attraverso gli albi speciali, nuovi dettagli sul passato suo e di Eva (bellissimo in questo senso il volume, questo senza dubbio di Tito Faraci, "Eva Kant - Quando Diabolik non c'era"). Ecco, un altro aspetto che non mi piace più è proprio la resa di Eva. Se è vero che dalle prime storie ad oggi si è evoluta, ed è diventata pari a Lui (curioso che quando lo cita parlando con altri non lo chiami mai per nome), di fatto è ancora una donna intrappolata nella sua vita e nella sua relazione. Non ha spazi di autonomia, di libertà, di interessi personali: tutto ruota sempre, costantemente, incessantemente attorno a Lui. Se io fossi una donna non la prenderei come modello.

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    1. In realtà, sempre più ormai il mondo di Diabolik è "fisso", pur all'occorrenza libero. Ma da quando hanno scritto (ormai venti anni fa) la guida turistica con cartina, e c'è anche la cartina del mondo con le varie nazioni confinanti, la geografia diabolika ha assunto sempre più un senso fisso.
      Vale anche per gli stati esteri.
      Eva non è subordinata a Diabolik, è che Diabolik è il titolare di testata: per forza di cose i due devono agire in coppia e lei avere "gli stessi interessi" altrimenti sarebbe una collana a parte, che però pure potrebbe esistere, eh, visto che Eva ha una sua personalità.

      Moz-

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  5. Io la faccio breve, non colleziono Diabolik, ma c'è un motivo del perché avrei voluto farlo.
    Ho iniziato leggendo ogni tipo di fumetto (cosa che se non erro lo avevo scritto anche su sto Blog eoni fa), escludendo (o meglio mettendo da parte) Topolino/Tiramolla, i primi fumetti che mi hanno fatto amare la lettura di essi furono rispettivamente Zagor (che rimane il mio fumetto italiano preferito) e Dylan Dog, ma l'amore per il fumetto in generale (nel senso che pur leggendo tutt'ora prevalentemente manga, non ho mai fatto troppe distinzioni, un fumetto se fatto bene è bello, qualunque sia l'origine) nacque leggendo Diabolik a casa dei parenti , un mio zio per lavoro viaggiava , e comprava fumetti a iosa, e tra vari Tex (che ho imparato ad amare dopo), Blek Macigno, Nathan Never, Martyn Mystere e altri, i Diabolik furono quelli che mi rapirono di più.
    Insomma, Diabolik mi ha fatto capire che il mondo del fumetto può esser vario, e quindi se ti piacciono le storie ben fatte, hai una buona base , chiunque sia l'origine (italiana, americana, francese, etc...).

    Senza dimenticare che , amante dei video musicali di una volta, il "Body Movin' " dei Beastie Boys, uno tra i più divertenti che hanno fatto, è proprio una parodia di Diabolik (lo segnalo perché lo rivedo spesso anche su Rock TV)

    Caio

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    1. Yes, il video dei Beastie Boys trova spiegazione nel fatto che il film di Bava del 1966 è un cult in America 😉👍
      Comunque, Diabolik secondo me non lascia mai indifferenti, per una serie di motivi a partire dal mix di moderno e vecchio al contempo... 😉

      Moz-

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