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[SOCIETÀ] il ritorno delle scarpe Lidl e il caso Scare Glow: perché vogliamo pagare di più?



Sono tornate in vendita le famose (e orribili) scarpe Lidl, che avevano tenuto banco un paio di giorni nel novembre 2020.
I più hippie avevano gridato al piccolo miracolo: il mercato che esplodeva alla richiesta di scarpe "da poveri", che non fossero le solite Nike o Adidas.
Le cose stanno diversamente: è stato un vero e proprio caso da studiare (come vedemmo QUI).
Dopotutto avete mai visto qualcuno con questi obbrobbri ai piedi? No, e perché sono scarpe oggettivamente brutte e con un forte richiamo al discount (quindi al risparmio e all'avere pochi soldi).
Non poteva funzionare come un neo status-symbol alla faccia di chi spende centinaia di euro per calzare altre marche.
Anche perché... pure queste sneakers Lidl sono arrivate a costare tanto.
E un altro esempio analogo è ciò che succede in casa Masters of the Universe Origins. Da qui la mia domanda: perché vogliamo spendere di più?

[MARKETING] scarpe Lidl: un caso (umano) da studiare



Se qualche anno fa vi avessero detto che avremmo visto gente comperare in massa scarpe-ciabatte-calzini della Lidl come fossero Tod's o Nike, ci avreste mai creduto?
E credereste che qualcuno potrà mai indossare e andare in giro con simili aborti ai piedi?
E ancora, pensereste mai che alcuni sciacalli potrebbero rivendere tali prodotti rincarandone il prezzo fino a oltre 2000€, nonostante il costo di scarpe-ciabatte-calzini al Lidl sia di pochi euro?
Eppure, è quello che questa estate è avvenuto all'estero.
Eppure, è quello che sta succedendo in Italia. Adesso.

[vita] fenomenologia del discount: una livella sociale


Il fatto è che siamo diventati tutti poveri, senza appello.
Un tempo, a far la spesa nei discount, passavi come quello che comprava i giocattoli made in poverolandia delle bancarelle. Senza marchio CE, fatti con materiali osceni che puzzavano di bassa Italia e feste patronali.
Oggi la situazione è cambiata: Lidl è sponsor della Nazionale e a noi non è riservata nemmeno più la vergogna di essere (o rischiare di sembrare) poveri.